Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

”Nata nell’acqua sporca” di Giuliana Vitali al Premio Strega 2026

”Nata nell’acqua sporca” di Giuliana Vitali al Premio Strega 2026

Roma, 3 mar. (askanews) – “Giuliana Vitali “rischia grosso”, mettendo insieme tradizione letteraria alta e immaginario dei ragazzi nati dopo il 2000″, osserva il critico letterario Marco Debenedetti nella motivazione inserita nella proposta al Premio Strega 2026, giunto all’80esima edizione. Nata nell’acqua sporca (Giulio Perrone Editore), opera d’esordio di Giuliana Vitali, è un viaggio tra ricerca e smarrimento. Il libro (con la prefazione di Silvio Perrella) racconta la storia di Sara, una giovane donna cresciuta ai margini con un padre imprenditore assente ed emigrato in Albania e una mamma giornalista troppo distante emotivamente. La vicenda è ambientata in una Napoli notturna, cupa, popolata dagli esclusi, una città che nel libro supera i confini geografici per farsi spazio universale: luogo simbolico di contraddizioni, ferite e resistenza, specchio di un disagio che parla a molte realtà contemporanee. “Mi considero fortunata di essere tra le proposte del Premio Strega, e lo vivo con gratitudine e molta cautela. La fortuna, però, non basta: ogni libro deve guadagnarsi il proprio spazio. Poi, come sempre, sarà il tempo a fare selezione. I premi hanno un loro valore ma i libri, i romanzi – quando trovano radici vere – crescono e si muovono con la lentezza che la letteratura richiede. – commenta la Vitali – Credo anche che la letteratura, per essere tale, debba essere necessaria: deve saper costringere a sentire e lasciare traccia. Nata nell’acqua sporca nasce da qui, dal tentativo di essere un urto, di portare il lettore davanti a una realtà che troppo spesso scegliamo di non guardare. Ho provato a raccontare la precarietà del nostro tempo: quella che attraversa i corpi, le relazioni, l’identità e rende fragile perfino l’idea di futuro”. Identità, dipendenza, sopravvivenza emotiva ma anche tematiche a tutt’oggi considerate tabù come la tossicodipendenza e l’aborto sono al centro del romanzo. Come scrive il saggista e giornalista Filippo La Porta sul mensile Left: «Il romanzo racconta questa fuga, uno smarrimento che forse troverà uno scioglimento. L’autrice per attraversare l’inferno ha avuto bisogno – come Manzoni con Lucia – di una Alice che torna a casa senza essere contaminata dall’orrore, e senza perdere del tutto la fiducia nella vita». Ancora, come scrive in una lettera alla Vitali, la scrittrice Simona Baldelli su Il Quotidiano Nazionale: «Il linguaggio che hai usato, specialmente nei dialoghi, non ha nulla di artefatto». “Nata nell’acqua sporca” oltre la candidatura al Premio Strega 2026 è anche finalista al Premio Nabokov, candidato tra i primi 15 libri del Premio Fiesole e finalista al Premio Scarpetta.

Nata a Napoli nel 1987, Giuliana Vitali vive a Roma. Scrittrice, condirettrice della rivista letteraria cartacea illustrata Achab, in attività dal 2013. Collabora con diversi giornali e riviste culturali come Left, Huffpost Italia, Wired Italia, Il Quotidiano del Sud, Succedeoggi di Nicola Fano, KulturJam di Sandro Medici, dove pubblica racconti, interviste e video-interviste, recensioni, reportage oltre che in ambito letterario-culturale, una particolare attenzione è rivolta al sociale e ai diritti. Ha frequentato la scuola di scrittura Genius di Paolo Restuccia e in particolare il corso dello scrittore Andrea Carraro. E’ anche autrice (testo e musica) del brano “Isola” interpretato da Pietra Montecorvino, inserito nel nuovo disco dell’interprete partenopea. La canzone vede anche il contributo al clarinetto di Alessandro Papotto (ex storico membro del Banco di Mutuo Soccorso).

In Campania nasce la Biblioteca Enrico De Nicola

In Campania nasce la Biblioteca Enrico De Nicola

Roma, 28 feb. (askanews) – Lunedì 2 Marzo alle ore 14 a Santa Maria Capua Vetere presso la sede di Palazzo Melzi del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” si svolgerà la cerimonia di intitolazione ad Enrico De Nicola, primo presidente della Repubblica Italiana, della Biblioteca del Dipartimento che presenterà al pubblico i suoi nuovi servizi realizzati con il progetto “Biblioteche 4.0: oltre le barriere” finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU nell’ambito del PNRR Missione “Istruzione e Ricerca”. La scopertura della targa sarà affidata al Rettore dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Gianfranco Nicoletti. Alla cerimonia prenderanno parte, tra gli altri, il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Fabio Pinelli e il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Raffaele Picaro. A seguire alle ore 16 presso la Biblioteca della Casa Circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere sarà presentato il progetto di gemellaggio tra la Biblioteca Enrico De Nicola del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e la Biblioteca “Rita Atria e Imma Cavagnuolo” del penitenziario sammaritano. Alla presentazione prenderanno parte, insieme con il vicepresidente del CSM Pinelli e con il Rettore Nicoletti, il provveditore dell’amministrazione penitenziaria della Regione Campania, Carlo Berdini, il presidente della Corte di Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli e il direttore della Casa Circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere, Donatella Rotundo. Dopo l’incontro del Vicepresidente del CSM con i detenuti bibliotecari, la sua visita istituzionale proseguirà al Polo Produttivo e all’orto idroponico dell’Istituto Penitenziario e si concluderà al Muro della Libertà, realizzato dall’artista Alessandro Ciambrone. L’opera, di oltre cinquemila metri quadri, dedicata a Papa Francesco, è entrata nel Guinness World Record.

In Campania laboratori per la creatività e l’innovazione

In Campania laboratori per la creatività e l’innovazione

Roma, 27 feb. (askanews) – Sviluppare competenze creative e promuovere pratiche innovative di cittadinanza attiva grazie a tre percorsi laboratoriali gratuiti: “La voce del quartiere – Il cortometraggio”, “Ritmi di cittadinanza – Urban music e canzone d’autore” e “Fotoracconto civico – Narrare attraverso le immagini”. E’ l’obiettivo del progetto di ricerca-azione GenerAzione CreAttiva, rivolto a 60 giovani tra i 18 e i 35 anni e finanziato dalla Regione Campania presentato stamane a palazzo Santa Lucia a Napoli. “Attraverso i linguaggi della creatività, dalla musica all’audiovisivo fino alla fotografia – ha dichiarato l’assessora alle Politiche giovanili Fiorella Zabatta – il progetto offre strumenti concreti per esprimere visioni, raccontare i territori e rafforzare la partecipazione civica dei giovani. Non si tratta solo di un percorso formativo, ma di una vera azione di ricerca e sperimentazione sociale che mette in rete università, istituzioni e mondo creativo, valorizzando i talenti e trasformando le idee in progettualità capaci di incidere sulle comunità locali”. L’iniziativa, a partire da un’indagine empirica sulle forme contemporanee di partecipazione giovanile e sul ruolo dei linguaggi creativi nella sfera pubblica in Campania, offre strumenti concreti per esprimere idee, raccontare i territori e attivare processi di cambiamento culturale e sociale. “GenerAzione CreAttiva coniuga formazione laboratoriale e indagine empirica – ha spiegato il coordinatore scientifico del progetto Raffaele Savonardo – secondo una prospettiva di ricerca-azione che mette al centro l’esperienza dei giovani come spazio di produzione culturale e sociale. Vengono non solo attivati percorsi creativi, ma anche analizzati e accompagnati i processi attraverso cui le nuove generazioni interpretano il presente e costruiscono forme innovative di cittadinanza. Il progetto ha l’obiettivo di indagare il rapporto tra linguaggi espressivi e partecipazione pubblica, osservando come musica, audiovisivo e fotografia possano trasformarsi in strumenti di consapevolezza civica e di impegno nel territorio. Comprendere e valorizzare queste dinamiche significa leggere la creatività non come semplice espressione artistica, ma come pratica sociale generativa, in grado di incidere sulle forme contemporanee della partecipazione e di ridefinire il modo in cui i giovani abitano la sfera pubblica. Inoltre, attraverso l’arte, la cultura e la bellezza è possibile contrastare il disagio giovanile”. “Sono felice che il percorso di GenerAzione CreAttiva abbia preso avvio – ha affermato la consigliera regionale Lucia Fortini, ex assessora alle Politiche giovanili con cui era iniziato il percorso istituzionale che ha portato alla realizzazione dell’iniziativa – perché rappresenta un’azione concreta per connettere formazione, creatività e partecipazione giovanile nei nostri territori. Questo progetto è coerente con l’impegno che abbiamo portato avanti negli anni per rafforzare le opportunità culturali e sociali per le nuove generazioni, ponendo particolare attenzione alla valorizzazione dei talenti e alla costruzione di spazi di cittadinanza attiva. Il lavoro nelle politiche giovanili non può essere disgiunto da una visione integrata che intrecci i linguaggi espressivi con la possibilità di interpretare in modo originale il presente e di immaginare futuri collettivi. Iniziative come GenerAzione CreAttiva sono un elemento essenziale per supportare il protagonismo dei giovani e creare relazioni tra istituzioni, cultura, educazione e territorio. Credo profondamente che investire nei percorsi di creatività e partecipazione sia fondamentale per costruire una società più inclusiva, dinamica e capace di guardare avanti, verso il futuro dei nostri giovani”. I laboratori sono rivolti a 60 giovani tra i 18 e i 35 anni, con priorità per gli studenti iscritti presso università, accademie e conservatori della Campania, ma aperti anche a giovani NEET – non inseriti in percorsi di studio o lavoro – motivati a intraprendere un’esperienza formativa e creativa. Il bando di selezione per candidarsi ai laboratori è disponibile nella Home Page del sito del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II (www.scienzesociali.unina.it)

Archeologia, Zuchtriegel: no a chiusura della Scuola di Berlino

Archeologia, Zuchtriegel: no a chiusura della Scuola di Berlino

Milano, 26 feb. (askanews) – “La comunità accademica si mobiliti contro la chiusura dell’Istituto di Archeologia dell’Università Humboldt di Berlino: è una istituzione fondamentale per lo studio dell’archeologia nel mondo, un faro assoluto per gli studiosi che non si puà spegnere per mere ragioni di budget”. È l’appello che Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei, lancia a Londra riferendosi alla minacciata chiusura di quella che è considerata come una delle scuole di archeologia più prestigiose ed importanti nel mondo.

La voce della possibile chiusura della Scuola di Archeologia di Berlino circola insistentemente da alcuni giorni, e sui giornali tedeschi è partita una campagna di sensibilizzazione per salvare una istituzione presso cui si sono formati, oltre allo stesso Zuchtriegel, archeolologi di fama internazionale che negli scavi e nelle ricerche di ogni parte del mondo hanno fatto la differenza grazie alle nozioni apprese nella capitale tedesca.

“Quella scuola non può chiudere senza minare la stessa identità della Università di Berlino che ha una tradizione di oltre due secoli”, ha detto il direttore degli Scavi di Pompei intervenendo ad una iniziativa all’Istituto Italiano di Cultura di Londra diretto da Francesco Bongarrà. “Nessun taglio di bilancio – ha aggiunto – può consentire che una istituzione di quel genere venga completamente annichilita”.

Per questo, l’archeologo italo-tedesco ha chiesto di sottoscrivere la petizione lanciata nei giorni scorsi sulla piattaforma WeAct contro la chiusura della Scuola di Archeologia di Berlino. “La comunità scientifica di tutto il mondo, non solo quella tedesca – ha concluso – non può permettersi una perdita così grave”.

Aci Napoli, Procuratore Aggiunto di Nola nel Club Tifosi Legalità

Aci Napoli, Procuratore Aggiunto di Nola nel Club Tifosi Legalità

Roma, 24 feb. (askanews) – I temi della legalità e della sicurezza stradale, principi fondamentali per la tutela dei cittadini e per la diffusione di una cultura della mobilità responsabile, sono stati al centro di un incontro, svoltosi presso la sede dell’Automobile Club Napoli, tra il Procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Nola, Giuseppe Cimmarotta, e il Presidente dell’Ente partenopeo, Antonio Coppola.

Nel corso della visita, il Presidente Coppola ha conferito al Procuratore aggiunto Cimmarotta l’associazione onoraria all’ACI, quale espressione di una comune volontà di collaborazione in difesa della legalità e della sicurezza. Il primo passo in questa direzione è l’adesione del magistrato al “Club dei Tifosi della Legalità”, la campagna di sensibilizzazione realizzata dall’Automobile Club Napoli per promuovere la cultura del rispetto delle regole attraverso i buoni esempi, con il coinvolgimento dei Presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella, e dei Papi Benedetto XVI e Francesco. Al “Club” hanno già dato il loro sostegno, in qualità di testimonial, numerosi e prestigiosi esponenti delle istituzioni e della società civile, nonché eminenti autorità militari e religiose.

Al termine della visita, il Procuratore aggiunto Cimmarotta ha, altresì, assicurato la massima disponibilità a partecipare al “Cenacolo Giuridico” dell’Automobile Club Napoli, presieduto dal magistrato Raffaele Cantone. Il tavolo di confronto riunisce autorevoli esponenti del mondo giuridico, forense e accademico per approfondire temi di grande rilevanza nel settore della mobilità, tra cui la prevenzione degli incidenti stradali, il codice della strada e la formazione, la sosta abusiva, la discriminazione tariffaria in ambito assicurativo e il fenomeno dell’esterovestizione dei veicoli, con l’obiettivo di individuare possibili soluzioni e proposte di intervento normativo.

”Figli di Napoli milionaria”, 64 ragazzi riscrivono Eduardo

”Figli di Napoli milionaria”, 64 ragazzi riscrivono Eduardo

Roma, 23 feb. (askanews) – Un ponte tra l’eredità artistica di Eduardo De Filippo e lo sguardo delle nuove generazioni. Prende vita ‘Figli? di Napoli Milionaria! Tu, quanno nasce, allora è primmavera!’, il progetto teatrale extracurricolare promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito del programma ‘Cultura, che classe!’, che coinvolge 64 studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo grado dei territori di Scampia, Secondigliano e Poggioreale.

L’iniziativa, ideata e realizzata dall’Associazione Primo Aiuto in collaborazione con Liberaimago, con la partnership della Fondazione Eduardo De Filippo e la direzione artistica di Fabio Pisano, si propone di avvicinare i giovani al mondo delle arti sceniche attraverso un percorso di formazione e riscrittura creativa. Testimonial d’eccezione il critico teatrale Giulio Baffi.

Avviato lo scorso ottobre e in corso fino a fine marzo, il progetto ha visto gli studenti dell’IC 61 Sauro E. Pascoli (VII Municipalità), IC Pertini 87° D. Guanella (VIII Municipalità) e I.C. Radice Sanzio Ammaturo (IV Municipalità) impegnati in laboratori di recitazione, movimento, voce, scrittura creativa e analisi del testo. Dopo la prima fase, conclusa a gennaio, i partecipanti hanno preso parte a seminari specialistici su maschera, costume, fotografia di scena e musica, oltre ad attività multimediali con realizzazione di podcast e video-interviste.

Tappa significativa il 27 febbraio con la visita guidata al Teatro San Ferdinando, storico luogo eduardiano. Il percorso culminerà venerdì 27 marzo 2026 con l’evento finale di restituzione pubblica: non una tradizionale rappresentazione, ma una riscrittura per quadri, un’installazione performativa che, abbandonando la narrazione cronologica, costruirà una “porta spazio-temporale” tra ieri e oggi attraverso un linguaggio rapido e contemporaneo.

“L’obiettivo – spiegano gli organizzatori – è quello di trasformare i ragazzi da spettatori passivi a protagonisti attivi, investendo sulla creatività giovanile e rileggendo un classico senza tempo come ‘Napoli Milionaria!’ in forme nuove e originali”.

Viareggio chiude Carnevale 2026, FOQUS e i Quartieri protagonisti

Viareggio chiude Carnevale 2026, FOQUS e i Quartieri protagonisti

Roma, 21 feb. (askanews) – Viareggio ha salutato il Carnevale 2026 con il Corso Mascherato di Chiusura trasformando l’ultimo appuntamento in un momento di incontro tra culture, istituzioni e territori, con la presenza ufficiale della Fondazione FOQUS di Napoli rappresentata dalla presidente Rachele Furfaro e dal direttore Renato Quaglia, a suggellare il gemellaggio costruito nei mesi scorsi e annunciato a Napoli, alla presenza dei Sindaci delle due città, nelle scorse settimane tra la città toscana e il capoluogo partenopeo, quando si è inaugurata una mostra fotografica dal titolo “Viareggio Napoli, andata e ritorno” sui carri artistici della sfilata viareggina.

A caratterizzare il momento istituzionale è stato anche il contributo gastronomico arrivato da Napoli: lo chef Francesco Frascione, insieme a Mario Celotto, direttore di Quostro, il progetto di ristorazione contemporanea nato all’interno della Fondazione FOQUS, ha preparato per gli ospiti delle delegazioni nazionali e internazionali la tradizionale lasagna napoletana di Carnevale, realizzata con pasta riccia, ragù napoletano, polpettine, ricotta, provola, uova sode e parmigiano, trasformando il cibo in elemento identitario e gesto concreto di scambio tra le due città.

La presenza di FOQUS al gran finale rappresenta la naturale prosecuzione del percorso avviato con la mostra “Viareggio Napoli andata e ritorno”, ospitata per tutto il mese del Carnevale negli spazi di FOQUS ai Quartieri Spagnoli di Napoli, dove il racconto fotografico dedicato alle allegorie viareggine ispirate alla città partenopea e alle sue icone, da Totò a Pulcinella fino a Maradona, ha registrato un significativo successo di pubblico e attenzione. L’esposizione resterà aperta ancora per alcune settimane, consentendo di proseguire l’esperienza e consolidare il dialogo culturale tra le due realtà.

La chiusura del Carnevale 2026 ha dunque segnato non soltanto la conclusione di una manifestazione storica tra le più importanti d’Italia, ma anche la conferma di un legame costruito su creatività, tradizione e progettualità condivisa, capace di mettere in relazione Viareggio e Napoli in una prospettiva che guarda oltre l’evento e si apre a future collaborazioni.

Mirabella Eclano, due workshop sull’arte e la musica

Mirabella Eclano, due workshop sull’arte e la musica

Roma, 21 feb. (askanews) – Con due workshops, oggi e domani, domenica 22 febbraio, continuano a Mirabella Eclano le iniziative inserite nel progetto L’Appia dei popoli, con il quale il paese irpino si è candidato a Capitale italiana della Cultura 2028. I workshops, organizzati dall’assessorato alla Cultura del Comune di Mirabella Eclano, si terranno nel cinema Assanti. Sabato 21 febbraio, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, Francesco Cascino animerà l’incontro “Il valore culturale dell’arte per le persone, le imprese e i territori”. Domenica 22 febbraio, dalle 10 alle 14, Enzo Abbate terrà un seminario su “La terra suona – Musica e identità universali”. I workshops intendono creare valore e conoscenza attraverso lo studio delle pratiche, dei linguaggi espressivi e della potenza poetica dell’arte, del suono e della musica nella storia, nel presente, nei processi, nei luoghi, nella vita. Sono seminari dialogici e partecipati basati sul context learning e si rivolgono a chiunque: dalle imprese alle istituzioni, dagli individui alle community, dai giovani agli adulti, per comprendere noi stessi, le tante opportunità inedite e inesplorate, e lo spirito del nostro tempo. La partecipazione è libera e gratuita. Francesco Cascino è il responsabile del dossier della candidatura di Mirabella, direttore artistico del progetto, curatore delle sezioni Arte contemporanea e “Art Thinking”. Nell’àmbito del dossier, Enzo Abbate è il responsabile per la Musica, i Suoni e il “Sound Thinking”.

A Napoli una mostra per restaurare la chiesa di S.Angelo a Segno

A Napoli una mostra per restaurare la chiesa di S.Angelo a SegnoRoma, 3 apr. (askanews) – La Mostra dal titolo “Le Madonne di Rosita” organizzata dall’Associazione NapoliEventi, si terrà dal 10 Aprile al 27 Maggio 2025, presso la Chiesa Sant’Angelo a Segno, sita in Via dei Tribunali 45, gestita dall’Associazione Partenart, Napoli. L’esposizione ha come tema le Madonne decorate dall’artigiana Rosita Caiazzo che, nelle opere esposte, rinnova l’iconografia popolare e la reinterpreta. Il fine è quello di divulgare cultura ed arte e, contemporaneamente, raccogliere fondi per Restaurare la Chiesa. L’organizzazione è affidata alla manager esperta di turismo e cultura Maria De Pompeis, che, con la sua associazione culturale, cercherà innanzitutto di raccogliere fondi per il restauro di questo tempio di Dio in pieno centro storico, e di pubblicizzare la mostra in tutta la città e sui canali social affinché, le opere dell’artista Rosita Caiazzo, possano essere ammirate da un pubblico sempre più ampio. Il lavoro dell’artista nasce da anni di ricerca sulle immagini di religiosità domestica: “i Santini Grandi” su carta esposti per devozione nelle case come da tradizione popolare, sono completate, reinterpretate e arricchite con monili di perle di fiume, cristallo di rocca, corallo, turchese ed onice. Le Madonne di Rosita celebrano una femminilità ancestrale e profonda, fuoco generatore della vita, nutrice di quella stessa vita, simbolo di rifugio e speranza, conforto ed aiuto nel difficile cammino che è la vita. La Madonna è una presenza silenziosa e serena, una mano che accarezza e guida in un mondo in continuo cambiamento. Le Madonne ingioiellate con monili realizzati con la tecnica di Rosita: la tecnica a Baguettes. La unicità di queste Madonne sta nel fatto che sono ingioiellate da manufatti realizzati con la tecnica di Rosita a Baguettes che consiste nel montare insieme piccoli bastoncini, prima creati singolarmente, poi legati tra loro. Insieme e agganciati gli uni agli altri, creeranno la struttura portante dei gioielli.

8 marzo, Art for Women Today: in mostra a Roma la donna e l’oggi

8 marzo, Art for Women Today: in mostra a Roma la donna e l’oggiMilano, 7 mar. (askanews) – Negli spazi della Fondazione Beta (Via Giusti 24, Roma) domani 8 marzo 2025 il gruppo internazionale di artiste Art for Women Today presenta una collezione di stampe d’arte limited edition, realizzata per sostenere i progetti dell’Associazione Pianoterra a favore di famiglie vulnerabili. In mostra per tre settimane anche le opere originali delle artiste del collettivo, che in grande maggioranza saranno presenti all’evento inaugurale, giungendo da diversi paesi.


Art for Women Today è un progetto collettivo tutto al femminile, nato dall’esigenza di lasciare una traccia, una testimonianza artistica volta a descrivere la donna nel momento storico contemporaneo. Si tratta di un gruppo internazionale di artiste convocate da Caterina Arciprete e dalla Artsight Galleri Stockholm, per generare quello che di fatto è al tempo stesso un processo artistico divulgativo e un atto di affermazione individuale e di genere; dà forma alla narrazione visiva di una esperienza vissuta, della condizione intima che, consciamente o inconsciamente, prende il suo spazio in ogni donna, influenzata da eventi personali e sociali affrontati a contatto con il suo specifico circostante. Una fotografia sincera – e a volte impietosa – sul nostro tempo, che ogni artista svilupperà rispondendo alle sue istanze individuali e culturali. Dare vita, attraverso la personale cifra stilistica, a una serie di interventi artistici per descrivere la condizione della donna, dare una voce all’emotività, l’empatia e l’introspezione femminile dei nostri tempi: questa è la missione di ogni componente del gruppo. Le artiste che compongono il gruppo Art for Women Today sonoCaterina Arciprete, Elena Belobragina, Isabelle De Boulloche, Linda Kunik, Gisela Quinteros, Virgina Maria Romero, Gaya Shantaram, Yemisi Wilson, Sylvie Wozniak.


Il progetto ha anche, sin dalla sua genesi, un fine sociale: sostenere le attività dell’Associazione Pianoterra ETS, nata a Napoli nel 2008 e attiva oggi anche a Roma e a Castel Volturno con l’obiettivo di stare accanto a famiglie che vivono in condizioni di estrema vulnerabilità, in cui sono presenti bambini e bambine molto piccoli. Pianoterra lavora in particolare con le madri per accompagnarle in un percorso di empowerment e garantire ai bambini pari opportunità di crescere sani e sereni, nonostante condizioni di partenza svantaggiate.