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Nutella: al via l’iniziativa “Candida il pane della tua regione”

Nutella: al via l’iniziativa “Candida il pane della tua regione”Milano, 23 mag. (askanews) – Che sia bianco o integrale, di grano duro o tenero, pane e Nutella è un binomio classico della tradizione gastronomica italiana, dietro cui si nasconde tutta la storia dell’arte della panificazione, che in Italia ha dato vita a una varietà straordinaria di pani regionali. Da nord a sud, ci sono oltre 200 tipi di pane, alcuni ne contano più di 500. Per valorizzare la ricchezza dell’arte bianca italiana, Ferrero porta avanti dal 2022 una collaborazione con l’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, da cui nasce il progetto “Pane & Nutella”, un percorso di scoperta in grado di raccontare le tradizioni delle 20 regioni italiane attraverso i loro pani tipici. Per questa terza edizione, però, il progetto si amplia ulteriormente, con l’iniziativa “Candida il pane della tua regione”, per realizzare un inventario dei pani italiani.


Il progetto prende vita attraverso la piattaforma digitale “Pane & Nutella”, dove sono disponibili schede dettagliate, suddivise regione per regione, di 57 pani tipici regionali selezionati dagli esperti dell’Università. Quest’anno in più Ferrero invita la collettività, e gli stessi panettieri, a partecipare attivamente con l’obiettivo di raccontare tutti i pani e promuovere così alcuni tra i tesori gastronomici del nostro Paese. Chiunque potrà candidare uno o più pani della propria Regione sulla piattaforma “Pane & Nutella” collegandosi fino alle 23 del 16 giugno. Tutti i pani candidati saranno valutati da una commissione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e, a partire da ottobre 2024, quelli non ancora presenti sulla piattaforma potrebbero entrare a far parte del progetto “Pane & Nutella”. Le nuove varietà saranno inserite sul sito all’interno della cartina d’Italia, cliccabili in corrispondenza della Regione di appartenenza. Durante il periodo in cui si potrà candidare il proprio pane preferito, la piattaforma ospiterà un podio virtuale aggiornato in tempo reale e mostrerà le Regioni che stanno raccogliendo il maggior numero di candidature.


“Alimento simbolo per eccellenza della vita sociale di ogni civiltà e ogni epoca, in più forme e declinazioni il pane è al centro della tradizione alimentare del bacino mediterraneo – ha commentato Carlo Petrini, presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – L’Italia, costituita da un territorio dalla superficie relativamente ridotta, è però definita da una importante diversità paesaggistica, culturale e gastronomica. Questa varietà di colture, culture e saperi si riflette anche nel ricco patrimonio di pani tipici, che caratterizzano le nostre Regioni. La ricerca, l’inventariazione e la selezione di queste specialità territoriali, da nord a sud della penisola, sono competenze che i nostri gastronomi laureati hanno messo a disposizione in questo nuovo progetto sui pani tipici”.

Vino, Braida: due nuovi ettari di Barbera a Rocchetta per il “Curej”

Vino, Braida: due nuovi ettari di Barbera a Rocchetta per il “Curej”Milano, 23 mag. (askanews) – “Siamo tornati a piantare vigna, questa volta sulla collina della frazione Asinara, una posizione ben ventilata che regala frutti sani, e la cui altitudine, unita all’effetto refrigerante dei boschi che la circondano, regala ai vini gradazioni alcoliche più contenute. Abbiamo recuperato una collina storicamente vitata, un bel balcone sul paese di Rocchetta Tanaro, riposizionando vigneti che erano stati estirpati da tempo. Esposta verso Est, Sud-Est e Sud, la posizione di questa vigna che abbiamo acquistato nel 2021 è ben soleggiata e immersa in un panorama di biodiversità garantita dalla vicinanza con il Parco Naturale di Rocchetta Tanaro, un polmone verde di 120 ettari che è stata la prima area protetta dell’Astigiano, dal 1980”. Lo ha annunciato Raffaella Bologna, proprietaria assieme al fratello Giuseppe della storica Cantina di Rocchetta Tanaro (Asti).


Il terreno qui ha una prevalenza sabbiosa mista ad argilla rossa, è sciolto e leggero. Sono stati scelti più cloni di Barbera e portainnesti adatti a questo tipo di suolo, con radici molto profonde. Le uve di questa nuova vigna, tra tre anni, si aggiungeranno alla produzione della collina San Bernardo per il “Curej”, la più giovane delle Barbera di Braida, la cui prima vendemmia fu la 2019. “Curej” è il soprannome delle famiglie che abitano nella zona di Rocchetta Tanaro (Asti), dove già nel Settecento i monaci praticavano la viticoltura. Fondata da Giuseppe Bologna e poi passata a suo figlio Giacomo, Braida conta oggi su una settantina di ettari vitati tra Monferrato e Langa, da cui sono nati vini celebri come “La Monella” (prima raccolta nel 1961) e la riserva “Bricco dell’Uccellone”, di cui nel 2022 si sono festeggiate le 40 vendemmie.

Vino, il 25 maggio a Quistello convegno su “Enoturismo sostenibile”

Vino, il 25 maggio a Quistello convegno su “Enoturismo sostenibile”Milano, 23 mag. (askanews) – “L’enoturismo sostenibile: dall’azienda al territorio” è il titolo di un convegno in programma sabato 25 maggio a partire dalle 9.30 nella sede della Cantina Sociale di Quistello, Mantova. L’incontro è organizzato dall’Unione dei giuristi della vite e del vino (Ugivi), dalla Cantina Sociale di Quistello e da Legal Hackers Mantova, e vedrà la partecipazione di esperti, giuristi e docenti universitari che illustreranno ruoli, norme e buone prassi che regolano l’offerta enoturistica, nonché gli effetti che la promozione del turismo del vino può giocare nei territori viticoli.


“Pensare oggi all’enoturismo – ha sottolineato Ugivi – significa uscire dalla prospettiva della sola accoglienza aziendale per aprirsi al territorio ed ai suoi players, pubblici, privati, istituzionali, singoli e collettivi”. Tra i numerosi relatori, anche il direttore del Consorzio Tutela Vini Doc Delle Venezie, Stefano Sequino, che parlerà del ruolo degli enti consortili nella valorizzazione delle Dop e delle Igp nell’ambito del turismo del vino. “L’enoturismo è senza dubbio un fattore strategico per la crescita sociale ed economica dei territori e pertanto il dibattito ed il confronto su questo tema è assolutamente importante perché, anche alla luce della riforma delle IG e del mutato quadro normativo, ci consente di individuare spazi di miglioramento e nuovi traguardi in termini di sviluppo e di formulare le migliori risposte ai visitatori, sempre più interessati alle esperienze enoturistiche e ai luoghi della produzione” ha spiegato Sequino, aggiungendo che “la recente riforma del sistema delle IG attribuisce ai Consorzi nuovi compiti e nuove responsabilità, compreso, tra le azioni utili per intervenire in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, anche lo sviluppo di servizi turistici all’interno dell’area geografica della IG. In questo contesto – ha concluso – i Consorzi, che già oggi raccontano e promuovono i territori viticoli, potranno certamente esercitare una funzione aggregante tra le imprese, gli enti di promozione turistica e gli altri attori e stakeholder territoriali, con l’obiettivo di creare sinergie utili per sollecitare e rafforzare la presenza e la qualità dei servizi enoturistici”.


Il convegno sarà chiuso dall’intervento dell’assessore agricoltura di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi.

Vino, il 24 e 25 maggio 47 aziende umbre aderiscono a “Cantine Aperte”

Vino, il 24 e 25 maggio 47 aziende umbre aderiscono a “Cantine Aperte”Milano, 23 mag. (askanews) – Visite guidate in Cantina, degustazioni di vino in abbinamento a prodotti locali ma anche escursioni in bicicletta, passeggiate in vigna e intrattenimento musicale, il tutto pensato anche per i più piccoli: sabato 24 e domenica 25 maggio l’Umbria partecipa a “Cantine Aperte” con 47 Cantine socie del Movimento Turismo del Vino (Mtv) regionale.


Giunto alla sua trentunesima edizione, l’appuntamento annuale di Mtv accompagna enoturisti e appassionati alla scoperta dei territori e dei suoi produttori. A partire dal suo storico slogan “Vedi cosa bevi”, Cantine Aperte promuove la degustazione non solo come esperienza gustativa, ma anche come attività consapevole che contribuisce a un consumo responsabile e appagante, in nome della qualità, in grado di riflettere l’identità culturale di una comunità territoriale. “Pensiamo a questo evento come un momento in cui è possibile diffondere la cultura del vino, del bere di qualità a contatto con il territorio di produzione” sottolinea il presidente di Mtv Umbria, Giovanni Dubini, aggiungendo “un territorio unico, nel cuore dell’Italia, dove le sue colline ondulate e il clima favorevole forniscono condizioni ideali per la coltivazione delle viti”.


Per ogni kit di degustazione con un calice di Cantine Aperte, sei euro saranno destinati a Fondazione Airc per la ricerca sul cancro. Novità di quest’anno è la possibilità di prenotare le varie wine experiences direttamente dal sito di Mtv Umbria per personalizzare il proprio programma.

Vinnatur: analisi rivelano che vini nostri soci sono sempre più puliti

Vinnatur: analisi rivelano che vini nostri soci sono sempre più pulitiMilano, 22 mag. (askanews) – Proseguono la ricerca e lo sforzo dell’Associazione viticoltori naturali-VinNatur per produrre vini liberi da pesticidi e con la minor quantità di anidride solforosa. “In occasione della 19esima edizione di ‘VinNatur Tasting’, tenutosi allo show-room Margraf di Gambellara (Vicenza) lo scorso aprile, abbiamo preso in esame in maniera casuale i campioni di un terzo delle aziende vitivinicole partecipanti alla manifestazione e possiamo dichiararci soddisfatti dell’esito delle analisi, che hanno rivelato come i nostri viticoltori credano nell’importanza di operare con chiarezza in vigna e in cantina, nel massimo rispetto dei consumatori finali”. Lo ha dichiarato il presidente di VinNatur, Angiolino Maule, spiegando che tra i 70 vini su cui sono state condotte le analisi residuali per la ricerca di 388 principi attivi di pesticidi, solamente uno ha evidenziato alcune tracce al suo interno e, “pur trattandosi di livelli non rilevanti, verranno effettuate ora ulteriori indagini presso la Cantina che lo produce”


Le analisi effettuate dal laboratorio Vassanelli Lab di Bussolengo (Verona), hanno indagato la presenza dei pesticidi autorizzati per il settore vitivinicolo e quelli vietati a partire dal 2000 ad oggi. Inoltre, è emerso che metà dei campioni esaminati hanno quantità di anidride solforosa totale inferiori ai 10 mg/litro, mentre i restanti si attestano al di sotto dei valori previsti nel protocollo VinNatur (30 mg/litro per i vini rossi, 50 mg/litro per i bianchi, spumanti e rosati). Da 15 anni l’associazione compie approfondite valutazioni sull’operato di ciascun socio, allo scopo di monitorarne la conformità: la più importante autoanalisi finora intrapresa da un gruppo di vignaioli e che ha condotto nel tempo a un positivo confronto tra gli stessi. “Questa ricerca è una concreta declinazione della nostra volontà di fare vini secondo natura ma sempre supportati dalla scienza, nel rispetto del territorio, della vite e dei cicli naturali” ha aggiunto Maule, spiegando che “come è previsto dal nostro protocollo di produzione anche quest’anno abbiamo attuato uno specifico piano di controlli, con l’obbiettivo di garantire la caratteristica fondamentale del vino dei nostri soci: equilibrato, realizzato secondo metodi naturali e con la minor quantità di anidride solforosa possibile”. Verifiche imprescindibili per ogni vignaiolo che vuole entrare a far parte di questa associazione.


Al raggiungimento di questi importanti risultati ha contribuito anche il confronto con FoodMicroTeam, spin-off accademico dell’Università degli Studi di Firenze che dal 2013 supporta in cantina alcune aziende socie di VinNatur. Con loro prenderà il via nei prossimi mesi un nuovo progetto che si articolerà in analisi microbiologiche su vini in fermentazione e conservazione, con lìobiettivo di evitare l’insorgenza di difetti e alterazioni in queste fasi produttive.

Vino, Cantina calabrese Librandi pubblica Bilancio di sostenibilità

Vino, Cantina calabrese Librandi pubblica Bilancio di sostenibilitàMilano, 22 mag. (askanews) – La Cantina calabrese Librandi ha pubblicato il Bilancio di sostenibilità 2024: si tratta della quarta edizione dopo l’avvio del percorso di certificazione Equalitas nel 2020. “La sostenibilità per noi non è soltanto una strategia ma un principio che guida ogni nostra decisione” ha dichiarato la famiglia Librandi, aggiungendo che “con il Bilancio di sostenibilità 2024 intendiamo non solo rendicontare ciò che abbiamo realizzato ma anche ispirare e veicolare un cambiamento positivo e duraturo”. “Ogni passo che compiamo per proteggere il nostro ambiente e sostenere la nostra comunità riflette il nostro rispetto per la terra che ci nutre e la cultura che ci unisce” hanno proseguito, sottolineando che “siamo determinati a proseguire su questa strada, con l’impegno di lasciare alle future generazioni un mondo più accogliente e sostenibile.”


Il documento conferma l’attenzione dell’azienda con sede a Cirò Marina (Crotone) per “la specificità territoriale e la conservazione dei vitigni autoctoni”, e testimonia “l’impegno sociale crescente verso gli stakeholder diretti e la comunità locale”. Inoltre, riflette “un’intensificata attenzione alla tutela della biodiversità in vigna, significativamente potenziata dal percorso intrapreso con ‘Biopass’, progetto italiano di Sata Studio Agronomico per la misura, la salvaguardia e l’incremento della biodiversità in viticoltura”. Questo progetto permette infatti all’azienda “di ‘autocontrollarsi’, esplorando e proteggendo la ricchezza biologica dei suoli delle tenute, dove si sono scoperti microambienti vitali per una moltitudine di organismi, facendo fronte a temi e processi fondamentali dettati dalle nuove contingenze, condizionate dal global warming, con conseguente necessità di esplorare resilienza, biodiversità e sostenibilità nell’ambito colturale”. Tra le nuove iniziative di sostenibilità del 2023-2024, la Cantina evidenzia “l’adozione di pratiche agricole innovative per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, come il ritardo della potatura per prevenire danni da gelate tardive e la semina di piante mellifere tra i filari, quali veccia, favino e senape, per supportare le popolazioni di api, sempre più a rischio ma cruciali per il ciclo vitale della vite e dell’ambiente circostante, assistite anche dall’installazione di diverse arnie nei vigneti della Tenuta Rosaneti”. Per consolidare ulteriormente questo impegno, Librandi “ha introdotto i ‘bug hotels’ per proteggere la fauna utile e sono in corso di installazione casette per uccelli ricavate da materiali riciclati, dimostrando un approccio creativo e sostenibile alla conservazione della biodiversità”. L’azienda continua anche a preservare vasti tratti di boschi e macchia mediterranea, “contribuendo significativamente alla salute del paesaggio locale”.

Fivi presenta a europarlamentari il “Manifesto” per futuro del vino

Fivi presenta a europarlamentari il “Manifesto” per futuro del vinoMilano, 22 mag. (askanews) – La Federazione italiana dei vignaioli indipendenti (Fivi), di concerto con la Confederazione europea dei vignaioli indipendenti (Cevi), ha scritto nei giorni scorsi alle candidate e ai candidati italiani al Parlamento Europeo presentando il “Manifesto dei Vignaioli indipendenti per il futuro del sistema vitivinicolo”. Un documento, suddiviso in cinque punti prioritari, che vuole sensibilizzare i nostri europarlamentari “sull’importanza di legiferare in modo efficace, coerente e armonioso, per garantire un futuro al comparto vitivinicolo europeo”.


Ricordando che oltre metà delle normative che regolano il settore vitivinicolo vengono elaborate, discusse e approvate a Bruxelles, il presidente della Fivi, Lorenzo Cesconi, ha spiegato che “il vino non è semplicemente una bevanda alcolica ma è innanzitutto un prodotto agricolo: questo è il caposaldo non solo del nostro Manifesto ma di tutto l’impegno che mettiamo e metteremo in campo per tutelare la viticoltura italiana ed europea”. “I vignaioli sono protagonisti di un modello produttivo sostenibile in ogni fase della filiera: in campagna, in cantina, sul mercato” ha proseguito, ricordando che “senza viticoltura non c’è paesaggio rurale storico, non c’è tutela territoriale contro il dissesto idrogeologico, c’è abbandono della terra e spopolamento delle aree interne”. “Senza vignaioli, il mercato del vino sarebbe appannaggio di prodotti industriali avulsi dal territorio” ha continuato Cesconi, precisando che “alle istituzioni europee diciamo: non chiediamo semplicemente sussidi, ma il riconoscimento del nostro ruolo e una strategia coerente che punti a una riforma strutturale del sistema vitivinicolo europeo, all’altezza dei grandi cambiamenti in atto, climatici, geopolitici e di consumo”. I punti principali evidenziati dalla Fivi sono: “il riconoscimento del vino come prodotto agricolo, riformando la Pac in modo più inclusivo per i piccoli produttori; la sostenibilità economica, attuando misure che riducano i costi di produzione, semplifichino le vendite e rendano più semplice, efficiente e competitiva la conduzione delle piccole imprese vitivinicole; la sostenibilità ambientale, con il sostegno alla transizione agroecologica e la ricerca di nuove tecniche agronomiche, non puntando tutte le carte solo sulle tecnologie di evoluzione assistita; la sostenibilità sociale, rafforzando il raccordo tra aziende agricole e territorio, valorizzando le esternalità positive delle imprese verticali. Infine, la richiesta di non imporre nuove misure restrittive sul consumo moderato e consapevole di vino, sostenendo con forza l’obiettivo di combattere l’abuso e il consumo dannoso”.


“Nelle prossime settimane incontreremo tutti i candidati che avranno piacere e interesse a confrontarsi con noi” ha annunciato Cesconi, concludendo che “il futuro del sistema vitivinicolo europeo non riguarda solo i quasi tre milioni di addetti che lavorano direttamente o indirettamente nel settore, ma tutta la società europea e le comunità territoriali, generando 130 miliardi di euro di Pil, 52 miliardi di euro di entrate fiscali e attirando oltre 36 milioni di turisti del vino: chi avrà l’onore e l’onere di sedere in Parlamento europeo, è importante che ne sia consapevole e conosca a fondo un settore così importante per il futuro dell’Europa”. Foto di Michele Purin

Vino, il 3 giugno a Milano primo corso in Italia di “mindful drinking”

Vino, il 3 giugno a Milano primo corso in Italia di “mindful drinking”Milano, 22 mag. (askanews) – Parte a Milano il primo corso in Italia di “mindful drinking”. Tre incontri dedicati a psicologia, enologia ed educazione alimentare, collegati ad una introduzione alla tecnica per l’assaggio dei vini secondo i dettami della teoria della “mindfulness”, la consapevolezza del momento presente che si raggiunge attraverso l’applicazione di tecniche di concentrazione. Il corso, in programma il 3, 10, 17 giugno all’Hotel Leonardo di via Messina, vedrà psicologi, docenti universitari e assaggiatori che porranno l’attenzione sull’approccio mentale al vino e al suo consumo.


Al centro delle lezioni l’assaggio di un vino “concentrandosi esclusivamente sui propri sensi e sulle percezioni che esso dà, tecnica che consente di rallentare il ritmo frenetico della nostra vita e ricaricare le energie”. Come spiegato da Rosamund Dean, la prima a coniare l’espressione “mindful drinking” e ad applicare le tecniche della “mindfulness” all’atto del bere, questo nuovo approccio al vino si traduce in un consumo moderato, che non implica tanto l’astinenza totale quanto la riscoperta del piacere di bere con consapevolezza e attenzione. “Con questo corso vogliamo andare oltre il concetto ormai abusato di ‘bere moderato’” spiega Vito Intini, presidente dell’Organizzazione nazionale assaggiatori vino (Onav), aggiungendo che “crediamo in un approccio olistico, dove l’assaggio del vino è un modo per scoprire meglio sé stessi e i propri sensi e dove ci si concentra sul momento presente”.


Il primo incontro si intitola “Vino: esperienza di vita” e vedrà l’intervento di Chiara Ripamonti, psicoterapeuta e psicoanalista, ricercatore di Psicologia Clinica del Dipartimento di Psicologia dell’Università Bicocca di Milano, attualmente docente presso la scuola di specializzazione dell’Associazione italiana di sand play therapy (Aispt), e presidente dell’Associazione Onlus Psychè. Vincenzo Gerbi interverrà per il secondo incontro con “Cosa cerchiamo dal vino”, mentre l’ultimo appuntamento avrà per protagonista Alberto Martelli, medico chirurgo, pediatra e specialista in scienze dell’Alimentazione, esperto in allergie alimentari, che esplorerà da vicino il rapporto tra vino e salute. La seconda metà di tutte le giornate sarà guidata dal presidente Intini, con l’assaggio di due vini selezionati dall’Onav.

Vino, Consorzio Valpolicella: assemblea soci approva bilancio 2023

Vino, Consorzio Valpolicella: assemblea soci approva bilancio 2023Milano, 22 mag. (askanews) – L’assemblea dei soci del Consorzio vini Valpolicella ha approvato il 21 maggio il bilancio consuntivo 2023: l’esercizio si è chiuso con un valore alla produzione di oltre 3,8 milioni di euro (+20,7%) e un utile pari a 34.902 euro.


“In assemblea è emersa una Valpolicella che scommette su se stessa e su un territorio capace di investire in progetti finalizzati alla crescita socioeconomica delle aziende della Denominazione” ha dichiarato il presidente, Christian Marchesini, spiegando che “prova ne è il voto favorevole all’aumento del 20% delle quote associative a partire da quest’anno: una decisione condivisa che darà un nuovo impulso alle iniziative di promozione, marketing e comunicazione a favore di tutta la Denominazione”. “Inoltre, la rinnovata visione partecipativa ha dato una spinta al Consorzio che ha registrato 38 nuovi ingressi nel 2023, segnale di vivacità della Valpolicella, di compattezza delle diverse ‘anime’ della filiera che, in questo momento di crisi dei mercati e di evoluzione dei consumi, riconoscono i capisaldi delle politiche consortili, da quelle relative al contenimento produttivo a quelle di posizionamento nelle piazze storiche ed emergenti fino alla salvaguardia del valore e del prezzo dei vini rappresentati”. Nel merito del conto economico, i risultati di bilancio “evidenziano la solidità economico finanziaria del Consorzio che, l’anno scorso, ha investito quasi l’80% delle proprie risorse in attività di promozione in Italia e all’estero e di vigilanza e difesa dei vini della Valpolicella sui mercati internazionali”. Per quanto riguarda il piano di promozione, il l’ente consortile ha archiviato il 2023 con 20 missioni internazionali “nelle principali aree della domanda reale e potenziale”, a partire da Stati Uniti e Nord America, Nord Europa, UK ma anche Vietnam, Giappone, Corea del Sud e Serbia. Altrettante iniziative e sinergie sono state messe in campo da Consorzio sul mercato domestico. Un calendario in cui spiccano “Amarone Opera Prima”, il debutto del format “Venezia Superiore” dedicato al Valpolicella, “Amarone in capitale” a Roma, “The Queen of taste” a Cortina d’Ampezzo, oltre a un programma di masterclass in giro per l’Italia, di incoming di operatori e di Amarone specialist in Valpolicella, oltre che di eventi targati dal Gruppo Giovani del Consorzio.


Di rilievo anche la partecipazione a Vinitaly 2024 con 22 aziende espositrici e oltre 50 aderenti alle degustazioni al banco mescita nello stand del Consorzio, e l’adesione a “Vinitaly Open Balkan” a novembre scorso. Tra gli obiettivi raggiunti nel 2023, il Consorzio sottolinea infine l’accordo per la chiusura del contenzioso legale con l’associazione Famiglie Storiche.

Vino, 25-26 maggio in Toscana “Cantine Aperte” con Pane Toscano Dop

Vino, 25-26 maggio in Toscana “Cantine Aperte” con Pane Toscano DopMilano, 22 mag. (askanews) – “Cantine Aperte” torna in tutta la Toscana dal 25 al 26 maggio: “ospite” di questa edizione è la cultura del pane, con dimostrazioni di panificazione, degustazioni e racconti su un prodotto gastronomico che, come il vino, rappresenta la toscanità.


“Il pane è il simbolo della vita e il vino in questo senso è l’alter ego del pane, la storia lega questi due concetti attraverso la condivisione e il pane toscano è unico nel suo genere e ha una tradizione e una memoria storica importantissime, che assieme al vino esaltano la cultura enogastronomica della nostra Regione, contraddistinta da sempre dalla qualità” ha spiegato la presidente del Movimento turismo del vino (Mtv) Toscana, Violante Gardini Cinelli Colombini, aggiungendo che “per l’edizione 2024 abbiamo quindi stretto una partnership con il Consorzio di tutela del Pane Toscano Dop che fornirà il pane alle nostre Cantine, ma anche dei veri e propri ambasciatori che racconteranno l’arte della panificazione”. “Cantine Aperte” in Toscana avrà per il secondo anno consecutivo un prologo, sabato 18 maggio, al Valdichiana Village di Foiano della Chiana (Arezzo), con la seconda edizione “Anteprima Cantine Aperte per il Meyer” (dalle 11 alle 18). Una degustazione dei vini di una quindicina di Cantine e un banco di assaggio e di dimostrazione del Pane Toscano Dop, il cui ricavato sarà destinato alla Fondazione ospedale pediatrico Meyer di Firenze per il progetto di “Accoglienza alle Famiglie”


Il Pane Toscano Dop è un prodotto che segue un rigido Disciplinare di produzione che contempla materie prime e lavorazioni esclusivamente nel territorio della Toscana. Una prima testimonianza scritta sulla produzione di pane sciocco, cioè senza sale, viene fornita già nel Cinquecento da Pietro Andrea Mattioli.