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Università Parma, convegno “Proteggere l’infanzia, crescere cittadini”

Università Parma, convegno “Proteggere l’infanzia, crescere cittadini”Roma, 4 dic. (askanews) – Il CIRS – Centro Interdipartimentale di Ricerca Sociale dell’Università di Parma “Diritti, società e civiltà” organizza per martedì 12 dicembre, alle 9, nell’Aula Magna della Sede Centrale dell’Ateneo, un convegno dal titolo Proteggere l’infanzia. Crescere cittadini. L’evento si svolge simbolicamente a 50 anni dalla chiusura del brefotrofio di Parma (12 dicembre 1973) e nel 40esimo anno dell’introduzione della legge nazionale sull’affido e l’adozione.

La giornata si propone come un momento di contaminazione fra i saperi, le professioni e le competenze che riguardano, ad ampio raggio, le funzioni e gli assetti della tutela minorile. Le diverse sessioni su cui si articolerà il programma daranno voce alle testimonianze degli operatori sociali dei servizi e dell’associazionismo e permetteranno il dialogo fra giuriste/i, ricercatrici e ricercatori sociali e professioniste/i dell’aiuto. Nella prima sessione del convegno, moderata da Chiara Scivoletto, Direttrice del CIRS, ci saranno contributi di taglio storico e storiografico, inscritti nello scenario della ‘de-istituzionalizzazione’ che interessò l’Italia, e la città di Parma in particolare, negli anni ’70, con la nascita delle politiche pubbliche a sostegno dei bambini e delle bambine, con un focus sulla storia del brefotrofio in Italia.

Interverranno Stefano Magagnoli, Università di Parma (Infanzia e politiche sociali in Emilia-Romagna. Uno sguardo di lungo periodo), Patrizia Guarnieri, Università di Firenze (Questo bimbo a chi lo do. Storie di brefotrofi, bisogni e cure) e Pietro Stefanini, Fondazione Tommasini (Memorie dal campo: l’infanzia abbandonata e il Servizio sociale professionale nel territorio parmense). A seguire, Matteo D. Allodi, Stefania Fucci, Chiara Scivoletto e Irene Valotti del CIRS presenteranno alcuni dati emersi da un programma di ricerca di taglio socio-giuridico sostenuto dall’Associazione Parma per la Famiglia e realizzato dal CIRS, tramite un’indagine con i referenti delle comunità di accoglienza dell’intero territorio regionale e interviste con operatori sociali del territorio parmense.

La seconda sessione del convegno, moderata da Giovanni Francesco Basini , Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Università di Parma, sarà dedicata alla conclusione del Corso regionale per Esperto giuridico in materia di infanzia e adolescenza a supporto dei servizi sociali e sanitari territoriali, realizzato grazie alla collaborazione fra la Regione Emilia-Romagna e il Dipartimento. Gemma Mengoli, Regione Emilia-Romagna, approfondirà la figura dell’esperto giuridico in materia di infanzia e adolescenza a supporto dei servizi sociali e sanitari territoriali, mentre Laura Cannarsa, Francesca Salami, Dario Vinci e Cinzia Zanoli si soffermeranno su come “Diventare Esperto giuridico: esperienze di formazione e visioni di sistema”.

Nella sessione finale spazio alla tavola rotonda La de-istituzionalizzazione, i servizi, la giustizia: il minore cittadino moderata da Alessandra Ambanelli, del CIRS, a cui parteciperanno Elena Abbruzzese, consigliera Ordine Assistenti sociali dell’Emilia-Romagna, Erika Azzali, responsabile Struttura Operativa Genitorialità – Settore Sociale del Comune di Parma, Claudio Cottatellucci, Direttore Rivista Minori Giustizia (AIMMF), Francesca Degli Antoni, avvocata Foro di Parma, Fabio Vanni, Direttore scientifico Progetto SUM ETS. Le conclusioni saranno affidate a Claudia Giudici, Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza. L’evento è accreditato per le professioni di avvocato e di assistente sociale. Il convegno è realizzato dal CIRS, Centro interdipartimentale di ricerca sociale dell’Università di Parma, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, con l’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Parma e con la Fondazione Mario Tommasini; ha ricevuto il patrocinio del Comune di Parma, della Fondazione dell’avvocatura parmense-Ordine degli Avvocati, dell’OASER – Ordine Assistenti sociali dell’Emilia – Romagna, dell’Associazione Italiana di Sociologia ed ha ottenuto il contributo della Fondazione Cariparma e del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali, che ne è anche il co-organizzatore. Segreteria organizzativa: Glenda D’Orefice, Giacomo Franzoso, Mattia Greca. Comitato scientifico: Alessandra Ambanelli, Erika Azzali, Stefania Fucci, Chiara Scivoletto, Pietro Stefanini Per maggiori informazioni: sociale.eventi@unipr.it

Troppe pressioni, i bambini faticano a mostrare le loro emozioni

Troppe pressioni, i bambini faticano a mostrare le loro emozioniMilano, 4 dic. (askanews) – Al giorno d’oggi, i bambini si trovano ad affrontare pressioni per conformarsi a standard e ad aspettative elevate e la continua esposizione ai media spesso sovraccarica i piccoli. Capire e affrontare queste pressioni è diventato un argomento centrale per genitori ed educatori e in quest’ottica Hasbro, multinazionale del settore dei giochi, ha deciso di intraprendere una ricerca ispirata dalla personalità fuori dagli schemi di uno dei loro prodotti, il pupazzo “Furby”. Claudia Campisi, psicologa che collabora con Therapyside e che ha lavorato allo studio, ci ha illustrato i risultati principali emersi dalla ricerca.

“Circa due terzi dei genitori coinvolti nella survey, quindi parliamo del 65 per cento – ci ha detto la dottoressa – sostiene che i propri figli siano piuttosto inibiti nel mostrare le proprie emozioni, emozioni che riguardano l’espressione del sé, quindi la possibilità di esprimersi, raccontarsi e comportarsi soprattutto, quindi mostrarsi all’esterno in base ai propri interessi, in base al proprio modo di essere”. Questo per via delle pressioni non soltanto sociali, ma anche di quelle che derivano dal Web, un canale che è entrato prepotentemente nella quotidianità dei più giovani, spesso con impatti preoccupanti. Per questo è importante recuperare una dimensione di maggiore “realtà relazionale” e, secondo la psicologa, è possibile farlo anche ricorrendo al gioco.

“Il gioco – ha aggiunto Claudia Campisi – sicuramente ci può aiutare nel ‘fare finta di’ o anche semplicemente nell’esprimere quello che non abbiamo, il coraggio di dire quando siamo seri e siamo quindi nei nostri panni quotidiani, il gioco invece ci consente anche a noi adulti, per questo funziona benissimo a tutte le età, di prendere per un momento i panni di ciò che desideriamo essere o di fare esprimere a qualcun altro al posto nostro, Noi appunto abbiamo parlato di Hasbro e parlerei anche di Furby, una loro proposta, e fargli dire esattamente quello che stiamo provando noi, quello che non riusciamo a esprimere rimanendo noi stessi”. L’elemento di finzione o, per lo meno, la possibilità di indossare i panni di qualcun altro, insomma, possono offrire anche ai bambini la possibilità di raccontarsi, e quindi di riconoscersi e accettarsi, in modo più vero. Allentando, almeno per qualche momento, la pressione e le aspettative che gravano su di loro.

10 anni Comitato Testamento Solidale, cresce raccolta fondi lasciti

10 anni Comitato Testamento Solidale, cresce raccolta fondi lascitiRoma, 4 dic. (askanews) – Oltre il 70% delle ONP (73,1%) ha registrato, negli ultimi 10 anni, un deciso incremento del trend di raccolta fondi da lasciti. In particolare, per 1 organizzazione su 2 i grandi stravolgimenti socio-politici degli ultimi 3 anni, dalla pandemia allo scoppio della guerra in Ucraina, hanno inciso sull’aumento delle donazioni da lasciti solidali degli italiani, a fronte dell’altro 50% che osserva un trend stabile. In generale, la quasi totalità delle ONP (88,5% del campione) si aspetta un aumento nella quota di italiani che decideranno di predisporre un lascito nel prossimo decennio. Lo certifica l’indagine che il Comitato Testamento Solidale ha promosso, per i 10 anni dalla sua fondazione, tra le 28 organizzazioni aderenti: AIL, AISM, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Amref, Associazione Luca Coscioni, CBM Italia, Centro Benedetta d’Intino, Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS, COOPI – Cooperazione Internazionale, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Humanitas per la Ricerca, Fondazione Mission Bambini, Fondazione Operation Smile Italia ETS, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, Fondazione Progetto Arca, Fondazione Telethon ETS, Fondazione Umberto Veronesi, Greenpeace, Istituto Pasteur Italia, Smile House Fondazione ETS, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, Università Campus Bio-Medico, VIDAS.

“Sono ormai dieci anni che, con il Comitato Testamento Solidale e le organizzazioni che ne fanno parte, ci impegniamo per far sì che il lascito a favore di una causa benefica sia sempre più conosciuto e scelto dagli italiani – dichiara Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento Solidale e presidente della Lega del Filo d’Oro – Lo scenario globale così incerto degli ultimi anni ha reso gli ambiti dei nostri interventi ancora più critici e il sostegno che le Organizzazioni Non Profit possono dare a tante cause sociali, dal contrasto alla povertà alla lotta alla fame, dalla cura delle persone con malattie degenerative e disabilità alla ricerca scientifica, dalla salvaguardia dell’ambiente alla difesa dei diritti umani, è oggi ancora più decisivo. I dati che emergono dalla survey che abbiamo promosso lasciano ben sperare per il futuro: è evidente come le campagne di informazione e sensibilizzazione sul tema del lascito solidale stiano dando significativi risultati, ma il lavoro da compiere è ancora tanto”. Circa le scelte del testatore, va detto che di norma si tratta di un gesto di fiducia a 360° verso l’ente prescelto: la quasi totalità del campione (92,3%) ha ricevuto lasciti destinati alla mission in generale; un segnale importante, che conferma la credibilità di cui godono, presso i donatori, le organizzazioni che, in questo modo, possono utilizzare i fondi per gli interventi più importanti o urgenti. E così il lascito solidale diventa uno strumento sempre più importante per la messa a terra dei progetti delle Non Profit: secondo il 53,8% degli intervistati, nell’arco degli ultimi 10 anni la raccolta da lasciti ha avuto un peso tra il 5 e il 10% nella raccolta fondi generale; il peso è stato tra l’11 e il 25% per quasi 2 organizzazioni su 10 (19,2% del campione). Per quasi la metà delle organizzazioni intervistate (46,2% del campione) i lasciti ricevuti hanno un valore tra i 50 e 100mila euro. Il 34,6% riceve lasciti tra i 10 e i 49 mila euro, mentre il 26,9% del campione dichiara donazioni oltre i 100mila euro, ma c’è anche un 3,8% che riceve donazioni di piccola entità, a conferma del fatto che il lascito è un gesto alla portata di tutti e che non occorrono patrimoni importanti o una posizione sociale di privilegio per decidere di lasciare una piccola eredità in favore di una causa benefica.

Per il 69,2% delle organizzazioni a donare un lascito testamentario sono donne, mentre per il 31% il testamento solidale viene scelto in egual misura da uomini e donne. Secondo le ONP intervistate, la maggioranza di chi fa un lascito ha comunque già un’abitudine alla donazione (80,7%), dunque è un donatore abituale, con una solida cultura della solidarietà. Tra questi, il 53,4% dona abitualmente alla stessa organizzazione che poi decide di inserire nelle sue ultime volontà, mentre il 26,9% sceglie di fare un lascito anche a enti per i quali non si è in precedenza donato. L’età di chi pensa e si informa sul lascito solidale resta alta: il 100% di chi chiede informazioni o delucidazioni sul tema risulta avere più di 60 anni. In particolare, 1 su 2 è nella fascia d’età tra 60 e 70 anni, l’altro 50% è over 70. Ma su questo fronte in Italia ancora molti progressi sono possibili, per sensibilizzare a questo importante gesto anche la platea degli over 50: il 46,2% delle organizzazioni dice di aver messo in atto campagne di comunicazione e strategie per portare il tema dei lasciti ad un target più giovane e il 26,9% del campione si dichiara di essere fortemente intenzionato a farlo, mentre il restante 26,9% non lo considera un obiettivo a breve termine.

10 anni Comitato Testamento Solidale, cresce raccolta fondi da lasciti

10 anni Comitato Testamento Solidale, cresce raccolta fondi da lascitiRoma, 4 dic. (askanews) – Oltre il 70% delle ONP (73,1%) ha registrato, negli ultimi 10 anni, un deciso incremento del trend di raccolta fondi da lasciti. In particolare, per 1 organizzazione su 2 i grandi stravolgimenti socio-politici degli ultimi 3 anni, dalla pandemia allo scoppio della guerra in Ucraina, hanno inciso sull’aumento delle donazioni da lasciti solidali degli italiani, a fronte dell’altro 50% che osserva un trend stabile.

In generale, la quasi totalità delle ONP (88,5% del campione) si aspetta un aumento nella quota di italiani che decideranno di predisporre un lascito nel prossimo decennio. Lo certifica l’indagine che il Comitato Testamento Solidale ha promosso, per i 10 anni dalla sua fondazione, tra le 28 organizzazioni aderenti: AIL, AISM, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Amref, Associazione Luca Coscioni, CBM Italia, Centro Benedetta d’Intino, Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS, COOPI – Cooperazione Internazionale, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Humanitas per la Ricerca, Fondazione Mission Bambini, Fondazione Operation Smile Italia ETS, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, Fondazione Progetto Arca, Fondazione Telethon ETS, Fondazione Umberto Veronesi, Greenpeace, Istituto Pasteur Italia, Smile House Fondazione ETS, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, Università Campus Bio-Medico, VIDAS. “Sono ormai dieci anni che, con il Comitato Testamento Solidale e le organizzazioni che ne fanno parte, ci impegniamo per far sì che il lascito a favore di una causa benefica sia sempre più conosciuto e scelto dagli italiani – dichiara Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento Solidale e presidente della Lega del Filo d’Oro -. Lo scenario globale così incerto degli ultimi anni ha reso gli ambiti dei nostri interventi ancora più critici e il sostegno che le Organizzazioni Non Profit possono dare a tante cause sociali, dal contrasto alla povertà alla lotta alla fame, dalla cura delle persone con malattie degenerative e disabilità alla ricerca scientifica, dalla salvaguardia dell’ambiente alla difesa dei diritti umani, è oggi ancora più decisivo. I dati che emergono dalla survey che abbiamo promosso lasciano ben sperare per il futuro: è evidente come le campagne di informazione e sensibilizzazione sul tema del lascito solidale stiano dando significativi risultati, ma il lavoro da compiere è ancora tanto”.

Un atto di fiducia verso la mission delle organizzazioni non profit. Circa le scelte del testatore, va detto che di norma si tratta di un gesto di fiducia a 360° verso l’ente prescelto: la quasi totalità del campione (92,3%) ha ricevuto lasciti destinati alla mission in generale; un segnale importante, che conferma la credibilità di cui godono, presso i donatori, le organizzazioni che, in questo modo, possono utilizzare i fondi per gli interventi più importanti o urgenti. E così il lascito solidale diventa uno strumento sempre più importante per la messa a terra dei progetti delle Non Profit: secondo il 53,8% degli intervistati, nell’arco degli ultimi 10 anni la raccolta da lasciti ha avuto un peso tra il 5 e il 10% nella raccolta fondi generale; il peso è stato tra l’11 e il 25% per quasi 2 organizzazioni su 10 (19,2% del campione). Per quasi la metà delle organizzazioni intervistate (46,2% del campione) i lasciti ricevuti hanno un valore tra i 50 e 100mila euro. Il 34,6% riceve lasciti tra i 10 e i 49 mila euro, mentre il 26,9% del campione dichiara donazioni oltre i 100mila euro, ma c’è anche un 3,8% che riceve donazioni di piccola entità, a conferma del fatto che il lascito è un gesto alla portata di tutti e che non occorrono patrimoni importanti o una posizione sociale di privilegio per decidere di lasciare una piccola eredità in favore di una causa benefica.

Lascito solidale: ad essere più inclini sono le donne e chi già ha donato in passato. Per il 69,2% delle organizzazioni a donare un lascito testamentario sono donne, mentre per il 31% il testamento solidale viene scelto in egual misura da uomini e donne. Secondo le ONP intervistate, la maggioranza di chi fa un lascito ha comunque già un’abitudine alla donazione (80,7%), dunque è un donatore abituale, con una solida cultura della solidarietà. Tra questi, il 53,4% dona abitualmente alla stessa organizzazione che poi decide di inserire nelle sue ultime volontà, mentre il 26,9% sceglie di fare un lascito anche a enti per i quali non si è in precedenza donato.

Una “faccenda” per over 60, ma la sfida delle ONP è coinvolgere anche i più giovani. L’età di chi pensa e si informa sul lascito solidale resta alta: il 100% di chi chiede informazioni o delucidazioni sul tema risulta avere più di 60 anni. In particolare, 1 su 2 è nella fascia d’età tra 60 e 70 anni, l’altro 50% è over 70. Ma su questo fronte in Italia ancora molti progressi sono possibili, per sensibilizzare a questo importante gesto anche la platea degli over 50: il 46,2% delle organizzazioni dice di aver messo in atto campagne di comunicazione e strategie per portare il tema dei lasciti ad un target più giovane e il 26,9% del campione si dichiara di essere fortemente intenzionato a farlo, mentre il restante 26,9% non lo considera un obiettivo a breve termine.

Disabilità, Abodi: un dovere far sì che sport sia davvero inclusivo

Disabilità, Abodi: un dovere far sì che sport sia davvero inclusivoRoma, 3 dic. (askanews) – “Una giornata meravigliosa, non soltanto perché è la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, ma perché qui (a ‘Sportintegra’, ndr) abbiamo fatto il pieno di sorrisi, abbracci, strette di mano, anche di impegni che mi sono assunto e che cercherò di portare avanti con la collega Alessandra Locatelli, Ministro per le disabilità. C’è voglia di fare, abbiamo il dovere di fare in modo che lo sport sia davvero inclusivo, accessibile, migliorando i luoghi, offrendo maggiori opportunità. Questi ragazzi, queste ragazze, hanno una forza strordinaria, la forza del sorriso, la forza della felicità nonostante quello che non hanno, mentre a volte noi siamo di tutt’altro segno, ci concentriamo sulle cose che non abbiamo, cerchiamo sempre un altro obiettivo rispetto all’apprezzamento di ciò che la vita ci concede. È una giornata importante non per quello che celebriamo oggi ma per i doveri di domani”. Lo ha detto il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, a margine di “Sportintegra – Festa dello sport integrato e inclusivo”, tenutasi a Roma presso il “CIP – Comitato Italiano Paralimpico”, manifestazione promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute, e organizzata da DreamCom.

A Roma Convegno sulla “Lumiere” a 400 anni da Santa Luisa de Marillac

A Roma Convegno sulla “Lumiere” a 400 anni da Santa Luisa de MarillacRoma, 2 dic. (askanews) – Si svolge oggi a Roma, in Casa Maria Immacolata, istituto delle Figlie della Carità in via Ezio, il convegno “Lumière”, organizzato dal Coordinamento della Famiglia Vincenziana Italia, a quattrocento anni dall’esperienza di Luce di santa Luisa de Marillac (1623 – 2023). Spiega il manifesto del Convegno: “Nel 1623 Luisa era sommersa nei meandri di una oscurità, che la portava a dubitare che l’esistenza avesse un senso e fosse travolta dal caos del Nulla universale. Ma ecco che, nella preghiera del dramma interiore, l’illuminazione dello Spirito di Dio la guarisce e ne unifica le fratture dell’anima. Nasce una nuova Luisa, dalla grazia dello Spirito. E lei vivrà tutta la vita nella memoria di quel momento, ricevendo, assimilando, incorporando questo Spirito che la immette nell’avventura della carità”.

“I biografi hanno ricostruito con sufficiente circostanzialità i dati che hanno caratterizzato l’esistenza di Luisa de Marillac nella prima parte della sua vita, che ha come punto di arrivo l’esperienza dell’illuminazione sul passato e sul futuro della sua esistenza avvenuta nel giorni di Pentecoste del 1623. Ma la cura per l’oggettività con cui essi presentano i fatti non ci restituisce sufficientemente lo stato d’animo e la condizione emotiva che ha lavorato nel sottosuolo sensibile di questa giovane, che si è presentata all’appuntamento con la maturità della vita con una ferita che invece di cicatrizzarsi era andata ad acuirsi fino ad arrivare ad una forma di avvilimento destrutturante la sua personalità” spiega Padre Erminio Antonello CM, Visitatore della provincia dei Missionari Vincenziani Italia che ha aperto la mattinata con una relazione su “I dati storico-biografici dell’evento chiamato “Lumière”. “Luisa infatti arriva a 32 anni di età con una tristezza nell’anima, tale da fissarsi nell’idea di essere oggetto di una punizione divina – continua padre Antonello -. Da questo avvilimento potrà uscirne in forza dell’azione illuminante dello Spirito Santo, dell’intercessione di san Francesco di Sales e della mediazione pedagogica di san Vincenzo. Il nocciolo di questa liberazione interiore è contenuto nel breve scritto che gli storici hanno intitolato Lumière, Luce”.

Prevista nella mattinata la visione del filmato “Dall’abbandono al dono: Luisa de Marillac” e l’intervento di Suor Assunta Corona FdC “La presenza dello Spirito, anima della carità in Santa Luisa”. Dopo una breve pausa, sarà la volta di Marcella Patrucco e Gabriella Raschi GVV ad intervenire sul tema “La grazia dello Spirito nelle opere di carità, oggi”. La celebrazione dell’Eucarestia concluderà i lavori della mattinata. Nel pomeriggio ci sarà l’intervento di padre Nicola Albanesi CM che parlerà sul tema “Il mistero trinitario orizzonte del vivere fraternamente nei gruppi vincenziani” e a seguire il dibattito con i relatori in assemblea. Scrive santa Luisa de Marillac in Lumière: “Ed ecco che il giorno di Pentecoste, mentre partecipavo alla santa Messa e facevo l’orazione in chiesa, d’improvviso in un istante il mio spirito fu illuminato su tutti i miei dubbi. Compresi allora che dovevo restare con mio marito e che sarebbe venuto un tempo in cui avrei potuto fare i voti di povertà, castità e obbedienza, in una piccola comunità, dove anche altre avrebbero fatto lo stesso. Capii che si trattava di un luogo dove si sarebbe servito il prossimo, ma non mi era comprensibile come ciò potesse accadere dal momento che questo servizio si sarebbe svolto in un “andare e venire”.

PizzAut contagia il mondo del lavoro, nuove assunzioni in pizzeria

PizzAut contagia il mondo del lavoro, nuove assunzioni in pizzeriaRoma, 1 dic. (askanews) – PizzAut celebra il 3 dicembre, la giornata mondiale della disabilità, ampliando il suo staff nelle pizzerie di Cassina de’ Pecchi e di Monza con modalità innovative che puntano a diffondere la cultura dell’inclusione. A sostenere l’impegno di PizzAut e i suoi traguardi domenica 3 dicembre la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, insieme all’associazione dei consulenti del lavoro di Monza Brianza di cui sarà ospite, pranzerà da PizzAut a Monza e incontrerà le aziende sostenitrici.

Il progetto di PizzAut sta galoppando e molte grandi aziende private lo stanno assorbendo condividendo l’idea di un mondo del lavoro più inclusivo. Infatti, Alessio, Beatrice, Giulia, Riccardo, Simone e Simone, ovvero i prossimi lavoratori di PizzAut, saranno assunti da BINDI, Coop Lombardia, Danone, PRG Retail Group (con le insegne Toys Center e Bimbostore) e Quantum Retail Srl. Dopo un periodo di tempo presso PizzAut i ragazzi, in base al loro specifico percorso professionale, potrebbero essere inseriti presso le stesse aziende. “Con queste assunzioni stiamo realizzando quello che fino a poco tempo fa credevamo un sogno” afferma Nico Acampora, fondatore di PizzAut. “Il lavoro è un veicolo fondamentale di inclusione sociale, il progetto PizzAut nasce esattamente con questo presupposto e con l’obiettivo di trasformare i nostri ragazzi e le nostre ragazze in cittadini attivi, in contribuenti. Fermarsi alle assunzioni in PizzAut però non basta. Questa esperienza deve diventare un amplificatore della nostra idea di futuro. PizzAut è un laboratorio di inclusione sociale, le aziende sono il luogo in cui il risultato di questo laboratorio diventa realtà. Assumere persone autistiche è un gesto inclusivo che porterà nelle aziende professionisti appassionati e attenti”.

Il lavoro è sempre stato al centro del progetto PizzAut. Nico Acampora lo richiama in ogni occasione, ad esempio, quando ha offerto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la pizza Articolo 1, alludendo al primo articolo della nostra Costituzione che è fondata anche sul lavoro dei ragazzi e delle ragazze autistici. “Siamo davvero orgogliosi che dopo l’assunzione di Beatrice a tempo indeterminato con un contratto di lavoro sottoscritto dinanzi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ed il seguente distacco formativo presso PizzAut, altre aziende abbiamo scelto di seguirci per sostenere questo importante progetto” – afferma Luca Rizzardi Direttore Risorse Umane di Coop Lombardia. “Questo specifico percorso di inclusione nato dalla collaborazione con Pizzaut, porterà in questi giorni anche all’assunzione a tempo indeterminato di Lorenzo, che ha affrontato in modo proficuo e molto determinato un periodo di tirocinio ed inserimento direttamente presso il nostro Ipercoop di Baggio”.

“Da più di un decennio lavoriamo in Danone per realizzare politiche di sostegno innovative dirette a promuovere l’inclusione, la parità di genere, la cura ai fragili – dichiara Fabrizio Gavelli, Amministratore Delegato Danone Italia e Grecia – come è sempre stato nel nostro DNA aziendale. Questa volta abbiamo voluto fare di più. A partire da un progetto sentito e importante come quello realizzato da Danette con PizzAut, che ha supportato l’apertura della nuova pizzeria di Monza, abbiamo voluto seguire la guida di Nico Acampora: abbiamo aderito al progetto di assunzioni di persone autistiche a supporto dell’organico del ristorante, nella speranza che presto altri ci seguano. In questo anno di conoscenza ravvicinata, tutti noi in Danone abbiamo potuto apprezzare la validità di un progetto così fondamentale a livello sociale”. “Abbiamo sostenuto l’apertura di Monza con la raccolta fondi nei nostri negozi e continuato poi con l’inclusione lavorativa e l’assunzione di Giulia a tempo indeterminato nel punto vendita Toys Center di Cologno Monzese. Accompagnarla nel suo percorso di crescita personale e professionale, vedere in lei la passione e l’impegno in ogni attività, il suo senso di responsabilità e di abnegazione rappresenta per noi non solo un gesto concreto, e mi sento di dire doveroso, di inclusione ma anche un momento di crescita per tutti noi per i valori che tutto ciò trasmette” dichiara Maurizio Santini, HR Director PRG Retail Group “E l’insieme di tante belle singole storie come quella di Giulia speriamo potrà poco alla volta scardinare la diffidenza ed il pregiudizio che talvolta compaiono quando ci si approccia al mondo dell’autismo. Un enorme grazie a Nico Acampora, per avere portato avanti un modo nuovo di avvicinare le aziende al mondo fantastico che si cela dietro ciascuna ragazza/ragazzo autistica. Siamo felici di poter dare il nostro contributo concreto e di concorrere alla realizzazione di questo splendido progetto”.

“Crediamo fermamente che, come azienda, abbiamo il dovere e la responsabilità di impegnarci in attività di carattere sociale per dare il nostro contributo nelle comunità dove viviamo e operiamo e restituire parte di ciò che riceviamo, sostenendo progetti che, di volta in volta, riteniamo rilevanti e ad alto valore etico” afferma Alessandro Cappellari amministratore delegato di Quantum Retail Srl “Oggi ci sentiamo molto onorati e grati di poter fare un altro passo a sostegno della crescita di “PizzAut” che riteniamo essere un mondo straordinario, oltre che un importante esempio concreto e magico al tempo stesso, di sensibilizzazione e di inclusione! Un ringraziamento particolare a Nico che ci ha dimostrato, ancora una volta, come sia possibile con tanto lavoro e la forza di un’idea, superare barriere e pregiudizi. Ad oggi PizzAut, nelle sue due pizzerie di Cassina de’ Pecchi e di Monza, impiega 40 dipendenti tra camerieri, pizzaioli e addetti alla cucina. Ognuno di loro non è solo un dipendete di PizzAut ma un professionista efficiente che si impegna durante il suo orario di lavoro con determinazione e che in futuro potrà essere integrato in qualsiasi altra realtà.

PizzAut contagia il mondo del lavoro, nuove assunzioni in pizzeria

PizzAut contagia il mondo del lavoro, nuove assunzioni in pizzeriaRoma, 1 dic. (askanews) – PizzAut celebra il 3 dicembre, la giornata mondiale della disabilità, ampliando il suo staff nelle pizzerie di Cassina de’ Pecchi e di Monza con modalità innovative che puntano a diffondere la cultura dell’inclusione. A sostenere l’impegno di PizzAut e i suoi traguardi domenica 3 dicembre la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, insieme all’associazione dei consulenti del lavoro di Monza Brianza di cui sarà ospite, pranzerà da PizzAut a Monza e incontrerà le aziende sostenitrici.

Il progetto di PizzAut sta galoppando e molte grandi aziende private lo stanno assorbendo condividendo l’idea di un mondo del lavoro più inclusivo. Infatti, Alessio, Beatrice, Giulia, Riccardo, Simone e Simone, ovvero i prossimi lavoratori di PizzAut, saranno assunti da BINDI, Coop Lombardia, Danone, PRG Retail Group (con le insegne Toys Center e Bimbostore) e Quantum Retail Srl. Dopo un periodo di tempo presso PizzAut i ragazzi, in base al loro specifico percorso professionale, potrebbero essere inseriti presso le stesse aziende. “Con queste assunzioni stiamo realizzando quello che fino a poco tempo fa credevamo un sogno” afferma Nico Acampora, fondatore di PizzAut. “Il lavoro è un veicolo fondamentale di inclusione sociale, il progetto PizzAut nasce esattamente con questo presupposto e con l’obiettivo di trasformare i nostri ragazzi e le nostre ragazze in cittadini attivi, in contribuenti. Fermarsi alle assunzioni in PizzAut però non basta. Questa esperienza deve diventare un amplificatore della nostra idea di futuro. PizzAut è un laboratorio di inclusione sociale, le aziende sono il luogo in cui il risultato di questo laboratorio diventa realtà. Assumere persone autistiche è un gesto inclusivo che porterà nelle aziende professionisti appassionati e attenti”.

Il lavoro è sempre stato al centro del progetto PizzAut. Nico Acampora lo richiama in ogni occasione, ad esempio, quando ha offerto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la pizza Articolo 1, alludendo al primo articolo della nostra Costituzione che è fondata anche sul lavoro dei ragazzi e delle ragazze autistici. “Siamo davvero orgogliosi che dopo l’assunzione di Beatrice a tempo indeterminato con un contratto di lavoro sottoscritto dinanzi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ed il seguente distacco formativo presso PizzAut, altre aziende abbiamo scelto di seguirci per sostenere questo importante progetto” – afferma Luca Rizzardi Direttore Risorse Umane di Coop Lombardia. “Questo specifico percorso di inclusione nato dalla collaborazione con Pizzaut, porterà in questi giorni anche all’assunzione a tempo indeterminato di Lorenzo, che ha affrontato in modo proficuo e molto determinato un periodo di tirocinio ed inserimento direttamente presso il nostro Ipercoop di Baggio”.

“Da più di un decennio lavoriamo in Danone per realizzare politiche di sostegno innovative dirette a promuovere l’inclusione, la parità di genere, la cura ai fragili – dichiara Fabrizio Gavelli, Amministratore Delegato Danone Italia e Grecia – come è sempre stato nel nostro DNA aziendale. Questa volta abbiamo voluto fare di più. A partire da un progetto sentito e importante come quello realizzato da Danette con PizzAut, che ha supportato l’apertura della nuova pizzeria di Monza, abbiamo voluto seguire la guida di Nico Acampora: abbiamo aderito al progetto di assunzioni di persone autistiche a supporto dell’organico del ristorante, nella speranza che presto altri ci seguano. In questo anno di conoscenza ravvicinata, tutti noi in Danone abbiamo potuto apprezzare la validità di un progetto così fondamentale a livello sociale”. “Abbiamo sostenuto l’apertura di Monza con la raccolta fondi nei nostri negozi e continuato poi con l’inclusione lavorativa e l’assunzione di Giulia a tempo indeterminato nel punto vendita Toys Center di Cologno Monzese. Accompagnarla nel suo percorso di crescita personale e professionale, vedere in lei la passione e l’impegno in ogni attività, il suo senso di responsabilità e di abnegazione rappresenta per noi non solo un gesto concreto, e mi sento di dire doveroso, di inclusione ma anche un momento di crescita per tutti noi per i valori che tutto ciò trasmette” dichiara Maurizio Santini, HR Director PRG Retail Group “E l’insieme di tante belle singole storie come quella di Giulia speriamo potrà poco alla volta scardinare la diffidenza ed il pregiudizio che talvolta compaiono quando ci si approccia al mondo dell’autismo. Un enorme grazie a Nico Acampora, per avere portato avanti un modo nuovo di avvicinare le aziende al mondo fantastico che si cela dietro ciascuna ragazza/ragazzo autistica. Siamo felici di poter dare il nostro contributo concreto e di concorrere alla realizzazione di questo splendido progetto”.

“Crediamo fermamente che, come azienda, abbiamo il dovere e la responsabilità di impegnarci in attività di carattere sociale per dare il nostro contributo nelle comunità dove viviamo e operiamo e restituire parte di ciò che riceviamo, sostenendo progetti che, di volta in volta, riteniamo rilevanti e ad alto valore etico” afferma Alessandro Cappellari amministratore delegato di Quantum Retail Srl “Oggi ci sentiamo molto onorati e grati di poter fare un altro passo a sostegno della crescita di “PizzAut” che riteniamo essere un mondo straordinario, oltre che un importante esempio concreto e magico al tempo stesso, di sensibilizzazione e di inclusione! Un ringraziamento particolare a Nico che ci ha dimostrato, ancora una volta, come sia possibile con tanto lavoro e la forza di un’idea, superare barriere e pregiudizi. Ad oggi PizzAut, nelle sue due pizzerie di Cassina de’ Pecchi e di Monza, impiega 40 dipendenti tra camerieri, pizzaioli e addetti alla cucina. Ognuno di loro non è solo un dipendete di PizzAut ma un professionista efficiente che si impegna durante il suo orario di lavoro con determinazione e che in futuro potrà essere integrato in qualsiasi altra realtà.

Disabilità, al via campagna Lega Filo d’oro per feste Natale

Disabilità, al via campagna Lega Filo d’oro per feste NataleRoma, 29 nov. (askanews) – Pari opportunità e un futuro privo di barriere in cui il pieno riconoscimento dei propri diritti venga attuato garantendo un’inclusione reale: chiedono questo le persone con sordocecità e pluriminorazione psicosensoriale, oltre 360mila in Italia (lo 0,7% della popolazione). Una fascia di popolazione spesso invisibile, che rischia di essere confinata nell’isolamento imposto dalla propria disabilità a causa dell’assenza di efficaci processi di analisi dei bisogni specifici di queste persone, delle barriere e delle disuguaglianze che sono costrette ad affrontare. Chiedono, dunque, di essere messe nelle condizioni di vivere le proprie vite perseguendo la massima autonomia possibile e partecipando attivamente alla vita del Paese.

In occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità (3 dicembre), la Fondazione riaccende l’attenzione su questa disabilità complessa, portando avanti il proprio impegno affinché in Italia l’iter per la revisione e la piena applicazione della Legge 107/2010 – che riconosce la sordocecità come una disabilità unica e specifica – non si fermi e parallelamente dando voce alle tante famiglie che chiedono soluzioni concrete per il futuro dei propri figli. Perché la Lega del Filo d’Oro opera da sempre nella convinzione che anche nelle disabilità più gravi è possibile realizzare un progresso ogni giorno, se la società è ben disposta ad accogliere i bisogni della persona e a riconoscere le sue potenzialità. “Nonostante gli importanti passi fatti negli ultimi anni, nel nostro Paese manca ancora una Legge che funzioni realmente e una sensibilità collettiva che porti le persone sordocieche e le loro istanze ad essere viste ed ascoltate da tutti. Una delle necessità che percepiamo, infatti, come prioritarie, in questo contesto storico così difficile per tutti, è sicuramente quella di diventare visibili, con i nostri bisogni specifici e complessi, che richiedono tanta cura – sottolinea Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle persone sordocieche della Lega del Filo d’Oro – Da quasi 60 anni la Lega del Filo d’Oro è impegnata al nostro fianco, ma il suo operato non basta. È importante fare rete, anche nei territori, per replicare il suo modello e fare in modo che per noi persone sordocieche e per le nostre famiglie non rimanga il miraggio”.

Milano, a Casa Emergency il regalo di Natale che può salvare vite

Milano, a Casa Emergency il regalo di Natale che può salvare viteMilano, 28 nov. (askanews) – Chiede un “piccolo gesto”, Emergency, per sostenere il diritto alla cura in Italia e nel mondo. Fino al 24 dicembre, a Casa Emergency in via Santa Croce 19 a Milano è possibile trovare idee regalo e sostenere così i suoi progetti in Italia e nel mondo. Dai cesti e tessuti dall’Uganda agli accessori realizzati con materiali di riciclo, dai dolci natalizi alle magliette dell’associazione, che si possono acquistare anche online. Sono più di settanta le proposte regalo con il logo di Emergency, dalla classica tazza fino all’agenda, ma anche prodotti provenienti dai Paesi in cui l’associazione lavora o da realtà solidali che collaborano con la Ong.

Per offrire un aiuto a chi vive in contesti difficili in Italia e nel mondo, negli spazi di Natale si possono acquistare il presepe della pace del Perù prodotto da Kenty, realtà che mette insieme famiglie artigiane, rifugiati e piccole cooperative di giovani in zone disagiate del Paese; la collana con il ciondolo logo di Emergency e il portachiavi entrambi realizzati da NO WAR FACTORY, con metalli provenienti da residui bellici disseminati nel Laos, Paese del Sud est asiatico, la zona del mondo più bombardata della storia; per chi volesse regalare un libro, si possono anche trovare i libri scritti dal fondatore della Ong, Gino Strada, come ad esempio “Una persona alla volta” edito da Feltrinelli. Per un Natale solidale anche a tavola torroni, croccanti e altri dolci a base di mandorla, pistacchio e nocciola prodotti all’interno della Casa circondariale di Ragusa dalla cooperativa Sprigioniamo Sapori, le tavolette di cioccolato del Laboratorio di Don Puglisi, progetto di reinserimento sociale di donne in difficoltà con figli, la Cesta salata Emergency di Negozio Leggero con una selezione di prelibatezze senza derivati animali, gli infusi e le tisane di Erbalogica, tutti rigorosamente biologici.

Per chi è attento all’ambiente si possono scegliere gli orecchini e le collane di Az Contempory Jewels tutti prodotti con materiali di riciclo, a tiratura limitata; un’altra possibilità è quella di regalare le borse di Cartiera, laboratorio di moda etica che recupera e riusa pelle e tessuti di alta qualità; tante le proposte di Vagamondi con il progetto nato in Sri Lanka che produce materiale da cartoleria a partire dagli escrementi degli elefanti. Emergency propone, infine, delle idee-regalo virtuali: basta un contributo online e si potrà sostenere direttamente il lavoro dell’associazione in Italia e nel mondo, con l’acquisto di giubbotti-salvagente per la nave Life Support, di farmaci e materiale sanitario per un neonato in terapia intensiva neonatale in Afghanistan, una visita medica gratuita a un paziente nel politruck, l’ambulatorio mobile di Emergency aperto a tutti per visite gratuite in Italia, pacchi spesa, per un mese, beni di prima necessità per una famiglia.

Con l’acquisto dei regali solidali sarà possibile inviare ai propri cari gli auguri di Natale tramite una e-card: si contribuirà così concretamente a garantire il diritto alla cura gratuito, uguale e universale per tutti, alla lotta alla guerra e alla povertà.