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Agroalimentare siciliano, incontro con focus su latte vaccino

Agroalimentare siciliano, incontro con focus su latte vaccinoRoma, 11 mar. (askanews) – Una giornata per approfondire la conoscenza attorno al latte vaccino, ai suoi derivati, al metodo di lavorazione ed al suo territorio di riferimento. Martedì 12 marzo, a Ragusa da Progetto Natura, andrà in scena il secondo appuntamento del 2024 del ciclo di incontri dedicati ai prodotti DOP, IGP e QS siciliani organizzato e coordinato da DOS Sicilia, ovvero l’associazione di Consorzi per la Promozione e Valorizzazione di produzioni tipiche Agroalimentari Siciliane a Marchio DOP, IGP e QS.


Il latte crudo vaccino e di conseguenza i suoi derivati come latte alimentare, prodotti lattiero-caseari e gelati, è ottenuto dall’applicazione di un rigoroso disciplinare di produzione approvato a livello comunitario. Il metodo di produzione prevede che nella razione giornaliera almeno il 50% della sostanza secca debba essere apportata da foraggi di cui almeno il 50% sia ottenuto da pascoli e/o fieni prodotti nel medesimo territorio dell’allevamento. “Questo educational tour è un importante passaggio di valorizzazione per il nostro Consorzio e per il prodotto stesso. In questa occasione – spiega il presidente del Consorzio Salvatore Cascone – presenteremo agli studenti dell’istituto alberghiero di Ragusa la filiera del Latte Vaccino QS e dei suoi derivati andando concretamente a valorizzare il lavoro che si svolge nelle stalle che hanno condiviso il disciplinare di produzione creando una nuova filiera certificata destinata a garantire un elevato standard qualitativo al consumatore finale”.


Nel secondo semestre dell’anno varrà dato il via a una campagna di promozione dedicata ai prodotti destinati ad entrare nel mercato, sia freschi che freschissimi. La mission di DOS Sicilia è favorire lo sviluppo e il progresso in campo alimentare della Regione Siciliana. Questa attività di promozione è stata realizzata con il contributo concesso dalla Regione Sicilia su PSR 2014-2022 Misura 16.4. In totale gli incontri dedicati alle eccellenze agroalimentari siciliane saranno 17, tutti della durata di un giorno. Dopo il primo incontro dedicato all’Olio Extravergine dei Monti Iblei DOP, successivamente a quello dedicato al Latte Vaccino QS il prossimo educational tour avrà come protagonista la Carota Novella di Ispida IGP il 22 marzo prossimo.

Aree marine protette difendono fauna ittica da ondate di calore

Aree marine protette difendono fauna ittica da ondate di caloreRoma, 11 mar. (askanews) – Le aree marine protette difendono la fauna ittica dalle ondate di calore che si manifestano quando si verifica un innalzamento della temperatura dell’acqua di 4 o 5 gradi per almeno cinque giorni. Un fenomeno che interessa sempre più i mari del nostro pianeta mettendo a rischio la fauna ittica e la sopravvivenza di alcune specie. La notizia arriva da uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Nature Communications coordinato dall’Università di Pisa.


“E’ noto che le aree marine protette, se ben gestite e con opportuna sorveglianza, hanno effetti positivi sulla fauna marina eliminando o riducendo gli effetti diretti della pesca – spiega il professore Lisandro Benedetti-Cecchi del dipartimento di Biologia dell’Ateneo pisano primo autore dell’articolo – per la prima volta grazie a questo studio abbiamo dimostrato che sono anche in grado di mitigare l’impatto delle ondate di calore”. La ricerca ha riguardato 2269 specie di pesci costieri che vivono in 357 siti interni alle aree marine protette e 747 siti esterni. I dati provengono da oltre 70mila osservazioni ottenute su intervalli temporali che vanno da un minimo di 5 a un massimo di 28 anni. Le aree marine protette studiate sono sparse in tutto il globo, nel Mediterraneo soprattutto in prossimità delle coste spagnole, poi in Australia, California e Indopacifico.


“Le proiezioni suggeriscono che i cambiamenti nel clima oceanico, di cui le ondate di calore sono espressione, si acutizzeranno nei prossimi decenni e che gli attuali tassi di riscaldamento supereranno presto il margine di sicurezza termica di molte specie – sottolinea Benedetti-Cecchi – L’allarme è ancora maggiore per il Mar Mediterraneo, che si sta riscaldando a un ritmo allarmante di tre volte quello dell’oceano globale”. A subire le conseguenze delle ondate di calore è la stabilità dell’intero ecosistema e delle popolazioni, con i pesci erbivori che tendono ad aumentare e i carnivori, come squali, barracuda, cernie o dentici, che invece sono più minacciati. Il risultato può essere il collasso dell’intero sistema sino all’estinzione locale di alcune specie.


“Il nostro lavoro – conclude Benedetti Cecchi – vuole enfatizzare l’importanza delle aree marine protette per salvaguardare la fauna marina fornendo supporto alle politiche di conservazione, articolate nelle varie direttive internazionali, come ad esempio la Convention for Biological Diversity, secondo le quali entro il 2030 almeno il 10% della superficie degli oceani dovrebbe essere sottoposta a protezione”.

Accordo Crédit Agricole Italia-Federbio per sviluppo imprese bio

Accordo Crédit Agricole Italia-Federbio per sviluppo imprese bioRoma, 11 mar. (askanews) – Una dichiarazione di intenti per sostenere l’innovazione e la crescita delle imprese agricole biologiche e dei sistemi di filiera agroalimentari, sia in Italia che sui mercati internazionali. Il protocollo d’intesa è stato firmato da Crédit Agricole Italia e FederBio il 9 marzo nel corso della tappa milanese della Festa del BIO, principale evento dedicato al biologico italiano e ha l’obiettivo di incentivare lo sviluppo economico dei territori in una logica di consolidamento del tessuto produttivo locale attraverso la creazione di sinergie tra aziende agricole bio, enti territoriali e sistema bancario.


La collaborazione consentirà di fornire soluzioni semplificate per i processi finanziari attraverso assistenza qualificata così da garantire risposte tempestive ed efficaci alle richieste delle aziende agricole e dei sistemi di filiera. “In questo periodo particolarmente complesso per l’agricoltura siamo certi che la collaborazione con un partner qualificato come Crédit Agricole Italia rappresenti un modo efficace per favorire lo sviluppo della filiera agricola all’insegna della sostenibilità – ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio – L’accesso preferenziale a soluzioni finanziarie innovative costituisce un importante supporto per gli agricoltori nella transizione agroecologica, sostenendoli concretamente nell’ ottimizzazione dei processi e nella gestione dei rischi legati alle attività agricole”.

12 marzo evento Cia su sfide agricoltura con ministro Lollobrigida

12 marzo evento Cia su sfide agricoltura con ministro LollobrigidaRoma, 11 mar. (askanews) – Sarà presente anche il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida alla conferenza organizzativa di Cia-Agricoltori Italiani nella sessione dedicata al confronto tra il presidente nazionale, Cristiano Fini, e lo stesso ministro. L’incontro è fissato per martedì 12 marzo, dalle 11.30 alle 12.30, nella Sala Auditorium Loyola del Centro Congressi, Roma Eventi Fontana di Trevi. L’agricoltura italiana tra emergenze e nuove sfide, sia a livello nazionale che europeo, sarà la tematica al centro del dibattito promosso da Cia.

Dalla ricerca Civ una nuova fragola adatta a climi Mediterranei

Dalla ricerca Civ una nuova fragola adatta a climi MediterraneiRoma, 11 mar. (askanews) – Arriva dalla ricerca tutta italiana del Civ, il Consorzio Italiano Vivaisti si San Giuseppe di Comacchio, una nuova varietà di fragola adatta ai climi mediterranei. L’azienda è specializzata nell’innovazione varietale e nel breeding di fragole e sta mettendo a fuoco il proprio impegno nello sviluppo della varietà SHAYDA CIVL519pbr in Spagna.


Federico Stanzani, direttore commerciale del CIV, spiega che si tratta di una varietà che si distingue per la precoce maturazione e una produzione costante che si estende per tutta la stagione. I frutti, di un rosso brillante e dalla forma conica regolare, presentano una pezzatura omogenea di ottimo calibro. “Inoltre – aggiunge – le sue eccellenti qualità organolettiche, con un sapore aromatico e una shelf life notevole, unite all’uniformità dei frutti, la rendono una scelta ideale per l’export”. Nonostante le avversità meteorologiche, SHAYDA sta mantenendo le promesse di una produzione costante già avviata nella settimana di Natale, che prosegue ininterrottamente fino a fine stagione. Dal punto di vista tecnico, si distingue per il suo portamento semi-eretto e la struttura compatta, che agevolano la raccolta della frutta. Da un punto di vista agronomico, richiede una concimazione minerale più intensa soprattutto all’inizio della stagione vegetativa.


Il programma di breeding del CIV si è orientato verso la selezione di varietà di fragole sempre più resilienti ai patogeni, e SHAYDA mostra una minore suscettibilità alle patologie fogliari e radicali.

Fortunato rieletto alla guida del Consorzio Pachino Igp

Fortunato rieletto alla guida del Consorzio Pachino IgpRoma, 11 mar. (askanews) – Sebastiano Fortunato è stato rieletto Presidente del Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino per il prossimo triennio. Dopo che l’assemblea dei soci, ha eletto i 9 consiglieri previsti da statuto, il nuovo Consiglio di amministrazione ha assegnato le cariche sociali, rinnovando la fiducia al presidente in carica.


Per la categoria Confezionatori il CDA ha riconfermato Massimo Pavan (nominato vice presidente del Consorzio), che sarà consigliere insieme a Giovanni Iuvara. Per la categoria Produttori le new entry sono Angela Fancello, Davide Campisi e Fabiano Parri, mentre sono stati riconfermati Giuseppe Sipione (anche per lui la carica di vicepresidente), Sebastiano Agnello ed Edmondo Pisana. Nominati anche i membri del Collegio Sindacale, che vede riconfermati come Sindaci effettivi Giancarlo Barone e Corrado Catania, oltre al nuovo ingresso Elisa Bordonaro, e come Sindaci supplenti Federica Blancato, oltre al nuovo ingresso Vincenzo Calì. “Il mio impegno – ha detto Fortunato – sarà quello di portare sempre avanti tutte le nostre battaglie, affinché i produttori dell’oro rosso di Sicilia possano ottenere il giusto riconoscimento economico e il nostro pomodoro sia tutelato da tutte quelle frodi alimentari che sono solo una sua lontana imitazione”.


Tra le iniziative da attuare nel prossimo triennio, il processo di internazionalizzazione del Consorzio e l’impegno in termini di sostenibilità e tracciamento dei processi produttivi, nonché l’implementazione dei controlli a tutela del marchio.

Fondazione Crt entra in azionariato Enosis a supporto eccellenze

Fondazione Crt entra in azionariato Enosis a supporto eccellenzeRoma, 7 mar. (askanews) – Fondazione CRT ha deliberato un investimento in Enosis, il centro di ricerca applicata e di consulenza per lo sviluppo di vini di qualità in Piemonte, a conferma del rinnovato supporto alla diffusione delle eccellenze agroalimentari e enogastronomiche del territorio.


Obiettivo è supportare la crescita di una realtà dell’enologia del territorio diventata punto di riferimento a livello internazionale. L’impegno della Fondazione consentirà da un lato di dare continuità al progetto nato nel 2005 dalla competenza dell’enologo Donato Lanati e assicurerà dall’altro la permanenza in Piemonte del centro di ricerca, il cui lavoro negli anni è finito sotto i riflettori di molti investitori anche oltre i confini nazionali. L’ingresso di Fondazione CRT nell’azionariato di Enosis, si spiega in una nota, permetterà un’ulteriore crescita professionale della struttura e del team in modo da garantire la continuità della gestione nel tempo e mantenere l’elevato standard dei servizi e delle prestazioni. Il gruppo nel complesso ha chiuso il 2023 registrando un fatturato intorno a 3,8 milioni di euro e un ebitda di circa 2,4 milioni.


“Il supporto al settore enogastronomico del territorio è uno dei punti cardine della strategia di intervento di Fondazione CRT -spiega Andrea Varese, segretario generale di Fondazione CRT – Si tratta di un settore fondamentale che ha permesso negli anni di far conoscere l’eccellenza del Piemonte nel mondo e siamo convinti che il nostro sostegno a una realtà come quella di Enosis non potrà che portare ulteriori benefici al territorio sia di carattere economico sia sociale”.

Al via ConSenso: progetto in Tanzania per capire effetti clima sul caffè

Al via ConSenso: progetto in Tanzania per capire effetti clima sul caffèMilano, 7 mar. (askanews) – Accademia del caffè espresso, fondata dal produttore di macchine per caffè La Marzocco, Cisco e Pnat lanciano ConSenso, un progetto di sperimentazione scientifica in Tanzania nella regione di Mbeya, nella piantagione di caffè di Utengule coffee farm. Il progetto ha l’obiettivo di scoprire come il cambiamento climatico incide sulle piante di caffè Arabica che vengono coltivate in loco. I ricercatori useranno i dati generati da una serie di sensori alimentati a energia solare, per capire quali azioni intraprendere per migliorare il raccolto, aumentare la sostenibilità e usare nel modo migliore l’acqua necessaria all’irrigazione. Nel lungo termine, i ricercatori pensano di creare delle linee guida che possano aiutare la comunità del caffè ad affrontare le sfide imposte dal riscaldamento globale


La Tanzania è uno dei 20 maggiori produttori di caffè a livello globale e sta già subendo importanti conseguenze del cambiamento climatico. Qui uno dei problemi più rilevanti per le coltivazioni del caffè è dato dalla disponibilità di acqua, dovuta a momenti di siccità prolungati e da una stagione delle piogge sempre più breve. Per comprendere l’impatto del cambiamento delle condizioni metereologiche, il progetto ConSenso utilizza speciali sensori IoT progettati ad hoc da PNAT in collaborazione con Accademia del Caffè Espresso, che saranno posizionati direttamente sulle piante, per monitorare costantemente i parametri interni, come l’idratazione. Parallelamente, sonde ambientali tracceranno parametri come l’umidità o la presenza di agenti patogeni. Un secondo obiettivo del progetto è anche calcolare e visualizzare in tempo reale la capacità di cattura dell’anidride carbonica della piantagione, usando ulteriori sentori che monitoreranno i benefici che gli alberi da ombra e le piante di caffè portano in termini di assorbimento di CO2 e particolati. I dati combinati di tutti i sensori saranno convogliati tramite una connessione locale di tipo radio in tecnologia LoRaWAN (caratterizzata da trasmissione a lunghe distanze e consumi elettrici ridotti) creata da Cisco che raccoglierà e analizzerà localmente i dati; questi saranno poi trasmessi via internet da sistemi Cisco verso il data center di PNAT che si trova a Firenze, per ulteriori analisi.


“Dobbiamo ancora esplorare tanti modi di usare la tecnologia dell’Internet delle Cose. Questo progetto è un esempio fantastico di un caso d’uso che permette di ottenere i dati che oggi possono aiutarci a prendere decisioni migliori per la sostenibilità, catturando informazioni preziose e supportando anche le sperimentazioni più innovative” ha commentato Angelo Fienga, direttore sustainabilty solutions Emea di Cisco. “Grazie al progetto Consenso abbiamo potuto realizzare un intero sistema di monitoraggio da remoto di tutte le principali caratteristiche di crescita e fisiologiche di una piantagione di caffè – commenta il professor Stefano Mancuso, co-fondatore di Pnat – Le soluzioni tecnologiche sviluppate da Pnat per questo progetto, permetteranno di seguire in tempo reale la crescita delle piante coltivate, adattandone le cure ai cambiamenti dell’ambiente”. “In Tanzania, e in particolare nella regione di Mbeya, negli ultimi 15 anni l’acqua è diventata una risorsa sempre più critica per la coltivazione del caffè. Qui il cambiamento climatico ha abbreviato la stagione delle piogge e questo ha reso necessaria la realizzazione di impianti di pompaggio e irrigazione che estraggono acqua dai fiumi vicini – ha aggiunto Massimo Battaglia, coffee research leader di Accademia del Caffè espresso – Questo è un progetto unico che ci rende molto orgogliosi perché permette di adattare le pratiche agricole alle nuove e vere necessità delle piante. D’ora in poi saranno le piante a suggerirci come affrontare le nuove sfide climatiche ed ambientali”.

Caffè Borbone chiude 2023 con ricavi oltre 300 mln (+14,3%)

Caffè Borbone chiude 2023 con ricavi oltre 300 mln (+14,3%)Milano, 7 mar. (askanews) – Caffè Borbone ha chiuso il 2023 con ricavi a 300,4 milioni di euro, in crescita del 14,3% rispetto all’esercizio precedente. Questo risultato, spiega l’azienda, dal 2018 parte del gruppo Italmobiliare, che detiene il 60% del capitale, “è frutto dell’ampliamento e del rafforzamento dei canali di distribuzione, del lancio sul mercato di nuovi prodotti, miscele e packaging e degli innovativi format di comunicazione ideati per consolidare ulteriormente l’immagine del brand”.


Nella grande distribuzione organizzata Caffè Borbone ha messo a segno una crescita del 28% rispetto al 2022, un incremento superiore rispetto alla media del mercato (+12%, fonte Nielsen). Il canale digitale, che comprende e-commerce diretto caffeborbone.com, Amazon e portali specializzati, ha registrato dal canto suo un aumento del 32%. Prosegue anche lo sviluppo del mercato estero, che ha registrato un incremento del 59%, con una buona partenza della gestione diretta del mercato Usa dopo la costituzione della newco Caffè Borbone America Corp. “Gli ottimi risultati sono il frutto di diversi fattori. In primis, il rafforzamento della nostra rete commerciale, che ci ha permesso di essere presenti capillarmente in tutta Italia e in diversi canali di distribuzione. Inoltre, l’impegno in R&S ci ha consentito di ampliare la gamma prodotti, per soddisfare palati eterogenei e sempre più esigenti – ha dichiarato Marco Schiavon, amministratore delegato di Caffè Borbone – Nel 2024 puntiamo a dare continuità al nostro percorso di crescita, sviluppando ulteriormente tutti i canali di vendita e l’estero”.


Nel corso del 2023 l’azienda ha dato ulteriore impulso a un percorso di sviluppo avviato ormai da alcuni anni, che prevede anche l’ampliamento e la diversificazione del portfolio prodotti per intercettare nuovi target e soddisfare tutte le esigenze di consumo, sia in termini di preferenze organolettiche che di compatibilità con diversi sistemi di erogazione.

Coldiretti: 200mila donne in campagna, una azienda su 4 è rosa

Coldiretti: 200mila donne in campagna, una azienda su 4 è rosaRoma, 7 mar. (askanews) – Sono quasi duecentomila le donne italiane che hanno scelto campi e trattore. È quanto emerge da una analisi di Donne Coldiretti su dati del Registro delle Imprese divulgata in occasione della festa dell’8 marzo. Il risultato è che oltre un’azienda agricola italiana su quattro (28%) è oggi guidata da donne con una presenza che sta rivoluzionando il lavoro nei campi, dove sono capaci di spaziare dall’allevamento alla coltivazione, dal florovivaismo all’agriturismo, dalla trasformazione dei prodotti alla vendita diretta.


Ma il vero motore delle nuove contadine sono anche le attività sociali come le fattorie didattiche e gli agriasilo, ma anche l’importante impegno per l’inserimento nel mondo del lavoro delle donne meno fortunate, vittime di violenze e soprusi. Le Under 35 puntano sull’innovazione. Da segnalare anche la “quota giovane”, sottolinea Coldiretti, con circa 13mila aziende femminili guidate da ragazze under 35 che hanno puntato soprattutto sull’uso quotidiano della tecnologia. Le donne contadine, continua Coldiretti, sono presenti in tutto il territorio italiano e la regione con il maggior numero di imprese femminili in assoluto è la Sicilia con più di 24mila imprese di donne, ma sul podio salgono anche Puglia e Campania, che vantano rispettivamente più di 23mila e quasi 20mila aziende rosa. Seguono Piemonte e Toscana.


Secondo l’indagine condotta da Donne Coldiretti le imprenditrici agricole sono giovani e con un’alta professionalità, tanto che una su quattro (25%) è laureata, peraltro sempre più spesso non in indirizzo agrario.