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Premio sviluppo sostenibile: sul podio Genova, Legnano e Torino

Premio sviluppo sostenibile: sul podio Genova, Legnano e TorinoMilano, 9 nov. (askanews) – Un progetto per realizzare una “città circolare” a Genova, realizzato da Amiu Genova in collaborazione con il Comune di Genova. Interventi, integrati per sviluppare la mobilità lenta, migliorare la sicurezza e la qualità degli spazi urbani periferici del Comune di Legnano. E un progetto per la gestione dell’acqua piovana in una struttura di Torino della Società Metropolitana Acque di Torino-Smat spa. Sono i vincitori del Premio Sviluppo Sostenibile 2023, istituito per il tredicesimo anno dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Ecomondo-ItalianExhibition Group con il patrocinio del Mase, destinato a imprese, startup e Amministrazioni locali che si siano distinte per eco-innovazione, efficacia dei risultati ambientali ed economici e del loro potenziale di diffusione e che ha visto in concorso tre settori: economia circolare, mobilità sostenibile, gestione circolare delle acque.

Altre 9 Imprese o Amministrazioni, per ciascuno dei 3 settori in gara, salgono sul podio ad Ecomondo per ricevere la targa come migliori dei rispettivi settori. “Il premio – ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – è ormai diventato la vetrina di eccellenza delle buone pratiche di green economy. Mai come quest’anno, infatti, abbiamo ricevuto tante candidature e tante di qualità eccellente. E’ stata anche molto alta la partecipazione di amministrazioni e aziende pubbliche locali a dimostrare come una nuova coscienza verde si sia ormai diffusa sul territorio al fine direndere più sostenibile la vita dei cittadini”.

Quest’anno il Premio per lo sviluppo sostenibile è dedicato a Lorenzo Cagnoni: il Presidente di Ecomondo e poi di Ieg è stato un promotore centrale di questa iniziativa a sostegno della diffusione dell’innovazione per la sostenibilità ecologica.

Nasce Haiki+, il polo tecnologico per la gestione dei rifiuti

Nasce Haiki+, il polo tecnologico per la gestione dei rifiutiMilano, 7 nov. (askanews) – Nasce Haiki+, il nuovoecosistema integrato per la gestione dei rifiuti nato dall’unione di quattro realtà già attive nel sistema dell’economia circolare: HaikiRecycling, Haiki Mines, Haiki Cobat e Haiki Electrics. Haiki+ – presentato oggi ad Ecomondo, la fiera per la transizione ecologica più importante di Italia – è il one-stop shop dell’economia circolare in grado di gestire la raccolta, il trattamento e la valorizzazione di grandi quantità di rifiuti a 360 gradi e su tutto il territorio nazionale, contribuendo in maniera concreta e incisiva al processo di transizione ecologica del nostro territorio.

“Haiki+ è uno dei più grandi player di eccellenza nel sistema dell’economia circolare che, grazie alle competenze delle quattro anime che lo costituiscono e al valore integrato dei servizi offerti, mira non solo alla corretta gestione dei materiali di scarto ma vuole essere una guida nel processo di transizione ecologica del nostro Paese – ha commentato Nicola Colucci, presidente di Haiki+ -. Il processo di transizione ecologica richiede un approccio circolare e sostenibile della gestione dei rifiuti. Per fare la differenza è necessaria l’esperienza di chi conosce il settore da anni e può trasformare ciò che viene percepito come un dovere e uno scarto in risorsa e concrete opportunità di business: questa è Haiki+”. Il gruppo, attivo nel settore da più di 30 anni, concretizzerà nel corso del prossimo biennio una serie di progetti inseriti in un percorso di innovazione settoriale che fa del recupero delle materie prime non solo un fattore chiave nella lotta contro la crisi climatica ed ecologica ma anche un elemento di competitività sul mercato. In quest’ottica si inserisce Cyclus, la nuova rete certificata di autodemolitori costituita da Haiki Cobat, nata perpromuovere la circolarità del comparto automotive, gestendo in trasparenza e sicurezza il fine vita delle vetture fuori uso e al tempo stesso favorendo il recupero di materie prime preziose. Missione che diventa ancora più urgente alla luce della proposta del nuovo Regolamento europeo sull’End of Life Vehicle.

Nell’ambito del settore delle batterie invece, Haiki+ sta sviluppando l’Innovative and Sustainable Plant for BatteriersRecycling, il nuovo impianto di recupero di pile, batterie e accumulatori e per lo stoccaggio di rifiuti che sorgerà nel 2024 a Pollutri, con l’obiettivo di rispondere alla crescente domanda di batterie destinata ad aumentare a livello globale di 14 volte entro il 2030. Inoltre, grazie alla collaborazione tra la start up 9-Tech, e al finanziamento Pnrr ottenuto con Veritas, Haiki Mines darà vita ad un eco-distretto circolare in grado di gestire mila tonn. annue di pannelli fotovoltaici per recuperare l’87% dei materiali con elevata purezza, impiegabili poi come materia prima seconda, fra cui il silicio (critical raw material).

Stati Generali Green Economy, 11 proposte per la svolta sostenibile

Stati Generali Green Economy, 11 proposte per la svolta sostenibileMilano, 7 nov. (askanews) – Una legge per il clima e per il suolo, fiscalità ambientale, un iter breve e tempi certi per le autorizzazioni, interventi sull’energia e sulla circolarità di produzioni e consumi. Queste alcune misure contenute nel pacchetto di 11 proposte prioritarie – per ridurre i costi e aumentare i vantaggi economici dell’economia di domani decarbonizzata, circolare e rigenerativa – presentate ad una platea di oltre mille imprenditori della green economy. Le proposte, approvate dal Consiglio Nazionale della Green economy, sono state lanciate nel corso della giornata inaugurale degli Stati generali della Green Economy, il summit verde organizzato dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 68 organizzazioni di imprese, in collaborazione con il Mase e la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Eccole nel dettaglio: 1 – Semplificare, rendere brevi e certi i tempi per le autorizzazioni. La durata e la complessità delle procedure amministrative rappresentano fattori rilevanti di costo e ostacolo allo sviluppo degli investimenti per la realizzazione e l’esercizio degli impianti per la transizione ecologica.

2 – Approvare anche in Italia una legge per il clima. In un cambiamento di vasta portata come la transizione climatica ed ecologica, serve un quadro legislativo – certo, stabile, pluriennale. 3 – Approvare una legge per la tutela del suolo con misure di adattamento. L’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi (alluvioni e siccità) causato dalla crisi climatica, genera ingenti, e crescenti, danni con enormi costi economici e sociali.

4 – Attuare una riforma della fiscalità in direzione ecologica. I prelievi e gli incentivi fiscali hanno un impatto rilevante sui costi delle misure e degli investimenti per la transizione ecologica. 5 – Accelerare la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’elettrificazione nei trasporti, negli usi civili e nell’industria. È urgente arrivare almeno a 10 GW di nuovi impianti per rinnovabili elettriche.

6 – Introdurre un sistema efficace di incentivazione per l’efficienza energetica degli edifici. Negli edifici (residenziali, del commercio e dei servizi) si consuma la quota maggiore di energia, circa il 45%. 7 – Rafforzare la circolarità di produzioni e consumi. L’utilizzo più efficiente dei materiali, pilastro fondamentale di un’economia più circolare, non genera solo benefici ambientali, ma un rilevante vantaggio economico e competitivo per l’Italia. 8 – Rafforzare le imprese nazionali con un Piano Nazionale di sviluppo delle filiere produttive per la transizione ecologica. 9 – Aumentare la quantità e migliorare la qualità del lavoro e aggiornare le competenze. 10 – Migliorare l’accesso ai finanziamenti e l’attrazione degli investimenti. 11 – Potenziare la ricerca e l’innovazione. L’Italia investe troppo poco in ricerca e sviluppo, l’1,6% del Pil, molto meno delle grandi economie europee.

Dalla mosca soldato nera nascono imballaggi green per alimenti

Dalla mosca soldato nera nascono imballaggi green per alimentiRoma, 5 nov. (askanews) – In spray, liquido, pellicola o in vaschette ecco gli eco-imballaggi a base di chitosano ricavato dall’esoscheletro di insetti come la mosca soldato nera. L’innovazione per ridurre l’uso della plastica nel packaging arriva dal progetto europeo PRIMA Fedkito appena giunto a conclusione e coordinato dalla professoressa Barbara Conti del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa.

“Il chitosano è una sostanza del tutto naturale e biodegradabile che ha molteplici usi in agricoltura biologica e nell’industria cosmetica, farmacologica, medica, veterinaria e tessile – spiega Barbara Conti – Generalmente si ricava dall’esoscheletro di crostacei o dalle pareti cellulari dei funghi, ma anche da insetti. Seguendo un criterio di economia circolare noi per produrlo abbiamo utilizzato le pupe di Hermetia illucens (Diptera Stratiomyidae), conosciuta anche come mosca soldato nera, allevata su scarti organici della filiera alimentare”. In generale, – informa Unipi – gli imballaggi messi a punto sono stati pensati a seconda delle caratteristiche dei cibi. Si va dalla pellicola alle vaschette sino allo spray per proteggere frutta, verdura, carne formaggi e prosciutti in stagionatura.

Per potenziare gli effetti protettivi del chitosano, i ricercatori hanno inoltre sperimentato l’aggiunta di oli essenziali che già da soli hanno proprietà insetticide e fungicide. Il risultato sono stati imballaggi aromatizzati in modo diverso, con un valore aggiunto dal punto di vista sensoriale, come ad esempio uno spray al chitosano e pepe nero per esaltare le caratteristiche organolettiche e l’aspetto brillante e fresco di piccoli hamburger. Un ulteriore passo avanti della sperimentazione è stata la produzione di imballaggi non solo sostenibili ma intelligenti. L’unità di ricerca dell’Università di Bologna diretta dalla professoressa Elisa Michelini ha infatti messo a punto dei biosensori di nuova generazione, economici e molto semplici da usare, da applicare sulle confezioni in chitosano per monitorare la presenza e la quantità di contaminanti, batteri, micotossine, ma anche la qualità del cibo confezionato.

Oltre all’Università di Pisa, il consorzio del progetto Fedkito comprende le Università di Bologna, Hassan II di Casablanca in Marocco, Tessaglia in Grecia, la Sorbona e il Centre Technique Industriel de la Plasturgie et des Composites per la Francia, il Centro di Biotecnologia di Borj Cedria in Tunisia e, come partner aziendali due italiane, Gusto parmigiano e Azienda Agricola Salvadori Furio.

Il cambiamento e le città: a Milano il festival FUTURE4CITIES

Il cambiamento e le città: a Milano il festival FUTURE4CITIESMilano, 23 ott. (askanews) – Gli assi di cambiamento che segnano il nostro tempo passano dai centri urbani. Riguardano l’impatto della tecnologia, il cambiamento degli stili di vita, il contrasto ai cambiamenti climatici, i nuovi modi di produrre valore. Per questo oggi più che mai le città sono al centro del dibattito pubblico e delle strategie di sviluppo internazionale: sono il luogo delle innovazioni pubbliche e private, delle relazioni sociali e della mobilitazione collettiva dove si può fare la differenza. Da questa consapevolezza nasce FUTURE4CITIES, un processo di ricerca e condivisione di conoscenza che culminerà il 25 e 26 Ottobre a BASE Milano, in occasione della prima edizione del FESTIVAL FUTURE4CITIES, ideato e progettato da Will Media, FROM, BASE Milano e Rappresentanza in Italia della Commissione europea: un momento di incontro aperto al pubblico per celebrare le innovazioni urbane più significative e stimolare confronti pubblici e dibattiti sulle sfide delle città del futuro.

Spiega Riccardo Haupt, CEO di Will Media: “Le città sono il luogo dove i grandi temi di cui Will parla da sempre si concretizzano, diventando reali e tangibili. Ecco perché con Future4Cities ci siamo posti la sfida entusiasmante di dare vita al nostro primo festival, una due giorni che celebrerà le città come luoghi del cambiamento e promuoverà una discussione pubblica sul futuro dei centri urbani con ospiti di primo piano, imprese, amministrazioni, esperti e stakeholder. A partire dai dati, per generare consapevolezza, e ispirare all’azione. In puro stile Will. Da tre anni ci impegniamo a creare momenti di confronto, convinti del valore degli incontri in presenza per costruire comunità e dibattito. Sugli eventi intendiamo lavorare sempre di più, con Future4Cities puntiamo a partire con il botto”. Aggiunge Claudia Colla, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea: “Fare dell’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 è l’obiettivo del Green deal che cambierà la nostra relazione con l’ambiente circostante: credo sarebbe utile per ciascuno di noi partire proprio dalla dimensione dell’abitare, dalle città. Per questo, la Commissione europea sostiene la creazione di smart cities, supporta le iniziative per l’ambiente a livello locale e ha associato alla transizione verde la riqualificazione urbana. In particolare, con il Nuovo Bauhaus europeo mette in rete amministratori locali, architetti, designer, progettisti e pensatori per riflettere sull’evoluzione delle nostre città e accompagnare il cambiamento secondo i principi della sostenibilità. Siamo al fianco di Will in questa prima edizione del Festival Future4Cities, una piattaforma per condividere e immaginare il volto che assumeranno le città italiane di domani. In questi giorni proveremo a coniugare innovazione sociale e sostenibilità ambientale, per generare valore e benessere”.

Aperte candidature per bando “Dieci tesi per la sostenibilità”

Aperte candidature per bando “Dieci tesi per la sostenibilità”Roma, 20 ott. (askanews) – Al via il bando di concorso “Dieci tesi per la sostenibilità”, un’iniziativa inedita, unica in Italia, volta a premiare 10 tesi provenienti, questa la novità, da tutte le discipline, sia umanistiche che scientifiche, che abbiano forti e originali riferimenti al principio della sostenibilità. È possibile presentare le proprie candidature a partire dal 20 ottobre fino al 20 dicembre, sulla piattaforma dedicata accessibile dal sito della Fondazione Symbola. Possono partecipare tutti gli studenti italiani delle lauree magistrali, a ciclo unico o che abbiano conseguito titoli equipollenti, relative agli anni accademici 2021/2022 e 2022/2023.

Ai primi 10 vincitori è riservato un premio di 2.000 euro. Ai vincitori sarà inoltre riservata la possibilità di condividere il proprio curriculum con un network di aziende di primo piano nel panorama nazionale. Il premio è promosso da Fondazione Symbola, Luiss e Unioncamere con il sostegno di Deloitte Climate & Sustainability, il patrocinio della Conferenza dei Rettori (Crui) e la collaborazione di Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, della Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS) e del Consorzio Interuniversitario nazionale per la Scienza e la Tecnologia dei Materiali (Instm).

La scelta dei vincitori sarà affidata a un comitato scientifico guidato da Stefano Zamagni e Paola Severino: il primo docente di Economia politica all’Università di Bologna, la seconda presidente della Luiss School of Law. Proprio in funzione di questa visione larga possono partecipare alla selezione lavori provenienti da dieci aree tematiche come matematica, fisica e informatica; chimica e biologia; scienze della terra; medicina; agraria, veterinaria scienze forestali; ingegneria civile ed architettura; ingegneria industriale e dell’informazione; scienze dell’antichità, letterarie, artistiche, storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche; scienze giuridiche, politiche e sociali; economia e statistica.

Sono 19 le università che hanno aderito all’iniziativa con presenze significative sull’intero territorio nazionale: la Federico II di Napoli, Tor Vergata, La Sapienza, la Ca’ Foscari di Venezia, la Bocconi, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, l’Università Politecnica delle Marche, il Sant’Anna di Pisa, l’Universitas Mercatorum, le Università di Cagliari, Teramo, Camerino, Catania, Palermo, Teramo e Brescia.

A Rozzano un market per aiutare le famiglie in difficoltà

A Rozzano un market per aiutare le famiglie in difficoltàMilano, 11 ott. (askanews) – Apre il market solidale, un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà economica Inaugurato oggi il market solidale di Rozzano. Le famiglie beneficiarie vi potranno fare la spesa utilizzando una tessera personale a punti. Il progetto è realizzato dal Comune di Rozzano e da Fondazione Progetto Arca, grazie al contributo di Regione Lombardia e sostenuto da Fondazione Cariplo, Fondazione Peppino Vismara e Fondo Beneficenza di Intesa Sanpaolo, con l’obiettivo di fronteggiare la crescente situazione di disagio economico acuita anche a seguito della pandemia.

Un mercato destinato ai nuclei familiari in difficoltà economica per contrastare la povertà alimentare e favorire l’accesso al cibo sano, evitando gli sprechi. E’ il market solidale di Rozzano inaugurato oggi, mercoledì 11 ottobre. L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale in stretta sinergia con Fondazione Progetto Arca, ricevendo anche un importante finanziamento economico da parte di Regione Lombardia e risorse provenienti dal programma di co-progettazione territoriale sostenuto da Fondazione Cariplo, Fondazione Peppino Vismara e Fondo Beneficenza di Intesa Sanpaolo. Il market si trova in via Oleandri, in un’ampia struttura di proprietà di Aler Milano, che ha messo a disposizione gli spazi concedendo al Comune il comodato d’uso gratuito. Sugli scaffali si troveranno alimenti di prima necessità, come olio, pasta, pane, scatolame, frutta e verdura fresca, alimenti per i neonati, prodotti per l’igiene personale, per la pulizia e la piccola manutenzione della casa. Il market sarà aperto dal lunedì al giovedì dalle 14 alle 18 e il mercoledì anche dalle 9.30 alle 13. L’accesso è solo su prenotazione. I singoli e le famiglie fruitrici vi potranno fare la spesa tramite una tessera personale assegnata secondo criteri oggettivi legati alla condizione socio-economica e in relazione al numero dei componenti del nucleo familiare. Il valore minimo è di 300 punti a cui si aggiungono altri 50 punti per ogni ulteriore membro. La tessera personale prevede un sistema a scalare che lascia a ciascun nucleo familiare la libertà di fare la spesa e scegliere i prodotti in base al proprio fabbisogno effettivo, evitando così inutili sprechi.

Le famiglie beneficiarie sono circa 500 e il programma di aiuto ha una durata di 12 mesi eventualmente rinnovabili per altri 6 nell’ottica di evitare il cronicizzarsi del bisogno e di dare a quante più persone la possibilità di usufruire dei servizi del market. Accedono automaticamente al market solidale i cittadini in possesso di autocertificazione Isee inferiore a 6mila euro. Per i redditi fino a 10mila euro sono previsti altri criteri di accesso in relazione alle condizioni di indigenza e di urgenza. “Il market solidale è il frutto di un grandissimo lavoro di squadra – spiega il sindaco di Rozzano Gianni Ferretti – ringrazio quindi tutti i soggetti istituzionali e associativi che si sono messi in gioco per il bene della nostra comunità. Quello che inauguriamo non è solo un luogo dove chi si trova in condizioni di povertà può procurarsi i generi alimentari necessari per andare avanti, è anche e soprattutto un posto dove la solidarietà si fa tangibile e dove continuare a diffondere la cultura della sostenibilità e della lotta allo spreco alimentare”.

Sostenibilità sociale, quindi, ma anche sostenibilità ambientale. Uno dei pilastri del market solidale è infatti la lotta allo spreco alimentare. Una parte dei prodotti disponibili proviene dal Banco Alimentare, altri ancora sono alimenti freschi che provengono da eccedenze della grande distribuzione e che verrebbero altrimenti smaltiti. “Dal nostro osservatorio sulle famiglie sia a Milano sia a Rozzano, in questi ultimi 3 anni abbiamo registrato un aumento del 20% delle richieste di aiuto alimentare. – spiega Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca – Si tratta di famiglie che non hanno la possibilità di accedere a un’alimentazione sana e giusta in qualità e quantità, che fino a poco tempo fa non arrivavano alla terza settimana del mese e ora non arrivano alla seconda. Nasce da qui la nostra responsabilità e il nostro impegno per dare una nuova impronta al market solidale di Rozzano”. Decisivo è anche l’apporto dei volontari di Progetto Arca e degli assistenti civici del Comune che saranno presenti nei giorni di apertura del market solidale per dare consigli su una spesa equilibrata e fornire supporto in caso di bisogno, in un’ottica di inclusione sociale.

Esprime grande soddisfazione il vice sindaco e assessore alle politiche sociali Cristina Perazzolo: “Questa nuova realtà, mai realizzata nel Sud Milano, mette a sistema lo sforzo congiunto delle Istituzioni con la cittadinanza attiva nel supportare le fragilità, in un’ottica di autonomia, responsabilità e dignità della persona. Una risposta concreta alla povertà alimentare, in cui è stato creato uno spazio di comunità con anche momenti di ascolto, e persone dedicate alla cura. Un’eredità luminosa dopo il buio del Covid”. Il market solidale è una delle azioni principali del progetto “Food’s ways”, realizzato nell’Ambito distrettuale visconteo Sud Milano. L’iniziativa Food’s Ways è sostenuta nell’ambito della Linea di azione “Co-progettazione territoriale”, promossa da Fondazione Cariplo, Fondazione Peppino Vismara e Fondo Beneficenza di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con la rete delle Fondazioni di Comunità attivate e sostenute da Fondazione Cariplo. La Linea di azione “Co-progettazione territoriale” è stata avviata nel 2021 per promuovere, nei territori di riferimento delle Fondazioni di Comunità, l’emersione e il rafforzamento di reti composte da attori del pubblico e del privato sociale e l’elaborazione di progetti condivisi per il contrasto della povertà e della vulnerabilità. I progetti sostenuti puntano a ridurre la fragilità delle persone e delle famiglie, con una particolare attenzione ai nuclei familiari con figli minori e a quelli non ancora supportati dai servizi del territorio.Gli interventi affrontano la povertà economica nelle sue molteplici accezioni – alimentare, lavorativa, abitativa – e prevedono azioni strutturate e di medio-lungo periodo mirate a consentire la fuoriuscita da situazioni di bisogno e interventi di tipo emergenziale per far fronte alle necessità più urgenti. Le risorse a disposizione per la Co-progettazione territoriale ammontano a oltre 10 milioni di euro. Il progetto Food’s Ways è parte dell’intervento Cuore Visconteo, promosso da Fondazione di Comunità Milano, per contrastare la crescente povertà grazie a un approccio multidimensionale che considera i bisogni educativi, economico?lavorativi, sanitari e alimentari. Diverse sono le realtà che hanno contribuito alla realizzazione del market solidale. Partner del progetto Food’s ways sono : Ambito Visconteo sud Milano, Croce Rossa Italiana Comitato dell’area Sud Milanese, Associazione Banco Alimentare della Lombardia Danilo Fossati Odv, Progetto Mirasole Impresa sociale; e Fondazione di Comunità Milano per l’azione di accompagnamento. A vario titolo hanno supportato poi l’apertura del market sollidale anche: Doppio Malto, Iper di Rozzano, Leroy Merlin, MARS, Osama, PENNY Italia e Repower. (foto di Daniele Lazzaretto)

Lenovo, come trasformare le scatole dei PC in una attività STEM

Lenovo, come trasformare le scatole dei PC in una attività STEMMilano, 5 ott. (askanews) – Lenovo presenta il programma #Waste2Wonder, un progetto per le scuole basato sull’esperienza diretta, il disimballaggio di un dispositivo Lenovo diventa un viaggio alla scoperta delle materie STEM. Immaginate uno studente che apre un dispositivo Lenovo e oltre a trovare l’hardware, ha anche l’opportunità di apprendere i fondamenti di come vengono prodotti i dispositivi elettronici. Scannerizzando il QR code, si avvia un percorso di conoscenza: gli studenti vengono invitati a ritagliare lungo la confezione interna e seguire un percorso didattico che insegni loro come funzionano i circuiti elettrici e le forze, entrambi parte integrante del curriculum STEM.

L’obiettivo del progetto è combinare gli obiettivi di sostenibilità e sviluppo delle competenze degli studenti nelle materie STEM. Un approccio innovativo che consente di offrire a educatori e studenti un’esperienza interattiva e in modo sostenibile. Le confezioni e gli imballaggi che proteggono i dispositivi di Lenovo vengono così progettati per diventare una risorsa preziosa e incentivare nuove esperienze formative. Saranno disponibili su tutti i dispositivi Chromebook e Winbook per la scuola a partire da ottobre. L’iniziativa è stata pensata per insegnanti, le scuole e genitori con ragazzi fino ai 16 anni. Introdurre concetti STEM fin da giovani può aumentare l’interesse per queste materie e semplificare l’apprendimento, oltre ad aumentare la curiosità verso il mondo.

Le scuole potranno partecipare a un concorso realizzato in collaborazione con STEM Alliance inviando un progetto creativo entro il 30 novembre realizzato impiegando i materiali di imballaggio dei PC. Il programma è aperto a tutte le scuole della regione EMEA (Europe, Middle East, Africa), Italia compresa, e i percorsi didattici sono accessibili da tutte le fasce di età, sul sito dedicato sono disponibili le attività didattiche in diverse lingue, tra cui in italiano, per semplificare il percorso passo dopo passo alla scoperta delle attività e dei progetti STEM. Le premiazioni avverranno uno dei più celebri appuntamenti internazionali dedicati al mondo della scuola, il Bett 2024 che si tiene dal 24 al 26 gennaio a Londra. Manuela Lavezzari, EMEA Education Marketing Director in Lenovo, ha dichiarato: “Questa nuova iniziativa consolida l’impegno di Lenovo per avvicinare i giovani alle materie STEM nel loro percorso educativo, con un forte orientamento alla sostenibilità. Le discipline scientifiche hanno infatti un ruolo centrale nella nostra società e saranno alla base dei lavori del futuro. Per questo è fondamentale promuovere una maggiore diversità e inclusione nell’accesso a queste materie fin dalle scuole, con l’obiettivo di formare i professionisti di domani, che avranno il compito di promuovere innovazioni che tengano realmente conto di chi utilizza la tecnologia. Il nostro nuovo progetto rappresenta un ulteriore, importante passo per tradurre questa visione in realtà”.

STEM Alliance, l’associazione che ha organizzato il concorso insieme a Lenovo, ha aggiunto: “STEM Alliance è felice di organizzare con Lenovo il programma Turning Waste into Educational Wonder. Il nostro obiettivo è promuovere l’educazione STEM attraverso progetti orientati alla sostenibilità e ispirare giovani studenti a intraprendere carriere STEM, coinvolgendoli in attività pratiche e pedagogiche, come i progetti creativi proposti nel Lenovo Activity Booklet”.

”Polmoni verdi”, 10 storie di luoghi incredibili da tutelare

”Polmoni verdi”, 10 storie di luoghi incredibili da tutelareRoma, 2 ott. (askanews) – Cibo, vini, storia, arte e architettura: non sono forse queste le prime cose che ci vengono in mente quando, a bruciapelo o meno, ci chiedono di pensare all’Italia? Non solo cultura e delizie per il palato però: anche se forse non tutti lo sanno o magari nemmeno lo immaginano, la nostra penisola è casa di grandi foreste, veri e propri polmoni verdi che ricoprono più di 11 milioni di ettari di suolo italiano, da nord a sud.

Spazi ampi e preziosissimi che, con la voce di ALESSANDRO BELOLI di Geopop, si raccontano e si lasciano “esplorare” in “POLMONI VERDI” dieci storie di luoghi incredibili da tutelare: on air da oggi, lunedì 2 ottobre con una puntata in uscita una alla settimana. 10 puntate, prodotte da Dr Podcast, Audio Factory internazionale, con sede a Londra e studi di registrazione nelle principali capitali europee, per Golia e WWF, dedicate ad altrettante foreste italiane. Un viaggio attraverso 12 regioni, dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia, un’escursione in luoghi meno conosciuti come la “foresta dei violini” e il Bosco della Tassita e i suoi “alberi della morte”, in zone più note come i Campi Flegrei, il più pericoloso supervulcano d’Europa, o alla scoperta delle “Oasi del Respiro”, una collaborazione esclusiva Golia e WWF.

Nel corso degli episodi, alla cui produzione ha collaborato anche Selection Communication & Design, si parlerà anche del cosiddetto forest bathing o “bagno nella foresta” e si cercherà di rispondere a domande come la deforestazione sta aumentando o diminuendo nel mondo? Qual è il significato dei concetti di biodiversità e sostenibilità? Nel primo episodio, dal titolo La “foresta dei violini” oltre la tempesta, si parlerà della “foresta dei violini”: la Foresta di Paneveggio, in Trentino-Alto Adige, così soprannominata perché pare che lo stesso Stradivari abbia scelto lì degli alberi da cui realizzare i suoi strumenti. Foresta che, nell’ottobre del 2018, non si è salvata dal passaggio della Tempesta Vaia e ai milioni di alberi che ha abbattuto nel Triveneto. A circa 5 anni di distanza dal disastro naturale, qual è la situazione?

Seguirà, nel secondo episodio, dal titolo L’antica battaglia tra tutela forestale e deforestazione, la Foresta del Cansiglio, estesa tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Il passaggio a questa ampia distesa di faggi e abeti secolari è l’occasione per parlare di deforestazione e, in contrapposizione, di tutela delle foreste e di protezione dei boschi: quanto è grave il processo di deforestazione? Sta aumentando o diminuendo? Sono solo le società contemporanee ad aver adottato misure di protezione delle foreste o si tratta di una pratica storica? Protagonista del terzo episodio, dal titolo Dal Giappone all’Italia: l’arte di immergersi nella foresta, è la prima delle tre “Oasi del Respiro”, così chiamate da Golia e WWF. Si tratta dell’Oasi WWF Ghirardi in Emilia-Romagna, mosaico di paesaggi naturali in cui vivono diverse specie animali. Un luogo in cui immergersi completamente nella natura e, perché no, dedicarsi al forest bathing, in giapponese shinrin yoku: camminare nel bosco vivendo un’esperienza incredibilmente immersiva, con l’obiettivo di ritrovare il proprio benessere psico-fisico.

Per l’episodio quarto, dal titolo I giganti d’Italia nella culla della Forestale, ci sposteremo in Toscana, nella Foresta di Vallombrosa. Qui si trova l’albero più alto d’Italia “appartiene a una specie americana introdotta in Europa nella prima metà dell’800 e, al suo confronto, un palazzo di 10 piani è come se fosse un bambino”. Nel quinto episodio, dal titolo Il tempo scorre tra le Gole del Sagittario, troveremo la seconda “Oasi del Respiro”. Si tratta dell’Oasi WWF Gole del Sagittario, in Abruzzo: quando si parla di canyon si pensa immediatamente agli Stati Uniti e al loro immenso Grand Canyon…ma anche in Italia abbiamo degli esempi incredibilmente suggestivi, proprio come le Gole del Sagittario! Per il sesto episodio, dal titolo Dove cresce la sostenibilità c’è equilibrio, ci si sposterà in Molise, alla Riserva MAB UNESCO Collemeluccio – Montedimezzo Alto Molise: qui, Alessandro Beloli, proverà a guidare gli ascoltatori alla ricerca delle risposte a domande complesse come secondo voi la Natura, l’insieme di clima, risorse naturali, biodiversità e tanto altro, è sostituibile completamente o in parte dalla Cultura, cioè, ad esempio, da tecnologia, infrastrutture, prodotti, oppure non lo è per nulla?. A ospitare l’episodio settimo, dal titolo All’ombra di un patrimonio dell’umanità, sarà la Puglia. All’ombra di faggi centenari, si parlerà di Foresta Umbra e di Unesco, di cui la Foresta è patrimonio. Piccolo spoiler: l’aggettivo “umbra”, secondo una delle ipotesi più plausibile, deriverebbe dal latino e richiamerebbe l’ombra. “Foresta Umbra”, quindi, significherebbe semplicemente “Foresta Ombrosa”. Nell’episodio 8, dal titolo Dentro il supervulcano più pericoloso d’Europa, troviamo la terza delle tre “Oasi del Respiro”. Siamo all’Oasi WWF Cratere degli Astroni, in Campania, nel cuore dei Campi Flegrei, uno dei supervulcani più pericolosi del mondo e il più pericoloso d’Europa. In questa puntata si cercherà di rispondere alle domande Quando erutteranno? E cosa accadrà esattamente? Nel 9° episodio, dal titolo L’età non è l’unica cosa che conta, ma conta, si parlerà delle Foreste del Pollino, estese tra Basilicata e Calabria. Qui si trovano i due faggi più vecchi d’Europa e hanno oltre 620 anni d’età; si trovano nella Faggeta Vetusta del Pollinello, patrimonio UNESCO, e hanno preso i nomi di Michele e Norman. Perché questi nomi? E come hanno fatto a calcolarne l’età? Il tour d’Italia si chiude nel siciliano Bosco della Tassita, protagonista del 10° episodio dal titolo Una tranquilla passeggiata tra gli “alberi della morte”: di che alberi si tratta? Pianta sempreverde della famiglia delle conifere, velenosa in tutte le sue parti se ingerite, a eccezione degli arilli. “E cosa causa questa tossicità? Da una sostanza prodotta dalla pianta, la tassina, che ha un effetto paralizzante e narcotico sugli animali, compresi noi esseri umani”.

Si rafforza l’impegno per una pesca sostenibile nel Mediterraneo

Si rafforza l’impegno per una pesca sostenibile nel MediterraneoRoma, 27 set. (askanews) – Promuovere la sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle attività di pesca italiane. È l’obiettivo della collaborazione tra Federpesca, Federazione Nazionale delle Imprese di Pesca, e MSC Marine Stewardship Council, organizzazione non profit che promuove la pesca sostenibile, presentata oggi.

In un Mediterraneo dove risulta sfruttato oltre il limite massimo biologico il 71% delle popolazioni ittiche per le quali sono disponibili dati scientifici, questa collaborazione – si legge in una nota – vuole coinvolgere il maggior numero di attività di pesca per avvicinarle al livello di migliori pratiche richieste dallo Standard MSC per la pesca sostenibile, lo Standard internazionale scientifico più rigoroso a livello mondiale per la pesca sostenibile. Le attività previste dalla collaborazione saranno finanziate da Federpesca e MSC attraverso l’Ocean Stewardship Fund, il fondo creato da MSC per supportare la sostenibilità delle attività di pesca a livello globale. La collaborazione prende a modello il progetto BluFish, portato avanti da MSC dal 2018 per accompagnare le attività di pesca italiane lungo un percorso di sostenibilità strutturato in quattro tappe fondamentali: una mappatura delle attività di pesca, una pre-valutazione di attività selezionate per valutarne aree di forza e di debolezza, lo sviluppo e l’implementazione di un piano d’azione. Caso esemplare di questo approccio è il lavoro svolto con la pesca al gambero bianco di Molfetta in Puglia (GSA 18) che, grazie al coordinamento del GAL Ponte Lama e la partecipazione dell’istituto di ricerca Coispa e di Federpesca, ha avviato l’implementazione di miglioramenti concreti che li aiuterà a migliorare alcuni aspetti di pesca, spianando la strada verso la sostenibilità e potenzialmente avvicinandoli al raggiungimento della certificazione di pesca sostenibile secondo lo Standard MSC per la pesca sostenibile. Questi miglioramenti includono un’importante pietra miliare: la creazione di spazi di discussione internazionale con la Commissione Generale della Pesca nel Mediterraneo (CGPM) e gli altri Paesi (Albania, Croazia e Montenegro) coinvolti nella pesca di questa risorsa condivisa.

Nella prima fase del progetto, le prime specie ittiche oggetto di pre-valutazione saranno il tonno alalunga in Sicilia (GSA 19) e i piccoli pelagici (sardine e acciughe) in Adriatico (GSA 17 e 18). Verrà inoltre condotto l’aggiornamento della pre-valutazione della pesca al gambero bianco in Puglia, realizzata nel 2020, per aggiornarla agli ultimi requisiti della versione 3 dello Standard MSC pubblicata nel 2022. Sulla base dei risultati delle pre-valutazioni, verranno sviluppati e implementati i piani d’azione che, attraverso miglioramenti concreti, rafforzeranno la sostenibilità di queste attività. In una seconda fase si prevede il coinvolgimento di altre specie ittiche e marinerie. Francesca Oppia, Direttrice del Programma MSC in Italia sottolinea l’importanza di questa collaborazione “che vede le due organizzazioni che lavorare insieme condividendo conoscenze, competenze e risorse finanziarie per un obiettivo comune: la promozione di un cambiamento che parte dagli operatori della pesca, e che si basa su un approccio scientifico per definire le migliori pratiche per una pesca sostenibile”.

“Da anni – aggiunge Francesca Biondo, Direttrice Generale Federpesca – le imprese di pesca sono impegnate in un processo di sostenibilità della propria attività che merita il giusto riconoscimento a livello sociale. La collaborazione con MSC vuole essere una sfida per il nostro settore nel reciproco riconoscimento per valorizzare i nostri prodotti e sostenere così il valore sociale ed economico del nostro settore”.