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Da Politecnico di Milano prototipi per autonomia disabili cognitivi

Da Politecnico di Milano prototipi per autonomia disabili cognitiviMilano, 5 ott. (askanews) – “La Casa di Roby” e “Invenzio” sono i due primi prototipi tecnologici sviluppati nell’ambito del percorso transdisciplinare Capstone per il Sociale promosso dal Politecnico di Milano in collaborazione con Fondazione Triulza. Queste due prime “best practices”, dedicate in particolare alla promozione dell’autonomia abitativa di giovani persone con disabilità cognitive, sono anche la prova concreta del forte impatto che genera la convergenza tra competenze sociali e tecnologiche – gestionali, per l’innovazione e la crescita delle organizzazioni del Terzo Settore e per dare una risposta efficace ai bisogni delle persone.


L’obiettivo del progetto è stato coinvolgere ricercatori e studenti della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale e in Ingegneria Biomedica nello sviluppo di prototipi tecnologici partendo dai bisogni o dalle idee ancora “nel cassetto” di cooperative e realtà del sociale. Politecnico di Milano e Fondazione Triulza hanno dato così il via ad un nuovo percorso di innovazione sociale e trasferimento tecnologico che dà l’opportunità alle organizzazioni aderenti di apprendere strumenti e metodi di lavoro per passare da un bisogno a un’idea progettuale, a un prototipo e al suo go-to-market; rafforzare relazioni con il Politecnico milanese, il suo network di aziende, istituzioni e finanziatori; immergersi nelle reti e nei progetti di Fondazione Triulza e di Mind; costruire contatti con neolaureati e giovani talenti con cui avviare future collaborazioni. Durante la presentazione dei risultati della prima edizione, svoltasi il 3 ottobre nella Social Innovation Academy di Mind – Milano Innovation District, i promotori hanno dato il via alla raccolta di candidature per la seconda edizione con l’organizzazione di incontri one-to-one con una ventina di cooperative e realtà sociali presenti. Informazioni sul sito www.fondazionetriulza.org.


Nello sviluppo dei prototipi sono stati fondamentali il coinvolgimento degli stessi beneficiari dei servizi innovativi proposti e l’efficacia comunicativa e relazionale dimostrata dagli studenti coinvolti: “La casa di Roby”, della Cooperativa Sociale Eureka, è un’applicazione per promuovere l’autonomia abitativa di giovani persone con disabilità cognitive. I ragazzi ospiti della struttura hanno partecipato a incontri con i giovani ingegneri per dar vita ad una soluzione tecnologica personalizzata, anche con l’uso dell’Intelligenza Artificiale generativa, in grado di aiutarli a svolgere i loro impegni quotidiani tenendo conto delle proprie capacità e abilità. https://www.coopeureka.it/. “Invenzio”, della Cooperativa Sociale Residenze del Sole, è un totem digitale interattivo per la stimolazione cognitiva e il benessere degli anziani affetti da lieve e media demenza che si ispira ed è integrato nella natura del giardino della residenza. Grazie all’uso del riconoscimento facciale, dell’Intelligenza Artificiale e degli incontri con gli anziani, gli operatori della residenza e un’agronoma sono stati creati giochi e attività personalizzate che stimolano la memoria, aumentano la fruizione e l’interazione sensoriale con il giardino e incrementano il coinvolgimento dei familiari.


Le due cooperative sono state selezionate e segnalate da Legacoop Lombardia per partecipare al percorso.(Segue) “Generare innovazione e impatto sociale reali implica mettere al servizio dei bisogni e del benessere delle persone i progressi tecnici e scientifici. Con Capstone per il Sociale del Politecnico di Milano siamo riusciti a mettere in campo un nuovo modello di trasferimento tecnologico verso le realtà del Terzo Settore e dell’Economia Civile che integra e potenzia ulteriormente le attività e i progetti che stiamo sviluppando in MIND con gli altri partner. L’obiettivo è innovare e rafforzare le competenze tecniche, tecnologiche e gestionali delle nostre organizzazioni e attirare talenti per rispondere in modo nuovo ed efficace ai bisogni sociali delle persone e affrontare le sfide del futuro”, afferma Chiara Pennasi, Direttore di Fondazione Triulza. “Nell’ambito di questa iniziativa, i nostri studenti hanno avuto l’opportunità di applicare le loro conoscenze tecniche e progettuali a casi concreti, lavorando a stretto contatto con due realtà del Terzo Settore presenti sul territorio. Attraverso questi progetti, gli studenti non solo hanno potuto mettere in pratica ciò che hanno appreso nei corsi di ingegneria, ma hanno avuto anche l’opportunità di confrontarsi con problematiche reali, di imparare a lavorare in team interdisciplinari e di contribuire concretamente a cause di grande valore sociale”, spiegano Alfonso Gautieri ed Emanuele Lettieri, professori associati del Politecnico di Milano, coordinatori del percorso.


“Il progetto La Casa di Roby è rivolto ai giovani con disabilità intellettiva e alle loro famiglie, con l’obiettivo di creare un luogo di incontro e di sviluppo per il futuro. La convergenza verso le nuove tecnologie, imprescindibili per i nativi digitali, è centrale, poiché queste sono parte integrante della loro quotidianità e caratterizzano il loro modo di vivere. L’incontro con il Politecnico ha permesso al nostro team – afferma Elena Negri, pedagogista – di confrontarsi con un diverso tipo di sapere, con cui solitamente non interagiamo, e che ha arricchito il nostro approccio educativo”. “Il percorso si è basato sull’ascolto reciproco. Essendo coetanei, persone con disabilità e giovani ingegneri hanno facilmente trovato una corrispondenza su molti temi”, aggiunge Marco Polli, responsabile di Area per Eureka, sottolineando la positività dell’esperienza promossa da Fondazione Triulza. “Residenze del Sole è da sempre attenta alla qualità della vita delle persone anziane e ritiene fondamentale lavorare in stretto contatto con la ricerca scientifica e l’innovazione digitale in quanto portatrici di metodi e strumenti pionieristici in grado di supportare e interagire con gli ospiti della Rsa favorendo benessere, rallentando il decadimento fisico e cognitivo”, afferma la Direttrice Gianfranca Duca. “L’intergenerazionalità è il valore aggiunto che caratterizza i progetti della Rsa del Sole. L’incontro tra anziani e studenti di Ingegneria ha permesso uno scambio significativo di competenze, valori e memoria orale. La contaminazione tra competenze scientifiche e relazionali ha avuto una ricaduta personale sia come arricchimento umano che competenze sociali”, aggiunge Augusta Segneri, tutor di progetto per la cooperativa.

Terzo settore, memorandum d’intesa tra San Patrignano e Univendita

Terzo settore, memorandum d’intesa tra San Patrignano e UnivenditaMilano, 3 ott. (askanews) – Promozione e diffusione del progetto di prevenzione WeFree di San Patrignano per sensibilizzare i giovani sui rischi legati all’assunzione di droghe o alcol. Iniziative di formazione professionale per l’inserimento degli ospiti della comunità nel settore lavorativo della vendita diretta. Sostegno alla campagna di raccolta del 5xmille a favore di San Patrignano. Sono queste le attività principali oggetto del memorandum d’intesa siglato ieri dalla stessa Comunità San Patrignano e da Univendita, la maggiore associazione della vendita diretta a domicilio, aderente a Confcommercio, presso la sede della cooperativa sociale, a Coriano (Rimini). Il protocollo, in virtù del quale San Patrignano diventa Charity Partner di Univendita, prevede inoltre la creazione di eventi, progetti o iniziative con varie finalità in collaborazione tra la Comunità e le aziende associate alla sigla di Confcommercio.


Ciro Sinatra, presidente Univendita e firmatario del Memorandum, dichiara in una nota: “San Patrignano e la sua storia incarnano valori di centralità della persona, riscatto e promozione dell’individuo nella comunità, ma anche di empatia, ascolto e passione per quello che si fa ogni giorno. Valori che, seppur in un campo molto diverso, pure noi cerchiamo di onorare con il lavoro quotidiano delle nostre associate, dei loro addetti e della stessa associazione. Ecco perché ci è sembrato naturale strutturare una sinergia che da una parte può regalare nuovi sbocchi professionali ai giovani di San Patrignano e dall’altra consente a noi di indirizzare al meglio le ricadute sociali delle nostre attività economiche”. Vittoria Pinelli, presidente San Patrignano e firmataria del Memorandum, aggiunge: “Grazie a Univendita per questa importante collaborazione, un’ulteriore opportunità per favorire il reinserimento lavorativo dei ragazzi che terminano il percorso di recupero, momento molto delicato per ognuno di loro. Allo stesso tempo grazie a questo accordo potremo veicolare ancor più il messaggio di prevenzione che da anni ci impegniamo a portare in tutta Italia nella speranza che sempre meno giovani abbiano bisogno delle comunità”.

Nonni, Anla: ponti di speranza fra le generazioni

Nonni, Anla: ponti di speranza fra le generazioniRoma, 2 ott. (askanews) – La famiglia, nonostante tutte le difficoltà dovute a molteplici fattori che evidenziano un trend di scomposizione strutturale del modello “tradizionale”, mostra una insospettata quanto sostanziale tenuta, “una tenuta dei nuclei familiari rispetto alle funzioni sociali ed in particolare al rapporto con le nuove generazioni”. Studi e dati confermano l’importanza del ruolo dei nonni nelle famiglie italiane con bambini ed anche la soddisfazione dei nonni per il ruolo di supporto svolto nei confronti delle giovani generazioni ed anche dei nipoti adulti. È quanto emerge nel Rapporto ANLA 2024 “Il ruolo dei nonni nella società italiana” presentato oggi a Roma, alla LUMSA, dall’Associazione Nazionale Lavoratori Anziani, ANLA.


Il Rapporto è stato fortemente voluto dall’ANLA come sottolinea il presidente nazionale Edoardo Patriarca: “Esso porta in sé il cuore della nostra missione, quello scrigno di relazioni fraterne e di amore, di cura e ascolto reciproco che vivono nonni e nipoti”. Il Rapporto conferma, infatti, che “La crescente importanza della relazione interpersonale, che fa della famiglia l’istituzione della relazionalità, a fronte di un passato in cui si configurava prevalentemente come istituzione della normatività, le ha tolto qualcosa ma le ha conservato la centralità in una funzione importante della vita collettiva come quella del dialogo e della formazione delle giovani generazioni, per le quali è spesso unica risorsa ed unico soggetto referente”. In questo contesto occorre pertanto interrogarsi su come meglio evidenziare e approfondire “il valore delle relazioni umane significative e profonde rispetto alla deriva  dell’individualismo spinto e della comunicazione  disintermediata e tecnologica” come ha sottolineato durante la presentazione odierna l’autrice del Rapporto, la sociologa Carla Collicelli.


Il “patto fra le generazioni” che unisce nonni e nipoti nella relazione, nella trasmissione di contenuti e di esperienza, nella cura della persona, diventa una necessità come ha evidenziato il geriatra Graziano Onder: “I nonni spesso instaurano legami molto profondi con i nipoti, offrendo loro saggezza ed esperienza. Questo scambio intergenerazionale contribuisce a mantenere gli anziani socialmente attivi e stimolati emotivamente”. Nella presentazione del Rapporto ANLA 2024 sui nonni non poteva mancare la testimonianza di una nonna, Fiorenza Ciullini: “Essere nonna per mia esperienza personale non vuol dire esserlo solo dal punto di vista genetico ma anche e soprattutto da quello affettivo, vivendo giorno dopo giorno la quotidianità di questo ruolo. I nostri nipoti quando sono piccoli sono degli straordinari recettori, cercano e afferrano l’affetto come se fossero una calamita, prendendo tutto quello che gravita nei loro spazi per poi, quando diventano più grandi, mantenere quel tutto come un legame indistruttibile ben radicato alle proprie radici”.


A concludere la presentazione del Rapporto ANLA “Il ruolo dei nonni nella società italiana” è intervenuto l’arcivescovo mons. Vincenzo Paglia che ha sottolineato: “è importante che la nostra fragilità insegni a tutte le altre generazioni che la cosa che più conta nella vita è prendersi cura gli uni degli altri. Quando voi vi prendete cura dei vostri nipoti state dando loro una lezione inimmaginabile. Questo prendersi cura è ciò che salva la vita. Io sono contento di dirvi che il ruolo di nonni nella società italiana è cruciale”.

Al via “Sorrido perché”, campagna Fondazione Operation Smile Italia

Al via “Sorrido perché”, campagna Fondazione Operation Smile ItaliaRoma, 2 ott. (askanews) – Ogni tre minuti nel mondo nasce un bambino con una malformazione del volto come la labiopalatoschisi , una patologia che può pregiudicare aspetti essenziali della salute e del benessere psico-fisico: chi ne è colpito, infatti, può riscontrare difficoltà ad esempio nel parlare e nel mangiare, in alcuni casi accompagnate da isolamento e stigma sociale. In occasione della Giornata mondiale del Sorriso (4 ottobre), la Fondazione Operation Smile Italia ETS promuove la Campagna “Sorrido perché”, per raccontare il grande potere trasformativo di ogni sorriso e invitare a donare per garantire cure mediche e chirurgiche sicure e gratuite a bambini e adulti nati con la labiopalatoschisi nei Paesi a medio e basso reddito.


In Paesi dove i sistemi sanitari pubblici sono insufficienti – a causa della carenza di personale sanitario nonché della scarsa capillarità sul territorio – nascere con una malformazione del volto può condannare chi ne è colpito a una vita di sfide e, talvolta, emarginazione. Per dare risposte concrete a tutto questo, Operation Smile si è assunta l’impegno, nel mondo, di aumentare l’accesso alle cure e investire nella qualità delle infrastrutture chirurgiche, con l’obiettivo di garantire, entro il 2032, cure essenziali e chirurgiche ad 1 milione di pazienti. Per farlo, Operation Smile conta su una grande e capillare rete di volontari medici e personale sanitario, di cui oltre 100 italiani: è grazie al loro impegno nei programmi medici che l’Organizzazione ha potuto trasformare la vita di oltre 415mila persone con una malformazione del volto, inserite in un percorso di cura multidisciplinare che include specialisti di vario tipo (chirurghi, logopedisti, ortodontisti e, non ultimo, nutrizionisti e psicologi).


La Campagna “Sorrido perché” è supportata anche da Eleonora Daniele, volto noto della tv. “Conosco Operation Smile e so quanto lavoro e impegno ci siano da parte dei medici e dei volontari che sono parte di questa grande Organizzazione – afferma la conduttrice -. La loro volontà di donare un nuovo sorriso ogni giorno è l’energia che li muove. Il messaggio che vorrei condividere è che tutti noi possiamo determinare un cambiamento straordinario nella vita di tante persone sostenendo Operation Smile”. La patologia colpisce a livello mondiale mediamente 1 neonato ogni 7502, il bisogno di cure cresce di giorno in giorno e, per fare la differenza nelle vite di tanti pazienti, serve l’aiuto di tutti: da qui l’appello della Campagna “Sorrido perché”, per chi crede nell’importanza di offrire un futuro dove la salute e la dignità di ogni paziente siano garantiti grazie ad assistenza medica e chirurgica completa e di qualità. Ognuno può contribuire ad offrire un nuovo motivo per sorridere, donando tramite il sito https://operationsmile.it/world-smile-day/.


“Con la Campagna “Sorrido perché”, vogliamo raccontare proprio quali sono le ragioni per cui ogni giorno, nonostante le sfide e difficoltà, i nostri pazienti sorridono – afferma Marcella Bianco, Direttore Generale della Fondazione Operation Smile Italia ETS -. Il 51% dei nostri assistiti vive al di sotto della soglia di povertà e l’81% non avrebbe potuto ricevere cure senza Operation Smile, che con un’assistenza completa e gratuita sta contribuendo a migliorare tante vite. L’impegno di Operation Smile guarda al futuro con fiducia: insieme possiamo davvero trasformare la vita e il destino di migliaia di persone, donando cure laddove servono e formando il personale sanitario dei Paesi dove operiamo, così da sostenere i sistemi sanitari locali per creare un impatto duraturo nel tempo e generare un cambiamento concreto. Un cambiamento possibile, a cui tutti possono contribuire: da parte nostra, l’impegno a trasformare ogni piccola donazione in speranza, salute, futuro e dignità per migliaia di persone”.

Turismo in carrozzina senza barriere: nuovo viaggio di Luca e Danilo

Turismo in carrozzina senza barriere: nuovo viaggio di Luca e DaniloMilano, 2 ott. (askanews) – La nuova avventura di Luca Paiardi e Danilo Ragona, due amici sportivi disabili in carrozzina, è in partenza. Si decolla l’8 ottobre con meta Kuala Lumpur, per un itinerario ricco di aspettative che prevede un viaggio on the road di quasi 2000 km con tutti i mezzi possibili e accessibili (auto e van adattati, treni, scooter con side-car, tuk tuk, quad, carrozzine con dispositivi di trazione elettronica) tra Malesia e Thailandia. La nuova avventura li porterà a mostrare nuovamente le tante possibilità di viaggio e di esperienze a disposizione delle persone con disabilità e a realizzare un nuovo documentario.


Viaggio Italia Around the World è un progetto nato nel 2015 e voluto da Luca e Danilo, diventati amici nelle corsie dell’Unità Spinale dell’ospedale di Torino, dove sono stati ricoverati in seguito a incidenti stradali che li hanno portati a muoversi in carrozzina. Dal 2017 producono video documentari per la trasmissione Il Kilimangiaro su Rai3 e dal 2021 il loro film documentario è disponibile su SKYTV. Uno dei loro sogni diventato realtà nel tempo è raccontare a tutti, e documentare attraverso le immagini, le diverse possibilità di viaggio ed esperienze a disposizione delle persone con disabilità. L’avventura sarà raccontata sui canali social di Viaggio Italia: Facebook, Instagram, LinkedIn, Youtube e TikTok, in attesa del documentario completo. Viaggio Italia Around the World si pone anche come un’iniziativa di solidarietà in grado di portare testimonianze e progetti all’interno delle Unità Spinali di tutto il mondo, contribuire a migliorare l’accessibilità di luoghi e strutture e donare mezzi di trasporto, carrozzine e ausili attraverso l’organizzazione di raccolte fondi. Quest’anno il viaggio prevede una raccolta fondi per l’Associazione Io Posso che negli anni ha promosso i progetti Tutti al mare! e Tutti in viaggio! che permettono a persone con disabilità motoria e respiratoria di godere della spiaggia e del mare, ma anche dell’aiuto di un camper allestito per trasporto e necessità. Sul sito dell’Associazione B-Free è possibile donare per la raccolta fondi.


Luca e Danilo hanno iniziato a viaggiare in Italia e nel mondo approdando in quattro continenti (Europa, Asia, Africa e Sud America) e visitando svariati Paesi, provando decine di attività sportive anche estreme, tra cui l’arrampicata, il rafting e il parapendio. Il duo ha percorso migliaia di chilometri con tutti i mezzi di trasporto disponibili oltre all’auto, alle barche e agli aerei; si sono avventurati anche nell’utilizzo di handbike e tuk-tuk, realizzando video documentari andati in onda su Rai 3 e Sky Tv. Si tratta di un progetto di comunicazione che parla di disabilità utilizzando un linguaggio positivo, diretto e accattivante che intende riunire persone, aziende e organizzazioni in un percorso condiviso all’insegna dell’innovazione e dell’accessibilità.

A Roma la presentazione del Rapporto Anla “Il ruolo dei nonni”

A Roma la presentazione del Rapporto Anla “Il ruolo dei nonni”Roma, 1 ott. (askanews) – Verrà presentato mercoledì 2 ottobre alle 11.30, alla Lumsa, a Roma, il Rapporto ANLA 2024 “Il ruolo dei nonni nella società italiana”, ricerca voluta dall’Associazione Nazionale Lavoratori Anziani (ANLA) e realizzata da un’equipe di studiosi coordinata dalla sociologa Carla Collicelli. Interverranno: la sociologa Carla Collicelli, il geriatra Graziano Onder, l’arcivescovo mons. Vincenzo Paglia.


Ascolteremo inoltre la testimonianza di una nonna, Fiorenza Ciullini, e l’intervento del presidente nazionale di ANLA, Edoardo Patriarca, che commenta: “con questa ricerca ANLA si fa promotrice di una proposta culturale che rimette al centro l’educare all’arte del dialogo, oggi sommersa dall’ individualismo e dimenticata, e una cultura della cura attenta alla persona”. Nel corso dell’incontro sarà possibile ricevere una copia della ricerca.

Ucraina, a Pisa ambulanza mitragliata nella regione di Kharkiv

Ucraina, a Pisa ambulanza mitragliata nella regione di KharkivRoma, 28 set. (askanews) – Ha fatto tappa a Pisa e ci rimarrà fino a domani domenica 29 settembre in piazza Vittorio Emanuele II, l’ambulanza mitragliata nella regione ucraina di Kharkiv, che è diventata un’icona degli orrori della guerra che si sta consumando in Ucraina. Stamani il Sindaco di Pisa Michele Conti ha partecipato all’incontro per l’accoglienza dell’ambulanza organizzato dalla comunità ucraina pisana, che si riunisce nella chiesa di San Pietro in Vincoli, insieme con l’unità pastorale di San Marco alle Cappelle e San Martino in Kinzica, con la collaborazione dell’associazione culturale «Liberi Oltre» e il patrocinio del Comune di Pisa.


“Accogliere a Pisa l’ambulanza che è diventata un’icona dell’atrocità della guerra in Ucraina – ha dichiarato il sindaco Michele Conti – è un gesto simbolico: è un’immagine che parla da sola e ci restituisce concretamente il messaggio di atrocità che ogni guerra porta con sé e di cui ogni giorno purtroppo conosciamo le conseguenze nei due drammatici conflitti che continuano a divampare vicino a noi.” L’ambulanza sta facendo il giro d’Italia. Partita da Piacenza lo scorso 29 aprile, in questi giorni è a Pisa. Itinerari e soste organizzati dall’organizzazione no-profit Ukraine con lo scopo di raccogliere donazioni per l’acquisto di 112 nuovi mezzi di soccorso per l’Ucraina. Fino ad oggi sono state già acquistate e inviate a destinazione ben 72 ambulanze. Per tre mesi il villaggio di Staryi Saltiv – nella regione ucraina di Kharkiv – è rimasto sotto l’assedio dei russi. Qui i medici, minacciati dai continui attacchi dell’artiglieria, hanno continuato a salvare le persone ogni giorno, rischiando la propria vita. A settembre del 2022 gli operatori sanitari sono stati chiamati in una zona residenziale, dove una persona ferita giaceva in un seminterrato: gli hanno prestato aiuto, ma non hanno avuto il tempo di portarlo in salvo, perché l’ambulanza era stata resa inutilizzabile da una esplosione.


Per contribuire all’acquisto di un’autoambulanza in Ucraina sarà possibile versare un’offerta sul conto corrente della parrocchia di San Marco alle cappelle (codice Iban IT98K0503414022000000000943) indicando nella causale “Per autoambulanza Ucraina”.

Al Santuario di Loreto il primo Pellegrinaggio Nazionale Alpini

Al Santuario di Loreto il primo Pellegrinaggio Nazionale AlpiniRoma, 25 set. (askanews) – Si terrà dal 27 al 29 settembre, al Santuario della Casa di Loreto, il primo Pellegrinaggio della Famiglia Alpina. L’evento si celebrerà in concomitanza con l’annuale raduno del 4° Raggruppamento A.N.A. Il tema del pellegrinaggio – informa una nota del Santuario – sarà “La Famiglia alpina alla Casa di Maria” per invocare insieme il dono della pace.


“C’è un estremo bisogno di pace – ha detto il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero – e gli alpini, che sono costruttori di pace nella vita di ogni giorno, attraverso le opere di solidarietà e condivisione, arriveranno a Loreto come famiglia, intesa nel senso più ampio e pregnante del termine: la loro ultra centenaria coesione di intenti, infatti, li ha resi e li rende tali e, quindi, è sembrato loro quasi naturale presentarsi in tal veste al cospetto di Chi alla Sacra Famiglia ha dato vita, in cerca di un conforto e di un forte sostegno alle istanze di pace e di pacifica convivenza”. “Nel Dna delle penne nere – ricorda monsignor Fabio Dal Cin, Delegato Pontificio di Loreto – c’è la montagna; in montagna si cammina sempre insieme e ci si aiuta; nel pellegrinaggio si riscopre la bellezza del camminare tutti insieme verso la meta. Attendiamo gli alpini con grande gioia e cordialità in sintonia con le istituzioni civili. La presenza delle penne nere farà bene anche a questo territorio, che vedrà convergere qui tante persone unite nello spirito più puro del volontariato, forti di uno spirito di umanità testimoniato ovunque e sempre”.


Alle tradizionali cerimonie alpine si aggiunge il programma religioso che inizierà con la conferenza sulla Famiglia il giorno 28 settembre alle ore 16.30 tenuta da Don Bernardino Giordano, Vicario della Delegazione Pontificia, cui seguirà alle 17.30 la Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo Mons. Fabio Dal Cin. Alle 21.00. Gli alpini parteciperanno alla tradizionale fiaccolata e Santo Rosario del sabato sera che si snoderà nelle vie del centro storico di Loreto.

Consegnata a Papa Francesco la Ricerca ANLA sui nonni

Consegnata a Papa Francesco la Ricerca ANLA sui nonniRoma, 25 set. (askanews) – Il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Lavoratori Anziani, ANLA, Edoardo Patriarca, ha consegnato questa mattina a Papa Francesco il Rapporto ANLA 2024 “Il ruolo dei nonni nella società italiana”. La ricerca, fortemente voluta da ANLA e realizzata per l’Associazione da un’equipe di studiosi coordinata dalla sociologa Carla Collicelli, desidera, dati alla mano, contribuire a far conoscere meglio la presenza dei nonni e il ruolo che essi rivestono nella società italiana, a cominciare dalle famiglie.


“L’Associazione Nazionale Lavoratori Anziani, ANLA, ha particolarmente a cuore le nonne e i nonni, parte insostituibile delle nostre famiglie e prezioso ponte fra le generazioni. Con questa nostra ricerca desideriamo offrire uno strumento di conoscenza, e di approfondimento, del ruolo dei nonni nella società italiana” spiega il presidente nazionale di ANLA Edoardo Patriarca “Siamo particolarmente lieti di aver consegnato la prima copia della ricerca a Papa Francesco, che ringraziamo per l’attenzione che nel Suo magistero riserva agli anziani in generale e ai nonni in particolare”. Il Papa ha ricevuto il presidente Patriarca, accompagnato dal vicepresidente Terenzio Grazini e dal segretario generale e direttore di Esperienza Antonello Sacchi, in Udienza Privata nello Studio dell’Aula Paolo VI.


Il “Rapporto ANLA 2024 – Il ruolo dei nonni nella società italiana” verrà ufficialmente presentato a Roma mercoledì 2 ottobre p.v. in un convegno alla LUMSA, Sala Pia, Via di Porta Castello 44.

Al carcere di San Vittore uno spazio permanente per arte contemporanea

Al carcere di San Vittore uno spazio permanente per arte contemporaneaMilano, 24 set. (askanews) – È stato inaugurato questa mattina, nella Casa Circondariale San Vittore di Milano, “ReverseLab”, uno spazio per l’arte contemporanea tra carcere e città, nato dalla sinergia tra carcere, Politecnico di Milano e il Padiglione d’arte contemporanea (Pac), e realizzato grazie al contributo di Fondazione di Comunità Milano, in collaborazione con Forme Tentative e Philo – Pratiche filosofiche.


ReverseLab ha aperto oggi i battenti con la mostra intitolata “Gli artisti sono quelli che fanno casino. Frammenti dal carcere di San Vittore”, con l’opera site specific che Maurice Pefura ha realizzato durante un workshop, svolto tra marzo e giugno, che ha coinvolto detenuti e agenti di polizia penitenziaria. Questa collaborazione ha dato vita ad un’unica opera d’arte collettiva che assembla migliaia di frammenti espressivi posizionati su tessere di carta e altri materiali, i quali occupano tutte le pareti di una lunga galleria del carcere e, in questo modo, convertono lo spazio chiuso in un nuovo paesaggio urbano. L’esposizione e l’intero processo che ha portato alla sua realizzazione sono stati curati da Diego Sileo, curatore del Pac che curerà anche le future mostre, previste con cadenza annuale, “affinché l’arte possa diventare anche veicolo di riscatto sociale”. La mostra vuole essere un’occasione di confronto e contatto tra il mondo carcerario e quello esterno, per favorire la ricostruzione del complesso rapporto di San Vittore con la cittadinanza di Milano.


“L’inaugurazione di ReverseLab rappresenta una nuova tappa del percorso che Milano sta tracciando per mettere l’arte e la cultura al servizio della collettività, abbattendo in questo caso le barriere fisiche e simboliche tra la città e il carcere” ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, spiegando che “il Pac con il suo impegno costante sui diritti civili e sociali, è un partner cruciale in questo progetto, dimostrando come l’arte contemporanea possa diventare uno strumento di inclusione, capace di trasformare luoghi di isolamento in spazi di dialogo. Con progetti come questo, nato dalla collaborazione tra istituzioni accademiche, culturali e sociali, ci impegniamo – ha concluso Sacchi – a dare voce alle realtà più fragili e a creare nuove opportunità di crescita per tutta la comunità milanese”. Aperta al pubblico due giorni alla settimana, il sabato e il lunedì su due turni 14-15 e 15-16,, la mostra è visitabile fino al 28 ottobre previa iscrizione sul sito www.eventi.polimi.it.