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I vini di UmbriaTop protagonisti di “Ingrediente perfetto” su La7

I vini di UmbriaTop protagonisti di “Ingrediente perfetto” su La7Milano, 3 ott. (askanews) – Trasimeno Gamay, Trebbiano Spoletino, Grechetto, Sangiovese, Sagrantino e Ciliegiolo: i vitigni autoctoni dei vigneti umbri sono i protagonisti delle sei puntate de “L’Ingrediente Perfetto”, la trasmissione condotta da Maria Grazia Cucinotta in onda su La7 la domenica mattina, a partire dal 6 ottobre. I sei vini, prodotti da Cantine socie di UmbriaTop, saranno degustati in abbinamento ad una ricetta preparata dalla stessa Cucinotta.


In ogni puntata un momento speciale è dedicato al vino, come occasione di promozione dell’eccellenza della produzione enologica del Paese, e un servizio sarà interamente dedicato al vino umbro, con interviste e immagini della filiera produttiva. “La tradizione vitivinicola umbra, i processi di vinificazione, le vigne e le storie dei produttori locali: tutto questo e molto di più racchiude una bottiglia di vino umbro – ha commentato Gioia Bacoccoli, coordinatrice di UmbriaTop – ed è per questo motivo che queste occasioni sono importanti per porre uno sguardo approfondito alla cultura del vino della regione”.

Vino, “Oscar Green 2024 della Lombardia”: premiata anche una vignaiola

Vino, “Oscar Green 2024 della Lombardia”: premiata anche una vignaiolaMilano, 2 ott. (askanews) – C’è anche una giovane vignaiola tra i premiati con gli “Oscar Green 2024 della Lombardia”, i riconoscimenti consegnati all’Accademia Carrara di Bergamo, promossi da Coldiretti Giovani Impresa per valorizzare l’innovazione dei giovani imprenditori agricoli, un universo che in Lombardia conta oltre tremila aziende gestite da under 35.


Il premio per la categoria “Campagna Amica”, è stata infatti attribuito alla 28enne Lucrezia Toninelli di San Colombano al Lambro (Milano), che nell’azienda agricola di famiglia, Poderi di San Pietro, produce e vende i due vini di Milano: l’Igt Colline del Milanese e il San Colombano Doc. Da sottolineare che Toninelli affina il suo Rosso di Valbissera a 30 metri di profondità nel mare della Croazia per almeno sei mesi, mentre l’Igt Colline del Milanese lo fa maturare in anfore di grès porcellanato. “E’ importante sostenere il sogno imprenditoriale dei ragazzi e delle ragazze che scelgono di costruirsi un futuro in campagna” ha affermato il presidente di Coldiretti Lombardia, Gianfranco Comincioli, rimarcando che “bisogna aumentare gli investimenti in agricoltura, garantendo le misure necessarie a favorire il ricambio generazionale nel nostro settore, ma anche creando le condizioni perché ogni giovane sia libero dai troppi lacci che ne mettono a rischio l’attività, dalla burocrazia alla concorrenza sleale”.

”Vini d’Italia 2025”: ‘Tre Bicchieri’ a 21 etichette della Campania

”Vini d’Italia 2025”: ‘Tre Bicchieri’ a 21 etichette della CampaniaMilano, 2 ott. (askanews) – Sono 21 i vini della Campania che hanno conquistato i “Tre Bicchieri”, il massimo riconoscimento attribuito dalla guida “Vini d’Italia 2025” del Gambero Rosso. Ben 16 sono bianchi, con “il Fiano di Avellino e la Falanghina del Sannio che fanno la parte del leone”, seguiti dal Greco di Tufo.


“Anche quest’anno gli assaggi sono stati più che convincenti” spiegano i curatori del volume, facendo riferimento non solo alla “grande bontà raggiunta dai bianchi in diverse aree della regione, in particolare Fiano e Greco in Irpinia e Falanghina nel Sannio”, ma anche ad un “comparto rossista un pizzico più centrato rispetto a quello dello scorso anno. La vitalità e la croccantezza del Piedirosso flegreo ormai non è più una notizia – aggiungono – invece siamo rimasti piacevolmente colpiti da alcune versioni di Taurasi e di Aglianico più in generale, che sono riuscite a mitigare la potenza tannica della varietà”. Le referenze che hanno ottenuto i “Tre Bicchieri” sono: “Campi Flegrei Piedirosso 2021” di Contrada Salandra; “Campi Flegrei Piedirosso V. Madre 2022” di La Sibilla; “Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva 2023” di Marisa Cuomo; “Falanghina del Sannio 2022” di Fappiano; “Falanghina del Sannio Sant’Agata dei Goti V. Segreta 2022” di Mustilli; “Falanghina del Sannio Svelato 2023” di Terre Stregate; “Falanghina del Sannio Taburno BjondoRe 2023” di Fontanavecchia; “Falanghina del Sannio Taburno Bonea 2023” di Masseria Frattasi; “Fiano di Avellino 2023” di Colli di Lapio; “Fiano di Avellino Alimata 2022” di Villa Raiano; “Fiano di Avellino Ciro 906 2021” di Ciro Picariello; “Fiano di Avellino Colle delle Ginestre Ris. 2022” di Tenuta del Meriggio; “Fiano di Avellino Le Grade 2023” di Vinosia; “Fiano di Avellino Tognano Ris. 2021” di Rocca del Principe; “Greco di Tufo Cutizzi Ris. 2022” di Feudi di San Gregorio; “Greco di Tufo V. Serrone Ris. 2022” di Cantine di Marzo; “Greco di Tufo Vittorio Ris. 2010” di Di Meo; “Irpinia Aglianico Audeno 2021” di Masseria Della Porta; “Taurasi 2021” di Donnachiara; “Taurasi Terzotratto 2019″ di I Favati”; e “Zagreo 2022” di I Cacciagalli.

Vino, torna “Barolo en primeur” asta benefica di Barolo e Barbaresco

Vino, torna “Barolo en primeur” asta benefica di Barolo e BarbarescoMilano, 2 ott. (askanews) – Il 25 ottobre al Castello di Grinzane Cavour torna “Barolo en primeur” con la quarta edizione della gara internazionale di solidarietà che quest’anno mette all’incanto 14 barrique di Barolo e 1.229 bottiglie di Barolo e Barbaresco (938 bottiglie da 0,75 litri, 243 magnum e 48 doppie magnum) donate da oltre 80 produttori del Consorzio per sostenere progetti benefici in Italia e all’estero.


Battuta dal direttore di Christie’s Italia, Cristiano De Lorenzo, l’asta si terrà in diretta con New York e Londra e sarà aperta a chiunque voglia iscriversi, con la possibilità anche di fare offerte online a partire dal 2 ottobre sul sito https://theauctioncollective.com. Una quindicesima barrique verrà battuta invece domenica 10 novembre durante l’Asta Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba in collegamento con Hong Kong. Avviata nel 2021, l’iniziativa è realizzata da Fondazione Cassa Risparmio di Cuneo con Fondazione CRC Donare ETS e il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, che nelle prime tre edizioni hanno raccolto oltre 2,37 milioni di euro, accrescendo di anno in anno i numeri: 666mila nel 2021, 834mila nel 2022 e 877mila nel 2023. Fondi che hanno e stanno finanziando lo sviluppo di ben 55 progetti sociali italiani ed esteri, sostenendo ospedali, fondazioni d’arte, cooperative sociali, enti per donne in difficoltà, progetti di integrazione, restauro di opere d’arte ed edifici storici, e altro ancora. Per il terzo anno, i proventi dei lotti comunali finanzieranno la Scuola Enologica di Alba e altri enti locali, “promuovendo così sempre più il futuro delle nuove generazioni e quindi del territorio”.


Le barrique associate ai lotti di beneficenza sono frutto del lavoro del celebre enologo Donato Lanati, che le ha vinificate in maniera separata per dare a ognuna la propria personalità unica, frutto della parcellizzazione della vigna in base all’esposizione, all’altitudine e all’età delle viti. Da ogni barrique si ricaveranno 270 bottiglie di Barolo da consumare, da tenere per collezionismo, inserire nella carta di un ristorante o immettere nel mercato secondario. Un Barolo strettamente legato al luogo dove si tiene l’asta, il Castello di Grinzane, in quanto alle sue pendici nasce e cresce il nebbiolo di Vigna Gustava, da cui nasce il Barolo Gustava. Durante la settimana dell’asta, da sabato 19 a venerdì 25 ottobre, il Consorzio aprirà inoltre le porte di 41 “sue” Cantine per “Barolo en primeur exclusive tasting”, l’evento riservato a gruppi molto ristretti di wine lovers che permette di assaggiare in anteprima i vini dell’annata 2023 e arrivare così preparati all’asta del 25 ottobre.


“I lotti comunali rappresentano un enorme valore aggiunto, perché portano con sé la riconoscibilità di alcuni brand già famosi in tutto il mondo e al contempo rafforzano altri che meritano di essere valorizzati” afferma il presidente del Consorzio, Sergio Germano, aggiungendo che “inoltre, la scelta di dare ai lotti il nome dei 12 Comuni di provenienza stringe ancora di più il profondo legame dell’asta con le Langhe: Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Barolo, La Morra, Grinzane Cavour, Castiglione Falletto, Barbaresco, Novello, Verduno, Treiso, Alba e Neive sono i luoghi dove tutti noi viviamo e lavoriamo e il fatto che questi nomi risuonino in un evento internazionale è anche un modo per far scoprire all’estero il valore delle differenze che ci rendono un territorio così ricco”. Le etichette di “Barolo en primeur” portano ogni anno la firma di un artista e quest’anno tocca alla 59enne scozzese Susan Philipsz con l’opera intitolata “Broken Token” che richiama la tradizione anglosassone delle mamme che lasciando in orfanotrofio i bambini di cui non potevano occuparsi, nascondevano nelle fasce dei piccoli la metà di un gettone, tenendo l’altra per sé, per poter in futuro riconoscere il figlio.

Uiv: bene Masaf su pubblicazione graduatorie Ocm promozione Vino

Uiv: bene Masaf su pubblicazione graduatorie Ocm promozione VinoMilano, 2 ott. (askanews) – “La pubblicazione, con due mesi di anticipo rispetto allo scorso anno, delle graduatorie relative al Bando Ocm Promozione permette finalmente alle imprese del vino di pianificare al meglio le proprie campagne nei Paesi extra-Ue. Non succedeva da tempo, e di questo dobbiamo rendere merito al ministero dell’Agricoltura”. Lo afferma Unione italiana vini (Uiv), in riferimento alla pubblicazione del Decreto direttoriale relativo alla misura “Promozione sui mercati dei Paesi terzi dell’Ocm vino”.


“Le risorse per la campagna 2024-2025 rivestono particolare importanza vista la necessità di allargare gli scenari di mercato su scala globale, sempre più strategici anche in considerazione di una diffusa volatilità della domanda di vino” rileva Uiv, aggiungendo che “per questo è significativa l’accelerazione dei tempi di valutazione impressa dal ministero”. Unione italiana vini evidenzia anche come, “nei limiti delle rigidità dell’attuale Decreto in vigore, il bando di quest’anno si sia dimostrato migliore in termini di semplificazione burocratica e di identificazione di elementi oggettivi nella valutazione dei progetti”.

Federvini: bene pubblicazione graduatoria beneficiari Ocm vino

Federvini: bene pubblicazione graduatoria beneficiari Ocm vinoMilano, 2 ott. (askanews) – “Ancorché provvisoria, la graduatoria pubblicata merita di essere accolta con favore. Federvini apprezza l’attenzione del Masaf nei confronti del settore vitivinicolo nazionale, un comparto che rappresenta un pilastro del food & beverage italiano con il 19% dell’export totale e che oggi affronta sfide significative sul piano nazionale ed internazionale”. Lo ha detto la presidente del Gruppo Vini di Federvini, Albiera Antinori, commentando la pubblicazione della graduatoria provvisoria dei progetti di promozione per il settore vitivinicolo ammessi a contributo per la campagna 2024/2025.


Mentre le aziende saranno impegnate nell’avvio delle attività promozionali per la nuova annualità con ormai alle porte il periodo delle festività natalizie, “chiediamo al ministero – prosegue Antinori – un ulteriore sforzo avviando già nelle prossime settimane un tavolo di confronto per trovare quegli aggiustamenti che sono ancora necessari per mettere in sicurezza una volta per tutte questa misura fondamentale per la competitività del vino italiano nel mondo”. Federvini precisa che “complessivamente, i contributi ammessi a sostegno dei dodici progetti ammessi in graduatoria ammontano a oltre 28 milioni di euro, a fronte di un importo totale dei progetti di oltre 66 milioni di euro”.

Vino, i “Tre Bicchieri” a 25 vini del FVG: c’è un solo rosso

Vino, i “Tre Bicchieri” a 25 vini del FVG: c’è un solo rossoMilano, 2 ott. (askanews) – “Sono sempre i vini bianchi ad esaltare il territorio e a conquistare i premi”: tra i 25 vini del Friuli Venezia Giulia che hanno ottenuto i “Tre Bicchieri”, il massimo riconoscimento assegnato dalla guida “Vini d’Italia 2025” del Gambero Rosso, solo uno è un rosso, “l’eccellente ‘Schioppettino 2021’ di Teresa Raiz dai Colli Orientali”.


“Il Pinot grigio domina per estensione, ed è curioso rilevare che è il vino più prodotto ma anche il meno consumato in regione, dove il bicchiere quotidiano rimane l’amatissimo Friulano. In poco più di un decennio si sono decuplicati vigneti e produzione di Ribolla Gialla, che dona ottimi vini fermi, eccellenti spumanti e grandi vini quando proviene da terroir d’eccellenza come il Collio” spiegano i curatori del volume, ricordando che per quanto riguarda i rossi, oltre a Pignolo e Tazzelenghe, “il Refosco è l’autoctono più diffuso in regione con lo Schioppettino, che nella zona di Prepotto ha trovato l’habitat ideale”. Queste le etichette che hanno ottenuto i “Tre Bicchieri”: “Braide Alte 2022” di Livon; “Capo Martino 2022” di Jermann; “Chardonnay 2019” di Vigne del Malina; “Collio Bianco Broy 2022” di Eugenio Collavini; “Collio Bianco Fosarin 2022” di Ronco dei Tassi; “Collio Bianco Luna di Ponca 2021” di Tenuta Borgo Conventi; “Collio Bianco Stare Brajde Uve Autoctone 2022” di Muzic; “Collio Bianco Uve Autoctone 2022” di Cantina Produttori Cormòns; “Collio Chardonnay Ris. 2019” di Primosic; “Collio Friulano Kaj Ris. 2021” di Paraschos; “Collio Malvasia 2023” di Doro Princic; “Collio Sauvignon 2023 Tiare” di Roberto Snidarcig; “Collio Sauvignon Extempore 2018” di Venica & Venica; “Eclisse 2022” di La Roncaia; “FCO Bianco Myò I Fiori di Leonie 2021” di Zorzettig; “FCO Biancosesto 2022” di Tunella; “FCO Friulano Masiero Ris. 2021” di Torre Rosazza; “FCO Schioppettino 2021” di Teresa Raiz; “Friuli Aquileia Pinot Bianco Opimio 2020” di Ca’ Bolani; “Friuli Isonzo Bianco Flor di Uis 2022” di Vie di Romans; “Friuli Isonzo Friulano I Ferretti 2022” di Tenuta Luisa; “Friuli Isonzo Pinot Grigio Gris 2022” di Lis Neris; “Friuli Pinot Bianco 2023” di Le Monde; “Kronos Vitovska 2018” di Bajta-Fattoria Carsica; e il “Rosazzo Terre Alte 2021” di Livio Felluga.

Enogastronomia, il 5 ottobre “Taste Riviera” di Fisar arriva a Savona

Enogastronomia, il 5 ottobre “Taste Riviera” di Fisar arriva a SavonaMilano, 2 ott. (askanews) – Sabato 5 ottobre dalle 14.30 alle 19.30 a Savona va in scena “Taste Riviera: un territorio da degustare”, l’evento organizzato dalla Federazione italiana sommelier albergatori e ristoratori (Fisar) che permette di assaggiare i prodotti food & wine del Ponente ligure.


L’appuntamento, gratuito e aperto a tutti, si tiene presso il Salone Sibilla nella Fortezza del Priamar, cuore storico della città affacciato sul mare, e promuove la produzione locale selezionata tra artigiani, aziende agricole, vinicole e olivicole “che privilegiano la qualità ai numeri”. Nei banchi d’assaggio, eccellenze enogastronomiche come olio e pesto, realizzate dai piccoli produttori del territorio. Ben 44 le aziende vitivinicole che propongono in degustazione etichette di vini locali, come il Pigato, il Vermentino, il Moscatello di Taggia, il Rossese di Dolceacqua e il Ormeasco di Pornassio. Alle 16.30 è previsto il convegno dal titolo “Il Moscatello di Taggia: il nettare degli Dei, il vino dei Papi, il vino dei Re” che delinea la storia e le caratteristiche del Moscatello di Taggia, il vitigno amato nei secoli passati dai papi di Roma e dalla nobiltà italiana ed estera che oggi sta conoscendo una fase di rinascita. A condurre l’evento il sommelier Ivano Brunengo, delegato Fisar Imperia, che intervista Eros Mammoliti, dell’azienda agricola Mammoliti produttrice del Moscatello, e Alessandro Carassale, ricercatore in Storia Moderna e cultore della materia in Geografia presso l’Università di Genova.


“Taste Riviera” è organizzato da Fisar nazionale e dalle delegazioni di Genova, Imperia-Savona, Varazze e Tigullio 5 Terre, con la rivista “Il Sommelier” in occasione del Congresso nazionale che si tiene a bordo della nave da crociera Costa Diadema e che il 5 ottobre approda a Savona.

Vino, Nas sequestra due aziende vinicole clandestine nel Palermitano

Vino, Nas sequestra due aziende vinicole clandestine nel PalermitanoMilano, 1 ott. (askanews) – Nell’ambito dei controlli sugli illeciti commessi sulla filiera degli alcolici e del vino, i carabinieri del Nas di Palermo, in collaborazione con i tecnici della prevenzione della locale Asp, hanno scoperto due aziende vinicole clandestine nella provincia del capoluogo siciliano.


Nella prima, i militari hanno fermato il lavoro di uno strutturato stabilimento di trasformazione dell’uva in vino, privo di qualsiasi autorizzazione sanitaria, sottoponendo a sequestro più di quattro tonnellate di uva e mosto in fermentazione nonché l’intero stabilimento, il cui valore complessivo è di circa 60mila euro. Nell’altra azienda, i carabinieri hanno scoperto un impianto analogo, ugualmente sprovvisto di autorizzazione, in cui erano in fermentazione circa cinque tonnellate di uva, e che anche in questo caso è stata posta sotto sequestro insieme con tutto l’opificio del valore di oltre 70mila euro.


Ad entrambi i titolari è stata elevata una sanzione amministrativa di 3.000 euro.

Vino, Consorzio: per l’Oltrepò e i suoi vini inizia la rinascita

Vino, Consorzio: per l’Oltrepò e i suoi vini inizia la rinascitaMilano, 1 ott. (askanews) – “Il percorso intrapreso pone finalmente al centro il territorio e ne vuole costruire un brand, non per una campagna promozionale che lascia il tempo che trova, ma per una strategia articolata, fondata sui dati con obiettivi chiari. Il Consorzio ha fatto una scelta chiara: da oggi non si parla più di vitigno: il protagonista sono l’Oltrepò e le sue Denominazioni che, a partire dal Metodo Classico, saranno oggetto di un’accurata revisione nei Disciplinari e nelle strategia di tutela e promozione, con lo scopo di riportare in primo piano filiera, qualità e trasparenza. Oggi è il giorno della rinascita: questo evento che abbiamo creato per dare finalmente visibilità alla qualità del nostro Pinot Nero è anche il punto di inizio per il superamento di un nome, di una varietà, e per iniziare a dare valore a vini, uve, vigne. Siamo fiduciosi che finalmente l’Oltrepò Pavese del vino troverà la sua strada”. Sono le parole che la presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Francesca Seralvo, ha pronunciato alla quarta edizione di “Oltrepò – Terra di Pinot Nero, un territorio, un vitigno, due eccellenze”, organizzato dall’ente consortile all’Antica Tenuta Pegazzera di Casteggio (Pavia) e che si è chiuso con grande successo. Oltre 300 i partecipanti tra operatori selezionati e una numerosa presenza di stampa nazionale che hanno affollato i banchi d’assaggio con 32 aziende virtuose del territorio che hanno messo in degustazioni 121 etichette.


Un appuntamento patrocinato dalla Regione Lombardia e dal Comune di Casteggio, che ha visto anche l’esordio del neo direttore del Consorzio, Riccardo Binda, il 38enne vogherese che a settembre ha lasciato il Consorzio di Bolgheri per tornare a casa. “Io ci ho sempre pensato ma è avvenuto adesso per un motivo, perché questo è il ‘kairòs’, il momento opportuno in cui l’Oltrepò davvero può trovare la sua svolta” ha affermato Binda, spiegando che “lo è perché i tre presupposti su cui il nuovo lavoro del Consorzio si basa, filiera, qualità e trasparenza, hanno proprio ora trovato maniera di sbocciare”. Ringraziando Terre d’Oltrepò che si è schierata con gli imbottigliatori, il nuovo direttore ha evidenziato che “il lavoro di tutte le cooperative deve andare di pari passo con tutto quello dei produttori di filiera, quelli di qualità, che ci sono sempre stati, ma che hanno bisogno del tessuto produttivo e del territorio per emergere tutti insieme”. “La trasparenza è invece quella che ci deve consentire di scrollarci di dosso le ombre e la ‘sporcizia’ di un passato che non ha fatto onore a questo territorio” ha proseguito, sottolineando che “anche su questo noi non avremo nessun margine di cedimento, non faremo alcun passo indietro”, e che “ci stiamo confrontando già adesso in maniera molto serena con la Repressione Frodi, che noi vogliamo sul territorio perché il loro è un apporto fondamentale per noi: il loro, quello di Valoritalia, delle istituzioni e degli organismi di controllo che devono essere garanti del lavoro di qualità di tutti i produttori, che non deve più essere rovinato dal mal operato di pochissimi”. All’Antica Tenuta Pegazzera è intervenuto anche l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, che precisato che Regione Lombardia “vuole assecondare la scelta che il nuovo corso del Consorzio ha intrapreso, perché riteniamo che sia la più etica, la più giusta e la più prospettica”. “Tutto il nostro sforzo politico, amministrativo e decisionale verrà ad affiancare queste scelte – ha aggiunto – avete toccato argomenti forti come la repressione delle frodi, la strategia dal punto di vista della gestione del territorio e di questo potenziale vitivinicolo enorme: bisogna identificare un’architettura consona che metta a sistema i nuovi indirizzi e li conduca a incontrare il giusto mercato”. “Questo territorio ha bisogno di recuperare reputazione e dobbiamo tutti investire per fare capire al mondo che Oltrepò Pavese è un’eccellenza e, quando se ne parla, si parla di un prodotto che può puntare al vertice” ha proseguito Beduschi, ricordando che “rincorrere quantità, rincorrere produzioni massive e non caratterizzanti è un falso obiettivo che porta a ridursi al rango di contoterzisti ‘da poco’: un’immagine forte che vuol rendere l’idea dell’occasione che questo territorio non deve più perdere”.


Il Consorzio si pone ora l’obiettivo di capitalizzare questa attenzione e proseguire con una strategia di valorizzazione a lungo termine, che possa consolidare ulteriormente il posizionamento dell’Oltrepò Pavese come territorio di riferimento per il Pinot Nero di qualità.