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”Pop corn festival del Corto”, c’è anche il premio Raffealla Carrà

”Pop corn festival del Corto”, c’è anche il premio Raffealla CarràRoma, 17 mar. (askanews) – Scadono il 2 giugno 2025 le iscrizioni per partecipare all’ottava edizione del Pop Corn Festival del Corto, evento di cortometraggi, che si terrà in Piazzale dei Rioni a Porto Santo Stefano Monte Argentario (GR) il 25, 26 e 27 luglio 2025.


Numerosi i premi del festival scelti dalla Giuria. Il Miglior corto nella categoria “Corti Italiani” riceverà un premio di 1.000 euro e il trofeo Pop Corn Festival. Anche al Miglior corto nella categoria “Corti Internazionali” andranno 1.000 euro e il trofeo Pop Corn Festival, così come al Miglior corto nella categoria “Corti d’Animazione”, cui andrà il premio di 1.000 euro e il trofeo Pop Corn Festival. Al corto con l’idea più originale andrà il Premio Raffaella Carrà di 4.000 euro e sarà proiettato al Sudestival, il Festival del Cinema della città di Monopoli con il quale il Pop Corn Festival è gemellato. Quindi, il Premio Panalight, che consiste in buoni per il noleggio di attrezzatura cine-televisiva del valore complessivo di 8.000 euro. Ancora, il Premio Mujeres del Cinema al corto realizzato da un’autrice o a una storia incentrata su una tematica legata all’universo femminile. Alla sua seconda edizione, il Premio Crew United, che consiste in un Premio membership con formula video+ (upload di clip/showreel). Dalla scorsa edizione partner del festival, Crew United è il più ampio network di professionisti dell’industria dell’audiovisivo in Europa, fondato alla fine degli anni Novanta e ora disponibile anche Italia, risorsa essenziale per chi lavora in produzione.


Quindi il Premio Inlusion Creative Hub per il Miglior Corto Italiano e per il Miglior Corto Internazionale che consiste 3 giorni di color grading con colorist del valore commerciale di circa 3.600 euro a premio e al Miglior Corto d’Animazione 3 giorni di sala mix con fonico del valore commerciale circa 3.000 euro. Infine, il Premio del Pubblico, il Trofeo Pop Corn Festival al miglior corto, scelto da una Giuria Popolare. Al festival saranno anche consegnate le Menzioni Speciali dal Moscerine Film Festival e dal Vision 2030, festival di Cinema Sostenibile della città di Noto. Il Pop Corn Festival del Corto, diretto da Francesca Castriconi, e organizzato dall’Associazione Argentario Art Day APS, è realizzato con il patrocinio del Comune di Monte Argentario e della Regione Toscana. Il bando prevede tre categorie: Corti Italiani, Corti Internazionali e Corti d’Animazione. Ogni lavoro dovrà avere una durata non superiore ai 20 minuti, titoli di testa e coda inclusi. Tema: tutti i cortometraggi devono attenersi al tema “Impronte, tracce di vita”, proposto dal festival. Impronte indelebili a volte invisibili testimonianze di incontri: “Ogni passo che compiamo nel mondo lascia una traccia, una sorta di testimonianza che racconta chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando”.


Si accettano tutti i tipi di formato, con estensione MOV, AVI, MP4, BLU-RAY compresi i cortometraggi realizzati con cellulari, smart-phone, go-pro e sono ammessi anche cortometraggi già vincitori o partecipanti ad altri festival. Ogni candidato potrà iscrivere una o più opere. La scadenza per la presentazione dei lavori è fissata al 2 giugno 2025. L’iscrizione ha un costo di 10 euro. Le opere selezionate che parteciperanno al Pop Corn Festival del Corto saranno sottoposte alla valutazione di una Giuria Artistica composta da professionisti del settore, la cui composizione sarà resa nota sul sito www.popcornfestivaldelcorto.it.

Festival MetJazz di Prato, il 10 marzo sul palco Gonzalo Rubalcaba

Festival MetJazz di Prato, il 10 marzo sul palco Gonzalo RubalcabaRoma, 10 feb. (askanews) – Una 30a edizione di pregio per il Festival MetJazz, organizzato dalla Fondazione Teatro Metastasio di Prato con la direzione artistica di Stefano Zenni: lunedì 10 marzo è in arrivo al Teatro Metastasio, in esclusiva italiana, uno dei pianisti jazz più celebrati al mondo, Gonzalo Rubalcaba.


Protagonista indiscusso del jazz afro-cubano, con una carriera costellata di premi – tra cui un Grammy Award nel 2022), riconoscimenti, grandi collaborazioni e concerti internazionali, Rubalcaba ha consolidato il suo percorso a partire dalla fine degli anni ’80, grazie a mentori quali Dizzy Gillespie e Charlie Haden. Il suo recente album Borrowed Roses – Piano Solo, che porterà sul palco del MetJazz alle 21, è stato ampiamente lodato dalla critica specializzata, e nominato “tra i migliori album jazz del 2023” a livello globale.


Il Grammy come Best Jazz Instrumental Album, vinto con il trio completato da Ron Carter e Jack DeJohnette, è stato il primo in assoluto ricevuto da un jazzista latino-americano in questa categoria, e ha fatto definitivamente emergere l’arte di Rubalcaba fuori dai confini del genere cubano, che gli sono sempre stati stretti. Il suo live, prodotto in collaborazione con Musicus Concentus, sostituirà nel programma del MetJazz quello del duo Lionel Loueke/Dave Holland che, purtroppo, ha dovuto annullare tutte le date del tour europeo. I possessori del biglietto per il concerto del duo, possono già recarsi alla biglietteria del Teatro Metastasio per richiedere il rimborso o il cambio biglietto per il concerto di Gonzalo Rubalcaba. I possessori di abbonamento MetJazz 2025, invece, possiedono già automaticamente il nuovo titolo in abbonamento, in sostituzione del concerto annullato.


Il programma dei prossimi concerti della 30° edizione Is that Jazz? Trent’anni di musica a Prato del MetJazz è disponibile sul sito del Teatro Metastasio. Tra i protagonisti in cartellone: Jeff Ballard, Amaro Freitas, Eric Mingus, Gianluigi Trovesi, Giovanni Falzone, Silvia Bolognesi e Felice Montervino.

Giulia Mazzoni esce con “Veloluce” per pianoforte solo

Giulia Mazzoni esce con “Veloluce” per pianoforte soloMilano, 31 gen. (askanews) – La talentuosa pianista e compositrice toscana Giulia Mazzoni pubblica oggi il suo nuovo brano per pianoforte solo, Veloluce, distribuito da Ada/Warner. Veloluce è un omaggio al futurismo e trae ispirazione dal celebre motto di Filippo Tommaso Marinetti “Il regno della Luce è prossimo. La Luce trionferà. Con velocità, nella velocità, dalla velocità sprizzerà la luce. Veloluce! Veloluce!”. Il brano è una profonda riflessione anche sul nostro presente, invitando a riscoprire e riaccendere la nostra umanità in un mondo in rapido cambiamento. “Questo brano rappresenta un esperimento, il mio obiettivo era unire la tradizione con la sperimentazione per creare un’esperienza musicale unica. Veloluce non è solo un viaggio sonoro: è un riflesso delle tensioni dei nostri tempi. In questo brano, il contrasto tra il suono caldo e umano del pianoforte e le vibrazioni fredde e metalliche delle corde preparate simboleggia il dialogo tra l’umanità e la tecnologia, la tradizione e l’innovazione. Ci invita a riflettere su come la velocità e il progresso possano influenzare la nostra esperienza emotiva, creando un paesaggio sonoro che è sia una celebrazione della Luce che una meditazione sulle sfide dell’epoca moderna.” – dice Giulia Mazzoni


La composizione esplora l’idea di una luce che sprizza dalla velocità, evocando l’essenza di un movimento artistico che celebra dinamismo e progresso. Giulia Mazzoni utilizza un pianoforte “preparato”, impiegando oggetti come cavi e matite per creare suoni che, pur apparendo digitali, sono interamente analogici. Veloluce emerge come un faro di speranza, un manifesto sonoro che invita a riflettere sul nostro ruolo nel mondo contemporaneo. La pianista e compositrice parteciperà sabato 1 febbraio all’evento che si terrà presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, in concomitanza con la grande mostra “Il Tempo del Futurismo”. Durante il talk Giulia Mazzoni farà un intervento sui principali compositori del Futurismo e il loro impatto nella sua musica e più in generale nel panorama musicale odierno, aggiungendo un importante tassello alla riscoperta di un movimento che ha rivoluzionato il Novecento. “Sono onorata di partecipare al talk ‘Tutta un’altra musica’ alla Galleria Nazionale d’Arte moderna. Sarà un’opportunità preziosa per esplorare il ruolo rivoluzionario dei compositori futuristi e il loro impatto sulla musica dell’epoca e su quella contemporanea. Il Futurismo è stato molto più di un movimento artistico: è stato una spinta visionaria che ha ridefinito il rapporto tra suono, tecnologia e società. Immergermi in questa mostra è stato per me fonte di grande ispirazione, tanto che ha influenzato profondamente la mia ricerca musicale e mi ha portata a scrivere ‘Veloluce’.”

I BNKR44 annunciano a sorpresa il “Tocca il cielo fest”

I BNKR44 annunciano a sorpresa il “Tocca il cielo fest”Milano, 22 gen. (askanews) – I BNKR44 tornano alle origini con un evento unico e non convenzionale, che celebra il loro percorso artistico fornisce un’anteprima dei progetti futuri della band toscana. L’appuntamento, atteso proprio nel giorno del compleanno del bnkr (il 4/4), si terrà nella particolare cornice della Vela Margherita Hack di Empoli, città di origine del progetto. L’evento sarà un vero e proprio raduno e prevedrà attività variegate tra cui mostre, sorprese per i fan e live show con ospiti d’eccezione. I biglietti per l’evento saranno disponibili da domani, 23 gennaio. “Tocca il cielo Fest” è una produzione a cura di Bomba Dischi, EMI e Vibe Production. La grafica promozionale dell’evento è stata curata da Corrado Grilli, mentre il media partner ufficiale sarà Radio Zeta. I BNKR44 nascono dalla collaborazione fra 7 ragazzi provenienti da Villanova, piccola frazione in provincia di Firenze, nel 2019. Nel 2025 è prevista l’uscita del loro nuovo album.

Prato, dal 20 gennaio la 30a edizione del Festival MetJazz

Prato, dal 20 gennaio la 30a edizione del Festival MetJazzRoma, 18 gen. (askanews) – Festeggia trent’anni uno dei festival più importanti del jazz in Italia, da sempre apprezzato per l’apertura stilistica e l’attenzione alle nuove proposte della scena contemporanea. Organizzato dalla Fondazione Teatro Metastasio di Prato, MetJazz porta con sé una storia importante fatta di grandi nomi della scena internazionale e italiana, produzioni originali, esclusive, spazi aperti a artisti emergenti e a talenti meno conosciuti. Un traguardo significativo, quello del trentennale, con un pubblico fedele negli anni e testimone dell’evoluzione di un linguaggio musicale che porta con sé un patrimonio universale di valori, stili e contaminazioni. Fondato nel 1995, MetJazz dal 1999 si avvale della direzione artistica di Stefano Zenni, tra i musicologi più importanti a livello europeo, specializzato in jazz e musiche afroamericane.


In occasione della trentesima edizione, il Festival rilancia il suo valore raddoppiando durata e concerti, dilata il suo calendario dal 20 gennaio al 14 aprile 2025 con un programma dal titolo Is that Jazz? Trent’anni di musica a Prato, che ospita star del jazz mondiale come Dave Holland, Lionel Loueke, Jeff Ballard, Amaro Freitas ed Eric Mingus, accanto a importanti nomi del jazz italiano come Gianluigi Trovesi, Giovanni Falzone e Silvia Bolognesi, a valorosi artisti da scoprire e a nuovi talenti. Il Festival si espande nella città, creando la nuova sezione “MetJazz nella città” in cui sono coinvolti tutti i suoi partner storici: Musicus Concentus, Scuola di Musica Giuseppe Verdi, Camerata Strumentale Città di Prato, Museo di Palazzo Pretorio, Centro per l’arte contemporanea L. Pecci, Monash University, Biblioteca Lazzerini, Museo del Tessuto, Toscana Produzione Musica, e Mabuse Cineclub, fino ad arrivare a Firenze, nel live club Pinocchio Jazz. Preziose collaborazioni che hanno contribuito negli anni alla crescita del festival, arricchendo il programma con eventi collaterali – concerti-aperitivo, conferenze, lezioni e presentazioni. All’interno di questa sezione alcuni concerti vedranno protagonisti musicisti “Più giovani del festival”, quindi sotto i 30 anni.


IL PROGRAMMA Lunedì 20 gennaio alle ore 21 al Teatro Metastasio si inaugura ufficialmente l’edizione 2025 con un doppio concerto che vede protagonista due trio “elettrici, due sonorità trascinanti, due diversi equilibri del triangolo. Da un lato, l’organista toscano Matteo Addabbo, alla testa del formato classico con chitarra e batteria insieme ad Andrea Mucciarelli e Andrea Beninati: un sound definito negli anni Cinquanta, fortemente legato al soul e al funky, in cui la pedaliera dell’organo fa agilmente da basso e le altre voci si intrecciano in un alternarsi alla guida del gruppo. Dall’altro lato, l’inusuale trio con al vertice la tromba, anche elettrificata, di Giovanni Falzone, punta di diamante del nostro jazz, in un travolgente dialogo di pura energia con musicisti cresciuti con lui, Giuseppe La Grutta (basso elettrico) e Andrea Bruzzone (batteria), su composizioni originali in cui aleggia lo spirito vibrante e rivoluzionario di Jimi Hendrix. Lunedì 27 gennaio alle 21 al Teatro Fabbricone fa tappa un altro trio, The Elephant: una formazione aperta, sperimentale, dai vertici mobili e mutevoli. Gabriele Mitelli, Pasquale Mirra e Cristiano Calcagnile sono tra gli improvvisatori più spregiudicati e fantasiosi del nostro jazz e da tempo hanno deciso di unire il loro estro per disegnare quel suono del jazz contemporaneo in cui groove danzanti, suggestioni elettroniche, intrecci melodici e sospensioni liriche si nutrono dei generi più diversi.


Lunedì 17 febbraio alle 21 al Teatro Metastasio, in esclusiva italiana c’è Amaro Freitas, una delle figure più originali del pianismo contemporaneo tra jazz e tradizione afrobrasiliana. Due mondi all’apparenza poco compatibili: il jazz con il suo swing elastico ereditato dalle culture musicali del Sahel, la musica del Nordest del Brasile intrisa di rigorosi poliritmi dell’Africa equatoriale. A questa ricchezza contraddittoria, nel suo progetto in piano solo Brasile Segreto Freitas aggiunge un altro suono del mondo brasiliano, quello indio, in particolare amazzonico e amalgama il tutto con tocchi di elettronica che sembrano sgorgare dalle profondità del pianoforte. (segue)

La musica di Lou Reed protagonista del nuovo concerto di Letizia Dei

La musica di Lou Reed protagonista del nuovo concerto di Letizia DeiRoma, 8 gen. (askanews) – Si intitola Forever Changed (la vita di un artista) il nuovo concerto di Letizia Dei e Vertere String Quartet con testi di Rachele Prisco che vede come protagonista assoluta la musica di Lou Reed. Lo spettacolo sarà in scena sabato prossimo, 11 gennaio, al Teatro Dante Carlo Monni di Campi Bisenzio (Fi) con inizio alle ore 21.


Sul palco, attraverso la musica di Lou Reed, viene raccontata la catarsi che la via dell’arte ispira e rende possibile. Letizia Dei, insieme al Vertere String Quartet, pesca dagli anni Novanta e reinterpreta magistralmente alcuni pezzi di Song For Drella che Lou Reed e John Cale composero per celebrare la vita di Andy Warhol. Nella scaletta del concerto si potranno ascoltare anche altri grandi successi di Lou Reed scelti da Transformer, come Walk on the Wild Side e Perfec Day alternati ai testi inediti della poetessa Rachele Prisco. “La vita di Andy Warhol diventa, nel mio Forever Changed, il pretesto per indagare sulle dinamiche interiori della vita di ogni artista – dichiara Letizia Dei – le proprie radici da accettare e da cui è necessario, a volte, scappare, il lavoro forsennato che garantisce e struttura il proprio mestiere, l’indagine su se stessi, il guardarsi allo specchio, il calarsi e perdersi nel profondo del proprio “io”, il rapporto con il mecenatismo, e, infine, l’accorgersi di guardare il mondo con occhi nuovi, ritrovandosi cambiati per sempre”. Letizia Dei, soprano fiorentino di formazione classica, ha al proprio attivo numerose rappresentazioni del repertorio operistico tradizionale e ha cantato, in Italia e all’estero, in vari recital operistici.


Negli ultimi anni si è interessata anche ad altre forme di canto, oltre la lirica, iniziando un percorso che si può definire di “crossover”, fatto di studio, ricerca e proposte attraverso generi diversi, a cominciare dalla musica gospel, con la direzione ormai decennale del Light Gospel Choir di Firenze. Lo spettacolo al Teatro di Campi Bisenzio, intitolato al noto attore toscano, è un’altra tappa di questo percorso. I biglietti sono acquistabili su Ticketone o presso la biglietteria del Teatro.

Musica, al Maggio Fiorentino dittico di Stravinskij e Puccini

Musica, al Maggio Fiorentino dittico di Stravinskij e PucciniFirenze, 10 dic. (askanews) – Stravinskij non ha mai fatto mistero della sua insofferenza per Puccini, mentre Puccini non si è mai pronunciato sul grande “rivale” russo naturalizzato francese. Fatto sta che, idealmente, questi due tra i più grandi compositori di tutti i tempi, fanno idealmente la pace sul palco del Maggio Fiorentino. O, più che di pace, possiamo parlare di concordia, nelle trame, nei sottotesti musicali e, sicuramente, nel cast e la scenografia. Sì perché il pubblico della Sala Grande ha la possibilità di assistere, il 15, il 18, il 20 o il 22 dicembre ad un clamoroso dittico che unisce “Mavra” di Igor Stravinskij e “Gianni Schicchi” di Giacomo Puccini. La proposta artistica, sotto la guida del maestro “Francesco Lanzillotta”, celebra la versatilità del teatro musicale, unendo l’ironia raffinata di Stravinskij con la celeberrima comicità pucciniana. Regia, scene, costumi e luci affidati a “Denis Krief”.


Mavra, rarità del repertorio operistico, è un’opera buffa in un atto composta nel 1922 su libretto di “Boris Kochno”. Ispirata alla novella di Aleksandr Puškin “La casetta di Kolomna”, racconta le rocambolesche peripezie di Paraša, una giovane innamorata che traveste il suo ussaro da domestica per introdurlo in casa. La protagonista è interpretata da Julia Muzychenko, reduce dal successo in La traviata, che torna anche come Lauretta in Gianni Schicchi. La vocalità moderna di Mavra, tra belcanto, dissonanze e influssi popolari, promette un’esperienza musicale unica. Il secondo titolo, Gianni Schicchi, conclude il Trittico pucciniano e rende omaggio al centenario della morte del compositore toscano. Ispirato a un episodio del XXX canto dell’Inferno di Dante, l’opera è ambientata a Firenze e racconta l’astuzia di Schicchi, che con un ingegnoso inganno assicura la dote della figlia Lauretta, rendendo immortale l’aria *O mio babbino caro. A vestire i panni del protagonista sarà Roberto De Candia, affiancato da Iván Ayón Rivas, Valentina Pernozzoli e un cast che unisce grandi interpreti e giovani talenti.


Il dittico riflette la missione del Maggio di offrire una programmazione innovativa e di qualità. Per il maestro Lanzillotta, Mavra è un esempio brillante del periodo neoclassico di Stravinskij, in cui convivono melodramma italiano, spunti jazzistici e una scrittura orchestrale vivace. Gianni Schicchi, invece, continua a sorprendere per freschezza e ritmo, ribadendo la genialità di Puccini nella commedia musicale. Il successo crescente del Maggio Fiorentino, già consolidato con le recenti produzioni di Madama Butterfly e La traviata, testimonia la capacità del teatro di attrarre un pubblico sempre più vasto e di mantenere viva l’attenzione della critica. L’abbinamento di due opere tanto diverse e affascinanti conferma il ruolo centrale del Maggio nel panorama culturale italiano e internazionale.

”Dammi un senso alla fine” di Sally Cruz e Rose Villain

”Dammi un senso alla fine” di Sally Cruz e Rose VillainMilano, 6 dic. (askanews) – “Dammi un senso alla fine” è il nuovo singolo di Sally Cruz in collaborazione con Rose Villain, disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 6 dicembre per Island Records/Universal Music Italia.


“Dammi un senso alla fine” segna il ritorno di Sally Cruz dopo il successo del suo EP d’esordio “Confessione” che l’ha consacrata come una delle penne e delle voci più interessanti della nuova generazione. Il brano è il primo tassello di un nuovo capitolo che fotografa la crescita della giovane cantante, personale e artistica. Una traccia scritta di getto, un pomeriggio in studio, che contiene l’essenza del suo stile e attraverso cui l’artista decide di mettersi a nudo. Insieme a Rose Villain – coautrice del pezzo – Sally Cruz affronta il tema della perdita da diverse prospettive confermando, ancora una volta, la potenza emotiva della sua scrittura e la capacità di raccontarsi in maniera intima e viscerale.


Accompagnata dalla produzione di JVLI e di Mike Defunto, la voce dell’artista sprigiona tutta la sua forza espressiva in un brano in bilico tra rabbia e malinconia. Sally Cruz è lo pseudonimo di Alessia Rossi, nata a Firenze nel 2003.

Rossella Brescia ad Arezzo in ‘Carmen: L’Ultimo Incontro’

Rossella Brescia ad Arezzo in ‘Carmen: L’Ultimo Incontro’Milano, 26 nov. (askanews) – In occasione dell’anniversario dei 150 anni dalla morte di Georges Bizet, che ricorrerà nel 2025, Aida Studio Produzioni ha presentato presso il Teatro Petrarca di Arezzo in anteprima nazionale “Carmen: L’Ultimo Incontro”. Questo reading teatral-musicale, liberamente tratto dalla celebre opera Carmen di Bizet. Lo spettacolo ha voluto esplorare la figura di Carmen, simbolo di una femminilità libera e indomita, incarnazione di una voce senza tempo che continua a sfidare convenzioni e pregiudizi. Carmen: L’Ultimo Incontro rappresenta non solo un viaggio nel mondo appassionato di Carmen e Don José, ma anche una denuncia poetica contro la violenza di genere. In scena, la protagonista è stata interpretata da una superba Rossella Brescia, che ha dato vita a Carmen con una performance intensa di recitazione e danza. A completare questo appassionante duo è stato Amilcar Moret, nel ruolo di Don José, incarnando il tormento e la tensione emotiva del personaggio. La narrazione è stata arricchita dalla partecipazione straordinaria dell’attore Francesco Montanari, che ha prestato la propria voce a Don José, creando un’ulteriore dimensione sonora e psicologica con interventi in voice-over, amplificando l’impatto emotivo della storia. La componente musicale è stata affidata alla potente voce del mezzosoprano Mariangela Zito, accompagnata dal pianoforte di Andrea Tobia e dal violoncello di Alessandro De Felice. La fusione di questi elementi ha portato il pubblico dalla Siviglia leggendaria alla realtà contemporanea, dove il mito di Carmen si rigenera in ogni donna che lotta per la propria libertà. La drammaturgia, firmata da Debora Pioli, ha voluto intrecciare momenti di monologo e intensi voice-over. La mise en scene è stata curata da Marco Voleri, che ha diretto lo spettacolo con una visione capace di far emergere la forza intrinseca dei personaggi. Elena Marazzita è l’ideatrice del progetto e la coordinatrice artistica; con questa anteprima nazionale, ha riunito le componenti artistiche per portare in scena una Carmen universale e contemporanea. Ad arricchire ulteriormente la rappresentazione, la giovanissima Agatha Fuoco che ha interpretato la “piccola Carmen”, una figura che aggiunge profondità e una suggestiva dimensione simbolica alla storia. Lo spettacolo è nato con la volontà di sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza di genere, proponendo un manifesto per la libertà femminile. Infatti non vuole essere solo un omaggio a Carmen, ma anche a tutte le donne che vivono e lottano per una vita senza paura e senza violenze, rendendo attuale un messaggio di autodeterminazione e coraggio.

A Lucca si gira la serie tv “L’altro ispettore”, con Angelo Vassallo

A Lucca si gira la serie tv “L’altro ispettore”, con Angelo VassalloRoma, 21 nov. (askanews) – Sono iniziate le riprese della serie tv “L’altro ispettore”, una co-produzione Rai Fiction – Anele per la regia di Paola Randi, scritta da Salvatore De Mola, Andrea Valagussa e Paola Randi e liberamente tratta dai romanzi di Pasquale Sgrò.


Interpretata da Alessio Vassallo con Cesare Bocci e Francesca Inaudi, la serie tv – in 6 puntate da 50′ – porta al centro della narrazione e dell’attenzione del pubblico il lavoro e la cultura della sicurezza attraverso le vicende private e professionali di un ispettore del lavoro. Ambientata nella splendida cornice di Lucca, con i suoi vicoli medievali avvolti nella campagna toscana, e nei suoi dintorni, la serie tv vede protagonista Domenico Dodaro, per gli amici Mimmo (Alessio Vassallo), un ispettore del lavoro appena rientrato a Lucca, sua città natale, dopo aver combattuto il caporalato al Sud in missioni che lo hanno portato ad essere riconosciuto come uno dei migliori ispettori del lavoro italiani. A seguito della perdita della moglie a causa di una malattia, Domenico, rimasto vedovo con una figlia preadolescente, decide di ritornare a Lucca dove potrà contare sull’aiuto della madre, della sorella e dell’amico Alessandro per potersi occupare della bambina e continuare il suo lavoro nel nuovo incarico in provincia.


Lo vedremo quindi impegnato ogni giorno a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e a indagare sui casi in cui la sicurezza è venuta meno, episodi – liberamente ispirati a fatti realmente accaduti – di cui cercherà di scoprire le reali dinamiche e responsabilità con uno sguardo imparziale e cercando la collaborazione di tutte le parti in causa, dai lavoratori agli imprenditori ai sindacati, alle istituzioni. Al suo fianco l’amico di famiglia Alessandro Lanciani (Cesare Bocci), sopravvissuto all’incidente in cui anni prima il padre di Domenico, Pietro Dodaro, amico e collega di Alessandro, aveva perso la vita. Ex operaio, adesso Alessandro è un mental coach ironico e solare, costretto da quell’incidente a vivere in sedia a rotelle. Nel cast anche Francesca Inaudi nel ruolo della PM Raffaella Pacini, ex compagna di liceo del nostro protagonista, con la quale dovrà lavorare nelle indagini dei casi di puntata, e la piccola Angelica Tuccini nei panni della figlia Mimì. “L’altro ispettore è una serie perfettamente in linea con lo spirito di servizio pubblico, una fiction che vuole raccontare i problemi e le contraddizioni della contemporaneità. – dichiara Maria Pia Ammirati, Direttore di Rai Fiction – Un esempio di come si possa usare la forza del racconto seriale per approfondire una questione drammaticamente aperta come la sicurezza nel mondo del lavoro. Un nuovo progetto che vuole essere anche un contributo di consapevolezza e responsabilità nel nome di diritti inalienabili”.


“La serie mette al centro il tema del lavoro e lo fa raccontando una figura nuova per il pubblico televisivo e ancora troppo poco conosciuta , quella dell’ispettore del lavoro, colui che deve aiutare a garantire la sicurezza sul lavoro, nel rispetto degli imprenditori, dei lavoratori e di tutte le parti in causa – racconta la produttrice Gloria Giorgianni, AD di Anele – Attraverso storie ispirate alla realtà rispetto alle quali abbiamo lavorato condividendo le fasi di sviluppo con i professionisti che se ne occupano tutti i giorni, la serie vuole portare un tema tragicamente attuale e molto presente nelle cronache, dentro una narrazione popolare al fine di sensibilizzare una riflessione collettiva sul lavoro e sulla cultura della sicurezza come valore di tutti, senza barriere e pregiudizi, senza parti e controparti, ma con grande solidarietà e senso di comunità”. “Questo progetto mi entusiasma moltissimo e ne sento profondamente la responsabilità. Mi dà l’opportunità di affrontare temi importanti come il lavoro e la disabilità, e di farlo raccontando un personaggio unico: un ispettore ‘senza pistola’ – afferma la regista Paola Randi – Il nostro protagonista possiede come armi la gentilezza, la competenza, l’intelligenza e l’empatia. Questo lo rende un personaggio umano e tridimensionale in cui è facile riconoscersi e di cui è facile innamorarsi. Perché le storie a cui si dedica sono storie di gente che lavora, di famiglie, di persone, e il suo compito è quello di combattere per rendere il lavoro un posto sicuro”.


Per il suo alto valore di servizio pubblico la serie ha ottenuto il Patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di INAIL e la collaborazione del Ministro per le Disabilità – Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. “L’altro ispettore” è una coproduzione Rai Fiction – Anele, realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, con il contributo del “PR FESR Toscana 2021-2027 – bando per la concessione di sovvenzioni a fondo perduto per la produzione di opere cinematografiche e audiovisive – Anno 2023” della Regione Toscana, con il sostegno della Città di Lucca, della Fondazione Banca del Monte di Lucca e della Fondazione Giuseppe Lazzareschi e con la collaborazione della Toscana Film Commission.