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Lidl Italia esce da Federdistribuzione: tempi lunghi per rinnovo Ccnl

Lidl Italia esce da Federdistribuzione: tempi lunghi per rinnovo CcnlMilano, 4 apr. (askanews) – A meno di tre anni dall’adesione, Lidl Italia annuncia la decisione di uscire da Federdistribuzione con effetto immediato, a seguito “del continuo ed eccessivo protrarsi delle negoziazioni per il rinnovo del contratto collettivo nazionale della distribuzione moderna organizzata, scaduto nel 2019”.   “Tale decisione è maturata con l’obiettivo di dare risposte concrete e immediate ai propri 22 mila dipendenti – spiega in una nota l’insegna della gdo – che hanno visto in questi anni una progressiva erosione del proprio potere d’acquisto a causa dell’inflazione”. Il discount applicherà il Ccnl già rinnovato da Confcommercio che prevede aumenti salariali e una tantum già definiti.


“Da quattro anni i nostri collaboratori attendono il rinnovo del Ccnl ed è per noi inaccettabile che le trattative si siano ulteriormente arenate per dinamiche che esulano dai loro bisogni – ha dichiarato Massimiliano Silvestri, presidente di Lidl Italia – Il prolungato immobilismo nella trattativa ha introdotto incertezze che intendiamo subito superare per il senso di responsabilità che abbiamo nei confronti delle nostre persone”

Cia Toscana: su ungulati e fauna selvatica servono azioni concrete

Cia Toscana: su ungulati e fauna selvatica servono azioni concreteRoma, 3 apr. (askanews) – Il sovrannumero di cinghiali, ungulati e animali selvatici, sono sempre più un’emergenza non rimandabile per l’agricoltura Toscana. Cia Agricoltori Italiani della Toscana, in riferimento alla proposta del Piano Faunistico Venatorio, evidenzia alcune criticità e miglioramenti, ricordando che deve essere attuato in maniera tempestiva, ed avere tra gli obiettivi prioritari quello di rispondere alle esigenze del mondo agricolo, che in molte aree della toscana, sconta evidenti difficoltà di convivenza con la fauna selvatica.


“Gli agricoltori per salvaguardare le proprie produzioni hanno bisogno di tempi celeri e certi – spiegano – rispetto all’attività di controllo, oltre al rafforzamento dell’attività stessa soprattutto in considerazione del numero di cacciatori in forte calo, che in maniera sempre minore potrà contribuire a garantire il necessario equilibrio, attraverso l’ordinaria attività venatoria. Ma anche chiarezza dei termini e delle modalità con le quali vengono svolte le azioni; efficacia degli interventi nell’azione di difesa delle colture e nel ripristino degli equilibri dell’ecosistema”. Per Cia è “necessario mettere in sicurezza il territorio rurale, non solo in termini di salvaguardia delle produzioni e della sostenibilità economica delle imprese, ma per garantire anche attraverso la sopravvivenza delle stesse, il necessario sostegno sociale ed ambientale a queste aree marginali”.

Agricoltura, Lollobrigida: bene insediamento nuovo Cda Ismea

Agricoltura, Lollobrigida: bene insediamento nuovo Cda IsmeaRoma, 3 apr. (askanews) – “Auguri di buon lavoro a tutto il Consiglio di amministrazione Ismea insediato oggi, al neopresidente, Livio Proietti, all’Avv. Gaia Morelli e all’Assessore all’agricoltura della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi. Le mie congratulazioni anche a Maria Chiara Zaganelli, riconfermata Direttore Generale”. Così in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.


L’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare “è un’agenzia strategica per la nostra agricoltura – prosegue Lollobrigida – e per tutto il settore agroalimentare italiano. Insieme con il presidente Proietti, che ha guidato l’agenzia in questi mesi nel ruolo di commissario straordinario, con Maria Chiara Zaganelli e tutto il Cda, continueremo a lavorare in sinergia per rafforzare ulteriormente il ruolo e i servizi di questo Istituto, tra i quali trovano posto i servizi informativi, assicurativi e finanziari, fondamentali per favorire la competitività delle aziende”. “Un lavoro prezioso, portato avanti da tutto il personale Ismea, a cui vanno i miei complimenti. Oggi viene portato a compimento il processo di riorganizzazione che avevo auspicato per rilanciare ed esaltare il ruolo di Ismea di fronte alle sfide future”, conclude il ministro.

Si insedia nuovo Cda Ismea, Livio Proietti presidente

Si insedia nuovo Cda Ismea, Livio Proietti presidenteRoma, 3 apr. (askanews) – Si è tenuta oggi la riunione di insediamento del Consiglio di amministrazione dell’Ismea, presieduto da Livio Proietti, nominato presidente dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare con Decreto del Presidente della Repubblica 22 febbraio 2024.


Oggi Gaia Morelli, già membro del precedente CdA, e Alessandro Beduschi, assessore all’agricoltura della Regione Lombardia, nominati consiglieri del Cda Ismea con Decreto ministeriale n. 111261 del 6 marzo 2024, hanno deliberato, su proposta del presidente, la nomina a direttore generale di Maria Chiara Zaganelli, riconfermata nel ruolo, e a vicepresidente di Gaia Morelli. Con l’insediamento del Cda, che resterà in carica per quattro anni, e la nomina del direttore generale, l’Ismea porta a compimento il processo di riorganizzazione.


“Sono onorato di assumere la presidenza di Ismea – ha detto Livio Proietti – un istituto strategico per il settore agroalimentare italiano che ho avuto modo di conoscere a fondo e di guidare durante la mia gestione da Commissario straordinario, apprezzandone la credibilità costruita negli anni e l’assoluta qualità del management e delle risorse umane che lo compongono”. “Ringrazio il presidente Proietti e i consiglieri per la fiducia nuovamente accordatami – ha aggiunto Maria Chiara Zaganelli – Al termine di una gestione commissariale che ha consentito il rafforzamento strategico dell’Istituto con l’adozione del nuovo Statuto, siamo oggi pronti ad affiancare il Ministero con il dovuto impegno e la necessaria determinazione, continuando a offrire i nostri strumenti e a dare risposte concrete alle imprese del settore agroalimentare italiano”.

Salgono prezzi grano duro: a 354 euro tonn. a borsa Merci Foggia

Salgono prezzi grano duro: a 354 euro tonn. a borsa Merci FoggiaRoma, 3 apr. (askanews) – Guadagna ancora quota il grano duro alla borsa merci di Foggia che recupera altri 10 euro a tonnellata, raggiungendo 345 euro a tonnellata, grazie alla presentazione di contratti che hanno invertito la rotta, facendo recuperare terreno ai prezzi del frumento pugliese. A darne notizia è Coldiretti Puglia, che chiede alla filiera cerealicola una assunzione di responsabilità per la tutela del grano made in Italy rispetto all’import di cereali dalla Russia.


In questo senso, la proposta della Ue di imporre dazi sul grano di Putin si tradurrebbe in una “stangata” da oltre 40 milioni di euro di dazi aggiuntivi sulle importazioni di prodotto dalla Russia e risponderebbe alle richieste di Coldiretti di tutelare i produttori colpiti dal drammatico crollo delle quotazioni causate dall’invasione di prodotto straniero.

Nel Sud Toscana nasce il distretto biologico Colline dalla Pia

Nel Sud Toscana nasce il distretto biologico Colline dalla PiaRoma, 3 apr. (askanews) – E’ nato nel Sud della Toscana il biodistretto “Colline della Pia”. Il nuovo distretto, che insiste sui comuni di Roccastrada, Massa Marittima e Gavorrano, va ad arricchire il patrimonio toscano dei distretti biologici che adesso, con il nuovo arrivato, contano sette distretti riconosciuti con legge, la legge 51 del 2019, dalla Regione Toscana.


Riconosciuto l’8 febbraio 2024 e successivamente iscritto con decreto il 19 marzo al Registro nazionale dei Distretti biologici, il “Colline delle Pia” nasce dall’esperienza maturata dall’associazione del Biodistretto “Le colline della Pia”, di soggetti pubblici e privati, nata nel 2020 per stimolare gli agricoltori a convertire le loro aziende al biologico. “La crescita di queste realtà dedicate alla coltivazione, all’allevamento, alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari ottenuti con metodo biologico è motivo di soddisfazione – ha detto la vicepresidente Saccardi – Questo riconoscimento più che meritato per il nuovo distretto premia un impegno forte del territorio. Un ulteriore segnale importante per tutto il settore”.


Il territorio del distretto, ha una superficie agricola utilizzabile di 20.400 ettari complessivi, di cui quasi il 42% condotti con il metodo dell’agricoltura biologica (340 solo le aziende a conduzione biologica) di cui 12 hanno espressamente aderito all’accordo. Il nuovo distretto sarà presente, insieme agli altri distretti biologici della Toscana, il 5 aprile al Tavolo regionale dei distretti biologici presieduto dalla vicepresidente Saccardi. Gli altri distretti biologici al momento in Toscana ai quali si affianca le “Colline e della Pia” sono: il distretto biologico di Fiesole, il primo nato il 27 luglio 2021; il distretto biologico della Val di Cecina riconosciuto il 13 luglio 2022; il distretto biologico di Calenzano riconosciuto il 15 settembre 2022; il distretto biologico del Montalbano riconosciuto il 23 dicembre 2022 e il distretto biologico del Chianti riconosciuto il 31 gennaio 2023.

La radice di rafano croato entra nel registo delle Dop

La radice di rafano croato entra nel registo delle DopRoma, 3 apr. (askanews) – La radice di rafano croato “Ludbreški hren” è stata inserita nel registro delle denominazioni di origine protetta (Dop) dalla Commissione Europea.


Il nome “Ludbreški hren” si riferisce alla radice cruda, cioè non lavorata, dell’omonima varietà di rafano. La radice rappresenta la parte sotterranea della radice ed è spesso ramificata, cilindrica, ispessita e carnosa; ha una forma leggermente affusolata e una sezione trasversale rotonda. La superficie della radice è da liscia a leggermente ruvida, ed è bianco-giallastra all’esterno e da bianca a biancastra all’interno. La zona di produzione del “Ludbreški hren” comprende l’area geografica dell’intera contea di Varaždin, in Croazia. Le condizioni climatiche e pedologiche ottimali per la coltivazione del rafano nella zona geografica delimitata, insieme alla specifica tecnica di coltivazione e all’abilità dei produttori, hanno portato alla tradizione di questa produzione, che esiste a fini commerciali. esclusivamente in questa zona. Il terreno pianeggiante della piana della Drava garantisce un flusso d’acqua uniforme nella zona di produzione e, oltre ai corsi d’acqua esistenti, ci sono anche acque sotterranee che forniscono un ulteriore apporto idrico ai terreni su cui viene prodotto il “Ludbreški hren”.

Agriturist (Confagri): cicloturismo in forte crescita

Agriturist (Confagri): cicloturismo in forte crescitaRoma, 3 apr. (askanews) – “Quello in bici, in grande espansione, rappresenta una fetta importante del turismo dell’esperienza, proposto da numerosi nostri agriturismi. Anche per questo motivo abbiamo deciso di partecipare per la prima volta alla rassegna bolognese, con l’obiettivo di diffondere le iniziative che caratterizzano l’offerta delle nostre aziende, anche in questo settore”. Lo afferma in una nota Augusto Congionti, presidente di Agriturist (Confagricoltura) annunciando la presenza dell’associazione alla manifestazione “Fiera del Cicloturismo”, in programma dal 5 al 7 aprile a Bologna.


L’Italia è una destinazione ambita tra i biker, con circa 33 milioni di presenze nel 2022 e un impatto economico diretto pari a 4,1 miliardi di euro (stime Isnart). Due terzi dei cicloturisti erano stranieri e hanno speso, in media, 3.750 euro per una settimana. Tra le preferenze dei biker: escursioni, prodotti enogastronomici, degustazioni e sagre. Gli agriturismi sono il naturale punto di sosta per i percorsi in bicicletta. Agriturist in fiera presenta i pacchetti per una vacanza su due ruote, per un’esperienza da protagonisti di un soggiorno indimenticabile che unisce il buon cibo e al buon vino, il divertimento allo sport e alla natura. Moltissimi agriturismi offrono anche il noleggio di bici.


In Lazio tre strutture (Buonasera a Civita di Bagnoregio, Le Vigne di Bolsena e Il tesoro di Acquapendente) presentano pacchetti dedicati (1/5 maggio, 10/12 maggio, 10/12 giugno e 6/13 settembre) per esplorare su due ruote natura e cultura della regione, con Andrea Pesetti, guida FCI, specializzata in cicloturismo. Il Veneto, che ospita il 31% tra produttori di biciclette e componenti, va percorso su due ruote in una dimensione lenta e leggera. In fiera l’agriturismo Casa Pisani di Padova presenta le iniziative dedicate.


L’Emilia-Romagna è in prima linea per accogliere la più importante competizione cicloturistica del mondo, pronta a ospitare nelle proprie strutture bike-friendly chi voglia seguire i professionisti delle due ruote. L’iniziativa “Benvenuto Tour de France” è promossa da Agriturist regionale insieme al club d’eccellenza Agricycle. “Il turismo dell’esperienza, come il cicloturismo, è un segmento destinato a crescere ancora. L’agriturismo – conclude Congionti – è un’attività diffusa su tutto il territorio nazionale e, nelle nostre strutture, i biker possono usufruire di servizi organizzati che vanno sempre più incontro alle esigenze di chi viaggia in bici”.

Cnr: così i boschi di faggio italiani si adattano al clima

Cnr: così i boschi di faggio italiani si adattano al climaRoma, 3 apr. (askanews) – I faggi hanno la capacità di utilizzare in modo efficiente l’acqua a loro disposizione per adattarsi alle diverse condizioni meteorologiche, adottando strategie diversificate a seconda delle condizioni ambientali in cui si trovano. E’ quanto ha messo in luce uno studio condotto dal Consiglio nazionale delle ricerche attraverso l’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Cnr-Isafom) di Perugia e l’Istituto per la bioeconomia (Cnr-Ibe) di Sesto Fiorentino (Firenze), condotto in collaborazione con l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e la libera Università di Bolzano, che ha fornito importanti informazioni sulla capacità dei boschi di faggio in Italia di adattarsi e resistere agli effetti del cambiamento climatico.


La ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, ha preso in esame siti sparsi su tutto il territorio nazionale nel corso di un arco temporale che va dal 1965 al 2014, utilizzando indicatori chiave come l’incremento dell’area basimetrica e l’efficienza intrinseca nell’uso dell’acqua per valutare la salute e la risposta di questi boschi ai cambiamenti ambientali. Dallo studio emerge come le faggete italiane stiano affrontando la crescente suscettibilità alla mortalità a causa di siccità estreme e dell’incremento della temperatura, trends che nel corso degli ultimi decenni sono diventati sempre più evidenti. In particolare, spiega Giovanna Battipaglia, docente di ecologia forestale presso l’Università della Campania “L. Vanvitelli”, “i risultati mettono in luce la diversità delle strategie di utilizzo dell’acqua impiegate dai boschi di faggio per adattarsi alle diverse condizioni meteorologiche, così come la variabilità nella risposta alla siccità tra le diverse popolazioni analizzate lungo un transetto latitudinale della penisola italiana”.


Uno degli esiti più significativi riguarda l’identificazione di foreste che in apparenza risultano essere in buono stato di salute, ma nelle quali i ricercatori hanno rilevato segnali precoci di stress a seguito di eventi climatici estremi, come la siccità del 2003, segnali che indicano una perdita di resilienza in alcuni gruppi: l’effetto più drastico è stato rilevato in Trentino Alto Adige, dove si è osservata anche una maggiore riduzione della crescita degli alberi rispetto ad altri siti più a sud come il Lazio, la Campania e l’area del Matese. “Nelle regioni meridionali prese in esame non abbiamo osservato una drastica riduzione nella crescita delle piante, come invece abbiamo rilevato in quelle settentrionali – aggiunge Daniela Dalmonech (Cnr-Isafom) – Non solo: sempre al Sud è stato evidenziato un aumento dell’efficienza nell’uso dell’acqua, suggerendo una migliore risposta di adattamento di questi boschi alle condizioni ambientali più estreme”.


Oltre a marcare un importante risultato dal punto di vista scientifico, la scoperta ha implicazioni significative per la gestione forestale e la conservazione della specie, non solo a livello nazionale.

Efsa: virus aviaria si diffonde in Ue, anche in allevamenti

Efsa: virus aviaria si diffonde in Ue, anche in allevamentiRoma, 3 apr. (askanews) – Il virus dell’influenza aviaria continua a diffondersi nell’Unione Europea e oltre, causando un’elevata mortalità tra gli uccelli selvatici, propagazione ai mammiferi selvatici e domestici ed epidemie negli allevamenti. Lo si legge in un rapporto scientifico dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che valuta i fattori di rischio per una potenziale pandemia influenzale e le relative misure di mitigazione.


Gli esperti hanno identificato alcune specie di animali da pelliccia d’allevamento, ad esempio visoni o volpi, che sono altamente sensibili ai virus influenzali, come possibili fattori di diffusione. Sebbene la trasmissione da mammifero a mammifero non sia stata ancora confermata, i mammiferi selvatici potrebbero fungere da ospiti ponte tra gli uccelli selvatici, gli animali domestici e gli esseri umani. Anche gli animali da compagnia, come i gatti, che vivono in casa e hanno accesso all’aria aperta possono essere un potenziale veicolo di trasmissione. L’allevamento in aree ricche di uccelli acquatici con produzione all’aperto e/o scarsa biosicurezza, spiega l’Efsa, può facilitare l’introduzione del virus nelle aziende agricole e la sua ulteriore diffusione. Gli eventi meteorologici estremi e i cambiamenti climatici svolgono un ruolo aggiuntivo nell’evoluzione della situazione perché possono influenzare l’ecologia e la demografia degli uccelli selvatici e quindi influenzare il modo in cui la malattia si sviluppa nel tempo, hanno scoperto gli esperti.


Secondo lo studio, le autorità di diversi settori dovrebbero collaborare nella prospettiva One Health per limitare l’esposizione dei mammiferi, compreso l’uomo, ai virus dell’intelligenza artificiale. La sorveglianza sugli animali e sull’uomo dovrebbe essere rafforzata, insieme all’analisi genomica e alla condivisione dei dati di sequenza. Negli allevamenti, la biosicurezza dovrebbe essere rafforzata per evitare che gli animali entrino in contatto con l’infezione e la diffondano. Entro la fine dell’anno, l’Efsa e l’Ecdc pubblicheranno un parere scientifico in cui valuteranno come potrebbe svilupparsi una potenziale pandemia influenzale, fornendo indicazioni ai gestori del rischio per ridurre il rischio per la salute umana.