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Mostre, a Capodimonte arriva “l’ospite bolognese” Ludovico Carracci

Mostre, a Capodimonte arriva “l’ospite bolognese” Ludovico CarracciMilano, 26 mar. (askanews) – Il 25 marzo, giorno nel quale la Chiesa Cattolica celebra l’Annunciazione del Signore, il Museo e Real Bosco di Capodimonte ha presentato ‘L’ospite bolognese. Ludovico Carracci (1555-1619)’ con la Annunciazione (1584, olio su tela, 182,5 x 221) in prestito dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna fino al 15 giugno.


“Dopo Rubens e Baglione ecco il terzo atteso ospite del mese di marzo che arricchisce ancora di più l’offerta della Primavera dell’arte a Capodimonte: Ludovico Carracci, al quale dedichiamo la sala 6 – spiega Eike Schmidt, Direttore del Museo e Real Bosco – I visitatori troveranno la sua celebre Annunciazione in dialogo con due opere di Capodimonte, dello stesso periodo e sul medesimo fondamentale tema iconografico, una di Scipione Pulzone e l’altra di Francesco Curia. Una gradita formula quella dell’Ospite che testimonia il costante dialogo con importanti istituzioni italiane e internazionali e che ben si adatta, in concomitanza dei lavori nella Reggia, all’esigenza di mostre agili, coinvolgenti, e confronti pensati per esaltare il nostro patrimonio”. Nell’opera ‘ospite’, in visita da Bologna, la Vergine intenta a leggere un libro di preghiere, è interrotta da un angelo che le porge un giglio e le annuncia che Dio si è incarnato in lei. L’inginocchiatoio in legno, la cesta di vimini con il cucito e il letto sulla destra, così come le linee del pavimento in cotto che segnano la fuga prospettica, alludono a un evento miracoloso che avviene in un ambiente scarno, simile a un’umile dimora della Bologna del tempo. Le torri cittadine si intravedono anche attraverso la finestra aperta da cui irrompe la colomba dello Spirito Santo. È con un preciso intento didattico e in piena sintonia con i dettami del Concilio di Trento (1545-1563), la risposta cattolica alle nuove dottrine luterana e calvinista, che Ludovico Carracci ideò questa pala orizzontale, originariamente collocata nella sede di una compagnia religiosa e non in una chiesa. Dopo i seducenti virtuosismi del Manierismo, Ludovico interpreta il tema in maniera piana e devota, facilmente intellegibile, come a voler facilitare l’immedesimazione del fedele spettatore


L’opera di Scipione Pulzone (Gaeta, 1550 ca. – Roma, 1598) proposta in sala 6 (primo piano) è datata 1587 (olio su tela, da Gaeta chiesa di Sant’Angelo in Planciano) e firmata sul cartiglio collocato nella parte bassa dell’inginocchiatoio. Raffigura la Vergine che, interrotta durante la lettura, ascolta il messaggio dell’Arcangelo e accetta ciò che il Signore, circondato da angeli, ha in serbo per lei. La stanza semplice, dove vi sono una sedia di vimini e gli strumenti da cucito, si affaccia su un panorama che ricorda quello del golfo di Gaeta. Attraverso questi espedienti, il pittore avvicina l’episodio sacro alla vita quotidiana dello spettatore. Francesco Curia (documentato dal 1588 – Napoli, 1608) dipinse la sua Annunciazione nel 1596-1597 (olio su tavola provenienza Napoli, chiesa di Santa Maria di Monteoliveto). Il dipinto mostra lo stile peculiare dell’autore, che ambienta l’episodio sacro nell’elegante portico di una strada di città. I colori vivaci delle vesti e la raffinata resa dei dettagli, come le preziose venature del marmo o il broccato che copre il leggio, suggeriscono un contatto diretto con artisti fiamminghi, che Curia poteva aver conosciuto a Napoli e nel corso dei suoi numerosi viaggi.


L’Iconografia – L’Annunciazione, narrata nel Vangelo di Luca (1:26 – 38), è uno dei temi principali della Cristianità. Tra i soggetti più rappresentati nell’arte, il suo nucleo è l’incontro tra l’arcangelo Gabriele – che spesso stringe nella mano un giglio simbolo di purezza – e la Vergine Maria; la colomba dello Spirito Santo scende su di lei attraverso un fascio di luce. La colomba è talvolta sostituita o affiancata da Dio Padre. Nell’iconografia dell’Annunciazione il sentimento dei protagonisti è cruciale: l’arrivo dell’angelo nei dipinti del primo Cinquecento insisteva sull’imprevisto, la Vergine intimorita si ritraeva; alla metà del secolo, anche la casa della Vergine si arricchiva di arredi intagliati ed elementi preziosi; con l’avvento della controriforma, infine, si ebbe una semplificazione e l’interno in cui la Vergine è intenta in attività donnesche torna dimesso, mentre l’atteggiamento della protagonista si fa remissivo. La festa liturgica è fissata da San Bernardo di Chiaravalle nove mesi prima di Natale e poco dopo l’inizio della Primavera; il risveglio della natura si accorda perfettamente al nuovo ciclo rappresentato dall’Incarnazione. Ludovico Carracci – Pittore (Bologna 1555 – ivi 1619), cugino di Agostino e di Annibale con i quali lavorò come frescante. Trasse ispirazione da diversi maestri, ma soprattutto Correggio, Parmigianino e Tintoretto ne influenzarono lo stile. L’Annunciazione (Pinacoteca di Bologna, 1585) e la Madonna Bargellini (ivi, 1588) sono tra le sue opere più celebri precedenti al viaggio a Roma (1592) che ne segnò la svolta verso il classicismo. A questo momento cruciale appartiene il Rinaldo e Armida della collezione Farnese di Capodimonte (1593), prima che il pittore, meno rappresentato nelle collezioni del museo rispetto ai cugini, rientrasse a Bologna e ne dominasse la scena artistica cittadina. Nella sua bottega, primo nucleo dell’Accademia dei Desiderosi, si formarono artisti sommi come Domenichino e Guido Reni.

”Legion of Merit” Usa a 2 generali italiani: ‘eccezionale servizio’

”Legion of Merit” Usa a 2 generali italiani: ‘eccezionale servizio’Lago Patria (Napoli), 14 mar. (askanews) – Il 13 marzo 2025 alle ore 11, l’Ammiraglio Stuart B. Munsch, Comandante del Comando Interforze Alleato di Napoli (JFC Naples) e Comandante delle Forze Navali Statunitensi in Europa e Africa, ha conferito la Legione al Merito al Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI) e al Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia, Comandante del Comando Forze Operative Sud (COMFOP Sud). “L’eccezionale servizio di questi due generali sottolinea il ruolo fondamentale e di primo piano dell’Italia nelle operazioni NATO e nella difesa del continente”, ha affermato l’ammiraglio Stuart B. Munsch, Comandante dell’Allied Joint Force Command Naples. “L’assegnazione della Legion of Merit sia al Generale di Corpo d’Armata Iannucci che al Generale di Corpo d’Armata Ristuccia rappresenta il riconoscimento del loro eccezionale servizio alla guida delle forze NATO rispettivamente in Iraq e Kosovo e l’impegno continuo di questi generali e dell’Italia per la leadership, per la nostra Alleanza e per il nostro obiettivo di una pace duratura”.


La Legion of Merit (LOM) è una onorificenza militare delle Forze Armate degli Stati Uniti che viene assegnata per la condotta di attività particolarmente meritorie nello svolgimento di servizi e risultati eccezionali. L’onorificenza viene anche assegnata per fedeltà e lealtà in posizioni di combattimento o non di combattimento. La decorazione viene inoltre conferita ai membri degli otto servizi in uniforme degli Stati Uniti, nonché a figure militari e politiche di governi stranieri. La Legion of Merit è l’unica decorazione militare statunitense che ha gradi distinti ed è la più importante medaglia statunitense assegnata a cittadini di altre nazioni. “Sono onorato di ricevere dall’Ammiraglio Munsch questa prestigiosa onorificenza”, ha detto il Generale Iannucci. “La considero un riconoscimento del lavoro di tutti gli uomini e donne che servono ogni giorno il nostro Paese dentro e fuori i confini nazionali. A loro va la mia riconoscenza per quanto fanno e per come lo fanno. Parallelamente, ritengo che l’evento di oggi testimoni quanto l’Italia e gli Stati Uniti d’America siano profondamente legati da un rapporto di sincera amicizia. Con gli USA, così come con gli altri Paesi Alleati, formiamo una comunità e le nostre Forze Armate sono unite dagli stessi ideali, da una storia comune e dalla volontà quotidiana di ribadire un patto di unità e di mutua solidarietà”.


Dal 20 gennaio 2025 il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci è stato nominato Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI). In precedenza, nel 2012, ha ricoperto il ruolo di Capo Divisione J3 (Operazioni) presso il COVI. Negli anni successivi, il Generale Iannucci ha continuato a distinguersi in diversi at incarichi nazionali e internazionali, tra cui il ruolo di Vice Capo di Stato Maggiore per le Operazioni presso il Comando della Forza Internazionale di Assistenza alla Sicurezza in Afghanistan (ISAF) e l’incarico, nel 2015, di Comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”. La sua carriera ha raggiunto un ulteriore apice quando ha assunto la guida della Missione NATO IRAQ nel 2022. Nel 2023 è stato nominato Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa, ruolo che testimonia la fiducia e il riconoscimento delle sue capacità. “Sono veramente orgoglioso di avere ricevuto questo riconoscimento e fiero di avere rappresentato l’Italia in un ruolo cosí importante nell’ambito della Nato”, afferma il Generale Ristuccia. “Ringrazio gli Stati Uniti e in particolare l’Ammiraglio Munsch per avermi voluto insignire di questo prestigioso riscontro. Ringrazio ancora l’Esercito Italiano per avermi voluto candidare a suo tempo per l’incarico di Force Commander di KFOR e il nostro Ministro per la fiducia accordatami”.


Dall’8 aprile 2024 Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia è il Comandante del Comando Forze Operative Sud (COMFOP Sud). In precedenza ha ricoperto l’incarico di: Capo di Stato Maggiore del NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA) da gennaio 2019 a maggio 2020 e Comandante della Divisione “Vittorio Veneto” da maggio 2020 a ottobre 2022, periodo in cui, oltre a comandare le dipendenti Brigate, ha supervisionato il processo di riorganizzazione del Comando in Divisione Multinazionale della NATO. Nelle operazioni all’estero ha ricoperto gli incarichi di: Capo dello Special Staff del Comandante di UNIFIL in Libano dal 13 agosto 2009 al 1° gennaio 2010; Comandante del Contingente Nazionale a Erbil in Iraq (Op. Prima “Parthica”) dal 20 maggio 2016 al 27 novembre 2016; Comandante della NATO Kosovo Force (KFOR) in Kosovo delle 10 ottobre 2022 al 10 ottobre 2023.

Campania, villaggio sportivo in più grande bene confiscato

Campania, villaggio sportivo in più grande bene confiscatoMilano, 10 mar. (askanews) – La sfida è trasformare, per la prima volta in Italia, il più grande bene confiscato alla criminalità in Campania in un villaggio sportivo dove permettere ai bambini e alle famiglie disagiate di fare sport gratuitamente e incontrare i campioni del cuore.


Il Centro Jambo (Trentola Ducenta) ospiterà in estate impianti di tennis, padel, beach volley, fitness e street basketball aperti a tutti. L’obiettivo è trasformare, per la prima volta in Italia, un’azienda confiscata alla criminalità in un temporary sport center. Uno spazio dedicato alla comunità e campi da gioco a disposizione di bambini e famiglie disagiate per praticare sport gratuitamente, incontrare i campioni del cuore e contrastare qualsiasi tipo di discriminazione, promuovendo la cultura della legalità in un territorio vessato da anni dal malaffare. Una sfida ambiziosa lanciata dal Centro Jambo (Trentola Ducenta, Caserta) – il più grande bene confiscato in Campania, di proprietà della società CIS Meridionale gestita dall’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata, sotto l’egida del Ministero dell’Interno – nell’ambito del programma dedicato all’inclusione sociale, allo sport e al benessere psicofisico di cittadini, turisti e stakeholder.


Il progetto Campo Libhero – presentato negli spazi di Fiera Milano, durante il forum “The Social Impact” di Racquet Trend, il primo format in Europa interamente dedicato a tutti i principali sport di racchetta – si propone di trasformare, per la prima volta in Italia, un bene confiscato alla criminalità in una vero e proprio villaggio sportivo, diventando un modello nazionale di integrazione e un motore di rigenerazione urbana per l’intero territorio. “Per Jambo – dichiara Luigi Moscato, Amministratore unico di Centro Jambo e CIS Meridionale – lo sport è uno stile di vita e uno strumento educativo fondamentale per contribuire alla creazione di una società che sappia realmente accogliere, includere e rispettare l’unicità di tutti. Un veicolo di aggregazione e di riscatto, capace di aprire nuove prospettive anche nei contesti sociali più difficili e dispersivi, come il nostro. È proprio questa la ragione per cui Jambo stimola, in modo concreto, processi di partecipazione allo sport che prescindono completamente dalle condizioni economiche, sociali e individuali delle persone”.


Il temporary sport center del Jambo ospiterà in estate impianti di tennis, padel, beach volley, fitness e street basketball aperti a tutti, valorizzando anche il turismo sportivo e le produzioni agroalimentari del territorio. “Racquet Trend – afferma Luigi Spera, direttore generale di RacquetTrend – si fa promotore del progetto, aggregando risorse e stakeholder per creare un format replicabile. L’obiettivo è rendere il progetto completamente sostenibile, grazie ad un modello virtuoso di partnership in grado di coinvolgere aziende, istituzioni e sponsor per finanziare e gestire le attività. Brand sportivi, Enti finanziari, media e imprese locali potranno contribuire al progetto, adottando campi da gioco, sponsorizzando eventi e gare, fornendo attrezzature e stimolando azioni di mecenatismo sul territorio”.


Nel corso di Racquet Trend – con la partecipazione del Ministero del Turismo e dell’Agenzia nazionale del Turismo – sono previsti gli interventi di: Ivana Jelinic, amministratore delegato dell’ENIT; Giovanni Malagò, presidente del CONI; Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano Paralimpico; Martina Riva, assessore allo Sport, turismo e politiche giovanili del Comune di Milano; Angelo Binaghi, presidente della Federazione italiana Tennis e Padel (FITP); Renato Di Napoli, presidente della Federazione italiana Tennistavolo (FITET); il presidente della Federazione Tennis e Padel USA; il presidente della Federazione Tennis e Padel ASIA; atleti e aziende provenienti da oltre 20 Paesi.

Acceso albero Natale al JFC Naples, amm. Munsch: tutti siamo la Nato

Acceso albero Natale al JFC Naples, amm. Munsch: tutti siamo la NatoMilano, 3 dic. (askanews) – Martedì 3 dicembre 2024, l’Allied Joint Force Command Naples (JFC Naples) ha ospitato l’annuale cerimonia di accensione dell’albero presso la sua sede in Via Madonna del Pantano, Lago Patria, Napoli. L’evento è iniziato alle 16.45 con l’eccezionale esibizione musicale degli studenti delle scuole medie Don Salvatore Vitale e G.B. Basile situate a Giugliano in Campania, Napoli.


L’ammiraglio Stuart B. Munsch, comandante del JFC Naples, ha pronunciato il suo discorso di benvenuto e con l’aiuto dei bambini ha ufficialmente acceso l’albero. L’evento è proseguito con un’esibizione musicale della U.S. Naval Forces Europe Band e la mostra del mercatino di Natale a Parco Leonardo. “Siamo onorati di dare nuovamente il benvenuto al signor Carlo Calcagni, che ha contribuito a costruire la nostra prima sede a Bagnoli e si è unito a noi per la prima accensione ufficiale dell’albero di Natale nella NATO nel 1954”, ha affermato l’ammiraglio Munsch. “Sebbene sia in pensione da tempo, suo figlio, Maurizio, è uno dei tanti rappresentanti della comunità di Napoli che lavorano all’interno di questa sede. La storia della cerimonia di accensione dell’albero di Natale è un potente promemoria dello spirito duraturo di unità e speranza attraverso le generazioni e nella nostra ampia comunità”.


“La nostra Alleanza è più di una semplice gruppo di nazioni e delle loro forze armate. Siamo la NATO, lo siamo tutti. Ogni cittadino, nelle 32 nazioni che compongono la nostra Alleanza, è parte della più ampia comunità della NATO. Insieme, siamo più della somma delle nostre parti. Ecco perché abbiamo iniziato questa tradizione natalizia 70 anni fa: per celebrare la nostra unità e speranza”. La cerimonia di oggi conclude il ciclo di eventi dedicati alla celebrazione del 75° anniversario della NATO. Nicola Pirozzi, sindaco di Giugliano, ha partecipato alla cerimonia. “Sono molto felice che anche quest’anno abbiamo visto la partecipazione a questo evento dei nostri studenti delle scuole medie Don Salvatore Vitale e G.B. Basile, suonando con la U.S. Naval Forces Europe Band in occasione della tradizionale cerimonia di accensione dell’albero di Natale del JFC Naples”, ha affermato Pirozzi. “Dopo il magico evento dell’anno scorso, quando i nostri bambini e la U.S. Naval Forces Europe Band hanno suonato in Vaticano alla presenza del Santo Padre, l’evento di oggi sta diventando una tradizione che offre un’importante opportunità ai nostri bambini e alle nostre comunità di incontrarsi insieme in un evento magico. Ringrazio l’Ammiraglio Munsch, Comandante del JFC Naples e il suo team, sempre disponibili e amichevoli nell’accoglierci e auguro un felice Natale a tutti i cittadini della base”.


Il JFC Naples ha mantenuto un importante legame con la comunità locale nella regione Campania nel corso degli anni e ha operato da Bagnoli, Napoli, nonché dalla sua attuale sede a Lago Patria. La NATO è l’alleanza di maggior successo al mondo. Durante il suo successo negli ultimi 75 anni, l’Italia e in particolare Napoli hanno svolto un ruolo significativo.

M.O., a Napoli 5mila piccole lapidi bianche per stop a conflitto

M.O., a Napoli 5mila piccole lapidi bianche per stop a conflittoNapoli, 13 gen. (askanews) – Un’installazione di 5mila piccole lapidi bianche con i nomi dei minori uccisi: un vero e proprio cimitero di bambini allestito in piazza Municipio a Napoli per sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto stanno provocando i bombardamenti su Gaza. La fontana del Nettuno, inoltre, è stata colorata per l’occasione con i colori di Amnesty International. Il presidio è stato organizzato da AOI, Un ponte per, la community Fermatevi e Articolo21, con il patrocinio del Comune di Napoli e della Regione Campania, insieme con Marisa Laurito, madrina dell’iniziativa.

In piazza tanti associazioni, esponenti della Uil, volti noti e personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo che hanno anche letto testimonianze di vittime innocenti di guerra. Si sono alternati, tra gli altri: Imma Battaglia; Benedetto Casillo; Maurizio de Giovanni; Francesco Di Leva; Cristina Donadio; Giuseppe Giulietti; Yari Gugliucci; Nello Mascia; Antonella Morea; Nando Paone; Patrizio Rispo; Gino Riveccio; Dario Sansone; Stefano Sarcinelli; Nunzia Schiano; Daniele Sepe; Alex Zanotelli; Mario Zinno e Marco Zurzolo. A tre mesi dall’inizio del conflitto, anche da Napoli il presidio è stato l’occasione per ribadire le richieste fatte al governo, alle istituzioni e alla comunità internazionale, di intervenire nelle sedi appropriate affinché: “Tutte le parti accettino un immediato cessate il fuoco; Israele ponga fine all’assedio totale della Striscia di Gaza; siano garantiti gli aiuti essenziali nella Striscia di Gaza da tutti i valichi, non solo da Rafah; siano rese possibili con urgenza le evacuazioni di persone ferite o malate verso Egitto, Cisgiordania o Israele e gli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas e di altri gruppi armati palestinesi e i Palestinesi detenuti arbitrariamente da Israele siano liberati senza condizioni”.

Da Salerno sfida “poetica” a ChatGPT, mentre NYT blocca OpenAI

Da Salerno sfida “poetica” a ChatGPT, mentre NYT blocca OpenAISalerno, 23 ago. (askanews) – Si definiscono Ordinarie Umanità che sfidano l’Intelligenza Artificiale: i due salernitani Maurizio Landi e Roberto Lombardi hanno lanciato il guanto e nell’epoca del copy & paste si permettono un vero duello con ChatGPT, per vedere chi vince a colpi di sonetti, epigrammi e tautogrammi, ovvero sul piano più vicino al sentire umano: la poesia. I due poeti (veri) sono anche gli autori di “L’amore ai tempi dell’intelligenza artificiale” (ExCogita, 2023), un libro che narra appunto di uno scontro tra uomini e un robot, dove i sentimenti alla fine rimescolano il tutto. Scontro di estrema attualità, dopo che l’autorevolissimo New York Times in primis ha dato vita a una fiera battaglia bloccando il web crawler di OpenAI: ora lo sviluppatore di ChatGPT non può utilizzare il contenuto della pubblicazione americana per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale.

Il NYT sta anche valutando un’azione legale contro OpenAI per violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, scriveva alcuni giorni orsono The Verge. Si deduce, l’Intelligenza Artificiale non può essere molto meglio di noi umani, se ci copia e usa i nostri modelli. Magari può essere molto più veloce, ma non altrettanto originale. Per ora. La dimostrazione in una particolarissima serata salernitana organizzata proprio da Landi e Lombardi il 7 agosto, quando i due si sono confrontati con algoritmi e computer in veste di verseggiatori, coadiuvati da Maurizio Mansi. La sfida all’Arco Catalano prevedeva anche il coinvolgimento del pubblico al quale è stato chiesto di fornire l’argomento per sonetti e poesie, composti sul momento sia dai due protagonisti “penne reali” ma anche dalla “poetessa” ChatGPT. Il risultato a detta del pubblico è stata una vittoria senza ombre di Landi e Lombardi, con un aggiuntivo colpo di grazia per l’Intelligenza Artificiale con un imbattibile tautogramma di Gabriele Bojano su Salerno. Ma non finisce qui.

“Questa serata è un primo momento del progetto UO + IA”, aggiungono Landi e Lombardi. “Siamo convinti che nei centri di ricerca esistano intelligenze artificiali con capacità creative ben maggiori di quelle di un programma commerciale come Chat GPT. Intendiamo lanciare un guanto di sfida a chiunque in Italia e nel mondo ritenga di avere sviluppato una IA così sofisticata da poter possedere una propria voce autentica e competere con l’uomo nella massima espressione della parola: la poesia. La nostra Ordinaria Umanità di persone che da quasi quarant’anni si guadagnano da vivere scrivendo crediamo ci autorizzi a rappresentare la specie nel confronto con la macchina”. Landi e Lombardi chiedono a società, enti, Università, centri di ricerca in possesso di una IA capace di generare bellezza nella parola di raccogliere la loro sfida e farsi avanti. “Per questa gara tra OU e IA, – concludono i due – abbiamo coinvolto docenti di materie scientifiche e umanistiche dell’Università di Salerno, l’associazione Soroptimist International, la compagnia teatrale dell’Eclissi e il teatro Genovesi che ci aiuteranno ad organizzare la pubblica tenzone. Lanceremo ufficialmente il guanto di sfida all’Intelligenza Artificiale nel corso della serata di lunedì prossimo con la comunicazione di ulteriori dettagli”.

Viene infine da chiedersi cosa avrebbero fatto Pessoa o Leopardi, Carducci o Saffo di fronte a una macchina più veloce di loro. Capace di copiare i loro versi per rielaborarli e servirli come nuovi in poesie che sono di fatto una minestra riscaldata e non hanno l’afflato della sofferenza che risiede dentro ogni poeta. Eppure c’è chi dice che presto le macchine sapranno fare anche questo, benché soffrire non sia affar loro. E la questione risulta per tutti un po’ angosciante. (di Cristina Giuliano)

Al festival di Ravello Nagano dirige l’Oro del Reno (Wagner)

Al festival di Ravello Nagano dirige l’Oro del Reno (Wagner)Ravello (Salerno), 20 ago. (askanews) – La 71esima edizione del Ravello Festival presenta l’appuntamento che più di tutti vuole affermare la vocazione originale della manifestazione, con l’esecuzione integrale di un’opera di Richard Wagner affidata ad importanti interpreti. Oggi domenica 20 agosto sul Belvedere di Villa Rufolo la Dresdner Festspielorchester unita al Concerto Koln con direttore Kent Nagano saranno protagonisti dell’evento centrale del Festival con l’esecuzione de L’Oro del Reno sotto forma di concerto, proposta in una inedita versione filologica, in esclusiva per l’Italia – è un progetto europeo che subito dopo Ravello sarà ospitato dal Festival di Lucerna – realizzata in collaborazione con il Dresdner Musikfestspiele.

L’evento è stato preceduto da un incontro aperto al pubblico in programma alla vigilia nella Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo con Kent Nagano a illustrare – in una conversazione con il direttore artistico del Festival Alessio Vlad – il progetto complessivo di rilettura del “Ring”. L’esecuzione del “Ring” (Der Ring des Nibelungen noto anche come Tetralogia, è un ciclo di quattro drammi musicali di Richard Wagner caratterizzati da un continuum narrativo che si svolge nell’arco di un prologo e di tre “giornate”: L’Oro del Reno “Das Rheingold” (prologo); La Valchiria (prima giornata); Sigfrido (seconda giornata); Il crepuscolo degli dèi (terza giornata)) con cui Richard Wagner nel 1876 inaugurò il primo Festival di Beyreuth, ha rappresentato una pagina importante della storia della musica.

In occasione della celebrazione del 150esimo anniversario di quella data sotto la direzione artistica di Kent Nagano e Jan Vogler, direttore artistico del Dresden Music Festival, l’intero ciclo sarà analizzato, provato ed eseguito, oltre che registrato in disco, partendo da quest’anno per arrivare al 2026. L’intera tetralogia sarà considerata e realizzata, avendo come riferimento il contesto storico del tempo in cui è stata concepita, sulla base delle più recenti scoperte musicologhe e dello studio della pratica esecutiva dell’epoca. Numerosi gli studiosi coinvolti: per l’approfondimento della pratica vocale del tempo, e della conseguente attenzione alla corretta pronuncia del testo letterario, fino allo studio e alla ricostruzione, o messa in uso, degli strumenti originali. Un lavoro che viene dopo l’esperienza condotta a Colonia, tra il 2018 e il 2021, intitolata “Wagner Lesarten” e avviata dal Concerto Koln assieme al Maestro Nagano. Il cast di voci che darà vita ai personaggi vedrà coinvolti alcuni dei più affermati interpreti wagneriani della scena internazionale: Simon Bailey (basso), Wotan; Dominik Köninger (basso), Donner; Mauro Peter (tenore), Loge; Tansel Akzeybek (tenore), Froh, Annika Schlicht (mezzosoprano), Fricka; Nadja Mchantaf (soprano), Freia; Gerhild Romberger (contralto), Erda; Daniel Schmutzhard (basso), Alberich; Thomas Ebenstein (tenore), Mime; Christian Immler (basso), Fasolt; Tilmann Rönnebeck (basso), Fafner; Ania Vegry (soprano), Woglinde; Ida Aldrian (soprano), Wellgunde; Eva Vogel (mezzosoprano), Floßhilde.

Il concerto sarà sopratitolato in italiano ed in inglese. I sopratitoli sono a cura di Prescott Studio, Firenze.Il Ravello Festival è sostenuto dalla Regione Campania e dal MiC.