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Design, Realacci (Symbola): cruciale per la sfida della sostenibilità

Design, Realacci (Symbola): cruciale per la sfida della sostenibilitàMilano, 2 apr. (askanews) – “La leadership italiana nel design conferma il suo ruolo importante come infrastruttura immateriale del made in Italy, come dimostra il Salone del Mobile di Milano, e protagonista nella sfida della sostenibilità”. Così Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, commenta i risultati del rapporto “Design Economy 2025”, presentato oggi a Milano da Fondazione Symbola, Deloitte Private, POLI.design, ADI Associazione per il Disegno Industriale in collaborazione con Comieco, AlmaLaurea, CUID, con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del ministero delle Imprese e del Made in Italy.


“Nel pieno di una transizione verde e digitale il design è chiamato nuovamente a dare forma, senso e bellezza al futuro – prosegue il presidente della Fondazionoe Symbola -. Il design è strategico anche per sviluppare una nuova generazione di prodotti che nel segno della bellezza rispondano ai dettami dell’economia circolare: efficienza, minore impiego di materia ed energia, riciclabilità, riutilizzabilità.Anche per questo il 91,7% si dichiara attento ai temi della sostenibilità. Perché come è scritto sul Manifesto di Assisi ‘affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro’”. “L’Italia si conferma il fulcro del design europeo mantenendosi al primo posto del podio in Ue, in termini di fatturato e addetti del comparto – evidenzia Ernesto Lanzillo, partner e leader di Deloitte Private in Italia -. Oltre all’aspetto dimensionale micro/piccolo degli operatori, il nostro paese si distingue per la creatività e la capacità di innovazione del design made in Italy, che emergono quali fattori essenziali per la competitività attuale e futura di tutti i settori industriali. specialmente in un’epoca di trasformazioni radicali come questa, il design può fungere da ponte fra la tecnologia, i prodotti e i servizi, ma anche fra la sostenibilità, la salute e il benessere delle persone. nell’edizione di quest’anno del rapporto, abbiamo dunque voluto dedicare un’attenzione particolare all’importanza del design nel settore healthcare che, per quanto ancora frenato da barriere normative e culturali, presenta notevoli potenzialità e opportunità di sviluppo. “l rapporto invita a guardare al futuro con consapevolezza e visione strategica, valorizzando il design non solo come strumento di cambiamento e innovazione, ma anche come miglioramento concreto nella qualità della vita delle persone, che devono essere al centro della progettazione di nuovi prodotti e servizi”.

Design, 8 operatori su 10 utilizzano l’Intelligenza Artificiale

Design, 8 operatori su 10 utilizzano l’Intelligenza ArtificialeMilano, 2 apr. (askanews) – Design e innovazione sono profondamente connessi: mentre l’innovazione fa proprie le metodologie del design per prendere forma, il design fa riferimento continuo all’innovazione per aumentare la competitività delle proprie soluzioni. Tra le leve che consentono di stimolare l’innovazione, l’introduzione di nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale, si afferma come un potente acceleratore. Secondo quanto emerge dal rapporto “Design Economy 2025” (presentato oggi a Milano da Fondazione Symbola, Deloitte Private, POLI.design, ADI Associazione per il Disegno Industriale in collaborazione con Comieco, AlmaLaurea, CUID, con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del ministero delle Imprese e del Made in Italy), l’80% degli operatori intervistati di design utilizza strumenti di intelligenza artificiale: il 35,9% in maniera ampia e trasversale e il 43% limitatamente ad alcuni processi produttivi.


La quota di utilizzatori è considerevolmente più elevata nel caso delle imprese che non dei progettisti (88,9% contro 53,5%). Molto più ridotta risulta la quota degli operatori che non utilizzano alcuna soluzione di AI, scesa al 6,8% dal 21% della scorsa rilevazione (quota in calo anche per i progettisti, anche se in misura meno accentuata: dal 27% al 21,2%). Chi la utilizza, considera l’intelligenza artificiale un valido alleato per la competitività del business. Per una quota di operatori intervistati pari al 72,2% il principale vantaggio dell’intelligenza artificiale è quello di consentire una riduzione del tempo di sviluppo di un progetto(ad es. con la progettazione generativa), ma anche – nel 42,5% delle risposte degli intervistati – di minimizzare gli errori, ad esempio tramite la correzione automatica, i suggerimenti intelligenti, la valutazione dei test di usabilità. L’assistenza nel processo di creazione tramite la raccolta e l’elaborazione di input e stimoli propri del processo creativo è stata indicata quale vantaggio dal 38,2% degli intervistati.

Desing, cresce il numero di corsi di formazione: +9% in un anno

Desing, cresce il numero di corsi di formazione: +9% in un annoMilano, 2 apr. (askanews) – Nell’anno accademico 2023/2024 sono 97 gli istituti che hanno attivato corsi di studio in discipline del design: due in più in un anno. E’ quanto emerge dal rapporto “Design Economy 2025”, presentato oggi a Milano da Fondazione Symbola, Deloitte Private, POLI.design, ADI Associazione per il Disegno Industriale in collaborazione con Comieco, AlmaLaurea, CUID, con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del ministero delle Imprese e del Made in Italy.


Secondo il rappporto, in Italia ci sono 30 Università (di cui 20 pubbliche e 10 private), 29 altri istituti autorizzati a rilasciare titoli Afam, 20 Accademie di Belle Arti, 12 Accademie Legalmente Riconosciute e 6 Isia, per un totale di 371 corsi di studio, distribuiti in vari livelli formativi e in diverse aree di specializzazione. Rispetto all’anno accademico precedente, il numero di corsi accreditati e attivati è cresciuto del +9%, mentre il numero degli istituti è incrementato del +2%, in forza in particolar modo del dato che si riferisce agli altri Istituti autorizzati a rilasciare titoli Afam. Tra i nuovi corsi attivati, ci sono ad esempio quelli orientati ai temi della sostenibilità ambientale e sociale, come “Design per l’innovazione sostenibile” dell’Università degli studi di Firenze, “Product Design Sostenibile” dell’Accademia di Belle Arti di Perugia e “Design per la Comunità” all’Università degli Studi di Napoli – Federico II.

Design, cresce la domanda nel settore sanitario

Design, cresce la domanda nel settore sanitarioMilano, 2 apr. (askanews) – Negli ultimi anni il design trova sempre più applicazione nel settore medicale e in quello farmaceutico, dove estetica e funzionalità si integrano con esigenze mediche, ergonomia e benessere del paziente. Dalla progettazione di dispositivi medici ergonomici a interfacce intuitive per il monitoraggio della salute, fino alla creazione di ambienti ospedalieri studiati per ridurre lo stress del personale medico e dei pazienti. E’ quanto emerge dal rapporto “Design Economy 2025”, presentato oggi a Milano da Fondazione Symbola, Deloitte Private, POLI.design, ADI Associazione per il Disegno Industriale in collaborazione con Comieco, AlmaLaurea, CUID, con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del ministero delle Imprese e del Made in Italy.


Non è un caso se, come emerge dalle analisi riportate nel primo capitolo, il 9,4% dei servizi di progettazione oggi richiesti al settore proviene proprio dall’healthcare, con la previsione di salire al 9,7% nei prossimi tre anni. Ciò rivela un processo di evoluzione in corso nel mondo sanitario italiano, orientato a favorire anche la transizione ambientale, per la quale ad oggi la richiesta di servizi di eco-design per l’healthcare si attesta al 4,9%. Il design, grazie ai suoi metodi e strumenti operativi, consente di progettare soluzioni costruite attorno alle persone, con lo specifico obiettivo di aumentare positivamente l’esperienza del paziente. Per questo motivo, un numero crescente di imprese medicali e farmaceutiche si stanno servendo del design per fare innovazione e consolidare la propria leadership sul mercato. Il Rapporto si sofferma anche sul packaging, che consolida ulteriormente la propria importanza nelle attività di design: considerando l’insieme delle imprese e dei progettisti intervistati, un terzo è attualmente impegnato in attività inerenti alla progettazione di packaging, valore che supera il 50% nel caso dei progettisti. Essendo la scelta materica parte integrante del progetto del packaging, è utile soffermare l’analisi sulle scelte dei materiali impiegati. La carta o materiali a prevalenza di carta risulta oggi la scelta preponderante (nell’83,2% dei casi) e lo rimarrà anche per le realizzazioni del prossimo futuro. Significativamente elevata è la quota di coloro che impiegano altri materiali di origine bio-based (famiglia di materiali o prodotti prevalentemente polimerici che derivano da biomassa vegetale) con una quota più che raddoppiata nelle previsioni di utilizzo nei prossimi tre anni, da 17,8% a 38,3%. Rimane invece su percentuali inferiori la progettazione di packaging effettuata impiegando materiali in plastica o a prevalenza plastica (14,9%) e materiali vetrosi (13,9%), in entrambi i casi in riduzione nel triennio a venire. All’interno delle attività di design packaging aumenta l’utilizzo di tecnologie, quali il QR Code, utilizzato dal 50,5% degli operatori intervistati. Ancora poco diffuse, risultano invece le integrazioni con contenuti digitali fruibili nella realtà estesa (aumentata, virtuale, mista): oggi utilizzata dal 6,9% degli intervistati, ma in forte aumento nel prossimo futuro (21,7%). Il sistema formativo del design in Italia è in continua evoluzione e si sta adattando alle esigenze di un mercato sempre più dinamico e diversificato. In particolare, si stanno diffondendo nuove figureprofessionali tra cui il prompt designer e il designer for AI, che integrano competenze avanzate in tecnologie di intelligenza artificiale, e il digital content strategist, che sviluppa strategie visive e contenuti per massimizzare il coinvolgimento degli utenti.

Design Economy: Italia prima in Ue per fatturato e addetti

Design Economy: Italia prima in Ue per fatturato e addettiMilano, 2 apr. (askanews) – Il design italiano si conferma leader in Europa per fatturato (19,8% del totale Ue, 6,3 miliardi di euro) e numero di addetti (19,8%), davanti a Germania (18,9% del fatturato a 6 miliardi e 15,1% degli addetti) e Francia (12,8% del fatturato a 4,1 miliardi e 15,6% degli addetti). Tuttavia, mentre la Francia ha registrato una crescita occupazionale notevole (+24,2%) e la Germania ha visto un’espansione del fatturato (+15,4%), l’Italia ha rallentato rispetto agli anni precedenti, crescendo solo del +4,6% in termini di fatturato e del +5,2% in occupazione, poco sotto la media UE (+5,5% e +5,4%). In termini di numero di imprese, l’Italia è seconda in Europa con il 16,4%, dietro alla Francia (21%), ma ha subito una contrazione (-1,9%), mentre Germania e Francia sono in crescita (+3,2% e +5,7%). E’ quanto emerge dai risultati del rapporto “Design Economy 2025”, presentato oggi da Fondazione Symbola, Deloitte Private, Poli.design, Adi Associazione per il Disegno Industriale in collaborazione con Comieco, AlmaLaurea, Cuid, con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del ministero delle Imprese e del Made in Italy.


Nonostante il primato in valore assoluto, l’Italia è superata per efficienza dalla Spagna, che registra il più alto fatturato medio per addetto in Europa (148.645 euro), ben superiore alla media UE (90.355 euro) e a quella italiana (90.658 euro). Inoltre, le aziende italiane sono mediamente più piccole (1,5 addetti per impresa), mentre la Germania (2,0) e soprattutto la Spagna (2,4) vantano strutture più grandi e produttive. L’Italia si distingue per la sua forte connessione tra design e made in Italy, con un peso elevato nei settori dell’arredo, della moda e della meccanica. Tuttavia, la crescita più rapida della Francia e la maggiore produttività spagnola rappresentano sfide competitive. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nel settore è in forte espansione in tutta Europa: in Italia l’80% delle aziende di design la utilizza, con un picco dell’88,9% tra le imprese, ma la Germania e la Francia stanno investendo a ritmi superiori. Per mantenere il primato, l’Italia dovrà puntare su innovazione e crescita dimensionale delle imprese. Il settore del design conta 46mila operatori tra cui imprese, liberi professionisti e autonomi che hanno generato un valore aggiunto pari a 3,2 miliardi (+4%) con 63.485 mila occupati (+0,3%). Le stime condotte a livello territoriale fanno emergere – ancora una volta – una forte concentrazione delle attività del design in Lombardia e, più nello specifico, nella provincia di Milano. Nel territorio lombardo, infatti, si trovano ad operare circa 14mila imprese afferenti all’industria del design (circa un terzo del totale) da cui proviene il 32,8% del valore aggiunto e il 27,5% dell’occupazione complessiva del settore. Seguono Veneto e Emilia-Romagna. Una concentrazione geografica ancora più marcata emerge dal dato del valore aggiunto, dove la Lombardia con 1,1 miliardi di euro (+7%) riesce ad assorbire quasi un terzo della ricchezza nazionale prodotta dal settore. A seguire, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, con valori pari a 433, 363 e 351 milioni di euro. Molise (+10,3%), Friuli-Venezia Giulia (+10,8%) e Marche (+11,2%) sono le regioni che hanno registrato l’aumento più significativo di valore aggiunto rispetto al periodo pre-covid (2019), ma anche la crescita del valore aggiunto della Liguria è da considerarsi più che positiva (+9,2%).


Le imprese lombarde del design registrano più di 17 mila e cinquecento occupati (il 27,5% del totale nazionale). Seguono, ben distanziate, l’Emilia-Romagna e il Veneto, con un numero di posti di lavoro del settore rispettivamente pari a 8.418 e 7.458. Quarto posto, invece, per il Piemonte con 6.945 addetti. Le Marche, settima regione per numero di occupati dell’industria del design (2.812), si colloca in prima posizione della classifica per incidenza di progettisti sul totale degli occupati regionali (pari allo 0,40%). Milano si conferma la principale capitale del design italiano: il capoluogo lombardo è capace di concentrare il 18,6% del valore aggiunto del settore sul territorio nazionale pari a 604 milioni generati. Milano è anche sede del Salone del Mobile e del Fuorisalone, la più grande manifestazione al mondo dedicata al design. Questa tendenza fa il paio con quella generale, visto che le imprese e i professionisti del design svolgono le loro attività prevalentemente nei centri metropolitani, dove hanno la possibilità di godere di una maggiore visibilità nazionale e internazionale. Torino (227,4 milioni di euro) e Roma (175,3 milioni di euro) si trovano rispettivamente in seconda e terza posizione; Bologna èquarta, con 112,3 milioni di euro. Tra le province che compaiono nella top 20, Reggio Emilia, Verona e Venezia, sono quelle che hanno fatto registrare una crescita di valore aggiunto più significativa rispetto al 2019: +22,9%, +13,7% e +13,5% rispettivamente.

Università Lumsa, “Sostenibilità ed etica intelligenza artificiale”

Università Lumsa, “Sostenibilità ed etica intelligenza artificiale”Roma, 2 apr. (askanews) – Intelligenza artificiale e sostenibilità: questo il tema della nona edizione di Fare impresa in Italia, l’annuale convegno su imprenditoria e sostenibilità organizzato e promosso dall’Università Lumsa in collaborazione con Lumsa Alumni Network. Alla conferenza, in programma giovedì 3 aprile, dalle 8:45 alle 13, presso la sede dell’ateneo di Via Pompeo Magno 28, prenderanno parte figure di spicco del panorama italiano dell’intelligenza artificiale, startupper e investitori.   Storie di imprenditorialità e startup Subito dopo i saluti introduttivi del rettore prof. Francesco Bonini, del prof. Filippo Giordano e della prof.ssa Lucia Gibilaro, l’associazione studentesca JEMSA con Pasquale Viscanti, co-founder IA Spiegata Semplice, presenteranno il workshop Creare valore con l’intelligenza artificiale. A seguire, il panel su Storie di imprenditorialità e startup, in cui Valentina Righetti- Your personal trainer-, Chiara Cavallo- Alfred-, Emanuele Bianconi- SQUP- e Claudio Vaccaro- Kobo Ventures- si confronteranno su innovazione e investimenti nelle nuove imprese.   Intelligenza artificiale e sostenibilità Nella tavola rotonda dedicata all’intelligenza artificiale, spazio ad ogni aspetto di un tema così dibattuto e attuale, dagli sviluppi tecnologici alle implicazioni etiche e di sostenibilità ambientale. Interverranno Tiziana Catarci- Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale-, Giacinto Fiore- AI Week-, Shalini Kurapati- ClearBox AI- Domenico Nesci- Deep Ocean Capital SGR-, Giambattista Dagnino, Direttore International Research Center for Artificial Intelligence Management Università LUMSA, Fr. Riccardo Lufrani O.P, docente di teologia Università LUMSA e Maurizio Naldi, professore ordinario di Computer Science Università LUMSA.   Fare impresa in Italia Innovazione, sostenibilità e scenari economici al centro del convegno organizzato dall’Università LUMSA. Giunto alla nona edizione, Fare impresa in Italia costituisce un importante tassello nella costruzione di un percorso che l’Università LUMSA porta avanti da anni per creare una rete di professionisti e imprese- da quelle storiche del made in Italy alle startup- in costante dialogo con gli studenti nel loro ruolo di figure professionali di domani.

UN Global Compact: due diligence ambientale e sociale per le imprese

UN Global Compact: due diligence ambientale e sociale per le impreseMilano, 27 feb. (askanews) – Il Global Compact delle Nazioni Unite – la più grande iniziativa globale per la sostenibilità aziendale – alla luce delle nuove semplificazioni introdotte dal Pacchetto Omnibus, riafferma l’importanza per le imprese di rispondere a requisiti di due diligence ambientale e sociale, in linea con gli standard internazionali.


Di fronte alle sfide che è chiamata ad affrontare, l’UE ha assunto impegni ambiziosi per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 e migliorare le condizioni di vita in tutto il continente. Per armonizzare le priorità ambientali, sociali ed economiche il Green Deal è stato posto al centro di questa strategia. È fondamentale garantire che questi sforzi si traducano in impatti reali e misurabili in tutti i settori e questo richiede di assicurare trasparenza e l’obbligo di rendicontazione, per rimanere fedeli allo spirito del Green Deal e all’attuazione dell’Accordo di Parigi. Il Global Compact delle Nazioni Unite sottolinea l’importanza di valutare e gestire gli impatti più rilevanti, dando priorità agli effetti più gravi e significativi che le attività di un’azienda possono avere sulle persone e sul pianeta. Questo approccio permette alle imprese di acquisire una visione chiara degli effetti del proprio operato e dei rischi sistemici, consentendo loro di adottare misure proattive ed efficaci per promuovere un cambiamento positivo.


Grazie all’integrazione di una due diligence approfondita, le imprese possono allinearsi ai Principi Guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e alle Linee guida dell’OCSE per le imprese multinazionali. Questi documenti forniscono un inquadramento a livello internazionale e sono pienamente in linea con i Dieci Principi del Global Compact, che comprendono i diritti umani, il lavoro, l’ambiente e la lotta alla corruzione. Il rispetto dei principi fa sì che le imprese contribuiscano attivamente allo sforzo globale per promuovere un mondo più giusto, prospero e sostenibile, in linea con gli standard internazionali di sostenibilità. Per compiere progressi nel raggiungimento dello sviluppo sostenibile, è fondamentale assicurare la certezza di un quadro regolatorio chiaro e condiviso, affinché le organizzazioni possano prendere coscienza dei propri obblighi e possano pianificare le proprie azioni nel tempo. Molte aziende stanno già lavorando all’implementazione di vari requisiti di reporting e di due diligence in materia di diritti umani e ambiente, non solo come risposta alle normative emergenti, ma come strategia per rafforzare la loro competitività.


Secondo Daniela Bernacchi, Executive Director di UNGCN Italia, “la sostenibilità non è solo un impegno etico, ma un vantaggio competitivo. Integrare pratiche sostenibili nel modello di business consente alle aziende di rafforzare la propria resilienza, migliorare la reputazione e accedere a nuove opportunità di mercato. Ed è importante che queste pratiche vengano rendicontate per dimostrare la propria trasparenza e accountability, e al contempo, evidenziare il valore aggiunto che le imprese hanno generato nei confronti dei proprio stakeholder e dello sviluppo sostenibile in generale”. Il Global Compact delle Nazioni Unite incoraggia le imprese a implementare una solida strategia di sostenibilità e a integrate i Dieci Principi del Global Compact nel loro purpose aziendale. Questo approccio assicura che il reporting vada al di là della mera compliance, e che sia un elemento fondamentale nella strategia di sostenibilità. La trasparenza e la partecipazione di diversi stakeholder – come imprese, società civile e sindacati – nella definizione dei processi regolatori sono essenziali per costruire un sistema normativo solido, in grado di individuare gli impatti e rafforzare un’applicazione efficace delle direttive.


Coerentemente con l’impegno di UNGC di accelerare e scalare l’impatto complessivo delle imprese attraverso l’adesione ai Dieci Principi e il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), il Global Compact delle Nazioni Unite sostiene un sistema vincolante di due diligence, in linea con gli standard internazionali. Se adeguatamente adattato al contesto, questo strumento è fondamentale per permette alle aziende che operano in Europa di guidare la transizione verso un modello economico sostenibile e resiliente. Al tempo stesso, il Global Compact è pronto ad accompagnare le imprese nel loro percorso di due diligence, fornendo strumenti e orientamenti per facilitare l’adozione di pratiche sostenibili e responsabili.

”Smart working piace a 60% italiani ma servono spazi migliori”

”Smart working piace a 60% italiani ma servono spazi migliori”Roma, 19 feb. (askanews) – Lo smart working è apprezzato dalla maggioranza degli italiani per i suoi benefici in termini di flessibilità, produttività e sostenibilità. Tuttavia, rimangono alcune criticità legate alla connettività, alla qualità degli spazi di lavoro e alla necessità di adottare soluzioni ibride. È quanto emerge dal report BIGDA per Phygispace, presentato presso lo spazio Copernico Repubblica durante l’evento “Persone, Spazi e Innovazione: creare valore nell’organizzazione del futuro”. Lo studio ha analizzato, attraverso web monitoring e social listening, le tendenze, le percezioni e le opportunità emergenti nel settore tra il 14 novembre 2024 e il 14 febbraio 2025. Nel periodo di analisi sono state registrate oltre 62.400 menzioni online e più di 210.000 interazioni, confermando un interesse crescente per queste nuove modalità di lavoro.


“Con il ritorno in ufficio dopo la pandemia di Covid-19 – ha spiegato Roberto Guida, CEO di Phygispace – è migliorata l’interazione sociale, che era mancata mentre le persone lavoravano da casa, così come il coordinamento e la comunicazione con il team, il senso di appartenenza all’organizzazione e altri fattori legati al coinvolgimento nei processi aziendali. L’elemento centrale di questo ritorno alla normalità è stato il tema dello spazio: bisogna progettare ambienti di condivisione che non comportino problemi di raggiungibilità e distanza, fattori che possono provocare ansia e disagio, soprattutto tra i giovani”. Secondo i dati raccolti dal report, lo smart working e il coworking stanno conquistando un numero sempre maggiore di utenti. Le discussioni online si concentrano principalmente su aspetti come la flessibilità, la produttività e il bilanciamento tra vita professionale e privata. Il 60% delle conversazioni analizzate esprime un giudizio positivo, sottolineando vantaggi quali maggiore autonomia, miglior benessere e un impatto positivo sulla sostenibilità ambientale. Tuttavia, alcuni ostacoli continuano a emergere nelle conversazioni degli utenti. Tra le principali criticità segnalate figurano problemi di connessione, la qualità degli spazi di lavoro e la necessità di adottare soluzioni ibride per garantire il miglior equilibrio possibile tra lavoro in remoto e in presenza.


Manlio Messina, Membro della VII Commissione Cultura, ha sottolineato come negli ultimi decenni il modello lavorativo fosse basato esclusivamente sulla produttività, considerata l’unico fattore di successo per le imprese. “Oggi – ha proseguito – si sta ribaltando il modello: lo stato psicologico, l’ambiente di lavoro, la condivisione e la necessità di lavorare bene sono tutti elementi centrali nelle richieste dei lavoratori, oltre a permettere alle aziende di aumentare la produttività”. Le conversazioni online registrate dal rapporto evidenziano alcuni aspetti chiave dello smart working. Il bilanciamento tra vita lavorativa e privata rappresenta uno dei temi più discussi, con il 25% delle interazioni che sottolineano come questa modalità lavorativa permetta di migliorare la qualità della vita. Tuttavia, il benessere psicologico e la socialità sono argomenti che dividono gli utenti: il 18% delle conversazioni evidenzia il contrasto tra chi apprezza la libertà e l’autonomia del lavoro da remoto e chi, invece, lamenta un senso di isolamento e una ridotta interazione sociale.


Un altro tema rilevante, citato nel 15% delle discussioni, riguarda gli aspetti normativi e contrattuali, con particolare attenzione alle nuove regolamentazioni e alle tutele per i lavoratori agili. Infine, il 10% delle interazioni si concentra sulle opportunità di innovazione e di mercato, con un crescente interesse per l’apertura di nuovi spazi di coworking nei piccoli centri urbani e per le possibilità offerte ai nomadi digitali. Gianmatteo Manghi, Managing Director di Cisco Italia, ha portato la propria esperienza diretta: “A Milano abbiamo realizzato un ufficio che rappresenta i nostri principi guida e dimostra come la tecnologia possa abilitare, da una parte, la valorizzazione dell’immobile e, dall’altra, l’implementazione di nuovi modelli lavorativi in grado di migliorare produttività e soddisfazione delle persone. Per noi non deve esistere contrapposizione tra lavoro da remoto e lavoro in presenza. Dobbiamo essere capaci di maggiore flessibilità, abilitando le diverse modalità di lavoro e rendendole il più efficaci possibile, anche in contesti dove il disaccoppiamento tra il luogo in cui si lavora e il valore prodotto sembrano inconciliabili”.


All’evento hanno inoltre partecipato Ilaria Cavo, Vicepresidente X Commissione Attività Produttive; Alessandro Musumeci, Dipartimento per la Trasformazione Digitale; Grazia Strano, Direttore generale DG per le politiche del personale e i servizi generali Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

A Milano focus su nuove normative europee per rendicontazione Esg

A Milano focus su nuove normative europee per rendicontazione EsgMilano, 14 feb. (askanews) – Un focus sulle nuove normative europee che riguardano la rendicontazione Esg, tema centrale per aziende di ogni dimensione, è stato affrontato all’evento “Bilancio di Sostenibilità: trasparenza e credibilità dei dati. Una sfida EcoDigital”, promosso dalla Rete EcoDigital e dalla Fondazione UniVerde, in collaborazione con TreeBlock e Asacert, che si è svolto ieri a Milano presso la sede di W Executive a Palazzo Bocconi.


Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente della Fondazione UniVerde e promotore della Rete EcoDigital): “Il Bilancio di Sostenibilità è una sfida importante per creare la vera economia circolare, incluse le innovazioni ecologiche e digitali che occorrono per vincere la sfida del cambiamento climatico. È importante che i bilanci siano certificati, verificabili e che le procedure non si limitino ad un’applicazione meramente burocratica. È questo il senso dell’iniziativa di oggi, con il coinvolgimento di aziende che possono fornire qualità nella misurazione delle performance delle imprese. Il monitoraggio della sostenibilità ambientale, sociale e della governance assume un’importanza fondamentale per adattarsi ai mutati scenari normativi e di mercato. È un forte segnale che molte imprese italiane, anche quelle non obbligate immediatamente ad affrontare la sfida del Bilancio di Sostenibilità, si stiano attrezzando per realizzarlo ispirando fiducia, trasparenza e un senso di comunità e collaborazione verso gli obiettivi aziendali”. Stefan Grbovic (CEO e Co-Founder di TreeBlock): ‘L’evoluzione normativa in ambito ESG impone alle aziende di adottare soluzioni efficaci per garantire trasparenza e conformità. TreeBlock ONE nasce per semplificare la gestione dei dati di sostenibilità, centralizzandoli in un’unica piattaforma e automatizzando i processi di raccolta, analisi e reportistica. Grazie alla sinergia con Asacert, offriamo un percorso completo: dalla digitalizzazione della rendicontazione alla verifica indipendente tramite attività di assurance. Questo approccio integrato riduce il rischio di errori, migliora l’affidabilità delle informazioni e consente alle imprese di affrontare gli obblighi normativi con maggiore sicurezza, trasformando la conformità in un’opportunità strategica’.


Fabrizio Capaccioli (CEO di Asacert): “La rendicontazione ESG non può più basarsi su dichiarazioni autoreferenziali. L’entrata in vigore della CSRD – con le semplificazioni in itinere – impone alle imprese di fornire dati verificabili e conformi a standard rigorosi, trasformando l’assurance da semplice opzione a requisito essenziale, rendendo la sostenibilità un asset strategico e non un vincolo burocratico. ASACERT | CSR, in quanto revisore legale iscritto all’Albo, supporta le aziende nel validare il loro impegno per la sostenibilità, garantendo che le informazioni ESG non siano solo dichiarate, ma dimostrate e riconosciute dal mercato globale”. L’evento è stato aperto dal saluto di benvenuto di Ottavio Maria Campigli (Senior Equity Partner e Founder di W Executive): “È un onore ospitare questo evento dedicato a un tema cruciale per il futuro delle imprese: la rendicontazione ESG. L’evoluzione normativa in ambito ESG, con l’adozione della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), segna un passaggio cruciale per le imprese: la sostenibilità non è più solo un impegno etico, ma un elemento chiave per la competitività. La qualità della rendicontazione e la trasparenza dei dati sono indispensabili per costruire fiducia nei mercati e tra gli stakeholder. In questo scenario, strumenti innovativi e certificazioni indipendenti giocano un ruolo determinante nel garantire conformità ed efficacia nelle strategie di sostenibilità aziendale”.


Con il recepimento della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), il quadro regolatorio si è evoluto per garantire maggiore trasparenza e comparabilità nelle dichiarazioni di sostenibilità. Tuttavia, la frammentazione delle normative tra i diversi Paesi ha generato complessità operative, portando la Commissione Europea a prevedere, entro la metà del 2025, una riduzione degli obblighi di rendicontazione almeno del 25%, con un focus sulle PMI. Marcella Panzeri (Amministratore Cama Srl): Il report di sostenibilità è un elemento cruciale per le imprese moderne, rappresentando non un punto di arrivo, ma il punto di partenza per la misurazione dei dati ESG. Attraverso una valutazione trasparente e accurata, le aziende possono comprendere meglio l’impatto delle loro scelte su ambiente, società e governance. Non è un semplice adempimento normativo, ma uno strumento di corresponsabilità che coinvolge tutti gli stakeholders aziendali, dai dipendenti ai clienti, dagli investitori alle comunità locali. Gli imprenditori non devono temere di misurare le proprie performance: la trasparenza è la base per costruire strategie a lungo termine, capaci di migliorare le performance aziendali. Un revisore esterno che certifichi i dati misurati è fondamentale per garantire l’affidabilità e la credibilità del report, aumentando la fiducia degli stakeholders. Inoltre, l’adozione di una piattaforma che automatizzi i processi di raccolta e analisi dei dati migliora significativamente l’efficienza operativa, consentendo alle aziende di risparmiare tempo e risorse e concentrarsi su azioni concrete per un futuro più sostenibile”.


Oscar di Montigny Presidente di Grateful, Foundation e Managing Partner di Wise Gate): “La Humanovability, ovvero la convergenza di innovazione e sostenibilità centrate sulla persona, è oggi fondamentale in tutti i business e in tutte le industrie; in particolare nel business delle certificazioni e nell’attività di rendicontazione del proprio Bilancio di Sostenibilità. Queste non devono più essere vissute solo come un obbligo, bensì come un’opportunità strategica per costruire fiducia e valore radicato nel tempo. Allo stesso modo, il Bilancio Sociale è ormai essenziale per ogni impresa che voglia dimostrare trasparenza e impatto positivo. Ora, integrare in esso anche la Humanovability significa superare la logica del mero adempimento e adottare un approccio etico e veramente sostenibile, capace di generare innovazione e benessere per tutti gli stakeholder, contribuendo così a ri-animare e ri-umanizzare l’intera economia, facendola evolvere da circolare a sferica”. L’evento, moderato da Alessandra Frangi (Founder di ESG News), ha rappresentato un’interessante occasione di confronto per le aziende che aspirano ad affrontare con successo le sfide delle transizioni ecologica e digitale, e della trasparenza nella rendicontazione ESG. Tanti i temi che sono stati approfonditi, dalle ultime novità legislative alle prospettive di applicazione delle nuove procedure, evidenziando gli strumenti innovativi disponibili per supportare le imprese nel percorso di conformità e nella gestione della sostenibilità aziendale. Due i principali strumenti e soluzioni, presentati in occasione dell’evento, proposti alle aziende per rispondere efficacemente agli obblighi derivanti dall’entrata in vigore della CSRD: TreeBlock ONE è una piattaforma all-in-one innovativa, sviluppata da TreeBlock, azienda leader nella fornitura di soluzioni software per la gestione della sostenibilità aziendale. Progettata per centralizzare tutti i dati ESG, la piattaforma supporta le aziende nella creazione di bilanci di sostenibilità completi, conformi agli standard internazionali più avanzati (ESRS, GRI, SABS e SDGs) e alle normative vigenti, come il decreto legislativo n. 125 del 06/09/2024. Grazie a un’intelligenza artificiale proprietaria, TreeBlock ONE automatizza i processi di raccolta e analisi dei dati ESG, migliorando l’efficienza operativa e riducendo il rischio di errori. Offre inoltre strumenti avanzati di analisi e reportistica predittiva, consentendo alle aziende di prendere decisioni rapide e informate per ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare la gestione delle risorse. Durante l’evento, i partecipanti hanno assistito a una demo live di TreeBlock ONE, scoprendone le potenzialità per semplificare la gestione ESG e promuovere una cultura della sostenibilità condivisa tra tutti gli stakeholder aziendali.

A Milano al via evento su trasparenza del bilancio di sostenibilità

A Milano al via evento su trasparenza del bilancio di sostenibilitàMilano, 13 feb. (askanews) – Un focus sulle nuove normative europee che riguardano la rendicontazione ESG, tema centrale per aziende di ogni dimensione. Con il recepimento della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), il quadro regolatorio si è evoluto per garantire maggiore trasparenza e comparabilità nelle dichiarazioni di sostenibilità. Tuttavia, la frammentazione delle normative tra i diversi Paesi ha generato complessità operative, portando la Commissione Europea a prevedere, entro la metà del 2025, una riduzione degli obblighi di rendicontazione almeno del 25%, con un focus sulle PMI. Sarà questo il tema centrale dell’evento “Bilancio di Sostenibilità: trasparenza e credibilità dei dati. Una sfida EcoDigital”, promosso dalla Rete EcoDigital e dalla Fondazione UniVerde, in collaborazione con TreeBlock, Asacert, in programma giovedì 13 febbraio alle 16.30 presso la sede di W Executive, Palazzo Bocconi in corso Venezia, 48 a Milano e in diretta streaming su Radio Radicale.


L’evento sarà aperto dal saluto di benvenuto di Ottavio Maria Campigli (Senior Equity Partner e Founder di W Executive) cui farà seguito la tavola rotonda con gli interventi di: Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente della Fondazione UniVerde); Stefan Grbovic (CEO e Co-Founder di TreeBlock); Fabrizio Capaccioli (CEO di Asacert); Marcella Panzeri (Amministratore Cama Srl); Oscar di Montigny Presidente di Grateful, Foundation e Managing Partner di Wise Gate). Modera Alessandra Frangi (Founder di ESG News). In occasione dell’evento saranno approfondite le ultime novità legislative e le prospettive di applicazione delle nuove procedure, evidenziando gli strumenti innovativi disponibili per supportare le aziende nel percorso di conformità e nella gestione della sostenibilità aziendale. Un appuntamento dedicato alle aziende che aspirano ad affrontare con successo le sfide della transizione ecologica e della trasparenza nella rendicontazione ESG.


TreeBlock ONE è una piattaforma all-in-one innovativa, sviluppata da TreeBlock, azienda leader nella fornitura di soluzioni software per la gestione della sostenibilità aziendale. Progettata per centralizzare tutti i dati ESG, la piattaforma supporta le aziende nella creazione di bilanci di sostenibilità completi, conformi agli standard internazionali più avanzati (ESRS, GRI, SABS e SDGs) e alle normative vigenti, come il decreto legislativo n. 125 del 06/09/2024. Grazie a un’intelligenza artificiale proprietaria, TreeBlock ONE automatizza i processi di raccolta e analisi dei dati ESG, migliorando l’efficienza operativa e riducendo il rischio di errori. Offre inoltre strumenti avanzati di analisi e reportistica predittiva, consentendo alle aziende di prendere decisioni rapide e informate per ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare la gestione delle risorse. Durante l’evento, i partecipanti potranno assistere a una demo live di TreeBlock ONE, scoprendone le potenzialità per semplificare la gestione ESG e promuovere una cultura della sostenibilità condivisa tra tutti gli stakeholder aziendali. Asacert-Csr Audit Solutions è una società di revisione legale iscritta all’Albo dei revisori e specializzata nella verifica e certificazione delle dichiarazioni ESG, offre un supporto completo per la conformità alla CSRD, con servizi di pre-assessment e gap analysis, assistenza nella redazione delle dichiarazioni di sostenibilità e verifica della conformità ai più recenti standards europei.