Siamo ancora in tempo, nuova raccolta di poesie di Maria PaganoSalerno, 21 apr. (askanews) – La poesia è un impegno sociale, un trapasso faticoso, un agguato che tace. Nel tempo, la poesia di Maria Pagano ha imparato ad ascoltare, a osservare l’invisibile, a seguire le tracce; la poesia è l’unica creatura che resiste a tutto e che non si arrende. È in uscita “Siamo ancora in tempo”, l’ultima raccolta di versi dell’autrice salernitana; un nuovo viaggio, un richiamo urgente e necessario.
Nel corso di questa nuova avventura, la Pagano interroga il cielo, abbraccia e difende la Terra, nuota senza sosta tra i corpi di un mare che ha cambiato colore. “Durante la ‘traversata’ – ha spiegato l’autrice – non mi sono mai smarrita, più volte sorretta dalla poesia, mi sono fatta coraggio: e ho guardato fino in fondo il male. I poeti non saranno mai ciechi! Scrivere è sperimentare, è lasciarsi condurre nei sottosuoli dell’anima anche quando si ha paura, scrivere è farsi spazio tra i labirinti lessicali del tempo, interrogarsi abbracciando il dubbio. Durante il mio peregrinare, quante cose ho veduto: donne che cercavano la quiete nel buio degli amori malati, boschi arsi insieme agli animali, mascherine senza il carnevale in tutto il mondo… bombe utilizzate come nei videogiochi”.
“Siamo ancora in tempo”, sono 138 poesie di flussi metafisici distratti di un terzo tempo sospeso… Rievocazioni naturali, oniriche, confessioni sussurrate, altre solo immaginate, tutte apocalitticamente intimorite dal Potere. Il libro non è una domanda, né una certezza, è la fotografia dello stato di questo tempo. Tutti vogliono cambiare il mondo e nessuno ci riesce e, quando ci provano, chissà perché, lo peggiorano, lo sventrano. Le nostre anime ammaccate respirano pece, sono violente, dannate, non sperano più.
“Per fermare il ripetersi del fallimento umano – ha concluso la poetessa – Madrepoesia una notte mi ha suggerito: fidati del cane e non del padrone, svegliati autonomamente senza aspettare il bacio del principe, ascolta chi è nato nel posto indifeso, vivi nella luce dell’attiva partecipazione, seppellisci per sempre con ogni zolla terrestre la maledetta, inutile guerra. Ed io l’ho ascoltata”.
”Napoli, j’adore”, asta online con opere di Warhol, Achenbach e JoritRoma, 21 mar. (askanews) – Warhol, Achenbach, e Jorit sono gli artisti con le opere e le stime più importanti presenti in “Napoli, j’adore!”, asta tematica online organizzata da Blindarte con una selezione di opere d’arte, oggetti di produzione artigianale e manufatti napoletani o che riguardano la città e la sua storia. Il catalogo si può consultare online su www.blindarte.com dal 10 al 20 aprile.
Nell’asta sono presentati pregevoli esemplari di oggetti antichi rappresentativi della tipica produzione artistica di manifattura napoletana del XVIII e XIX secolo come la rara coppia di tazzine in terraglia del XIX secolo dipinte con splendide Vedute dell’eruzione notturna e diurna del Vesuvio o l’importante gruppo presepiale napoletano del ‘700 raffigurante la Natività. Fra i dipinti, le straordinarie e particolari vedute di piazze e marine napoletane, firmate dai più importanti pittori protagonisti dell’800 napoletano, esponenti delle famose Scuola di Posillipo e di Resina, come Consalvo Carelli, Giordano Lanza, Attilio Pratella, Vincenzo Migliaro. Si segnala inoltre una suggestiva e imponente veduta della Spiaggia di Chiaia al tramonto capolavoro assoluto di Oswald Achenbach, firmato e datato 1878 (stima 60.000/80.000 euro). A rappresentare il XX e XXI secolo ci saranno artisti di origine napoletana, tra cui Emilio Notte, Domenico Spinosa, Gianni Pisani, Carlo Alfano, ma anche Lello Esposito, Sergio Fermariello, Giuseppe Perone, Jorit (del quale spicca un sorprendente ritratto di Maradona), ma anche artisti non napoletani che hanno trascorso un intenso soggiorno nella città partenopea come Andy Warhol. L’artista americano, infatti, all’inizio degli anni Ottanta ha realizzato per la città la celebre serie dei “Vesuvius” del 1985 di cui è presentata in asta la celebre serigrafia a colori (stima 30.000/40.000 euro). Spicca anche la presenza di fashion designer come Ernesto Esposito, con le sue iconiche scarpe, e le richiestissime borse di LEDEFF.
Una sezione del catalogo d’asta online sarà inoltre dedicata ai costumi ed elementi di scena di alcune importanti rappresentazioni tenute al Teatro San Carlo di Napoli in passato, come: Arianna a Nasso (di R. Strauss, del 1999/2000), La Voix Humaine (di F. Poulenc, del 1994/95), Un ballo in maschera (di G. Verdi, del 1994), il Don Carlo (di G. Verdi, del 1983/84), Macbeth (di G. Verdi, del 1984/88), Falstaff (di G. Verdi, del 2006/07), Lucia di Lammermoor (di G. Donizetti, del 1996/97), Le convenienze ed inconvenienze teatrali (di G. Donizetti, del 1996/97), La Tosca (di G. Puccini, del 2010), La clemenza di Tito (di W.A. Mozart, del 2010) e L’histoire du soldat (di I. Stravinskij, del 1987/88). “Napoli è un mondo aperto agli stranieri – afferma Memmo Grilli, direttore del dipartimento di arte moderna e contemporanea di Blindarte – e alle diversità, con le sue regole/non regole, i suoi usi e costumi, i suoi proverbi e la sua decantata bellezza che coinvolge e seduce. Tutto questo è ben noto agli artisti che vi si sono ispirati, lasciando tracce evidenti di questa influenza napoletana in tantissime opere d’arte e manufatti che gli appassionati di collezionismo conoscono e apprezzano da sempre. Napoli forse più di ogni altra città merita un’asta tematica sulla creatività che l’ha animata nel corso dei secoli, fino al presente, che è un momento di orgogliosa e condivisa valorizzazione di questo incredibile patrimonio culturale. Questo spirito ha portato la Blindarte a lanciare la prima asta tematica su una città, dove saranno esibite opere d’arte e manufatti di qualità dal XVII secolo ai giorni nostri, con una particolare attenzione alla parte finale del catalogo in cui sono presentati alcuni costumi ed elementi di scene (irripetibili) del Teatro San Carlo”.
Dal Quirinale al Mann di Napoli in mostra i bronzi di San CascianoRoma, 18 feb. (askanews) – Un viaggio attraverso i secoli alla scoperta del paesaggio delle acque calde tra Etruschi e Romani nel territorio dell’antica città-stato etrusca di Chiusi: è in programma fino al 30 giugno al Museo Archeologico Nazionale di Napoli la mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, che presenta al pubblico gli straordinari ritrovamenti effettuati nell’estate 2022 e le novità venute alla luce nel 2023 nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni. La mostra, curata da Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, è stata presentata per la prima volta al Palazzo del Quirinale tra giugno e dicembre del 2023, grazie all’iniziativa della Presidenza della Repubblica. Dall’età del bronzo fino all’età imperiale, la grande tradizione di produzioni in bronzo di quest’area dell’Etruria è raccontata in un percorso ricco di suggestione: come l’acqua calda delle sorgenti termali si fa vortice e diviene travertino, così il visitatore scopre come le offerte in bronzo incontrino l’acqua calda, non solo a San Casciano dei Bagni, ma anche in una moltitudine di luoghi sacri del territorio. Oltre venti statue e statuette, migliaia di monete in bronzo ed ex-voto anatomici narrano una storia di devozione, di culti e riti in luoghi sacri dove l’acqua termale era usata anche a fini terapeutici. L’eccezionale stato di conservazione delle statue ha permesso di tramandare lunghe iscrizioni in etrusco e latino che restituiscono nuovi dati sul rapporto tra Etruschi e Romani, sui culti presso le sorgenti termali e sulle divinità qui venerate.
“I Bronzi di San Casciano, esposti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, offrono alla nostra comunità un frammento di storia sepolta e anche l’emozione di questa scoperta, definita dagli esperti una delle più rilevanti degli ultimi tempi. Si tratta di uno scavo giovane, siamo certi che le ricerche condotte dal Ministero della Cultura, con il coinvolgimento di tanti atenei, coordinati dall’Università per Stranieri di Siena, ci regalerà nel prossimo futuro molte nuove scoperte. Abbiamo già proceduto all’acquisto di un palazzo cinquecentesco nel centro storico di San Casciano e ciò renderà possibile presto l’apertura di un museo che diventerà la nuova casa di questi reperti. La ferma volontà di mantenere il legame inscindibile delle scoperte con il territorio è parte costitutiva del progetto di valorizzazione dell’identità delle nostre comunità locali. I musei sono punti cardinali della nostra identità e memoria. La mostra al MANN, fra i più importanti musei archeologici al mondo, testimonia l’importanza per il Ministero della Cultura di questo progetto e ribadisce come il patrimonio sia di tutti”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
”Gli dei ritornano”, sbarcano a Napoli i bronzi di San CascianoRoma, 16 feb. (askanews) – Un viaggio attraverso i secoli alla scoperta del paesaggio delle acque calde tra Etruschi e Romani nel territorio dell’antica città-stato etrusca di Chiusi: dal 16 febbraio al 30 giugno 2024 è in programma al Museo Archeologico Nazionale di Napoli la mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, che presenta al pubblico gli straordinari ritrovamenti effettuati nell’estate 2022 e le novità venute alla luce nel 2023 nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni.
“I Bronzi di San Casciano, esposti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, offrono alla nostra comunità un frammento di storia sepolta e anche l’emozione di questa scoperta, definita dagli esperti una delle più rilevanti degli ultimi tempi. Si tratta di uno scavo giovane, siamo certi che le ricerche condotte dal Ministero della Cultura, con il coinvolgimento di tanti atenei, coordinati dall’Università per Stranieri di Siena, ci regalerà nel prossimo futuro molte nuove scoperte. Abbiamo già proceduto all’acquisto di un palazzo cinquecentesco nel centro storico di San Casciano e ciò renderà possibile presto l’apertura di un museo che diventerà la nuova casa di questi reperti. La ferma volontà di mantenere il legame inscindibile delle scoperte con il territorio è parte costitutiva del progetto di valorizzazione dell’identità delle nostre comunità locali. I musei sono punti cardinali della nostra identità e memoria. La mostra al MANN, fra i più importanti musei archeologici al mondo, testimonia l’importanza per il Ministero della Cultura di questo progetto e ribadisce come il patrimonio sia di tutti”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Dall’età del bronzo fino all’età imperiale, la grande tradizione di produzioni in bronzo di quest’area dell’Etruria è raccontata in un percorso ricco di suggestione: come l’acqua calda delle sorgenti termali si fa vortice e diviene travertino, così il visitatore scopre come le offerte in bronzo incontrino l’acqua calda, non solo a San Casciano dei Bagni, ma anche in una moltitudine di luoghi sacri del territorio. Oltre venti statue e statuette, migliaia di monete in bronzo ed ex-voto anatomici narrano una storia di devozione, di culti e riti in luoghi sacri dove l’acqua termale era usata anche a fini terapeutici. L’eccezionale stato di conservazione delle statue ha permesso di tramandare lunghe iscrizioni in etrusco e latino che restituiscono nuovi dati sul rapporto tra Etruschi e Romani, sui culti presso le sorgenti termali e sulle divinità qui venerate.
Al via quarta edizione del Premio Letterario “Le pagine della terra”Roma, 14 feb. (askanews) – Il concorso letterario “Le pagine della terra” celebra l’amore per il pianeta e l’ambiente, raccontato attraverso i libri. Sarà per questo che proprio nel giorno di San Valentino si sono riuniti alla Casa del Cinema di Roma i fondatori del Premio, Claudio Cutuli e Vera Slepoj, il presidente di giuria Ermete Realacci insieme ad alcuni dei sedici giurati.
Dopo il successo della scorsa edizione che ha visto vincitore Marco Valsesia con La vita segreta delle api (Longanesi, 2023), il Primo Premio per la Letteratura e il Romanzo Green apre le porte alle nuove proposte per l’edizione 2024. Le iscrizioni saranno aperte fino al 30 giugno, mentre il 25 luglio sarà il momento dell’annuncio dei tre finalisti che accederanno alla cerimonia di premiazione prevista per sabato 14 settembre 2024 al Parco Archeologico di Pompei.
La giuria del premio, presieduta da Realacci presidente Fondazione Symbola e presidente onorario Legambiente, e dal regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore Enrico Vanzina, è composta da scrittori, registi, giornalisti, direttori artistici e grandi eccellenze italiane che si occupano di ambiente. New entry quest’anno Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Pompei, Marco Frittella, giornalista Rai, Andrea Rispoli, comandante CUFAA (Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari), che vanno ad aggiungersi agli altri componenti: Marco Cappelletto, Gaetano Cappelli, Federica Corsini, Barbara Degani, Rosalba Giugni, Giovanni Grasso, Padre Enzo Fortunato, Claudio Gubitosi, Laura Lega, Gen. C.A. Antonio Pietro Marzo, Clemente Mimun, Vincenzo Pepe, Paolo Possamai.
Nei secoli la letteratura si è misurata con le trasformazioni epocali e così anche l’idea di ambiente e di relazione tra uomo e natura si è formata attraverso le grandi opere letterarie. Ma è soprattutto nell’era contemporanea, in cui l’umanità sta varcando una soglia che induce a timori talvolta dalle tinte apocalittiche tra crisi climatica, crollo della biodiversità e diffondersi delle pandemie, che letteratura e ecologia trovano maggiori elementi di reciproca implicazione, con la sola differenza che ciò che un tempo sembrava assolutamente distopico, oggi appare sempre più vicino alla realtà. Confrontarsi con la propria visione nel rapporto che la letteratura, la cultura può avere sulle grandi tematiche ambientali che oggi vengono molto enunciate, ma che sono poco produttive negli atteggiamenti, è dunque l’obiettivo del premio “Le pagine della terra”. Superando gli slogan propagandistici e guardando al futuro con ottimismo, l’intento del Premio è quello di rafforzare il ruolo cruciale che la scrittura ha avuto e continua ad avere nella relazione tra umano e naturale, stimolando una produzione di testi letterari capaci di collocare al centro della costruzione delle storie l’ecologia e l’ambiente, dai rifiuti alla tutela degli alberi, del mare, delle montagne, degli animali e del nostro stesso stile di vita.
Il premio ha raccolto intorno a sé personalità d’eccellenza per la sua capacità di valorizzare e promuovere la ricchezza della Terra, la cultura ecosostenibile e la sua tradizione: è un premio che non riguarda soltanto la saggistica, ma soprattutto le emozioni, le storie, il linguaggio e la narrazione, quindi il romanzo. Gli autori premiati nelle precedenti edizioni sono stati: Stefano Mancuso con il libro “La pianta del mondo” edito da Laterza, mentre il vincitore della seconda edizione è stato Massimiliano Scuriatti con “Le Lacrime dei pesci non si vedono” pubblicato da La Nave di Teseo. Possono concorrere esclusivamente opere in formato cartaceo pubblicate da una casa editrice verificabile editate tra gennaio 2023 e il 30 giugno 2024. Ciascuna casa editrice può concorrere con un’unica opera, da inviare a ciascun membro della giuria entro e non oltre il 30 giugno. I finalisti saranno tre. Solo i giurati presenti potranno procedere alla votazione. In caso di parità verrà ripetuta la votazione, non è consentito l’ex aequo. Al vincitore e agli altri due finalisti sarà consegnata un’opera costruita con bronzo e tessuti vegetali di Claudio Cutuli, realizzata per l’occasione dall’artista Gianni Cudin. È previsto inoltre solo per il vincitore un montepremi in denaro.
Salerno letteratura 2024 e ‘Le domande giuste’ di Franz KafkaRoma, 23 gen. (askanews) – “Le domande giuste” è il tema/titolo della dodicesima edizione del Salerno Letteratura Festival (15-22 giugno 2024). E’ un omaggio allo scrittore Franz Kafka in occasione del centenario dalla morte. Come dice Gennaro Carillo, condirettore artistico di Salerno Letteratura: “Non c’era certo bisogno del centenario della morte per ricordare Kafka. Per fortuna, non ha mai smesso di essere letto, amato, interpretato, non di rado più o meno felicemente travisato, come sempre succede ai pochissimi cui capiti di diventare un aggettivo. Per molti versi, Kafka resta un abisso insondabile, un enigma. Tanto più abissale, quanto più la sua scrittura appare di chiarezza abbacinante. A lui sarà dunque dedicata una sezione, Meridiano K, in cui discorsi storico-critici si alterneranno a letture sceniche inedite, prodotte da Salerno Letteratura. Ma ‘Le domande giuste’, ovviamente, è un titolo che va anche oltre Kafka. In un tempo nel quale in troppi presumono di conoscere le risposte e di essere depositari della verità, rimettere al centro le domande, i dubbi, significa sperimentare quella curiosità e quella inquietudine che sono l’essenza stessa della letteratura e del pensiero”.
“La città avrà un’atmosfera kafkiana”, secondo Paolo Di Paolo, che condivide la direzione artistica” ma privilegiando il lato ilare e giocoso di Kafka, la sua visionarietà. Le sue parole e i nuclei delle sue grandi storie animeranno gli spazi, i vicoli, e renderanno Salerno in quei giorni un luogo molto letterario. Nella Stanza della Scrittura, installazione innovativa, si potrà sostare per lasciare pensieri e riflettere. Appuntamento, quindi, a giugno a Salerno.
Archeologia, Sangiuliano visita la Tomba del Cerbero a GiuglianoMilano, 17 nov. (askanews) – “Il territorio della nostra Nazione è una miniera inesauribile di tesori archeologici e i ritrovamenti come quello della Tomba del Cerbero lo dimostrano una volta di più. Questo luogo straordinario, così perfettamente conservato, costituisce una risorsa preziosa grazie alle quale gli archeologi potranno aiutarci a sapere di più del nostro passato. Ho molto apprezzato l’impegno e la passione che i ricercatori stanno mettendo nel loro lavoro. È un momento felice per il nostro sistema museale e archeologico, segnato dalla grande affluenza di visitatori, da nuove scoperte e dall’avvio di progetti importanti messi in atto dal MiC”. Lo ha affermato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, visitando questa mattina la Tomba del Cerbero, recentemente venuta alla luce durante scavi preventivi ad un’opera pubblica, e la Chiesa dell’Annunziata a Giugliano in Campania. Ad accompagnare il Ministro c’erano, tra gli altri, il Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, Mariano Nuzzo, il deputato Michele Schiano di Visconti, la vicepresidente del Senato, Mariolina Castellone, il consigliere del Ministro, Luciano Schifone, i sindaci di Giugliano, Villaricca e Qualiano, Nicola Pirozzi, Franco Gaudieri e Raffaele de Leonardis.
La tomba ipogea di epoca romana recentemente scoperta è stata ritrovata ancora intatta. L’ambiente presenta affreschi al soffitto e alle pareti che raffigurano scene mitologiche: ittiocentauri che sorreggono un clipeo sulla parete frontale, festoni che percorrono il perimetro della camera, e rappresentazioni figurate tra cui spicca un cane a tre teste, da cui la denominazione convenzionale del mausoleo come Tomba del Cerbero. Tutto è rimasto cristallizzato a oltre duemila anni fa. Per la visita del Ministro, inoltre, è stato presentato un allestimento di tutti i reperti rinvenuti all’interno della tomba costituiti da vasi, urne cinerarie, anfore, monili, coppette e unguentari per il belletto femminile. La visita è poi proseguita con il sopralluogo nella Chiesa dell’Annunziata, dove il Ministro è stato aggiornato sugli sforzi portati avanti dalla Soprintendenza per l’attivazione di tavoli di concertazione con l’Asl Napoli Nord, proprietaria del bene, allo scopo di presentare un nuovo progetto di consolidamento e restauro del soffitto.
“Si tratta di un patrimonio da salvare e tutelare, dinanzi al quale non si può e non si deve restare indifferenti. Occorre mettere in campo ogni strategia per raggiungere l’obiettivo finale di restituire al pubblico un bene comune di grande valenza storico-artistica e culturale, altrimenti destinato all’oblio”, ha evidenziato il soprintendente Nuzzo.
I labirinti di Donatella Mazzoleni in mostra a NapoliMilano, 14 nov. (askanews) – Architettura, scultura, pittura: Donatella Mazzoleni è una personalità variegata e poliedrica che esprime la sua inarrestabile creatività con i mezzi più disparati. Ed è la sua opera al centro di una mostra che aprirà sabato a Napoli, allo Studio ART1307, Rampe S.Antonio Posillipo.
La mostra offre una pregiata combinazione di disegni di architettura eseguiti per le serre dell’Orto Botanico di Napoli, e poi opere pittoriche in cui il labirinto si atteggia come una voluta, un cervello, un intestino o un utero quest’ultimo innegabilmente legato metaforicamente al ventre di Napoli. Secondo la curatrice Cynthia Penna “una certa somiglianza nella forma del labirinto con quella del cervello umano, induce a riflettere e a soffermarsi sui concetti di formazione ed elaborazione del pensiero, di introspezione e di temporalità. Il labirinto come cervello e il cervello come labirinto: un dualismo fatto di convergenza, ma soprattutto un comun denominatore costante che è dato dai concetti di tempo, accesso, percorso e trasformazione. Il labirinto consiste sempre in un attraversamento; vi si entra e se ne esce senza mai arrestarsi, in un andare avanti che ripercorre l’essenza della vita nel suo aspetto di irreversibilità di una retrocessione”.
Una parte dell’esposizione è dedicata alle sculture in creta e rame dove la pregevole combinazione dei materiali conferma la raffinatezza e l’eleganza della personalità dell’artista. Tutte le opere convergono in un unico corpus di notevole spessore estetico e concettuale che rimarrà esposto nelle sale di ART1307 Studio dal 19 novembre al 7 gennaio 2024. Lunedi 11 dicembre dalle ore 18 è prevista una conversazione con l’artista presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (via Monte di Dio, 14, Napoli)
”Gli autunni della terradura”, nuovo romanzo di Alessandro FainoMilano, 5 nov. (askanews) – “Mariella Capuano non somiglia al lentisco ruvido aggrappato alle balze della costiera cilentana ma piuttosto alla Primula di Palinuro, bella e inaccessibile”.
“Gli autunni di terradura”, il nuovo romanzo di Alessandro Faino, (Graus edizioni), potrebbe essere tutto qua: l’intera esistenza del protagonista a rincorrerla e a farsi rincorrere, fino a ritrovarsi al tramonto delle loro vite. È un romanzo di formazione, intriso di incursioni storiche: il Brigantaggio, la Seconda guerra mondiale, la Questione meridionale, il ’68, il Terremoto irpino-lucano dell’80, il Nuovo millennio, la Modernità. Ma, soprattutto, l’amore declinato nelle sue universali e variegate categorie; il percorso di crescita spirituale e di strutturazione della weltanschauung di Gerardo Savino. La cicatrice sullo zigomo destro e il naso storto saranno dapprima stigmate dell’infanzia, poi spoglie di un riscatto. Solitudine e purezza non lo abbandoneranno, ma soltanto la maturità conforta Gerardo del senso della vita e della missione educativa che sta dietro l’istruzione scolastica e la formazione delle giovani generazioni.
La trama, però, è molto più complessa. Gerardo Savino viene al mondo la notte dell’Operazione Avalanche, con lo sbarco sulle coste salernitane degli alleati nel settembre del 1943. Nasce, gracile e malaticcio, in un paesino collinare del Cilento da genitori modesti e avanti negli anni. Sopravvive alla difterite e a una caduta rovinosa che gli deturpa il viso. Ma Gerardo ha due talenti, coltivati dall’affetto morboso del suo parroco e mentore: la sapienza e l’attitudine per gli Studi Classici. Frequenterà il Liceo di Sapri, alloggiando nel convitto e dopo un anno sabbatico si iscriverà all’Ateneo di Salerno per seguire il Corso di Lettere Classiche. Abita nell’appartamento di Licietta, la nonna che la vita non gli ha dato e che gli diventa confidente. La delusione di un’ingiusta bocciatura al concorso per assistente universitario lo spinge verso Torino. Nella città della Mole attraversata dai moti studenteschi insegnerà in un Liceo e conoscerà Karl Ferraris, il sociologo sessantottino pentito che si innamora di lui e con lui convivrà fino alla morte prematura. È un amore asimmetrico, nel quale Gerardo conserverà la sua indole solitaria e la vocazione alla purezza.
La coppia trasferitasi a Salerno dopo il terremoto del 1980 deve fare i conti con l’Aids che colpisce Karl. I due prenderanno a frequentare Terradura, il piccolo borgo del Cilento ove il mentore di Gerardo, don Rocco Pestina, possiede una piccola residenza: la Casa degli Angeli. Dopo la morte del padre, Gerardo Savino a Terradura vedrà spegnersi Karl e, negli anni, la madre e don Rocco. Dopo l’ultimo periodo d’insegnamento svolto al Liceo di Vallo della Lucania, Gerardo si ritira da pensionato nella Casa degli Angeli. La senilità gli restituisce un animo più aperto e una solitudine operosa: fonderà la biblioteca, un caffè letterario e un pionieristico centro di informatica. Quando il tempo sembra scivolare senza rapprendersi a niente, la ricezione tardiva di un fastello di lettere speditegli da Salerno da Mariella Capuano lo inchioda all’antico pensiero dell’amore incompiuto. La donna gli ha indirizzato un’epistola ogni mese, chiedendogli di aspettarla. Nell’ultima gli annuncia la morte del marito.
Vagheranno per sei anni dentro una relazione eterea, incontrandosi talvolta da qualche parte ma senza parlarsi del futuro. Un giorno Mariella compare a Terradura. Scartocceranno insieme il regalo che lei gli fece sessantatré anni prima e che lui, vedendosi respinto in amore, confinò all’oblio nella soffitta di casa. La pandemia è scoppiata e l’autunno minaccia nuovi lockdown. Gerardo le mostra la Casa degli Angeli, troppo grande per lui, e le consegna se stesso pronto a dividere con lei il fardello dei ricordi e la vita che resta. Alessandro Faino, l’autore, è un medico igienista, formatore e docente di Medicina di Comunità presso l’Università LUMSA. Sportivo, corre a piedi e in bike ma, per il suo spirito letterario, spesso rallenta per lasciarsi raggiungere da nuove idee. Pubblica L’imperfetto amore con Manni Editore nel 2010 e con Antonio Dellisanti Editore nel 2020; Tutto il tempo, Giulio Perrone Editore, 2012; Il compito di Clara, Leone Editore, 2012, vincitore targa speciale “Il Molinello” e, nel 2022, l’edizione con Antonio Dellisanti Editore è inserita in progetti scolastici di Narrativa ed Educazione alla salute; Il candelaio magico nel 2013 e Il mistero della Sacra Spina, 2. ed., nel 2018, Antonio Dellisanti Editore (1. ed. del 2014); Il giardino degli amori perduti, Il Rio Editore, 2017, vincitore del Premio Nazionale Città di Taranto; Il confine dei giorni, Il Rio Editore, 2020, vincitore del Premio letterario Internazionale Città di Sarzana.
Il Leone d’oro a Napoli per le eccellenze dell’ospitalitàRoma, 18 ott. (askanews) – Il Gran Premio Internazionale Leone D’oro di Venezia, lascia il Lido e per la prima volta sbarca a Napoli, per l’assegnazione dei riconoscimenti riguardanti le eccellenze italiane dell’ospitalità e dell’economica. Nato come premio cinematografico assegnato nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il Leone d’oro diventa dal 2006 riconoscimento del Gran Premio Internazionale di Venezia, comitato presieduto presieduto da Sileno Candelaresi che assegna ogni anno premi dedicati alle eccellenze internazionali in ogni settore dall’industria, imprenditoria, alla cucina, alle arti e alle professioni. Dal 2008 è stato istituito il ‘Leone d’Oro per l’Imprenditoria’. Dal 2009 è stata istituita per tutti i giovani emergenti una scuola di Arte Varia denominata “Accademia del Leone d’Oro”. La consegna dei Leoni d’oro per l’ospitalità e la cucina è avvenuta nei saloni del Tower Lifestyle Gold Hotel di Napoli. Premiati la proprietà con Carlo Pugliese e il Direttore dell’hotel Marco Zuppetta. “Ospitare il Gran Premio Internazionale di Venezia per la prima volta nella storia del premio nella città di Napoli – le sue paole – è stato motivo di grande orgoglio e privilegio. Ricevere inoltre la fascia e la targa istituzione del Leone d’Oro di San Marco e stimolo per dare sempre di più e credere con umiltà che il lavoro con passione e sacrificio paga”. Ospiti d’onore Assunta Pacifico al secolo a Figlia dò Marenaro che ha ricevuto il Collare di Star Chef Lion Gold più Stella per aver contribuito al valore già conclamato della buona Cucina Italiana nel Mondo. Pesenti alla Cerimonia condotta da Luz Adriana Sarcinelli, il Presidente dell’Ordine del Leone d’oro di Venezia e Patron Del Gran Premio Internazionale, Sileno Candalaresi, e la Coordinatrice Internazionale di Star Chef Lion Golden Concetta Bianco. Ospiti il Violino del Maestro Ciro Formisano, lo stilista Luigi Auletta Impero, Giangi Wedding Pina D’Ausilio e Salvatore Parsifal, Ciro Poppella, Antonio Schiavone, Raffaele, Capparelli, Cillo Sabatino, Giuseppe Sorrentino, Fabio Ditto. Le Fasce rosse consegnate alle Eccellenze della Ristorazione Campana e Italiana sono agli Chef Luigi Di Maio, Giancarlo Lo Giudice, Ubaldo Pucillo, Diodoro Barbato, Vincenzo Di Tocco, Marianna Iaquinto, Simone Terribile, Antonio Iovino, Fabiola Garofalo, Rosa Barbato, Italo Schipani, Antonio Sorice, Rita Costabile, Vincenzo Nappi, Raffaele Nocerino, Stella allo Chef Ciro Campanile.