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Musica, presentata sesta edizione Mascagni Festival di Livorno

Musica, presentata sesta edizione Mascagni Festival di LivornoFirenze, 27 mar. (askanews) – La sesta edizione del Mascagni Festival si prepara a celebrare con un programma ricco e prestigioso l’80esimo anniversario della scomparsa di Pietro Mascagni. La rassegna, dedicata al celebre compositore livornese, si svolgerà dal 2 agosto al 13 settembre, trasformando ancora una volta Livorno in un palcoscenico a cielo aperto per la musica lirica e non solo, è stata presenta a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Giunta regionale della Toscana, in una conferenza stampa cui ha preso parte anche la Capa di Gabinetto del presidente Eugenio Giani, Cristina Manetti.


L’apertura del festival, realizzata in collaborazione con Effetto Venezia, vedrà protagonista Elio, leader di Elio e le Storie Tese, accompagnato dal pianista Roberto Prosseda. Il concerto inaugurale, intitolato “Largo al Factotum”, proporrà un viaggio musicale che attraversa i grandi compositori operistici, da Rossini a Mozart, fino a Kurt Weill e Luca Lombardi. “Siamo giunti a un’edizione importante, che segna un traguardo significativo per la memoria di Mascagni e per la città di Livorno” – ha dichiarato il direttore artistico Marco Voleri durante la conferenza stampa di presentazione presso Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze. “Il Festival continua a rinnovarsi, unendo tradizione e innovazione, grazie a un programma variegato che abbraccia diversi linguaggi musicali e artistici”.


Secondo la presidente della Provincia di Livorno, Sandra Scarpellini, il Festival “fa comprendere quanto Mascagni rappresenti l’identità culturale non solo del territorio di Livorno, e possa diventare patrimonio culturale e anche, oggettivamente, turistico, per tutto l’ambito della costa”. L’assessora alla cultura del Comune di Livorno, Angela Rafanelli insiste sulla capacità divulgativa del festival, in grado di arrivare anche alle giovani generazioni. Quanto a Mascagni, “è un grande come sopravvive e riesce a risuonare nel tempo, senza morire mai”. Tra gli appuntamenti più attesi, il 26 agosto Giancarlo Giannini darà voce al compositore Mascagni nello spettacolo “Mascagni, il Divo”, mentre il 29 agosto sarà la volta di Max Gazzè & l’Orchestra Popolare del Saltarello, che porteranno in scena una contaminazione tra il repertorio dell’artista e le sonorità della tradizione popolare. Il 30 agosto sarà invece dedicato alla Banda Musicale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che si esibirà con un repertorio di arrangiamenti veristi in omaggio a Mascagni.


Il festival proporrà anche un esperimento inedito con l’intelligenza artificiale: il 6 settembre, presso l’Hangar Creativi, sarà presentata “Cavaller-IA Rusticana”, una reinterpretazione innovativa dell’opera mascagnana, in cui un algoritmo interagirà con i cantanti dal vivo, rielaborando in tempo reale l’esecuzione musicale. La chiusura della manifestazione, il 12 e 13 settembre, sarà affidata a una delle opere più raffinate di Mascagni, “L’Amico Fritz”, in scena al Teatro Goldoni. L’allestimento riprenderà la storica produzione del 1991, esaltando la delicatezza lirica di questo titolo.


A impreziosire l’immagine del festival sarà il manifesto ufficiale, realizzato da Giulia Bernini, in arte Oblo Creature, ispirato allo stile di Milton Glaser e ai colori del mare di Livorno. Il Mascagni Festival 2025 si preannuncia dunque come un evento di grande rilievo culturale e musicale, capace di attrarre appassionati e curiosi con un mix di tradizione, innovazione e contaminazione artistica.

Carpinella (AICC): Cultura principale motore turismo in Italia

Carpinella (AICC): Cultura principale motore turismo in ItaliaRoma, 24 feb. (askanews) – “Non vi sono dubbi che in Italia il principale motore per il turismo, che porta ogni anno milioni di persone a visitare il nostro straordinario Paese, sia la Cultura. Cultura intesa come beni culturali, straordinaria eredità dei grandi artisti del passato, ma anche cultura come insieme di esperienze legate al territorio ed espressione dei nostri valori e del nostro “saper fare”. In tal senso, le imprese culturali e creative contribuiscono a valorizzare i diversi territori del nostro Paese con iniziative e attività, fianco a fianco del settore pubblico, rendendo tali luoghi ancora più attrattivi e garantendo un’esperienza unica ai diversi visitatori. Non possiamo nascondere però che in Italia l’opera di valorizzazione sia maggiormente rivolta ai beni culturali ereditati, nella tutela e conservazione degli stessi. In questo senso ci sono Paesi e realtà che sono maggiormente consapevoli delle opportunità future in termini turistici e culturali, nello sviluppo e nella valorizzazione dell’arte contemporanea. Tra gli esempi che potremmo portare in tal senso e che si affacciano ora sulla scena turistica internazionale, vi è senza dubbio l’Arabia Saudita che, con la sua lungimirante Saudi Vision 2030, sta dimostrando di aver compreso a fondo, ancor più di tanti Stati Europei, l’importanza della leva culturale e dell’heritage per uno sviluppo che è al contempo economico e sociale. Innovazione e tradizione che si fondono perfettamente e che garantiranno esperienze uniche ai turisti e viaggiatori del futuro.


Lo ha dichiarato Caterina Carpinella, responsabile relazioni istituzionali AICC – Associazione Imprese Culturali e Creative, Confindustria, in occasione dell’edizione 2025 di TourismA.

Palazzo Strozzi, mostra Frankenthaler chiude con 75mila visitatori

Palazzo Strozzi, mostra Frankenthaler chiude con 75mila visitatoriMilano, 28 gen. (askanews) – Si è chiusa a Firenze domenica 26 gennaio 2025 a Palazzo Strozzi, “Helen Frankenthaler. Dipingere senza regole”, la grande esposizione, co-organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dalla Helen Frankenthaler Foundation, che ha celebrato la ricerca di una delle più importanti artiste del XX secolo. La mostra ha visto la partecipazione di oltre 75.000 visitatori.


Il successo dell’esposizione è sancito anche dalla prosecuzione della mostra, dall’11 aprile al 28 settembre 2025, al Museo Guggenheim Bilbao. Sempre a cura di Douglas Dreishpoon, Direttore dell’Helen Frankenthaler Catalogue Raisonné, l’esposizione Helen Frankenthaler: Pintura sin reglas proporrà una selezione delle opere della grande artista americana esposte a Firenze, esplorando la sua rivoluzionaria ricerca nella pittura. “Siamo entusiasti di aver presentato l’opera di Helen Frankenthaler in una grande mostra senza precedenti in Italia, permettendo al pubblico fiorentino, italiano e internazionale di conoscere come mai prima una figura fondamentale dell’arte del Novecento – ha dichiarato Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi -. La partecipazione del pubblico e l’attenzione della critica e dei media hanno premiato il lavoro della Fondazione nella creazione di un progetto di livello internazionale che ha posto Firenze al centro del dibattito culturale internazionale”.

Stefano Massini nuovo direttore artistico del Teatro della Toscana

Stefano Massini nuovo direttore artistico del Teatro della ToscanaMilano, 11 gen. (askanews) – Il noto drammaturgo Stefano Massini è stato nominato nuovo direttore artistico del Teatro della Toscana. Lo ha annunciato oggi a Palazzo Vecchio la sindaca di Firenze, Sara Funaro. Alla presentazione, il 49enne intellettuale fiorentino ha precisato che “il tipo di teatro che immagino per Firenze e che cerco di costruire è un teatro che stia nella realtà: per questo uno dei primi progetti che ho in mente è una grande scuola popolare gratuita di scrittura, con persone di ogni età che con il loro quaderno, si siedano, ascoltino, scrivano qualcosa che ci consegneranno, così che potremo raccogliere ‘le cose che la città scrive’”. Massini ha quindi accennato ad “una piccola iniziativa, di carattere meramente simbolico ma importante, contro la violenza sulle donne: a inizio degli spettacoli, il messaggio dove si chiede di spegnere il cellulare, che nessuno ascolta, sarà trasformato aggiungendo che viceversa c’è un telefono che non si spegne mai, ed è il 1522”, il numero di telefono anti violenza e stalking. Obiettivo, per Massini, “un teatro che guardi a tutto ciò che sta intorno, al cambiamento dei costumi, del linguaggio”, ma anche “un teatro che migliori la vita delle persone, di servizio pubblico”.


E da qui, “una dichiarazione di impegno, incontrare tutti gli studenti degli istituti di Firenze e dell’area metropolitana e del territorio di Pontedera, e poi andare nei centri anziani, nelle biblioteche. Ed ho intenzione di collaborare con il carcere di Sollicciano, con Careggi ed il Meyer – ha concluso il drammaturgo – perché il teatro vada dentro la città, se questo significherà fare uno spettacolo in meno ma entrare in contatto con la gente sarà comunque una risorsa ben spesa”. In occasione dell’annuncio, la sindaca Funaro ha parlato di “una cultura accessibile e capace di arrivare a tutti è un obiettivo che ci siamo sempre posti e che sono sicura con Stefano Massini raggiungeremo, portando il teatro della Toscana fuori dalle proprie mura e riportando la città dentro il teatro della Toscana con una programmazione di livello e con un rapporto di coinvolgimento importante della comunità: oggi scriviamo una pagina nuova e importante per la cultura della città, una pagina di sviluppo, rilancio e centralità del teatro”.


“Il teatro può e deve essere motore di messaggi che arrivano sul territorio, per una cultura davvero senza barriere” ha proseguito la sindaca, spiegando che lo scrittore e personaggio televisivo “questo impegno e questi valori li ha nel suo dna, ha la forza, l’entusiasmo e la passione per condurre insieme a noi questa avventura. Lo ringrazio anche per aver scelto di decurtare il suo compenso del 20%, un segnale di attenzione che è un valore aggiunto fondamentale”. La sindaca ha anche lanciato una prima idea condivisa, quella di intitolare quattro strade della città “ai quattro registi che hanno fatto la storia del teatro della nostra città, a Orazio Costa, Luca Ronconi, Massimo Castri e Tadeusz Kantor, un primo segnale per dire quanto il teatro sia al centro delle politiche cittadine e come vogliamo sempre di più far dialogare comunità e teatro, raccontandone i protagonisti anche in questo modo”. “La sua nomina al Teatro della pergola costituisce un fatto estremamente positivo per la valorizzazione e la capacità di iniziativa del Teatro nazionale” ha commentato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, ente socio fondatore della Fondazione Teatro della Toscana, parlando di “una persona che stimo profondamente e ho potuto apprezzare da vicino la maturazione della sua professionalità artistica che lo ha portato ad essere un operatore culturale di livello internazionale”. “A Firenze e in Toscana è cresciuto e proprio nel capoluogo toscano ha dato prova della sua capacità, della propria competenza e volontà di dare lustro alla nostra realtà, che conosce profondamente” ha proseguito Giani, dicendosi “certo che la sua guida saprà unire il profondo amore per il territorio e la proiezione nazionale e internazionale che il Teatro merita. La sua attività sarà un grande valore aggiunto per l’intero mondo della cultura nella nostra regione”.

Storia del Corridoio Vasariano: 750 metri, realizzato nel 1565

Storia del Corridoio Vasariano: 750 metri, realizzato nel 1565Firenze, 20 dic. (askanews) – Breve storia del Corridoio Vasariano di Firenze. Progettata da Giorgio Vasari per consentire ai Granduchi di muoversi in sicurezza dalla loro residenza privata di Palazzo Pitti alla sede del governo in Palazzo Vecchio, la via aerea ancora oggi unica nel mondo che unisce gli Uffizi a Palazzo Pitti, fu realizzata per iniziativa del Duca Cosimo I de’ Medici nel 1565 in occasione del matrimonio del figlio Francesco con Giovanna d’Austria. Gli ospiti della casa d’Asburgo al seguito della principessa avrebbero dovuto rimanere letteralmente stupiti da questo passaggio aereo sopra la città; i lavori per la sua costruzione durarono appena cinque mesi.


Il percorso totale è di circa 750 metri a partire dagli Uffizi, fino all’uscita accanto alla Grotta del Buontalenti nel Giardino di Boboli. In questo tratto il Corridoio sorpassa le vie, costeggia l’Arno e lo attraversa, entra nei palazzi, gira intorno alla Torre de’ Mannelli, si affaccia nella Chiesa di Santa Felicita, in un susseguirsi di scorci panoramici sulla città che permette di catturarne tutta la bellezza. Sia il complesso degli Uffizi che il Corridoio si inquadravano nel progetto più ampio di risanamento del quartiere, povero e malfamato (e per questo detto al tempo “di baldracca”) che si estendeva fra Palazzo Vecchio e l’Arno. Le qualità di Giorgio Vasari architetto e urbanista si rivelarono appieno in tutte queste imprese per il giovane Cosimo I, prima duca e poi Granduca di Firenze e della Toscana. Pur concepito come spazio destinato alle magistrature di governo, il palazzo degli Uffizi già si apprestava a divenire museo, anzi prototipo per tutti i musei a venire, e palazzo Pitti, acquisito con i denari portati in dote da Eleonora di Toledo, giovane sposa di Cosimo I, ampliato e dotato di grande giardino, si preparava a diventare reggia medicea. Non casualmente, infine, il “corridore” del Vasari è detto “passetto” fiorentino. Infatti, per la sua realizzazione il duca e l’architetto si ispirarono al celebre passaggio, il passetto appunto, costruito durante il papato di Alessandro V (1415-17) a Roma, che mette in comunicazione il palazzo del Vaticano con Castel Sant’Angelo, noto per aver salvato la vita a papa Clemente VII, al secolo Giulio de’ Medici, riuscito a fuggire all’esercito di Carlo V durante il sacco di Roma del 1527 proprio usando questo passaggio segreto. Ma è ispirato anche al celebre “corridore” bramantesco costruito nel 1505 per collegare i Palazzi Apostolici Vaticani con il Casino del Belvedere di Innocenzo VIII. Dopo quello di Firenze, è da ricordare il caso di Parigi, dove la finalità perseguita era la medesima: unire spazialmente il cuore politico-istituzionale alla dimora dei sovrani attraverso un passaggio coperto che servisse anche da luogo di allestimento delle collezioni reali, proteggendo la monarchia dal pericolo di attentati e colpi di Stato. Il primo passo che porterà alla nascita della Grande Galerie del Louvre è di poco precedente al marzo 1565, nello stesso anno della costruzione del Corridoio fiorentino: se ne ha traccia in una lettera che proprio in quei giorni Caterina inviò al cugino Enrico I, duca di Montmorency, futuro maresciallo di Francia e responsabile delle costruzioni monarchiche, in cui la regina lo prega di “dare ordine, seguendo ciò che il Re mio figlio ha scritto, perché si cominci a includere l’edificio delle Tuileries dentro la cinta muraria della città, poiché non si potrebbe farmi cosa più gradita che tenermi al corrente delle opportunità che si apriranno da questo cantiere”.

Come si accede al riaperto Corridoio Vasariano degli Uffizi

Come si accede al riaperto Corridoio Vasariano degli UffiziMilano, 20 dic. (askanews) – Al Corridoio Vasariano si accede acquistando il biglietto della Galleria degli Uffizi con un supplemento speciale, al prezzo complessivo di 43 euro. E’ obbligatoria la prenotazione. Il biglietto Uffizi-Vasariano permette a coloro che fissano la visita al Corridoio di entrare due ore prima agli Uffizi per visitare il museo. E’ anche possibile, per chi abbia già un biglietto della Galleria degli Uffizi, aggiungere in un secondo momento il supplemento per il Vasariano al costo di 20 euro, qualora vi sia spazio negli slot di accesso al Corridoio previsti per il giorno della visita in Galleria (in un orario successivo a quello indicato per l’ingresso in museo). Restano valide le gratuità e le riduzioni previste dalla legge. Al Vasariano si accede dal martedì alla domenica, all’orario prenotato, un gruppo alla volta, per un massimo 25 persone (più due addetti del personale in veste di accompagnatori), dallo spazio antistante la Cappellina Veneziana (sale verdi della pittura veneta) al primo piano della galleria. Il primo gruppo della giornata potrà visitare il Corridoio alle ore 10,15, l’ultimo alle 16,35. Il Corridoio è percorribile solo in direzione Uffizi-Giardino di Boboli: si uscirà dalla porta di fianco alla Grotta Buontalenti, per essere accompagnati all’uscita dal cortile di Palazzo Pitti. Non sarà possibile prenotare più di 5 ticket per volta, anche per date diverse. Sul biglietto ci sarà un link di collegamento alla mappa con il percorso per raggiungere il varco di accesso al Corridoio; un QR code per visualizzarla è stato incluso anche nella cartellonistica predisposta in Galleria.

Conclusa la 15esima eidizone del festival Middle East Now

Conclusa la 15esima eidizone del festival Middle East NowMilano, 21 ott. (askanews) – Si è conclusa la 15esima edizione di Middle East Now, che ancora una volta ha portato forti emozioni in sala e una grande partecipazione di pubblico al festival, che si è tenuto dal 15 al 20 ottobre al Cinema La Compagnia, al Cinema Astra, a Rifugio Digitale e sulla piattaforma online PiùCompagnia /MyMovies visibile fino al 23 ottobre, un appuntamento imprescindibile per cercare di conoscere e capire la complessità del Medio Oriente contemporaneo.


Il festival internazionale – che fa parte del programma 50 Giorni di Cinema a Firenze – infatti da sempre ha una grande attenzione all’attualità, al racconto dei fenomeni più nuovi e vibranti delle culture e delle società del Medio Oriente contemporaneo, attenzione ancora più importante in un momento come quello attuale in cui il Medio Oriente è drammaticamente al centro della politica internazionale. In questa settimana è stato presentato un ricco programma – seguito da un pubblico numeroso appassionato e attento, con sale affollate nelle proiezioni serali, pomeridiane e nelle matinée – con 34 film in anteprima (di cui 15 cortometraggi, 12 anteprime italiane, 5 anteprime europee e internazionali) premiati nei migliori festival internazionali, incontri con oltre 30 tra registi e ospiti invitati a Firenze a presentare i film e approfondirli con il pubblico in sala, dibattiti e progetti culturali.


“Un’edizione bellissima e tanto sentita dal pubblico”, dicono i fondatori e direttori del festival Lisa Chiari e Roberto Ruta. “Il tema ‘Ecologies of Resistance’ ci ha guidato in questi giorni nel riflettere sullo stato di crisi attuale, sulle conseguenze delle devastazioni ecologiche e delle guerre in corso. Il festival ha presentato storie e condiviso esperienze di resilienza, e assieme a tutti i registi, gli artisti, gli ospiti arrivati a Firenze – e naturalmente assieme al nostro pubblico appassionato – abbiamo provato, umilmente, a costruire prospettive di un futuro più equo”.

Toscana, ‘Pegaso d’oro’ a Dacia Maraini per “impegno letterario e sociale”

Toscana, ‘Pegaso d’oro’ a Dacia Maraini per “impegno letterario e sociale”Roma, 16 ott. (askanews) – “Consegno il Pegaso d’oro a una grande scrittrice, voce dell’impegno letterario e sociale e riferimento per le nuove generazioni”. Così il presidente Eugenio Giani, tributando a Dacia Maraini il più alto riconoscimento della Regione Toscana.


La cerimonia della consegna è avvenuta ieri a Roma, nella sede della Regione Toscana. Insieme al presidente Giani, la capo di Gabinetto Cristina Manetti, alla vigilia dell’inaugurazione della terza edizione de La Toscana delle Donne. Dacia Maraini, scrittrice di talento è voce delle battaglie del nostro tempo – recita la motivazione del riconoscimento -. Il suo impegno per i diritti delle donne, la giustizia sociale e l’ambiente l’ha resa figura di riferimento per coloro che cercano di portare cambiamenti positivi nel mondo.


“Questo premio è un segno di stima – ha detto Dacia Maraini, ringraziando il presidente Giani e la Regione – e le donne hanno bisogno non tanto di ammirazione e di esaltazione, quanto di stima. Perciò per me la giornata di oggi è molto importante. La storia delle donne è fatta di progressi e regressi, viviamo in questo momento una cultura regressiva: bisogna resistere e il modo per farlo non è attraverso l’industria e la tecnologia, ma attraverso la cultura. Oggi la violenza corrisponde alla emancipazione: più le donne si affermano nel lavoro e acquistano importanza nella società, più alcuni uomini la vedono come un’offesa all’idea tradizionale della famiglia. Perché ci sono alcuni uomini che identificano la propria virilità con il possesso e se questa proprietà dà segni di indipendenza entrano in crisi fino ad arrivare a uccidere”. “Maraini – ha proseguito il presidente Giani – è un faro di ispirazione per scrittori, artisti e attivisti in Italia e nel mondo. La sua capacità di unire la bellezza della lingua alla forza dell’impegno sociale, è esempio di come la letteratura possa essere un potente strumento per il cambiamento. La sua voce rimarrà quindi una guida per le generazioni future”.


“Romanziera, poetessa, saggista, drammaturga, sceneggiatrice, Dacia Maraini è fra le più attive e impegnate scrittrici dell’ultimo secolo – ha detto Cristina Manetti – Sensibile e attenta alle tematiche sociali, immune da ogni retorica, ha costruito ponti culturali condividendo i valori universali che riguardano la sacralità della persona umana e ha dato voce a quelle donne alle quali viene ferocemente negata e strappata l’identità”.

Schermo dell’arte, fino al 9 luglio bando VISIO Production Fund

Schermo dell’arte, fino al 9 luglio bando VISIO Production FundMilano, 21 giu. (askanews) – Lo schermo dell’arte promuove la tredicesima edizione di VISIO – European Programme on Artists’ Moving Images, progetto di ricerca, residenza e produzione dedicato ai giovani artisti che utilizzano le immagini in movimento nella loro pratica.


Il progetto, ideato e curato da Leonardo Bigazzi, si tiene a Firenze nell’ambito della 17a edizione dello Schermo dell’arte – Festival di cinema e arte contemporanea, dal 13 al 17 novembre 2024, ed è rivolto ad artisti under 35 di base in Europa che potranno candidarsi a essere gli otto partecipanti tramite una open call promossa in collaborazione con alcune delle più importanti accademie, scuole d’arte e residenze per artisti europee. Gli artisti selezionati saranno invitati a Firenze per sviluppare una nuova produzione in dialogo con curatori e produttori internazionali in un programma intensivo di sessioni di mentoring, tavole rotonde e incontri individuali. Le candidature sono aperte fino al 9 luglio 2024: tutte le informazioni per partecipare, insieme al regolamento, sono consultabili al seguente link. Con VISIO si rinnova anche l’opportunità del VISIO Production Fund, un fondo di produzione di 35.000 euro concepito a sostegno del lavoro delle nuove generazioni di artisti in collaborazione con il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci?(Prato), la Fondazione In Between Art Film?(Roma) e il FRAC Bretagne (Rennes). Grazie al sostegno di Human Company, azienda storica e punto di riferimento nell’hospitality openair in Italia, il VISIO Production Fund 2024 è stato incrementato di 5000 euro e per la prima volta sarà previsto un rimborso per le spese di viaggio degli artisti partecipanti.


I fondi saranno assegnati a tre artisti vincitori che lavoreranno con Leonardo Bigazzi e il team dello Schermo dell’arte per realizzare un’opera che sarà presentata in anteprima al Festival del 2025. Un’edizione d’artista di ciascuna delle opere prodotte entrerà a far parte della collezione permanente delle tre istituzioni partner del progetto che s’impegnano a promuoverle ed esporle negli anni successivi. Gli artisti premiati nella prima edizione del VISIO Production Fund sono stati Gerard Ortín Castellví, Maryam Tafakory, Simon Liu, Yuyan Wang, mentre per l’edizione 2023/24, le cui opere saranno presentate in anteprima mondiale durante la prossima edizione dello Schermo dell’arte sono: Andro Eradze (Georgia, 1993), Timoteus Anggawan Kusno (Indonesia, 1989) e Valentin Noujaïm (Francia, 1991). “Siamo particolarmente felici quest’anno di poter incrementare, grazie alla nuova partnership con Human Company, il budget del VISIO Production Fund a 35’000 euro e di offrire per la prima volta un rimborso per le spese di viaggio degli artisti partecipanti. È fondamentale in questo momento lavorare per rendere più accessibili i nostri progetti anche a coloro che provengono da contesti socio-economici più difficili. Per un giovane artista anche il costo di un biglietto aereo può essere un fattore discriminante per partecipare o meno a un progetto come VISIO”, ha detto Leonardo Bigazzi.


La residenza di VISIO si svilupperà a Firenze tramite diversi momenti nel corso della durata del Festival. Mentori di questa edizione sono Fernanda Brenner, direttrice artistica Pivô (San Paolo) e lead advisor Kadist (Parigi) e Valentine Umansky, curatrice Tate Modern (Londra), oltre ai rappresentanti delle istituzioni partner del progetto: Etienne Bernard, direttore FRAC Bretagne (Rennes); Stefano Collicelli Cagol, direttore Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci (Prato); Alessandro Rabottini, direttore artistico Fondazione In Between Art Film (Roma). Oltre alle Mentoring Sessions, la Conversation Room sarà uno spazio in cui i partecipanti potranno confrontarsi, tramite tavole rotonde e incontri individuali, con artisti, curatori, critici, produttori e direttori di istituzioni internazionali ospiti del Festival, tra cui l’artista italiano Diego Marcon.

Il Museo dei Bozzetti “P. Gherardi” di Pietrasanta compie 40 anni

Il Museo dei Bozzetti “P. Gherardi” di Pietrasanta compie 40 anniRoma, 4 giu. (askanews) – Il Museo dei Bozzetti “P. Gherardi” di Pietrasanta compie 40 anni. Il compleanno speciale sarà celebrato sabato 8 giugno, nel complesso di Sant’Agostino, con l’inaugurazione della nuova sezione Gipsoteche storiche, nella Sala Luisi, e l’installazione video Visioni Metafisiche, nella Sala dell’Annunziata. Accompagnato in vari momenti da performance e suggestioni musicali, l’evento vedrà anche il taglio di una vera grande torta. Il Comune di Pietrasanta rende omaggio al Museo che testimonia il forte legame di tantissimi artisti famosi del Novecento, da Fernando Botero a Giuliano Vangi, a Igor Mitoraj, con gli artigiani, scultori, scalpellini e marmisti, che hanno reso Pietrasanta uno dei più fervidi centri d’arte d’Italia.


“Festeggiamo i primi quarant’anni di vita del Museo dei Bozzetti – afferma Alberto Stefano Giovannetti, sindaco di Pietrasanta – ma anche la cultura artistica di questo territorio di cui il museo è una fedele testimonianza. Festeggiamo, dunque, le nobili capacità dei nostri maestri artigiani, il dinamismo e l’internazionalità della comunità artistica che si è insediata in città, festeggiamo un’istituzione che più di ogni altra rappresenta e narra il passato, il presente ed il futuro di Pietrasanta”. La nuova sezione delle Gipsoteche storiche raccoglie bozzetti e modelli, tipici della tradizionale lavorazione artistica: statuaria classica, ritratti, arredo e ornato, scultura di genere, arte sacra e funeraria, provenienti dalla famiglia Luisi e da altre gipsoteche storiche di Pietrasanta. Gessi di repertorio con i quali gli artigiani realizzavano le opere per una vasta committenza, in tutto il mondo, nel periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento, fino alla Seconda Guerra Mondiale. Con oltre 450 gessi, le Gipsoteche Storiche vanno ad affiancarsi alla sezione dei bozzetti e dei modelli d’autore del Novecento e a quella Contemporanea, che ospita i bozzetti dei grandi maestri.


“Con l’apertura della sezione Gipsoteche storiche e la presentazione della video installazione di Martin Romeo – spiega Chiara Celli, direttrice del Museo dei Bozzetti – diamo uno sguardo ad un passato che spiega il presente del museo e, contemporaneamente, guardiamo al suo futuro sviluppo. Del resto questa eredità di bozzetti e modelli è il frutto di un’antica sapienza, che si è trasmessa nel mestiere degli artigiani, intimi compagni di lavoro degli artisti di ogni luogo e di ogni tempo”. L’installazione Visioni Metafisiche, del visual artist Martin Romeo, si presenta come un grande ledwall espanso e ramificato, che diviene esso stesso una forma scultorea, giocando con diversi piani, inclinazioni e livelli di fruizione. Il progetto celebra l’essenza stessa del Museo: la narrazione video unisce la visione dei bozzetti con la maestria artigianale del territorio. Le opere, digitalizzate con la scansione 3D, sono state reinterpretate in una dimensione animata e metafisica.


Il primo nucleo della raccolta di bozzetti e modelli si deve alla fotografa, storica e critica d’arte danese Jette Muhlendorph, che a metà anni Settanta, sorpresa dalla quantità di scultori internazionali che lavoravano gomito a gomito con gli artigiani nelle botteghe di Pietrasanta, intuì la necessità di lasciare una testimonianza concreta sul territorio. Il Museo oggi ospita 1250 pezzi, tra bozzetti e modelli. Ogni opera racconta il processo creativo degli artisti, dalla concezione dell’idea alla sua realizzazione finale. La collezione include opere di 400 artisti provenienti da oltre 46 Paesi e 6 continenti. L’ingresso all’evento è gratuito.