Mercato Luino compie 480 anni e ottiene riconoscimento storicitàMilano, 28 giu. (askanews) – Il mercato di Luino, in provincia di Varese, compie 480 anni di vita e ottiene con l’occasione il riconoscimento di mercato di valenza storica e di particolare pregio. È stato istituito con decreto dall’imperatore Carlo V concesso alla famiglia Borromeo il 21 giugno 1543. Fin dall’Ottocento è stato meta di turisti che visitano il Lago Maggiore e il Ceresio, testimoniato da innumerevoli descrizioni nelle guide turistiche e raccontato nella produzione letteraria di Piero Chiara.
Oggi è frequentato da oltre 30mila visitatori concentrati nella stagione turistica che va da marzo a ottobre. Con le sue 359 bancarelle, è il mercato di valenza storica più grande della Lombardia e supera di gran lunga gli altri grandi mercati lombardi di Rho (322), Saronno (298) e Vigevano (258). Il riconoscimento, ha sottolineato il vice presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Giacomo Cosentino, intervenuto questa mattina all’evento di attribuzione, è un “premio che valorizza la storia, la cultura e l’economia del territorio. Punto di riferimento e di aggregazione sociale per l’intera comunità luinese, negli anni ha saputo diventare meta sempre più frequentata e apprezzata da turisti provenienti da tutta Italia e dall’Europa, in particolare dalla Svizzera, volano per il turismo locale e fonte significativa di indotto per l’intera area che gravita intorno a Luino”.
L’evento, organizzato dal Comune di Luino a Palazzo Verbania, ha visto anche la presenza del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, del vice sindaco di Luino Antonella Sonnessa, di Vittorio Bernardo, rappresentante degli ambulanti del mercato, di Franco Vitella presidente di Confcommercio Ascom e dello storico locale Pierangelo Frigerio.
L’orchestra “Milano Classica” compie 30 anniMilano, 28 giu. (askanews) – Venerdì 30 giugno alle ore 21, dal palco di IbmStudios Milano, Milano Classica offrirà alla propria città un eccezionale concerto/evento in occasione dei 30 anni di attività della propria Orchestra. Un’occasione speciale per ringraziare i milanesi, dalle istituzioni ai cittadini, tra passato, presente ma soprattutto futuro. Da qui la scelta di un programma rappresentativo dell’originale identità artistica della compagine che, soprattutto negli ultimi anni, si è evoluta verso nuove forme di fruizione dei grandi autori della musica colta arrivando a utilizzare anche tecniche come la realtà aumentata e il videomapping per coinvolgere appieno il pubblico nello spettacolo.
Fondata nel 1993 e affidata dalla Stagione 2018/2019 alla direzione artistica di Claudia Brancaccio, l’Orchestra Milano Classica è l’unica vera orchestra d’archi della città. Guidato dai membri del Quartetto Indaco (Eleonora Matsuno e Ida Di Vita, violini, Jamiang Santi, viola e Cosimo Carovani, violoncello), il nucleo dell’orchestra è composto da musicisti di grandissima esperienza nell’ambito della musica da camera a cui si aggiungono membri di formazioni cameristiche italiane e straniere: uno degli obiettivi dell’ensemble è infatti quello di offrire al pubblico un’esperienza speciale in cui l’orchestra si esibisce come un grande quartetto. Il Quartetto Indaco rappresenta un’eccellenza in Italia, essendo l’unico ad aver mai vinto un concorso di quartetto internazionale riconosciuto dalla Federazione mondiale dei concorsi internazionali di musica, ovvero il prestigioso primo premio all’Osaka International Chamber Music Competition 2023. La vocazione cameristica dei musicisti che la compongono porta l’orchestra a esibirsi principalmente senza direttore e ad affrontare il proprio vasto repertorio, composto da brani originali, arrangiamenti dalla grande letteratura per quartetto d’archi e trascrizioni, con l’approccio tipicamente riservato allo studio della musica da camera, alla ricerca di un respiro comune basato sulla capacità di ascolto reciproco. Milano Classica è un creatore di originali format artistici e culturali che ama esportare in tutta la città, contaminando teatri, sale, musei, luoghi di confine, parchi in un clima di profonda collaborazione con gli altri operatori culturali del territorio, anche a livello multidisciplinare. “Quest’anno, come moderni Ulisse, siamo approdati su diverse isole – racconta la direttrice artistica Claudia Brancaccio -. Sperando prima o poi di ritornare in Palazzina Liberty, nostra Itaca al momento irraggiungibile a causa di una ristrutturazione, non ci siamo demoralizzati e abbiamo esportato la nostra idea di cultura e di divulgazione in tutta la città. I nostri porti sono stati prestigiosi come la Sala Viscontea del Castello Sforzesco, tecnologici e innovativi come l’IBM Studios Milano, variopinti come Mosso in quel di NoLo, accoglienti come il MaMu, ‘didattici’ come l’Auditorium dell’Istituto Leone XIII, esotici e ricchi di culture diverse come il Museo Popoli e Culture del PiMe. In questi luoghi abbiamo portato l’orchestra, la musica da camera, le colonne sonore, la Classica Crossover, i concerti con videomapping, gli spettacoli per le scuole, i Family Concert. E ci siamo scoperti (o meglio riconosciuti) come creatori di format culturali, gioiosamente esportabili e intensamente condivisibili e aperti alle collaborazioni. Ognuno di questi luoghi ci ha permesso di far vedere uno dei lati della nostra personalità sfaccettata. Anche se una menzione particolare va all’Ibm Studios Milano, che oltre ad aver creduto nella collaborazione al punto da ospitarci regolarmente, ci ha permesso di sperimentare ancora di più il rapporto tra i valori del passato e la tecnologia, tra l’importanza della nostra cultura e le modalità innovative di fruizione che ci rendono accessibili al nuovo pubblico, grazie alle nuove tecnologie, alla realtà aumentata, al videomapping”.
Venerdì 30 giugno Milano Classica racconterà le sue diverse anime, la sua storia e i progetti per il futuro e lo farà nel modo che le riesce meglio, direttamente dal palco e attraverso le note. In programma musiche di Dvorak, Gershwin, Rouse e anche una piccola sorpresa canora. In sala è possibile entrare dalle ore 20.15, il concerto avrà inizio alle ore 21.00. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria.
Lombardia, Consiglio rinnova impegno contro dissesto idrogeologicoMilano, 27 giu. (askanews) – Al termine di un lungo dibattito sul tema del rischio idrogeologico e alle politiche di adattamento al cambiamento climatico il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a maggioranza (37 a favore, 18 contrari, 2 astenuti) un ordine del giorno sostenuto dalla maggioranza che impegna il Presidente e la Giunta regionale a proseguire nell’attuazione delle politiche e delle azioni fin qui realizzate per il contrasto al dissesto idrogeologico. Tra gli impegni c’è anche quello di promuovere l’utilizzo del Geoportale della Lombardia quale strumento di condivisione delle informazioni territoriali e degli interventi realizzati da Regione Lombardia.
Il dispositivo, sottoscritto da Christian Garavaglia (FdI), Alessandro Corbetta (Lega), Fabrizio Figini (Forza Italia), Giacomo Cosentino (Lombardia Ideale), Nicolas Gallizzi (Noi Moderati), Jonathan Lobati (Presidente Commissione Territorio) e Alessandro Cantoni (Presidente Commissione Ambiente), rilancia inoltre l’azione della Lombardia nell’ambito della Conferenza delle Regioni, al fine di condividere con il Governo specifiche proposte: implementazione di una piattaforma unica nazionale per la raccolta dei fabbisogni e la finalizzazione degli investimenti per gli interventi di difesa suolo; rafforzamento delle strutture tecniche e previsione di percorsi autorizzativi accelerati per gli interventi, anche attraverso specifiche deroghe, analoghe a quelle previste dalle ordinanze di protezione civile. Per quanto riguarda il bacino del Po si chiede di valutare la fattibilità di interventi anche in ambiti diversi da quelli interessati dal progetto di rinaturazione, finalizzati a gestire le ripercussioni sulla portata di magra del fiume, garantendo una lama d’acqua su entrambe le sponde e favorendo anche una più efficiente navigabilità; promuovere, d’intesa con le Regioni, la messa a sistema delle risorse necessarie per la realizzazione degli interventi e per la progettazione e manutenzione delle opere; per quanto riguarda gli Enti Locali situati in aree a elevato rischio idrogeologico, si chiede il conferimento alle Regioni di risorse da destinare per potenziare la pianificazione territoriale e la pianificazione di emergenza. Respinti, invece, i due documenti presentati rispettivamente dalla coalizione PD-M5Stelle-Pattocivico-Avs e da Azione Italia Viva.
Preannunciando il voto contrario all’ordine del giorno della maggioranza, Michela Palestra del Patto Civico ha dichiarato la sua preoccupazione circa l’approccio della Giunta regionale. “Non c’è traccia di una prospettiva né del tentativo di non peggiorare la situazione – ha dichiarato – come anche attestato da Ispra che documenta come in Lombardia nel 2022 il consumo di suolo sia aumentato del 12,2%”. “Si è persa un’occasione straordinaria per cambiare le modalità di intervento, l’approccio per affrontare gli effetti del cambiamento climatico – ha dichiarato per il Pd Matteo Piloni -. Il problema non è cosa fa Regione Lombardia, ma il fatto che non è abbastanza”. Luca Marrelli (Lombardia Ideale) ha indicato la necessità di una sinergia con Enti Locali e Sindaci nel governo idrogeologico dei territori, oltre che di un maggiore coinvolgimento di Regione Lombardia nella gestione dei fondi del Pnrr. Milano, 27 giu. (askanews) – Nicola Di Marco ha dichiarato che il Movimento 5 Stelle non avrebbe votato il documento della maggioranza, lamentando le carenze dell’azione regionale sul contrasto al consumo di suolo e alla programmazione degli insediamenti della logistica. Durante il dibattito l’Assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi ha presentato i numerosi interventi realizzati da Regione Lombardia, per complessivi 925 milioni di euro. Uno sforzo a suo parere premiato dalla relazione di Ispra secondo cui “la Lombardia è 15° in Italia per consumo di suolo pro capite ed è ultima per consumo di suolo per addetto industria, in linea con l’obiettivo del -25% entro il 2025 e del -45% nel 2030”.
Turismo, primo incontro di Santanchè con assessori province lombardeMilano, 26 giu. (askanews) – Un confronto tra il Governo, la Regione Lombardia e gli assessori provinciali in una logica di ‘sistema’ sul tema del turismo. Questo il senso primo del confronto avuto oggi a Palazzo Lombardia tra il ministro del Turismo, Daniela Santanché, e gli assessori del settore. Un appuntamento promosso da Barbara Mazzali, titolare regionale delle deleghe a Turismo, Moda, Design, Marketing territoriale e Grandi Eventi. “Le istituzioni, a ogni livello, Comuni, Province, Regioni e Governo, devono lavorare insieme, ciascuno con le proprie competenze, perché la sfida del turismo si può vincere solo se siamo uniti”, ha esordito Santanché. Ricordando che “nel 2000 l’Italia era sul podio dell’attrattività turistica mondiale, mentre oggi siamo al quarto posto”, il ministro ha esortato le regioni a ‘fare rete’.
Dal ministro è, quindi, giunto un plauso alla Lombardia: “I dati sono veramente eclatanti: sugli oltre 68 milioni di turisti previsti per l’estate in Italia, 7,4 milioni hanno scelto la Lombardia, dove è in crescita anche la spesa generata dai visitatori per il periodo giugno-settembre (7,8% rispetto al 2022) e il tempo di permanenza (3-4 notti). Questo vuole dire – ha detto Daniela Santanchè rivolgendosi ai presenti – che tutti voi avete lavorato bene, la strada è faticosa per tornare sul podio mondiale, ma questa è la strada giusta”. Da parte sua, l’assessore Mazzali ha rilanciato la stessa logica di unità rispetto alle province lombarde invitate a coordinarsi sotto una regia regionale: “È fondamentale che le province lombarde si iscrivano al portale regionale ufficiale ‘InLombardia’, che lavora in stretta connessione con quello nazionale o comunque indicando al mio assessorato il proprio ‘patrimonio turistico’, per ottenere visibilità e per poter anche essere inseriti nella Carta del Turista della Lombardia, con ulteriori vantaggi”. Il confronto governo-Lombardia ha incluso temi quali affitti brevi, destinazione della tassa di soggiorno, Carta del turista della Lombardia e nuove risorse al settore.
“Quando si va all’estero – ha quindi aggiunto il ministro Santanchè – la promozione deve essere italiana, perché noi abbiamo un elemento competitivo che è fortissimo rispetto agli altri: abbiamo il terzo marchio più famoso al mondo, il ‘Made in Italy’”. Allora, ha proseguito, “non si può andare nel mondo in ordine sparso, ma bisogna farlo sotto il comune ‘ombrello’ italiano, il Padiglione Italia, che fa da contenitore a tutte le Regioni con le loro specificità”. Strategia diversa sul fronte del mercato domestico, ha precisato Santanché, “dove la promozione prima deve essere invece focalizzata sulle peculiarità delle Regioni, che a volte gli stessi italiani non conoscono. Penso a tante splendide valli e i borghi della Lombardia, dove si produce il 90% di apprezzatissimi prodotti enogastronomici di questa regione”.
Lombardia, approvato progetto per centro unico prenotazioni sanitàMilano, 26 giu. (askanews) – La Regione Lombardia stanzia nuovi fondi per il contenimento delle d’attesa per le prestazioni sanitarie e approva il progetto definitivo per la realizzazione del Centro unico di prenotazione delle stesse. Queste alcune decisioni assunte oggi dalla giunta presieduta dal presidente Attilio Fontana. La relativa delibera, proposta dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso, prevede un’integrazione da 20 milioni euro del piano operativo regionale per il contenimento dei tempi di attesa. In questo modo lo stanziamento totale, a favore dei piani presentati dalle Ats, arriva a quota 81 milioni. Della dotazione totale quindi, 46.372.000 euro sono destinati agli erogatori pubblici e 34.628.000 euro agli erogatori privati accreditati.
La delibera approvata oggi contiene indicazioni alle aziende per aumentare le prestazioni ambulatoriali e di ricovero attraverso l’erogazione di prestazioni aggiuntive e fornisce importanti indicazioni sull’appropriatezza prescrittiva in radiologia e medicina nucleare. Ed ancora, il 10% delle prestazioni di diagnostica è finalizzata alla quota screening aggiuntiva che ogni ente dovrà effettuare entro fine anno. Nell’atto sono contenute anche indicazioni operative per la gestione delle agende con l’obiettivo di renderle uniformi e omogenee tra i vari enti. Regione Lombardia vuole superare il problema dei cosiddetti ‘no-show’ (ovvero i pazienti che non si presentano a visita) che nei primi 4 mesi del 2023 ammontano a 1.457.429, quasi il 23% delle prestazioni prenotate. Lo farà attraverso l’aumento delle prenotazioni che si aggiungeranno alla normale disponibilità. Le strutture sanitarie dovranno poi impegnarsi a pubblicare tempestivamente i referti sul Fascicolo Sanitario Elettronico entro 24 ore dalla loro produzione (almeno il 95%) e raggiungere l’80% delle prescrizioni ambulatoriali effettuate da parte dei propri specialisti in forma dematerializzata entro la fine del 2023.
Analizzando i numeri delle prestazioni erogate nei primi mesi dell’anno (gennaio-maggio) è evidente l’incremento di visite ed esami nelle classi di priorità B (10 giorni) e D (30 giorni), soprattutto da parte degli enti pubblici. Prendendo in esame il periodo gennaio – maggio 2019 e il periodo gennaio maggio 2023 per la classe di priorità B, grazie ai provvedimenti della Giunta regionale, sono stati erogati 101.577 esami e visite in più nel 2023, corrispondenti a un aumento del 41% di prestazioni. Per la classi di priorità D (30 giorni) la differenza nello stesso periodo tra il 2019 e 2023 fa registrare un aumento di 136.942 tra esami e visite, che vale il 24% in più. “Il piano operativo – ha detto l’assessore Bertolaso – ha registrato una concreta e proficua partecipazione delle strutture pubbliche e private accreditate fin dai primi mesi del 2023. Tutto ciò ha determinato un incremento delle prestazioni erogate. E, l’ulteriore somma messa a disposizione da Regione Lombardia, conferma l’impegno dell’ente in questo importante settore”.
Con un’altra delibera, proposta sempre dall’assessore Bertolaso, la giunta approva il progetto definitivo per la realizzazione del Centro unico di prenotazione regionale in cui confluiranno le agende delle strutture pubbliche e private. Una volta in essere, prevede un insieme di strumenti applicativi per la gestione centralizzata della programmazione e dell’offerta ambulatoriale. Definita quindi l’offerta tecnica, la Direzione Generale Welfare di Regione dovrà incaricare Aria S.p.A. per la realizzazione del progetto definito affinché diventi operativo. “Un provvedimento davvero molto importante – ha concluso l’assessore regionale al Welfare – che vuole andare a incidere concretamente sulla facilitazione dell’accesso alle prenotazioni da parte dei cittadini. Anche in questo modo cerchiamo di rendere più semplice il ‘dialogo’ tra chi necessita di una visita o di un esame e la struttura che deve offrirla”.
Lombardia, R.La Russa: mobilità su due ruote, educazione centraleMilano, 23 giu. (askanews) – “La gestione dei monopattini e delle biciclette, connessa alla sicurezza stradale, è sempre centrale nella nostra considerazione quotidiana. E lo diventa ancor più con l’arrivo del caldo che porta all’aumento della circolazione dei mezzi ‘a due ruote’. Come Regione stiamo puntando su azioni di sensibilizzazione che verranno rilanciate anche nelle prossime settime, con campagne di comunicazione mirate. Vogliamo fare in modo che vi sia sempre più attenzione verso l’educazione stradale e in particolare proprio alla mobilità sulle due ruote”. Così in una nota l’assessore alla Sicurezza, Polizia Locale e Protezione civile della Regione Lombardia, Romano La Russa, dopo aver appreso la notizia di due nuovi incidenti a Milano e a Segrate, dove una donna e un uomo in bicicletta sono stati investiti da auto.
Allargando poi il ragionamento ai monopattini, l’assessore La Russa ha rilevato come “faccia piacere rilevare che, a Roma, il Governo stia per recepire, a livello nazionale, quanto Regione Lombardia propone da tempo: casco, targa e assicurazione per l’uso dei monopattini”. “Non si può andare avanti con il pericolo che, soprattutto a Milano e nelle grandi città – ha concluso l’assessore La Russa – a ogni incrocio si incorra nel rischio di essere investiti da un monopattino che sfreccia a velocità inammissibili. Un pericolo per i pedoni, per gli automobilisti e per chi guida il monopattino”.
Università, a Pavia inaugurato nuovo polo didattico di 2.500 mqMilano, 23 giu. (askanews) – All’università di Pavia è stato inaugurato un nuovo polo didattico del dipartimento di Scienze del Farmaco. Si tratta di spazi che occupano una superficie di 2.500 metri quadrati, ospitano due aule didattiche grandi, una aula studio, quattro laboratori didattici dedicati, cinque laboratori di ricerca con altrettanti studi per i docenti. All’inaugurazione è intervenuto anche l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia, Alessandro Fermi.
“Gli atenei lombardi – ha detto – non hanno eguali nel nostro Paese in termini di attrattività e questa nuova struttura innovativa, perfettamente inserita nel contesto urbano e costruita senza consumo di suolo, non potrà che aumentare l’attrattività dell’Università di Pavia, che già è un punto di riferimento per tutto il territorio circostante e anche per studenti che provengono da fuori regione. Approfitto di questa giornata di festa per fare i complimenti a questo ateneo, che prepara al meglio gli studenti per il mondo del lavoro. Secondo i recenti dati del rapporto AlmaLaurea, infatti, ben l’80% di chi si laurea qui trova lavora entro un anno. Un dato davvero significativo”. L’inaugurazione di questo nuovo polo didattico (primo passo di una vasta riqualificazione) avviene in coincidenza con i 90 anni esatti della Facoltà di Farmacia, oggi Dipartimento di Scienze del Farmaco, e che si configura ancora come felice punto di incontro fra biologi, medici e chimici, grazie a docenti di chiara fama tra cui si ricorda ad esempio Giulio Natta, Premio Nobel per la chimica nel 1963.
Il Dipartimento di Scienze del Farmaco offre oggi due corsi di Laurea Magistrale a ciclo unico e dal prossimo anno accademico un nuovo Corso di Laurea Magistrale in lingua inglese: Industrial Nanobiotechnologies for Pharmaceuticals. È una offerta formativa attrattiva che ha visto un incremento delle immatricolazioni complessivo pari al 30% negli ultimi tre anni accademici. La scelta di sostituire la struttura preesistente è stata dettata dalla volontà di avviare un processo di rigenerazione dell’intera area degli Istituti Universitari, evitando il consumo di suolo e collocando il nuovo edificio in una posizione strategica rispetto ai dipartimenti che si possono avvalere dei nuovi spazi per la didattica e i laboratori.
Dal punto di vista architettonico, l’edificio si distingue immediatamente per una qualità architettonica superiore, caratterizzata da ampie vetrate che favoriscono l’ingresso della luce naturale nell’atrio e negli spazi per lo studio al piano terra. Grande attenzione è stata dedicata ad avere standard elevati per quanto riguarda il benessere, il comfort e l’accoglienza. La progettazione degli impianti è stata finalizzata a garantire alti livelli prestazionali, ottimizzando i rendimenti ed utilizzando fonti di energia rinnovabile.
Lombardia, da Regione “massima attenzione” a peste suina e africanaMilano, 22 giu. (askanews) – Peste suina africana e influenza aviaria al centro dei lavori della Commissione Sanità oggi pomeriggio. “C’è massima attenzione da parte di questa Commissione e di Regione Lombardia su queste due emergenze sanitarie che potrebbero avere conseguenze economiche importanti per i territori – ha dichiarato il vice presidente Roberto Anelli (Lega) che ha presieduto la Commissione -. L’obiettivo è contenere e controllare la diffusione dei due virus per mettere in sicurezza gli allevamenti e l’economia lombarda. È un percorso lungo, ma le misure messe in campo sono efficaci”.
La seduta della Commissione dedicata a peste suina africana e influenza aviaria è stata richiesta dal Consigliere regionale Carmela Rozza (Pd) che ha espresso “grande preoccupazione per gli enormi danni per l’economia lombarda nel caso della diffusione dei due virus”. Si stima, infatti, che le perdite dell’export lombardo potrebbero arrivare a 60 milioni di euro al mese se la peste suina africana si diffondesse in tutta la pianura padana. La peste suina africana ha, infatti, un impatto economico diretto sulle aziende a causa dell’abbattimento dei suini infetti e un impatto indiretto perché comporta l’istituzione di zone di rischio (zone infette e zone di sorveglianza) che prevedono restrizioni nel movimento di suini vivi e prodotti a base di carne di suino dalle zone infette e dalle zone di sorveglianza. In Lombardia sono allevati circa 5 milioni di suini che rappresentano più del 50% sull’intero comparto nazionale. L’80% degli allevamenti lombardi di suini è concentrato nelle Province di Cremona e Mantova. Un settore che, oltre a rappresentare una delle principali filiere per l’economia agricola regionale, alimenta molte delle più importanti produzioni Dop italiane. Ad oggi sul territorio lombardo sono, ineve, presenti 5.201 cinghiali, in forte calo rispetto al 2022 (14.663) e al 2021 (14.345). Le aziende testate nel 2023 sono state 89 per un totale di 456 suini.
Il monitoraggio è stato fatto in due fasi. Nel primo periodo (a gennaio e febbraio 2022, dopo la scoperta del primo caso in Piemonte) sono stati messi in campo 400 uomini per individuare carcasse di cinghiali e sono state attivate le azioni di sorveglianza su un’area di 330 chilometri quadrati. Nel secondo periodo (da febbraio 2022 a giugno 2023) sono state identificate le zone a rischio e monitorate 12 aree da 3- 5 ettari. Tutti i campioni sono risultati negativi, fino al primo caso del 20 giugno. La peste suina africana è un virus che colpisce cinghiali e suini, senza la capacità di passare ad altri animali o all’uomo. Il cinghiale è il principale “veicolo” del virus e anche le carcasse sono in grado di trasmettere la malattia. Il primo caso in Italia risale al 7 gennaio 2022 a Ovada, in provincia di Alessandria, mentre martedì 20 giugno è stato confermato il primo caso di peste suina africana sul territorio lombardo riscontrata su una carcassa di cinghiale a Torretta Bagnaria nel pavese, a pochi chilometri dal Piemonte. L’area, come prevede il protocollo di intervento indicato dall’ordinanza del Presidente della Lombardia Attilio Fontana n. 28 del 6 giugno, è stata posta in Zona II, la cosiddetta “zona rossa”, che è ricompresa nella Zona I, una zona cuscinetto tra le aree infette e quelle non ancora coinvolte dalla presenza del virus.
Regione Lombardia, in presenza di un focolaio, interviene per definire i margini dell’area infetta attraverso la ricerca di carcasse di cinghiali e la gestione degli allevamenti suini più a rischio. Per evitare la diffusione del virus la prima azione è ridurre la libertà di movimento dei cinghiali attraverso il posizionamento di doppie recinzioni tra Lombardia e Piemonte. Per questo Regione Lombardia ha pubblicato un bando che prevede un fondo di 2milioni e 200mila euro destinato ai Comuni nelle Zone di restrizione I e II, ai Comuni considerati a rischio e ai Comuni al confine con l’Emilia Romagna e il Piemonte per l’acquisto delle recinzioni. Inoltre, entro il prossimo mese saranno distribuite alle Provincie con la maggiore presenza di allevamenti di suini 105 nuove gabbie per la cattura e il contenimento dei cinghiali. La seconda azione è la riduzione della presenza dei cinghiali. L’obiettivo per il 2023 è il 180% dei prelievi dell’anno precedente, cioè 1.139 esemplari. Tra luglio 2022 e giugno 2023 ne sono già stati abbattuti 1.062, cioè +173%. Fondamentali sono anche il recupero delle carcasse per bonificare le aree. Per intervenire in modo rapido ed efficace, regione Lombardia sta valutando con il Commissario straordinario per la peste suina africana, Vincenzo Caputo, l’uso degli uomini della Protezione Civile e dell’esercito. Infine, le misure di biosicurezza per mettere in sicurezza gli allevamenti intensivi di suini affinché possano proseguire la produzione anche in presenza di una diffusione del virus.
Non sono presenti, invece, al momento sul territorio lombardo focolai di influenza aviaria (H5N1), un virus influenzale che infetta volatili selvatici e domestici e si può trasmettere ad altri animali e all’uomo. L’unico caso è quello scoperto lo scorso aprile a Carpendolo, in provincia di Brescia, e subito contenuto di un piccolo allevamento rurale. In Lombardia la popolazione avicola è di 18 milioni. La maggior parte degli allevamenti (il 75%) si trova nelle province di Brescia, Mantova e Cremona. Nel 2022 sono stati controllati 970 allevamenti con quasi 20mila accertamenti diagnostici e sono stati ispezionati 853 allevamenti per verificare le misure di biosicurezza. Gli obiettivi di questi monitoraggi sono l’identificazione delle aree a rischio, l’adozione di misure di prevenzione, l’attivazione di azioni di sorveglianza attiva e passiva, la verifica degli standard di biosicurezza. Misure che hanno consentito, finora, di proteggere gli allevamenti e la produzione. Per contenere la diffusione dell’influenza aviaria e, di conseguenza, tutelare il comparto zootecnico, nel 2023 è stato attivato un gruppo interregionale tra Lombardia ed Emilia Romagna con l’obiettivo di coordinare azioni ed interventi. In caso di focolaio il piano di emergenza prevede l’abbattimento di tutti gli animali, il “vuoto sanitario” con bonifica dell’area e l’istituzione di zone di restrizione (protezione fino a 3 km dall’azienda infetta) e sorveglianza (fino a 10km).
Milano, Franco(R.Lombardia): 5.913 case popolari sfitte nel 2023Milano, 22 giu. (askanews) – Gli alloggi sfitti a Milano nel 2023 sono 5.913, di cui 3.981 di proprietà del Comune e 1.932 di proprietà di Aler. Sono alcuni dei numeri forniti dall’assessore alla Casa e Housing sociale della Regione Lombardia, Paolo Franco, che oggi ha relazionato nella Commissione IX consiliare regionale. Gli alloggi in carenza manutentiva vanno divisi tra quelli di Aler e quelli di proprietà dei Comuni. In totale, in Lombardia, escluso Milano, nel 2023 sono 14.409, di cui 7.932 (+26,8% rispetto al 2022) di proprietà dei Comuni e 6.477 (-38,7% rispetto al 2022) di proprietà delle Aler. L’andamento delle assegnazioni Aler nel 2022 ha registrato un significativo miglioramento rispetto al 2021: complessivamente + 84,4%. E il 2023 sta continuando il trend positivo.
“A fronte dei numeri a nostra disposizione, potremmo fare facili confronti con la città di Milano e in generale con i Comuni, ma non è questo il nostro intento. Al contrario, per noi la priorità è quella che vorrei chiamare ‘Missione Lombardia’”, ha dichiarato Franco. “Ho chiesto ai consiglieri presenti in Commissione, che fossero di maggioranza o di opposizione, di non fermarsi a guardare quanti sfitti ha la Regione e quanti i Comuni, ma di guardare insieme all’obiettivo comune. Continuare a litigare sui numeri e continuare a fare dichiarazioni sempre uguali su chi ha colpe e chi ha i numeri più alti, non darà una casa ai nostri cittadini” ha continuando auspicando una cessazione delle polemiche con altre istituzioni come il Comune di Milano. “Mettiamoci seduti e pensiamo alle soluzioni. Io – ha proseguito l’assessore Franco – ne ho già individuate tre, ma sono assolutamente aperto a quelle di tutti. Per prima cosa vanno reperite le risorse; in secondo luogo vanno fatti gli avvisi in Stato di fatto (le famiglie che possono e vogliono ristrutturale devono poterlo fare, ricevendo lo scomputo sull’affitto), infine dobbiamo provvedere alla diversificazione delle assegnazioni mediante le valorizzazioni (chi, per esempio ha un reddito attorno ai 15mila euro non è considerato indigente ma non può neanche accedere al mercato privato e qui si può pensare a una sinergia sulle riattazioni)” ha concluso l’assessore.
Nel dettaglio, le assegnazioni di alloggi pubblici per Aler registrano per Aler Bg-Lc-So un dato di 184 al 31 dicembre 2021 e di 285 al 31 dicembre 2022, pari a +55%. Per Aler Bs-Cr-Mn 178 le assegnazioni del 2021 e 501 quelle nel 2022, pari a +181%. Per Aler Milano 819 le assegnazioni del 2021 e 1.376 del 2022, +68%. Aler Pv-Lo, 246 assegnazioni nel 2021 e 304 nel 2022, pari a +24%. Infine, Aler Va-Co-MB e Busto Arsizio 124 assegnazioni nel 2021 e 394 nel 2024, con un incremento percentuale del 218%. Gli appartamenti che rimangono invece a oggi sfitti si dividono in tre tipologie: liberi (sono gli alloggi assegnabili tramite l’avviso pubblico già in corso o l’avviso successivo), in ristrutturazione (per i quali i lavori di manutenzione, recupero o ristrutturazione sono in corso o il cui progetto è stato già finanziato e approvato), in carenza manutentiva (necessitano di lavori o il cui progetto non è stato ancora approvato anche se finanziato, inclusi gli inagibili). Su questi ultimi si concentra il lavoro dell’assessorato.
Varese, accordo per più sicurezza su treni, in fermate e stazioniMilano, 22 giu. (askanews) – È stato siglato oggi nella sala consiliare di Gallarate l’accordo ‘Stazioni Sicure’ 2023 tra Regione Lombardia, Prefettura di Varese, Trenord, Rfi, Ferrovie Nord, Agenzia Tpl e i Comuni del territorio per la promozione della sicurezza integrata nelle stazioni ferroviarie, alle fermate e aree di sosta per il trasporto pubblico locale e per il contrasto all’esercizio abusivo dei taxi all’aeroporto di Malpensa.
Attualmente sono 13 i Comuni che hanno già aderito all’intesa: i Comuni capofila di Varese, Busto Arsizio e Gallarate a cui si aggiungono Somma Lombardo, Ferno, Caronno Pertusella, Cislago, Gemonio, Gerenzano, Induno Olona, Luino, Saronno e Vedano Olona. Regione Lombardia finanzierà con 50.000 euro, fino a dicembre, le polizie locali dei Comuni aderenti che svolgeranno servizi di controllo in forma coordinata e in sinergia con le altre forze dell’ordine. Nel precedente protocollo che si è svolto tra la fine di ottobre e la metà di dicembre 2022, sono stati effettuati 80 servizi mirati che hanno portato all’identificazione di oltre 1.000 persone. Diversi gli episodi che hanno richiesto l’intervento degli agenti: minacce ai conducenti di autobus, atti di vandalismo, danneggiamenti di arredi pubblici, imbrattamenti e presenza di persone senza fissa dimora in stato di ebrezza.
“Rafforzare la sicurezza delle stazioni e delle zone antistanti- commenta l’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa – oltre alle aree di sosta del trasporto pubblico locale, troppo spesso trasformate in ‘non luoghi’ in balia di delinquenti e balordi, in gran parte extracomunitari, è una priorità di Regione Lombardia, assessore regionale alla Sicurezza. Chi viaggia sui treni e sui mezzi pubblici deve potersi spostare serenamente e in sicurezza, senza rischiare di essere aggredito o derubato”. “Prioritario per Regione Lombardia – aggiunge La Russa – è, allo stesso modo, anche il contrasto al fenomeno dei taxi abusivi che gravitano soprattutto intorno all’aeroporto di Malpensa, aumentati con la riapertura del Terminal 2 dell’hub varesino lo scorso 31 maggio e con la ripresa del traffico aereo nel periodo post pandemico. L’accordo ‘Stazioni Sicure’ 2023 si prefigge questo duplice obiettivo e punta sulla sinergia tra i vari Comandi di Polizia Locale del territorio e le altre forze dell’ordine, Polfer, Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza”. “La collaborazione tra i Comandi di Polizia locale, anche quelli con gli organici meno consistenti – continua l’assessore alla Sicurezza – garantisce un impiego numericamente adeguato di agenti per i servizi di controllo e prevenzione, soprattutto nelle ore serali e nei festivi e permette uno scambio fattivo di professionalità”. “Ringrazio il Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello – aggiunge La Russa – per la sensibilità dimostrata tanto da essere stato uno dei primi a promuovere sul proprio territorio questo accordo già lo scorso settembre. Il mio ringraziamento va, inoltre, a tutti i Comuni aderenti, a cominciare dai Comuni capofila Varese, Busto Arsizio e Gallarate, che per la prima volta si è unito all’intesa, alle Forze dell’ordine e alle Polizie locali. L’auspicio è che gli ottimi risultati ottenuti già nei mesi scorsi, spingano sempre più Comuni lombardi a sottoscrivere il nostro protocollo”.
“Servizio efficiente e sicurezza sui treni e nelle stazioni. Sono questi – afferma l’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente – gli obiettivi che perseguiamo in ambito trasportistico. Dopo la firma della convenzione con le Forze armate e le Forze dell’ordine che permette loro di viaggiare gratuitamente e le risorse stanziate per la sicurezza dei laghi lombardi, questa iniziativa rafforza ulteriormente il pacchetto di misure messe in campo per garantire ai cittadini di poter vivere i luoghi pubblici in totale serenità”. “Grazie alla collaborazione di tutti gli attori coinvolti, le stazioni e le aree limitrofe finalmente non saranno più terra di nessuno. Un accordo che ha il merito di combattere anche il fenomeno dell’abusivismo, che mina pesantemente il lavoro dei taxisti. Il nostro obiettivo è chiaro: tolleranza zero contro chi non è in regola” conclude l’assessore Lucente.