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Il 20 marzo tornano le Harley-Davidson Nights, anche in Italia

Il 20 marzo tornano le Harley-Davidson Nights, anche in Italia

Roma, 24 feb. (askanews) – Tornano le “Harley-Davidson Nights”, la celebrazione della moto culture che unisce musica, energia, community e motociclette. Dopo il successo del lancio in Europa nel 2024, il format si espande a livello globale nel 2026.

Venerdì 20 marzo, i concessionari Harley-Davidson aderenti all’iniziativa in Asia Pacifico, Europa, America Latina, Medio Oriente e Africa apriranno le loro porte per accogliere motociclisti, appassionati e chi si avvicina al mondo Harley per la prima volta.

I concessionari partecipanti offriranno intrattenimento dal vivo, food & beverage di qualità e attività pensate per riflettere l’identità e la cultura del territorio. Attraverso queste esperienze, “Harley-Davidson Nights” punta a riunire la community in una serata di condivisione e passione per le due ruote.

Durante la serata sarà protagonista l’intera gamma di motociclette, offrendo agli appassionati l’opportunità di scoprire da vicino le ultime novità dell’iconico marchio americano. Oltre alle moto, “Harley-Davidson Nights” valorizza l’impegno del brand nel mondo della personalizzazione e del lifestyle. I partecipanti potranno esplorare la nuova collezione Parts & Accessories, pensata per personalizzare ed esaltare ogni esperienza di guida, insieme alla linea ampliata Genuine MotorClothes, espressione autentica dello spirito Harley-Davidson.

Quest’anno, “Harley-Davidson Nights” coincide con l’Harley-Davidson Music Contest, che offre alle band emergenti la possibilità di esibirsi in alcuni dei più importanti eventi Harley-Davidson in Europa. I vincitori saliranno sul palco di rally iconici come lo Spring Rally (Italia), l’European H.O.G. Rally (Portogallo) o l’European Bike Week (Austria), esibendosi davanti a migliaia di rider e appassionati di musica. L’edizione 2026 introduce inoltre una fase di voto pubblico ampliata, che si aprirà il 20 marzo.

Montagna, la battaglia di Uncem: “Ora reintegro totale dei 18 Comuni esclusi”

Montagna, la battaglia di Uncem: “Ora reintegro totale dei 18 Comuni esclusi”

Roma, 19 feb. (askanews) – La questione era stata sollevata per prima da UNCEM Marche, nero su bianco, già il 6 novembre 2025. Una lettera formale al Ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli, ai Parlamentari marchigiani e al Presidente della Regione Francesco Acquaroli denunciava con chiarezza: i criteri previsti dalla Legge 131/2025 per definire la “montanità” avrebbero escluso quasi tutti i Comuni dell’Appennino marchigiano, ignorando isolamento, fragilità economica e realtà sociali dei territori.

In dettaglio: il primo criterio stabiliva che un Comune potesse essere considerato montano solo se almeno il 25% della sua superficie superava i 600 metri di altitudine e almeno il 30% presentava pendenze superiori al 20%. In alternativa, il secondo criterio permetteva di qualificare un Comune come montano solo se l’altimetria media superava i 500 metri. Una scelta definita fin da subito «assurda e inaccettabile» dalle Unioni Montane delle Marche. Perché l’Appennino non sono le Alpi e non può essere misurato con un parametro altimetrico rigido. Nei territori marchigiani la montanità è fatta di isolamento, difficoltà di accesso ai servizi, fragilità economica e demografica, cratere sismico e dissesto idrogeologico. Non di numeri astratti.

La mobilitazione istituzionale che ne è seguita in sede di Conferenza Stato-Regioni, con il coinvolgimento diretto della Regione Marche e degli assessori Baldelli e Consoli, hanno prodotto un risultato concreto, infatti per rientrare nell’elenco, il comune deve rispettare uno o più dei seguenti requisiti: almeno il 20% del territorio sopra i 600 metri e almeno il 25% della superficie con una pendenza superiore al 20%; un’altitudine media pari o superiore a 350 metri e almeno il 5% del territorio con pendenza superiore al 20% oppure un’altimetria media di almeno 400 metri; un’altitudine massima pari o superiore a 1.200 metri.

Un passo avanti importante, giusto, che va riconosciuto. La Regione ha svolto un’azione forte e responsabile, contribuendo a correggere un’impostazione iniziale profondamente sbagliata. Un risultato positivo, ma non sufficiente.

Nonostante la revisione dei criteri, restano 18 Comuni marchigiani esclusi dal riconoscimento di montanità. Diciotto comunità che vivono le stesse fragilità strutturali degli altri territori dell’Appennino e che ora rischiano di essere tagliate fuori da misure decisive su sviluppo, servizi, fiscalità e politiche demografiche. Il nodo non è solo tecnico. È istituzionale. È una questione di certezza normativa e di coesione territoriale.

«Da mesi lo diciamo con chiarezza – ha dichiarato Giuseppe Amici, Presidente di UNCEM Marche – che questa riclassificazione andava evitata. Lo abbiamo detto quando eravamo soli, lo abbiamo scritto al Governo, lo abbiamo ribadito in tutte le sedi istituzionali. Sapevamo che avrebbe generato caos, divisioni e conflitti tra territori che condividono le stesse condizioni. Il punto oggi è semplice: il buon senso deve prevalere sulla rigidità. Quando una norma crea più problemi di quelli che risolve, la soluzione non è complicarla ulteriormente con sottogruppi e sotto elenchi. La soluzione è ripristinare lo status quo. Non possiamo accettare che si creino Comuni di serie A e Comuni di serie B. Non possiamo accettare che territori che da decenni sono riconosciuti montani si trovino improvvisamente fuori, con dubbi su scuola, sanità, trasporti e ordinamenti differenziati. Sarebbe assurdo e dannoso. Sarebbe un salto indietro. Perché dividere la montagna significa indebolirla. Se davvero vogliamo coesione, unità e sviluppo delle aree interne, allora l’unica scelta coerente è il reintegro totale dei 18 Comuni marchigiani esclusi, senza se e senza ma. Non stiamo chiedendo privilegi. Stiamo chiedendo una scelta di equilibrio istituzionale. Ripristinare lo status quo non è un passo indietro: è un atto di responsabilità. È la via più lineare, più giusta e più ragionevole. Il buon senso oggi coincide con una decisione chiara: reintegrare tutti i 18 Comuni marchigiani e chiudere definitivamente una stagione di incertezza che non ha fatto bene a nessuno».

Regione Marche prima nell’allocazione di fondi Fesr e Fse

Regione Marche prima nell’allocazione di fondi Fesr e FseRoma, 8 nov. (askanews) – La Regione Marche in testa alla classifica italiana nell’attuazione dei programmi Fesr con 223 milioni di euro impegnati rispetto alla dotazione di 585,69 milioni di euro (il 38,11% del totale) contro il 14,93% della regione Abruzzo ed il 7,45% della regione Umbria.  Sono i dati sull’andamento dei Fondi Europei 21-27 dove le Marche si collocano ai primi posti tra le Regioni italiane nell’avanzamento dei programmi in termini di impegno delle risorse secondo quanto è emerso dalla Riunione annuale di Riesame, l’appuntamento più importante per l’analisi e la valutazione dello stato di attuazione dei programmi comunitari Fesr e Fse+ 2021-27. La Regione adriatica è al primo posto nella classifica nazionale in termini di avanzamento dei pagamenti sul FSE+.


“Sono risultati che ci rendono orgogliosi e che ci spronano a restare concentrati sugli obiettivi – ha detto il presidente della società Svem, Andrea Santori – in quanto il lavoro svolto ci sta dando notevoli risultati e riconoscimenti. La Svem ha un ruolo strategico nell’accelerazione delle procedure e per questo abbiamo managerializzato la società e l’abbiamo dotata di software adeguati e di un’organizzazione capace di rispondere alle esigenze di imprenditori ed enti. Voglio segnalare un dato per tutti: invece dei 48 mesi di attesa per le liquidazioni delle somme alle aziende della precedente gestione, siamo passati a soli 3 mesi”. Il presidente della Svem fa anche presente che nei primi sei mesi del 2024 sono stati allocati nel sistema economico marchigiano circa 600 milioni di Euro e che nell’operazione Credito futuro su cui sono stati destinati 19 milioni di Euro al credito che hanno garantito al sistema delle pmi circa 200 milioni di Euro: “Un’operazione guidata da Consorzio Unico che ha distribuito finanziamenti per ogni aziende richiedente in taglio da 200mila euro a zero interessi e con spese di costituzione di garanzia completamente gratuite”.


Grazie a quest’allocazione di ingenti risorse si è potuta iniettare una liquidità importante che ha consentito alle piccole e medie imprese regionali di continuare a svilupparsi e a crescere. “E non è finita qui – ha detto Santori – perché nella nuova programmazione oltre a ripetere l’operazione di Credito futuro, vogliamo pensare all’innovazione e a favorire la nascita di nuove imprese. Misure sulle quali abbiamo allocato risorse importanti per circa 15 milioni di Euro. Obiettivo: far crescere imprese innovative che possano svilupparsi sui nostri territori”. Sono stati organizzati e velocizzati i processi, ma anche ascoltati i territori. Svem ha organizzato incontri con le Associazioni di categoria e con la partecipazione diretta delle imprese e degli enti per raccogliere esigenze e conoscere l’economia dei territori. Per crescere ancora c’è bisogno di investire in infrastrutture e logistica. “Sono due campi su cui siamo molto impegnati perché comprendiamo che lo sviluppo passa da questo settore – ha concluso Andrea Santori – e anche su questo Svem è attiva per disegnare un futuro alla via Adriatica in un contesto ampio. A Roma con le società di sviluppo di Abruzzo, Lazio e Umbria abbiamo avviato una riflessione e lanciato programmi comuni”. 

”Halloween Mystery Fest”, a Montelupone il primo festival storico

”Halloween Mystery Fest”, a Montelupone il primo festival storicoRoma, 11 ott. (askanews) – Dopo le oltre 2000 persone arrivate appositamente da tutta Italia per l’edizione 2023, dal 31 ottobre al 3 novembre torna il primo festival storico di Halloween in Italia “Halloween Mystery Fest” di Montelupone, comune marchigiano in provincia di Macerata: quattro pomeriggi intensi, da giovedì 31 ottobre a domenica 4 novembre, dalle ore 17.30 alle 2.00 di notte, tutti a ingresso gratuito.


Un weekend lungo che permetterà a tutti i partecipanti di farsi circondare dallo speciale mix di magia, mistero e avventura che permeerà il borgo antico, tra spettacoli, giochi interattivi e attività dedicate ai “cuor di leone” e ai meno temerari. Un evento che nasce grazie a un’idea del monteluponese Leonardo Bedini: unendo la sua grande passione per la storia locale, i suoi miti e le sue leggende, e la sua esperienza come attore comico e cantastorie, ha ideato e dato vita ai Mistery Tour nel cuore del borgo (di cui è anche misteriosa guida e accompagnatore), da qualche anno vero e proprio “protagonista” del passaparola di turisti italiani e internazionali che visitano la zona, alla ricerca di esperienze un po’ di nicchia. L’Halloween Mystery Fest è la sua naturale – e quasi doverosa – evoluzione, a cui Bedini ha lavorato insieme all’associazione da lui fondata Storie e Leggende e con Gazolina Eventi, Roba da Malti Distribuzione, la Pro Loco di Montelupone e con il patrocinio del Comune di Montelupone.


E così, ecco che i protagonisti assoluti della Fest sono tre spettacoli, tre avventure affascinanti e misteriose a cavallo tra storia e leggenda, per un’esperienza immersiva e coinvolgente e dedicata ai più curiosi: I SEGRETI DELL’ABBAZIA, al Teatro di Montelupone (in scena fino a 3 volte al giorno, negli orari 18.00/20.00/22.00 – durata un’ora circa – costo €10) “con attori in costume e tanta follia! Quanti misteri possono nascondere un monastero ed un’abbazia con 2000 anni di storia? Leggende, oscuri segreti e storie vere pronte a svelarsi – racconta Bedini – Il teatro in quei giorni si trasformerà per accogliere i presenti da veri e propri protagonisti…che la storia avvolgerà e a cui pioverà addosso da tutte le parti!”;


UNO SQUARCIO NEL TEMPO!, spettacolo itinerante per Montelupone (replicato fino a 3 volte ogni giorno, negli orari 18.00/20.30/22.30 – durata un’ora circa – costo €10) “Al confine con la leggenda la storia è fatta di piccoli eventi, a volte piccolissimi. Un incredibile avvenimento perso nel tempo è stato scoperto di recente a Montelupone – prosegue Bedini – Un goffo e oscuro individuo guiderà i partecipanti in un viaggio misterioso per risvegliare le anime perdute nella storia, aprendo squarci nel tempo. Tanti attori in costume faranno da guida attraverso mondi paralleli, partendo da Montelupone per toccare con mano la grande storia del mondo, scoprendo un filo rosso che intreccia la storia locale con il destino di interi regni”. L’OSCURA VERA STORIA DEL BORGO, il Mystery tour di Montelupone ma in versione “gigante”! (fino a 3 spettacoli in partenza al giorno, negli orari 17.30/20.00/22.30 – durata due ore circa – costo adulti €16, bambini sotto 10 anni €13) “Con 10 attori in costume, tutte le storie nascoste di Montelupone… prendono vita! Con racconti narrati solo in questi giorni e non nel normale Mystery tour, tutti basati su storie vere ma raccontate sotto forma di show, itinerante, con videoproiezioni, divertente, interattivo e un po’ pauroso – conclude Bedini – Con il finale nelle grotte al buio assoluto!”


Completano l’offerta una serie di altre attività aperte a tutta la famiglia come il Mystery Music Festival, un mix di suoni e mistero con DJ locali, in collaborazione con la Proloco di Montelupone, ogni sera dalle 21:30; la Zona Kids, uno spazio dedicato ai più piccoli con gonfiabili, laboratori e attività a tema Halloween; i giochi di fuoco e magia con i Carantos, con spettacolari esibizioni di fuoco e magia che illumineranno le vie del borgo; Halloween Mystery Games, in cui cimentarsi in sfide ed enigmi adatti a tutta la famiglia e l’Area Food & Beverage, in collaborazione con Rocket Truck, in cui gustare piatti tradizionali e bevande locali.

Marche, accordo con Sogesid per superare emergenza alluvione 2022

Marche, accordo con Sogesid per superare emergenza alluvione 2022Milano, 17 set. (askanews) – È stato siglato un Accordo Quadro tra il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli in qualità di Commissario delegato per l’emergenza legata agli eventi alluvionali che hanno colpito le Marche nel 2022, e la Sogesid S.p.A., rappresentata dall’Amministratore Delegato Errico Stravato. L’obiettivo, è fornire supporto nella gestione degli interventi necessari per superare gli effetti degli eccezionali eventi meteorologici, che hanno interessato le province di Ancona, Pesaro-Urbino a partire dal 15 settembre 2022.


L’intesa prevede che Sogesid S.p.A., società di ingegneria “in house” delle Amministrazioni centrali dello Stato, fornisca supporto tecnico, ingegneristico, amministrativo e legale per la progettazione, l’esecuzione e la gestione delle opere di ricostruzione, inclusi i servizi legati agli appalti. L’Azienda si occuperà inoltre della revisione della documentazione progettuale, della preparazione dei progetti e della gestione delle autorizzazioni e dei collaudi. Questo accordo, mira ad accelerare la realizzazione degli interventi, sfruttando l’esperienza di Sogesid S.p.A. nel coordinamento di opere complesse e garantendo un’efficace attuazione dei piani di emergenza. “Questo accordo ci permette di offrire una risposta qualificata e ulteriormente tempestiva ai territori colpiti dall’alluvione, attivando le risorse necessarie in tempi rapidi e garantendo un livello maggiore di sicurezza – ha sottolineato il presidente Acquaroli -. È l’obiettivo su cui lavoriamo dal settembre 2022. La nostra preoccupazione è di fornire soluzioni concrete e rapide a una comunità che vive nella costante paura del ripetersi di eventi come quelli del 2022 e del 2014. La ricostruzione di ponti, infrastrutture, vasche di laminazione e altre opere di mitigazione del rischio è per noi una priorità assoluta. Siamo convinti che questo accordo ci consentirà di raggiungere sia l’efficienza dei tempi che la qualità delle opere, due obiettivi imprescindibili per il futuro del nostro territorio”.


“Sogesid – ha detto Errico Stravato -, in qualità di società in-house, avrà un ruolo chiave nel supportare l’implementazione rapida degli interventi, sia come stazione appaltante che seguendo le opere dalla progettazione fino alla loro realizzazione e collaudo. Il nostro obiettivo principale è quello di accelerare i processi di progettazione ed esecuzione degli interventi. Il governo ci ha affidato la missione di rispondere alle necessità emergenziali delle comunità locali. Una volta definiti gli obiettivi garantiamo tempi più brevi e un supporto costante per la realizzazione delle opere. Grazie alla stretta collaborazione con la struttura commissariale delle Marche, abbiamo già delineato le azioni da mettere in campo. È fondamentale disporre delle giuste risorse e competenze, motivo per cui collaboriamo con le università del territorio per sviluppare soluzioni innovative”. “Grazie alla convenzione quadro con Sogesid – ha sottolineato il vicecommissario all’Alluvione Stefano Babini – abbiamo l’opportunità di realizzare in tempi certi e rapidi opere che altrimenti avrebbero richiesto tempi più lunghi. Questo ci permetterà di concentrarci sulle opere previste dal Piano del Commissario, del valore di 130 milioni di euro, i cui lavori entreranno presto nella fase operativa, dato che siamo in procinto di ottenere tutti i progetti preliminari. Il territorio colpito è ampio e le sfide sono molte, ma con questa importante collaborazione ci stiamo muovendo su più fronti per rispondere efficacemente alle esigenze delle comunità”.

Marche, suocero Ana: mio figlio ha fatto un errore

Marche, suocero Ana: mio figlio ha fatto un erroreRoma, 10 set. (askanews) – “Mio figlio ha fatto un errore, glielo ho detto subito in caserma, sei un cretino”. Lo ha detto il padre di Ezio Di Levrano, l’uomo accusato dell’omicidio della moglie Ana Cristina Duarte Correia, avvenuto nella notte fra il 6 ed il 7 settembre davanti ai tre figli minori, nella loro abitazione a Colli al Metauro, nel pesarese. L’uomo è stato intervistato dall’inviato della trasmissione Ore 14 condotta su Rai 2 da Milo Infante.


Secondo l’uomo il figlio era “innamoratissimo” della donna ma “erano entrambi gelosi, c’erano alti e bassi, gli dicevo di lasciarsi”. “Non ho mai visto lividi” addosso a lei, ha aggiunto. Quando ha visto il figlio in caserma dopo l’omicidio “gli ho detto che è un cretino, ma lui piangeva lacrime di coccodrillo”.

Marche, a Senigallia 40 mila persone a raduno Harley Davidson

Marche, a Senigallia 40 mila persone a raduno Harley DavidsonRoma, 8 giu. (askanews) – Migliaia di moto Harley-Davidson hanno sfilato oggi sul lungomare per il 30/esimo raduno europeo dell’Harley Owners Group (HOG), che si tiene a Senigallia, in Italia, dal 6 al 9 giugno. La cittadina marchigiana è stata pacificamente invasa e colorata in questi giorni da migliaia di appassionati del marchio più celebre delle due ruote.


“Oggi siamo qui al trentesimo raduno europeo dell’Harley Owners Group con decine di migliaia di appassionati – spiega Jochen Zeitz, CEO of Harley-Davidson – è un piacere essere tornati in Italia dopo una decade e siamo felici di essere qui a Senigallia. Ringraziamo la Regione Marche e la città di Senigallia per l’ospitalità. Ci siamo sentiti a casa. Ci sono appassionati giunti da ogni zona di Europa alcuni dei quali hanno viaggiato per giorni per essere qui, per incontrarsi e condividere esperienze. Harley-Davidson lo sappiamo è trasversale ed offre un’esperienza al cliente che va oltre il prodotto: questo è il bello di una comunità , il bello di essere tra la gente”.

”Servizi per disabilità e salute mentale, R. Marche adegui tariffe”

”Servizi per disabilità e salute mentale, R. Marche adegui tariffe”Roma, 24 mag. (askanews) – “Non piú prorogabili gli adeguamenti tariffari per i servizi che riguardano il settore della disabilità e della salute mentale nelle Marche. C’è estrema urgenza affinché la Regione si attivi concretamente nel riconoscere gli adeguamenti tariffari necessari per i servizi extraospedalieri (non riabilitativi) che si occupano di persone con disabilità e persone con problematiche della salute mentale”. Lo sostengono organizzazioni e cooperative del settore socioassistenziale e sociosanitario delle Marche, tra cui AGCI Imprese Sociali, Confcooperative Federsolidarietà e Legacoop Sociale, che, scrivono “hanno già ricevuto più volte dichiarazioni di disponibilità dal Presidente Francesco Acquaroli e dall’Assessore Filippo Saltamartini” ma “nonostante i vari incontri con la struttura dirigenziale, in cui si assicurava tale disponibilità ed in cui le scriventi Organizzazioni hanno ribadito le difficoltà sulla sostenibilità dei servizi, ad oggi non è stato preso alcun impegno concreto”.


“I servizi in questione – spiegano – non hanno ricevuto adeguamenti economici dal 2014, nonostante gli aumenti contrattuali stabiliti dal CCNL del settore. Di fronte a questa sfida, le parti richiedono un’azione rapida e concreta per assicurare la continuità e la qualità dei servizi offerti”. Si auspica inoltre “che l’iniziativa porti a un dialogo costruttivo e a impegni tangibili che riflettano il valore e l’importanza di questi servizi nella comunità e degli operatori economici impegnati a garantirli”. “Nel socio-sanitario le prestazioni per la salute pubblica e la giustizia sociale, oggi si basano su un sistema tariffario fermo da oltre dieci anni (mentre la sola inflazione è cresciuta dal 2012 al 2021 di oltre il 16%) con una tendenza che appare in ulteriore drammatico aumento; un sistema, dunque, che non consente né di ripagare i costi di gestione delle strutture, né di garantire un lavoro dignitoso agli operatori del settore e di conseguenza, di non poter soprattutto fornire l’adeguata cura alle persone fragili. Non si tratta di servizi privati, ma che fanno parte dell’intero SSR (servizi LEA) e come tali vivono infatti del contributo pubblico”.


“In rappresentanza dei diversi soggetti impegnati in tutto il territorio regionale nella realizzazione di servizi e prestazioni fondamentali per il benessere di una larga fascia di popolazione, AGCI Imprese Sociali, Confcooperative Federsolidarietà e Legacoop Sociale – concludono le cooperative – ritengono dunque non più prorogabili interventi per la creazione di un provvedimento di adeguamento delle tariffe per tutti i servizi sociosanitari, secondo l’incremento percentuale dei costi di produzione e garantendo, contestualmente, copertura economica al volume di prestazioni attualmente erogato”.

Giornata patologie eosinofile, anche Ancona illuminata di magenta

Giornata patologie eosinofile, anche Ancona illuminata di magentaRoma, 23 mag. (askanews) – Ancona si è illuminata di magenta per celebrare il World Eosinophilic Deseases Day, la Giornata Mondiale dedicata alle patologie eosinofile. L’iniziativa promossa dall’associazione Eseo Italia, giunta al terzo anno, rientra nell’ambito del mese di sensibilizzazione per le patologie eosinofile, con il 22 maggio che sarà dedicato all’European EoE Day.


La città di Ancona ha aderito alla campagna di sensibilizzazione autorizzando l’illuminazione con il colore magenta, simbolo della campagna ESEO Italia 2024, della Fontana di Calamo. L’iniziativa promossa da ESEO Italia (Associazione di famiglie contro l’esofagite eosinofila), è replicata in oltre 20 luoghi simboli del Paese ed ha come obiettivo la promozione di una corretta educazione sanitaria attraverso attività e progetti mirati a garantire con la sensibilizzazione una riduzione del ritardo diagnostico per i pazienti con patologie gastrointestinali eosinofile, orientarli nei percorsi di cura, creare network con interlocutori nazionali ed internazionali che a vario titolo possono favorire azioni a sostegno dei pazienti, per migliorare la qualità delle cure, la salvaguardia dei diritti ed in generale la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie. Monumenti illuminati ma anche una fitta campagna di sensibilizzazione fatta di eventi e di consulenze gratuite in tanti centri distribuiti su tutto il territorio, pronti a visitare pazienti che presentano una sintomatologia sospetta. Locandine affisse negli ambulatori dei centri diagnostici più significativi del Paese.


“Ringrazio a nome di tutti i pazienti l’amministrazione comunale per aver aderito, con grande spirito di vicinanza e solidarietà, alla nostra campagna di sensibilizzazione”, ha affermato Roberta Giodice, presidente dell’Associazione ESEO Italia. “L’idea di istituire una World Eosinophilic Deseases Day dedicata alla comunità dei pazienti affetti da malattie eosinofile – ha aggunto – nasce da un obiettivo condiviso con le Associazioni di pazienti di Spagna, Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Australia ed USA. In Italia per dare maggiore visibilità abbiamo istituito il mese delle patologie eosinofile”. “I nostri pazienti spesso arrivano alla diagnosi dopo una lunga odissea di peregrinazioni che costano fisicamente, emotivamente ed economicamente. Desideriamo essere forza propulsiva per coloro che, tra esperti e Istituzioni, hanno la possibilità e la responsabilità di mettere in atto azioni concrete di tutela e miglioramento della qualità della vita dei malati – ha concluso Giodice -. La condivisione tra noi famiglie, il confronto, lo scambio di esperienze e la collaborazione con le altre associazioni di pazienti sono una ricchezza che vogliamo alimentare poiché siamo consapevoli dei benefici che da queste alleanze possono avere origine”.

Presentato a Urbino il Manifesto Confcoperative-Federagripesca

Presentato a Urbino il Manifesto Confcoperative-FederagripescaRoma, 17 apr. (askanews) – Non è la politica agricola a causare il profondo disagio del settore agricolo europeo, semmai è con la PAC che si possono indirizzare le scelte agricole verso condizioni migliori per il settore, iniziando dalle imprese agricole. Ma serve una visione di agricoltura integrata con il nostro territorio. È quanto emerso nel convegno promosso da Confcooperative Fedagripesca e dall’Università degli Studi di Urbino alla presenza di economisti ed esperti del settore dal titolo “Agricoltura e Ambiente: quali politiche per la transizione ecologica in vista delle elezioni europee” che si è tenuto martedì 16 aprile presso il Dipartimento di economia politica dell’Università di Urbino. L’evento è stato organizzato in collaborazione con la Rappresentanza italiana della Commissione Europea. Dopo i saluti del Rettore dell’Università degli Studi di Urbino, Giorgio Calcagnini e l’intervento di Ilario Favaretto, Responsabile scientifico del Centro di Documentazione Europea della stessa Università, il dibattito è entrato nel vivo della PAC. La politica agricola europea è sotto forte pressione. Le manifestazioni degli agricoltori che hanno attraversato l’Europa sono un recente ricordo e ora l’UE deve dimostrare che il piano in discussione rappresenta una valida base per contrastare i cambiamenti climatici in sintonia con le richieste dell’agricoltura.


“Il Green Deal – ha detto Francesco Torriani, presidente regionale di Fedagripesca di Confcooperative – mira a contrastare e a mitigare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici cercando di risolvere alla base i fattori che causano i cambiamenti climatici. Ovviamente le singole misure possono essere discusse e migliorate nella loro applicazione (effettivamente ci sono aspetti che sono stati sottovalutati sia nella definizione degli obblighi della condizionalità “rafforzata” che degli eco-schemi), ma prendersela strumentalmente con il Green deal significa eludere i veri problemi e non fare un buon servizio al futuro dell’agricoltura”. All’incontro era presente Giovanni Guarneri Presidente del Gruppo di Lavoro Latte del Copa-Cogeca, mentre alla discussione hanno preso parte Fabio Bordignon, Dipartimento di Economia, Società, Politica, l’imprenditore Giovanni Girolomoni del Distretto biologico Marche e Maria Rita Salerno, Presidente dell’Ordine Regionale Dottori Agronomi e Forestali Marche e Sergio Urbinati della Regione Marche.