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Prandini: obiettivo è export agroalimentare a 100 mld nel 2030

Prandini: obiettivo è export agroalimentare a 100 mld nel 2030Roma, 18 lug. (askanews) – “L’obiettivo è far crescere l’export agroalimentare dai 61 miliardi attuali ai 100 miliardi nel 2030”. Lo ha detto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, aprendo l’assemblea nazionale dell’associazione. “Per sostenere il trend di crescita del vero Made in Italy serve ora agire sui ritardi strutturali dell’Italia – ha detto Prandini – e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo”.

Non solo. “E’ importante lavorare anche sull’internazionalizzazione per sostenere le imprese che vogliono conquistare nuovi mercati e rafforzare quelli consolidati valorizzando il ruolo strategico dell’Ice e con il sostegno delle ambasciate”. In occasione dell’assemblea a Palazzo Rospigliosi è stato aperto il primo “salone della falsa cucina italiana” con le versioni false dei piatti della tradizione nazionale. “La mancanza di chiarezza sulle ricette Made in Italy – ha detto Prandini – offre terreno fertile alla proliferazione di falsi prodotti alimentari italiani all’estero, dove le esportazioni potrebbero triplicare se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale che è causa di danni economici, ma anche di immagine”. Il presidente di Coldiretti ha ricordato che “l’agropirateria internazionale nei confronti dell’Italia ha raggiunto i 120 miliardi”.

Lega: al via oggi audizioni in Comagri per Pdl su grandi carnivori

Lega: al via oggi audizioni in Comagri per Pdl su grandi carnivoriRoma, 18 lug. (askanews) – Al via oggi in commissione Agricoltura le audizioni della proposta di legge della Lega sui grandi carnivori: da un lato il lupo nell’arco alpino e appenninico che minaccia seriamente la pastorizia. Dall’altro l’orso che non rappresenta solo un pericolo per gli esseri umani ma ha messo in crisi l’intero territorio.

A spiegare il senso della Proposta di legge sono i parlamentari della Lega Vanessa Cattoi, prima firmataria, assieme ai colleghi in commissione Agricoltura Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera, Mirco Carloni e Davide Bergamini, rispettivamente presidente e capogruppo della commissione, Francesco Bruzzone, relatore, e Attilio Pierro. “La nostra proposta è quella di delegare i presidenti di regione e delle province autonome sulla gestione dei grandi carnivori, superando la norma che prevede il parere vincolante di Ispra. Anche per questo – aggiungono – vorremmo intervenisse nel dibattito sull’iter parlamentare anche l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Ogni territorio ha le sue specificità e problematiche: nessuno le conosce di più e può aiutare a risolverle meglio dei governatori stessi”.

Vinventions: in 2022 raccolti 80mila chili tappi vino da riciclare

Vinventions: in 2022 raccolti 80mila chili tappi vino da riciclareRoma, 18 lug. (askanews) – Ottantamila chilogrammi di tappi da vino recuperati e da riciclare, che diventeranno anche secchielli per rinfrescare le bottiglie. E’ stato pubblicato il Rapporto di responsabilità sociale aziendale 2022 di Vinventions, azineda leader delle chiusure all’avanguardia nelle soluzioni sostenibili per l’industria vinicola.

Da anni l’azienda investe in processi produttivi innovativi ed eco-consapevoli per ridurre al minimo la propria impronta ecologica, come il basso consumo di acqua, l’uso di fonti di energia rinnovabile e il riutilizzo dei materiali di scarto. Nel Rapporto si sottolinea il lancio di Nomacorc Ocean, un tappo realizzato con plastica riciclata proveniente dalle zone costiere (OBP) e la certificazione Net Zero Plastic to Nature per la linea Nomacorc Blue Line prodotta con plastica riciclata.

Coldiretti: da cibo made in Italy 4 milioni posti lavoro nel mondo

Coldiretti: da cibo made in Italy 4 milioni posti lavoro nel mondoRoma, 18 lug. (askanews) – La candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’Unesco tutela i 4 milioni di lavoratori occupati nella filiera nazionale del cibo che vale 580 miliardi di euro, un quarto del Pil. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell’assemblea nazionale dell’organizzazione a Roma a Palazzo Rospigliosi. All’assemblea, aperta dal presidente Ettore Prandini, sono presenti anche il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Salute Orazio Schillaci, il ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR Raffaele Fitto, il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara. Mentre in collegamento video interverrà il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, che insieme al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha proposto la candidatura della pratica della cucina italiana per l’iscrizione nella Lista rappresentativa dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità dell’Unesco.

“La cucina è diventata la voce principale del budget della vacanza nel Belpaese con oltre un terzo della spesa turistica nell’estate 2023 sarà destinato alla tavola per un valore che supera i 15 miliardi di euro – ha detto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – si tratta di un impatto economico importante con gli stranieri che sempre più spesso scelgono il Belpaese come meta delle ferie per i primati a tavola”. “Il Made in Italy a tavola – sottolinea Coldiretti – coinvolge dal campo al piatto 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio”. Tra i dati sottolineati dall’associazione, l’aumento del 9% “record storico per le esportazioni alimentari Made in Italy nel 2023”. Tra i principali mercati di riferimento per i prodotti italiani, nel 2023 – sottolinea la Coldiretti – sono cresciute di più le esportazioni alimentari in Francia, con un balzo del 17% davanti alla Germania (+10%), Gran Bretagna (+10%) e Stati Uniti (+3%).

La ristorazione italiana è la più diffusa e apprezzata nel mondo con un valore che raggiunge i 205 miliardi di euro e registra i maggiori livelli di penetrazione negli USA, con il 33% del totale dei ristoranti, e in Brasile (28%), ma ottimi risultati si raggiungono anche in Francia (22%), Spagna (24%), India (24%), Germania (16%), Cina (14%), Corea del Sud (12%) e Regno Unito (11%) secondo l’analisi della Coldiretti sul Foodservice Market Monitor 2022 di Deloitte.

Ortofrutta, in primi 4 mesi export +2,6% a volume e +6,3% a valore

Ortofrutta, in primi 4 mesi export +2,6% a volume e +6,3% a valoreRoma, 17 lug. (askanews) – Cresce nel primo quadrimestre del l’export di ortofrutta cresce rispetto al 2022, ma rallenta nel mese di aprile. In calo, invece, l’import di frutta fresca e secca. I dati Istat dei primi 4 mesi dell’anno 2023 elaborati da Fruitimprese evidenziano una ripresa dell’export di ortofrutta rispetto allo stesso periodo del 2022 con un +2,6% in volume e +6,3% in valore. In miglioramento anche la bilancia commerciale che, seppur ancora in territorio negativo in quantità (l’import supera l’export di 97.214 tonnellate, circa la metà del saldo negativo dell’anno scorso), vede incrementare il saldo positivo in valore con un +64,4%.

Bene ma non benissimo dunque l’export, che vede rallentare il tasso di crescita rispetto ai primi 3 mesi dell’anno quando il dato era +6,5% in volume e +10,7% in valore. Inoltre, cala nel primo quadrimestre 2023 l’import di ortofrutta -4,1% in volume (primo trimestre -3,9%) e -1,3% in valore (primo trimestre -1,8%). Aumentano le esportazioni di tuberi, ortaggi e legumi +4,2% in volume e +14,3% in valore e quelle di agrumi +1,6% in volume e +12,7% in valore, categorie che mantengono quindi un tasso di crescita compatibile con il tasso di inflazione, operazione non riuscita alla frutta fresca che aumenta con percentuali intorno al 2% sia in quantità che in valore.

Male l’export di frutta secca che cala vistosamente soprattutto in valore (-22,5%) e che vede ridurre sensibilmente anche le importazioni (-18,4% in volume e -16,5% in valore), segnale di una crisi dei consumi, ma anche della presenza sul mercato di una sempre maggiore quantità di prodotto italiano che in questi anni ha visto crescere volumi ed areali. Sul fronte dell’import prosegue la crescita dei tuberi, ortaggi e legumi (+7,9% in volume e +17,4% in valore) e calano gli agrumi di importazione di quasi il 10% in volume, stesso valore segnato dall’import di frutta tropicale. Scendono sensibilmente anche le importazioni di frutta fresca che nel primo quadrimestre 2023 segnano un -20,5% in quantità e -12,3% in valore.

Dall’analisi dei principali prodotti esportati emerge una sostanziale tenuta dell’export delle mele, un calo dell’export di kiwi (-1,63% in volume e -9.57 in valore) che peggiora sensibilmente rispetto ai dati del primo trimestre quando segnava una crescita del 15,81% in volume e un +2,10% in valore, a causa di una riduzione dei volumi a disposizione degli operatori rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Cala leggermente l’export di arance che però segnano un ottimo +11,66% in valore, trend confermato dai limoni e dagli easy-peeler che registrano buone performance sia in volume che in valore.

Capitolo a parte per le pere che crescono addirittura a 3 cifre in volume, ma che sono reduci da un annus horribilis nel 2022, siamo ancora lontani da un dato “normale” e, purtroppo, la produzione 2023 non regalerà soddisfazioni in questo senso. Calano infine le importazioni degli ananas (-3,50% in volume e +0,39% in valore) e delle banane (-10,17% in volume e -0,57% in valore) a dimostrazione che la crisi dei consumi non sta risparmiando nessuno, neanche il “frutto rifugio” per eccellenza.

Vino, Guicciardini Calamai riconfermato a guida Morellino Docg

Vino, Guicciardini Calamai riconfermato a guida Morellino DocgRoma, 17 lug. (askanews) – Bernardo Guicciardini Calamai è stato riconfermato alla guida del Consorzio del Morellino di Scansano nel corso del cda che si è tenuto venerdì 14 luglio nella sede di Scansano. Guiderà la denominazione della Maremma per altri tre anni insieme ai vicepresidenti Alessandro Fiorini (Cantina Vignaioli di Scansano) e Ranieri Luigi Moris (Morisfarms), che sono stati riconfermati nelle loro cariche, e al direttore Alessio Durazzi.

Il cda, che è stato rinnovato lo scorso 4 luglio, vede invece l’ingresso di due nuovi membri: Andrea Cecchi (Casa Vinicola Cecchi) e Giulia Milaneschi (I Lecci). Bernardo Guicciardini Calamai lavora da tempo all’interno delle aziende di famiglia, inclusa Massi di Mandorlaia la tenuta che produce vino all’interno della denominazione maremmana. “Sono orgoglioso per questa rielezione – commenta – e ringrazio il Consiglio che ha scelto la via della continuità. Ci eravamo dati degli obiettivi che, nonostante le difficoltà degli ultimi tre anni, siamo riusciti a portare a termine. Adesso ci aspetta un nuovo corso nel quale dare sviluppo a quanto sinora fatto per affermare il Morellino di Scansano tra le denominazioni toscane di riferimento sia in Italia che all’estero”.

Confagri Toscana: per raccolti vero problema è mancanzad’acqua

Confagri Toscana: per raccolti vero problema è mancanzad’acquaRoma, 17 lug. (askanews) – “Il vero grande problema per i raccolti è la mancanza di acqua. Ecco perché è essenziale l’approvvigionamento idrico per le aziende agricole”. A dirlo è Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana, parlando dell’ondata di calore che sta interessando la Toscana.

“Le colture estive, come i pomodori ad esempio, hanno bisogno del caldo ma soprattutto dell’acqua; per i girasoli, poi, ha piovuto abbastanza. Il vero nodo sono gli invasi a cui le aziende possono fare affidamento per irrigare le colture – spiega Neri -.+ Per risolvere il problema siccità in modo strutturale è necessario fare grandi invasi e snellire la burocrazia”. “Il problema è sempre a monte e riguarda l’accumulo di acqua in previsione dell’estate – sottolinea Neri – I grandi invasi, come insegna il caso di Bilancino, sono l’unica soluzione di sistema. Allo stesso tempo serve tutto un reticolo di piccoli invasi aziendali. Le aziende vorrebbero anche dotarsi di strutture del genere o usufruire di strutture già esistenti, ma vengono stoppate da tante norme e vincoli e dagli alti costi della progettazione. Il problema della siccità – conclude Neri – sarà una costante dei prossimi anni se non interveniamo subito. La Regione si è mossa predisponendo un piano dettagliato, adesso servono risorse adeguate da parte del Governo. Il problema non è più rinviabile”.

Crea: da uomo impatto decisivo per propagazione Xylella

Crea: da uomo impatto decisivo per propagazione XylellaRoma, 17 lug. (askanews) – Quanto fatto dall’uomo ha ed ha avuto un impatto decisivo sulla propagazione della Xylella fastidiosa, la piaga che dal 2013, anno del suo rinvenimento in Puglia, si è propagata in 54.000 ettari di uliveti pugliesi, provocando la “olive quick decline syndrome” (OQDS) e la morte di milioni di alberi. E’ quanto emerso dallo studio del Crea pubblicato sulla rivista internazionale “Science of the Total Environment”.

Lo studio, realizzato nell’ambito dei progetti “PNRR Agritech” e “Diacox”, affronta questo aspetto finora poco esplorato dalla letteratura scientifica dedicata. Gli autori hanno identificato e analizzato i pattern spazio-temporali dell’epidemia di OQDS in Puglia dal 2015 al 2021, mettendoli in relazione con le diverse classi di uso del suolo, utilizzate come indicatori dell’intensità delle attività umane. In sostanza, la componente antropogenica del paesaggio (cioè, l’uso che ne fa l’uomo e l’intensità con cui lo usa) ha contribuito in modo significativo all’epidemia di Xylella: è emerso infatti che il sistema stradale ha rappresentato il principale motore di dispersione mentre, al contrario, le aree naturali/seminaturali ne hanno ostacolato la propagazione.

La Xylella, che sta avanzando rapidamente nella regione pugliese verso l’Italia centrale, si presenta localmente più raggruppata, ma più dispersa sul territorio, condizione che ne ostacola il contenimento. Si è osservato anche che la probabilità di infezione in un determinato sito dipende in gran parte dalla tipologia di uso del suolo che ne caratterizza il contesto circostante: la struttura del paesaggio (campagna aperta o città), la distribuzione degli alberi ospiti e maggiori dettagli sui flussi di auto, camion o treni rappresentano elementi chiave per la previsione della diffusione. La tempestiva e puntuale previsione dell’areale di propagazione del patogeno permette di salvaguardare le colture e di affrontare la malattia in modo più efficace, concentrando il monitoraggio e le misure di contrasto nelle zone individuate.

Confagri: mancato accordo su grano ucraino favorisce instabilità

Confagri: mancato accordo su grano ucraino favorisce instabilitàRoma, 17 lug. (askanews) – “La decisione presa a Mosca fa salire l’instabilità sui mercati internazionali e favorisce la speculazione. La Federazione Russa continua a utilizzare il cibo come un’arma e strumento di pressione per allentare le sanzioni”. E’ il commento del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, sul mancato rinnovo dell’accordo sul grano dal Mar Nero che ha consentito l’esportazione via mare di oltre 30 milioni di tonnellate di cereali e semi oleosi prodotti in Ucraina, destinati per circa il 25% alla Cina.

A questo punto, secondo Confagricoltura, è da mettere in preventivo un rialzo dei prezzi delle commodities che, secondo l’indice della FAO, sono in costante diminuzione da un anno rispetto al picco raggiunto nel marzo 2022. “Va comunque segnalato – spiega Confagricoltura in una nota – che, sul piano delle scorte globali, la situazione è diversa da quella in essere nel luglio dello scorso anno, quando l’accordo fu sottoscritto. Allora, ad esempio, le giacenze di mais erano al minimo da sei anni. Ora, stando alle previsioni del dipartimento di Stato USA all’Agricoltura, si attesteranno a fine campagna 2023-2024 sul livello più elevato da cinque anni. Anche le scorte di grano sono previste in crescita”.

C’è, però, un altro aspetto da evidenziare. “Il mancato rinnovo dell’accordo – rileva Giansanti – può avere come conseguenza anche un aumento dei flussi di prodotti ucraini sul mercato europeo, con il risultato di innescare ulteriori pressioni al ribasso delle quotazioni. Per il grano tenero già scontiamo in Italia un taglio di circa il 30% rispetto ai prezzi del 2022”. Per effetto della sospensione dei dazi doganali decisa dalla UE lo scorso giugno, dagli ultimi dati diffusi dalla Commissione risulta che le importazioni di prodotti agroalimentari dall’Ucraina sono aumentate del 60% nei primi tre mesi di quest’anno sullo stesso periodo del 2022. Per i cereali, l’aumento è stato di circa 920 milioni di euro, seguono semi oleosi e colture proteiche con 550 milioni.

“Alla luce di questi dati, nel giro di un anno, l’Ucraina è diventata il secondo fornitore di prodotti agroalimentari della UE”, evidenzia il presidente di Confagricoltura. Da ricordare, infine, che, per limitare l’impatto provocato dal forte aumento degli arrivi dall’Ucraina, la UE ha deciso in via eccezionale, fino al 15 settembre, il blocco delle importazioni di grano, mais, colza e semi di girasole in cinque Stati membri (Bulgaria, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia). E’ consentito solo il transito verso altre destinazioni nella Ue o fuori dall’Unione.

Vino, boom del Grillo Doc Sicilia: produzione +489% dal 2017

Vino, boom del Grillo Doc Sicilia: produzione +489% dal 2017Roma, 17 lug. (askanews) – Dal 2017 al 2022 la produzione del Grillo Doc Siciia è aumentate del 489%. Gli ettari coltivati a Grillo son passati dai 2.300 del 2004 agli 8.500 del 2011, con un incremento del 273%. E l’imbottigliato di Grillo DOC Sicilia è passato dalle 3.401.676 unità del 2017 alle 20.058.504 di bottiglie del 2022. Dai dati attualmente a disposizione, già nel primo semestre del 2023 si contano 12.831.328 bottiglie, con un aumento del 12% rispetto al primo semestre 2022, quando le bottiglie prodotte erano 11.440.296.

Dati che dimostrano come il Grillo sia sempre di più ambasciatore di un territorio. “Al Grillo, vitigno che si distingue tra le oltre 70 varietà autoctone della regione – racconta Antonio Rallo, presidente del Consorzio Tutela Vini doc Sicilia – attribuiamo il merito di essere stato uno dei principali ambasciatori del grande valore del vino Doc Sicilia in Italia e all’estero. Un vero e proprio portabandiera della qualità del vino siciliano nel mondo”.