Hyle capital investe in Berberè: 20 nuove prizzerie in 4 anniMilano, 25 lug. (askanews) – Hyle capital partners, sgr che investe nel capitale di piccole e medie imprese italiane, investe in Berberè, catena di pizzerie italiana, e lanciano un piano di crescita per i prossimi quattro anni.
I fratelli Aloe, fondatori della catena, assieme ad Hyle hanno rilevato la quota del 23,5% detenuta da MiScusi da maggio del 2022 in Berberè e pianificano cinque nuove aperture all’anno in Italia e Europa nel prossimo quadriennio. Ai 17 locali che il brand gestisce in sei città italiane (Milano, Bologna, Torino, Firenze, Roma, Verona) e a Londra, si aggiungeranno circa 20 nuove aperture. Si inizia con l’espansione del brand nella sua regione di nascita, l’Emilia Romagna, con le aperture di Modena e Rimini, previste per l’autunno.
Berberè è il quarto investimento del fondo “Finance for food one”, con cui Hyle punta sul made in Italy all’interno del macro settore del food. Hyle ha scelto di dare fiducia, attraverso un’importante iniezione di capitale, ai valori e al modello imprenditoriale dei fratelli Aloe, che rimarranno alla guida del brand con una quota di maggioranza, si legge in una nota. Archiviato il biennio 2020 e 2021, condizionato dai lockdown, Berberè registra oggi tassi di crescita a doppia cifra e, partendo dai 20 milioni di euro attesi per il 2023, ha come obiettivo il raggiungimento di un fatturato di almeno 50 milioni di euro in tre anni.
Oggi le 17 pizzerie della catena sono gestite tutte in forma diretta, con un management ad alta percentuale femminile.
Rinnovo ccnl alimentare, Assica-Unaitalia: riconoscere specificità settoriMilano, 25 lug. (askanews) – L’associazione industriali delle carni e dei salumi (Assica) e quella delle imprese avicole (Unaitalia) in occasione dell’avvio delle trattative sindacali per il contratto nazionale dell’industria alimentare hanno sottolineato “l’importanza delle buone relazioni industriali nell’ottica di addivenire a soluzioni condivise e utili sia per le aziende che per i lavoratori”.
Anica e Unaitalia, che hanno partecipato all’incontro con Fai, Flai e Uila per la costituzione di uno specifico coordinamento in materia sindacale, hanno tuttavia voluto rimarcare che “i due settori stiano affrontando una situazione economica particolarmente difficile: le specificità dei comparti suinicolo e avicolo, come noto, contraddistinti da esigenze organizzative peculiari legate alle tipologie di lavorazione, dovranno essere riconosciute in un apposito protocollo”, si legge in una nota. “Abbiamo apprezzato il clima costruttivo – hanno affermato i direttori di Assica Davide Calderone e di Unaitalia Lara Sanfrancesco – e siamo certi che le nostre istanze verranno considerate con la dovuta attenzione”.
Coldiretti: 500mila persone al lavoro nei campi, bene protocollo caldoMilano, 25 lug. (askanews) – “E’ apprezzabile l’impegno ad affrontare tempestivamente la necessità di garantire condizioni di lavoro compatibili con le alte temperature”. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al tavolo convocato dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone sull’emergenza caldo, nel corso del quale la ministra ha annunciato una norma ad hoc anche per l’utilizzo ad ore della Cisoa, la cigo per gli operai agricoli a tempo indeterminato e anche la deroga al contatore dei 90 giorni annui massimo di utilizzo.
Per le operazioni agronomiche in campagna in questo periodo si stiamo siano occupate quasi mezzo milione di persone dalla raccolta della frutta a quella della verdura mentre c’è la vendemmia alle porte. La Cisoa, secondo la Coldiretti, non è comunque lo strumento che risolve il problema perché non è sempre possibile fermare la produzione nelle campagne dove occorre garantire le forniture alimentari, salvare i raccolti di prodotti deperibili e tutelare la salute dei lavoratori. Per garantire la sicurezza dei lavoratori, secondo la Coldiretti, vanno sostenuti gli accordi tra le parti sociali per adottare strategie ad-hoc, dall’utilizzo dei dispositivi di protezione allo stop alla raccolta nelle ore più calde fino al lavoro notturno. Una esperienza adottata in molte realtà come Verona dove allo scopo di contenere il rischio del colpo di calore il datore di lavoro potrà prevedere, in deroga al contratto collettivo, una diversa distribuzione dell’orario di lavoro giornaliero anticipando (prima delle 6) e posticipando (dopo le 22) l’inizio e il termine della prestazione lavorativa considerando l’intero orario come ordinario.
Al via trattativa sindacale per rinnovo contratto industria alimentareMilano, 25 lug. (askanews) – Si è aperta a Roma la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dell’industria alimentare, in scadenza il 30 novembre. A darne notizia sono i sindacati di categoria, che hanno espresso soddisfazione per una prima giornata di confronto generale con le parti datoriali nella quale sono state già concordate tre date per i prossimi incontri tecnici di approfondimento: 18 settembre, 25 settembre e 3 ottobre.
Nel presentare la piattaforma unitaria, i segretari generali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, Onofrio Rota, Giovanni Mininni e Stefano Mantegazza hanno messo in evidenza la crescita del settore in termini di export, fatturato, produttività e occupazione: “Nonostante le difficoltà derivanti dal contesto internazionale, il settore ha dimostrato di essere in salute, con doti anticicliche e ulteriori potenzialità di crescita – affermano i sindacati – il nuovo contratto nazionale sarà fondamentale per dare risposte adeguate alle lavoratrici e ai lavoratori, sia sul piano economico che normativo, con l’obiettivo di governare i cambiamenti in corso, soprattutto in termini di transizione ecologica e digitale, consolidando e innovando l’organizzazione del lavoro in chiave sempre più partecipativa e condivisa”. Ai lavori hanno partecipato in presenza tutte le associazioni di imprese dei diversi comparti che avevano sottoscritto l’ultimo rinnovo del 2020: Ancit, Anicav, Assica, Assitol, Assobibe, Assobirra, Assolatte, Federvini, Mineracqua, Unaitalia, Unione Italiana Food.
Assenti, invece, le tre associazioni non firmatarie, Assalzoo, Assocarni e Italmopa. “Non lasceremo mai soli i lavoratori e le lavoratrici delle imprese aderenti a queste associazioni – hanno dichiarato Rota, Mininni e Mantegazza – per cui confermiamo il blocco degli straordinari e delle flessibilità in corso nei siti produttivi interessati, dove non si applica il contratto nazionale di settore, e annunciamo che saranno intraprese nuove azioni di lotta per scongiurare che nel comparto esistano lavoratori di serie A e altri di serie B”.
Illycaffè: nel primo semestre ricavi +5% trainati da Usa (+16%)Milano, 25 lug. (askanews) – Illycaffè ha chiuso il primo semestre con ricavi consolidati in crescita del 5% rispetto al 2022. Risultato “particolarmente positivo” negli Stati Uniti dove l’incremento è stato del 16%, con tutti i principali canali distributivi in crescita, nonostante l’impatto del cambio sfavorevole. E’ quanto riporta nella nota l’azienda triestina del caffè, dopo l’approvazione da parte del cda del resoconto intermedio di gestione relativo al primo semestre del 2023.
In particolare negli Stati Uniti, identificati nel Piano strategico come mercato prioritario per la crescita, il canale dell’horeca ha registrato in incremento del 27% sostenuto da un tasso di acquisizione di nuovi clienti a doppia cifra e da un trend di costante incremento dei consumi medi per cliente. Il canale degli e-tailers ha registrato una crescita del 20% principalmente trainata da Amazon. La redditività del gruppo è risultata in aumento del 21% rispetto all’anno precedente, grazie ad una crescita organica in tutti i principali mercati e a una maggiore efficienza operativa.
“Siamo soddisfatti dei risultati del primo semestre 2023. La crescita in tutti i principali mercati, in particolare negli Stati Uniti e nei Paesi chiave della zona Euro, dimostra l’efficacia delle strategie declinate nel piano industriale – ha commentato Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè – a livello di canale, si registra una forte spinta dell’out-of-home (+16%), confermando la nostra posizione di leadership nel segmento super-premium”.
Illycaffè: accordo di distribuzione in Cina con Hangzhou Onechance TechMilano, 25 lug. (askanews) – Illycaffè ha stretto un accordo di distribuzione triennale in Cina con il gruppo locale Hangzhou Onechance Tech (Chancemate), fornitore di servizi di e-commerce fondato nel 2012 proprio ad Hangzhou. L’obiettivo è quello di accelerare lo sviluppo dei canali domestici, in particolare attraverso l’on-line, in un Paese che recentemente ad askanews l’ad Cristina Scocchia, aveva definito “ancora vergine per noi” dove “la stragrande maggioranza di cinesi beve il tè”.
“Abbiamo deciso di accelerare in Cina e sono felice di annunciare che abbiamo appena finalizzato un accordo di distribuzione esclusiva per tre anni con il gruppo Hangzhou Onechance Tech (Chancemate), quotato sulla borsa di Shenzen con una capitalizzazione di oltre 800 milioni di euro – spiega l’ad – Grazie a questa partnership rafforzeremo la nostra presenza nei canali home, in particolare nell’on-line, con l’obiettivo di triplicare il nostro business nell’arco di piano” che si chiude al 2026. Illycaffè, è già presente con una filiale in Cina che “per noi è la più grande opportunità inesplorata nel senso che mentre la Cina è per tantissimi comparti il mercato principale, per il caffè non è così perchè la stragrande maggioranza di cinesi beve il tè quindi è un mercato tutto da conquistare e da far crescere – aveva sottolineato Scocchia nell’intervista con askanews – Noi abbiamo messo un primo piede nella porta con una filiale: siamo cresciuti bene l’anno scorso e stiamo crescendo anche quest’anno seppur con più difficoltà quest’anno perchè l’economia cinese si sta riprendendo con più difficoltà, però quest’anno abbiamo deciso di investire su un potenziamento”.
Maria Bianca Farina nuovo presidente Consorzi agrari d’ItaliaMilano, 24 lug. (askanews) – L’assemblea di Consorzi agrari d’Italia ha deliberato la nomina del nuovo consiglio di amministrazione e di Maria Bianca Farina nella carica di presidente. Confermati Gianluca Lelli e Federico Vecchioni rispettivamente amministratore delegato e consigliere delegato.
Farina dal 2017, è stata presidente di Poste Italiane. Nel luglio dello stesso anno diventa membro del cda dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Presidente dell’Ania dal 2015, nel 2022 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica il titolo di “Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica”. Sentiti ringraziamenti sono andati al presidente uscente, Giuseppina Ivone, da tutto il board per l’attività profusa nello svolgimento del suo incarico, supportata dalla sua esperienza e professionalità.
L’assemblea ha, inoltre, nominato consiglieri Simone Simonazzi , Valentina Borghi, Bruno Tuccio, Mauro Pacifici, Andrea Ferrini, Giuseppe Scorrano, Carlo Salvan,, Alberto De Togni, Beniamino Valter Giacomelli, Fiorella Lenzi, Luigi Scordamaglia, Rossella Locatelli, Guido Bottaccini, Giuseppe Andreano, Alessandro Albano e Alberto Antolini.
Credem, compie 70 anni magazzino stagionatura Parmigiano ReggianoRoma, 24 lug. (askanews) – Circa 500.000 forme di Parmigiano Reggiano conservate all’interno di magazzini innovativi ed assistiti da sofisticati sistemi di stagionatura per un valore pari a 220 milioni di euro (circa il 7% dell’intero mercato), complessivamente 280 milioni di euro di prestiti assistiti da pegno sulle forme nel 2022 erogati dal Gruppo Credem (rispettivamente 110 milioni di euro di finanziamenti ai produttori di formaggio che depositano le forme nei magazzini della società e 170 milioni di euro di finanziamenti ai produttori che depositano le forme di formaggio presso terzi, per le quali la società svolge una perizia di stima, determinando il valore cauzionale del formaggio), 33 dipendenti, una consolidata attività sul territorio anche attraverso un lavoro di valutazione peritale del formaggio a supporto di circa 170 aziende della filiera lattiero-casearia. Queste sono le principali caratteristiche dei Magazzini Generali delle Tagliate (MGT), società controllata dal Gruppo Credem, attivi dal 1953 sul territorio emiliano, di cui quest’anno ricorre il 70esimo anniversario.
Nel dettaglio – informa Credem in una nota – negli anni ’70 viene attivato lo stabilimento di Montecavolo (RE) e, negli anni ’90, il Gruppo Credem decide di continuare ad investire su questo business, acquisendo il magazzino di Castelfranco (MO). Nel corso di questi 70 anni di attività, la società è diventata leader nazionale nel settore della stagionatura del Parmigiano Reggiano ed oggi rappresenta il più importante magazzino generale di emanazione bancaria nel settore dei formaggi a pasta dura per posti forma. Tale ruolo ricoperto da MGT, consente al Gruppo di operare nella filiera del Parmigiano Reggiano con oltre 600 clienti, tra caseifici e produttori di latte, e con un monte fidi complessivo di oltre 400 milioni di euro, comprendendo i vari tipi di finanziamento, da quello bancario, al factoring ed al leasing. “Siamo orgogliosi di contribuire da 70 anni allo sviluppo economico del territorio, valorizzando le eccellenze reggiane ed emiliane e sostenendo le aziende clienti del Gruppo Credem, in totale sinergia con le reti commerciali del Gruppo. L’obiettivo è continuare a garantire anche nei prossimi anni qualità, crescita e tradizione, promuovendo al contempo l’innovazione e la sostenibilità”, ha dichiarato Roberto Frignani, amministratore delegato Magazzini Generali delle Tagliate (Gruppo Credem).
“Con l’aumento dei tassi di interesse abbiamo registrato un forte aumento nella richiesta di fedi di deposito, passando dai 108 milioni di euro del 2021 ai 153 milioni di euro del 2022. Nel 2023, nei primi 6 mesi, siamo già arrivati ai 90 milioni di euro. Questo a dimostrazione che l’anticipo merci, per gli operatori del settore, rappresenta ancora una valida forma di finanziamento. Unisce, infatti, tre caratteristiche molto importanti: prezzo, durata ed elasticità della linea di credito. Altro elemento che ci tengo a sottolineare è la grande attenzione che stiamo dando ai dipendenti, attraverso un’importante formazione erogata sia sul campo sia in aula con una decina di incontri fatti negli ultimi 12 mesi”, ha dichiarato Giancarlo Ravanetti, vice direttore generale Magazzini Generali delle Tagliate (Gruppo Credem). I magazzini garantiscono una stagionatura ideale che permette al formaggio di raggiungere la sua piena maturazione per essere immesso con massima qualità sul mercato. Un’adeguata stagionatura delle forme di formaggio, con il rispetto dei parametri di umidità, temperatura e pulizia, è favorita da strutture idonee con tecnologie avanzate, moderni impianti di climatizzazione e personale altamente qualificato.
Nello specifico, MGT oltre al servizio industriale di gestione del formaggio offre il servizio di garanzia del formaggio in magazzino come pegno per i prestiti bancari. Pertanto, le aziende agro-industriali ed i produttori di formaggio possono depositare le proprie forme presso la società, che le prende in custodia per la fase di stagionatura. Questa fase può durare anche oltre tre anni ed il capitale del produttore è immobilizzato poiché il formaggio non può essere ancora venduto. I lunghi tempi di stagionatura del prodotto comportano per i produttori un notevole impegno finanziario, che necessita di essere sostenuto dal sistema bancario. A tal proposito, proprio con l’obiettivo di sostenere il tessuto imprenditoriale, la società lavora in modo sinergico con la rete commerciale del Gruppo Credem sia per il valore della garanzia a supporto delle linee di credito sia per il servizio reso al cliente. Infatti, va sottolineato che la maggior parte delle 500.000 forme sono a garanzia dei finanziamenti messi a disposizione da Credem. La società ha l’obiettivo di aumentare l’efficienza energetica e rendere l’azienda più sostenibile, autoproducendo energia elettrica. In particolare, ha in programma investimenti per l’installazione di un impianto fotovoltaico di 850 kw nello stabilimento di Montecavolo (RE) che garantiranno l’autosufficienza per l’80% dell’energia consumata, come già accade per lo stabilimento di Castelfranco (MO).
La società sta investendo in innovazione, lavorando su due progetti: blockchain e dematerializzazione. Nello specifico, è stata introdotta una piattaforma con tecnologia blockchain per la gestione del pegno, già positivamente sperimentata insieme al Gruppo Credem con oltre 100 milioni di euro di finanziamenti erogati nel 2022. Per quanto riguarda l’attività di dematerializzazione di tutta la documentazione cartacea, svolta in collaborazione con Credemtel (società del Gruppo Credem), l’obiettivo è rendere fruibili qualsiasi documento cartaceo in formato digitale anche in un’ottica sostenibile. E’ in corso la progettazione dell’ampliamento dello stabilimento di Montecavolo (RE) con un nuovo magazzino da circa 65.000 posti forma, per un totale di circa 4.200 metri quadrati coperti, del costo stimato di 8,5 milioni di euro sostenuti con i flussi di cassa aziendali e che sarà completato presumibilmente nella prima parte del 2025. In questo progetto sono anche compresi elementi di automazione industriale per migliorare ulteriormente i livelli di sicurezza e per ridurre i carichi di lavoro dei dipendenti. Per festeggiare i 70 anni dalla sua fondazione e per celebrare i 110 anni di specifica attività di anticipo merci per il Parmigiano Reggiano da parte di Credem, venerdì 21 luglio 2023 MGT ha organizzato un evento in presenza presso la sede dei Magazzini Generali delle Tagliate a Montecavolo (RE). All’iniziativa hanno partecipato 250 persone, tra clienti, partner e dipendenti del Gruppo, ed è stata l’occasione per presentare anche la storia e l’importanza strategica della società per il Gruppo Credem, i risultati ottenuti negli anni e le prospettive sul futuro. Il Gruppo Credem è quotato alla Borsa Italiana ed ha un total business a fine marzo 2023, tra la raccolta complessiva e prestiti, pari ad oltre 130 miliardi di euro.
Masi Agricola: ok assemblea a revoca consiglieri del socio Renzo RossoMilano, 21 lug. (askanews) – L’assemblea degli azionisti di Masi Agricola ha revocato i due consiglieri espressione dell’azionista Renzo Rosso (Arianna Alessi e Lorenzo Tersi) per violazione del divieto di concorrenza e deliberato la riduzione del numero dei componenti il cda da 11 a 9 membri, così come proposto dalla famiglia Boscaini, titolare del 73,5% del capitale dell’azienda leader dell’Amarone, quotata a Piazza Affari. Rosso, tramite la sua holding Red Circle Investiments, detiene il 10% di Masi.
A fine giugno, Masi aveva convocato l’assemblea per la revoca dei due consiglieri, ai sensi dell’articolo 2390 del codice civile. Alessi è Ceo di Red Circle, nonchè moglie dello stesso Rosso. Tersi è tra i massimi esperti in Italia di consulenza aziendale del vinicolo-finanziario ed era stato scelto dallo stesso Rosso per coprire uno dei due posti in consiglio.
Alla danese Royal Unibrew lo stabilimento in Friuli di Birra CastelloMilano, 21 lug. (askanews) – Il gruppo Royal Unibrew, azienda multibeverage danese che ha tra i suoi marchi Ceres e Lemonsoda, ha firmato l’accordo per l’acquisizione dello stabilimento di San Giorgio di Nogaro da Birra Castello, in provincia di Udine. Lo stabilimento ha una capacità produttiva potenziale stimata fino a un milione di ettolitri di birra all’anno e due linee di riempimento. La proprietà degli asset passerà in mano a Royal Unibrew entro fine anno, una volta completati i processi relativi alla transazione.
Questa acquisizione strategica, spiega una nota, contribuisce alla crescita di Royal Unibrew in Italia, consente all’azienda di ampliare ulteriormente le sue attività nei mercati internazionali e di incrementare la capacità produttiva del gruppo. In particolare l’investimento potenzierà in modo significativo la capacità di produzione e confezionamento di lattine e bottiglie di vetro di Royal Unibrew in Italia. Quella di Udine arriva dopo l’acquisizione di Terme di Crodo da parte di Royal Unibrew nel 2018. L’impianto di Terme di Crodo, acquisito da Campari, produce le bevande analcoliche locali di Royal Unibrew: Lemonsoda, Oransoda e Lemonsoda Energy Activator. “Siamo lieti di annunciare l’acquisizione di un impianto di produzione da Birra Castello. Questo traguardo è di grande importanza per la continua crescita del nostro business in Italia, migliorando la nostra capacità di soddisfare la domanda crescente delle nostre bevande attraverso un aumento significativo della nostra capacità produttiva”, afferma Jan Ankersen, senior vice president South Europe e general manager Italia.
Questa espansione strategica consente a Royal Unibrew di supportare efficacemente il suo business italiano e internazionale. L’azienda sarà ora meglio attrezzata per rispondere alle richieste del mercato, alleviando i vincoli di produzione nel gruppo. Il miglior assetto produttivo offre maggiore flessibilità, tempi di risposta più rapidi e una migliore gestione della catena di approvvigionamento. L’attività italiana di Royal Unibrew sarà inoltre in grado di perseguire nuove partnership e collaborazioni.