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Biodiversità degli ambienti glaciali: al via progetto europeo

Biodiversità degli ambienti glaciali: al via progetto europeoRoma, 28 apr. (askanews) – Il ritiro dei ghiacciai è una delle manifestazioni più evidenti degli effetti dei cambiamenti climatici. Nonostante ai più possano sembrare degli ambienti privi di vita, le ricerche svolte – soprattutto negli ultimi vent’anni – hanno mostrato come questi siano a tutti gli effetti habitat in grado di sostenere una biodiversità unica. La così detta “biodiversità glaciale” è costituita da batteri, alghe, muschi, piante, invertebrati e vertebrati che vivono in questi ambienti che consideriamo “estremi”.

Questi organismi hanno sorprendenti adattamenti morfologici e fisiologici, che li rendono specializzati a vivere in prossimità o a contatto col ghiaccio a tal punto da renderli sentinelle dei cambiamenti climatici. Molte specie sono addirittura endemiche, ovvero esclusive di singoli ghiacciai o gruppo montuosi. Risulta quindi prioritario fornire un primo inquadramento relativo lo stato della conoscenza della biodiversità glaciale nonché un’approfondita conoscenza delle relazioni che si instaurano tra le specie e l’ambiente in cui vivono. La biodiversità glaciale è patrimonio naturalistico di ogni nazione che ha, sul proprio territorio, dei ghiacciai. È proprio in questo contesto che si inserisce il progetto europeo PrioritICE “Vanishing habitats: conservation priorities for glacier-related biodiversity threatened by climate change”, coordinato dall’Università degli Studi di Milano che si avvale della collaborazione del MUSE-Museo delle Scienze di Trento, in Italia, e di altri tre partner stranieri: University of Lausanne – Switzerland, Laboratoire d’Ecologie Alpine – France, Adam Mickiewicz University – Poland.

Ciascun partner – informa la Statale – metterà a disposizione la propria competenza decennale relativa lo studio della biodiversità glaciale. “Per esempio l’Università degli Studi di Milano combinerà metodologie all’avanguardia come l’analisi del DNA ambientale presente sul ghiacciaio e nei suoli di recente deglaciazione, con analisi più tradizionali sulla distribuzione delle piante e degli animali” spiega Francesco Ficetola, zoologo dell’Università Statale di Milano e coordinatore di PrioritICE. “Il MUSE supporterà il progetto con la competenza relativa l’ecologia degli ambienti glaciali e le comunità di insetti e ragni criofili, ovvero amanti del freddo e del ghiaccio” commenta Mauro Gobbi, referente del progetto per il MUSE-Museo delle Scienze di Trento. Obiettivo primario sarà quello di creare il primo database relativo la biodiversità glaciale, non solo come base per l’analisi dei dati, ma come strumento conoscitivo degli organismi che vivono in questo ambiente, col fine di fungere da memoria storica di una biodiversità che è destinata a scomparire. In aggiunta, si cercheranno di capire i processi che agiscono sulla biodiversità e le relazioni ecologiche tra le specie. Infine, saranno identificate le aree a massima priorità dal punto di vista conservazionistico, fornendo strategie gestionali funzionali a valorizzare e proteggere più efficacemente le aree glaciali e la rispettiva biodiversità.

Gli apparati glaciali oggetto di indagine sono collocati principalmente sui gruppi montuosi Alpini, tra cui per il territorio italiano, il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Gruppo Ortles-Cevedale, il Gruppo Adamello-Presanella, le Dolomiti, ecc., con particolare attenzione ai ghiacciai di piccoli dimensioni, quindi prossimi all’estinzione. La collaborazione di partner europei di Francia, Svizzera e Polonia permetterà per la prima volta di coprire ghiacciai di tutto l’arco alpino. Numerosi enti locali nazionali ed internazionali saranno coinvolti sia per attività di ricerca che di diffusione dei risultati. Infatti questo progetto vuole sia definire delle azioni concrete per migliorare la conservazione di questi ambienti, che sensibilizzare la popolazione nei confronti della perdita di biodiversità e del cambiamento del paesaggio d’alta quota in seguito alla riduzione e scomparsa dei ghiacciai.

Bonifiche, Paparella (Remtech Expo): restituire dignità e benessere

Bonifiche, Paparella (Remtech Expo): restituire dignità e benessereRoma, 27 apr. (askanews) – “Mai come questi anni la tutela dell’ambiente e della rigenerazione dei territori sono importanti per l’uomo, per l’ambiente ma soprattutto sono importanti per la politica e per la loro agenda sia a livello nazionale che internazionale. Possiamo dire che in alcuni momenti storici la presenza dell’uomo ha generato delle impronte e delle criticità ambientali oggi evidenti a tutti. Da queste criticità dobbiamo essere bravi a ricavarne delle opportunità di rilancio e di rigenerazione, per quei territori che per troppo tempo sono stati sfruttati per meri esercizi contabili. Abbiamo gli strumenti per invertire la rotta verso in economia Green, rispettosa dell’ambiente e che sia in grado di promuovere benessere tra le persone”. Lo ha detto Silvia Paparella General Manager RemTech Expo e Ad Ferrara Expo intervenuta al convegno “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Next Generation EU ed il Just Transition Fund come opportunità per recuperare aree industriali compromesse e territori” promosso dall’ufficio del parlamento europeo in Italia.

Concorso fotografico “Obiettivo Terra”: vince Franco Tulli

Concorso fotografico “Obiettivo Terra”: vince Franco TulliRoma, 21 apr. (askanews) – È Franco Tulli il vincitore della XIV edizione di “Obiettivo Terra” 2023, il concorso fotografico dedicato alla difesa e alla valorizzazione del patrimonio ambientale, del paesaggio, dei borghi, delle peculiarità e delle tradizioni enogastronomiche, agricole, artigianali, storico-culturali e sociali delle Aree protette d’Italia, promosso dalla Fondazione UniVerde e dalla Società Geografica Italiana, con la main partnership di Cobat e Bluarancio quale digital partner, per celebrare la 54esima Giornata Mondiale della Terra, che si festeggerà domani, 22 aprile, in tutto il mondo. La foto vincitrice ritrae un meraviglioso esemplare di stella gorgone immortalata sui fondali dell’isola di Marettimo, nelle acque dell’Area marina protetta Isole Egadi (Sicilia).

Al vincitore il primo premio di mille euro, la targa e la copertina del volume “Obiettivo Terra 2023: l’Italia amata dagli italiani”, oltre all’onore di veder la foto esposta al pubblico in gigantografia, fino al 2 maggio, sulla facciata di Palazzetto Mattei, sede della Società Geografica Italiana a Roma. Le foto vincitrici, com’è consuetudine, saranno associate ai mesi del calendario 2024 e saranno riportate nella pubblicazione che verrà dedicata alla 14a edizione di “Obiettivo Terra”. La cerimonia di premiazione, trasmessa in diretta phygital con collegamento da Palazzetto Mattei in Villa Celimontana è stata aperta dai rappresentanti dei soggetti promotori. Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde: “Le Aree protette italiane assicurano un contributo importantissimo al turismo sostenibile e, in particolare, sono centrali nell’azione di contrasto dello spopolamento delle aree interne e del cambiamento climatico. Proprio com’è nello spirito di Obiettivo Terra, occorre sviluppare una maggiore attenzione agli ecosistemi e alla necessità di tutela delle bellezze del nostro Paese. In queste 14 edizioni, il concorso si è arricchito di migliaia di splendide foto, di tante collaborazioni con rilevanti realtà del nostro Paese; uno stimolo affinché la nostra meravigliosa rete di biodiversità, la più importante d’Europa, sia rigorosamente protetta e valorizzata. Questo bisogno di natura deve trovare nelle Aree protette una capacità di risposta e una gestione sostenibile di tutte le attività, a partire da quelle turistiche”. Rossella Belluso, Segretario Generale della Società Geografica Italiana: “Come ogni anno da molti anni, Obiettivo Terra ci richiama, in maniera garbata ed esteticamente affascinante, a considerare le stupefacenti caratteristiche degli ambienti che definiamo naturali. Le immagini proposte, e tanto più quelle premiate, rappresentano un campione estremamente significativo in questo senso. Ma anche nel senso di continuare a sollecitare la ricerca, la domanda e la vigilanza democratica su quanto le dinamiche spontanee propongono ai sensi e all’intelletto degli umani, alle possibilità di interazione corretta e rispettosa tra umano e non-umano, in vista della realizzazione di una giustizia ambientale effettiva per tutti, e non solo enunciata”. Gianluca Cencia, Amministratore Delegato di Haiki+, sub-holding del Gruppo Innovatec dedicata all’economia circolare: “È un onore celebrare la 54a Giornata Mondiale della Terra insieme ad Obiettivo Terra, attraverso le immagini straordinarie dei paesaggi italiani, immortalate per mezzo di sguardi attenti, curiosi e rispettosi del mondo naturale. È con lo stesso spirito che Cobat, da oltre 30 anni, si occupa di economia circolare con l’obiettivo di preservare quegli ecosistemi che in alcuni di questi scatti emergono con eccezionale forza. Approccio e obiettivi che Cobat condivide con Haiki+, subholding del Gruppo Innovatec, di cui è entrata a far parte dal 2021”.

Proprio in collaborazione con Cobat, Main Partner del concorso, è stata attribuita anche la Menzione speciale “Parchi dall’alto”. A vincerla, la foto scattata da Davide Ferretti nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (Marche, Lazio, Abruzzo) che ritrae una splendida veduta delle creste rocciose dal Monte Camicia, nel regno dei camosci. Gian Marco Centinaio, Vice Presidente del Senato della Repubblica, intervenuto in collegamento video, ha sottolineato: “Il paesaggio è una delle più grandi ricchezze del nostro Paese, un’eredità che abbiamo il dovere di trasmettere alle prossime generazioni. Tutela e valorizzazione del territorio devono procedere di pari passo, in nome di uno sviluppo sostenibile che sia insieme volano di ricchezza e occupazione, agente di cambiamento nelle scelte in materia di agricoltura, energia, mobilità ed economia circolare e strumento di contrasto al dissesto idrogeologico e agli effetti del cambiamento climatico”.

Vannia Gava, Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in un messaggio video, si è complimentata con i promotori del concorso “Obiettivo Terra”, un’iniziativa capace di “attenzionare e valorizzare il nostro patrimonio ambientale”, sottolineando: “Al G7 Clima, Energia e Ambiente abbiamo discusso l’importanza di assumere iniziative comune e globali per salvaguardare il Pianeta da cambiamento climatico, perdita biodiversità e inquinamento. Sono temi di cui dobbiamo cogliere l’urgenza e l’Italia farà di tutto per supportare la crescita sostenibile delle popolazioni e delle economie”. Sono inoltre intervenuti: Alessandra Maiorino (Componente della Commissione permanente Affari Costituzionali, Senato della Repubblica); Gen. C.d’A. Antonio Pietro Marzo (Comandante Unità forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri); Valerio Novelli (Consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza, Regione Lazio); Alessandro Onorato (Assessore ai grandi eventi, sport, turismo e moda, Comune di Roma); Capitano di Vascello, Francesco Tomas (Capo Reparto Ambientale Marino, Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera).

L’edizione 2023 di “Obiettivo Terra” ha ricevuto il patrocinio morale di: Senato della Repubblica; Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; Città Metropolitana di Roma Capitale; Roma Capitale; Prefettura di Roma e di tutti i Parchi nazionali d’Italia. Alla diretta phygital, in presenza e in collegamento, hanno inoltre preso parte rappresentanti delle Istituzioni, delle associazioni ambientaliste e dei partners del concorso, alcuni componenti della Giuria di esperti, nonché presidenti, direttori e rappresentanti delle realtà partners del contest “Obiettivo Terra” 2023 e con la partecipazione di autori e autrici delle foto vincitrici e dirigenti delle Aree protette immortalate tra cui: Daniele Buschiazzo (Presidente Parco naturale regionale del Beigua); Giovanni Cannata (Presidente Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise); Salvatore Livreri Console (Direttore dell’Area Marina Protetta Isole Egadi); Vittorio Gazale (Direttore Parco nazionale dell’Asinara); Maurizio Gubbiotti (Presidente Ente regionale Roma Natura); Aida Morelli (Presidente Parco Delta del Po Emilia Romagna); Tommaso Navarra (Presidente Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga); Mario Ungaro (Presidente Parco Regionale Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane). L’evento è stato moderato da Gianni Todini (Direttore Askanews).

Piante-animali-uomo: così microplastiche contaminano il nostro cibo

Piante-animali-uomo: così microplastiche contaminano il nostro ciboRoma, 20 apr. (askanews) – Uno studio ENEA-Cnr pubblicato sulla rivista internazionale Water ha descritto una parte del percorso delle microplastiche “dall’acqua al piatto”, dimostrando come questo contaminante si trasferisca dall’acqua dolce alle radici delle piante acquatiche e, quindi, ai crostacei che se ne cibano, con danni al patrimonio genetico di questi ultimi e, a lungo termine, per l’intero ecosistema.

Il team ENEA, insieme ai ricercatori dell’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del Cnr coordinati da Massimo Zacchini, ha valutato in laboratorio gli effetti di microparticelle di polietilene (PE), tra le più comuni materie plastiche disperse nell’ambiente, su organismi d’acqua dolce, vegetali e animali. In particolare, le specie utilizzate sono state la Spirodela polyrhiza, la cosiddetta lenticchia d’acqua, una piccola pianta acquatica galleggiante, e l’Echinogammarus veneris, un crostaceo d’acqua dolce simile a un gamberetto, che è poi l’alimento base di pesci come le trote. Le piantine sono state immerse in acqua contaminata da microplastiche di circa 50 micrometri – più piccole del diametro di un capello – e dopo 24 ore trasferite nella vasca dei gamberetti. I risultati – si legge nella notizia pubblicata sull’edizione odierna del settimanale ENEAinform@ – hanno dimostrato che le piante, durante l’esposizione, oltre a una lieve riduzione del contenuto di clorofilla, hanno accumulato un elevato quantitativo di microplastiche sulle radici di cui i crostacei si cibano, ingerendone in media circa 8 particelle per esemplare. Inoltre, è stato possibile anche dimostrare come le microplastiche, una volta ingerite dai crostacei, vengano sminuzzate e “restituite” all’ambiente sotto forma di escrementi, che possono rientrare nella catena alimentare, cosiddetta “del detrito”, in maniera potenzialmente più pericolosa di quella di partenza.

“Questo studio mostra chiaramente, all’interno di un sistema controllato di laboratorio, i meccanismi attraverso i quali le microplastiche entrano e si trasferiscono all’interno della catena alimentare”, sottolinea Valentina Iannilli, ricercatrice ENEA del Laboratorio Biodiversità e servizi ecosistemici. “Le piantine, infatti, hanno avuto il ruolo di ‘raccogliere’ e ‘trasferire’ queste particelle ai crostacei, fonte di cibo per i pesci che a loro volta accumulano microplastiche anche nei muscoli, che sono poi le parti che noi mangiamo”. Infine, sono stati valutati gli effetti diretti delle microplastiche sul DNA dei crostacei, per comprendere se queste particelle potessero indurre anche genotossicità, ovvero danni a livello del materiale genetico. Dopo solo 24 ore, è stato possibile osservare come gli individui “trattati” con le microplastiche presentino un livello di frammentazione del DNA significativamente superiore rispetto a quelli non trattati, dimostrando come queste particelle siano effettivamente in grado di indurre un danno al DNA nelle cellule degli organismi studiati.

“Questo significa che le microplastiche non sono, come spesso è riportato, materiale inerte che non interagisce con le funzioni degli organismi, ma che, invece, si ‘muovono’ lungo la catena alimentare con effetti diretti anche sull’integrità del patrimonio genetico e di conseguenza potenziali a lungo termine su popolazioni, comunità e interi ecosistemi”, aggiunge Valentina Iannilli. “Un risultato – conclude – che deve far riflettere sulla pericolosità del rilascio nell’ambiente di queste particelle microscopiche derivate dalle attività antropiche, anche in considerazione della loro diffusione in tutte le matrici ambientali quali acqua, suolo, aria, ghiacci dell’Artico fino ai sistemi agricoli”.

Giornata Mondiale Terra: Cerimonia di premiazione “Obiettivo Terra” 2023

Giornata Mondiale Terra: Cerimonia di premiazione “Obiettivo Terra” 2023Roma, 19 apr. (askanews) – Pronti per la premiazione di “Obiettivo Terra” 2023, il contest sulle Aree protette italiane più noto, apprezzato e insignito di patrocini e riconoscimenti. Ma sono la natura, le peculiarità e gli incantevoli scorci della nostra bellissima penisola, custoditi dalle Aree protette italiane, i veri protagonisti della rinnovata consapevolezza ambientale che, attraverso meravigliosi scatti fotografici, cattura non solo l’attenzione ma soprattutto le emozioni dei fotoamatori.

Un successo che conferma quanto il concorso, promosso da Fondazione UniVerde e Società Geografica Italiana, con la main partnership di Cobat e la digital partnership di Bluarancio sia apprezzato. I numeri. Per selezionare le 20 finaliste della 14a edizione del contest, rappresentative del patrimonio ambientale, naturalistico, paesaggistico e storico-culturale custodito dai Parchi nazionali e regionali, dalle Aree marine protette, dalle Riserve statali e regionali, sono state esaminate ben 849 foto. Di queste, ben 835 (98%) sono risultate conformi al regolamento e dunque ammesse (le non ammesse sono 14 pari al 2%). Ogni partecipante ha avuto la possibilità di presentare al contest una sola foto a colori di cui: Parchi nazionali (250 foto, pari al 30% delle foto ammesse), Parchi regionali (399 foto, pari al 47%), Aree marine protette (57 foto, pari al 7%), Riserve statali (31 foto, pari al 4%) e Riserve regionali (99 foto, pari al 12%).

La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 21 aprile, dalle ore 10:00, e si svolgerà in diretta streaming phygital, in collegamento da Palazzetto Mattei in Villa Celimontana a Roma (via della Navicella, 12), alla vigilia delle celebrazioni per la 54a Giornata Mondiale della Terra. All’autore dello scatto vincente sarà riconosciuto il Primo Premio “Mother Earth Day” del valore di 1.000 € (mille euro), la copertina del volume “Obiettivo Terra 2023: l’Italia amata dagli italiani”, dedicato al concorso, oltre all’onore di vedere esposta al pubblico la gigantografia della propria foto sulla facciata di Palazzetto Mattei, sede della Società Geografica Italiana. Insieme ai rappresentanti dei soggetti promotori, Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente della Fondazione UniVerde) e Rossella Belluso (Segretario Generale della Società Geografica Italiana), la cerimonia di premiazione sarà introdotta anche da Gianluca Cencia (Amministratore Delegato di Haiki+, la sub-holding del Gruppo Innovatec dedicata all’economia circolare, di cui Cobat fa parte da fine 2021). Interverranno: Gian Marco Centinaio (Vice Presidente del Senato della Repubblica); Vannia Gava (Viceministro dell’ambiente e della sicurezza energetica); Alessandra Maiorino (Componente della Commissione permanente Affari Costituzionali, Senato della Repubblica); Gen. C.d’A. Antonio Pietro Marzo (Comandante Unità forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri); Valerio Novelli (Consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza, Regione Lazio); Alessandro Onorato (Assessore ai grandi eventi, sport, turismo e moda, Comune di Roma); Capitano di Vascello, Francesco Tomas (Capo Reparto Ambientale Marino, Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera); con la partecipazione di autori e autrici delle foto vincitrici, componenti della Giuria di esperti, dirigenti delle Aree protette italiane e partners di Obiettivo Terra 2023. Modera l’evento: Gianni Todini (Direttore di Askanews).

Oltre al primo premio saranno premiate dai Partners le seguenti Menzioni: Alberi e foreste (in collaborazione con Comando Unità forestali, ambientali e agroalimentari Carabinieri);

Animali (in collaborazione con Federparchi); Area costiera (in collaborazione con Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera); Fiumi e laghi (in collaborazione con Federazione Italiana Canoa e Kayak); Paesaggio agricolo (in collaborazione con Fondazione Campagna Amica); Patrimonio geologico e geodiversità (in collaborazione con Società Italiana di Geologia Ambientale); Turismo sostenibile (in collaborazione con Touring Club Italiano). Analogamente si procederà per le Menzioni speciali: Borghi (Premio alla più bella foto di un borgo situato all’interno di un’Area Protetta italiana, in collaborazione con “I borghi più belli d’Italia”); Obiettivo mare (Premio alla migliore foto subacquea scattata in un’area marina protetta italiana, in collaborazione con Marevivo); Parchi da gustare (Premio alla più bella foto di un piatto tradizionale di un’Area Protetta italiana, in collaborazione con Euro-Toques Italia e Federazione Italiana Cuochi, con tanto di ricetta); Parchi dall’alto (Premio alla più bella foto di un’Area Protetta italiana scattata da un punto panoramico, dal cielo o anche con droni autorizzati, in collaborazione con Cobat). Sarà inoltre conferito il Premio “Parco inclusivo 2023”, in collaborazione con FIABA Onlus e Federparchi, all’Area protetta che si è maggiormente distinta per favorire l’accessibilità e la fruibilità per le persone con disabilità e a ridotta mobilità, e sono previsti altri Premi extra-concorso tra cui: Week end per due persone presso l’Agriturismo “Il Podere di Assisi” (PG) offerto da Terranostra Umbria, della rete di Campagna Amica allo scatto vincitore della Menzione “Paesaggio Agricolo; Premio “Pixcube.it” alla prima classificata. Un buono voucher speciale messo in palio dal network per un viaggio-workshop-reportage a scelta tra i prossimi eventi che si terranno nei parchi naturali d’Italia; Premio extra concorso dedicato al “Foliage”, istituito dalla Fondazione UniVerde e dalla Società Geografica Italiana per l’edizione 2023. Era in palio un premio di € 100 (euro cento) conferito alla foto più rappresentativa della variazione autunnale del colore delle foglie degli alberi. Dopo il test dell’edizione 2023, per la quale hanno concorso solo le foto candidate nel mese di novembre 2022, si procederà a una ridefinizione del premio che sarà annunciata durante la premiazione. Infine, grazie alla rinnovata partnership con Pianeta Foresty, anche quest’anno i partecipanti alla cerimonia avranno l’occasione di contribuire al rimboschimento di alcune aree italiane attraverso i kit Foresty. L’edizione 2023 di “Obiettivo Terra”, ha ricevuto il patrocinio morale di: Senato della Repubblica; Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste; Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; Città Metropolitana di Roma Capitale; Roma Capitale; Prefettura di Roma e di tutti i Parchi nazionali d’Italia. Media Partners: Askanews, Italpress, Teleambiente, LifeGate, Opera2030, Trekking.it, Eco in Città. Event Partners: SOS Terra Onlus, Earth Day Italia, Fiaba onlus, Pianeta Foresty, @racne Pixcube.it. La cerimonia di premiazione di “Obiettivo Terra” 2023 sarà trasmessa in diretta streaming sulle Pagine Facebook di: Fondazione UniVerde (https://www.facebook.com/FondazioneUniVerde); Società Geografica Italiana (https://www.facebook.com/societa.geografica.italiana); Federparchi (https://www.facebook.com/federparchi); TeleAmbiente (https://www.facebook.com/teleambiente); Opera2030 (https://www.facebook.com/Opera2030it); Trekking.it (https://www.facebook.com/trekking.it); Eco in Città (https://www.facebook.com/ecoincitta) SOS Terra Onlus (https://www.facebook.com/SOSTerraOnlus);

Crollo ghiacciaio Marmolada causato da effetti temperature anomale

Crollo ghiacciaio Marmolada causato da effetti temperature anomaleRoma, 14 apr. (askanews) – Il 3 luglio 2022 si sono staccate improvvisamente dal ghiacciaio della Marmolada, nelle Dolomiti, circa 64.000 tonnellate di acqua, ghiaccio e detriti rocciosi, dando origine ad una valanga che ha travolto e ucciso 11 alpinisti, mentre altri 7 sono rimasti feriti.

Un team internazionale di ricercatori coordinato dal prof. Aldino Bondesan dell’Università di Padova ha pubblicato uno studio sulla rivista “Geomorphology” che costituisce il primo lavoro che indaga le possibili cause e i meccanismi del collasso. La valanga di ghiaccio e detriti – spiega Unipd – si è arrestata in un canalone dopo aver percorso circa 2,3 km lungo il pendio. Il crollo è avvenuto nella parte alta del versante settentrionale della Marmolada alla quota di 3.213 metri e ha interessato un lembo sommitale del ghiacciaio, nei pressi di Punta Rocca. Questo piccolo ghiacciaio residuale era parte integrante dell’ampia fronte glaciale fino a circa un decennio fa, e oggi, a causa della frammentazione causata dall’arretramento, è rimasto isolato e racchiuso entro una nicchia sul versante esposto a settentrione appena al di sotto della cresta.

L’evento è stato documentato da diversi video registrati da escursionisti che si trovavano sul posto, che hanno aiutato nell’analisi delle cause del collasso. L’energia sismica rilasciata dall’evento è stata paragonabile a un terremoto di magnitudo pari a 0,6. “Un’analisi dettagliata delle immagini satellitari e aeree stereoscopiche, scattate prima e dopo l’evento, ci ha consentito di analizzare le modalità di collasso – spiega il prof Bondesan -. Il distacco è stato in gran parte causato da un cedimento lungo un crepaccio mediano, in parte occupato da un enorme volume di acqua di disgelo generato dalle temperature altamente anomale della tarda primavera e dell’inizio dell’estate. Al momento dell’evento erano stati raggiunti in quota i 10.7°C.

La fitta rete di crepacci insieme alla morfologia e alle proprietà della superficie rocciosa basale hanno predisposto questo settore glaciale al collasso, la cui causa scatenante è da individuarsi nella pressione sovrastante causata dall’eccesso di acqua di fusione. Sono stati individuati – prosegue Bondesan – due meccanismi concomitanti che hanno provocato l’instabilità con conseguente crollo improvviso del ghiacciaio: l’acqua infiltrata all’interno di un crepaccio del ghiacciaio ha causato da sotto una pressione tale da sollevare lo strato di ghiaccio; quando l’acqua è penetrata all’interno dei sedimenti basali si è verificata una spinta al galleggiamento, essendo il ghiaccio meno denso dell’acqua”.

Energia, Bain and Co: investire 10 mld nell’idroelettrico entro 2030

Energia, Bain and Co: investire 10 mld nell’idroelettrico entro 2030




Energia, Bain and Co: investire 10 mld nell’idroelettrico entro 2030




















Milano, 12 apr. (askanews) – L’energia idroelettrica è una fonte a basso impatto ambientale che rappresenta il 16% dell’energia elettrica prodotta a livello globale. Tuttavia, la maggior parte delle infrastrutture idroelettriche in Europa e Nord America hanno più di 40 anni e iniziano a richiedere importanti interventi di manutenzione e ristrutturazione per garantirne sicurezza ed efficienza. Ad oggi, la stima degli investimenti necessari in questo ambito è di oltre 300 miliardi di dollari. In Italia, dove è il 70% delle infrastrutture ad avere oltre 40 anni, sono richiesti investimenti per oltre 10 miliardi di euro entro il 2030. E’ quanto emerge da una nuova ricerca di Bain & Company, che evidenzia come il rinnovamento infrastrutturale nell’idroelettrico offra, al contempo, l’opportunità di aumentare le capacità degli impianti e di supportare proattivamente la transizione energetica.

“L’idroelettrico è uno dei pilastri della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, a cui spesso non è data l’importanza che merita – sottolinea Alessandro Cadei, Senior Partner e responsabile della practice Energy & utilities EMEA di Bain & Company -. Tre caratteristiche lo rendono un vero e proprio asset strategico: il basso impatto ambientale; la flessibilità determinata dalla programmabilità e dai tempi ridotti di avviamento degli impianti, che contribuisce a rendere la rete elettrica complessivamente più stabile e, infine, la capacità di stoccaggio di energia superiore ad altre fonti a basse emissioni. Investire nell’idroelettrico, quindi, non è solo economicamente sostenibile ma è anche una scelta indispensabile per raggiungere gli obbiettivi di decarbonizzazione condivisi e definiti a livello Comunitario”. L’Italia e molti altri Paesi stanno affrontando sfide sempre più complesse nel settore idroelettrico. Oltre all’obsolescenza degli impianti, la crescente siccità sta diventando un fattore preoccupante – nel 2022, il nostro Paese ha visto una contrazione del 40% nella generazione da idroelettrico – che, unito alla scarsa capacità di stoccaggio dell’acqua piovana, sta facendo emergere l’urgenza di investimenti e interventi. Gli impatti entro il 2050 saranno severi anche in settori attigui (basti pensare all’agricoltura). Tuttavia, l’opportunità di tali investimenti non è ancora adeguatamente supportata dal contesto normativo: una delle maggiori cause di incertezza è infatti relativa al rinnovo delle concessioni, l’86% delle quali in scadenza entro il decennio.

Nella ricerca di Bain & Company vengono analizzate potenziali soluzioni per sbloccare tempestivamente gli investimenti, attraverso nuove formule contrattuali come Corporate PPA (Purchase Power Agreement). “Concessioni, rapporto con il territorio e ruolo sul mercato elettrico nel medio-lungo termine sono i principali punti di attenzione del settore. È fondamentale trovare soluzioni che riducano l’incertezza e ottemperino i requisiti di ammodernamento degli impianti, anche con il supporto del sistema finanziario – spiega Luigi Corleto, Partner di Bain & Company -. Questa potrebbe essere l’occasione perfetta per trasformare e ripensare l’idroelettrico attraverso opere di repowering e ottimizzazione dei bacini, digitalizzazione degli impianti e, dove possibile tecnicamente e ambientalmente sostenibile, l’introduzione di applicazioni Pumped Storage Hydro. Quest’ultima applicazione, in particolare, risulta molto interessante, perché fornisce nuove opzioni di flessibilità per il funzionamento della rete elettrica, bilanciando la variabilità di altre fonti di energia rinnovabile”.

Green Building Council Italia a K.EY 2023

Green Building Council Italia a K.EY 2023


Green Building Council Italia a K.EY 2023 – askanews.it



Green Building Council Italia a K.EY 2023 – askanews.it



















Roma, 27 mar. (askanews) – Un ampio consenso ha accolto la prima edizione di K.EY, manifestazione fieristica leader in Europa a sostegno della transizione ecologica e della diffusione delle energie rinnovabili, a cui Green Building Council Italia ha preso parte, insieme ad alcuni dei propri Soci, in qualità di main partner del “Sustainable Building District”, un’inedita area dedicata alla sostenibilità e alla transizione energetica nel settore del costruito.

“Il Sustainable Building District in Key Energy è il frutto di una collaborazione di lungo periodo nata tra il Green Building Council Italia e Fiera di Rimini, in particolar modo con Key Energy Exposition ed Ecomondo”. Queste le parole di Marco Caffi – Direttore del GBC Italia, che prosegue: “In questa edizione di K.EY, in particolare, l’area ambiva ad essere il punto di riferimento per approfondire gli aspetti dell’efficienza energetica all’interno della dimensione del costruito, della scala edificio e della scala città, ma non limitandosi ad affrontare il tema specifico dell’efficienza energetica in modo ermetico, ma inquadrandolo in un contesto generale, come si suol dire olistico, ponendolo quindi in parallelo con quelli che sono gli altri obiettivi di sostenibilità all’interno degli edifici, quali la qualità e la sicurezza degli ambienti. Questo è un concetto molto attuale: la stessa direttiva EPDB sull’efficienza energetica degli edifici, infatti, riporta al suo interno e richiama questi concetti e questi obiettivi come fattori essenziali da traguardare per il prossimo futuro. Questo vuole essere il Sustainable Building District, e proprio per questa sua volontà di divenire punto di riferimento per un approccio di trasformazione del costruito secondo un approccio olistico è un’iniziativa che sarà ripetuta e si ritroverà anche nell’ambito di Ecomondo, sempre nel 2023, in modo tale da poter accentuare in quel caso gli altri elementi che partecipano al tema: dalla circolarità dei materiali alla salubrità degli spazi”. Membro del Comitato scientifico di Key Energy, raccolti i successi della scorsa edizione, l’Associazione è tornata in fiera con un progetto maggiormente articolato rispetto alle esperienze passate, che sottolinea la naturale evoluzione dettata dalla centralità e dall’interesse riscontrato da parte di numerosi interlocutori, sui temi trattati e sull’agito di GBC Italia. L’intento rimane quello di supportare le filiere edili e immobiliari nel percorso di crescita a livello internazionale, divenendo leader nel campo della ricerca e dell’innovazione e favorendo lo sviluppo di ecosistemi sociali, urbani e imprenditoriali sostenibili.