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Grandine in Valsamoggia, campagne devastate su 1000 ettari

Grandine in Valsamoggia, campagne devastate su 1000 ettariRoma, 4 lug. (askanews) – Il poco che si era salvato dalle gelate primaverili e dall’alluvione di maggio è stato definitivamente distrutto nel giro di pochi minuti. Lunedì pomeriggio grandine, vento e pioggia si sono abbattuti in modo particolare in Valsamoggia e nella zona di Anzola dell’Emilia, causando ingenti danni alle colture. Lo denuncia Confagricoltura Bologna.

Tantissima la frutta caduta a terra, mentre quella rimasta sugli alberi è stata segnata dalla grandine e quindi non è più commercializzabile; ma il forte vento ha divelto anche le piante e ha danneggiato gli impianti frutticoli. Brutte notizie anche per i seminativi: dai cereali, la cui trebbiatura era appena iniziata, fino alle barbabietole. “Gli agricoltori si sono trovati davanti a un fenomeno dalla violenza inaspettata: è l’ennesima ferita alla nostra agricoltura – commenta Guglielmo Garagnani, presidente di Confagricoltura Bologna – Appena terminato il temporale la situazione appariva già in tutta la gravità. Il violento fenomeno ha investito una zona di circa mille ettari devastando le coltivazioni e provocando danni anche alle strutture. Le aziende agricole sono allo stremo. Chiediamo che il nuovo Fondo mutualistico nazionale AgriCat contro i danni alle produzioni agricole causati da eventi atmosferici di natura catastrofale, abbia una dotazione sufficiente per far fronte anche a questi eventi”.

Al via Bufala and wine in love, tour per l’Italia con Ais

Al via Bufala and wine in love, tour per l’Italia con AisRoma, 4 lug. (askanews) – Parte “Bufala&Wine in Love”, il tour d’Italia alla ricerca degli abbinamenti top tra vini e mozzarella di bufala campana Dop. Il progetto è promosso dal Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier (Ais) della Campania, guidata da Tommaso Luongo, con il coordinamento del delegato Ais di Caserta, Pietro Iadicicco.

Si tratta di un format nuovo, un catalogo ragionato che ha l’obiettivo di fornire indicazioni sui migliori vini di ogni regione italiana da “maritare” con la Bufala Campana. Si comincia questa settimana con i panel nelle prime sei regioni: Veneto, Calabria, Sicilia, Liguria, Basilicata e Romagna. Entro settembre la conclusione dei lavori e la presentazione dei migliori “promessi sposi” della Bufala Dop. Il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo, spiega: “intendiamo testimoniare la grande capacità del nostro prodotto di integrarsi in tutte le tradizioni culinarie e vitivinicole del Belpaese; inoltre vogliamo valorizzare il marchio Dop e infine colmiamo una lacuna e finalmente avremo a disposizione uno studio fatto con rigore dagli esperti dell’Ais, uno strumento che potremo veicolare anche al mondo della ristorazione”.

La Mozzarella di Bufala Campana Dop sarà presentata a tutti i 22 presidenti regionali dell’Ais. A loro sarà chiesto di selezionare 5 vini, espressioni dei vari territori, che riterranno più vicini all’obiettivo dell’abbinamento. Nello specifico saranno richiesti, per ogni regione, 3 vini per l’abbinamento alla mozzarella Dop in versione classica e 2 vini per l’abbinamento alla mozzarella Dop in versione affumicata a paglia. Saranno inoltre realizzate delle schede tecniche per illustrare le caratteristiche dei vitigni, dei vini e i motivi che hanno determinato la scelta di sposarli con la Bufala Dop. “Il risultato – concludono Raimondo e Luongo – vuole andare ben oltre i discorsi legati ai metodi, ai disciplinari adottati in materia di abbinamento cibo-vino, restituendo anche la percezione che si ha della mozzarella Dop fuori dall’area di origine e di come la si ritiene utilizzabile nei diversi territori”.

Gruppo Nestlè, in 2022 generati 4,2 mld di valore condiviso

Gruppo Nestlè, in 2022 generati 4,2 mld di valore condivisoRoma, 4 lug. (askanews) – Nel 2022 il Gruppo Nestlé ha generato 4,2 miliardi di euro di valore condiviso in Italia, pari allo 0,22% del PIL, registrando un incremento del 5,5% rispetto al 2020. Rispetto al totale del valore generato dal Gruppo in Italia, il 94% delle ricadute risulta distribuito tra Stato, lavoratori e attori esterni coinvolti nella filiera.

Sono questi alcuni dei dati emersi dalla nuova edizione dello studio “Nestlé crea valore per l’Italia” presentato da Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato del Gruppo Nestlé in Italia e Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys, durante l’incontro che si è tenuto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per celebrare i 110 anni di Nestlé in Italia. Grazie alle sue attività produttive, nel 2022 Nestlé ha determinato la creazione di 1.257 milioni di euro di salari lungo la filiera, pari allo 0,8% delle retribuzioni dell’industria manifatturiera ed equiparabile al consumo annuale medio di 43.596 famiglie.

Marco Travaglia ha spiegato: “continuiamo a credere e a scommettere sull’Italia attraverso investimenti costanti sull’intero comparto, sviluppando progetti che riescono ad avere impatti sociali positivi e mettendo a disposizione di istituzioni, enti e aziende la nostra capacità di innovare costantemente”. La storia di Nestlé in Italia inizia 110 anni fa, nel 1913, quando viene depositata a Milano l’etichetta “Farina Lattea Nestlé”. Allora il Gruppo vendeva due prodotti ancora oggi presenti nella gamma: il latte in polvere e il latte condensato. Oggi il Gruppo è presente in Italia con 10 stabilimenti e 74 punti vendita che impiegano circa 4.600 persone.

E a due marchi storici del Gruppo, Baci Perugina e S. Pellegrino, è dedicata l’esposizione patrocinata da Altagamma di cui proprio S. Pellegrino è socia e allestita presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per celebrare l’anniversario dell’azienda.

Alluvione in Mugello, arriva bando Regione per aziende agricole

Alluvione in Mugello, arriva bando Regione per aziende agricoleRoma, 4 lug. (askanews) – Via libera della Regione Toscana al bando per i contributi alle imprese agricole dell’Alto Mugello che hanno subito danni a causa delle piogge eccezionali che, fra il 15 e il 17 maggio, hanno colpito, in particolare, il territorio dei Comuni di Firenzuola, Marradi, Londa e Palazzuolo sul Senio, nell’area metropolitana di Firenze, per il quale il consiglio dei ministri ha decretato lo stato di emergenza e la giunta regionale della Toscana ha provveduto a stanziare risorse per oltre 2 milioni di euro.

La giunta ha approvato, nell’ultima seduta, una delibera proposta dalla vice presidente e assessore all’agroalimentare Stefania Saccardi, con la quale vengono definiti i criteri e gli indirizzi dell’avviso che consentirà alle imprese agricole di accedere alle risorse. I beneficiari di questa misura sono le imprese agricole che abbiano subito danni alle strutture ed infrastrutture aziendali pari ad almeno il 30% della produzione lorda vendibile. Il contributo per le imprese che saranno ammesse al finanziamento, varia da un minimo di 5mila ad un massimo di 200mila euro.

“I contributi – spiega la vice presidente Stefania Saccardi – serviranno a coprire fino al 100% dei costi che le imprese devono sostenere per fare fronte ai problemi a strutture e infrastrutture aziendali, ripristino o acquisto di impianti e attrezzature danneggiate, miglioramenti fondiari sistemazioni idrauliche, ripristino del potenziale produttivo e delle scorte, compreso il ripristino dei castagneti che costituiscono una delle principali risorse della zona”. Il bando prevede inoltre la possibilità di inserire fra i beneficiari, una volta che il consiglio dei ministri avrà inclusa l’area nel decreto, anche le imprese della zona di San Godenzo che hanno subito danni a causa di quell’evento.

Vino, la denominazione del Nizza Docg compie sette anni

Vino, la denominazione del Nizza Docg compie sette anniRoma, 4 lug. (askanews) – L’associazione produttori del Nizza Docg ha festeggiato il primo luglio scoro il settimo compleanno della denominazione. Il primo luglio 2016, infatti, usciva in commercio per la prima volta il Nizza docg, vendemmia 2014, anno del riconoscimento della denominazione. Da allora, l’associazione produttori del Nizza, celebra questa ricorrenza con una cena stellata e il format “Nata il Primo Luglio”, è diventato l’appuntamento annuale più importanti per l’associazione, che oggi conta 84 cantine associate.

Quest’anno, a Borgo Roccanivo, una delle proprietà delle Distillerie Berta, si è tenuta una cena di gala con lo chef Massimo Camia, del ristorante stellato La Morra. La cena è anche l’occasione per degustare le nuove annate, nella fattispecie di quest’anno Nizza Docg 2021 e Nizza Riserva 2020. Il presidente dell’associazione produttori del Nizza, Stefano Chiarlo, spiega che il Riserva 2020 “si può definire un’annata di grande equilibrio, con un frutto molto preciso e una rotondità rara. Il Nizza 2021, invece, rappresenta una delle annate più ricche, sia da un punto di vista di struttura che nelle note olfattive”.

Emilia Romagna chiede rapido indennizzo danni gelate 2023

Emilia Romagna chiede rapido indennizzo danni gelate 2023Roma, 4 lug. (askanews) – “Oltre all’impegno della Regione, abbiamo assoluta necessità che siano garantiti indennizzi nazionali, in tempi possibilmente brevi, adeguati alle imprese dell’Emilia-Romagna colpite dalle gelate e grandinate del 2023, come già avvenuto per quelle del 2020 e 2021. In passato furono stanziati circa 65 milioni di euro. Per il valore delle produzioni e l’impatto economico e sui posti di lavoro che il comparto ha, l’ortofrutta dell’Emilia-Romagna è un’eccellenza nazionale che sta soffrendo moltissimo a causa di fattori esterni: va sostenuta e rilanciata. Vanno salvate le produzioni”.

È questa, in sintesi, la richiesta dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, ai parlamentari emiliano-romagnoli di tutti gli schieramenti affinché intervengano, per le proprie competenze, per dare un supporto alle imprese dell’Emilia-Romagna. “Esprimo tutta la mia preoccupazione, che più volte ho trasmesso anche al Governo, anche ai Parlamentari eletti in Emilia-Romagna per lo stato in cui versano le produzioni dell’ortofrutta regionale duramente colpite dagli eventi alluvionali di maggio – aggiunge l’assessore Mammi – che si sommano ad una situazione già sensibilmente compromessa dalle pesanti perdite dovute a gelate tardive di aprile. Eventi che hanno interessato varie zone dell’Emilia-Romagna, e che hanno investito le produzioni ortofrutticole provocando ingenti perdite di prodotto, in particolare nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna, Ferrara, Rimini, Modena e Reggio Emilia”.

Secondo la Regione, ancora una volta si rende necessario, come è stato nel 2020 e nel 2021, dove complessivamente erano state destinate alle aziende colpite più di 65 milioni di euro, che vi sia un intervento straordinario che riconosca il valore delle produzioni e metta le aziende nelle condizioni di poter continuare a produrre e investire.

Alleanza Coop. a Lollobrigica e Figliuolo: ecco priorità per E-R

Alleanza Coop. a Lollobrigica e Figliuolo: ecco priorità per E-RRoma, 4 lug. (askanews) – Dare la massima priorità al ripristino degli argini, insieme a quello dei danni strutturali registrati in collina, prima che arrivi l’inverno e prevedere un esonero contributivo per dare respiro alle aziende agricole per i mancati raccolti. Sono queste le principali richieste avanzate Alleanza Cooperative Agroalimentari nel corso dell’incontro svoltosi oggi al ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare con il Commissario alla Ricostruzione Francesco Paolo Figliuolo.

Secondo Davide Vernocchi, presente all’incontro, “solo nel settore ortofrutticolo le aziende dovranno fare i conti con una contrazione della produzione pari a una media del 60% e con danni qualitativi generalizzati, che porteranno ad un raddoppio dei costi produttivi lungo la filiera per la campagna in corso”. All’incontro ha partecipato anche Cristian Maretti che ha posto l’accento sulla necessità che siano date garanzie alle imprese agricole colpite, al fine di far capire loro cosa possono attendersi in termini di aiuto soprattutto per quelle che sono ubicate in zone marginali e che dovranno ripristinare i loro fondi. “Aiutare queste aziende – ha dichiarato Maretti – è un investimento per il futuro perché l’eventuale abbandono di quei territori significherebbe aumentare la probabilità di futuri dissesti idrogeologici e quindi di altri interventi straordinari”.

Copagri: alluvione in E.-R.: sburocratizzare e agire ora

Copagri: alluvione in E.-R.: sburocratizzare e agire oraRoma, 4 lug. (askanews) – “Le parole d’ordine da tenere a mente per far ripartire il settore primario dell’Emilia-Romagna, devastato dalla drammatica alluvione che solo in agricoltura ha provocato oltre 1 miliardo di euro di danni, sono sostanzialmente due, ovvero tempestività, così da dare ossigeno e speranza alle oltre ventimila aziende agricole colpite, e sburocratizzazione, condizione fondamentale per una rapida messa a terra delle ingenti risorse stanziate e per una immediata efficacia delle misure individuate”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri, Tommaso Battista, intervenendo all’odierno confronto con il Commissario Straordinario per le alluvioni in Romagna Gen. Francesco Paolo Figliuolo e con il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.

“Giova ricordare che l’alluvione ha pressoché distrutto il 42% circa della Superficie Agricola Utilizzata-SAU dell’Emilia-Romagna, regione nella quale l’agroalimentare è la seconda voce dell’export e che non a caso è conosciuta come la food valley italiana, in quanto è qui che si concentra quasi il 30% della produzione ortofrutticola nazionale”, ha evidenziato Battista, precisando che “dalla zona colpita dipendono ben quarantaquattro produzioni a indicazione geografica, oltre a svariati vini di assoluto pregio”. “Bastano questi numeri – ha aggiunto – a dare l’idea della dimensione del disastro e dell’importanza di ripartire rapidamente, fatto questo per il quale ci aspettiamo molto da un neocommissario, al quale vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro, che ha dimostrato la sua grande capacità organizzativa in occasione della fase pandemica e del grande lavoro portato avanti durante la campagna vaccinale”.

“Parliamo di un settore già messo a dura prova dalle gelate tardive primaverili, che hanno inferto un duro colpo alle colture in campo, e che ora, passata la prima fase di emergenza alluvionale, si trova ancora a dover fare i conti con decine di migliaia di ettari di terreni sotto una spessa coltre di limo e argilla, che sta soffocando le radici delle piante, intrappolando l’acqua sotto di esse”, ha fatto notare Battista, ricordando l’importanza di dare priorità al ripristino della rete infrastrutturale e degli argini, lavorando al contempo per prevedere un esonero contributivo a tutto il 2023 per tutte le aziende colpite. “Fra gli altri possibili interventi, segnaliamo la necessità di reperire risorse anche dai Fondi di Coesione afferenti alla programmazione in corso e non ancora impegnati, così come dal PSR, creando una misura ad hoc per la sola regione Emilia-Romagna e istituendo un Fondo di solidarietà in cui far confluire i contributi di tutte le regioni, come già avvenuto per il terremoto”, ha suggerito il presidente, ad avviso del quale “bisogna ragionare anche su possibili interventi in ambito PSN, che siano finalizzati al ripristino del potenziale produttivo agricolo e zootecnico danneggiato da calamità naturali, eventi climatici avversi assimilabili alle calamità naturali e da eventi catastrofici”.

Oggi prima riunione operativa al Masaf su aree alluvionate E.-R.

Oggi prima riunione operativa al Masaf su aree alluvionate E.-R.Roma, 4 lug. (askanews) – Per portare l’Emilia-Romagna fuori dall’emergenza serve intervenire in maniera tempestiva con risorse importanti e burocrazia snella in un territorio che sta subendo anche gli effetti devastanti delle gelate tardive di aprile, che hanno pesantemente ridotto la capacità produttiva di molte imprese agricole di quelle zone. Sono queste le richieste ribadite oggi dal presidente Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ala prima riunione del tavolo convocato al Masaf dal ministro Francesco Lollobrigida con il commissario alla ricostruzione post alluvione, il generale Francesco Paolo Figliuolo, e le associazioni di categoria.

“Occorre avviare la ricostruzione con il contenimento degli oneri burocratici, trovando le risorse finanziarie necessarie al sostegno economico delle aziende colpite sia sulle colture orticole che su quelle pluriennali – ha detto Fini – E’ necessaria una legge speciale che ricalchi l’intervento legislativo degli eventi sismici del 2012, prevedendo indennizzi per le strutture danneggiate, gli scoli e le infrastrutture a uso irriguo”. Per Fini, un’attenzione particolare deve essere prestata alle zone collinari, dove va fatto un grande lavoro sulle infrastrutture viarie per evitare la chiusura di attività agricole e zootecniche che acuirebbero i fenomeni di spopolamento già in atto da molti anni. Fini ha, infine, posto l’accento sul problema delle gelate tardive di aprile, che hanno causato in Emilia Romagna danni persino più devastanti di quelle del 2020-2021. Occorre, dunque, un intervento urgente per risanare queste imprese agricole, che oltre all’alluvione hanno dovuto affrontare questo ulteriore effetto del clima impazzito di questa primavera e rischiano di non avere alcun reddito nel prossimo anno.

Approvate modifiche a disciplinare produzione Chianti Classico

Approvate modifiche a disciplinare produzione Chianti ClassicoRoma, 4 lug. (askanews) – E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il primo luglio, il decreto di approvazione delle modifiche al disciplinare della denominazione Chianti Classico. Due i cambiamenti che interessano la tipologia Chianti Classico Gran Selezione: la possibilità di inserire in etichetta il nome di una delle 11 Unità Geografiche Aggiuntive (aree più ristrette e dotate di maggiore omogeneità) e l’obbligo di modificare la base ampelografica, a partire dalla vendemmia 2027, con la percentuale minima di Sangiovese che sale al 90% dall’80% e con l’eventuale apporto di soli vitigni autoctoni ammessi fino al 10%.

“E’ un traguardo storico per la denominazione – spiega il presidente del Consorzio Giovanni Manetti – adesso tutti i consumatori potranno finalmente scegliere vini provenienti dalle diverse UGA e apprezzare le sfumature del territorio del Gallo Nero: un ulteriore passo per la valorizzazione delle caratteristiche distintive del Chianti Classico.” Grazie per l’attenzione.