Skip to main content
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Salumi Dop Piacentini, dalle 3 filiere 50 mln valore al consumo

Salumi Dop Piacentini, dalle 3 filiere 50 mln valore al consumoRoma, 2 apr. (askanews) – L’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari del ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste (Masaf) ha rinnovato, con Decreto Ministeriale, l’autorizzazione a CSQA ad effettuare i controlli per la Coppa Piacentina DOP, la Pancetta Piacentina DOP e il Salame Piacentino DOP per i prossimi tre anni.


I tre Salumi DOP piacentini generano un valore al consumo di 50 milioni di euro, grazie al lavoro di oltre 77 operatori sul territorio. A fare da traino in particolare, la filiera della Coppa Piacentina DOP che tocca un valore al consumo annuo di 20 milioni di euro frutto di 781 tonnellate di prodotto. Seguono la filiera della Pancetta Piacentina DOP con 11,5 milioni di euro di valore al consumo per 589 tonnellate di prodotto e quella del Salame Piacentino DOP che vale 18,5 milioni di euro di valore al consumo grazie a 809 tonnellate prodotte. “La scelta di riconfermare CSQA – ha dichiarato Roberto Belli, direttore del Consorzio Salumi DOP Piacentini – è dettata dalla volontà di proseguire una collaborazione di valore che vede il nostro Consorzio e i propri Associati sempre più impegnati a garantire tre produzioni DOP nel rispetto dei loro severi disciplinari di produzione”.

Contro sprechi di colombe e uova Too good to go torna con Salva la Pasqua

Contro sprechi di colombe e uova Too good to go torna con Salva la PasquaMilano, 29 mar. (askanews) – Too good to go torna anche quest’anno con l’iniziativa salva la Pasqua, nata per contrastare gli sprechi di cibo durante il periodo delle feste.


Nel 2023, secondo dati Unione italiana food, la produzione complessiva di colombe ha superato le 23 tonnellate, pari a 96,1 milioni di euro mentre, per quanto riguarda le uova di Pasqua, si stima che la produzione sia attorno alle 31mila tonnellate all’anno, con un giro d’affari di oltre 300 milioni di euro solo nel 2023. Di queste una parte può finire sprecata. Per questo a partire dal 2 aprile sulla app di Too good to go tornano le surprise bag “salva la Pasqua”, che consentono di salvare prodotti tipici della Pasqua come appunto colombe e uova di cioccolato, dai tanti esercenti commerciali (pasticcerie, forni, supermercati, etc..) aderenti all’iniziativa. Lo scorso anno i partner che hanno aderito sono stati 400. “Siamo entusiasti di poter confermare anche per il 2024 questa iniziativa volta a contrastare lo spreco alimentare, grazie all’impegno dei nostri utenti e partner. Pasqua, infatti, come il Natale, è uno dei periodi dove il rischio di avanzare cibo, e quindi generare spreco, è più alto – ha commentato Mirco Cerisola, italian country director di Too good to go – e il nostro intento è quello di sensibilizzare i cittadini per evitare che questo accada. Ma non solo: vogliamo affiancare anche i commercianti, che molto spesso si trovano con più elevate quantità di cibo invendute, proprio a causa dell’aumento nella produzione in occasione delle festività”.

Federdistribuzione: Sciopero gdo immotivato, ad aprile aumento di 70 euro

Federdistribuzione: Sciopero gdo immotivato, ad aprile aumento di 70 euroMilano, 29 mar. (askanews) – Federdistribuzione ribadisce il rammarico per la rottura unilaterale della trattativa sul rinnovo del contratto collettivo di lavoro della Distribuzione moderna organizzata da parte delle organizzazioni sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UiltucsUil e giudica immotivata e irresponsabile la proclamazione di una giornata di sciopero domani, 30 marzo 2024, alla vigilia di Pasqua.


In una nota, Federdistribuzione ricorda ancora che non ha fatto mai mancare la disponibilità alla trattativa nelle diverse fasi che si sono succedute nei mesi precedenti e nel corso dell’ultimo incontro del 26 e 27 marzo ha dato disponibilità a riconoscere gli aumenti salariali espressamente richiesti dalle organizzazioni sindacali, avendo sempre messo al primo punto l’importanza di tutelare i lavoratori insieme alla necessaria sostenibilità per le imprese. Federdistribuzione torna a precisare, come già fatto nei giorni scorsi, che “contrariamente a quanto fatto emergere dalle organizzazioni sindacali, che non è stata fatta alcuna richiesta di ‘flessibilità incontrollata’ nella definizione dei contratti a termine, ma solo un’integrazione rispetto a quanto già previsto dalla legge; né è stato proposto alcuno ‘smembramento del sistema di classificazione del personale’ ma l’inserimento di nuove figure professionali e nuovi ruoli di coordinamento e organizzazione”. Nel negare di aver mai proposto un demansionamento dei lavoratori, né alcuna riduzione dei diritti dei lavoratori, la federazione giudica la “reazione delle organizzazioni sindacali sproporzionata e ingiustificabile in rapporto all’andamento del negoziato”.


“Malgrado il rifiuto delle organizzazioni sindacali di rinnovare il contratto collettivo nazionale, le imprese aderenti a Federdistribuzione hanno quindi deciso di riconoscere ai propri lavoratori un aumento di 70 euro lordi (riparametrati al IV livello) a decorrere dal prossimo mese di aprile a titolo di anticipo sui futuri aumenti contrattuali – conclude la nota – mantenendo l’auspicio che le organizzazioni sindacali possano tornare quanto prima al tavolo negoziale con l’obiettivo comune di giungere al rinnovo contrattuale”.

Ad aprile riapre la “scuola” del Roccaverano Dop

Ad aprile riapre la “scuola” del Roccaverano DopRoma, 28 mar. (askanews) – Lunedì primo aprile riapre la scuola del Roccaverano, il primo showroom dedicato alla DOP tesoro gastronomico del Piemonte e ambasciatore del territorio compreso tra Langhe e Monferratoporte. Tutte le domeniche e i giorni festivi i produttori del Consorzio di tutela del Roccaverano DOP, a turno, animeranno la Scuola, raccontando ai turisti presenti i segreti della DOP attraverso degustazioni guidate, promuovendo il territorio e mettendo in vendita i propri formaggi.


Dal 2024 parte anche una nuova iniziativa turistico – gastronomica: Le Strade del Roccaverano. Il progetto, promosso dai comuni di Montechiaro d’Acqui, Denice e Roccaverano, in collaborazione con il Consorzio di tutela del Roccaverano DOP, vuole coinvolgere, attraverso alcune camminate, tutti i Comuni che fanno parte della zona di produzione della DOP. La prima camminata, della durata totale di 11 km, è in programma domenica 7 aprile e guiderà i partecipanti alla scoperta di quest’area del basso Piemonte.


Da un progetto turistico all’altro, il borgo di Roccaverano insieme al suo formaggio sarà protagonista anche del “Cammino Piemonte Sud” promosso dalla Regione Piemonte: un sentiero verde dei Parchi Piemontesi che, con i suoi 240 km percorribili in 19 tappe a piedi e 5 in mountain bike, collega 3 aree protette, 7 siti della rete Natura 2000 e 2 ecomusei. Fabrizio Garbarino, presidente del Consorzio di Tutela del Roccaverano DOP, spiega: “come Consorzio di Tutela siamo orgogliosi di tutte queste opportunità e proseguiamo con entusiasmo nella promozione e nella partecipazione a iniziative ed eventi che ci permettono di stringere nuove collaborazioni e di estendere la notorietà del nostro prodotto”.

Mammi: Aceto balsamico Unesco progetto nato da azione Consorzi

Mammi: Aceto balsamico Unesco progetto nato da azione ConsorziRoma, 28 mar. (askanews) – “Facciamo chiarezza. Il percorso per intitolare ‘La Tradizione del Balsamico tra socialità, arte del saper fare e cultura popolare’ a patrimonio culturale immateriale Unesco è partito diversi anni fa, e nasce da un’azione dal basso portata avanti dalla Consorteria dell’aceto balsamico tradizionale con sede a Spilamberto (Mo), dalla Confraternita dell’aceto balsamico tradizionale che ha sede a Scandiano (RE) e dei tre Consorzi Dop e Igp”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura e agroalimentare Alessio Mammi interviene sulle recenti dichiarazioni relative al sostegno espresso dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e alla ‘paternità’ della domanda di riconoscimento.


“È necessario – rimarca Mammi – legittimare in modo corretto questo iter che coinvolge persone, famiglie, imprese, le comunità locali delle province di Modena e Reggio Emilia, perché rappresentano la tradizione, la storia, l’identità del balsamico nei nostri territori. Bisogna mantenere il percorso per il riconoscimento del titolo di patrimonio Unesco sui giusti binari, per non snaturarlo e perchè torni in una logica territoriale e condivisa”. La domanda è stata presentata da un Comitato territoriale che comprende oltre a Consorteria e Confraternita i soggetti titolari per legge delle attività di promozione, ovvero i Consorzi di tutela degli aceti balsamici Dop e Igp, con il supporto della Regione Emilia-Romagna, ai Ministeri dell’Agricoltura e della Cultura. Nel 2022 ‘La Tradizione del Balsamico tra socialità, arte del saper fare e cultura popolare dell’Emilia centrale’ è stata iscritta nell’Inventario nazionale del Patrimonio agroalimentare italiano (Inpai).

Al via le assemblee sul rinnovo del Ccnl industria alimentare

Al via le assemblee sul rinnovo del Ccnl industria alimentareRoma, 28 mar. (askanews) – “Nell’ottobre 2020 eravamo qui a scioperare con voi a causa della rottura delle trattative di rinnovo contrattuale e della mancata sottoscrizione da parte dell’associazione di categoria che rappresenta la vostra azienda: oggi, dopo 7 mesi di dura trattativa, siamo a presentarvi e chiedervi di votare un contratto unico, coronamento di un cammino di quattro anni in cui abbiamo ricostruito i rapporti con tutte le associazioni del comparto, ed è un risultato straordinario”. Lo ha detto Onofrio Rota, segretario generale della Fai-Cisl nazionale, durante le tre assemblee in Acqua Minerale San Benedetto di Scorzé (VE) svolte oggi per incontrare gli oltre mille lavoratori dello stabilimento, che raggiunge i 1300 dipendenti con la stagionalità e oltre 2500 complessivamente a livello di gruppo.


In queste settimane sono previste centinaia di assemblee in tutte le aziende dell’industria alimentare italiana, per informare i lavoratori e le lavoratrici sui contenuti del nuovo contratto, che deve essere votato e approvato. “L’industria alimentare – ha commentato inoltre Rota – coinvolge oltre 450mila lavoratori ed è un asset strategico per il PIL italiano, il nuovo contratto ne rappresenta bene la ricchezza e complessità anche perché contrasta ogni forma di dumping nel settore e prevede un recupero salariale di oltre 10mila euro in 4 anni sul montante complessivo. Rinnovare i contratti è una delle leve più importanti per far ripartire davvero la nostra economia e con questo accordo riteniamo di aver messo al centro gli interessi di lavoratrici e lavoratori aumentando salari, potenziando welfare e tutele, formazione e sicurezza”.

Dal Friuli due nuovi presìdi Slow Food: il Malon e la Bianchera

Dal Friuli due nuovi presìdi Slow Food: il Malon e la BiancheraRoma, 28 mar. (askanews) – Dal Friuli-Venezia Giulia arrivano due nuovi Presìdi Slow Food: sono il malon, una zucca a pasta bianca coltivata nelle valli del Natisone utilizzata sia in cucina sia per l’alimentazione degli animali, e la Bianchera, la cultivar di olivo regina del litorale triestino e del Carso.


Gli olivi di varietà Bianchera sono caratterizzati da lunghi rami fruttiferi, con foglie di media grandezza, strette, lunghe e lanceolate. La raccolta si effettua a mano. In tutta la regione Friuli-Venezia Giulia, la superficie destinata all’olivicoltura si aggira intorno ai 300 ettari, di cui circa 45 nella provincia di Trieste. Numeri ridotti, oltre che per le dimensioni contenute del territorio, anche a causa di due annate particolarmente rigide, il 1929 e il 1985, nelle quali le gelate danneggiarono molte piante. Dalle valli del Natisone, che da Cividale del Friuli si sviluppano a ventaglio in direzione nord-est, arriva il malon, una zucca a pasta bianca dalla forma cilindrica-tondeggiante e la buccia liscia, può raggiungere una lunghezza di circa 40-50 centimetri e un diametro di 30-40. Un alimento usato non solo per l’alimentazione degli esseri umani, ma anche degli animali. I Presìdi Slow Food dell’oliva Bianchera e del malon sono sostenuti dalla Regione Friuli-Venezia Giulia.

Progetto per ridurre uso pesticidi sintetici in frutticoltura

Progetto per ridurre uso pesticidi sintetici in frutticolturaRoma, 28 mar. (askanews) – Individuare nuovi percorsi e nuove tecniche agronomiche green per ridurre del 50% l’impiego dei pesticidi in frutticoltura. È l’obiettivo del progetto “SPOTS – Sviluppo di tecniche sostenibili per la gestione delle infestanti e la difesa fitosanitaria in frutticoltura”, che da gennaio 2023 vede impegnate Ri.Nova, Apofruit e altre cinque realtà del territorio regionale.


Obiettivo è trovare soluzioni innovative di carattere naturale e alternative a quelle chimiche per proteggere le produzioni agricole da funghi, patologie e insetti nocivi. Un problema, quello della proliferazione di queste avversità, aggravato dal cambiamento climatico che affligge il nostro pianeta, con pesanti conseguenze su tutta l’agricoltura. “Stiamo lavorando su tantissimi fronti – prosegue Tommasini – Per quanto concerne gli insetti infestanti abbiamo studiato la biologia della Contarinia pruniflorum (cecidomia dell’albicocco) e della Forficula auricularia che sta infestando diverse drupacee, per individuare il timing ottimale di applicazione degli insetticidi e valutare eventuali alternative naturali a tali trattamenti. Lo stesso abbiamo fatto per gli afidi del melo e gli afidi verdi del pesco. Infine stiamo valutando l’utilizzo in campo di trappole innovative per il monitoraggio da remoto dei tortricidi, con l’utilizzo di fotocamere, dispositivi per l’invio delle immagini e algoritmi che consentirebbero di identificare e prevenire eventuali avversità”.


Ma SPOTS non ferma qui: tra gli obiettivi c’è anche quello di individuare una strategia efficiente per far fronte al problema del marciume bruno causato da agenti patogeni riconducibili al genere Monilinia (funghi appartenenti agli Ascomiceti che comprendono diverse specie parassite delle drupacee come ad esempio pesco, nettarine e albicocco) e del giallume europeo delle drupacee (pesche, nettarine, albicocche e susine, ad esempio), nonché la valutazione di varie macchine per il controllo della flora infestante alla base dei frutteti senza far uso di erbicidi chimici.

Conte (Lega): bene freno import da Ucraina ma resta nodo grano

Conte (Lega): bene freno import da Ucraina ma resta nodo granoRoma, 28 mar. (askanews) – “L’accordo raggiunto ieri al Consiglio Ue sulle importazioni di prodotti agricoli dall’Ucraina è un passo avanti ma non sufficiente. Sostenere Kiev non vuol dire mettere a rischio i nostri agricoltori, sarebbe controproducente per tutti. Quindi bene la decisione di istituire dei freni di emergenza su pollame, uova, zucchero, avena, granturco, semole e miele più stringenti di quelli proposti dalla Commissione europea”. Lo dice l’eurodeputata della Lega e membro della commissione Agricoltura al Parlamento europeo, Rosanna Conte.


“Ma resta – aggiunge Conte – il nodo del grano, per il quale non è prevista la possibilità di far scattare il contingente tariffario. Il governo italiano ha chiesto e ottenuto che Bruxelles rafforzi il monitoraggio degli impatti delle importazioni di grano e cereali, ma permangono i rischi per le nostre imprese. Oggi i magazzini sono pieni e i prezzi molto bassi, per questo è fondamentale includere il grano tra i prodotti suscettibili di una clausola di salvaguardia automatica sull’import”. “L’Europa non ha ancora compreso appieno la situazione di crisi del settore primario – prosegue Conte – La revisione della Pac concordata questa settimana dal Consiglio Ue è un passo avanti, ma non sufficiente. Se da un lato Bruxelles ha accolto le nostre richieste, come lo stop alle controverse condizionalità ecologiste che avrebbero colpito la nostra sovranità alimentare, dall’altro poco o nulla è stato fatto per contrastare l’invasione di prodotti agricoli dall’estero. Il tutto mentre la Commissione continua sotto banco i suoi negoziati per chiudere l’accordo commerciale con i Paesi del Mercosur. In Europa serve un cambio di passo deciso per salvare davvero la nostra agricoltura”, conclude Conte.

Copagri: aumentare potenziale produttivo nocciole italiane

Copagri: aumentare potenziale produttivo nocciole italianeRoma, 28 mar. (askanews) – “Quella della frutta in guscio, e in particolare del nocciolo, è una filiera di grande rilevanza per l’agricoltura del Paese, che ha vissuto una crescita costante negli ultimi anni, trainata dalla crescente domanda dei prodotti destinati al consumo diretto e alla trasformazione e dall’aumento della produzione, sia in termini di superfici che di quantità”. Lo ha ricordato il presidente della Copagri Tommaso Battista concludendo i lavori dell’incontro finale del progetto triennale “Giornata di studi sul nocciolo”, promosso dalla Copagri Campania in collaborazione con CREA, CNR-ISAFOM e CNR-IPSP.


“La corilicoltura è in espansione in diverse aree del Paese, grazie alla sempre più avvertita necessità di strutturare una filiera italiana, ma anche in relazione alla elevatissima qualità delle cultivar italiane e alle numerose proprietà salutistiche e nutrizionali di un prodotto sempre più richiesto, il cui utilizzo quotidiano favorisce la difesa da diverse malattie metaboliche”, ha proseguito il presidente della Copagri. “Con una produzione concentrata in Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia che nel 2023 ha sfiorato le 115mila tonnellate, in aumento del 15% su base annua, l’Italia è il primo produttore di nocciole a livello UE e il secondo nel mondo dopo la Turchia”, ha osservato Battista, facendo notare che “nonostante questi numeri, il settore non riesce a soddisfare il fabbisogno interno, spianando la strada all’entrata di nocciole da Turchia, Georgia e Azerbaigian e a un pesante deficit commerciale pari a circa 700 milioni di euro”.


“È evidente che esiste una grande opportunità di aumentare il potenziale produttivo delle nocciole e della frutta in guscio italiana”, ha continuato il presidente, ad avviso del quale “questa strada è percorribile puntando sulla ricerca e sull’innovazione, mediante il coinvolgimento delle università e l’incentivazione di pratiche agronomiche sempre meno impattanti che permettano di affrontare le problematiche fitosanitarie e le ricadute del climate change, ma anche favorendo l’abbattimento dei costi di produzione, con la meccanizzazione parziale o integrale delle operazioni agronomiche a più elevata richiesta di manodopera”. “Il futuro della corilicoltura – ha concluso Battista – passa poi da una sempre maggiore promozione delle produzioni a denominazione d’origine, rafforzando il ruolo dei consorzi di tutela e approfittando delle innumerevoli possibilità offerte dal nuovo Regolamento UE sulle Indicazioni Geografiche per prodotti agroalimentari, vini e bevande spiritose, con il quale vengono assicurati maggiori poteri ai produttori e una notevole semplificazione del processo di registrazione delle IG”.