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Alluvione, Figliuolo: venerdì definizione lavori di somma urgenza

Alluvione, Figliuolo: venerdì definizione lavori di somma urgenzaBologna, 12 lug. (askanews) – “Venerdì i miei tecnici, il direttore operativo della struttura” commissariale sarà in Romagna “con i suoi per una riunione dove definiremo bene il discorso della somma urgenza e cominceremo a tirare giù il perimetro di quelli che saranno i compiti e le responsabilità dei subcommissari”. Lo ha detto il commissario per la ricostruzione, Francesco Paolo Figliuolo, che ha incontrato nel pomeriggio i sindaci del ravennate.

“La prima linea guida è quella di agire verso i lavori di somma urgenza, cioè andare a dare respiro ai Comuni specie quelli più piccoli che hanno impegnato gran parte delle loro risorse per avviare o stanno per avviare dei lavori che sono necessari per una prima messa in sicurezza – ha spiegato Figliuolo -. Parallelamente, insieme alla Regione, ai Comuni, agli enti interessati e al mondo scientifico, avvieremo la fase di progettazione per l’elaborazione dei piani speciali: dalla viabilità al dissesto idrogeologico, dalla ricostruzione pubblica a tutti i piani che sono indicati nel decreto 88 e parallelamente quella che sarà poi la ricostruzione privata e il mondo delle imprese”. In merito alla richiesta degli amministratori locali che chiedono di definire la sede della struttura commissariale in Romagna, Figliuolo ha precisato che sarà “molto aderente al territorio: la struttura è di 60 persone quindi non potrebbe stare in ognuno dei comuni interessati che giustamente rivendicano la presenza costante. Ma oggi abbiamo degli strumenti telematici che ci danno la possibilità di essere in costante contatto”.

Alluvione, Valentini (Mimit): troveremo altre risorse, governo c’è

Alluvione, Valentini (Mimit): troveremo altre risorse, governo c’èRoma, 7 lug. (askanews) – Per la ricostruzione dopo l’alluvione in Emilia-Romagna “siamo consapevoli che deve essere fatto ancora molto, andranno trovate altre risorse. Il governo c’è e ci sarà, confidiamo di lavorare in piena collaborazione con le istituzioni e le realtà locali, tutti insieme, con il dialogo”. Lo ha detto il vice ministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, intervenendo all’assemblea di Confindustria Romagna a Rimini.

Valentini si è detto “orgoglioso” della sua terra di origine, che ancora una volta ha dimostrato “capacità straordinarie” con una “reazione ineguagliabile in un’emergenza senza precedenti”, confermandosi “una delle locomotive della nostra Italia”. A fronte dell’emergenza, ha aggiunto, “il governo non ha voluto perdere tempo prezioso, dando risposte tempestive alle giuste e legittime richieste del territorio” con una “immediata e pronta risposta”, innanzitutto stanziando i primi due miliardi per garantire lavoratori, partite Iva e imprese. A questo proposito, ha ricordato, la ministra Calderone ha annunciato che sono già state evase le prime 8.500 richieste su 25 mila domande. Altre risorse sono arrivate dalla Farnesina (300 milioni) per “tutelare l’export e la competitività” e dal ministro Lollobrigida (150 milioni).

“Anche il Mimit – ha sottolineato – ha fatto e sta facendo la sua parte. Abbiamo previsto una disposizione di rilievo che consente di equiparare i territori alluvionati alle aree di crisi industriali non complesse, stanziato 100 mln per programmi di investimento, sospeso gli adempimenti obbligatori, rafforzato gli interventi del fondo di garanzia, favorito il ricorso agevolato al credito, sospeso i termini del pagamento delle rate dei mutui e finanziamenti”. Con il nuovo decreto sono stati stanziati 2,7 miliardi affidati al generale Figliuolo, persona che è “garanzia di efficienza e qualità”, con la priorità del ripristino e della messa in sicurezza delle infrastrutture e dei territori e per le “esigenze manutentive e di sicurezza idrogeologica”, coinvolgendo i cittadini per “garantire quell’equilibrio tra ambiente e attività umane che talvolta un certo ambientalismo non ha pienamente consentito”.

“Siamo consapevoli – ha concluso – che il fabbisogno sarà maggiore, che dovremo trovare altre risorse. Giustamente oggi è stato detto che nessuno può fare miracoli senza le risorse necessarie, è vero e questo è un inizio. Il governo c’è, ci siamo, siamo con voi. I romagnoli sono caratterizzati da testardaggine e capacità di intraprendere, si rialzano sempre e faremo in modo che non si rialzino da soli”.

Alluvione, 486 persone sfollate in Romagna, 760 strade chiuse

Alluvione, 486 persone sfollate in Romagna, 760 strade chiuseBologna, 3 lug. (askanews) – Al momento sono ancora 486, di cui 72 minori, le persone accolte in strutture messe a disposizione, dopo l’alluvione di due mesi fa, dai Comuni della Romagna o in alberghi: 245 nella provincia di Ravenna, 161 in quella di Forlì-Cesena, 78 nella Città metropolitana di Bologna e 2 in carico nella provincia di Rimini. 760 le strade comunali e provinciali chiuse alla circolazione: 431 completamente e 329 parzialmente, mentre su altre 162 si procede a senso unico alternato. Lo rende noto la Regione Emilia-Romagna, nel giorno dedicato all’incontro con il neo commissario alla ricostruzione, generale Francesco Paolo Figliuolo.

Sono 1.105 le frane segnalate a causa dell’alluvione: 149 nel bolognese, 455 in provincia di Forlì-Cesena, 42 nel modenese, 297 nel ravennate, 15 nel reggiano e 147 nel riminese. Dalla prima stima il numero degli edifici coinvolti è di 1.890. Sul territorio si contano ancora 365 i volontari al lavoro: 119 del sistema di protezione civile dell’Emilia-Romagna, 161 del sistema nazionale e 85 delle colonne mobili delle Regioni Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Lazio. Sulla base della ricognizione inviata al Dipartimento nazionale di Protezione civile, i primi lavori urgenti ammontano a 1,9 miliardi di euro (1.933.048.737,35): 16.149.905,60 euro è il totale delle opere già ultimate, 507.006.385 euro per lavori in corso, 312.512.160 euro per ulteriori opere da avviare e rendicontare entro dicembre 2023, 262.265.048,91 euro per interventi da attivare e rendicontare entro aprile 2024, 835.115.236,66 euro per interventi da attivare nel 2024 e che saranno rendicontati oltre aprile 2024. A questi primi 6.469 interventi si aggiungono ulteriori 3.145 interventi di ripristino del danno per 2.520.781.580,79.

Per quanto riguarda i privati la prima stima dei danni su un numero di edifici stimati in 70.302 (68.432 aree allagate, 1.890 aree in frana) ammonta a 2.182.000.000. La prima stima sul numero delle imprese potenzialmente danneggiate è di 9.542 per un totale complessivo di 943.218.821 dove non sono comprese le spese per la ricostruzione delle scorte e il mancato reddito e mentre è ancora in corso l’analisi sul territorio montano. Per quanto riguarda le aziende agricole, in base a una prima stima, sono 8.935 quelle danneggiate per 1 miliardo e 100 milioni. Anche in questo caso senza contare la ricostruzione delle scorte e il mancato reddito.

Alluvione, de Pascale (Upi): struttura commissariale sia in Romagna

Alluvione, de Pascale (Upi): struttura commissariale sia in RomagnaBologna, 3 lug. (askanews) – “E’ importante che venga prevista una collocazione fisica della struttura commissariale in Romagna, nel cuore delle zone colpite. Sono tre i punti chiave: sostanza, velocità e trasparenza”. Lo ha detto il presidente di Upi, Michele de Pascale, presidente della Provincia di Ravenna nell’incontro con il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario alla ricostruzione post alluvione.

“Con questo primo incontro è stato finalmente ripristinato un rapporto di corretta collaborazione istituzionale – ha detto de Pascale -. Abbiamo consegnato al commissario Figliuolo lo stesso documento che lo scorso 7 giugno presentammo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, perché rispetto alle richieste contenute in quel documento l’unico passo che è stato compiuto è stata la nomina del commissario: le altre richieste sono ancora tutte attuali”. Il presidente della Provincia ha invitato il generale Figliuolo a Ravenna nei prossimi giorni per incontrare i sindaci e le comunità. “Chiediamo che si arrivi ad alcuni obiettivi condivisi e oggettivi, senza polemiche, a partire dallo stanziamento di risorse per gli indennizzi e per gli interventi di riparazione, assenti nel decreto attuale”. C’è poi, secondo de Pascale, la “necessità che venga posto in essere un atteggiamento di fiducia sul campo, evitando centralizzazioni, così da poter operare con la massima tempestività e immediatezza. Contestualmente alle opere di somma urgenza serve infine un piano strategico per la sicurezza idraulica: è necessario avviare fin da subito uno studio ‘alto’ per individuare nuove opere e criteri manutentivi perché non basterà ricostruire, dovremo farlo in maniera più sicura”.

Visita Figliuolo in Romagna, Bonaccini: grazie, attendiamo decreti

Visita Figliuolo in Romagna, Bonaccini: grazie, attendiamo decretiBologna, 3 lug. (askanews) – “Grazie generale, so che ha compreso che qui c’è una gran voglia di fare, di rimboccarsi le maniche e come sempre di lamentarsi molto poco nell’interesse del paese perché questa è la locomotiva d’Italia come l’ha definita Meloni e se si ferma la locomotiva rischiano di fermarsi anche gli altri convogli”. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, al termine dell’incontro con il commissario straordinario per la ricostruzione dopo l’alluvione in Romagna.

“Abbiamo lavorato fianco a fianco condiviso la stagione dell’era pandemica del piano vaccinale – ha detto Bonaccini -. Il fatto che ci conosciamo bene aiuta anche nel lavoro che dovremo fare. Ho detto al generale che per noi vale un principio: stare vicino ai cittadini, alle famiglie, alle imprese e ai territori dell’Emilia-Romagna ferita. Abbiamo fatto vedere le ferite non solo dell’alluvione in pianura ma anche delle frane o frane smottate in collina e in montagna. Una sessantina delle parti sociali. Tutte le parti sociali e gli amministratori hanno detto una cosa: vogliamo fare presto e bene, due termini che non sempre si conciliano”. Eppure “tutti hanno richiamato l’esperienza del terremoto che qui ha visto fare presto e bene, in un rapporto virtuoso tra lo Stato, i vari governi, la Regione, le Province, i Comuni e le parti sociali”. “Ho molto apprezzato che il generale, ancora non formalmente nominato commissario, sia venuto già oggi qui e abbia utilizzato tanto del suo tempo non solo per sorvolare ma anche per incontrare e ascoltare amministrazioni locali e parti sociali – ha aggiunto il governatore -. Abbiamo consegnato a lui, come abbiamo fatto al governo, la stima complessiva dei danni circa 9 miliardi di euro senza i danni indiretti e anche le priorità a partire da 1,9 miliardo che riguardano migliaia di cantiere che bisognerebbe essere nella condizione di realizzare entro l’autunno per evitare che fenomeni ordinari non diventino straordinari”.

“Ci siamo dati mandato di continuare a sentirci continuamente – ha concluso Bonaccini -. Attendiamo il decreto e vedremo che cosa ci darà il governo e quali saranno i poteri assegnati. La struttura commissariale attiva per il terremoto è a disposizione nel caso si volesse lavorare su questo”.

Alluvione, Figliuolo: costituiremo struttura che darà indirizzi

Alluvione, Figliuolo: costituiremo struttura che darà indirizziBologna, 3 lug. (askanews) – “In questo momento bisogna ascoltare le esigenze” dei territori colpiti dall’alluvione di due mesi fa “per poi fare” interventi “nella maniera più condivisa possibile, nel rispetto dei ruoli e delle competenze”. Occorrerà “fare interventi di primo tempo ma anche pensare alla messa in sicurezza”. In questo momento “stiamo costituendo la struttura che darà gli indirizzi, che farà la programmazione finanziaria. Però il tutto sarà condiviso, in armonia con quelli che saranno i subcommissari”. Lo ha detto il commissario alla ricostruzione post alluvione, il generale Francesco Paolo Figliuolo, al termine di un incontro nella sede della Regione Emilia-Romagna con i sindaci e le parti sociali.

“Oggi – ha ricordato Figliuolo – stiamo vedendo fenomeni estremi, che hanno sovvertito statistiche che vanno indietro nel tempo anche centinaia di anni. Vanno tenuti nel conto perché bisogna poi fare interventi di ricostruzione per la messa in sicurezza del territorio. E’ chiaro che adesso è cogente l’intervento su famiglie e imprese, sui settori produttivi. Questa è la food Valley, sorvolando abbiamo visto un bellissimo territorio, con piantagioni veramente eccezionali. Quindi l’impegno sarà massimo”. “Stiamo costituendo la struttura che darà gli indirizzi, che farà la programmazione finanziaria – ha aggiunto il commissario -. Però il tutto sarà condiviso, in armonia con quelli che saranno i subcommissari perché ovviamente oltre al presidente Bonaccini ci sono i presidente Acquaroli e Giani. Abbiamo ascoltato le parti sociali, le parti produttive e le professioni, il patto per il territorio e per l’ambiente. Ho sentito da tutti le esigenze che mi hanno rappresentato: il mio compito sarà quello di fare un piano, lo faremo in maniera condivisa che possa poi essere messo a terra, implementato in maniera realistica e che dia la giusta fiducia, che venga ben comunicato per i nostri cittadini”.

Figliuolo: forti sentimenti emotivi nel vedere Romagna sfregiata

Figliuolo: forti sentimenti emotivi nel vedere Romagna sfregiataBologna, 3 lug. (askanews) – “Con il presidente Bonaccini abbiamo sorvolato le aree colpite, specialmente quelle dei fiumi Santerno e Lamone e le aree verso la collina. Vedere questo territorio che in questo momento porta ancora delle cicatrici e in molte parti” nonostante “l’operosità dei concittadini che hanno già messo a posto tanto”. Ma “vederlo sfregiato e così lesionato davvero mi provoca dei forti sentimenti emotivi”. Lo ha detto il commissario alla ricostruzione post alluvione, il generale Francesco Paolo Figliuolo, nella sua prima visita in Romagna. “Sono venuto qua per ascoltare. Io in questo momento sono designato ma non ho ancora ricevuto la formalizzazione dell’incarico, però sentivo di darvi delle informazioni”.

Dopo l’incontro con i sindaci e tutte le parti sociali, Figliuolo ha rivolto un pensiero al territorio colpito dall’alluvione di quasi due mesi fa: “Il mio pensiero va alle vittime, a quelli che sono ancora sfollati in questo momento e a quanti stanno soffrendo dal punto di vista morale e materiale per questa tragedia che ha duramente colpito specialmente il versante emiliano per ben due volte questa regione”. E poi un messaggio incoraggiante per la popolazione e le imprese: “l’impegno è massimo”. “E’ chiaro che adesso è cogente l’intervento su famiglie e imprese, sui settori produttivi – ha aggiunto il neo commissario -. Questa è la food Valley, sorvolando abbiamo visto un bellissimo territorio, con le piantagioni veramente eccezionali. Quindi l’impegno sarà massimo”.

Uni Ferrara: ambiente influisce su sviluppo capacità cognitive

Uni Ferrara: ambiente influisce su sviluppo capacità cognitiveRoma, 3 lug. (askanews) – Più portati per la matematica o più inclini a praticare certi sport: non solo lo si nasce, ma lo si diventa. Se la relazione tra i nostri geni e certe caratteristiche cognitive è ben dimostrata, ora uno studio dell’Università di Ferrara rivela che a plasmare le abilità cognitive dei vertebrati concorre, molto più di quanto credessimo, anche l’ambiente dove cresciamo.

In uno studio pubblicato su una delle più autorevoli riviste di biologia evoluzionistica, ‘Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences’, le ricercatrici e i ricercatori di Unife hanno analizzato in laboratorio i processi di apprendimento, dimostrando il ruolo fondamentale dell’esperienza e della plasticità fenotipica, cioè la capacità di sviluppare caratteristiche differenti e abilità a partire dalla medesima componente genetica. “Le specie animali, inclusi gli esseri umani, mostrano un’ampia variabilità individuale nella cognizione, che ad oggi è difficile da spiegare. Ad esempio, alcuni individui si comportano bene in alcuni compiti cognitivi ma mostrano difficoltà in altri. Il nostro studio dimostra quanto sia importante la relazione tra esperienza, geni, e comportamento per comprendere le differenze individuali”, chiosa il Professor Cristiano Bertolucci, ordinario di Zoologia del Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie di Unife e coordinatore dello studio.

Il gruppo di ricerca ha studiato gli schemi di apprendimento in una colonia di Guppy, piccoli pesci d’acqua dolce cresciuti in due diversi ambienti: uno con cibo disponibile sempre nello stesso momento e luogo, l’altro con cibo disponibile in momenti e in luoghi casuali. “Al termine del trattamento abbiamo misurato le capacità cognitive dei pesci con dei test specifici per l’apprendimento. Per esempio, presentando stimoli di diverso colore associati al cibo e registrando il tempo necessario a comprendere e preferire il colore corretto. Oppure modificando nel tempo il colore associato al cibo. I risultati hanno indicato che i pesci allevati nell’ambiente ‘prevedibile’ hanno sviluppato maggiori capacità di apprendimento, imparando rapidamente a selezionare il colore. Gli altri, invece, hanno sviluppato una maggiore flessibilità cognitiva, inibendo rapidamente la scelta del ‘vecchio’ colore corretto in favore di un ‘nuovo’ colore associato al cibo”, racconta la dottoressa Giulia Montalbano di Unife, coautrice dello studio.

“È interessante notare come questo tipo di studi stia cambiando il nostro modo di affrontare la ricerca, anche dal punto di vista più pratico. Studiare la plasticità cognitiva non è facile nell’uomo, poiché non è possibile alterare le esperienze delle persone sperimentalmente. Se in passato i pesci erano considerati vertebrati con minori capacità cognitive, oggi sappiamo che almeno le basi del loro sistema cognitivo potrebbero essere le stesse di uccelli e mammiferi. Nei pesci possiamo simulare scenari di esperienza che, ora sappiamo, modificano le capacità cognitive. Pertanto, i pesci possono diventare il modello ideale per scoperte innovative, ad esempio, nello studio di malattie del sistema nervoso che rallentano il funzionamento cognitivo”, conclude il dottor Tyrone Lucon-Xiccato di Unife, coautore dello studio.

Alluvione, Aic: in E-R colpite 2 aziende agricole su 5

Alluvione, Aic: in E-R colpite 2 aziende agricole su 5Roma, 23 giu. (askanews) – Due aziende agricole su cinque sono state colpite direttamente dall’alluvione dell’Emilia Romagna, con danni che si aggirano in media su oltre 70mila euro di danno per singola azienda. E’ quanto emerge dall’elaborazione dell’Associazione Italiana Coltivatori sui dati della Protezione Civile, presentata nel corso del decimo congresso di Aic a Roma. “Sono enormi le perdite causate dalla recente ondata di esondazioni e dalle conseguenti frane che hanno colpito l’Emilia-Romagna, che mettono a dura prova lo spirito regionale del ‘tin bota’”, commenta Giuseppino Santoianni, presidente di Aic.

Fra le aziende coinvolte direttamente, i danni maggiori si sono riscontrati nelle coltivazioni, in particolare quelle ortofrutticole e vitivinicole. Per quanto riguarda quest’ultime, sono stati compromessi dall’alluvione più di 27.000 ettari coltivati a vite che nel peggiore dei casi dovranno essere ricostruiti da zero e ciò implica tre anni di tempo con più di 540 milioni di euro di spesa. Ugualmente per le pesche e le albicocche, dove gli ettari coinvolti sono 7.500 e 4.500 con costi che superano – rispettivamente – 146 milioni di euro e 74 milioni di euro a cui si aggiungono poi i mancati ricavi che durante i tre anni necessari per arrivare alla piena produzione ammontano all’incirca in 150 milioni di euro per le pesche e 87 milioni di euro per le albicocche. L’alluvione poi non ha risparmiato le api, infatti una arnia su tre presente in regione è andata perduta creando ripercussioni dirette sul mondo vegetale per via dell’importante ruolo ecosistemico che svolgono nell’impollinazione. Mentre per quanto riguarda gli allevamenti sono circa 5.000 le aziende zootecniche che hanno subito ingenti perdite (suini, bovini e avicoli) a causa degli “straordinari” eventi climatici. Ai danni diretti si sommano poi quelli indiretti causati dall’interruzione delle attività produttive e di commercio e risulta urgente intervenire al più presto per il ripristino della viabilità, per interrompere la spirale negativa generata dall’incertezza sulle vie di comunicazione e quindi del commercio che rischia di inghiottire molte aziende agricole. La regione stima oltre 750 milioni di euro solo per quanto riguarda i danni alla mobilità locale. All’ultimo aggiornamento, 28 frazioni risultano ancora completamente isolate.

Romagna, 120 psicoterapeute EMDR in prima linea nell’emergenza tra la popolazione

Romagna, 120 psicoterapeute EMDR in prima linea nell’emergenza tra la popolazioneRoma, 8 giu. (askanews) – Dal 2 maggio e successivamente dal 16 maggio, 23 fiumi e corsi d’acqua sono esondati in ben 44 Comuni, le piogge torrenziali hanno creato più di 290 frane in 58 comuni, oltre 500 strade sono state interrotte, 36.000 persone sono state evacuate e 100 scuole e infrastrutture pubbliche sono state interessate dagli effetti dell’alluvione in Emilia-Romagna. L’Associazione EMDR Italia ha oltre 20 anni di esperienza di lavoro in contesti d’emergenza e conosce bene le procedure per meglio coordinarsi con le Istituzioni in contesti complessi ed instabili. In soli 3 giorni, precisamente dal 17 al 20 Maggio l’Associazione EMDR Italia, attivata dalla Regione Emilia-Romagna, è riuscita a costruire una rete operativa capace di fornire supporto e sostegno continuativo agendo in sinergia con le ASL del territorio. In questo momento più di 120 terapeuti volontari stanno intervenendo su vari fronti, rendendosi disponibili- a titolo gratuito-ad implementare vari tipi di supporto con attività di psicoeducazione e sostegno psicologico per la stabilizzazione delle situazioni più acute di stress, dei sintomi ansiosi legati alla paura e per l’elaborazione del trauma. Al momento la rete è composta da terapeuti in loco, che coprono fisicamente tutte le province colpite dall’emergenza, ed altri che lavorano on line per fornire supporto anche a distanza e per coordinare le varie richieste. In particolare gli aiuti sono rivolti soprattutto a:

1. Alle figure dei terapeuti: ogni giorno vengono organizzati gruppi di supporto ai terapeuti dell’Associazione colpiti in maniera diretta e indiretta della catastrofe e che a loro volta stanno intervenendo attivamente per supportare i loro pazienti e gli stessi cittadini. Questo sta permettendo loro di elaborare ciò che stanno vivendo ed essere un sostegno e risorsa sempre più solida ed efficace anche per le persone più vicine. In queste occasioni prendersi cura del benessere psicologico dello psicoterapeuta è il primo passo per metterlo in condizioni di poter aiutare efficacemente gli altri. L’Associazione ha quindi organizzato degli incontri EMDR come gruppi di supporto e di supervisione specifica alle colleghe 2. Alla popolazione: i terapeuti EMDR stanno dando da 3 settimane in forma volontaria il proprio aiuto alla popolazione che ha vissuto e sta ancora vivendo questa catastrofe. La macchina dell’emergenza psicologica EMDR, coordinata dalle varie ASL del territorio e dalla stessa Regione Emilia-Romagna ha più target di riferimento: verso le istituzioni che devono prendere decisioni, verdo le persone che stanno lavorando come soccorritori e volontari ma anche interessando i semplici cittadini. Le maggiori richieste al momento arrivano dalle insegnanti che chiedono sostegno per aiutare i bambini che sono scossi dalla paura ed anche per assistete la popolazione anziana che è isolata. La rete degli psicoterapeuti sta contestualmente entrando nelle aziende e nelle amministrazioni pubbliche e nei prossimi giorni le attività cresceranno per organizzare anche attività di sostegno a piccoli gruppi.

Gli interventi dell’Associazione EMDR Italia sono rafforzati anche dalla diffusione sul territorio di volantini di psicoeducazione che indicano i numeri dell’emergenza utili e le linee guida di comportamento in caso di emergenza. Fondamentali sono i colloqui terapeutici per la gestione dei casi più critici, come i traumi legati alla perdita di una persona cara o all’abbandono della propria abitazione, nel dare assistenza agli sfollati, ma anche a supportare chi, pur non costretto a lasciare la propria casa, ha bisogno di un supporto psicologico per gestire l’impatto emotivo di questo disastro collettivo. “In questa emergenza dobbiamo considerare che anche la maggior parte dei nostri colleghi stanno vivendo situazioni drammatiche sia sul fronte personale che sul fronte lavorativo e allo stesso tempo stanno comunque continuando a dare supporto ai cittadini” afferma Isabel Fernandez Presidente dell’Associazione EMDR Italia.” Da parte dell’Associazione voglio ringraziare tutte le terapeute che si sono immediatamente rese disponibili a dare il proprio contributo professionale alle persone in grave difficoltà. La perdita di una casa ad esempio può portare nell’immediato all’insorgenza di un disturbo post traumatico da stress, caratterizzato dalla continua riesperienza del trauma, come se la nostra mente fosse rimasta lì, congelata, costretta a rivivere l’evento. Questo è spesso causa di patologie come l’insonnia, ansia costante e paura”.

Per rispondere alle esigenze della popolazione è attivo un numero verde che tutti possono chiamare che chiedere aiuto ed assistenza psicologica. Questo numero poi coordina tutte le richieste sul territorio emiliano romagnolo il numero verde è 800024662.