Australia riflette su “health warning” su etichette di vino e birraMilano, 21 ott. (askanews) – Sulle etichette delle bottiglie di vino e sulle lattine di birra in Australia potrebbero comparire degli avvertimenti simili a quelli che campeggiano sui pacchetti di sigarette, avvisi riguardanti l’aumento tra i consumatori delle probabilità di sviluppare cancro, malattie cardiache, epatiche e altri gravi disturbi. Lo scrive il “Daily Mail Australia” nell’edizione on-line del quotidiano britannico, spiegando che l’Australian medical association (Ama), la Royal australian college of general practitioner (Racgp) e la Foundation for alcohol research and education (Fare) stanno facendo pressioni sul governo australiano affinché imponga ai produttori i cosiddetti “health warning” in etichetta.
Camberra è attualmente impegnata in campagne di sensibilizzazione sui rischi per la salute associati al consumo di alcol, e il viceministro alla Salute, Ged Kearney, ha già detto in un’intervista che il “governo australiano riconosce l’importanza dell’etichettatura per sensibilizzare i consumatori e cercare di prevenire i danni alla salute”. L’articolo ricorda che sono anni che l’Ama chiede di apporre sulle bottiglie di alcolici etichette che avvertano i consumatori dei rischi per la salute derivanti da un consumo eccessivo, trovando sempre l’opposizione dell’Alcohol Beverages Australia, l’organismo “che rappresenta gli interessi dei produttori di bevande, dei distributori, dei dettaglianti e dei 16 milioni di bevitori di bevande alcoliche in Australia”. L’articolo ricorda infine nel suo articolo che “ogni anno in Australia muoiono circa 6.500 persone a causa del consumo di alcol” e che “l’alcol contribuisce a causare più decessi nel Paese di tutte le droghe illegali messe insieme”.
Vino, Ascovilo: a “Forme Cult” a Bergamo per valorizzare Dop lombardeMilano, 20 ott. (askanews) – “Brescia e Bergamo sono province a forte vocazione vitivinicola e non si poteva celebrare la Capitale italiana della Cultura senza ricordare l’importanza della tradizione agricola di questi territori che è concreta espressione e testimonianza della passione per la ricerca di risultati qualitativi sempre più ambiziosi. Abbiamo radici comuni ed il nostro compito come Associazione dei Consorzi di tutela è fare emergere le espressioni originali e inaspettate, le piccole produzioni dei vignaioli e di quelle imprese agricole che hanno scelto la strada della certificazione di qualità che ricordiamo è sinonimo di sicurezza alimentare e conoscenza: l’arte di saper trasformare le uve in vini di pregio. Cultura è testimoniare la tradizione di lavoro, di solidarietà, di innovazione enogastronomica in un territorio dalla bellezza inaspettata, tutto da scoprire”. Lo ha detto Giovanna Prandini, presidente dell’Associazione consorzi vini lombardi (Ascovilo) alla vigilia dell’incontro-spettacolo “all’insegna del vino e della poesia” con Francesco Quarna, Maurizio Rossato e Laura Donadoni, organizzato da Ascoviolo domenica 22 ottobre alle 11 in Sala Alfredo Piatti a Bergamo, nell’ambito della manifestazione “Forme Cult 2023 – Storie, terre, personaggi e formaggi” che si tiene a Bergamo dal 20 al 22 ottobre.
“La valorizzazione delle nostre Dop passa necessariamente dalla educazione dei consumatori: sia i vini sia i formaggi lombardi sono poco conosciuti al grande pubblico” ha proseguito Prandini, aggiungendo che “il compito della nostra Associazione è dare evidenza del profondo legame fra queste due filiere agricole che hanno già raggiunto l’eccellenza qualitativa ma molto dobbiamo fare per valorizzare la tradizione e come questa si intreccia con la sostenibilità economica delle piccole medie imprese protagoniste della agricoltura di montagna”. “In questo senso si inserisce la nostra presenza su due fronti: la attività didattica dei laboratori durante la manifestazione con i vini della Lombardia protagonisti in abbinamento alle eccellenze gastronomiche e la rappresentazione dello spettacolo ‘Parole al Vino’ che abbiamo proposto nel programma di ‘Forme Cult’ il 22 ottobre” ha proseguito Prandini, parlando di “un connubio unico tra musica, video, poesia e vino nel mondo dei formaggi. Un viaggio affascinante e coinvolgente per celebrare chi il vino lo fa e chi lo consuma, sul filo dell’emozione e dei sensi”.
Vino, Ascovilo: a “Forme Cult” a Bergamo per valorizzare Dop lombardeMilano, 20 ott. (askanews) – “Brescia e Bergamo sono province a forte vocazione vitivinicola e non si poteva celebrare la Capitale italiana della Cultura senza ricordare l’importanza della tradizione agricola di questi territori che è concreta espressione e testimonianza della passione per la ricerca di risultati qualitativi sempre più ambiziosi. Abbiamo radici comuni ed il nostro compito come Associazione dei Consorzi di tutela è fare emergere le espressioni originali e inaspettate, le piccole produzioni dei vignaioli e di quelle imprese agricole che hanno scelto la strada della certificazione di qualità che ricordiamo è sinonimo di sicurezza alimentare e conoscenza: l’arte di saper trasformare le uve in vini di pregio. Cultura è testimoniare la tradizione di lavoro, di solidarietà, di innovazione enogastronomica in un territorio dalla bellezza inaspettata, tutto da scoprire”. Lo ha detto Giovanna Prandini, presidente dell’Associazione consorzi vini lombardi (Ascovilo) alla vigilia dell’incontro-spettacolo “all’insegna del vino e della poesia” con Francesco Quarna, Maurizio Rossato e Laura Donadoni, organizzato da Ascoviolo domenica 22 ottobre alle 11 in Sala Alfredo Piatti a Bergamo, nell’ambito della manifestazione “Forme Cult 2023 – Storie, terre, personaggi e formaggi” che si tiene a Bergamo dal 20 al 22 ottobre.
“La valorizzazione delle nostre Dop passa necessariamente dalla educazione dei consumatori: sia i vini sia i formaggi lombardi sono poco conosciuti al grande pubblico” ha proseguito Prandini, aggiungendo che “il compito della nostra Associazione è dare evidenza del profondo legame fra queste due filiere agricole che hanno già raggiunto l’eccellenza qualitativa ma molto dobbiamo fare per valorizzare la tradizione e come questa si intreccia con la sostenibilità economica delle piccole medie imprese protagoniste della agricoltura di montagna”. “In questo senso si inserisce la nostra presenza su due fronti: la attività didattica dei laboratori durante la manifestazione con i vini della Lombardia protagonisti in abbinamento alle eccellenze gastronomiche e la rappresentazione dello spettacolo ‘Parole al Vino’ che abbiamo proposto nel programma di ‘Forme Cult’ il 22 ottobre” ha proseguito Prandini, parlando di “un connubio unico tra musica, video, poesia e vino nel mondo dei formaggi. Un viaggio affascinante e coinvolgente per celebrare chi il vino lo fa e chi lo consuma, sul filo dell’emozione e dei sensi”.
Deliveroo, la pasta regina della tavola: +82% ordini in ItaliaRoma, 20 ott. (askanews) – La pasta è senza dubbio uno dei piatti simbolo che meglio rappresenta l’italianità nel mondo. La tradizione gastronomica italiana, attraverso i suoi primi piatti iconici, come la carbonara, l’amatriciana, al pomodoro o al ragù, ha superato ogni confine ed è entrata nelle cucine e nelle preferenze di tanti paesi nel mondo. Nell’ultimo anno in Italia sulla piattaforma Deliveroo è stata ordinata una quantità di piatti di pasta pari alla distanza autostradale tra Milano e Firenze. Ma la passione per la pasta va anche oltre i confini nazionali e unisce popoli e culture. In occasione del World Pasta Day (25 ottobre) Deliveroo, la piattaforma di online food delivery, ha compiuto un vero e proprio giro del mondo del gusto, raccogliendo tendenze, abitudini e preferenze in alcune dei mercati in cui è presente.
In Italia nel secondo trimestre di quest’anno gli ordini di pasta sono aumentati di circa l’82% rispetto allo stesso periodo del 2022. La cucina romana è ben radicata nelle preferenze degli italiani che ordinano su Deliveroo. Infatti nella Top 5 delle ricette di pasta più ordinate trionfa la carbonara, seguita dal ragù alla bolognese e dalla cacio e pepe. Chiudono la classifica la tradizionale pasta al pomodoro e l’amatriciana. La città con la più alta percentuale di ordini di pasta, rispetto al volume totale degli ordini, è Merano seguita, dall’altra estremità della Penisola, da Gela. Al terzo posto Alghero, con Padova e Aosta che chiudono la TOP 5. La tradizione italiana va forte anche nel resto del mondo dove il contesto offre sempre spazi di creatività, a volte anche estremi. Nel Regno Unito vince la tradizione di un semplice spaghetto al pomodoro. Nelle preferenze dei piatti di pasta preferiti nel Regno Unito viene premiata la genuinità della tradizione italiana. Nelle prime cinque posizioni, al primo posto il gusto semplice della pasta al pomodoro, seguita dalle lunette ai quattro formaggi, pasta alla crema di funghi. Poi l’italo-americana pasta & meatballs che precede quella al ragù alla bolognese. Londra, Manchester, Birmingham, Bristol e Brighton sono tra le prime cinque città che registrano la maggior percentuale di ordini di pasta rispetto al volume totale degli ordini.
I francesi, con una tradizione culinaria ben radicata, – segnala Deliveroo – si lasciano andare ad alcune leggere modifiche delle ricette italiane. Nella lista delle preferenze infatti compare una pasta fresca fatta in casa con crema di tartufo, penne gratinate con salsa napoletana, mozzarella e parmigiano e linguine alla carbonara alla Parisienne, con crema di parmigiano, pancetta fritta, uova, erba cipollina e pepe. Nella classifica delle città con più ordini non c’è la capitale Parigi, ma Boulogne-sur-Mer, Argentan, Freyming-Merlebac, Beauvais e Calais. Per i belgi ordinare pasta su Deliveroo significa carbonara, bolognese, pasta ai frutti di mare e ai quattro formaggi. Le città con più ordini sono Aalst, Mechelen, Louvain-La-Neuve, Ghent e Brugge.
Nei paesi mediorientali non perde quota l’indiscussa presenza della pasta Alfredo, che, sebbene sia di origini romane, resta un simbolo della pasta italiana nel mondo. Così in Kuwait, come negli Emirati Arabi, alcune ricette, compresa quella della pasta Alfredo, sono state rivisitate e adattate ai gusti locali. In Kuwait si registrano preferenze per la pasta all’insalata con pollo, pasta con funghi e pollo e una rivisitazione della pasta Alfredo con pollo grigliato. Negli Emirati Arabi Uniti al primo posto ci sono le penne all’Alfredo con aggiunta di pollo, seguite dai rigatoni alla bolognese, le lasagne classiche e le penne rosa con pomodoro e panna. Le città con la maggiore percentuale di ordini di pasta, sul volume totale degli ordini, sono Dubai e Abu Dhabi. Ad Hong Kong e Singapore, infine, le influenze e i gusti locali si sposano con alcuni dei piatti più tradizionali della cucina italiana: nella classifica dei piatti di pasta più ordinati gli spaghetti aglio e olio, il ragù alla bolognese e le conchiglie al pesto di basilico con un mix di noci e pecorino, si alternano infatti a ricette come la carbonara con pollo e uovo alla coque giapponese, le pappardelle all’uovo con un sugo di pomodoro e manzo con carote, porri e cipolle, servite con prezzemolo italiano e un goccio di vino rosso, e gli spaghetti alla napoletana con cervelat (una salsiccia di origine svizzera).
A “Champagne Experience” oltre 6mila visitatori, il 78% operatoriMilano, 19 ott. (askanews) – La passione per le bollicine d’oltralpe non si ferma e “Champagne Experience” si conferma punto di riferimento a livello europeo per tutti gli operatori del settore e i wine lovers che desiderano conoscere le novità che animano la produzione del vino più famoso del mondo. Si è chiusa con un bilancio ancora una volta positivo la sesta edizione della kermesse dedicata alla più fina delle bolle francesi, organizzata da Società Excellence, realtà che riunisce 21 tra i maggiori importatori e distributori italiani di vini e distillati d’eccellenza.
Gli organizzatori spiegano che si superano nuovamente quota seimila gli accessi registrati all’ingresso dei padiglioni di ModenaFiere durante i due giorni di manifestazione, e aumentano i visitatori professionali che raggiungono il 78% del totale, confermando la vocazione e la missione di una manifestazione che si rivolge principalmente agli operatori del mondo Horeca e del dettaglio specializzato. I visitatori, che sono giunti come di consueto da tutta Italia, hanno approfondito la loro conoscenza dello Champagne grazie alla presenza di 176 aziende, tra grandi Maison e piccoli vigneron, che hanno messo in degustazione più di 900 vini. “L’obiettivo era, come al solito, quello di mettere i tantissimi cultori dello champagne presenti in Italia nelle condizioni migliori per poter approfondire la conoscenza di questo magnifico vino” commenta il presidente di Società Excellence, Luca Cuzziol, ricordando che “l’Italia è uno dei mercati di riferimento a livello mondiale per il consumo di Champagne, il più importante per quanto riguarda le cosiddette ‘cuvée de prestige’. Oggi possiamo dire – conclude – che il nostro Paese, e Modena in particolare, ospita anche la manifestazione più importante d’Europa per quantità e qualità di aziende espositrici appartenenti al mondo dello Champagne”.
Quest’anno sono state 35 le aziende in più rispetto all’edizione 2022, e a Modena, per la prima volta, è arrivato per condurre una delle masterclass in programma anche Michel Bettane, uno dei critici più influenti di Francia. “Sono stato inizialmente sorpreso e poi assolutamente entusiasta durante la mia permanenza a questa edizione di ‘Champagne Experience’” afferma Bettane, spiegando che “frequento da sempre manifestazioni dove lo champagne è uno dei protagonisti, ma questo è stato certamente l’appuntamento più importante, dedicato alle bollicine francesi, al quale io abbia mai partecipato”.
Vino, al “Mondial des vins extremes” a Sarre assegnate 283 medaglieMilano, 18 ott. (askanews) – La 31esima edizione del “Mondial des Vins Extrêmes” si è conclusa con l’assegnazione di 283 medaglie ai migliori vini frutto di viticoltura estrema. Le commissioni d’assaggio, composte ciascuna da tre enotecnici o enologi, e da due degustatori esperti e riunitesi a Sarre (Aosta) hanno conferito 45 Grandi Medaglie d’Oro (di cui 15 a produttori italiani) e 238 Medaglie d’oro durante le degustazioni degli 863 vini iscritti al concorso da 319 aziende provenienti da 26 Paesi.
“L’edizione 2023 ha visto l’adesione di vignaioli da 26 Paesi, un record straordinario che attesta la capillare diffusione della viticoltura eroica nel mondo” ha spiegato Stefano Celi, presidente del Centro di ricerche, studi, salvaguardia, coordinamento e valorizzazione per la viticoltura montana (Cervim). “Come Mondial des vins extrêmes – ha aggiunto Celi – siamo orgogliosi di costituire un palcoscenico sempre più importante per queste etichette e per i loro produttori che con dedizione sfidano di anno in anno condizioni climatiche estreme e terreni impervi per creare vini di qualità unica”. Tra le novità di quest’anno, la presenza del Giappone che è stato premiato con cinque referenze. Sono stati inoltre assegnati anche 19 Premi Speciali e il prestigioso riconoscimento Vinofed, stabilito dalla Federazione dei più importanti concorsi enologici internazionali di cui fa parte anche il Mondial des Vins Extremes. Il premio Vinofed e il Gran Premio Cervim (assegnato al vino che ha ottenuto il miglior punteggio in assoluto) se lo è aggiudicato il Brasile, con il “Vinhos de altitude de Santa Catarina Touriga Nacional 2022” di Quinta da Neve-São Joaquim.
In contemporanea al Mondiale si è svolta la terza edizione di “Extreme Spirits International Contest”, che ha attribuito quattro Grandi Medaglie d’Oro e 36 Medaglie d’Oro selezionate tra gli 84 distillati in gara provenienti da Perù, Italia, Francia e Spagna. Si tratta di un concorso internazionale dedicato ai distillati da vinacce, fecce e vino che si propone di valorizzare anche le rispettive zone di produzione. A partire da quest’edizione hanno inoltre potuto partecipare i vini aromatizzati, il cui vino di base sia prodotto con uve coltivate sempre in zone caratterizzate da viticoltura eroica. La cerimonia di premiazione di entrambi i concorsi si terrà a Palazzo Rospigliosi a Roma il 1 dicembre.
Al Mercato centrale di Milano aperto primo temporary di Babaco MarketMilano, 18 ott. (askanews) – Al Mercato centrale di Milano ha aperto il primo temporary di Babaco Market. Il temporary de La frutta e la verdura antispreco rappresenta per Babaco Market l’apertura del primo negozio fisico: una missione zero waste, che dal web arriva al Mercato Centrale per dare una seconda possibilità alla frutta e alla verdura in eccesso di produzione o con imperfezioni estetiche, salvaguardando il lavoro di numerosi produttori italiani e proteggendo la biodiversità del territorio.
Nel primo store fisico di Babaco Market l’offerta è di stagione e diversa ogni settimana: la si può comprare sfusa o in box di sola frutta, verdura o miste, tra cui si possono trovare anche prodotti come le carote di Polignano, il porro di Cervere e prodotti Igp come il broccolo Fiolaro. Inoltre, nel temporary, si trovano anche articoli da dispensa prodotti secondo logiche di economia circolare come confetture, nettari o birre speciali. Il temporary si trova al piano terra, a fianco della bottega dei fiori, ed è aperto giovedì, venerdì e sabato. Il 21 ottobre in occasione della Giornata mondiale della frutta e verdura Babaco ha organizzato due appuntamenti per diffondere il valore del cibo e sensibilizzare grandi e piccoli sull’importanza di ridurre gli sprechi. Lo fa in compagnia dello chef Franco Aliberti che ha fatto della cucina senza sprechi la sua filosofia.
Vino, dal 3 al 7 novembre la 32esima edizione di “Merano WineFestival”Milano, 18 ott. (askanews) – “La ricerca dell’eccellenza nel mondo dell’enogastronomia non ha mai fine, perché l’evoluzione stessa delle tecnologie e delle tecniche agricole non ha limiti definiti. Eccellenza è un concetto che deve andare di pari passo con il rispetto per la fertilità del nostro pianeta, dove l’uomo non accarezza il territorio nel quale vive, la Terra risponde con tutta quella serie di stravolgimenti che sempre più osserviamo”. Con queste parole pronunciate oggi, il patron Helmuth Kocher ha presentato ufficialmente oggi la 32esima edizione del “Merano WineFestival”, l’appuntamento dedicato al vino e all’enogastronomia di qualità che si terrà da venerdì 3 novembre a martedì 7 novembre con oltre 600 espositori e più di 1.500 vini in degustazione.
La kermesse nella cittadina altoatesina, a cui sono attesi circa 10mila visitatori, torna al format lanciato dal “WineHunter” Kocher: “bio&dynamica”, che suggella l’importanza del focus sul biologico, biodinamico, organico e orange, e “GourmetArena” in apertura, seguita dalle giornate centrali di “The Festival”, con espositori presenti per tutte le giornate di sabato, domenica e lunedì. Inoltre ci sarà più spazio per gli espositori internazionali, “super masterclass” nella cornice del Castello Principesco, un’area dedicata all’enologo Luca D’Attoma (“Luca D’Attoma: percorrendo l’Italia”) e il “The WH Buyers’ Club”. Sostenibilità è la parola chiave, “perché solo in questa direzione è possibile perseguire eccellenza, fino a superarla, come certificato dalle menzioni Iconic, Unique, Platinum e Next Platinum”. Si rinnova inoltre l’appuntamento con il Summit sulla sostenibilità “Respiro e Grido della Terra”: venerdì e sabato dalle 13 alle 15 al Teatro Puccini, un panel di esperti internazionali si confronteranno in sei talk sulle soluzioni per la viticultura e l’agricoltura di fronte alle conseguenze del cambiamento climatico. Da sabato 4 a lunedì 6 novembre il Kurhaus ospiterà le selezioni del “The WineHunter” con una ancor più ricca sezione internazionale con prodotti provenienti dai cinque continenti. Come da tradizione, il martedì sarà targato “Catwalk Champagne” per gli amanti delle bollicine d’oltralpe, ma anche nazionali. Tra le 26 masterclass, i 22 showcooking e due presentazioni di libri, vale la pena segnalare in particolare, l’appuntamento di venerdì con “Dna Vernatsch”, la Schiava Gentile caratteristica dell’Alto Adige con nove produttori locali, e la masterclass “Resistenti Nicola Biasi – I vini del futuro” con Kocher, Attilio Scienza e Nicola Biasi. Sabato mattina il “Mercato della Terra” a cura di Slow Food Alto Adige in piazza della Rena, e dalle 16 alle 17 la masterclass “Eccellenza dall’Albania” by Cobo Winery con Luca Gardini. Domenica, la masterclass sui vini in anfora della Georgia, e la verticale “La storia di Masseto”: degustazione di tre annate in una tavola rotonda a cura di Roberto Camuto con la presenza di Lamberto Frescobaldi. Lunedì dalle 10 alle 12 al Castello Principesco, Oscar Farinetti, Albiera Antinori e Priscilla Incisa della Rocchetta condurranno “Le vite parallele di Tignanello & Sassicaia” con le annate 1990-2008-2018. E infine, alle 19.30 alla Cantina di Merano, la presentazione della nuova guida “Osterie d’Italia” di Slow Food Editore.
Alessio Planeta “Winemaker of the year” per rivista “Wine Enthusiast”Milano, 18 ott. (askanews) – Alessio Planeta, Ceo ed enologo della Cantina siciliana Planeta, si è aggiudicato il titolo di “Winemaker of the year” alla 24esima edizione del “Wine Star Award 2023” promosso dalla celebre rivista statunitense “Wine Enthusiast”. Il riconoscimento torna così in Italia dopo 16 anni, dato che l’ultimo italiano ad essere stato premiato era stato Carlo Ferrini nel 2007.
In un articolo su “Wine Enthusiast” con intervista al produttore che rappresenta “la 17esima generazione della famiglia Planeta” e “che ha avuto come mentore l’iconico enologo Carlo Corino”, si sottolinea tra l’altro che “nel mondo del vino, poche storie sono avvincenti come quella di Alessio Planeta e della sua influenza sul posizionamento del vino siciliano sulla scena internazionale”. L’enologo siciliano, classe 1966, ha spiegato di essere “profondamente onorato” per il premio, sottolineando di volerlo condividere “con la mia famiglia e tutti i nostri dipendenti, grazie ai quali abbiamo costruito giorno dopo giorno e con grande impegno, dedizione e passione la nostra azienda”.
I vincitori delle tredici categorie dei “Wine Star Awards” saranno premiati ufficialmente il 5 febbraio 2024 nel corso del “Wine Star Gala” all’Eden Roc a Miami, negli Stati Uniti.
Federvini: progetto “No Binge” si estende a atenei Capua e VeronaMilano, 17 ott. (askanews) – Federvini rafforza il proprio impegno per l’informazione e la sensibilizzazione al consumo moderato di bevande alcoliche grazie al coinvolgimento nel progetto “No Binge – Comunicare il consumo responsabile” di due nuovi Atenei, l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e l’Università degli Studi di Verona. La seconda edizione del progetto, dopo la campagna di comunicazione dello scorso settembre “Te la bevi? Non bertela troppo” in collaborazione con il Comune di Roma e il Dipartimento Comunicazione e Ricerca Sociale de La Sapienza di Roma, vedrà anche quest’anno protagonisti gli studenti universitari chiamati a ideare una proposta di comunicazione sul consumo responsabile negli Atenei di Capua e Verona.
“Veder crescere questo progetto di impegno sociale è motivo di profonda soddisfazione per Federvini. Un’idea nata lo scorso anno si evolve oggi a livello nazionale con l’ingresso di due nuove importanti istituzioni accademiche del nostro Paese” ha commentato Barbara Herlitzka, presidente del Comitato aspetti sociali bevande alcoliche (Casa) di Federvini e coordinatrice del progetto “No Binge”, aggiungendo che “mantenere alta e vigile la soglia d’attenzione sul consumo responsabile di bevande alcoliche attraverso iniziative come questa è la strada maestra per combattere gli abusi. Farlo con la collaborazione di studenti universitari che si fanno ambasciatori di un approccio corretto al tema – ha concluso – è una scelta che ha sinora premiato i nostri sforzi e che auspichiamo possa trovare continuità e ulteriore sviluppo negli anni a venire”. “Siamo soddisfatti di lanciare oggi la seconda edizione del progetto ‘No Binge’ in collaborazione con il Dipartimento Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza e Federvini: una sinergia tra il mondo accademico e quello aziendale, che diventa sempre più stretta e promettente” ha dichiarato Alberto Mattiacci, Ordinario di Economia e Gestione delle imprese a La Sapienza, titolare del corso Marketing Planning all’interno del quale il progetto è inserito. “Il nostro impegno per promuovere la formazione, la consapevolezza e il coinvolgimento attivo nella società è convinto – ha chiosato il docente – certi come siamo che sia un passo deciso verso un futuro più sostenibile e responsabile”.