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Stargate, incontro a Seoul tra Altman, Son e il capo di Samsung

Stargate, incontro a Seoul tra Altman, Son e il capo di SamsungRoma, 4 feb. (askanews) – I capi di tre giganti tecnologici si sono incontrati oggi a Seoul in una riunione con al centro il tema della cooperazione nel campo dell’Intelligenza artificiale (Ia) nell’ambito del progetto Stargate. Si tratta di Sam Altman di OpenAI, Masayoshi Son di SoftBank e Lee Jae-yong patron di Samsung. Lo riferisce l’agenzia di stampa Yonhap.


Altman e Son sono i protagonisti del progetto Stargate, sponsorizzato dal nuovo presidente Usa Donald Trump, che prevede un finanziamento da 500 miliardi di dollari. Si è trattato di una discussione “molto proficua”, a quanto ha affermato Masayoshi Son. L’incontro si è tenuto presso il quartier generale di Samsung Electronics, nella parte meridionale di Seoul, dopo che Altman aveva già incontrato anche il capo di SK – un altro importante chaebol (conglomerato) sudcoreano – Chey Tae-won e l’amministratore delegato del gruppo Kakao Corp., che gestisce la più importante messaggeria sudcoreana, Chung Shin-a. Son invece è arrivato in mattinata, appositamente per l’incontro trilaterale, durato due ore.


Son non ha chiarito se, dalla riunione, è emersa un’adesione di Samsung a Stargate, ma ha semplicemente detto che la discussione è stata positiva e che i colloqui proseguiranno. Ha anche aggiunto che non sono state state ancora prese decisioni in merito alla partecipazione del gigante sudcoreano dei chip, SK hynix Inc., al progetto. Il progetto Stargate è un’iniziativa di rilievo per costruire nuove infrastrutture per l’Ia negli Stati uniti, in collaborazione con SoftBank e Oracle.


L’incontro di oggi stato anche il primo evento pubblico di Lee ,dopo che un tribunale d’appello lo ha assolto da accuse di frode contabile e altre irregolarità legate alla controversa fusione del 2015 di due affiliate di Samsung. Altman si trova a Seoul nell’ambito del suo tour in Asia, durante il quale incontra investitori, sviluppatori e partner aziendali per rafforzare la leadership di OpenAI.


Ieri a Tokyo, Altman e Son hanno annunciato i piani per istituire SB OpenAI Japan, una nuova joint venture tra OpenAI e SoftBank, mossa volta a dare impulso all’iniziativa Stargate.

IA, SoftBank a caccia dei fondi per lo Stargate di Trump

IA, SoftBank a caccia dei fondi per lo Stargate di TrumpRoma, 26 gen. (askanews) – Il miliardario giapponese Masayoshi Son, fondatore del gruppo tech e d’investimenti SoftBank, attraverso il suo gruppo SoftBank, intende contattare grandi società di investimento, tra cui Apollo Global Management, per raccogliere fondi da destinare al progetto di intelligenza artificiale Stargate negli Stati uniti proposto dal presidente Donald Trump. Lo scrive oggi il Nikkei.


SoftBank e il creatore di ChatGPT, OpenAI, investiranno ciascuno 19 miliardi di dollari nella società del Progetto Stargate, che mira a costruire data center e le infrastrutture per alimentarli. Questo conferirà a ciascuna delle due aziende circa il 40% delle quote. Anche la società Usa di software Oracle e l’azienda d’investimento MGX, con sede negli Emirati arabi uniti, avranno partecipazioni, per un impegno complessivo previsto di 45 miliardi di dollari da parte dei partner fondatori.


Il progetto – annunciato martedì alla Casa Bianca da Trump, Masayoshi Son, Sam Altman (CEO di OpenAI) e Larry Ellison (cofondatore di Oracle) – potrebbe portare fino a 500 miliardi di dollari di investimenti legati all’intelligenza artificiale. Una controllata statunitense di SoftBank, SB Energy Global, sarà coinvolta nello sviluppo delle infrastrutture energetiche. Il miliardario e imprenditore digitale Elon Musk, alleato stretto di Trump, ha espresso scetticismo sulla capacità di questo progetto di attirare i fondi necessari alla sua realizzazione. “SoftBank ha molto meno di 10 miliardi di dollari garantiti. Ne ho conferma diretta”, ha affermato Musk.


Gli investitori esterni saranno cercati per finanziare il resto su base progetto-per-progetto. Apollo Global Management è considerata una candidata, insieme a Brookfield Asset Management, una società canadese forte nel settore delle energie rinnovabili e degli investimenti infrastrutturali. E’ probabile che vengano richiesti a ciascuna decine di miliardi di dollari. Lo scorso anno, Intel aveva annunciato che Apollo avrebbe guidato un investimento per un nuovo impianto di semiconduttori. La partecipazione di questi attori finanziari potrebbe rafforzare Stargate. SoftBank punta a garantire 100 miliardi di dollari in investimenti iniziali per Stargate, con l’obiettivo di arrivare a 500 miliardi entro i quattro anni del mandato di Trump.

Giappone, morto il grande vecchio dell’auto: Osamu Suzuki

Giappone, morto il grande vecchio dell’auto: Osamu SuzukiRoma, 27 dic. (askanews) – Uno dei grandi vecchi dell’industria giapponese se n’è andato in un momento di grande trasformazione per il settore in cui ha lasciato la sua impronta, quello dell’auto. Osamu Suzuki, ex-presidente della Suzuki Motor, è morto, secondo quanto ha annunciato l’azienda venerdì. Aveva 94 anni.


Suzuki ha guidato l’azienda per più di 40 anni, fino a quando si è dimesso dalla carica di presidente nel 2021, trasformando la compagnia con sede a Shizuoka in un produttore automobilistico di livello globale. Suzuki era nato nel 1930 nella prefettura di Gifu, nel Giappone centrale, e si era unito alla Suzuki Motor nel 1958, dopo aver sposato la figlia del secondo presidente dell’azienda, Shunzo Suzuki.


Quando Osamu Suzuki divenne presidente della Suzuki Motor nel 1978, le vendite dell’azienda ammontavano a soli 323,2 miliardi di yen (2 miliardi di dollari al tasso di cambio attuale). Durante il suo mandato, queste vendite raggiunsero i 3mila miliardi di yen, dieci volte tanto. Suzuki ha aiutato l’azienda a consolidare una solida posizione nel mercato dei veicoli leggeri, noti come “kei car”, e ha guidato l’espansione in India, uno dei principali mercati della casa automobilistica.


Il presidente della Toyota, Akio Toyoda, ha espresso le sue condoglianze e reso omaggio a Suzuki, descrivendolo come un “oyaji”, ossia un padre. La morte di Osamu Suzuki, che non aveva un ruolo attivo nell’azienda, rappresenta un fatto simbolico importante in un momento di trasformazione per il mercato automobilistico giapponese, dopo l’annuncio dell’avvio delle procedure per la fusione tra Nissan e Honda.

Cina apre indagine su sussidi Ue a prodotti caseari europei

Cina apre indagine su sussidi Ue a prodotti caseari europeiRoma, 21 ago. (askanews) – La Cina ha annunciato oggi di aver aperto un’indagine anti-sovvenzioni sui prodotti lattiero-caseari prodotti nell’Unione europea. Si tratta di fatto di una risposta alla decisione Ue di imporre dazi consistenti sulle auto elettriche importate dalla Cina, dopo un’indagine sui sussidi forniti da Pechino ai suoi produttori.


L’indagine – a quanto ha dichiarato il ministero del Commercio cinese – si concentrerà formaggi freschi e trasformati, nonché latte e crema non condensati senza zuccheri aggiunti o altri dolcificanti. La decisione viene all’indomani dell’annuncio Ue di una revisione al al ribasso dei pesanti dazi compensativi imposti ai produttori di Pechino, che comunque non è soddisfatta della decisione di Bruxelles.


La Cina a giugno aveva già annunciato di aver avviato un’indagine anti-dumping sui prodotti a base di carne suina importati dall’Ue. Nei primi sette mesi dell’anno, la Cina ha importato oltre 315 milioni di dollari di prodotti lattiero-caseari interessati, secondo i dati delle dogane cinesi.


L’indagine, che dovrebbe durare non più di un anno ma potrebbe poi essere prorogata di sei mesi, è stata avviata dopo che il 29 luglio l’Associazione cinese dei prodotti caseari ha chiesto che venisse affrontato il dossier. Riguarderà 20 sovvenzioni a beneficio di questa industria, sette delle quali riguardano la PAC – la politica agricola comune Ue – mentre altre sono erogate da singoli stati membri. Il periodo preso in esame satà il triennio 2020-2023.

Giappone, salari reali ancora in calo: aumenti erosi da inflazione

Giappone, salari reali ancora in calo: aumenti erosi da inflazioneRoma, 9 lug. (askanews) – I salari reali in Giappone a maggio sono diminuiti dell’1,4% rispetto all’anno precedente, segnando un calo record per il 26mo mese consecutivo, poiché la crescita dei salari base più alta degli ultimi 31 anni è stata erosa dall’inflazione. Lo ha riferito il ministero Salute, del Lavoro e del Welfare di Tokyo.


La diminuzione di maggio è stata maggiore rispetto a un calo rivisto dell’1,2% di aprile, con l’aumento dei costi dei materiali e l’indebolimento dello yen che hanno spinto in alto i costi delle importazioni. La pressione al ribasso è continuata nonostante la Confederazione sindacale giapponese abbia dichiarato la scorsa settimana che le aziende giapponesi hanno accettato di aumentare i salari in media del 5,1% nei colloqui salariali di primavera (shunto) di quest’anno, offrendo un aumento superiore al 5% per la prima volta in 33 anni.


L’impatto degli aumenti salariali è stato visibile nei salari nominali, con il salario base medio aumentato del 2,5% a 263.539 yen (1.513 euro), l’aumento maggiore da gennaio 1993. Fino a quando i salari reali non cresceranno, è prevedibile che i consumi rimangano deboli, nonostante una serie di misure governative per affrontare l’aumento dei prezzi. La Banca del Giappone mira a favorire un ciclo virtuoso di inflazione e aumento dei salari con la sua politica di allentamento monetario.


I salari nominali, ovvero i guadagni medi totali mensili in contanti per lavoratore, inclusi salario base e straordinari, sono aumentati dell’1,9% a 297.151 yen (1.707 euro).

Giappone, a maggio battuta d’arresto della spesa delle famiglie

Giappone, a maggio battuta d’arresto della spesa delle famiglieRoma, 5 lug. (askanews) – La spesa delle famiglie in Giappone a maggio è diminuita dell’1,8% in termini reali rispetto all’anno precedente, segnando il primo calo in due mesi, poiché l’aumento dei prezzi ha spinto le persone a ridurre le spese per il cibo e uno yen debole ha scoraggiato i viaggi all’estero. Lo ha riferito oggi il ministero degli Interni


La spesa media delle famiglie con due o più persone è stata di 290.328 yen (1.666 euro). Il calo viene dopo un aumento dello 0,5% ad aprile, che aveva rappresentato il primo incremento in 14 mesi. Il reddito mensile medio delle famiglie salariate con almeno due persone è aumentato del 3,0% in termini reali a 500.231 yen (2.871 euro) nel mese di riferimento, segnando il primo aumento in 20 mesi.


Per categoria, le spese per il cibo, che rappresentano circa il 30% della spesa, sono diminuite del 3,1%, poiché le persone hanno speso meno per verdure e cibi pronti a causa dell’aumento dei prezzi. Le spese per cultura e svago sono diminuite dell’8,4%, trainate dalla minore spesa per pacchetti turistici all’estero, influenzata dalla persistente svalutazione dello yen rispetto alle altre principali valute.


Le spese per bollette energetiche e dell’acqua, nonché per mobili e prodotti per la casa, sono diminuite rispettivamente del 9,7% e del 10%, riflettendo il ritorno di più lavoratori negli uffici dopo la pandemia rispetto all’anno precedente. Tuttavia, la spesa per l’istruzione è aumentata del 9,3%, poiché le tasse universitarie private sono cresciute dopo la scadenza delle misure di esenzione o riduzione implementate durante la pandemia.

Samsung, nel secondo trimestre aumento profitti record

Samsung, nel secondo trimestre aumento profitti recordRoma, 5 lug. (askanews) – Il profitto operativo del gigante dell’elettronica sudcoreano Samsung Electronics è aumentato di oltre 15 volte nel secondo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie a una forte ripresa del settore dei chip di memoria dopo un lungo periodo di crisi. Lo segnala Nikkei Asia.


Il più grande produttore di chip di memoria al mondo ha annunciato venerdì che il suo profitto operativo ha raggiunto i 10.400 miliardi di won (7 miliardi di euro) nei tre mesi fino a giugno, in aumento del 1.452,2% su base annua. I suoi ricavi sono aumentati del 23,3%, raggiungendo i 74mila miliardi di won (49,5 miliardi di euro) nello stesso periodo. Samsung rilascia solo queste due cifre nella sua relazione sugli agli utili trimestrali. La società annuncerà i dati completi degli utili, compreso il profitto netto, entro la fine del mese, quando terrà una conferenza telefonica per analisti e investitori.

India, Modi vorrebbe un “reshoring” dei matrimoni

India, Modi vorrebbe un “reshoring” dei matrimoniRoma, 3 lug. (askanews) – Di tanto in tanto i giornali italiani ospitano notizie su nozze tra ricchi indiani che scelgono il Belpaese per il loro giorno più bello e, recentemente, in questo contesto va forte la Puglia. Tuttavia le cose potrebbero cambiare: è recentemente intervenuto lo stesso primo ministro Narendra Modi per promuovere una sorta di autarchia nuziale. Lo racconta oggi Nikkei Asia.


“È appropriato tenere un matrimonio all’estero? Non si può tenere il matrimonio nel nostro paese?” ha detto il capo del governo di Nuova Delhi a un evento all’inizio di quest’anno. Modi ha lanciato lo slogan “Sposarsi in India” lo scorso anno, promuovendo le destinazioni locali per i matrimoni e cercando di dissuadere i ricchi dal volare all’estero per nozze lussuose. Questo è un momento in cui i matrimoni fanno davvero notizia nel paese più popoloso del mondo. Il gossip, in particolare, è in fibrillazione per quelle che si prospettano essere il 12 luglio le nozze più costose della storia, e forse non solo dell’India. Anant Ambani, il 29enne figlio dell’uomo più ricco dell’Asia Mukesh Ambani, sposerà una non certo povera imprenditrice di nome Radhika Merchant il 12 luglio a Mumbai.


A quanto racconta il Nikkei, solo la celebrazione prematrimoniale che si è tenuta nel Gujarat ha avuto un costo stimato di 150 milioni di dollari e vi hanno preso parte come invitati Mark Zuckerberg, Bill Gates e tantissime celebrità dei vari campi indiani. Si sono esibiti per loro Rihanna e Akon. Siamo su altri livelli, ma in generale gli indiani amano spendere per i matrimoni. Secondo la società di brokeraggio globale Jefferies, la spesa per il “grande matrimonio indiano” è di 130 miliardi di dollari all’anno, quasi il doppio della spesa degli americani per i matrimoni, che è di circa 70 miliardi di dollari. E, per fare un paragone più calzante, si stima che una coppia tipica indiana spenda per le nozze circa il doppio rispetto all’istruzione, rispetto agli Stati uniti dove la proprizione e rovesciata.


Nella cultura indiana il matrimonio ha un ruolo fondamentale. E’ quella l’occasione in cui le famiglie mostrano la loro ricchezza, consolidano la loro posizione sociale e rafforzano legami e alleanze familiari. Un matrimonio scintillante (ed esotico, spesso e volentieri) è uno status-symbol imprescindibile. Gli hotel di lusso offrono pacchetti matrimoniali che arrivano a milioni di dollari, completi di decorazioni sontuose, buffet enormi, composizioni floreali esotiche e suite per la luna di miele. Le entrate per i matrimoni rappresentano spesso e volentieri oltre la metà delle entrate per le catene alberghiere, che puntano a rafforzarsi nelle principali località turistiche.


A questo va combinato un ulteriore elemento. L’India è un paese dai contrasti fortissimi, in cui una devastante povertà vive accanto agli uomini più ricchi dell’Asia. Secondo il “Wealth Report 2024”, pubblicato da Knight Frank, l’India vedr più che raddoppiare entro il 2028 il numero degli individi con patrimonio netto superiore ai 30 milioni di dollari.

BYD apre fabbrica in Thailandia (e punta ad aggirare dazi Ue)

BYD apre fabbrica in Thailandia (e punta ad aggirare dazi Ue)Roma, 3 lug. (askanews) – L’Unione europea alza le barriere contro una possibile invasione di auto elettriche cinesi, ma quanto queste barriere potranno reggere è dubbio. Una prima sfida per la politica d’innalzamento dei dazi viene da BYD, il gigante dell’auto elettrica cinese, che apre domani una nuova fabbrica ma non in Cina, bensì in Thailandia, con l’obiettivo di esportare le proprie vetture anche nel Vecchio Continente.


La prima casa roduttrice di auto a nuova energia, che non molti mesi fa ha superato Tesla, ha investito poco più di 450 milioni di euro per costruire un impianto di produzione a Rayong, una delle province della Thailandia. Si tratta di un paese in crisi, che ha bisogno come l’aria di investimenti stranieri, quindi permeabile a questo tipo di canto di sirena. BYD ha anche chiarito che nel paese del Sudest asiatico i suo SUV Atto 3, che verrà prodotto a Rayong con una capacità annua di 150mila unità, costerà a pubblico tailandese 340mila baht (circa 8.600 euro), un prezzo scontatissimo. Ma la realtà è che la gran parte della produzione non sarà diretta al mercato interno tailandese, bensì all’estero e, soprattutto, all’Europa.


Non è un caso che l’inaugurazione della fabbrica è stata fissata per il primo giorno di applicazione dei nuovi dazi decisi dall’Ue, che ha aumentato le tariffe d’importazione dalla Cina di un’aliquota fino al 38% in aggiunta all’attuale 10%. Questo con l’accusa formale che le auto elettriche cinesi godono di massicci sussidi governativi che distorcono il mercato. La Cina ha negato l’accusa e ha affermato che i nuovi dazi europei sono un’ennesimo atto di protezionismo economico nell’ambito di un conflitto commerciale che ha portato gli Stati uniti a imporre dazi superiori al 100% per le auto elettriche cinesi.


Attualmente il rischio di una massiccia invasione di auto elettriche cinesi non sembra esserci al momento in Europa. Secondo quanto scrive Nikkei Asia, solo il 10% delle esportazioni di questo prodotto è andato all’Europa occidentale nei primi quattro mesi di quest’anno. Questo a discapito dei mercati limitrofi alla Cina che, alla luce anche di un rallentamento del suo mercato interno, ha gli inventari carichi e tende a riversarli nei paesi del Sudest asiatico e a farsi una guerra al ribasso sui prezzi. In Thailandia, per esempio, le nuove immatricolazioni di auto completamente elettriche sono aumentate del 31,64% da gennaio a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, anche se le vendite complessive di veicoli sono diminuite del 23,8%.

Giappone, debuttano le nuove banconote: primo restyling in 20 anni

Giappone, debuttano le nuove banconote: primo restyling in 20 anniRoma, 3 lug. (askanews) – Il Giappone, che mantiene una forte preferenza per il contante, ha iniziato oggi a emettere nuove banconote nel primo restyling in un ventennio, integrando tecnologie avanzate per migliorare la sicurezza.


“Mentre la transizione verso una società senza contanti sta progredendo, il contante rimane un metodo di pagamento affidabile che chiunque può utilizzare ovunque con fiducia” ha detto il governatore della Banca del Giappone Kazuo Ueda durante una cerimonia di lancio delle nuove banconote. “Si prevede – ha continuato – che continuerà a svolgere un ruolo significativo in futuro.” Le nuove banconote presentano numeri arabi più grandi rispetto ai caratteri cinesi e sono posizionati vicino al centro, rendendoli più facili da comprendere per i non giapponesi. Il cambiamento di design riguarda le banconote da 10.000 yen, 5.000 yen e 1.000 yen; la banconota da 2.000 yen, che ha una limitata circolazione, rimane invariata. Le vecchie banconote rimangono valuta legale.


Nelle banconote è stata incorporata una tecnologia olografica 3D all’avanguardia, con caratteristiche come l’orientamento di piccoli ritratti e altre immagini che cambiano a seconda dell’angolo di visuale. I ritratti sul fronte delle banconote mostrano tre figure influenti del periodo Meiji (1868-1912), che è il periodo storico in cui il Giappone introiettò istituzioni e tecnologie occidentali, avviando la sua grande corsa verso la modernizzazione.


La banconota da 10.000 yen presenta Eiichi Shibusawa, considerato il “padre del capitalismo giapponese”. Quella da 5.000 yen è caratterizzata da un’immagine di Umeko Tsuda, una prominente sostenitrice dell’istruzione femminile. Shibasaburo Kitasato, un pioniere nello studio delle malattie infettive, è invece raffigurato sulla banconota da 1.000 yen.