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Giansanti: servono politiche Ue più orientate alla competitività

Giansanti: servono politiche Ue più orientate alla competitivitàRoma, 28 mar. (askanews) – “Francia e Italia, che hanno fondato l’Europa unita, credono profondamente nell’UE. E in un’ottica europea, nell’attuale contesto geopolitico, è fondamentale comprendere il nostro futuro e la strategia agricola da mettere in atto per tutelare la competitività e il rafforzamento del settore primario”.


Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, al 78esimo Congresso FNSEA (Fédération Nationale des Syndicats d’Exploitants Agricoles), in corso a Dunkerque, in Francia, dove Confagricoltura ha partecipato come unica associazione agricola italiana. Giansanti ha ribadito quanto sia indispensabile garantire ai consumatori sicurezza alimentare e che l’Europa abbia un’agricoltura forte. “Per questo serve una profonda revisione della PAC, come Confagricoltura sostiene già dal 2018, affinché – ha affermato – torni ad essere una politica capace di assicurare anche un giusto reddito agli agricoltori”.


Il presidente di Confagricoltura ha poi sottolineato quanto siano fondamentali la semplificazione burocratica, la reciprocità di regole all’interno del mercato, la ricerca e l’innovazione per affrontare le sfide dei cambiamenti climatici e di una popolazione in costante aumento. “Gli agricoltori chiedono certezze e di essere messi nelle condizioni di poter produrre” – ha aggiunto – Le politiche adottate dall’ultima Commissione UE guardano all’ideologia ambientalista più che alla competitività: di qui la necessità di un cambio di passo”.


“Come agricoltore sono convinto che siamo stati tutti colpiti nel nostro orgoglio per troppo tempo: a Bruxelles, secondo l’opinione pubblica, alcuni politici hanno ritenuto che gli agricoltori non fossero necessari e che si opponessero al modello economico che era stato elaborato. Invece – ha concluso Giansanti – noi siamo i primi amici dell’ambiente, siamo fieri di ciò che facciamo e vogliamo essere attori importanti, producendo cibo sano e sicuro”.

Da Regione Piemonte 20 mln euro per impegni specifici su risaie

Da Regione Piemonte 20 mln euro per impegni specifici su risaieRoma, 28 mar. (askanews) – Con una dotazione finanziaria complessiva di 20 milioni di euro gli agricoltori piemontesi, singoli o associati, possono partecipare al bando del Complemento di sviluppo rurale (SRACA22) per impegni specifici per le risaie.


Sono due le tipologie di interventi previsti dal bando: semina in acqua e riserva d’acqua per la biodiversità degli organismi acquatici. Ovvero la realizzazione di un fosso di specifiche dimensioni all’interno della camera di risaia, e l’inerbimento di un argine di risaia per l’intero ciclo colturale del riso, mediante semina o sviluppo della vegetazione spontanea per favorire la permanenza delle specie selvatiche, oltre al mantenimento di una superficie costantemente allagata e non coltivata. I potenziali beneficiari si impegnano per 5 anni e il bando scade il 15 maggio 2024. L’assessore regionale all’Agricoltura e cibo Marco Protopapa ha spiegato: “il comparto risicolo piemontese può contare su un finanziamento importante, attraverso il bando regionale ad hoc per una produzione eccellente e primaria della nostra economia agricola e verso la quale l’Assessorato ha sempre avuto attenzione e impegno per la sua tutela”.


Il bando rientra tra le misure agro climatiche ambientali del Csr 2023-2027 e sostiene inoltre imprenditori agricoli ed enti pubblici per presentare domanda di contributo per i seguenti interventi: gestione attiva di infrastrutture ecologiche (SRA10) con una dotazione complessiva di 922 mila euro; colture a perdere e fasce ecologiche (SRA12) con una dotazione complessiva di 250 mila euro; impegni di convivenza con fauna selvatica (SRA17) con una dotazione complessiva di 827 mila euro.

Fipe: 6,4 mln presenze a ristorante a Pasqua, spesa 450 mln euro

Fipe: 6,4 mln presenze a ristorante a Pasqua, spesa 450 mln euroRoma, 28 mar. (askanews) – Saranno 6,4 milioni gli ospiti che consumeranno il pranzo di Pasqua 2024 nei ristoranti italiani, in linea con le presenze rilevate lo scorso anno, nonostante le aspettative degli imprenditori non siano mai particolarmente positive quando la festività arriva “bassa” in calendario. La spesa complessiva è stimata in 450 milioni di euro, in crescita rispetto al 2023 anche per effetto di un inevitabile aggiustamento dei listini.


A rendere noti i dati è il Centro Studi di FIPE-Confcommercio, la Federazione italiana Pubblici Esercizi, che ha pubblicato un’indagine sulle aspettative dei ristoratori per la domenica di Pasqua e il lunedì di Pasquetta. “Le aspettative della ristorazione per le festività pasquali confermano il trend di crescita degli anni post pandemia e la voglia degli italiani di celebrare la condivisione di un sentimento di comunità intorno alla tavola”, spiega in una nota Lino Enrico Stoppani, presidente di FIPE-Confcommercio.


Tra gli ospiti dei ristoranti ci saranno per lo più residenti, ma non mancheranno i turisti, tra cui molti italiani (il 35,2% del totale) che in queste festività si sposteranno in diverse località dello stivale. Per l’occasione, saranno in attività l’89,2% dei ristoranti, in leggero aumento rispetto all’anno scorso. Quanto al menù, la maggior parte dei ristoratori (62,2% del totale) proporrà la formula “degustazione” composta da 6 portate ad un prezzo medio di 69 euro, bevande incluse. Il 37,8% offrirà, invece, un menù a la carte. In otto ristoranti su dieci la proposta gastronomica esprime un forte legame con la tradizione e con i prodotti tipici del periodo pasquale.


Per il lunedì di Pasquetta si prevede una leggera flessione rispetto al 2023, con il 78,1% delle attività che accoglieranno 4,9 milioni di clienti, tra residenti e turisti. Il menù, a differenza del pranzo pasquale, sarà soprattutto a la carte, proposto dal 71,6% dei ristoranti, ad un prezzo medio di 51 euro, per tre piatti bevande escluse. La soluzione “menu degustazione” è quotata 68 euro, bevande incluse. La spesa prevista sarà complessivamente di 250 milioni di euro.

Le rondini hanno un ruolo ecologico nelle aziende agricole

Le rondini hanno un ruolo ecologico nelle aziende agricoleRoma, 28 mar. (askanews) – Le rondini hanno un ruolo ecologico nelle stalle degli allevamenti bovini e nelle aziende agricole, perchè la loro presenza all’interno delle stalle della Val di Non, in Trentino, può avere effetti sul tasso di attività delle mosche, loro potenziali prede e portatrici di diversi patogeni e stress per il bestiame allevato.


Lo dimostra un articolo pubblicato in questi giorni sulla rivista internazionale Journal of Applied Ecology. Lo studio condotto da MUSE – Museo delle Scienze di Trento, Lipu e Università degli Studi di Milano ha indagato il “ruolo” di questi uccelli negli allevamenti bovini. L’abbondanza di rondini e mosche è stata misurata per 16 settimane in nove diversi allevamenti in Val di Non, in Trentino, occupati o meno da rondini nidificanti. Da aprile ad agosto 2022, sono stati raccolti dati settimanali sul tasso di attività delle mosche e sulla presenza di rondini, sulle dimensioni della covata, sul numero e sull’età dei pulcini.


Attraverso modelli statistici è stato quindi possibile quantificare l’effetto delle rondini su questi insetti. I risultati mostrano come il tasso di attività delle mosche aumenti, come atteso, con la temperatura e nel corso della stagione; tuttavia, questo incremento appare molto meno marcato in presenza di rondini e ulteriormente limitato quando le rondini sono relativamente abbondanti. A una temperatura di 22°, riporta lo studio, la presenza locale di 25 rondini corrisponde a una riduzione media di oltre il 60% nel tasso di attività delle mosche rispetto a quello che si avrebbe in una stalla senza rondini.

Coonfagri Bari e Bat: agriturismi al completo per Pasqua

Coonfagri Bari e Bat: agriturismi al completo per PasquaRoma, 28 mar. (askanews) – La campagna si conferma anche quest’anno la scelta naturale degli italiani per le imminenti festività. Lo rivela l’Osservatorio di Agriturist di Confagricoltura: a Pasqua e Pasquetta è quasi tutto esaurito in Toscana, Piemonte Sicilia e anche in Puglia.


“Registriamo il pienone per i pranzi di Pasqua e Pasquetta – fa sapere Giovanni Scianatico presidente di Agriturist Puglia – con una buona risposta anche per gli agriturismi e masseria delle provincie di Bari e Bat. Sono sempre di più le famiglie e comitive di giovani ad aver prenotato tra le circa 350 strutture presenti nelle due provincie”. “Tutte le strutture – continua Scianatico – sono dotate di percorsi esperienziali che vanno dalla degustazione di olio e vino, ai laboratori di cucina fino alla visita delle aziende. Tra l’altro sono inserite in contesti unici e meravigliosi vicini alle città”.


La campagna con le sue strutture è diventata un trend in forte crescita in questi ultimi anni: per questo le realtà hanno incrementato l’offerta di attività con servizi innovativi per sportivi, curiosi e ambientalisti, oltre a offrire attività culturali come la visita di percorsi archeologici, naturalistici o wellness. “Le previsioni per Pasqua e Pasquetta ci fanno guardare al futuro con fiducia, nonostante le difficoltà che il nostro settore ha dovuto affrontare in questi anni, tra pandemia e aumento dei costi energetici – continua il presidente – speriamo in una buona risposta per i prossimi ponti soprattutto per quanto riguarda le strutture con camere”.


Ad essere penalizzate, infatti, in queste festività di Pasqua sono state le strutture con camere: “non è stato registrato un tutto esaurito per questa tipologia – spiega Scianatico – perchè sono sempre di più gli stranieri a sceglierle. Quest’anno il ponte di Pasqua è stato anticipato in un periodo dell’anno dove la rotta dei voli non è ancora completamente attiva, creando così difficoltà ai turisti stranieri di raggiungere la Puglia”.

Carloni (Comagri): prioritario incentivare i giovani agricoltori

Carloni (Comagri): prioritario incentivare i giovani agricoltoriRoma, 28 mar. (askanews) – “È prioritario consentire ai giovani di fare impresa agricola sostenibile e innovativa”. Lo ha detto il presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Mirco Carloni,illustrando il testo della legge Carloni n.36 del 15 Marzo 2024 recante “Disposizioni di Legge per la promozione e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile nel settore agricolo”, di cui il presidente della Comagri è primo firmatario.


Una riforma strutturale che stanzia 156 milioni di euro dal 2024 al 2029 e 27,76 milioni annui dal 2030. La conferenza di presentazione si è svolta presso la sede della Fondazione Enpaia, l’ente nazionale di previdenza per gli addetti e per gli impiegati in agricoltura. “L’obiettivo della Legge è porre l’attenzione su un nuovo modello di sviluppo dell’agricoltura nazionale che tenga insieme tradizione, innovazione e giovani, in un ideale passaggio generazionale che conservi i saperi delle tradizioni locali ma che sia capace di proiettare l’agricoltura nel futuro”, ha spiegato Carloni.


“La legge – ha aggiunto – vuole fornire strumenti concreti che rendano l’agricoltura non solo un settore capace di attrarre i giovani, ma anche recuperare competitività ed efficienza nei mercati internazionali senza, tuttavia, dimenticare la tutela delle nostre materie prime, quei prodotti che ci hanno reso primi al mondo. Il ruolo dell’imprenditore va incentivato e incoraggiato”.

Proroga bando Pnrr ammodernamento macchine agricole in Toscana

Proroga bando Pnrr ammodernamento macchine agricole in ToscanaRoma, 28 mar. (askanews) – E’ stata prorogata al 31 maggio prossimo dalla Regione Toscana la scadenza per la presentazione delle domande relative al bando Pnrr per l’ammodernamento dei macchinari agricoli che permettano l’introduzione di tecniche di agricoltura di precisione. La proroga è stata firmata dal settore Agricoltura della Regione su indicazione della vicepresidente e assessora Stefania Saccardi.


Il bando, che può contare su una dotazione di 22 milioni e 350mila euro di fondi Pnrr, concede contributi in conto capitale alle imprese agro-meccaniche e alle micro, piccole e medie imprese agricole e le loro cooperative e associazioni, che intendono realizzare, nella propria azienda, progetti per l’ammodernamento del proprio parco macchine agricolo e investimenti in sistemi di agricoltura di precisione, per l’efficientamento della produzione agricola. La misura concorre a sostenere investimenti in macchine e attrezzature per l’agricoltura di precisione, l’acquisto di trattori elettrici o a biometano, sia per l’agricoltura che per la zootecnia, e investimenti in sistemi di gestione intelligente per irrigazione e la gestione delle acque.

Slow food: dopo proteste problemi agricoltori ancora su tavolo

Slow food: dopo proteste problemi agricoltori ancora su tavoloRoma, 27 mar. (askanews) – “Le proteste dei trattori hanno perso la foga iniziale. Riaffiorano qua e là, dando l’idea di essere generate ad hoc, ma i problemi veri, quelli che hanno radici profonde, restano”. Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia, boccia le soluzioni proposte dalla politica italiana e dall’Europa per risolvere i problemi dell’agricoltura, definendole “entrambe funzionali alle prossime elezioni più che al futuro dell’agricoltura” e sottolinea che l’abolizione delle limitazioni sull’uso dei pesticidi e dell’obbligo di lasciare una piccola parte dei terreni a riposo “non sono la strada giusta. Serve una strategia complessiva, che prenda in considerazione tutti gli aspetti relativi alla produzione di cibo”, spiega in una nota.

Copagri: al Vinitaly con biodiversità nostra vitivinicoltura

Copagri: al Vinitaly con biodiversità nostra vitivinicolturaRoma, 27 mar. (askanews) – Con una produzione di oltre 3 milioni di ettolitri, derivante dalla coltivazione di oltre 133mila ettari, il vigneto da vino biologico italiano presenta valori di superficie molto eterogenei, che vanno dai poco più di 100 ettari di Valle d’Aosta e Liguria ai quasi 37mila ettari della Sicilia, ma caratteristiche qualitative decisamente più omogenee ed elevate, con produzioni spalmate lungo tutta la Penisola che si concentrano principalmente in Sicilia, Toscana, Puglia, Veneto, Marche ed Emilia-Romagna.


Muove da queste premesse la partecipazione della Copagri alla 56esima edizione del Salone internazionale dei vini e distillati Vinitaly, in programma dal 14 al 17 aprile 2024 negli spazi dell’ente fieristico Veronafiere, dove la Confederazione Produttori Agricoli metterà in risalto le eccellenze della vitivinicoltura biologica nazionale, con particolare riferimento alle produzioni provenienti da Puglia, Calabria, Abruzzo, Toscana e Lombardia. Non mancheranno esempi della elevatissima qualità della vitivinicoltura tradizionale; nello spazio della Copagri, infatti, troverà posto anche un’ampia selezione delle produzioni di numerose cantine associate provenienti da tutto il Paese, a testimoniare la varietà e biodiversità dei territori vitivinicoli italiani, e soprattutto quelli di Veneto, Campania, Marche, Sicilia e Sardegna.


“Parliamo di uno dei settori di punta dell’agroalimentare nazionale, una filiera d’eccellenza che continua a trainare l’agroalimentare del Paese, nelle esportazioni, nei consumi e in tutti i numeri legati all’indotto; un comparto che vale oltre 31 miliardi di euro, oltre la metà dei quali derivanti dalla parte produttiva, e che grazie a più di 500mila aziende impegna quasi 900milaoccupati, per un totale di circa 7,4 miliardi di euro di esportazioni”, ricorda il presidente della Copagri Tommaso Battista.

In Sardegna contro siccità travaso acque da Tirso al Flumendosa

In Sardegna contro siccità travaso acque da Tirso al FlumendosaRoma, 27 mar. (askanews) – “Un importante risultato ottenuto per i nostri agricoltori, per il territorio e per le comunità locali”. Così Coldiretti Sardegna interviene sulla notizia dell’accensione dell’infrastruttura che sta permettendo, da questa mattina, il travaso dell’acqua dalla diga del Tirso al Flumendosa, che fino a oggi era in grave deficit di capienza.


Una buona notizia che arriva dopo le recenti segnalazioni da parte di Anbi Sardegna, del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale e di Coldiretti Sardegna che avevano denunciato lo sversamento a mare dell’acqua del Tirso, diga che aveva superato il limite di guardia. “Pur permanendo le criticità su una stagione irrigua non facile con le restrizioni in atto anche a causa di un inverno particolarmente difficile sul fronte climatico, questa notizia rappresenta un passo avanti davvero molto importante contro gli sprechi e per il raggiungimento di un obiettivo che dà giovamento a tutto il sistema irriguo del Sud Sardegna – sottolinea Battista Cualbu, presidente Coldiretti Sardegna – lo sversamento a mare non solo rappresenta una perdita grave per il bene primario ma anche una sconfitta per le politiche di settore a causa dello spreco di acqua che continua a viaggiare su livelli che si aggirano al 40%”.