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Almasri, Nordio: sciatta una parte della magistratura, questo rende il dialogo difficile

Almasri, Nordio: sciatta una parte della magistratura, questo rende il dialogo difficileRoma, 5 feb. (askanews) – “Mi ha deluso l’atteggiamento di una certa parte della magistratura che si è permessa di sindacare l’operato del ministero senza aver letto le carte. Cosa che può essere perdonata ai politici ma non a chi per mestiere le carte le dovrebbe leggere. Con questa parte della magistratura, se questo è il loro modo di intervenire in modo sciatto, questo rende il dialogo molto molto molto più difficile”. Lo ha detto il ministro della Giustizia alla Camera durante l’informativa su Almasri.

Piantedosi: Almasri mai stato un nostro interlucutore sui migranti

Piantedosi: Almasri mai stato un nostro interlucutore sui migrantiMilano, 5 feb. (askanews) – “Il cittadino libico noto come Almasri non è mai stato un interlocutore del Governo per vicende che attengono alla gestione e al contrasto del complesso fenomeno migratorio”. Lo ha detto, tra le altre cose, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nell’informativa sul caso Almasri alla Camera. Piantedosi ha poi “smentito, nella maniera più categorica, che, nelle ore in cui è stata gestita la vicenda, il Governo abbia ricevuto alcun atto o comunicazione che possa essere, anche solo lontanamente, considerato una forma di pressione indebita assimilabile a minaccia o ricatto da parte di chiunque, come è stato adombrato in alcuni momenti del dibattito pubblico sviluppatosi in questi giorni. Al contrario, ogni decisione è stata assunta, come sempre, solo in base a valutazioni compiute su fatti e situazioni (anche in chiave prognostica) nell’esclusiva prospettiva della tutela di interessi del nostro Paese”.

Nordio alla Camera sul caso Almasri: il mandato della Cpi era completamente sballato

Nordio alla Camera sul caso Almasri: il mandato della Cpi era completamente sballatoMilano, 5 feb. (askanews) – “La Corte si riunisce 5 giorni dopo per dire che il primo mandato di arresto era completamente sballato perchè aveva sbagliato niente meno che la data del commesso reato e noi ce ne eravamo accorti. Se non ce ne fossimo accorti e l’avessimo inviata alla corte d’appello italiana ce l’avrebbe mandata indietro dicendo che quel mandato di arresto era completamente contraddittorio. E qeusto ce lo dice la stessa corte che ha fatto uan riunione apposta per cambiare la data dei delitti dal 2011 al 2015. Quattro anni di resto continuato non sono cosa da poco”. Lo ha detto, tra le altre cose, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nell’informativa sul caso Almasri alla Camera.

Almasri, in aula governo quasi al completo. Assenti Meloni e i vicepremier

Almasri, in aula governo quasi al completo. Assenti Meloni e i vicepremierRoma, 5 feb. (askanews) – Banchi del governo quasi al completo in aula alla Camera dove i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi svolgeranno un’informativa sul caso Almasri.


Oltre al Guardasigilli e al titolare del Viminale, sono presenti i ministri Giuseppe Valditara, Tommaso Foti, Adolfo Urso, Roberto Calderoli, Gilberto Pichetto Fratin, Luca Ciriani. Nella fila inferiore ci sono i sottosegretari a riempire tutte le postazioni. Vuota la postazione della premier Giorgia Meloni, tra Piantedosi e Nordio. Assenti anche i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini.

Nordio-Piantedosi alle Camere per ribadire: “Almasri espulso subito perchè pericoloso”

Nordio-Piantedosi alle Camere per ribadire: “Almasri espulso subito perchè pericoloso”Roma, 4 feb. (askanews) – Di fronte a una richiesta di arresto giudicata quantomeno “irrituale”, la Corte d’Appello di Roma, e non il governo, ha deciso di scarcerare Osama Almasri Habish, capo della polizia giudiziaria libica. A quel punto, l’esecutivo è dovuto intervenire per espellere una persona considerata pericolosa per la sicurezza nazionale e lo ha fatto con le modalità che si applicano di prassi in questi casi. E’ questa la linea del governo che sarà ribadita domani, prima nell’aula della Camera e poi al Senato, dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio con un’informativa che sarà ripresa in diretta dalla Rai.


Sui presunti crimini di Almasri, che dal 6 gennaio era in Europa e si spostava liberamente tra diversi Paesi, da tempo stava indagando la Corte penale internazionale. L’uomo era stato fermato in Germania per un controllo di routine il 16 gennaio e il giorno seguente l’Interpol aveva avvisato l’Italia che era diretto nel nostro Paese. Il 18 gennaio Almasri era stato dunque fermato in Piemonte, ma in quel momento nei suoi confronti non risultava ancora pervenuto alcun mandato, ragion per cui era stato lasciato andare. La richiesta di arresto da parte della Cpi arrivava solo il giorno seguente e per questo il 20 gennaio il libico veniva arrestato dalla Digos a Torino e portato in carcere. L’arresto era stato eseguito su mandato della Cpi ai fini dell’estradizione, ma, secondo quanto è stato riferito, sarebbe servita l’autorizzazione del ministro della Giustizia, che però – è la linea del governo – non era stato avvisato per tempo. Ecco perché la Corte d’Appello di Roma non convalidava l’arresto. Il 21 gennaio Almasri veniva dunque rilasciato ed espulso su decreto del Viminale in quanto “soggetto pericoloso”, casi in cui si utilizza sempre un aereo militare e non un volo di linea. Martedì 28 gennaio, per la vicenda, la premier Giorgia Meloni annunciava di essere stata iscritta nel registro del procedimento da inviare al Tribunale dei ministri, insieme ai ministri Piantedosi e Nordio e al sottosegretario Alfredo Mantovano, dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi, che aveva ricevuto una denuncia dell’avvocato Luigi Li Gotti per presunto favoreggiamento e peculato. Da lì le polemiche di governo e maggioranza contro la magistratura, accusata di non aver archiviato la denuncia trincerandosi dietro l’obbligatorietà dell’azione penale. Secondo quanto si apprende, domani il ministro dell’Interno Piantedosi farà una dettagliata ricostruzione di quanto avvenuto, ovviamente per quanto riguarda le competenze del Viminale, e quindi ripercorrerà gli spostamenti in Europa di Almasri e il suo arresto in Italia, coerentemente con quanto già affermato dal ministro nella sua precedente informativa. Per quanto riguarda poi la decisione di espellere Almasri e di reimpatriarlo con volo di Stato, una volta che la magistratura non ne aveva convalidato l’arresto, Piantedosi spiegherà che il soggetto, definito pericoloso, è stato riportato in Libia con un volo militare perché gli agenti di scorta non possono viaggiare armati su un aereo di linea, anche perché si metterebbe a repentaglio la sicurezza degli altri passeggeri.


Dal canto suo il ministro della Giustizia Nordio parlerà delle modalità della richiesta di arresto di Almasri da parte della Corte Penale internazionale, ritenute “irrituali”, e del fatto che non abbia avuto il tempo materiale di esaminare la corposa documentazione inviatagli dalla Corte d’Appello di Roma per acconsentire all’arresto del libico in tempi utili. Nordio, secondo quanto trapela, evidenzierà anche quegli elementi giuridici che hanno portato al cortocircuito delle procedure previste dalle leggi. A quanto si apprende, inoltre, i ministri ribadiranno che il governo chiederà chiarimenti alla Cpi sul perché il mandato di arresto sia stato deciso solo al momento del passaggio in Italia e non prima, durante l’attraversamento almeno di Regno Unito, Francia e Germania.


Ancora nessuna decisione invece, sull’eventuale apposizione del segreto di Stato da parte dell’esecutivo.

I ministri andranno in Parlamento per ricostruire il caso Almasri, ma le opposizioni: Meloni scappa

I ministri andranno in Parlamento per ricostruire il caso Almasri, ma le opposizioni: Meloni scappaRoma, 4 feb. (askanews) – Dopo giorni di polemiche dell’opposizione per gli interventi via social network della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il dibattito sulla vicenda Almasri si sposta finalmente nelle aule parlamentari: come era stato deciso prima di annullare l’informativa dei ministri Nordio e Piantedosi per via della loro iscrizione nel registro delle notizie di reato quali persone indagate insieme alla premier e al sottosegretario Alfredo Mantovano, saranno il Guardasigilli e il titolare del Viminale a ricostruire la vicenda del rimpatrio con volo di Stato italiano del libico che la Corte penale internazionale aveva chiesto di arrestare.


“Meloni continua a scappare dal Parlamento”, è il refrain delle opposizioni che ottengono la diretta Rai dell’informativa prima al Senato, poi, seguito di una ulteriore interlocuzione avviata dal Presidente, Lorenzo Fontana, anche alla Camera (per la diretta Rai, infatti, occorre l’unanimità di tutti i gruppi politici). Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, rivendica: “Il governo non scappa dal Parlamento. Avevamo chiesto una piccola sospensione dovuta alla necessità di approfondire quanto successo, un fatto clamoroso, non c’era nessuna volontà dilatoria”. A fronte dell’insistenza delle opposizioni, Ciriani chiarisce che non ci sarà alcuna informativa di Meloni: “Ci sono i due ministri, sono in grado di garantire la massima informazione. Meloni ha ritenuto che i due ministri fossero assolutamentre adeguati, peraltro era l’informativa già prevista prima di questo fatto nuovo dell’informazione di garanzia. Rimaniamo a quello che avevano chiesto le stesse opposizioni. Chi meglio di loro, non vedo problemi”. Nordio e Piantedosi interverranno prima in aula alla Camera convocata domani per le 12,15. Dopo l’informativa ci sarà il dibattito, ogni gruppo avrà dieci minuti a disposizione. Per l’opposizione interverranno i big: la segretaria del Pd, Elly Schlein, il leader M5s, Giuseppe Conte, certamente. Per la maggioranza alla Camera non saranno i capigruppo a prendere la parola ma in Fdi si sta valutando se affidare l’intervento a Giovanni Donzelli in qualità di componente del Copasir. Al Senato l’informativa è fissata alle 15,30. Nel dibattito sicuramente interverranno il leader di Iv, Matteo Renzi, quello di Azione Carlo Calenda, il capogruppo Pd Francesco Boccia. Per la maggioranza il capogruppo Fi Maurizio Gasparri conferma il suo intervento, non ancora decisi quelli di Fi e Lega.

Domani ministri in Parlamento su Almasri, opposizioni: Meloni scappa

Domani ministri in Parlamento su Almasri, opposizioni: Meloni scappaRoma, 4 feb. (askanews) – Dopo giorni di polemiche dell’opposizione per gli interventi via social network della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il dibattito sulla vicenda Almasri si sposta finalmente nelle aule parlamentari: come era stato deciso prima di annullare l’informativa dei ministri Nordio e Piantedosi per via della loro iscrizione nel registro delle notizie di reato quali persone indagate insieme alla premier e al sottosegretario Alfredo Mantovano, saranno il Guardasigilli e il titolare del Viminale a ricostruire la vicenda del rimpatrio con volo di Stato italiano del libico che la Corte penale internazionale aveva chiesto di arrestare.


“Meloni continua a scappare dal Parlamento”, è il refrain delle opposizioni che ottengono la diretta Rai dell’informativa soltanto al Senato. Circostanza che porta i capigruppo di Pd, M5s, Avs, Iv, Azione e Più Europa a scrivere al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ribadendo la richiesta già avanzata e non soddisfatta durante la conferenza dei capigruppo perché non c’era unanimità sulla ripresa televisiva. “Qualcuno nella maggioranza non è d’accordo”, ha commentato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, con i cronisti senza fornire ulteriori spiegazioni: “Si dice il peccato ma non il peccatore”, si schermisce, ma rivendica: “Il governo non scappa dal Parlamento. Avevamo chiesto una piccola sospensione dovuta alla necessità di approfondire quanto successo, un fatto clamoroso, non c’era nessuna volontà dilatoria”. A fronte dell’insistenza delle opposizioni, Ciriani chiarisce che non ci sarà alcuna informativa di Meloni: “Ci sono i due ministri, sono in grado di garantire la massima informazione. Meloni ha ritenuto che i due ministri fossero assolutamentre adeguati, peraltro era l’informativa già prevista prima di questo fatto nuovo dell’informazione di garanzia. Rimaniamo a quello che avevano chiesto le stesse opposizioni. Chi meglio di loro, non vedo problemi”. Nordio e Piantedosi interverranno prima in aula alla Camera convocata domani per le 12,15. Dopo l’informativa ci sarà il dibattito, ogni gruppo avrà dieci minuti a disposizione. Per l’opposizione interverranno i big: la segretaria del Pd, Elly Schlein, il leader M5s, Giuseppe Conte, certamente. Per la maggioranza alla Camera non saranno i capigruppo a prendere la parola ma in Fdi si sta valutando se affidare l’intervento a Giovanni Donzelli in qualità di componente del Copasir. Al Senato l’informativa è fissata alle 15,30. Nel dibattito sicuramente interverranno il leader di Iv, Matteo Renzi, quello di Azione Carlo Calenda, il capogruppo Pd Francesco Boccia. Per la maggioranza il capogruppo Fi Maurizio Gasparri conferma il suo intervento, non ancora decisi quelli di Fi e Lega.

Almasri, Fratoianni e Bonelli: Meloni risponda al Parlamento

Almasri, Fratoianni e Bonelli: Meloni risponda al ParlamentoBruxelles, 4 feb. (askanews) – Sul caso Almasri, “Giorgia Meloni e il suo governo vengano in Parlamento per rispondere ad alcune semplici domande: perché hanno liberato una persona accusata di torture, stupri, assassini, di crimini di guerra e contro l’umanità? Perché lo hanno riaccompagnato comodamente a casa, per continuare quei reati, con un volo di Stato? Perché hanno dato uno schiaffo alla Corte penale internazionale e al diritto internazionale? Non possono continuare a nascondersi né continuare ad evocare improbabili complotti devono semplicemente rispondere e dire la verità, se ne hanno il coraggio”.


Lo ha detto il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, intervenendo a margine di una conferenza stampa organizzata oggi a Bruxelles dagli europarlamentari di Avs, insieme a una delegazione di rappresentanti della Rete Nazionale “No Ddl Sicurezza – A Pieno Regime”, che da mesi sta mobilitando la società civile contro il Ddl Sicurezza del governo. “Sono passate due settimane, e Giorgia Meloni continua a non venire nel Parlamento”, ha aggiunto subito dopo l’altro leader di Avs, il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli. La premier, ha continuato, “parla però sui social: attacca la magistratura per delegittimarla”.


“Ma una cosa è chiara: ha liberato un torturatore, uno stupratore anche di bambini, un trafficante di esseri umani. Lei accusava noi di essere amici dei trafficanti di esseri umani. Oggi l’Italia e il mondo intero sanno che lei è complice dei trafficanti di esseri umani”, ha concluso Bonelli.

Opposizioni chiedono Meloni in aula, verso informativa Nordio-Piantedosi

Opposizioni chiedono Meloni in aula, verso informativa Nordio-PiantedosiRoma, 3 feb. (askanews) – A cinque giorni dalla rinuncia dei ministri Nordio e Piantedosi a riferire alle aule parlamentari sul caso Almasri, l’informativa del Guardasigilli e del titolare del Viminale torna a essere la risposta del governo alla richiesta pressante delle opposizioni di chiarire la vicenda. La decisione è presa nel corso di una riunione a Palazzo Chigi con Giulia Bongiorno (Lega), presidente della commissione Giustizia del Senato e avvocato della premier Giorgia Meloni, con il sottosegretario Alfredo Mantovano e i due ministri, tutti iscritti nel registro delle notizie di reato quali persone indagate per aver deciso il rimpatrio con volo di Stato italiano del libico che la Corte penale internazionale aveva chiesto di arrestare.


A stabilire i tempi dell’informativa saranno le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato convocate per martedì ma la decisione trapela al termine di una giornata in cui l’opposizione è andata all’attacco nell’aula di Montecitorio convocata alle 15 dopo giorni di stop in attesa della decisione del governo. Prende la parola per primo, in apertura di seduta, il leader M5s Giuseppe Conte con parole durissime: “Giorgia Meloni deve chiarire al Paese e a tutti i cittadini perché lei, donna, madre, cristiana, ha imbarcato e ha consentito tutti gli onori di un volo di Stato per sottrarre alla giustizia internazionale un boia, addirittura accusato di stupro su bambini di 5 anni! Solo lei può chiarire quali sono le motivazioni che, in questo momento, espongono il nostro Paese alla vergogna nazionale e internazionale. Aveva garantito di contrastare le mafie del mare in tutti i modi. Adesso scopriamo, invece, che queste mafie l’Italia le accoglie e le rimpatria con tutti gli onori”. Alla voce dell’ex premier si uniscono Avs, Azione, Italia Viva, Più Europa, il Pd che con la presidente dei deputati, Chiara Braga, che promette: “Non siamo disponibili a riprendere i lavori dell’Aula finché il governo non avrà riferito in Parlamento sul caso Almasri”. Se sulla richiesta della premier in Aula le opposizioni marciano unite, però, sull’idea di disertare i lavori i pentastellati si distinguono. Scelgono la strada dell’ostruzionismo parlamentare e partono da subito. Si iscrivono in massa a parlare sul decreto cultura approdato in Aula per la discussione generale. Un appuntamento che generalmente impegna il relatore e al massimo un esponente per gruppo. Oggi gli iscritti a parlare sono 41, la maratona oratoria va avanti per cinque ore e ogni intervento è l’occasione, oltre che per criticare il provvedimento che porta la firma del ministro Giuli, di attaccare il governo sul caso Almasri e chiedere che la premier riferisca.

Caso Almasri, il Pd: non riprenderemo i lavori aula senza l’informativa della premier Meloni

Caso Almasri, il Pd: non riprenderemo i lavori aula senza l’informativa della premier MeloniRoma, 3 feb. (askanews) – “Non siamo disponibili a riprendere i lavori d’aula se non ci sarà una risposta adeguata alla richiesta, che ribadiamo, di una informativa del governo sul caso Almasri. Chiediamo che di questo tema si parli qui in Parlamento”. Lo ha detto la presidente dei deputati Pd, Chiara Braga, in aula alla Camera associandosi alla richiesta fatta dal leader M5s Giuseppe Conte in apertura di seduta.


“Non possiamo accettare un minuto di più il silenzio in quest’aula e la mortificazione del Parlamento. Non c’è nessuna ragione per cui la premier Meloni o i ministri competenti non vengano a riferire. Ci aspettiamo che questa reticenza non duri un minuto di più e che Meloni venga a riferire”, ha aggiunto.