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Marcoré, Albanese e Ramazzotti all’Italian Film Festival Berlin 2024

Marcoré, Albanese e Ramazzotti all’Italian Film Festival Berlin 2024Roma, 29 ott. (askanews) – Il cinema e la cultura italiani tornano protagonisti nella capitale tedesca grazie all’undicesima edizione dell’Italian Film Festival Berlin. L’appuntamento è dal 12 al 17 novembre 2024 nella tradizionale sede della Kulturbrauerei di Prenzlauer Berg che ospiterà al suo interno sia il programma cinematografico presso il Cinestar, sia il concerto conclusivo alla Kesselhaus.


Si parte martedì 12 novembre (alle 19.45) con Neri Marcorè che sarà a Berlino per presentare al pubblico del festival, in anteprima per la Germania, la sua opera d’esordio alla regia “Zamora” (2023). Daniela Porto e Cristiano Bortone saranno al Kino in der Kulturbrauerei mercoledì 13 novembre (ore 19.45) per accompagnare la proiezione del loro film “Il mio posto è qui” (2024).


Giovedì 14 novembre (alle 19.45) arriva l’atteso documentario di Andrea Paco Mariani e Luigi D’Alife “Kissing Gorbaciov” (2023) sulla storia del tour in Unione Sovietica del 1989 di alcune band italiane. Tra queste i CCCP e uno di loro – Fatur, l’Artista del popolo – sarà a Berlino per ricordare dal vivo quell’esperienza. Venerdì 15 novembre in programma una giornata dedicata a due dei più interessanti esordi cinematografici italiani dell’ultima stagione: saranno proiettati, infatti, “Palazzina Laf” (2023) di Michele Riondino (alle 17.15), vincitore di tre David di Donatello (miglior attore protagonista, Michele Riondino; miglior attore non protagonista, Elio Germano; migliore canzone originale, Diodato) e “Felicità” (2023) di Micaela Ramazzotti (alle 19.45, anteprima tedesca); l’attrice, regista e sceneggiatrice romana sarà in sala per presentare il film e incontrare il pubblico.


Il programma cinematografico si conclude sabato 16 novembre con le ultime due proiezioni: “Vangelo secondo Maria” (2023, alle 14.45, in collaborazione con il Circolo Sardo di Berlino) di Paolo Zucca e “Cento domeniche” (2023, alle 19.45) di Antonio Albanese che sarà l’ospite della serata per presentare la sua quinta opera da regista che racconta una storia dolorosa e realistica sulla working class italiana. Gran finale domenica 17 novembre alla Kesselhaus della Kulturbrauerei, con il concerto “Calibro 35 plays Morricone” organizzato in collaborazione con BIS! (Berlin Italian Shows) alle 19. L’omaggio della band (composta da Enrico Gabrielli, Massimo Martellotta e Fabio Rondanini) al grande musicista italiano, dopo la pubblicazione di due album e i live italiani, approda così anche nella capitale tedesca.


Nel corso della serata sarà annunciato il film vincitore del premio del pubblico Italian Screens – nato dalla collaborazione con Cinecittà, storico partner del festival – e assegnato sulla base dei voti espressi dagli spettatori. I biglietti per le proiezioni e gli incontri del festival potranno essere acquistati in prevendita on line sul sito dell’evento (www.italianfilmfestivalberlin.com/tickets) o direttamente alla cassa del Kino in der Kulturbrauerei a partire da venerdì 25 ottobre 2024. I biglietti del concerto Calibro 35 plays Morricone sono disponibili sul sito dice.fm. L’Italian Film Festival Berlin è organizzato dal Tuscia Film Fest in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Germania e l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e con il supporto della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura e di Cinecittà.

”C’è ancora domani”, il film dei record di Cortellesi ora negli Usa

”C’è ancora domani”, il film dei record di Cortellesi ora negli UsaRoma, 25 ott. (askanews) – È un anno il 26 ottobre dall’uscita nelle sale cinematografiche italiane di “C’è ancora domani”, esordio alla regia di Paola Cortellesi, ma anche film dei record.


Venduto in 126 paesi in alcuni dei quali raramente esce in sala un film italiano come Cina, Corea del Sud, Hong Kong, sarà sugli schermi USA a novembre, successivamente in Canada, distribuito dalla Greenwich Entertainment, società di distribuzione cinematografica indipendente con sede a Los Angeles. “C’è ancora domani” per primo ha mosso l’animo del pubblico italiano ben oltre le sale cinematografiche, ha invaso strade, piazze e scuole e ha generato un dibattito tra i generi e le generazioni, diventando un vero e proprio fenomeno sociale e culturale nel nostro paese, ha iniziato poi il suo inarrestabile giro del mondo, coinvolgendo nelle stesse emozioni, risate amare e con la stessa identica commozione gli spettatori internazionali, come se dai francesi, ai norvegesi, dagli argentini ai cinesi, dai polacchi ai neozelandesi e agli australiani fossimo tutti un unico grande pubblico.


Con 36,8 milioni al box office italiano e 5,4 milioni di spettatori è divenuto il film più visto del 2023, più di Barbie e Oppenheimer, posizionandosi al Decimo posto tra i film che hanno incassato di più nella storia e al Quinto posto tra i film italiani di maggior successo. Da fine ottobre 2023 è rimasto in programmazione continuativa per 22 settimane (fino al 21 marzo 2024). È stato primo in classifica al box office per 7 settimane e per le successive 5 non è uscito dalla top ten. Nel 2024 risulta essere il quarto miglior incasso per un film italiano. È stato il film italiano più visto in Francia negli ultimi dieci anni.


Presentato come film d’apertura della Festa del Cinema di Roma 2023, si è aggiudicato il Premio speciale della Giuria e Premio del pubblico, cui sono seguiti 6 David di Donatello per Miglior regista esordiente a Paola Cortellesi, Migliore sceneggiatura originale a Furio Andreotti, Giulia Calenda e Paola Cortellesi, Miglior attrice protagonista a Paola Cortellesi, Miglior attrice non protagonista a Emanuela Fanelli, David dello spettatore e il David Giovani. Ha poi ottenuto il Nastro d’argento – Film dell’anno 2023, il Premio speciale Ennio Flaiano e il Globo d’Oro – Miglior Film 2024, ed è stato invitato ad oltre 30 festival in tutto il mondo. Nel suo straordinario percorso ha ottenuto anche importanti riconoscimenti internazionali quali: People’s Choice Award al Pingyao International Film Festival 2024, Dragon Award Best International Film al Göteborg Film Festival 2024, Premiò do Público para Melhor Filme alla Festa do Cinema Italiano 2024, Sydney Film Prize al Sydney Film Festival 2024, Golden Apple for Special Acting Achievement al KRAFFT 2024, Audentia Award for Best Female Director al Norwegian International Film Festival di Haugesund 2024.

Laura Pausini lancia l’iniziativa ‘Il mio palco: il tuo palco’

Laura Pausini lancia l’iniziativa ‘Il mio palco: il tuo palco’Milano, 24 ott. (askanews) – Laura Pausini dimostra ancora una volta il suo impegno e la sua generosità scegliendo di condividere il suo palco con artisti emergenti attraverso l’iniziativa “Il mio palco: Il tuo palco”.


A pochi giorni dal debutto del World tour winter 2024, ultima leg della sua decima tournée mondiale che prenderà il via lunedì 4 novembre all’O2 Shepherd’s Bush Empire di Londra, Laura Pausini sceglie di regalare a otto giovani promesse della musica italiana l’opportunità di esibirsi come opening dei suoi concerti in Italia. Un gesto concreto da parte di Laura, che evidenzia la sua attenzione verso l’evoluzione del panorama musicale e il suo desiderio di creare una sinergia tra generazioni diverse di artisti. La scelta è avvenuta attraverso una ricerca online da parte della stessa Laura, che ha selezionato personalmente gli artisti, premiando talento e autenticità. “So che oggi ci sono molti modi per far conoscere la propria voce ma dare spazio alla musica secondo me non è mai abbastanza! – commenta Laura Pausini. Mi piace scoprire i talenti del nostro stivale, li cerco spesso sul web e rimango colpita dalla loro arte. Per questo ho deciso di accendere una luce facendo aprire loro i miei concerti italiani. Da oggi alle 16 e poi da qui ogni settimana, farò i miei inviti tramite le storie IG taggando gli artisti che ho scelto. Sarà una sorpresa per tutti, anche per loro! Il mio palco: il tuo palco. Lights on you! Se accetteranno il mio invito, li vedremo in tour!”


L’iniziativa parte oggi con le comunicazioni dei primi due artisti: si tratta di Ste, all’anagrafe Stephani Ojemba che, con il sound contemporaneo dove convivono soul e atmosfere partenopee, aprirà il concerto del 13 novembre al Palasele di Eboli, e di Leonardo Lamacchia che, dopo la pubblicazione del suo ultimo singolo “Non sarà per sempre”, si esibirà davanti al pubblico del Palaflorio di Bari per le date previste il 15 e 16 novembre. Nelle prossime settimane sarà la volta di altri sei artisti che verranno man mano svelati sempre tramite i canali social ufficiali di Laura, creando grande attesa tra i fan e i giovani artisti emergenti, fino a completare il calendario degli opening di tutte le città del tour italiano.


Per coloro che accetteranno l’invito sarà l’inizio di un sogno che li porterà direttamente sul palcoscenico dei più grandi palazzetti italiani, un’opportunità senza prezzo per farsi conoscere e anche assaporare l’atmosfera, la produzione e il calore del pubblico di un grande show di livello internazionale. Uno show che Laura Pausini sta portando nel suo paese e all’estero dal 2023, e registrando nell’ultimo anno un incremento di oltre il 25% dei paganti, risultato che batte i record precedenti e la conferma artista femminile più performante del nostro paese a livello mondiale. Dopo le due tappe di Londra il tour Laura Pausini world tour winter 2024 attraverserà di nuovo l’Europa e l’Italia. Già sold out le date di Londra (4 novembre), Livorno (21 novembre), Torino (30 novembre), Malaga (5 dicembre), Messina (28 e 29 dicembre); esaurite anche le due date Milano (27 e 28 novembre) e la prima di Roma (18 novembre), città quest’ultime che vantano sei date solo nell’arco del 2024, e la incoronano unica donna tra le voci italiane e straniere a siglare questo risultato.


Per il gran finale è previsto uno speciale show di Capodanno a Messina, ultima delle tre date previste in Sicilia, una regione che non era stata raggiunta nel corso della leg precedente e che Laura ha voluto omaggiare dedicandole l’ultimo step di questa memorabile tournée, che tra novembre e dicembre farà tappa anche a Eboli, Bari, Livorno, Pesaro, Torino, e in Europa a Marsiglia, Malaga, Pamplona, Ginevra, Basilea, Monaco, Sofia, Belgrado, e Lubiana.

Capossela in “Voodoo Mambo”, fuori il primo estratto dal nuovo album

Capossela in “Voodoo Mambo”, fuori il primo estratto dal nuovo albumRoma, 4 ott. (askanews) – Esce oggi venerdì 4 ottobre “Voodoo Mambo”, il primo singolo estratto da “Sciusten feste N.1965”, il nuovo album di Vinicio Capossela in uscita venerdì 25 ottobre per Warner Music Italy.


Prodotto – così come tutto l’album – da Vinicio Capossela e Alessandro “Asso” Stefana, “Voodoo Mambo” vede la partecipazione di alcuni ospiti speciali: Marc Ribot alla chitarra elettrica, Vincenzo Vasi a marimba, kalimba e percussioni e Claudio Tosi, Giulia Galliani, Luca Latini ai cori voodoo. “Man mano che l’età avanza bisogna prendere confidenza con i nomi propri di tutte le ossa, così da una costola di scheletro nell’armadio abbiamo tirato fuori un mambo osteopatico… Che intanto è diventato ‘E ancora mambo’, ‘quantunque mambo’, ‘per sempre mambo’, il ‘Voodoo mambo’ esorcizzante da ballare nella notte delle zucche vuote”, racconta Capossela. “Del resto, è con la festa dei morti che iniziano le feste invernali, con il patteggiamento del dono, con le calaveras messicane del dias de los muertos, con la marimba ad ossa che fa resuscitare gli spiriti e li accompagna verso lo zenith dell’oscurità solstiziale. Il video si presenta come una specie di radiografia dell’umano a partire dai traumi. Con la crisi dei vinili, abbiamo pensato anche noi di suonarlo su lastre radiografiche!”.


Girato, pensato e montato dal regista Stefano P. Testa, il video di “Voodoo mambo” riunisce filmati d’archivio veri e falsificati, filmini di famiglia, vecchi cartoni animati, cineradiografie, filmati stock, found footage e finti film d’epoca realizzati mediante l’intelligenza artificiale generativa. Il tutto rimestato e amalgamato fino a confondere ciò che è vero con ciò che è finto, ciò che è vivo con ciò che è morto, ciò che è redivivo con ciò che è non-morto. “Il video nasce da una serie di suggestioni visive che Vinicio ha condiviso con me dopo avermi fatto ascoltare la sua canzone – racconta il regista – partendo da questi stimoli, ho frugato in vari archivi audiovisivi in cerca di filmati da riesumare. Il risultato è un intruglio di storie più o meno verosimili e immaginari strampalati, collocati in uno scenario fantasioso in cui gli scheletri tornano dall’oltretomba per riunirsi in un macabro mambo. Nel calderone danzano stregoni voodoo, disc jockey caraibici, scheletri nell’armadio e scheletri a spasso, Calaveras messicane, pazienti in riabilitazione fisioterapica post frattura, misteriosi scienziati intenti a incidere dischi su lastre radiografiche”.


Sciusten feste N.1965 sarà presentato dal vivo in Italia e in Europa in un tour dal titolo “Conciati per le feste”, al via il 26 ottobre da Aosta, per fare poi tappa a Cesena (2 novembre), a Firenze (8 novembre), a Bologna (15 novembre), a Molfetta (17 novembre), a Napoli (19 novembre), a Bruxelles (24 novembre), a Londra (26 novembre), a Barcellona (28 novembre) a Madrid (29 novembre) a Padova (4 dicembre), a Berlino (8 dicembre), a Parigi (al Bataclan, il 10 dicembre), a Karlsruhe (11 dicembre), il 13 e 14 dicembre a Milano, il 18 dicembre a Roma, il 21 dicembre a Venaria Reale (To), il 25 e 26 a Taneto di Gattatico (Re) e l’11 febbraio a Zurigo. Il disco esce in concomitanza con il film-documentario “Natale Fuori Orario” che sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma giovedì 17 ottobre al Teatro Olimpico.


Crediti di “Voodoo Mambo”: testo e musica di Vinicio Capossela; prodotto da Alessandro “Asso” Stefana e Vinicio Capossela; edizioni: La Cùpa. Vinicio Capossela: voce, pianoforte; Mirco Mariani: batteria; Piero Perelli: congas, percussioni; Glauco Zuppiroli: contrabbasso; Alessandro “Asso” Stefana: chitarre elettriche, charango; Marc Ribot: chitarra elettrica; Vincenzo Vasi: marimba, kalimba, percussioni; Teo Ciavarella: marimba Achille Succi: sax contralto; Michele Vignali: sax baritono; Claudio Tosi, Giulia Galliani, Luca Latini: cori voodoo.

Anais Drago vince il primo premio al Seifert Competition di Cracovia

Anais Drago vince il primo premio al Seifert Competition di CracoviaRoma, 2 ott. (askanews) – La violinista Anais Drago si aggiudica il primo premio al Seifert Competition in Polonia, il prestigioso concorso biennale dedicato alla memoria del violinista Zbignew Seifert, riservato a musicisti ad arco che si dedicano al jazz, provenienti da tutto il mondo.


Durante la finale, domenica 29 settembre, presso il museo d’Arte Contemporanea “Cricoteka” di Cracovia, Anais è stata premiata con un assegno di 40000 zloty polacchi (quasi 10.000 euro) e l’ingaggio per un concerto alla prossima edizione del Krakow Jazz Week nel 2026. La giuria internazionale, composta dalla violoncellista tedesca Anja Lechner, dal compositore polacco Michal Urbaniak e dal violoncellista olandese Ernst Reijseger, dopo una prima selezione avvenuta per via telematica, ha potuto valutare le esibizioni dal vivo dei concorrenti durante le diverse fasi del concorso, fino alla finale dove si è particolarmente distinta la Drago con un repertorio composto anche da brani originali.


Questo prestigioso riconoscimento rappresenta un traguardo significativo nella carriera dell’artista e si aggiunge ad altri riconoscimenti come il Top Jazz della rivista Musica Jazz come nuovo talento nel 2022, la menzione Rising Star del Downbeat nel 2023 e 2024, il Premio Nuovo Imaie, Isio Saba e Amadeus Factory. Violinista e performer italiana di origini piemontesi, Anais esplora da sempre i suoni dell’improvvisazione libera, della musica elettroacustica, del jazz. Attualmente, è impegnata artisticamente su diversi fronti, grazie anche al sostegno del Centro di Produzione Westart di Novara.


A ottobre sarà protagonista di alcuni concerti in Venezuela, presentando il suo progetto in solo “Minotauri” sia all’EuroVenezuelan Jazz Festival, che in occasione della mostra su Gabriele Basilico a Caracas. Il 9 novembre sarà ospite del TEDx di Biella, mentre a dicembre sarà impegnata in una residenza artistica presso l’Abri di Ginevra.

Al film di Cortellesi il “People’s Choice Award” del Pingyao Festival

Al film di Cortellesi il “People’s Choice Award” del Pingyao FestivalRoma, 1 ott. (askanews) – “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi si è aggiudicato il People’s Choice Award all’ottava edizione del Pingyao International Film Festival fondato dal regista Jia Zhange (Leone d’oro per Still Life nel 2006) che va ad aggiungersi ai numerosi premi già collezionati nei principali festival europei e internazionali: Dragon Award Best International Film al Göteborg Film Festival 2024, Premiò do Público para Melhor Filme alla Festa do Cinema Italiano 2024, Sydney Film Prize al Sydney Film Festival 2024, Golden Apple for Special Acting Achievement al KRAFFT 2024, Audentia Award for Best Female Director al Norwegian International Film Festival di Haugesund 2024.

Cinema, il documentario “Italianesi” vince al Tirana film festival

Cinema, il documentario “Italianesi” vince al Tirana film festivalMilano, 30 set. (askanews) – Il documentario “Italianesi”, diretto da Saverio La Ruina, ha vinto alla 22° edizione del Tirana Film Festival, nella categoria Panorama Reflecting Albania.


Il film è stato presentato in anteprima mondiale lo scorso 24 settembre all’Agimi Art Center di Tirana, alla presenza del regista, del direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Tirana, Alessandro Ruggera, e della Calabria Film Commission. Italianesi, prodotto da Scena Verticale e realizzato con il sostegno della Calabria Film Commission, è un documentario che racconta, attraverso le testimonianze dei protagonisti, un pezzo di storia italiana semisconosciuto. Ispirato alla storia individuale portata in teatro dallo stesso regista nel 2011 (Premio Ubu 2012 come miglior attore e nomination per il miglior nuovo testo italiano). “Sono davvero felice di questo Premio – ha dichiarato il regista Saverio La Ruina – ancor di più di far conoscere un pezzo di realtà misconosciuta che riguarda il destino di migliaia di italiani fino al 1955. Condivido ciò che mi ha detto un amico cineasta albanese: guardare quello che è successo a questi italiani durante quei decenni in Albania è un modo per gli albanesi di guardarsi da fuori e riflettere in modo nuovo sul destino di tutta la popolazione albanese durante la dittatura”.


La sinossi. Una pagina sconosciuta della storia italiana ed europea. Alla fine della seconda guerra mondiale, circa 25.000 italiani, tra civili e militari, rimasero bloccati in Albania. La maggior parte verrà rimpatriata ma centinaia vi resteranno bloccati fino alla caduta del regime comunista nel 1991. Pierino Cieno, uno dei tanti figli di genitori italiani e albanesi, fu internato con la madre prima nel campo di Savër e poi a Belsh. Solo alla caduta del regime, dopo quarant’anni vissuti nel sogno del padre e dell’Italia, conosce la libertà e va in Italia alla ricerca del padre. Come lui, circa quattrocento cittadini italiani e i loro discendenti furono rimpatriati nel 1991 dal Governo italiano tramite l’operazione C.O.R.A., convinti di essere accolti come eroi ma paradossalmente condannati a essere italiani in Albania e albanesi in Italia: Italianesi, appunto.

Dardust, fuori il nuovo album “Urban Impressionism”, poi tour europeo

Dardust, fuori il nuovo album “Urban Impressionism”, poi tour europeoRoma, 27 set. (askanews) – Esce l’8 novembre per Artist First e Sony Masterworks il nuovo progetto discografico di Dardust, “Urban Impressionism”, un lavoro al pianoforte in cui l’artista esplora nuove combinazioni di suoni e contrasti per aumentarne la vividezza, già anticipato dai brani Mon coeur, Béton Brut, Impression, Skyline, Italian Rêverie, Danse (en plein air), Nocturne of You.


Dopo l’asse geografico Berlino, Reykjavík e Londra, che ha attraversato i primi tre dischi (7, Birth, S.A.D Storm and Drugs) e approdando poi a Duality (2022), l’album ispirato al Giappone con cui ha delineato i suoi due emisferi sonori, in bilico tra ragione e sentimento, tra musica strumentale da camera ed elettronica da club, Urban Impressionism, il suo quinto album in studio, rappresenta una vera e propria sintesi capace di ricomporre le sue dicotomie. Dardust torna a sfidare ancora una volta le convenzioni della musica neoclassica/contemporanea e lo fa, come suo solito, abbattendo i confini tra le arti, unendo musica e architettura, armonizzando i contrasti ma partendo da nuove fonti d’ispirazione. Da un lato, le geometrie architettoniche delle periferie urbane, dal brutalismo al post-modernismo, che in musica si traducono in espressioni genuine, forgiate senza il ricorso ad abbellimenti o artifici produttivi; dall’altro, le rapide pennellate dell’impressionismo pittorico, che si riflettono nel suo approccio alla composizione. Dardust esplora nuovi scenari urbani attraverso viaggi e registrazioni di suoni nelle periferie di diverse città e lo fa prendendo a modello la capacità degli impressionisti di dipingere scene di vita moderna all’aperto rappresentando la realtà in modo soggettivo ed enfatizzando la percezione personale e immediata piuttosto che la precisione dei dettagli.


“Tutto è nato da un’analisi delle strutture compositive di Brian Eno, Debussy e Steve Reich. Da lì ho trovato un mio linguaggio minimale, in cui il pianoforte continua a ricoprire un ruolo centrale”, racconta Dardust. “Ho cercato di realizzare un album dalle atmosfere urbane e oniriche, attraversato dai suoni analogici dei sintetizzatori Moog One, Juno 66 e Take5, le ripetizioni del Godfather e dai campionamenti registrati negli spazi urbani di Parigi, New York e Londra. Mi piaceva l’idea di andare a colorare il bianco e nero delle nostre zone emotive come un pittore impressionista. Le periferie che si vestono di nuovi colori non sono altro che ‘i non-luoghi’ della nostra sfaccettata sfera emotiva lasciati in disparte, i nostri traumi, le nostre ferite. Vulnerabilità che vanno percorse e indagate senza paura, per acquisire una rinnovata luminosità e plasmare una versione migliore di noi stessi”, aggiunge. I singoli brani sono accompagnati da video musicali girati a Parigi in luoghi brutalisti, da Les Arènes de Picasso a Viaduc de Montigny, traducendo così in immagini il contrasto e al tempo stesso la fusione tra la geometria dei luoghi e la musica.


Dardust come producer vanta due vittorie al Festival di Sanremo e un palmarès di 100 dischi di platino. Il tour Urban Impressionism prenderà il via il 18 marzo 2025, e attraverserà i palchi di 9 città europee, partendo da Barcellona e proseguendo poi a Madrid, Lisbona, Parigi, Bruxelles, Amburgo, Berlino, Praga, Londra. Il tour è prodotto da Metatron, A1 Concerti, ITB International Talent Booking.

Pietrantonio: Ravello Festival, sogno anche per italiani all’estero

Pietrantonio: Ravello Festival, sogno anche per italiani all’esteroRavello (Salerno), 26 ago. (askanews) – Ravello vuol dire musica, meta per tutti i più importanti direttori d’orchestra. Perla incastonata in quello che l’Unesco considera “Patrimonio mondiale dell’Umanità” – la Costiera appunto – perché rappresenta “uno straordinario esempio di paesaggio mediterraneo”. Ma è anche un sogno per chi emigrato all’estero desidera tornare. Come ci spiega il direttore generale della Fondazione Ravello (Ravello Festival) Maurizio Pietrantonio la natura stessa della città e della regione Campania storicamente accoglie etnie di ogni parte del mondo integrandole, fondendole. Ma anche italiani, che emigrati all’estero, tornano in Costiera e il famoso concerto dell’alba è come il coronamento di un sogno.


“Ci sono persone che avendo trascorso la gran parte della loro vita, magari all’estero, ma originari di qui, ci scrivono: vogliono tornare, vogliono assistere a questo evento, che li riconcilia con la città, con i loro luoghi di origine e quant’altro”, racconta Pietrantonio. E per chi crede nella musica e nella bellezza, i sogni si realizzano. “Quest’anno – continua – si è fatto uno sforzo particolare per una serie di situazioni che andavano un po’ in salita per fare il festival, ma la regione Campania ci ha sostenuti come anche in quota parte il Ministero della Cultura. Insomma, alla fine il festival si fa, si fa sempre, la continuità dei 72 anni è quasi una rarità in Italia”. E il Festival “da 72 anni a questa parte è internazionale perché ha accolto artisti, orchestre di ogni provenienza, da ogni latitudine, in una forma molto ecumenica, senza barriere di nessun tipo, ideologico o politico”.


Pietrantonio sottolinea inoltre l’importanza del Ravello Festival per raccontare nel mondo quello che è la nostra cultura, per esercitare una diplomazia culturale italiana su una platea internazionale e un pubblico di intenditori. “Ravello intanto ha una storia centenaria: già il luogo dove abitualmente il festival si svolge, Villa Rufolo, la dice lunga su una grande storia, che è anche centro di interconnessioni di varie culture”. Una serie di commistioni anche sotto il profilo architettonico per Villa Rufolo, sin dal “suo nascere”. “Ravello nella sua storia ultracentenaria è un luogo di accoglienza internazionale e di rinomanza internazionale: il festival nasce anche su presupposti internazionali, perché nasce dalla presenza di Wagner che viene a Villa Rufolo e dice di riconoscere in una zona della villa il suo giardino di Klingsor”.

Il musicista Enrico Merlin catalogherà collezione privata Miles Davis

Il musicista Enrico Merlin catalogherà collezione privata Miles DavisRoma, 18 giu. (askanews) – Enrico Merlin, musicista, compositore e storico della musica del ‘900, è stato chiamato a Kansas City, negli Stati Uniti, per catalogare una sterminata collezione privata dedicata a Miles Davis.


Rodman Marymor, uno dei più importanti collezionisti di Miles Davis al mondo e residente a San Francisco, ha infatti deciso di donare a un museo di rilevanza internazionale ben 50 anni di dedizione all’artista. Si tratta di un enorme lascito costituito da dischi, registrazioni ufficiali, radiofoniche e private di concerti, riviste, fotografie, libri, poster e altre memorabilia. Si identifica nell’American Jazz Museum di Kansas City l’istituzione adeguata e si procede con le pratiche per l’istituzione del Fondo Miles Davis. Di comune accordo, il donatore e il museo hanno deciso di scegliere Enrico Merlin quale esperto per la catalogazione e l’acquisizione commentata delle migliaia di oggetti del fondo.


Jordan Malhiot (Registrar And Collections Manager delle collezioni del museo) ha spiegato in un comunicato che si tratta “della più importante acquisizione fino a oggi e che per la prima volta si decide di coinvolgere un esperto di fama internazionale”. Enrico Merlin è quindi arrivato a Kansas City lunedì 17 giugno e ci resterà fino al 22 giugno per dare il suo contributo a questa importantissima operazione culturale dedicata a una delle icone dell’arte americana del ventesimo secolo.


“L’invito dell’American Jazz Museum mi rende estremamente orgoglioso anche per il fatto che, per tale operazione culturale, sia stato scelto un italiano. L’esportazione all’estero delle competenze professionali del nostro Paese, e del patrimonio intellettuale a esse legato, non può che rappresentare un vanto straordinario. Il mio impegno artistico è finalizzato alla continua ricerca della novità, la quale trae origine dall’attitudine alla curiosità e le esperienze nuove e stimolanti ne sono diretta conseguenza. Considero mpareggiabile l’esperienza all’American Jazz Museum, la quale corona la mia passione artistica, i sacrifici e l’impegno di una vita”.