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Trenitali, sciopero nazionale del personale venerdì 14 aprile

Trenitali, sciopero nazionale del personale venerdì 14 aprileRoma, 12 apr. (askanews) – Sciopero nazionale del personale di Trenitalia, dalle 9 alle 17 di venerdì 14 aprile 2023. Lo hanno proclamato le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Sml Fast Confsal e Orsa Ferrovie e, secondo quanto afferma la stessa Trenitalia con un comunicato “potrebbe avere un impatto significativo sulla circolazione ferroviaria e comportare cancellazioni totali e parziali di Frecce, Intercity e treni Regionali di Trenitalia”.

Inoltre gli effetti della protesta, in termini di cancellazioni e ritardi, “potranno verificarsi anche prima e protrarsi oltre l’orario di termine dello sciopero”, aggiunge la società.Durante la protesta sindacale sarà comunque programmata l’effettuazione di alcune corse nazionali elencate nelle apposite tabelle dei treni da assicurare in caso di sciopero, dice ancora Trenitalia, consultabili nella sezione Treni garantiti in caso di sciopero del sito di Trenitalia.

Il gruppo “tenuto conto delle possibili importanti ripercussioni sul servizio, invita tutti i passeggeri a informarsi prima di recarsi in stazione”. Ulteriori informazioni su collegamenti e servizi saranno diffusi attraverso l’app Trenitalia, la sezione Infomobilità del sito di Trenitalia, i canali social e web del Gruppo FS Italiane, il numero verde gratuito 800 89 20 21, oltre che nelle biglietterie e negli uffici assistenza delle stazioni ferroviarie, alle self service e presso le agenzie di viaggio convenzionate. 

Casa, idealista: prezzi in aumento dello 0,2% nel primo trimestre

Casa, idealista: prezzi in aumento dello 0,2% nel primo trimestre



Casa, idealista: prezzi in aumento dello 0,2% nel primo trimestre – askanews.it


Casa, idealista: prezzi in aumento dello 0,2% nel primo trimestre – askanews.it



















Roma, 3 apr. (askanews) – Nel primo trimestre dell’anno, l’indice dei prezzi delle abitazioni in vendita è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2022. Ad affermarlo è l’ultimo indice sui prezzi di vendita degli immobili dell’Ufficio Studi di idealista, che rileva un valore medio nazionale pari a 1.847 euro al metro quadro.

“I prezzi delle case hanno subito un rallentamento negli ultimi mesi, poiché l’aumento dei tassi d’interesse ha reso i mutui più costosi e l’elevata inflazione ha ridotto il potere d’acquisto delle persone – commenta Vincenzo De Tommaso, Responsabile Ufficio Studi di idealista -. Tuttavia, un crollo come quello visto durante la crisi finanziaria sembra improbabile e si prevedono prezzi stagnanti o in leggera crescita per tutto il 2023, mentre eventuali cali del prezzo nominale delle abitazioni si estenderanno a un numero maggiore di capoluoghi, specialmente al Sud e a diverse aree provinciali della penisola”. L’andamento dei capoluoghi italiani è prevalentemente positivo con 62 centri su 105 monitorati in crescita trainati dalla performance di Oristano (7%), seguita da Gorizia (6,3%), Nuoro (5,3%) e Monza (4,9%).

Quanto ai grandi mercati cittadini, Napoli (3,6%), Bologna (2,2%), Torino (1,5%), Venezia (1,4%), Catania (1,1%), Milano (0,5%) e Palermo (0,3%) fanno registrare ancora aumenti. In controtendenza, rallentano Roma (-0,1%) e Firenze (-1,2%). I maggiori indici di ribasso dei mesi invernali spettano però a Cuneo ed Enna (entrambe giù del 3,9 %), che segnano il calo più marcato del trimestre, davanti a Pavia (-3,5%), Foggia (-3,4%), Ragusa (-3,1%) e L’Aquila (-3%). Milano (4.989 euro/metro quadro) resta in cima alla classifica dei prezzi davanti a Bolzano (4.518 euro/metro quadro), che precede Venezia (4.438 euro/metro quadro) e Firenze (3.923 euro/metro quadro). Valori sopra i 3mila euro di media anche per Bologna (3.398 euro/metro quadro), Roma (3.009 euro/metro quadro) e Trento (3.001 euro/metro quadro); 33 capoluoghi presentano prezzi superiori alla media nazionale, in un range che va dai 2.940 euro di Siena ai 1.859 di Torino. Le città più economiche dove acquistare casa sono Biella (707 euro/metro quadro), Caltanissetta (733 euro/metro quadro) e Ragusa (771 euro/metro quadro).

Solo due regioni hanno registrato cali dopo i mesi invernali: sono Campania (-1.3%) e Friuli-Venezia Giulia (-1%). Aumenti per 12 regioni, i maggiori rilevati in Trentino-Alto Adige (3,6%), Emilia-Romagna (2%), Valle d’Aosta (1,6%) e Molise (1,2%). I rialzi sotto l’un per cento per altre 8 regioni, dallo 0,8% delle Marche allo 0,3% dell’Abruzzo. Sicilia, Calabria, Sardegna, Umbria, Liguria e Lombardia non hanno subito variazioni di prezzo. Il Trentino-Alto Adige (2.804 euro/metro quadro) è la regione italiana con i prezzi più elevati, seguita da Valle d’Aosta (2.664 euro/metro quadro), Liguria (2.498 euro/metro quadro) e Toscana (2.375 euro/metro quadro). Anche Lazio (2.181 euro/metro quadro) e Lombardia (2.112 euro/metro quadro) fanno rilevare valori superiori alla media di 1.847 euro/metro quadro nazionali. Si collocano sotto questa soglia 14 regioni, con prezzi compresi tra i 1.821 euro dell’Emilia-Romagna e gli 863 euro del Molise, la regione più economica dove comprare casa.