Guerra e rincari pesano su distribuzione automatica: vede 2022 -15% su 2019

Milano, 16 nov. (askanews) – Nei primi nove mesi del 2022 ai distributori automatici d’Italia (oltre 820mila) sono stati consumati oltre 1,7 miliardi di caffè e quasi 439 milioni di snack che hanno trainato la lenta ma progressiva ripresa del settore, in crescita di un 8,2% rispetto al 2021. Gli snack salati e al cioccolato sono quelli che hanno registrato le performance più alte, rispettivamente del +31,40% e +28,53% facendo fare all’intera categoria un salto del 22,8% in 9 mesi. Tuttavia, le conseguenze della pandemia e la crisi delle materie prime dovuta alla guerra russo-ucraina hanno causato una contrazione delle performance del settore, in cui l’Italia è leader a livello internazionale, del 17,94% rispetto allo stesso periodo del 2019. È quanto emerge dallo studio presentato da Cinfida, l’associazione italiana Distribuzione automatica durante gli Stati Generali del comparto.

Dal 2020 la crisi legata alla pandemia ha causato gravi perdite (-31,95% vs 2019) per le imprese del comparto colpite in particolar modo da smart working, dad, chiusure dei luoghi d’aggregazione e restrizioni negli ospedali. Crisi continuata nel 2021 quando, nonostante una lieve ripresa, la perdita è stata comunque del 23,7%. Nel 2022 la guerra ha causato mancanza di prodotti, aumenti vertiginosi dei prezzi, oltre alla crisi energetica che ha portato ad una crescita significativa dei prezzi di carburanti, elettricità e gas. Confida stima che il comparto possa chiudere l’anno a -15% rispetto al 2019.

“In questo scenario che dimostra tutte le difficoltà ma anche la resilienza delle nostre 3.000 aziende e degli oltre 30mila collaboratori del settore – commenta Massimo Trapletti, presidente di Confida – la distribuzione automatica si è presa carico anche delle difficili sfide della transizione ecologica e digitale, le incognite della cosiddetta ‘fase a regime’ della trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate e le problematiche derivanti da una situazione dei bandi di gara pubblici per la fornitura del servizio alle Pubbliche Amministrazioni che stanno diventando sempre più antieconomici”

In particolare, Confida chiede di riaprire un tavolo di confronto sui cam (criteri ambientali minimi) dei servizi di ristoro presso il ministero dell’Ambiente: quelli attualmente definiti, se applicati, stravolgerebbero a livello ambientale, alimentare e organizzativo i principali aspetti della distribuzione automatica con un impatto particolare nella pubblica amministrazione (18% del fatturato dell’intero comparto vending). Il settore chiede anche di essere escluso dall’obbligo dei POS (D.l 30 aprile 2022 n.36) in quanto, sebbene stiano aumentando le vending machine abilitate al pagamento elettronico (il 20% ha installato App di pagamento), in molti altri casi esistono impossibilità tecniche (es: mancanza di rete) o economiche che impediscono di accettare carte di pagamento in tutto il parco macchine.

Per affrontare queste sfide, Confida ha sottoscritto una partnership con Ernst&Young per elaborare un progetto strategico per i prossimi quattro anni.

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