Villa Marina di Capri vince il premio Hotel Food and Travel ItaliaMilano, 10 ott. (askanews) – Si è tenuta a Paestum la sesta edizione dei Food and Travel Italia Awards promosso dall’editore Pamela Raeli. L’evento che premia il meglio del gusto e del turismo italiano. Villa Marina ha ricevuto il premio come boutique hotel fascinoso, riservato e ovattato. Una “grande casa” accogliente e avvolgente. Come un abbraccio che non si dimentica……!!! Villa Marina, un “luogo di grande energia ma anche di sano relax”.. nata dall’esigenza di incontrare il mondo a casa propria senza doversi necessariamente spostarsi e viaggiare. Una “Storia tutta al femminile”: un “intreccio” di donne si sono susseguite nel corso del tempo a Villa Marina. E’ proprio questo il light motive della struttura, “le Donne”, che con la loro determinazione e forza hanno portato avanti un’ospitalità tutta caprese, la stessa che determinò nei primi del 900′, l’economia dell’isola. Villa Marina è una classica villa mediterranea costruita nel 1915, abitazione privata fino al 2008. Fino a quando Carmì e i suoi tre figli decidono di trasformarla in hotel: una scelta naturale considerata l’inclinazione all’accoglienza della famiglia, la bellezza del luogo, il pregio architettonico della struttura, il rigoglioso e curatissimo giardino mediterraneo di oltre 3000mq sul mare. Accoglienza, cordialità e “aria di casa”: è questo il mix vincente di Villa Marina.
”Vent’anni di digitale”: evento a Università Federico II di NapoliRoma, 7 ott. (askanews) – “Vent’anni di digitale” è il titolo dell’evento in programma martedì 10 ottobre alle 9, nell’aula Magna I.1 del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli. Un evento – si legge in una nota – per ripercorrere i vent’anni di ricerca e formazione sul digitale del Dipartimento.
L’evento sarà anche l’occasione per presentare il Southern Centre for Digital Transformation, centro di ricerca internazionale finanziato con i fondi Mur dei Dipartimenti di Eccellenza 2023-2027, e la collaborazione con il Centre for Sociodigital Futures, network internazionale di ricercatori con competenze che abbracciano le scienze sociali, l’ingegneria e le arti guidato dall’Università di Bristol. Dopo i saluti istituzionali della Prorettrice Rita Mastrullo, del presidente della Scuola di Scienze Umane e Sociali, Stefano Consiglio, e della direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali, Dora Gambardella, Enrica Amaturo, Coordinatrice del dottorato in Scienze Sociali e Statistiche, ripercorrerà le tappe fondamentali dei vent’anni di ricerca e formazione sul digitale e introdurrà Susan Halford dell’Università di Bristol, che da un decennio ormai lavora a cavallo delle scienze sociali e dell’ingegneria, con un focus su tecnologie digitali e trasformazione digitale. Già direttrice del Web Science Institute (University of Southampton), lei attualmente co-dirige il Centre for Socio-Digital Futures. All’intervento della professoressa Halford farà da discussant Mauro Calise, Emerito dell’Ateneo federiciano.
Alle 12 – prosegue la nota – inizierà la presentazione del Southern Centre for Digital Transformation, a cura di Adam Arvidsson, Direttore scientifico, e Biagio Aragona, Co-Vicedirettore. Il Southern Centre for Digital Transformation ambisce a valorizzare i risultati di ricerca già ottenuti dal Dipartimento sui temi del digitale, e a sviluppare la propria azione di ricerca e formazione guardando alla trasformazione digitale in quattro domini, “Culture Digitali”; “Politiche e amministrazione digitale”, “Innovazione sociale e sviluppo sostenibile” e “Educazione digitale”. A cui si aggiunge l’area trasversale della “Metodologia”, in cui il centro – conclude la nota – svilupperà approcci pluralisti che combinano ricerca sociale e strumenti digitali.
Positano, assegnato Premio Internazionale Comunicare l’archeologiaPositano (Salerno), 28 ago. (askanews) – Positano svetta in cima ai desideri dei viaggiatori di tutto il mondo – perla della Costiera amalfitana e capitale internazionale della danza – ma si sta affermando sempre più anche come ‘città archeologica’ grazie alla sua straordinaria Villa Romana, lussuoso luogo d’ozio con affreschi (e resti medioevali soprastanti), valorizzata da un mirabile restauro che l’ha resa fruibile al pubblico dal 2018. Ma chi ha saputo parlarne e raccontarla meglio? A Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera e scrittore, Jackie Wullschlager, responsabile della critica d’arte del Financial Times, Fabio Viola pioniere della gamification nei beni culturali italiani, è stata assegnata la prima edizione del Premio Internazionale ‘Comunicare l’archeologia’, che apre il programma integrato ‘La Villa Romana si racconta’ organizzato dal Comune di Positano e finanziato dal Ministero dell’Interno su fondi per progetti contenenti misure per la promozione del patrimonio delle città d’arte.
Il sito è inserito nel prezioso percorso del Museo Archeologico Romano gestito dal Comune di Positano, grazie ad una stretta collaborazione intrapresa con la Soprintendenza ABAP di Salerno, con la quale dal 2018 si vuol valorizzare tutto ciò che in anni di complessi scavi sta ora tornando alla luce. Da qui l’obiettivo di intendere Positano come “Città Archeologica”, con la Villa Romana che si impone oggi come testimonianza delle meraviglie del passato e come volano per una nuova immagine di Positano, in termini di qualità storico-culturale all’intero territorio. “Ed è proprio per rafforzare questa nuova narrazione con il coinvolgimento delle giovani generazioni, per puntare su un turismo di qualità tutto l’anno, che nasce il progetto multidisciplinare ‘La Villa Romana si racconta’, con la curatela scientifica di Laura Valente, vincitore del bando del Ministero dell’ Interno per borghi d’arte – spiega il Sindaco di Positano Giuseppe Guida – Nel cuore dell’estate abbiamo voluto creare momento importante per celebrare, insieme al nostro gioiello, tutto il fascino dell’archeologia italiana attraverso il lavoro e la competenza di comunicatori d’eccellenza”. Il premio internazionale ‘Comunicare l’Archeologia’ è destinato a giornalisti, esperti, comunicatori digitali. La prima edizione vanta un palmarès di assoluto prestigio: per la sezione giornalismo il premio speciale è stato assegnato a Paolo Conti, scrittore e grande firma del Corriere della Sera, “per la prestigiosa carriera giornalistica dedicata alla divulgazione dell’arte, con particolare attenzione all’archeologia, grazie ad una qualità di scrittura che da sempre coniuga solida competenza a capacità narrativa”. Per la stampa internazionale il riconoscimento va all’inglese Jackie Wullschlager del Financial Times, giornalista, scrittrice e storica dell’arte, che ha dedicato particolare attenzione, tra i suoi appassionati reportage, ai beni culturali italiani. Il premio include anche una sezione dedicata alle nuove forme di comunicazione dell’archeologia, rivolte ai più giovani e non solo, ed assegna il riconoscimento a Fabio Viola, docente e saggista, “che ha unito due mondi apparentemente distanti, cultura e videogiochi , fondando il collettivo di artisti TuoMuseo creatore di progetti innovativi per i musei italiani di grande successo globale. Il 2 settembre alle ore 18 presso la Cripta superiore del MAR si svolgerà l’incontro con i premiati, a seguire cerimonia di consegna sulla spiaggia grande.
“Il premio – anticipa Guida – è solo la prima azione di un racconto che si svilupperà tra il 2023 e il 2024 su varie piattaforme, con strumenti coinvolgenti, dal fumetto ai podcast e al 3d. Inoltre, sempre nell’ottica di fattivo sviluppo di tale progetto, inteso nella sua accezione più completa, il Comune di Positano e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli diretto da Paolo Giulierini collaboreranno ad attività di valorizzazione del patrimonio della Villa Romana, con l’inserimento di una postazione multimediale dedicata nella costituenda sezione del Mediterraneo del MANN”. Paolo Conti è nato a Roma il 27 agosto 1954. Giornalista professionista dal dicembre 1977. Al Corriere della Sera dal 1980 dove è stato vicecaporedattore e caporedattore dell’Edizione Romana dal 1988 al 1991, quindi vicecaporedattore dell’Ufficio Romano. Oggi è Editorialista del quotidiano diretto da Luciano Fontana e si occupa di Patrimonio culturale, ambito in cui è’ considerato una autorità’, oltre che di attualità e costume e di politica televisiva. Tra i libri pubblicati “Il nuovo dell’Italia è nel passato”, intervista ad Andrea Carandini di Paolo Conti, Laterza, 2012, 101 Consigli a un sindaco di Roma” Newton Compton editore 2011, “1969, tutto in un anno”, 2009, Laterza editore. Il premio speciale è stato assegnato per la sua lunga e prestigiosa carriera giornalistica dedicata alla divulgazione dell’arte, con particolare attenzione all’archeologia, grazie ad una qualità di scrittura che da sempre coniuga solida competenza a grande capacità narrativa nell’ambito del giornalismo culturale.
Jackie Wullschlager è nata a Londra nel 1962, è responsabile della critica d’arte del Financial Times. Lavora nella prestigiosa testata inglese dal 1986. Giornalista e scrittrice, è apprezzata per i suoi reportage sull’arte e sull’archeologia. Tra i suoi libri ricordiamo il premiato Hans Christian Andersen: The Life of a Storyteller (2000) e Chagall: Love and Exile (2008), che ha vinto lo Spear’s Biography of the Year Award ed è stato selezionato per il Costa Biography Award, il James Tait Black Memorial Prize e il Duff Cooper Prize. Vive a Londra e ha dedicato particolare attenzione, tra i suoi appassionati reportage archeologici, ai beni culturali italiani. Fabio Viola, di formazione umanistica entra nell’industria dei videogiochi lavorando su titoli iconici come Fifa, The Sims e Harry Potter prima di diventare uno dei pionieri della gamification. Insegna in numerose università ed accademie. E’ autore di numerosi saggi come “L’Arte del Coinvolgimento” (Hoepli), “#GameDesigner” (Franco Angeli) e “PLAY – Videogame, Arte ed Oltre” (Sagep). Ha unito due mondi apparentemente distanti, cultura e videogiochi fondando il collettivo di artisti TuoMuseo. A loro si devono progetti di innovazione pluripremiati come Father and Son per il Mann di Napoli, Past for Future per il Marta di Taranto, la strategia turistica PlayAlghero e la prima grande mostra sul rapporto arte e videogiochi “PLAY – Videogiochi, Arte e oltre” alla Reggia di Venaria Reale. È curatore dell’area gaming per il Museo del Cinema di Torino.
Ad agosto la Festa dell’Antica pizza Cilentana e il Premio GiunganoRoma, 1 ago. (askanews) – Dal 6 all’11 agosto 2023 torna la Festa dell’Antica Pizza Cilentana a Giungano, in provincia di Salerno. La diciassettesima edizione vedrà inoltre il secondo Premio Giungano, nato per celebrare il territorio con il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Giungano, L’Unione dei Comuni Paestum – Alto Cilento e del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Il Premio è destinato a personaggi ed artisti del panorama internazionale che hanno saputo unire la tradizione all’innovazione, creando legami importanti di contaminazione per la conservazione e l’evoluzione della memoria storica. Ogni anno si rinnova la celebrazione di questa terra meravigliosa, del suo grano e le sue tradizioni con la Festa dell’Antica Pizza Cilentana organizzata da Pietro Manganelli e Giuseppe Coppola dell’Associazione Cilentum Pizza: sei giorni intensi e profumati.
Una grande festa della tradizione cilentana che richiama, ogni sera, migliaia di persone e che ospiterà nuovamente personaggi importanti della nostra Italia; eccellenze della cultura italiana, dalla musica al giornalismo, all’enogastronomia. “Sono profondamente legato alle tradizioni del territorio e l’idea è nata proprio dall’esigenza di restituire a Giungano il posto che merita – ha affermato Pietro Manganelli – Credo che la sua storia, l’eccellenza dei suoi prodotti, frutto del lavoro paziente e operoso della terra e del cibo, debba essere recuperato e promosso. La Festa è anche un momento di aggregazione importantissimo che vede impegnato tutto il paese, dagli anziani ai bambini, che partecipano attivamente facendo ognuno la propria parte”.
E torna per il secondo anno il Premio Giungano: la kermesse, guidata dal direttore artistico Michele Pecora in collaborazione con Melissa Di Matteo, un viaggio nella musica popolare e contemporanea, fatto di contaminazione e uno sguardo al futuro. “Abbiamo cominciato l’anno scorso questa nuova avventura che ci ha regalato grandissime soddisfazioni, al di là delle più rosee aspettative, dandoci una bella spinta e la voglia di superarci ancora – ha dichiarato Michele Pecora – Quest’anno ci saranno ospiti internazionali che celebreranno la Musica e le sue meravigliose contaminazioni, per serate che saranno la cornice perfetta alla Festa dell’antica Pizza Cilentana ormai famosa su tutto il territorio nazionale”. Gli artisti che saliranno sul palco del Premio sono: la NCCP Nuova Compagnia di Canto Popolare che dal 1970 diffonde i valori della tradizione del popolo campano; Mario Reyes che con i Gipsy Kings, Antonio Amato Ensemble la voce della Notte della Taranta, Ciccio Merolla, i Tarantolati di Tricarico, Le Ninfe della Tammorra e la cilentana Piera Lombardi.
”Un presepe POP”, l’arte di Cristoforo Russo in mostra a NapoliTorre del Greco (Na), 6 lug. (askanews) – L’unicità del diverso, dell’altro, del paradossale in mostra all’Ekklesia di Torre del Greco (Na), fino al 31 luglio 2023.
Dopo la tappa primaverile di Roma, la personale “Un Presepe POP” del pittore Cristoforo Russo esposta nella cappella gentilizia della metà del ‘700, alle falde del Vesuvio, con un vernissage, venerdì 7 Luglio alle 19, nella corte esterna, sotto la direzione artistica di Toto Toralbo. “‘Un presepe POP’, apparentemente fuori stagione natalizia – spiega l’artista – è alla ricerca delle nostre radici e per una rinascita autentica del nostro ‘puer aeternus’. Una sorta di luogo in cui gli adulti ritornano bambini e i bambini si sentono adulti. Considero simbolicamente il presepe attraverso una visione fantastica e, ben venga, Pop”.
L’interattività di un “Presepe POP”, spiegano i curatori della mostra, attraverso i colori e le immagini, allontana la malinconia dei tempi post-pandemici; Russo analizza le opere dei grandi Maestri e la cronaca del proprio tempo, attraverso il caleidoscopio della commedia dell’arte (Rugantino, Meo Patacca, Pulcinella, Arlecchino, Pantalone) e delle maschere da tutto il mondo (i Supereroi, le maschere asiatiche, africane)”.
Napoli, il 5/6 laura honoris causa in geologia ad Alberto AngelaRoma, 2 giu. (askanews) – L’Università Federico II di Napoli festeggia i 799 anni dalla sua istituzione il 5 giugno. Le celebrazioni per il compleanno prevedono numerosi eventi. Il primo, proprio nel giorno dell’istituzione, è il conferimento della Laurea magistrale honoris causa in Geologia e Geologia Applicata ad Alberto Angela. La cerimonia si terrà lunedì 5 giugno, alle 11 nell’Aula Magna storica dell’Ateneo Federiciano, nella sede di corso Umberto I, 40.
Introdotto dal rettore Matteo Lorito e da Vincenzo Morra, Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse, ne terrà la Laudatio Pasquale Raia, professore di Paleontologia e Paleoecologia. Seguirà la Lectio magistralis del neo dottore Alberto Angela.
A Napoli il 4 giugno musei gratis e ticket celebrativo scudettoNapoli, 30 mag. (askanews) – Il 4 giugno, ultima giornata del campionato di calcio di Serie A e prima domenica del mese, i visitatori di Capodimonte e di altri musei campani (Museo Archeologico nazionale di Napoli, Certosa e Museo di San Martino, Castel Sant’Elmo, Villa Pignatelli, Palazzo Reale, Scavi di Cuma, Castello di Baia, Terme di Baia, Anfiteatro Flavio di Pozzuoli e Rione Terra), entreranno gratis nei siti e riceveranno il biglietto celebrativo dei Campioni d’Italia. I ticket saranno distribuiti fino ad esaurimento scorte. E come simbolo di partecipazione concreta alla festa del terzo scudetto, che si svolgerà nello stadio Maradona, la Reggia di Capodimonte resterà illuminata con il tricolore italiano la sera di domenica 4 giugno. Nel primo weekend di giugno 2023, il Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli offre ai visitatori due giorni di ingresso gratuito al museo: venerdì 2 giugno Festa della Repubblica e domenica 4 giugno, prima domenica del mese. Ingresso a pagamento sabato 3 giugno. Nelle due giornate gratuite saranno aperti il secondo piano del museo con il percorso Oltre Caravaggio. Un nuovo racconto della pittura a Napoli e la sala Causa con la mostra Gli spagnoli a Napoli. Il Rinascimento meridionale (fino al 25 giugno 2025). Chiusi il primo e terzo piano. In collegamento con la mostra Gli spagnoli a Napoli, e grazie a un accordo con il Comune di Napoli, saranno aperte in città la Chiesa di San Giovanni a Carbonara, il Complesso di San Domenico Maggiore per il quale Raffaello aveva dipinto la Madonna del Pesce (prestito eccezionale del Museo del Prado e ora esposta a Capodimonte in sala Causa) e la Chiesa di San Giacomo, quest’ultima eccezionalmente aperta, dalle ore 10 alle 13. Sabato 3 giugno, il Museo di Capodimonte sarà regolarmente aperto e a pagamento: primo piano, sala Causa con la mostra Gli spagnoli a Napoli e il secondo piano ad orari fissi (10.30, 12, 15, 17) con visite accompagnate a cura del personale di vigilanza, mentre nel Real Bosco sarà possibile partecipare a diverse attività.
Al Mann di Napoli ‘Alessandro Magno e l’Oriente’ fino ad agostoNapoli, 29 mag. (askanews) – Fino al 28 agosto prossimo, presso il Museo archeologico nazionale di Napoli, sarà allestita la mostra ‘Alessandro Magno e l’Oriente’, interamente dedicata alla figura di Alessandro (356-323 a.C.), l’eroe macedone che in poco più di dieci anni divenne re dell’Asia e dell’Europa. Allievo di Aristotele, Alessandro amò l’uno e l’altro continente, promuovendo, dopo la conquista, la pace e l’unione dei popoli a lui assoggettati. L’esposizione si articola in due spazi: l’Atrio monumentale situato al piano terra e il Salone della Meridiana al secondo piano, con rimandi tematici nei tre giardini storici. Sono esposte circa 170 opere provenienti da ogni angolo del mondo: dalla antica Persia al Gandhara. In mostra ci sono raffigurazioni dello stratega macedone su busti, gemme, sculture, tra cui il busto-erma del Museo del Louvre, copia da un originale di Lisippo, ma anche rari manufatti, che raccontano i macedoni e i persiani, tra cui il Vaso dei Persiani, risalente alla seconda metà del IV sec. a.C., dove è rappresentato l’eterno conflitto, cantato da Omero e poi da Erodoto, tra Europa e Asia, tra Grecia e Persia. A questo si aggiungono i numerosi reperti della collezione permanente del Mann, il solo Museo in cui si conservino tre ritratti del Macedone e tra questi il più prezioso, il Mosaico della battaglia di Isso, dove si ammira l’eroe in sella a Bucefalo, mentre si scaglia contro Dario sull’alto carro. Quest’opera, attualmente in restauro, è sostituita dalla riproduzione posta a tappeto nel salone della Meridiana, nell’area dove è ricostruito l’ambiente della casa del Fauno. “Questo mosaico, che viene restituito al suo splendore, è un’opera iconica, che si trova in qualsiasi libro di storia dell’arte. Raffigura la battaglia di Isso del 333 a.C. ed ha una significato che va oltre la competizione militare tra Alessandro Magno e Daio III, re dei Persiani, perché – ha detto in conferenza stampa il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano – sta a dimostrare una certa competizione tra Occidente e Oriente. Alessandro Magno è noto alla storia per le sue aperture, spinse il suo Impero quasi ai confini con l’India. Questo mosaico e questa mostra ci fanno capire, quindi, l’interazione che si è realizzata nel corso dei secoli tra l’Occidente con i suoi valori e la sua civiltà e l’Oriente che, per certi versi, ci ha contaminati”. La mostra è organizzata dal Museo archeologico nazionale di Napoli, diretto da Paolo Giulierini, in collaborazione con Electa. Curatori sono Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo. Promossa dal ministero della Cultura, con il sostegno della Regione Campania, del Parco archeologico del Colosseo e Intesa Sanpaolo, la mostra si avvale della collaborazione del museo delle Civiltà di Roma e del ministero ellenico della Cultura e dello Sport.
Napoli, Sangiuliano: ministro deve farsi vedere o cose non marcianoNapoli, 28 apr. (askanews) – “Se ti fai vedere, le cose riesci a spingerle, se resti solo una carta o un decreto o un timbro, le cose non marciano”. A dirlo il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, a Napoli per un convegno organizzato da alcune associazioni culturali del territorio per rivalutare il centro storico cittadino, patrimonio Unesco. Il ministro ha fatto il punto su quanto fatto, nei sei mesi dal suo insediamento, e ha anticipato i programmi futuri. “Sono stato ben due volte ai Girolamini a controllare personalmente i lavori, perché penso che un ministro debba avere anche una presenza fisica – ha ricordato – Abbiamo il progetto Capodimonte, 500 milioni di investimento con efficientamento energetico e diventerà quasi autosufficiente dal punto di vista energetico. Tra qualche settimana volgerò lo sguardo alla Floridiana che versa in condizioni di degrado e che, invece, può diventare un importante polmone verde per la città e i giovani. Il Ministero – ha concluso Sangiuliano – ha quasi perfezionato l’acquisto dell’edificio del Monte di Pietà, che era del Banco di Napoli. Vogliamo destinarlo a funzione museale e culturale, certo non ci metteremo dentro un ristorante”.
Milano, 24 mar. (askanews) – Felice Torella, fotografo, grafico e designer napoletano, presenta ufficialmente il suo ultimo lavoro “Motus Animae”, una raccolta di 16 opere inedite che danno vita ad una mostra fotografica, a cura di Antonio Vitiello, che si terrà a Napoli presso Palazzo Esedra dal 31 marzo al 9 Maggio 2023. Opening il 31 marzo ore 19.30 con ingresso gratuito.
Il progetto fotografico che segue le leggi che regolano il moto di un’anima, utilizza per rappresentarla, scatti tout-court attraverso i quali l’artista e fotografo decide di fare della sua macchina fotografica lo strumento perfetto con cui cogliere il moto delle anime. In un mondo regolato dalle leggi della fisica, dove ad ogni causa corrisponde sempre un effetto, l’artista si immerge tra la folla e si chiede come il suo obiettivo possa, in maniera ogni volta inedita, indagare il moto nello spazio, non di corpi, ma di esseri. Secondo Torella “Un’anima non va spiegata, non c’è bisogno di indagarne la natura: la ricerca del suo moto è inedita e il risultato prezioso, non esiste uno scatto uguale ad un altro, nessuna possibilità di replica. Motus animae è un percorso immersivo nella mobilità dell’anima, nella sua metamorfosi continua nell’inafferrabilità di esseri che continuano a muoversi senza mai definirsi “.
“Selezionare tra centinaia il soggetto di una campagna, il nuovo volto di un brand o la copertina di un catalogo: lavoro da sempre attraverso la fotografia eppure non l’avevo mai fruita come espressione artistica” ha dichiarato Antonio Vitiello curatore della mostra e collezionista d’arte “con Motus Animae nasce forse la mia indagine in tal senso; attraverso il progetto di Felice ho iniziato a cambiare il mio punto di osservazione leggendo in questo progetto fotografico una ricerca “altra”, oltre il mero contenuto visivo, dove l’espressione pesa più della comunicazione, dove la lettura non è mai univoca e il significante muove mille significati”. L’ingresso alla mostra sarà a titolo gratuito e sarà possibile acquistare tutte le opere esposte.