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Valditara: un patto scuola-privati per rilanciare l’edilizia scolastica

Valditara: un patto scuola-privati per rilanciare l’edilizia scolasticaMilano, 30 ott. (askanews) – Far conoscere lo strumento del “Partenariato pubblico-privato” per rendere più agevoli e efficienti gli interventi sulle infrastrutture scolastiche. Con questo obiettivo l’”Associazione costruire scuole” ha realizzato – con il contributo di esperti e professionisti impegnati in ambiti diversi – un e-book per approfondire ed evidenziare le opportunità che il Partenariato pubblico-privato presenta, anche alla luce dei finanziamenti previsti per gli interventi sulle infrastrutture scolastiche.

L’e-book dal titolo “Partenariato pubblico-privato e infrastrutture educative” è stato presentato nel corso di un seminario che si è svolto al Palazzo Regione Lombardia. Al seminario coordinato da Gianni Verga hanno partecipato, tra gli altri, Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del merito collegato da remoto, Simona Tironi, assessore Istruzione formazione e lavoro Regione Lombardia, Mario Comba, professore di Diritto Comparato dell’Università di Torino e consigliere del ministro, Silvio Bosetti e Giulia Terlizzi, curatori della ricerca dell’Associazione Costruire Scuole. “Siamo convinti – ha detto il ministro Valditara – dell’importanza di dar vita a un’alleanza per la scuola, un patto tra privati e istituzioni pubbliche per realizzare ex novo o ammodernare gli edifici scolastici in ogni area d’Italia. Lo strumento della partnership pubblico-privato, ampiamente consolidato in altri settori quali trasporti e sanità, potrà essere promosso anche in ambito scolastico con l’introduzione del project financing. Nel 2024 partiremo con una sperimentazione: ovviamente occorre avere la collaborazione degli enti locali, che sono i proprietari delle strutture. Se l’esperimento funzionerà potremo attuare un’autentica rivoluzione nell’edilizia scolastica, con tante scuole belle e all’avanguardia”.

“Il ministero ha fin da subito avuto una grande attenzione per l’edilizia scolastica – ha aggiunto il professor Mario Comba – basti pensare alle significative semplificazioni introdotte con il DL 13/23 e poi a tutto il lavoro svolto ed ancora in corso con il Pnnr. Ora l’attenzione è rivolta proprio al Partenariato Pubblico-Privato: gli strumenti giuridici già ci sono, e sono molto bene illustrati nella Ricerca dell’Associazione Costruire Scuole. Bisogna applicarli alla realtà delle scuole e trovare le più efficienti modalità di cooperazione con gli enti competenti e le Regioni”. L’Italia nei prossimi cinque anni avrà un fabbisogno di 2000 nuove scuole; l’età media degli edifici scolastici esistenti è superiore ai 60 anni e molte di esse sono in uno stato di degrado, necessitano di adeguamento alle più recenti norme antisismiche e ambientali, sono inadatte alla digitalizzazione e alle nuove esigenze di sicurezza sanitaria evidenziate dalla crisi pandemica. Inoltre le strutture pensate per ospitare oltre 1.000.000 di nuovi studenti l’anno, sono decisamente sovradimensionate per il flusso demografico attuale: nel 2020 i nuovi studenti sono stati 450.000, nel 2030 saranno 380.000. Questi dati evidenziano solo in parte le necessità di intervento sulle infrastrutture scolastiche non più rimandabili, nella consapevolezza che il risanamento, l’adeguamento e il rinnovo del patrimonio infrastrutturale delle scuole italiane è cruciale per il futuro del Paese, dell’istruzione e dell’educazione delle nuove generazioni.

In questo contesto, il Comitato tecnico scientifico dell’associazione Costruire scuole – creato per approfondire le prospettive di rilanciare l’edilizia scolastica – ha preso in esame i vantaggi di una più diffusa introduzione del Partenariato Pubblico-Privato nelle procedure di Comuni Province proprietari e responsabili degli immobili. “L’edilizia nelle scuole italiane è in piena emergenza e impone pertanto una decisa capacità di rinnovamento e pianificazione – afferma il presidente di Costruire Scuole Silvio Bosetti – Noi stimiamo infatti che sia necessario ricostruire nei prossimi 5 anni oltre 2000 scuole. Edifici più vicini alla didattica, sicuri e con forte attenzione alla sostenibilità e alla digitalizzazione. Questa situazione non può essere risolta da interventi disorganici, sia pure di rilevanti dimensioni come nel caso del Pnrr. Occorre accelerare nella convergenza e nella condivisione tra gli Enti Locali, le Autonomie Scolastiche e l’imprenditoria economica e finanziaria.” Il mercato del Partenariato Pubblico Privato -PPP- in Italia, si è sviluppato, nel periodo che va dal 2016 al 2021, con volumi diversi tra 5-10 miliardi di euro all’anno con previsione di crescita, e per circa 3 mila appalti all’anno, con andamento stabile. Dall’analisi è emerso che i settori che hanno maggiormente beneficiato del PPP sono stati il trasporto pubblico urbano (4,5 miliardi) ed extraurbano (2,5 miliardi) e gli ospedali (per 4 miliardi) mentre i casi per l’edilizia scolastica sono limitati con un valore totale di qualche decina di milioni di euro.

Il contributo del privato – viene evidenziato nell’e-book – non si limita all’apporto di capitali, ma introduce, a complemento dei finanziamenti pubblici, la cultura del project financing nella gestione di progetti per loro natura innovativi e incardinati nella cultura dei territori, permettendo di superare le difficoltà realizzative che spesso rendono difficile il pieno successo delle opere. “In Regione Lombardia siamo pronti a deliberare un osservatorio dedicato proprio all’edilizia scolastica che metterà al centro i nostri studenti – ha annunciato l’assessore della Regione Lombardia Simona Tironi – Per noi il benessere dei ragazzi è una priorità, perché le nuove strutture costruite dovranno essere belle ma soprattutto dovranno dare una ‘qualità di vita’ ottimale per le ore di studio. Per questo l’osservatorio dell’edilizia scolastica detterà le linee guida sulle quali i comuni dovranno attenersi per i prossimi bandi regionali”.

Tumori, a Milano arriva “la Stanza delle Famiglie”

Tumori, a Milano arriva “la Stanza delle Famiglie”Milano, 30 ott. (askanews) – Go5-per mano con le donne, associazione di volontariato che ha lo scopo di aiutare le pazienti oncologiche, ha organizzato un nuovo servizio gratuito dedicato alle loro famiglie quando una diagnosi di tumore “entra in casa”. Operativo dal 18 ottobre, il servizio consiste in uno sportello di ascolto e aiuto con sede nei locali in corso Garibaldi del Cam, il Centro comunale polivalente del Municipio1 di Milano: qui, ne “La stanza delle Famiglie”, una psicologa con competenze specifiche darà suggerimenti su come orientarsi e su come affrontare la situazione o semplicemente ascolterà offrendo alla coppia, ai singoli componenti oppure all’intero nucleo familiare, la possibilità di un confronto.

Per ogni famiglia o caregiver sono previsti, in base alle valutazioni della specialista, da uno a tre incontri, ciascuno di circa un’ora. Non si tratta di sedute di psicoterapia ma di colloqui di sostegno in modo che si riescano a trovare le risorse necessarie per gestire questa sorta di “tsunami” che irrompe destabilizzando l’equilibrio quotidiano. L’esperienza del cancro, con tutto quello che comporta, dalle cure alla sofferenza fisica e alla trasformazione dell’aspetto esteriore, è un evento traumatico non solo per chi si ammala ma anche per chi gli sta vicino, chiunque esso sia: il partner, ilgenitore, i figli, i fratelli e gli amici. La vita familiareviene messa a dura prova e spesso le relazioni affettive si possono spezzare in modo irreparabile. Uno dei problemi che sorgono è come comunicare la diagnosi e quali comportamenti tenere. Come dirlo a casa? Come fare con i figli senza spaventarli? Altro problema è preservare il rapporto di coppia in quanto la malattia sovente lo incrina per via di una ridistribuzione dei ruoli e delle attenzioni reciproche.Cambiano le prospettive e la progettualità.

“Durante una malattia grave – spiega Alberto Scanni, presidente emerito del Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri e, tra l’altro, componente del consiglio direttivo di Go5 – i famigliari, segnati nel profondo, spesso si sentono soli, impreparati e hanno bisogno di essere consolati e supportati psicologicamente nella quotidianità. Alle loro angosce ci si pensa poco e poco si fa per aiutarli. Invece, inuna famiglia la malattia di uno è la malattia di tutti”. “Si può fare squadra – aggiunge l’oncologo – ed essere compatti per sostenersi e agire al meglio, ma non basta. Non bastano neppure gli amici o il medico di famiglia. Ci vorrebbero supporti specifici, aiuti qualificati per non far sentire soli padri, madri, figli, fratelli. I quali, magari, vorrebbero semplicemente trovare parole di conforto e la forza per ‘tirare avanti’ senza compromettere, con le loro ansie, la serenità del malato, oppure sapere cosa dire, quali risposte dare. Anche la famiglia – conclude – va seguita nel tempo per essere rasserenata, educata e deansificata”.

Al via la seconda edizione del Gardica Gourmet Festival

Al via la seconda edizione del Gardica Gourmet FestivalMilano, 29 ott. (askanews) – Dal 2 al 4 novembre torna Gardica Gourmet Festival, la manifestazione enogastronomica che promuove il territorio gardesano e in particolare la Valtènesi, ideata dal Grand Hotel Fasano & Villa Principe con la collaborazione di les Collectionneurs, community di albergatori e ristoratori di cui il prestigioso 5 stelle lusso di Gardone Riviera (BS) fa parte dal 2019 e da quest’anno vanta il primato di due ‘Tables Remarquables’: Ristorante Il Fagiano e Ristorante Il Pescatore. (segue)

IA, A.Fontana: grande opportunità, ma servono regole chiare e certe

IA, A.Fontana: grande opportunità, ma servono regole chiare e certeMilano, 23 ott. (askanews) – “L’intelligenza artificiale ci proietta verso il futuro ma, di fatto, è un tema che già riguarda il nostro presente. Penso innanzitutto alle implicazioni ‘amministrative’ che riguardano il trattamento dei dati personali e la privacy, temi di cui spesso si parla ma per i quali non sono ancora state scritte regole chiare e certe”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, aprendo i lavori al Pirellone degli ‘Stati Generali dell’intelligenza artificiale’ organizzati dall’Associazione Imprenditori Nord Milano.

“Indubbiamente – ha proseguito – l’intelligenza artificiale può offrire opportunità utili in diversi settori. Penso, ad esempio, a come anche noi in Regione stiamo guardando a queste opportunità in materia di gestione e classificazione dei dati sanitari. Lo stesso discorso può valere, poi, per la sicurezza: anche in questo caso, mettere a disposizione un sistema di dati da condividere tra tutte le Forze dell’ordine, può aiutare a definire azioni di prevenzione e controllo del territorio”. “L’appuntamento di oggi, dunque – ha concluso il presidente Fontana – è una grande opportunità per condividere idee e proposte, ma soprattutto per iniziare a definire il perimetro entro il quale utilizzare questa nuova tecnologia dalle grandi potenzialità in parte ancora inespresse”.

Docenti e studenti Ied in piazza: inaugurazione anno accademico è pubblica

Docenti e studenti Ied in piazza: inaugurazione anno accademico è pubblicaMilano, 19 ott. (askanews) – E’ una piazza Sempione popolata, nonostante la pioggia, da oltre 1.000 persone a dare avvio a Milano all’anno accademico 2023/2024 dell’Istituto europeo di design. Per la prima volta l’inizio del percorso di studi diventa un momento pubblico e condiviso, a sottolineare il ruolo centrale della formazione nel dibattito culturale e sociale e il dialogo crescente con la città di Milano, dove Ied è nato e opera da oltre 50 anni.

“Trovo significativo che l’inaugurazione dell’anno accademico dello Ied si svolga in pubblico: è un momento speciale per una città a vocazione universitaria come la nostra – ha affermato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala in un videomessaggio – Milano è dinamica e creativa, ha la capacità di cogliere le tendenze che disegnano il presente e trasformano il futuro. I dialoghi e i pensieri che matureranno durante Ied Square, al via oggi a Palazzo Morando, porranno in rilievo la contemporaneità e l’innovazione che lo Ied ha portato e porta a Milano, attraverso la diffusione di competenze e ingegno in settori ad alto livello di creatività, come il design, la moda, la comunicazione, attraendo sempre più studenti. Decine di migliaia di professionisti si sono formati allo Ied, contribuendo a rendere Milano una delle capitali globali dell’economia creativa”. Dopo il videomessaggio del sindaco Sala e i saluti istituzionali di Mauro Orso, Consigliere e Presidente della Commissione Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano, sono intervenuti Riccardo Balbo, Direttore Accademico Gruppo IED, Alberico Guerzoni, Direttore IED Milano, Paolo Cognetti, Scrittore, Azzurra Rinaldi, Economista, con la moderazione della giornalista e podcaster Mia Ceran.

“Nel clima di disorientamento che viviamo, raccogliere le istanze delle giovani generazioni può fare la differenza – ha detto Alberico Guerzoni, direttore Ied Milano, rivolgendosi a studenti e docenti – Avete la capacità di scorgere il mondo da prospettive altre e l’invito è a farlo ricorrendo all’immaginazione, uno strumento potentissimo, da utilizzare insieme alla sintesi e all’abbandono del superfluo. Come esprimeva l’antropologo Appadurai, l’immaginazione, più che la fantasia, è ciò che ci guida, che ci spinge ad aggiungere quotidianamente un tassello per realizzare ciò che abbiamo visualizzato nelle nostre menti. E’ così che possiamo immaginare un futuro adesso”. “La scuola è il luogo dove le generazioni che hanno molta esperienza la condividono con quelle che hanno molta energia: il magico punto dove energie e esperienze si uniscono in maniera dirompente verso idee, sogni e valori condivisi – ha affermato nel suo discorso Riccardo Balbo, Direttore Accademico Gruppo Ied – Ied si impegna ogni anno a rinnovare questo scambio: noi trasferiamo a voi la conoscenza e l’esperienza della nostra generazione e voi condividete con noi la vostra energia e la vostra libertà. La nostra missione è di mettere a confronto diverse generazioni convergendo su una visione del design che è in primis un atto di responsabilità verso tutti e verso tutto”.

La creatività made in Ied è entrata direttamente in piazza durante l’inaugurazione dell’anno accademico sotto forma di suono e immagini, con le performance sonore e visive a cura delle alumnae Ied Simona Argurio e Ilaria Braccialini a punteggiare gli interventi sul palco. L’inaugurazione dell’anno accademico 2023/2024 dà avvio, dal pomeriggio del 19 ottobre a sabato 21, a Ied Square, festival del pensiero che giunge alla XI edizione e che amplia la sua portata, rivolgendosi a tutta la comunità, con incontri fruibili in presenza e in streaming (ingresso libero su registrazione). A Palazzo Morando, un programma di tre giorni e nove talk innesca un dialogo tra generazioni diverse. Un confronto senza pregiudizi e stereotipi facilitato da oltre venti relatori, protagonisti della lettura del contemporaneo e delle sue dinamiche di mutamento, pronti a condividere riflessioni sul confronto generazionale, con un occhio particolare, appunto, ai grandi temi del lavoro e dell’identità.

I talk affrontano le attuali priorità in termini di work-life balance dei giovani protagonisti del mondo del lavoro. Ied Square sarà anche l’occasione per analizzare i nuovi linguaggi e modi di scrivere e raccontarare una generazione, di fare informazione per catturarne davvero l’attenzione, ma anche per parlare dell’attualissima ansia climatica e di gender positivity, con la sua espressione nelle arti.

Arte: a Milano la mostra “Leonardo Bistolfi. Simbolista Visionario”

Arte: a Milano la mostra “Leonardo Bistolfi. Simbolista Visionario”Milano, 19 ott. (askanews) – Da domani 20 ottobre la Galleria Silva di Milano accoglierà una scelta delle più affascinanti e visionarie opere di uno dei maggiori protagonisti del simbolismo europeo: Leonardo Bistolfi (Casale Monferrato, 15 marzo 1859 – La Loggia, 3 settembre 1933). La mostra sarà una ricognizione all’interno dell’affascinante e visionario universo espressivo dello scultore piemontese, il cui personalissimo e altamente immaginoso linguaggio plastico ebbe non poche ripercussioni stilistiche tanto in Europa quanto oltreoceano, arrivando a influenzare la coeva statuaria monumentale dell’America centromeridionale (infatti già all’epoca la critica parlava di “bistolfismo” e di scultori “bistolfiani”).

Formatosi prima all’Accademia di Brera a Milano e poi all’Albertina di Torino, sotto la guida di Odoardo Tabacchi, dopo un esordio di matrice verista e scapigliata, Bistolfi aprì i propri orizzonti estetico-culturali al simbolismo letterario di matrice franco-fiamminga e alle istanze del decadentismo europeo. Egli si identificava in modo particolare nel concetto di “operaio della Bellezza”, seguendo una linea ideologica e spirituale che era, in sostanza, quella tracciata da John Ruskin e William Morris. Proprio al periodo simbolista, il più rappresentativo e influente della sua intensa carriera, è dedicata l’esposizione di Galleria Silva: un percorso ideale che va da una versione in gesso della testa dell’Alpe per il Monumento a Giovanni Segantini di Saint-Moritz (La Bellezza liberata dalla Materia, 1899-1906), forse la scultura più iconica dell’intera produzione bistolfiana, per approdare al marmo La Volontà o L’Industria (1925 ca.), uno straordinario esemplare proveniente dalla collezione storica di un illustre personaggio, legato a Bistolfi da un antico vincolo amicale, e da essa mai uscito fino a oggi. La Volontà rappresenta al massimo grado la parziale mutazione dei moduli simbolisti dell’autore, avvenuta dopo la Grande Guerra e durante i primi anni del ventennio littorio, per cui il turgore delle forme e la monumentalità della figura allegorica tradiscono un timbro diverso, più carico e sensuoso, in un certo senso più “novecentista”, rivelando una sontuosità e un’opulenza visibilmente accentuate.

Completano il percorso un esemplare di misure ridotte della Croce Brayda (1901), assai rara da trovarsi in terracotta; la targa per la Società Bibliografica di Torino (1905-1906), prezioso gesso carico di echi preraffaelliti, dedicato all’amico scultore, pittore e scenografo Lodovico Pogliaghi; il particolare in bronzo della figura femminile di destra della targa per la Cassa di Risparmio di Milano (1906), uno dei testi figurativi di Bistolfi maggiormente compromessi con il Liberty, sull’onda lunga dell’Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna di Torino del 1902, per la quale l’artista aveva disegnato un celebre manifesto; l’ispiratissima targa funeraria per André Gladès (1906-1908 ca.), pseudonimo maschile della scrittrice svizzera Nancy-Marie Vuille, morta trentanovenne a Ginevra nel gennaio 1906; il bassorilievo in gesso della Culla per il monumento-ossario La Patria (1906), commemorativo della battaglia del 1706 a Madonna di Campagna; il gesso del verso del modello della medaglia per le gare sportive “Florio” di Palermo (1907); e, sempre in gesso, la testa della figura della Morte del monumento funerario Abegg (1912-1913), collocato nel cimitero di Zurigo. Non va infine dimenticata la targa in bronzo per Giovanni Faldella e Leonardo Bistolfi (1913), cavalieri dell’ordine civile di Savoia, significativa opera “bistolfiana” del torinese Edoardo Rubino.

Bergamo, cammini a passo d’uomo per scoprire tesori in città

Bergamo, cammini a passo d’uomo per scoprire tesori in cittàMilano, 18 ott. (askanews) – – Una rete di cammini per scoprire “a passo d’uomo” i segreti di Bergamo, coniugando la (ri)scoperta culturale di angoli urbani poco conosciuti ma ricchi di storie da raccontare con il turismo sostenibile, la tutela dell’ambiente e la mobilità dolce. È questo l’obiettivo di “Una città in cammino”, progetto ideato e realizzato dall’agenzia di marketing territoriale Oros, in collaborazione con Orobie. Il progetto, finanziato dal Comune di Bergamo tramite il Bando contributi a sostegno di progetti per Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 e con main partner la Fondazione Credito Bergamasco, prenderà il via a partire dal mese di dicembre 2023.

Dai percorsi ispirati all’arte, a tema Lorenzo Lotto, proposti all’interno del più vasto progetto dei Grandi Restauri della Fondazione Credito Bergamasco che, nel corso del tempo, ha sostenuto innumerevoli restauri di opere d’arte ricollocate in musei, parrocchie, enti e comunità territoriali ai “Luoghi di cura” a “Le acque in città”, passando per “I parchi della città”, percorsi costruiti con l’associazione culturale Guide Turistiche Città di Bergamo fino all’itinerario “Cultura d’Impresa”, dedicato ai tesori di archeologia industriale. I percorsi di “Una città in cammino” saranno brevi, ma carichi di significati, per esplorare territori al di fuori del tragitto casa-lavoro, angoli nascosti e curiosità di Bergamo. Forte il coinvolgimento dei 25 quartieri della città, per dar voce anche ai territori meno conosciuti e massima attenzione all’accessibilità attraverso cammini tracciati e modificati a misura di persone con ridotte capacità motorie o con disabilità. L’app Orobie Active, attraverso il sistema di geolocalizzazione, sarà uno strumento prezioso per i futuri camminatori. Orobie Active – che da giugno 2021 è app ufficiale di InLombardia, il portale turistico di Regione Lombardia – ospiterà infatti una fascia dedicata ai cammini urbani progettati per Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023. Il progetto si inserisce, infatti, nella macroarea tematica “La città dei tesori nascosti” di Bergamo Brescia Capitale italiana della Cultura 2023, per la promozione del territorio e si contraddistingue per la volontà di coinvolgere i cittadini e in particolare i giovani, sensibilizzandoli ai temi della sostenibilità ambientale e dell’inclusione. Gli itinerari saranno pubblicati sulla piattaforma orobie.it dove sarà possibile pubblicare foto e testi per suggerire ulteriori cammini urbani, contribuendo alla costruzione di un sistema di mobilità dolce cittadina sempre originale e aggiornato.

Milano, senzatetto sono lo 0,15% della popolazione cittadina

Milano, senzatetto sono lo 0,15% della popolazione cittadinaMilano, 18 ott. (askanews) – Sono lo 0,15% della popolazione cittadina le persone senza dimora contate nell’ambito di racCONTAMI2023, la quarta rilevazione sui senza dimora promossa dal Comune di Milano e realizzata in collaborazione con la Fondazione “Ing. Rodolfo Debenedetti”. Si tratta, in termini assoluti, di 2021 persone trovate in strada o nelle strutture di accoglienza dai circa 700 volontari e volontarie che hanno aderito all’iniziativa e coperto le 134 aree in cui è stata divisa la città. Un dato, ancora parziale e del tutto inedito, che si riferisce alla prima rilevazione di questo genere portata avanti in città durante il periodo estivo (12-16 giugno scorso).

Per il confronto con le edizioni precedenti sarà necessario attendere la seconda fase della rilevazione che si svolgerà questo inverno. L’obiettivo, al termine dei due momenti, è fornire una fotografia attuale del fenomeno per contribuire alla costruzione di risposte sempre più adeguate ai bisogni complessi che si manifestano. Il 39% delle persone rintracciate in strada quest’estate si concentrava nel territorio del Municipio 1. Oltre al centro storico, le presenze più significative sono state rilevate nei Municipi 2 e 3 (rispettivamente il 18% e il 13% del totale). Si tratta per circa il 90% di uomini che, in due terzi dei casi, hanno un’età superiore ai 35 anni. Chi vive in strada dimostra una discreta conoscenza dei servizi dedicati: nel complesso, infatti, il 52% dice di incontrare le unità mobili almeno una volta alla settimana. I bisogni espressi nel corso delle interviste qualitative fanno emergere la necessità di custodire oggetti personali (62%), di avere accesso ai servizi di tipo sanitario (52%), a una connessione Internet (46%) e a vestiti puliti (46%).

“Questi dati – ha commentato l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé – ci devono responsabilizzare a lavorare ancora di più per rafforzare la rete costruita nel corso di questi anni a sostegno delle persone senza dimora. I dati, ancora parziali, ci confermano che quello della grave emarginazione è un problema che riguarda tutti i centri urbani e che i numeri di Milano sono in linea, se non inferiori a quelli delle grandi città europee, da Barcellona a Budapest, da Parigi a Lisbona”. “Rilevazioni ‘point-in-time’ come quella realizzata tramite il progetto racCONTAMI – ha sottolineato il gruppo di ricerca della Fondazione Debenedetti – offrono una visione scientificamente accurata del fenomeno dell’assenza di dimora in città. Avere a disposizione dati di questo tipo è un passo fondamentale per ragionare in modo informato sul fenomeno dell’assenza di dimora, con l’obiettivo di rendere questa condizione un’eventualità sempre più rara e di breve durata”.

Da R.Lombardia riconoscimenti a volontari attivi in lotta a Covid

Da R.Lombardia riconoscimenti a volontari attivi in lotta a CovidMilano, 18 ott. (askanews) – “Semplicemente grazie! La Lombardia ringrazia gli operatori che hanno contribuito alla lotta contro il Coronavirus”. Questo il messaggio che ha fatto da sfondo, nel pomeriggio di oggi, all’iniziativa svolta al Belvedere ‘Silvio Berlusconi’ di Palazzo Lombardia alla presenza del presidente Attilio Fontana e degli assessori regionali Guido Bertolaso e Simona Tironi. Davanti ai rappresentanti della Federazione Volontari del Soccorso (FVS), la maggior parte dei quali provenienti dalla provincia di Brescia, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha voluto evidenziare “come non siano mai sufficienti le volte per ringraziare chi, con professionalità e altruismo, ha contribuito al sostegno della popolazione sia nel momento più pesante della pandemia, sia nella fase delle vaccinazioni”.

“Basterebbe ripetere un ‘grazie’ per ognuno di voi – ha detto il presidente Fontana, rivolgendosi ai volontari – è sempre un piacere potervi incontrare di persona per rinnovarvi la gratitudine di tutti i lombardi”. L’assessore alla Formazione, Lavoro e Istruzione, forte della sua ‘brescianità’ si è detta “orgogliosa di essere protagonista di un appuntamento che, ancora una volta, rende merito al grande impegno messo in campo dalla gente della sua terra”. “Donne e uomini – ha concluso – che senza mai risparmiarsi possono essere considerati campioni di altruismo”.

Sicurezza: a Monza medici a scuola di difesa personale in Questura

Sicurezza: a Monza medici a scuola di difesa personale in QuesturaRoma, 17 ott. (askanews) – I medici lombardi si rimboccano le maniche e decidono di non farsi trovare impreparati contro i sempre più frequenti episodi di violenza. Oggi presso la palestra della Questura di Monza e della Brianza, il Presidente dell’Ordine dei Medici ed Odontoiatri della provincia di Monza e della Brianza, Carlo Maria Teruzzi, e il Questore Marco Odorisio hanno salutato il primo gruppo di 20 medici intenti ad esercitarsi con gli istruttori della Polizia di Stato, mettendo in pratica tecniche di base utili a gestire una criticità o a difendersi da una aggressione fisica. Il Questore ha sottolineato lo spirito di servizio che accomuna i medici e i poliziotti nell’espletamento del loro lavoro quotidiano, e la bontà di questo partenariato volto a insegnare ai partecipanti quella gestualità semplice ma efficace, indispensabile per liberarsi da una presa al camice o ai polsi o da uno strattonamento. Terminato questo primo ciclo di formazione – ha annunciato il Questore – già dall’inizio del prossimo anno saranno organizzate ulteriori sessioni formative rivolte sempre ai medici. Il Presidente dell’Ordine, Carlo Maria Teruzzi, nel ringraziare il Dipartimento di Pubblica Sicurezza e la Questura di Monza e della Brianza per la disponibilità accordata a favore dei medici, ha sottolineato come nella quotidianità si verifichino sempre più spesso aggressioni verbali che talvolta sfociano in vere e proprie aggressioni fisiche come quella, non molto tempo fa, ai danni di una dottoressa all’interno del suo ambulatorio. E ha evidenziato l’estrema utilità di far conoscere e sperimentale ai medici semplici percorsi che consentono loro di gestire minacce fisiche o aggressività verbale. E di mettere in pratica con istruttori esperti tecniche di liberazione da prese o di difesa da pugni e calci.