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Metalmeccanici, al via manifestazioni in tutta Italia

Metalmeccanici, al via manifestazioni in tutta ItaliaRoma, 28 mar. (askanews) – Al via in tutta Italia le manifestazioni dei metalmeccanici che protestano per il rinnovo del contratto. La trattativa per il rinnovo del contratto è bloccata dal 12 novembre scorso e, con una nota congiunta, Fim, Fiom e Uilm ricordano di aver avanzato proposte per rilanciare l’industria e il lavoro nel settore. “Vogliamo confermare le norme del precedente contratto e stabilire gli aumenti in particolare riguardo al salario – dicono i sindacati di categoria – loro (Federmeccanica) non vogliono dare certezza e garantire sugli aumenti”.


“Tutti parlano dei bassi salari, tutti raccontano dei bassi salari ma quando gli diciamo che vogliamo contrattare Federmeccanica non si siede al tavolo: è un atto antidemocratico, noi non ci fermeremo fino a quando non riprenderemo la trattativa e porteremo a casa il rinnovo del contratto nazionale”, ha affermato Michele De Palma, segretario generale Fiom Cgil alla manifestazione di Reggio Emilia. Secondo la leader Cisl, Daniela Fumarola “è inaccettabile che, dopo mesi di trattative interrotte, Federmeccanica e Assistal continuino a ignorare legittime richieste sindacali. Il contratto collettivo è fondamentale per adeguare i salari al costo della vita, migliorare le condizioni di lavoro, generare e redistribuire crescita garantendo maggiore sicurezza, soprattutto negli appalti. Rifiutarsi di rinnovare significa mortificare la dignità, il valore e il ruolo di chi, ogni giorno, contribuisce alla crescita del Paese in settori strategici”, scrive sui social.


“In una situazione come questa, dove ci sono i dazi, la prima cosa importante sono le fabbriche e i lavoratori. I lavoratori difendono l’Italia, difendono la manifattura e con la loro azione hanno sempre debellato questioni negative”, ha rivendicato il segretario generale Uilm, Rocco Palombella alla manifestazione a Napoli.

Italgas, ok condizionato Antitrust ad acquisizione di 2iRete Gas

Italgas, ok condizionato Antitrust ad acquisizione di 2iRete GasRoma, 11 mar. (askanews) – L’Autorità Garante della concorrenza e del Mercato ha autorizzato con condizioni l’acquisizione di 2i Rete Gas Spa da parte di Italgas Spa. L’operazione, riporta un comunicato, che riguarda i due maggiori distributori di gas naturale in Italia, poteva comportare criticità concorrenziali in merito alle future gare d’ambito per l’individuazione dei concessionari del servizio di distribuzione del gas in ben 65 ambiti territoriali italiani (Atem).


A seguito di una complessa istruttoria, cui hanno partecipato numerosi operatori e associazioni di settore, l’Autorità ha autorizzato l’operazione subordinandola al rispetto di misure dismissive e comportamentali. In particolare, si legge, Italgas dovrà cedere in 31 Atem una quota di almeno il 20% dei punti di prelievo gestiti (Pdr) in base alle concessioni in essere e in altri 4 Atem la quota oggetto di acquisizione, sulla base delle precise modalità e della tempistica specificata nel provvedimento e sotto la supervisione di un monitoring trustee approvato dall’Autorità.


Inoltre, la società dovrà adottare in tutti i 65 Atem oggetto dell’istruttoria, misure di tipo comportamentale (facilitazioni finanziarie, contrattuali, tecniche e informative) per incentivare la partecipazione alla relativa gara di altri operatori, capaci di contendere efficacemente la gestione a Italgas nel corso della procedura. (fonte immagine: Italgas).

Trenitalia: ritardi fino a 40 minuti su Alta Velocità Torino-Milano

Trenitalia: ritardi fino a 40 minuti su Alta Velocità Torino-MilanoRoma, 8 mar. (askanews) – Trenitalia segnala che la circolazione risulta rallentata sulla linea ad Alta Velocità Torino Milano “per la presenza di persone non autorizzate nei pressi della linea a Rho Fiera”. Il problema è insorto attorno alle 16 ed è “in corso l’intervento delle Forze dell’Ordine per consentire la regolare ripresa della circolazione ferroviaria”.


I treni Alta Velocità possono registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 40 minuti, aggiunge la società. Il tutto in una giornata di possibili disagi sui treni a causa dello sciopero nazionale proclamato da alcune sigle sindacali sul personale del Gruppo FS Italiane. L’agitazione di 24 ore è iniziata ieri e proseguirà fino alle 21.


Precedentemente Trenitalia aveva riportato che sulle linee ad Alta Velicità la circolazione era regolare. I viaggiatori possono conoscere l’andamento dei loro treni e le soluzioni di viaggio dalla stazione con “Cerca Treno”.

Idealista: canoni locazione +0,9% a febbraio, +8,8% su anno

Idealista: canoni locazione +0,9% a febbraio, +8,8% su annoMilano, 28 feb. (askanews) – La tendenza ai rincari nei canoni di affitto in Italia continua, con un aumento dei prezzi a febbraio dello 0,9%, portando il valore medio a 14,1 euro/mq. Emerge dall’ultima analisi sugli affitti dell’Ufficio Studi di idealista che segnala anche un significativo incremento del 8,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.


Il 64% dei capoluoghi monitorati da idealista mostra un incremento mensile dei canoni, con i maggiori rialzi che si concentrano a Messina (8,1%), Chieti (7,3%), Caserta (6,8%) e Imperia (6,4%) e Alessandria (6,3%). Aumento record degli affitti nella Capitale che in un anno registrano una variazione del 16%, mentre a livello mensile l’incremento è del 2,9%. Il prezzo medio degli affitti a Roma è di 18,3 euro/m2, valore massimo mai raggiunto dall’inizio della rilevazione di idealista, nel 2012.


Incremento dei canoni anche a Genova (1,5%), Torino (1,3%), Palermo (0,9%), Venezia (0,7%) e Milano (0,3%). Mentre, tra i grandi mercati cittadini, decrescono Bologna (-0,1%), Firenze (-0,5%), Bari (-0,7%) e Napoli (-1%). Nel mese di febbraio, cinque capoluoghi (Brescia, Benevento, Verona, Mantova e Campobasso) hanno mantenuto inalterati i propri canoni di locazione, mentre in 26 città i prezzi degli affitti sono diminuiti. Tra i cali più significativi si segnalano quelli di Massa (-5,7%), Cesena (-5,3%), Savona (-4,2%) e Rimini (-4%).


Milano (23,6 euro/m2) si conferma anche a febbraio la città più cara per gli inquilini italiani. Seguono Firenze (22 euro/m²), Venezia (21,3 euro/m²), Bologna (18,5 euro/m²) e Roma (18,3 euro/m²). All’opposto, gli affitti più convenienti si trovano a Caltanissetta (4,7 euro/m²), Reggio Calabria (5,4 euro/m²) e Vibo Valentia (5,5 euro/m2). A livello provinciale, si registrano significative fluttuazioni tanto nei rialzi quanto nei ribassi. In particolare, tre province mostrano incrementi superiori al 20%: Rimini (29%), Vercelli (22,7%) e Pordenone (20,8%). Belluno (32,7 euro/m2) spicca come la provincia italiana più cara per gli affitti.


A febbraio, il bilancio tra regioni con prezzi in aumento e in diminuzione per gli affitti vede una lieve prevalenza di aree in calo. Infatti, sono 10 le regioni che registrano una performance negativa, contro 9 che vedono un incremento dei canoni. La Toscana si distingue per la stabilità dei prezzi. I cali più significativi del mese sono quelli di Calabria (-9,3%), Molise (-6,3%), Sardegna e Valle d’Aosta, entrambe in riduzione del 3,1%, e Basilicata (-2,4%). D’altra parte, gli aumenti maggiori si registrano nel Lazio (4,6%), Emilia-Romagna (3,9%), Trentino-Alto Adige (3,8%) e Friuli-Venezia Giulia (2,9%) In termini di prezzi, la Lombardia rimane la regione più costosa con 19,6 euro al metro quadrato, seguita dalla Valle d’Aosta (18,1 euro/m²) e dalla Toscana (17,7 euro/m²). In tutte le altre regioni, i canoni sono al di sotto della media, con valori che vanno dai 12,5 euro del Veneto ai 6,7 euro del Molise

Panetta: spesa socio-assistenziale Centro-Nord quasi doppia del Sud

Panetta: spesa socio-assistenziale Centro-Nord quasi doppia del SudRoma, 20 feb. (askanews) – In Italia a causa delle differenze nella capacità fiscale e amministrativa, “l’intervento dei comuni risulta minore proprio nelle aree che ne avrebbero maggiormente bisogno. In media, la spesa socio-assistenziale pro capite nelle regioni del Centro-Nord è quasi il doppio rispetto a quella del Sud (170 contro 90 euro, rispettivamente)”. Lo ha rilevato il governatore della Banca d’Italia, in apertura della presentazione del Rapporto sulla sussidiarietà 2023/2024, della Fondazione Sussidiarietà.


“Tali disparità di spesa si traducono in diseguaglianze nell’accesso ai servizi. Nelle regioni meridionali i posti negli asili nido coprono appena il 7 per cento dei bambini sotto i tre anni, contro il 19 nelle altre regioni; l’assistenza domiciliare agli anziani raggiunge solo 8 ultrasessantacinquenni su 1.000 – ha rimarcato – rispetto a 19 nelle altre regioni”.

Bankitalia, sale richiesta prestiti imprese Nord e Sud, cala al Centro

Bankitalia, sale richiesta prestiti imprese Nord e Sud, cala al CentroRoma, 20 gen. (askanews) – Nel primo semestre del 2024 la domanda di credito da parte delle imprese è rimasta pressoché stazionaria: a fronte di una lieve crescita nel Nord e nel Mezzogiorno, la domanda si è ridotta nel Centro. Lo segnala la Banca d’Italia nel rapporto “La domanda e l’offerta di credito a livello territoriale, dicembre 2024”, pubblicazione con i risultati dell’indagine Regional Bank Lending Survey, condotta dalle Filiali regionali della Banca d’Italia su un campione di 240 banche e relativa al primo semestre del 2024.


Lo studio fornisce indicazioni sulla domanda di finanziamenti di imprese e famiglie e sulle politiche di offerta adottate dalle banche; l’analisi è disaggregata per area geografica e settore economico. Nelle regioni settentrionali e meridionali, si legge, sono aumentate soprattutto le richieste di prestiti finalizzati alla ristrutturazione dei debiti e, in misura inferiore, quelle dirette a sostenere gli investimenti; le richieste volte al finanziamento del capitale circolante, invece, si sono ridotte in tutte le aree ad eccezione del Nord Est.


Nello stesso periodo le politiche di offerta di credito alle imprese sono rimaste improntate alla cautela in tutte le aree del Paese, in particolare nel Mezzogiorno; vi ha inciso la maggiore percezione del rischio da parte degli intermediari su particolari settori, imprese o aree. Nel primo semestre del 2024, dice ancora Bankitalia, è tornata ad aumentare la domanda di prestiti per l’acquisto di abitazioni e quella per finalità di consumo. Le richieste di mutui sono cresciute in misura lievemente più marcata nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno.


Le politiche di offerta dei mutui alle famiglie sono rimaste sostanzialmente invariate in tutte le aree del Paese, sebbene l’erogazione dei prestiti si sia accompagnata alla richiesta di maggiori garanzie. Anche per il credito al consumo le condizioni di offerta si sono mantenute pressoché stazionarie. Nella prima parte del 2024, in un contesto di contenimento dei rendimenti offerti dalle banche, è diminuita la domanda di depositi da parte delle famiglie. Le richieste di titoli di Stato, di azioni e di quote di fondi comuni sono invece aumentate.

Rc auto, Ivass: a novembre dinamica annua prezzi si smorza a +6,6%

Rc auto, Ivass: a novembre dinamica annua prezzi si smorza a +6,6%Roma, 15 gen. (askanews) – Si è stabilizzato a 416 euro a novembre il prezzo medio dei contratti di R.c. Auto in Italia, lo stesso livello registrato a ottobre, mentre la dinamica di crescita dei prezzi su base annua si è smorzata al più 6,6%, dal più 7,2% del mese precedente. Lo riporta l’Ivass sulla base della sua ultima rilevazione.


Da molti mesi la crescita dei prezzi dell’Rc auto mostra livelli di diversi multipli superiori a quella dell’inflazione generale (a novembre quest’ultima in Italia era pari all’1,3% su base annua). L’Ivass riporta come le province italiane registrino incrementi di prezzo su base annua compresi tra il 2,3% di Crotone e il 10,5% di Roma. Mentre il differenziale di premio tra Napoli e Aosta è di 258 euro, in aumento del 4,2% su base annua (ad ottobre 2024 la variazione annua del differenziale era stata del +11,7%) e in riduzione del 42,7% rispetto allo stesso mese del 2014.


Per gli assicurati in prima classe, l’aumento su base annua del prezzo medio è del 6% mentre per quelli appartenenti a classi di merito peggiori l’incremento è del 9%, conclude l’autorità.

Roma, il Messaggero illumina sede per festività e Giubileo

Roma, il Messaggero illumina sede per festività e GiubileoRoma, 18 dic. (askanews) – Dal 18 dicembre per tutte le festività Il Messaggero celebrerà il Giubileo con un grande videomapping sulla facciata del palazzo di via del Tritone. Al tramonto l’amministratore Delegato del giornale, Azzurra Caltagirone ha acceso l’animazione, progettata da Enel, che proietterà sulla facciata del palazzo di via del Tritone le pagine storiche del quotidiano che hanno raccontato i momenti più importanti dell’Italia e del mondo dell’ultimo secolo e mezzo. A presenziare l’evento, Monsignor Rino Fisichella, Pro – prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e delegato del Papa per il Giubileo, Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione ed Andrea Tornielli, Direttore Editoriale. In grande evidenza le pagine che hanno immortalato le notizie più importanti d’Italia sino alla visita di Papa Francesco a via del Tritone.


“E’ un’iniziativa – ha dichiarato il direttore de Il Messaggero Guido Boffo – che abbiamo preso anche l’anno scorso: celebrare il Natale illuminando la facciata del Messaggero facendo in modo che diventi parte integrante di tutta la coreografia romana in occasione delle festività. Quest’anno c’è il Giubileo e per noi e per Roma rappresenta un evento importante, centrale.In qualche modo anche il Messaggero apre le sue porte al Giubileo e a quanti verranno a Roma, si parla di 32 milioni tra turisti e pellegrini in questi mesi”.

Lavoro, Manpower: 63% italiani positivi ma 1 su 3 lo vuole lasciare

Lavoro, Manpower: 63% italiani positivi ma 1 su 3 lo vuole lasciareRoma, 12 nov. (askanews) – In Italia, il 63% dei lavoratori e delle lavoratrici ha una percezione positiva del proprio posto di lavoro. Nonostante ciò, il 53% delle persone afferma di sentirsi stressato dal lavoro, tanto che più di uno su tre (36%) ha in programma di abbandonarlo entro i prossimi sei mesi. Sono alcune delle conclusioni del primo Global Talent Barometer di ManpowerGroup, multinazionale di lavoro interinale e risorse umane, che ha effettuato lo studio in 16 Paesi su un campione di oltre 12.000 intervistati, riporta un comunicato, anche attraverso nuove metriche legate all’ambito professionale nelle aree del benessere, della soddisfazione e della fiducia.


Secondo lo studio, il 63% di persone che in Italia ha una percezione positiva del proprio lavoro è leggermente al di sotto del dato medio globale, che si attesta al 67%. Questo valore deriva dall’analisi di tre indici: Benessere, Soddisfazione lavorativa e Fiducia. In Italia, in particolare, il 60% dei lavoratori e delle lavoratrici registra un livello di benessere complessivamente positivo nel proprio ambiente di lavoro (rispetto a un Indice Benessere globale del 64%). Inoltre, il 58% si ritiene soddisfatto a livello lavorativo (Indice Soddisfazione lavorativa globale 63%) e il 70% ha fiducia nelle proprie competenze e nel proprio posto di lavoro (Indice Fiducia globale 74%). Andando invece a scomporre l’indice sulla soddisfazione lavorativa, il 57% degli italiani e delle italiane confida che i propri interessi nello sviluppo della carriera siano tutelati dai manager aziendali. Un valore relativamente basso, dice Manpower, che spinge le persone a guardarsi intorno: più di un lavoratore e lavoratrice su tre (36%) intende cambiare impiego nel prossimo semestre e il 48% è convinta/o di poter trovare un lavoro in linea con le proprie esigenze nell’arco di sei mesi. Inoltre, circa un italiano su quattro (27%) non si sente sicura/o del proprio posto di lavoro e teme che entro sei mesi sarà costretta/o a lasciarlo.


“Il rapporto tra persone e aziende si sta evolvendo rapidamente. Per trattenere le migliori collaboratrici e collaboratori, in una situazione di crescente talent shortage e mismatch di competenze, il solo stipendio non è più sufficiente. Le persone si aspettano che il lavoro offra loro qualcosa di più: maggiore equilibrio, più opportunità, più empatia”, ha dichiarato Anna Gionfriddo, amministratrice delegata di ManpowerGroup Italia. “Sebbene il 75% delle persone in Italia trovi uno scopo nel proprio lavoro, i dati del nostro Global Talent Barometer dimostrano che questo da solo non è sufficiente a trattenere i talenti. Le persone sono alla ricerca di ambienti di lavoro che offrano servizi su più fronti, dal supporto per la salute mentale e l’equilibrio tra vita privata e lavoro allo sviluppo della carriera e alla formazione delle competenze. Le organizzazioni che riescono a creare questi ambienti a misura d’uomo non solo tratterranno i migliori talenti, ma guideranno anche l’innovazione nel dinamico mercato odierno”. Per quanto riguarda l’indice relativo al benessere , in Italia la maggioranza delle persone (75%) ritiene che il proprio lavoro abbia significato e uno scopo, si sente allineata (68%) coi valori e la visione della propria azienda e ritiene di essere supportata (61%) per quanto riguarda l’equilibrio vita-lavoro. Tuttavia, ben il 53% delle/degli intervistati afferma di sentirsi stressato sul lavoro su base quotidiana.


Per quanto riguarda la fiducia in sé stessi e nel proprio lavoro, l’Italia fa registrare valori molto elevati per ogni componente dell’indice, prosegue Manpower. L’85% delle/degli intervistate/i ritiene di avere le capacità e l’esperienza richieste dalla posizione e il 74% di avere le tecnologie e gli strumenti necessari. Tuttavia, quando si tratta di sviluppo di carriera si rileva una differenza tra potenzialità e opportunità: il 68% dei talenti sostiene di avere in azienda l’opportunità di migliorare le proprie skills per avanzare la posizione lavorativa, ma soltanto il 53% ritiene di avere effettivamente la possibilità di ottenere una promozione. A livello territoriale, benché si registri una percezione simile lungo tutta la penisola, alcuni valori mostrano fluttuazioni rilevanti. La percentuale di persone che dichiarano di temere di dover lasciare il posto di lavoro è più alto nel Sud e Isole (30%) e nel Centro (29%) rispetto a Nordovest (24%) e Nordest (22%). Al contrario, dalle rilevazioni risulta che in Centro Italia ci sia un’alta percezione di poter migliorare le proprie competenze (77%) e la propria carriera (61%), mentre la percezione di miglioramento più bassa si registra nel Nordest sia per le competenze (63%) sia per la carriera (46%).


L’analisi, prosegue il comunicato, registra varie differenze anche tra le diverse generazioni. In particolare, la generazione Z si dichiara la più stressata (57%) e di gran lunga la più incline a cambiare impiego per propria scelta nei prossimi mesi (49%). Sono anche coloro che hanno più difficoltà a trovare significato e scopo nel proprio lavoro (63%). La generazione dei Millennial invece (28-43 anni) è quella che intravede più possibilità di carriera (60%). Per quanto riguarda i singoli settori, la percentuale di persone stressate più alta si registra nei beni di consumo e servizi (61%) e nella sanità e life sciences (59%), mentre la più bassa è nei trasporti, logistica e automotive con il 38%. I lavoratori e le lavoratrici di quest’ultimo settore sono anche i meno intenzionati a cambiare lavoro a breve (15%), mentre nei beni di consumo e servizi intende farlo uno su due (50%).

Treni, Trenitalia rinnova collaborazione con Ferrovie Svizzere

Treni, Trenitalia rinnova collaborazione con Ferrovie SvizzereRoma, 8 nov. (askanews) – Rinnovata la cooperazione fra Trenitalia (Gruppo Fs Italiane) e le Ferrovie Federali Svizzere (Ffs) e nuovi collegamenti Eurocity fra Italia e Svizzera a partire dal 2026. Come riporta un comunicato, oggi a Milano Centrale le due società hanno sottoscritto il rinnovo del Cooperation Agreement prolungando così la loro collaborazione pluriennale.


Un accordo di successo, afferma Trenitalia, considerati i 30 milioni di passeggeri già trasportati tra Italia e Svizzera dal 2009, da quando è attiva la collaborazione tra Trenitalia e FFS. L’accordo è stato firmato da Luigi Corradi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia e da Véronique Stephan, Direttrice Mercato Viaggiatori delle FFS. Nel quadro del nuovo accordo, Trenitalia e le FFS intendono offrire – oltre ai 40 treni che quotidianamente viaggiano tra Italia e Svizzera – ulteriori collegamenti. Le due aziende stanno lavorando con l’obiettivo di introdurre, a partire dal 2026, una tratta aggiuntiva tra Zurigo, Milano e Venezia e nuovi treni diretti da Zurigo verso Firenze e Livorno e viceversa. Per sostenere questo aumento dell’offerta, le FFS hanno ordinato a febbraio 2024 quattro nuovi elettrotreni Giruno, che si andranno ad aggiungere ai 29 già oggi in circolazione e altri sette ordinati nel 2022.


“L’accordo di cooperazione firmato oggi rappresenta il prolungamento di una partnership già virtuosa” – afferma Luigi Corradi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia. “Ci aspettiamo, nei prossimi anni, una domanda crescente per i collegamenti transfrontalieri, dall’Italia alla Svizzera e viceversa, e siamo pronti ad accogliere i viaggiatori su treni più nuovi, ancora più confortevoli e più sostenibili”, ha aggiunto. “È con orgoglio e soddisfazione che guardiamo al recente passato e al futuro prossimo; insieme, nel 2023, siamo riusciti a trasportare circa 500.000 viaggiatori internazionali in più rispetto al 2019 sui treni tra Italia e Svizzera, abbiamo aumentato il numero di collegamenti verso Milano e abbiamo introdotto nuovi collegamenti diretti in direzione di Genova e Bologna” ha sottolineato Véronique Stephan, Direttrice mercato viaggiatori FFS.


Scegliere il treno per spostarsi in Europa non solo è sostenibile dal punto di vista ambientale e confortevole per il proprio viaggio, ma risulta essere sempre più apprezzato dai viaggiatori. Nel 2023, prosegue il comunicato, ad esempio, 2,4 milioni di passeggeri hanno viaggiato con Eurocity tra la Svizzera e l’Italia in treno. L’evento è stato anche l’occasione per presentare il nuovo brand euroCity e il restyling dei treni di Trenitalia, rinnovati negli interni, con sedili rivestiti in tessuto 100% ricavato da plastiche riciclate, nei servizi e nella livrea. Tra i colori utilizzati, che richiamano le bandiere dei due Paesi, c’è il verde, colore distintivo del marchio: utilizzato per il logo, ma anche per molte altre applicazioni all’interno delle vetture. Il verde, inoltre, rappresenta un richiamo al tema della sostenibilità, dato che il treno è il mezzo più sostenibile per raggiungere la Svizzera.


Trenitalia ha presentato un treno ETR610 rimodernato, che circola come euroCity tra Svizzera e Italia; dal 2026 l’intera flotta ETR610 di Trenitalia sarà rimodernata, con un nuovo design, nuovi rivestimenti per i sedili, composti da materiali riciclati, Wi-Fi e l’installazione di prese di corrente per biciclette elettriche. Anche i vagoni ristorante andranno a beneficiare della collaborazione tra le due aziende ferroviarie, garantendo un livello di servizio omogeneo su tutta la flotta in servizio tra l’Italia e la Svizzera.