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Al via fusione Sammontana-Forno d’Asolo: polo dolciario da 1 miliardo

Al via fusione Sammontana-Forno d’Asolo: polo dolciario da 1 miliardoMilano, 5 feb. (askanews) – Nasce un polo industriale nel settore dolciario-alimentare da un miliardo di euro per la produzione di prodotti surgelati di pasticceria, dessert e gelato. La famiglia Bagnoli, da tre generazioni alla guida di Sammontana, Investindustrial, attraverso la società di investimento Frozen Investments, e il senior management hanno ufficializzato questa mattina la partnership che vede l’unione tra Sammontana e FdA group, il gruppo Bindi-Forno d’Asolo.


La società di investimento BC Partners, che ha investito nel gruppo FdA nel 2018, ha infatti raggiunto un accordo per la vendita di Forno d’Asolo al consorzio formato da Investindustrial e dalla famiglia Bagnoli. La famiglia Bagnoli, Investindustrial e il senior management deterranno il 100% del nuovo gruppo, si legge in una nota che conferma le indiscrezioni di stampa emerse negli ultimi mesi, con il controllo operativo che resta nelle mani della famiglia e Investindustrial che guiderà l’espansione internazionale. Leonardo Bagnoli, Ceo di Sammontana, sarà nominato presidente, mentre Alessandro Angelon, Ceo di Forno d’Asolo, diventerà Ceo del nuovo gruppo. Marco Bagnoli diventerà presidente di Sammontana. “La partnership combina l’esperienza della famiglia Bagnoli nel settore del gelato e della pasticceria surgelata con il potenziale di crescita di Forno d’Asolo – spiega la nota – e la capacità di Investindustrial di globalizzare con successo aziende manifatturiere italiane di alta qualità. Questa partnership unisce due aziende complementari che prestano la massima attenzione alla qualità, simboli dell’eccellenza italiana e con capacità manifatturiere di primo livello, al fine di creare un gruppo internazionale globale di prodotti surgelati di pasticceria, dessert e gelato attraverso un processo di buy and build e un’ulteriore espansione geografica”.


Il gruppo risultante dall’unione di Sammontana e Forno d’Asolo avrà un fatturato di quasi un miliardo di euro con stabilimenti produttivi in Italia, negli Stati Uniti e in Francia, e oltre 2.500 dipendenti. La nuova entità opererà attraverso molteplici canali, essendo partner di rilievo per i principali bar, ristoranti, hotel, rivenditori alimentari e aziende di catering per i prodotti surgelati di pasticceria, dessert e gelato. Con sede a Empoli, in Toscana, e fondata nel 1946, Sammontana è un centro per l’industria della pasticceria surgelata e del gelato in Italia. Il suo portafoglio prodotti include marchi iconici – come il gelato Sammontana e la pasticceria surgelata Tre Marie – che vengono principalmente venduti a hotel, ristoranti, bar, società di catering, supermercati e gelaterie. Fondata nel 1985 e con sede a Maser, Treviso, Forno d’Asolo è un produttore e distributore di prodotti surgelati di alta qualità, tra cui pasticceria dolciaria e salata da forno. L’azienda vende i suoi prodotti, tra cui i noti marchi Forno d’Asolo e Bindi, principalmente a bar, ristoranti, hotel e società di catering, con oltre 70.000 clienti in 40 paesi in tutto il mondo.

Nutella compie 60 anni, Giovanni Ferrero: impegno a innovare brand globale

Nutella compie 60 anni, Giovanni Ferrero: impegno a innovare brand globaleMilano, 5 feb. (askanews) – La Nutella compie 60 anni. Nel 1964, grazie all’intuito e alla maestria di Michele Ferrero, l’azienda di Alba mise sul mercato la crema spalmabile conosciuta oggi in tutto il mondo, diventata negli anni anche un fenomeno sociale. Come è stato per il World Nutella day, l’iniziativa lanciata nel 2007 dalla blogger italo-americana, Sara Rosso, che per prima decise di dedicarle una giornata – il 5 febbraio – in cui festeggiare, via social, la crema alle nocciola.


Quest’anno, però, la giornata mondiale della Nutella assume un significato diverso, dal momento che apre i festeggiamenti per i sessant’anni, un anniversario vissuto con lo spirito che è proprio dell’azienda di Alba. “In occasione del World Nutella day, celebriamo un marchio globale guidato da uno spirito innovativo e sessant’anni di storia. Grazie al gusto unico di Nutella, negli ultimi anni abbiamo creato una gamma di nuovi prodotti, come Nutella B-ready, Nutella Biscuits, Nutella Muffin e Nutella Croissant – commenta Giovanni Ferrero, presidente esecutivo del gruppo Ferrero – Guardando al futuro, continueremo a impegnarci per innovare, valorizzando questa eredità e trovando modi sempre nuovi per offrire ai fan tutta la positività di Nutella. Da sessant’anni, infatti, diffondiamo sorrisi in tutto il mondo e, attraverso la passione, la creatività e l’innovazione, Nutella continuerà a far sorridere i consumatori negli anni a venire”. Dalle sue origini, nel 1964, ad Alba, in provincia di Cuneo, Nutella si è evoluta grazie allo spirito di innovazione e all’imprenditorialità dell’azienda di Alba che dal 2005 ha lanciato sul mercato diversi prodotti con la crema alla nocciola. Non solo, a Chicago, nel 2017, è stato lanciato il primo Nutella Café, diventato meta per i fan della crema alle nocciole e cacao.


Quest’anno, dopo il World Nutella day, il marchio inizierà le celebrazioni per il suo 60esimo compleanno con la campagna Give a Nutella smile e lancerà anche una serie di nuovi vasetti in edizione limitata, ognuno dei quali sarà caratterizzato da una dedica. La crema sarà inoltre protagonista di una campagna multicanale, che include un nuovo spot televisivo e un’attivazione digitale, attraverso cui i consumatori potranno configurare il proprio barattolo virtuale, personalizzandolo con una dedica, e condividerlo con una persona cara.

Von der Leyen: agricoltori possono contare sul sostegno europeo

Von der Leyen: agricoltori possono contare sul sostegno europeoRoma, 1 feb. (askanews) – “Gli agricoltori possono contare sul sostegno europeo” perché “svolgono un ruolo essenziale nell’economia e nella società europea. Il loro lavoro contribuisce notevolmente alla nostra sicurezza alimentare e anche al nostro modo di vivere. E sono attori chiave nel garantire l’uso sostenibile delle risorse naturali”. Lo ha annunciato la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, durante la conferenza stampa al termine del vertice straordinario sul bilancio Ue e sugli aiuti all’Ucraina.

Proprio oggi, in concomitanza con il vertice, gli agricoltori europei sono scesi in piazza per manifestare il proprio scontento e il proprio disaccordo sulla Pac e sul Green Deal e chiedere una maggiore redditività per il settore, duramente provato da inflazione, aumento del costi energetici, di produzione e delle materie prime e cambiamenti climatici. “Gli agricoltori europei sono dinamici – ha detto la presidente della Commissione europea – Nel 2022, la produttività è migliorata del 13%, grazie ai loro sforzi. Contribuiscono inoltre positivamente al nostro commercio estero. Anche lo scorso anno le esportazioni agroalimentari sono aumentate del 5%. Penso quindi che sia giusto affermare che i nostri agricoltori hanno dimostrato una notevole resilienza di fronte alle recenti crisi”.

Von der Leyen ha però riconosciuto che, nonostante la resilienza naturale del settore, “rimangono molte sfide. Ad esempio, le tensioni sui prezzi agroalimentari o un mercato globale molto competitivo che porta all’incertezza e, naturalmente, la necessità di rimanere competitivi pur lavorando secondo standard elevati e tutelando l’ambiente: uno sforzo molto complesso”. “Gli agricoltori possono contare sul sostegno europeo – ha garantito – Il bilancio della politica agricola comune stanzia quasi 390 miliardi di euro, ovvero quasi un terzo del bilancio europeo, per l’agricoltura. Solo nel 2023, l’Europa ha fornito assistenza eccezionale per oltre 500 milioni di euro agli agricoltori più colpiti dalle crisi. Sappiamo che questo sostegno è fondamentale e sappiamo che gli agricoltori ne stanno facendo buon uso. Ma parallelamente – ha ricordato Von der Leyen – la Commissione sta ora lavorando a stretto contatto con gli Stati membri per affrontare le sfide immediate. Questa settimana, ad esempio, abbiamo proposto agli agricoltori una maggiore flessibilità riguardo al cosiddetto utilizzo dei terreni incolti. E abbiamo proposto misure di salvaguardia sulle importazioni di pollame, uova e zucchero dall’Ucraina per evitare un aumento significativo delle importazioni”.

Von der Leyen: a medio-lungo termine dialogo per riforma Pac

Von der Leyen: a medio-lungo termine dialogo per riforma PacRoma, 1 feb. (askanews) – Il “dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura nell’Unione europea” con tutte le diverse parti interessate, “ovviamente i rappresentanti degli agricoltori, i giovani agricoltori, ma anche i trasformatori alimentari, coloro che lavorano nelle ONG ambientali, Greenpeace e altre parti interessate dell’intero settore agricolo” porterà “anche risposte nel medio e lungo termine, che alimenteranno il programma della prossima Commissione, e sicuramente influenzeranno i prossimi negoziati sulla PAC”. Lo ha annunciato la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, durante la conferenza stampa al termine del vertice straordinario sul bilancio Ue e sugli aiuti all’Ucraina.

Von der Leyen ha ricordato di avere avviato questo “dialogo strategico” la scorsa settimana” e ha spiegato che l’obiettivo è che, “insieme sviluppiamo un’idea, una visione e una tabella di marcia su come raggiungere i nostri obiettivi comuni. È stato molto rassicurante sentire che tutti sostengono l’obiettivo comune di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Ma come arrivarci, questo deve essere sviluppato con gli agricoltori e con le loro conoscenze, perché hanno molte idee interessanti su come andare avanti”, ha concluso.

Von der Leyen: in Agrifish proposta ridurre oneri amministrativi

Von der Leyen: in Agrifish proposta ridurre oneri amministrativiRoma, 1 feb. (askanews) – “Lavoreremo con la Presidenza belga su una proposta che poi presenteremo pronta in tempo prima del prossimo Consiglio Agricoltura (Agrifish, ndr.) per lavorare sulla riduzione di questi oneri amministrativi”. Lo ha annunciato la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, durante la conferenza stampa al termine del vertice straordinario sul bilancio Ue e sugli aiuti all’Ucraina.

Von der Leyen ha sottolineato che l’Europa deve “difendere gli interessi legittimi degli agricoltori nei nostri negoziati commerciali, in particolare nel garantire condizioni di parità in termini di norme quando si stipulano accordi commerciali. E sono molto sensibile al messaggio secondo cui gli agricoltori sono preoccupati dagli oneri amministrativi. Si tratta di un argomento generale, sapete che mi sta a cuore, ridurre questi oneri amministrativi”. Proprio oggi Bruxelles è stato teatro di una grande manifestazione degli agricoltori europei contro la Pac e il Green Deal.

A Fieragricola imprenditori e buyer puntano sull’innovazione

A Fieragricola imprenditori e buyer puntano sull’innovazioneRoma, 1 feb. (askanews) – La produzione di energia rinnovabile, l’automazione in zootecnia, le soluzioni digitali e le colture specializzate come vigneto e frutteto: è questa la direzione in cui si stanno orientando gli imprenditori agricoli e i buyer arrivati dall’estero alla 116esima Fieragricola di Verona, in programma fino a sabato 3 febbraio.

In tutto sono 28 le delegazioni di operatori provenienti da diversi Paesi del mondo (Albania, Algeria, Armenia, Azerbaijan, Cile, Costa Rica, Croazia, Danimarca, Egitto, Etiopia, Georgia, Ghana, Guatemala, Kazakhstan, Kenya, Macedonia del Nord, Mozambico, Pakistan, Polonia, Rep. Ceca, Senegal, Serbia, Slovacchia, Spagna, Tunisia, Turchia, Ungheria e Uzbekistan), presenti a Fieragricola, grazie all’attività dei delegati esteri di Veronafiere e di ICE-Agenzia. Dagli incontri B2B negli 11 padiglioni del quartiere fieristico emerge la ricerca di innovazione che arriva a livello mondiale dal settore primario. “Siamo qui in cerca di tecnologia per l’agricoltura e, in particolare, per la gestione sostenibile delle foreste – spiega Francisco José Gonzalez, produttore di caffè del Costa Rica e presidente di Fecagro, la Federazione delle Camera Agropecuarie del Caribe e del Centro America – Abbiamo una collaborazione molto stretta con l’Unione europea, attraverso il Patto Verde, e per noi l’Ue rappresenta il secondo partner commerciale a livello mondiale dopo gli Stati Uniti. Esportiamo nell’ambito agroalimentare banane, caffè, frutta, zucchero e dall’Ue importiamo tecnologia”.

Lollobrigida: protesta nostri agricoltori non contro Governo ma Ue

Lollobrigida: protesta nostri agricoltori non contro Governo ma UeRoma, 1 feb. (askanews) – Ieri a Fieragricola “c’è stata occasione di confrontarsi con un presidio come facciamo in ogni luogo dove ci sono tanti agricoltori. L’Italia è un po’ diversa dalle altre nazioni. Le associazioni agricole non hanno motivi di manifestare contro il governo, nonostante alcuni giornalisti le incitano a farlo, perché non è il governo che causa quello che abbiamo patito negli ultimi anni e quindi protestano in Europa”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, rispondendo al question time al Senato a una interrogazione sulle misure di sostegno al comparto agricolo rispetto agli attuali fattori di crisi, anche in rapporto alle proteste degli agricoltori che da settimane vanno in scena anche in Italia.

Il ministro ha poi ripercorso gli ultimi anni di decisioni dell’Unione Europea “avallate però dai governi italiani fino adesso. E’ successo – ha detto – che la politica agricola comune è diventata all’inizio un modo per indurre a non coltivare ben pagati. Poi però i pagamenti sono diventati sempre di meno, fino a non garantire più il reddito, a fronte di costi di produzione che si sono elevati. Nel 2021-2022: costi di produzione +22%, +15% aumento del valore. Significa che il 7% ricade sull’anello debole, sui nostri agricoltori”. Poi c’è stata la clava “della sostenibilità ambientale, perché coltivare meno significa mantenere l’ambiente più pulito. No – ha detto Lollobrigida – sono gli agricoltori i primi ambientalisti. Questa è la verità che dobbiamo riportare alla luce. Se tu diminuisci le tue produzioni e resta invariato il consumo di quegli alimenti, vai a comprare quelle merci nei paesi terzi dove non difendono i diritti dei lavoratori, dell’ambiente e il mondo non ha confini per l’acqua e l’aria”.

“I nostri agricoltori, e questo ha dato fastidio a tanti, sono uomini e donne libere – ha concluso il ministro – che vivono di lavoro e terra, vogliono fare quello e devono essere messi in condizione di farlo. Non chiedono né sussidi né reddito di cittadinanza e noi siamo con loro”.

Lollobrigida: in 16 mesi impossibile recuperare debolezza settore

Lollobrigida: in 16 mesi impossibile recuperare debolezza settoreRoma, 1 feb. (askanews) – “Quello che non potevamo fare in 16 mesi era recuperare totalmente la debolezza in cui questo settore versa per le politiche ideologiche fallimentari messe in campo dall’Unione Europea, che voi tanto difendete nell’attuale composizione e che ha erogato sussidi sempre più bassi per non coltivare all’assurdo, che impone regole inattuabili per le imprese se non con una perdita di produzione tale da non garantire loro la sopravvivenza, costringendo peraltro a comprare da paesi terzi che non rispettano i diritti dei lavoratori dell’ambiente e che evidentemente ci fanno anche concorrenza sleale”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, rispondendo al question time al Senato a una interrogazione sull’aumento dell’imposizione per il settore agricole.

Lollobrigida ha poi ribadito come, durante l’attuale legislatura, vi sia stato “un aumento di fondi in agricoltura mai registrato negli ultimi trent’anni. In 16 mesi di Governo abbiamo dato centralità al settore agricolo in Italia, abbiamo compiuto scelte che hanno come obiettivo la tutela del reddito e la crescita dei nostri agricoltori pescatori. Ci saranno più di 10 miliardi – ha ricordato – per la ripresa degli investimenti, la transizione energetica e la promozione del made in Italy e dell’agroalimentare nel mondo, quello a cui servono anche quelle campagne promozionali che ci vedranno protagonisti su tanti giornali”.

Lollobrigida: sistema assicurativo agricolo va riformato

Lollobrigida: sistema assicurativo agricolo va riformatoRoma, 1 feb. (askanews) – Nella legge di bilancio “non è stata introdotta alcuna assicurazione obbligatoria a carico delle imprese agricole, anzi, al contrario, abbiamo dovuto sanare un buco di 200 milioni, riuscendo a garantire con fondi ministeriali il mantenimento, in linea con gli anni precedenti, del contributo agli agricoltori per la stipulazione delle assicurazioni agricole”. E’ quanto ha precisato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, rispondendo a una interrogazione durante il question time al Senato.

Lollobrigida ha quindi ribadito che il sistema assicurativo italiano, “così come l’avete tenuto in piedi negli anni di governo, è un sistema sbagliato, non ha raggiunto nessuno degli obiettivi che si era posto”, e il Governo ha deciso di mettervi mano, “tant’è vero – ha proseguito – che con le Regioni e con le associazioni agricole lo stiamo riformando. Abbiamo intenzione di utilizzare anche un criterio che metta in condizione gli agricoltori di attivare davvero le difese attive e sottoscrivere contratti di assicurazione, perché il 7% di assicurati sul territorio nazionale è davvero un risultato fallimentare”.

Lollobrigida: immotivata esenzione Irpef per redditi agricoli

Lollobrigida: immotivata esenzione Irpef per redditi agricoliRoma, 1 feb. (askanews) – “Il nostro Governo difende i produttori, difende gli agricoltori, sta dalla loro parte. Un governo è costretto a scegliere come utilizzare le risorse disponibili e quindi sull’esenzione Irpef guardiamo i dati”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, rispondendo al question time in merito alla decisione del Governo di non prorogare le agevolazioni Irpef per i redditi agricoli.

“È un provvedimento che per il 60% interviene in modo orizzontale sugli agricoltori – ha spiegato il ministro – Quelli che fatturano entro i 50.000 euro ne beneficiano mediamente per 60 euro al mese, l’altro 40%, cioè quelli che hanno un reddito superiore ai 50.000 euro e fino a diversi milioni, non la pagavano come gli altri. E non si capisce che differenza ci fosse con altri lavoratori italiani che producono, hanno la possibilità di sostenersi, ma pagano l’Irpef”.