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E.-R. capofila progetto Ue per recupero eccedenze ortofrutta

E.-R. capofila progetto Ue per recupero eccedenze ortofruttaRoma, 17 feb. (askanews) – Oltre 160mila tonnellate di frutta e verdura, 120mila delle quali provenienti da produttori regionali. Sono le eccedenze alimentari del settore ortofrutticolo che la Regione ha salvato e donato a enti benefici dell’Emilia-Romagna tra il 2012 e il 2024, grazie al sistema informatizzato S.I.R.: un modello all’avanguardia creato nel 2012 per promuovere il recupero dei prodotti ortofrutticoli ritirati dal mercato in relazione al fondo Pac (Politica agricola comune). E che ha permesso di coniugare la prevenzione delle crisi di mercato con la lotta allo spreco alimentare e il sostegno alle fasce più fragili della popolazione.


Il sistema, riconosciuto come best practice a livello europeo, è uno dei pilastri del progetto Lowinfood, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020. In questi quattro anni di attività, la Regione ha collaborato con partner europei per sviluppare e testare soluzioni innovative nella gestione delle eccedenze alimentari, consolidando un sistema efficiente di redistribuzione e logistica solidale. Tra le iniziative, è stata sperimentata in Romania l’applicazione della piattaforma S.I.R., con l’obiettivo di estenderne il modello a livello internazionale. Oggi si è svolto a Bologna il convegno “Il valore dell’impatto sociale del sistema regionale dei ritiri di mercato nel settore ortofrutticolo”, a un anno e mezzo dall’avvio del tavolo programmatico regionale dei ritiri e della logistica solidale e a ridosso della conclusione del progetto Lowinfood. A chiudere i lavori, l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi.


“Questo progetto – ha detto Mammi – dimostra come, attraverso la collaborazione tra istituzioni, imprese e terzo settore, sia possibile trasformare una criticità, come le eccedenze di mercato, in un’opportunità per il territorio, contribuendo concretamente alla lotta contro la povertà alimentare e al miglioramento della qualità dell’alimentazione nella fasce più fragili della popolazione”. Il progetto Lowinfood, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito di Horizon 2020, ha visto l’interazione e la collaborazione di 27 partner europei provenienti da 12 paesi, tra cui università ed enti di ricerca, start-up innovatrici, aziende del settore alimentare ed enti pubblici coordinati dalla Università della Tuscia, capofila di progetto.

Alluvioni 2024 in E-R, nuovo incontro nel reggiano

Alluvioni 2024 in E-R, nuovo incontro nel reggianoRoma, 13 feb. (askanews) – Nuovo incontro sul territorio dell’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi, per fare il punto sui risarcimenti e le azioni da mettere in campo a favore delle imprese agricole danneggiate dagli eventi alluvionali di settembre e ottobre 2024. Oggi è stata la volta del Reggiano: all’appuntamento, nella sala consiliare di Cadelbosco di Sopra (RE), hanno partecipato il presidente della Provincia, Giorgio Zanni; i sindaci di Cadelbosco, Marino Zani; di Bagnolo in Piano, Pietro Cortenova e di Castelnovo Sotto, Francesco Monica, oltre ai rappresentanti locali delle associazioni delle imprese agricole e agroalimentari. Al centro del confronto lo stato di avanzamento delle procedure di indennizzo e sugli strumenti messi a disposizione dalla Regione.


“L’incontro di oggi rappresenta un’importante occasione di confronto e di ascolto per fare il punto e definire insieme delle soluzioni – ha detto Mammi – In assenza di una legge speciale per gli eventi alluvionali del 2024, stiamo agendo attraverso gli strumenti ordinari previsti dalla normativa nazionale. La Regione a gennaio ha approvato la declaratoria di delimitazione dei territori interessati per permettere alle imprese agricole colpite di presentare domanda per gli indennizzi, che adesso dovrà essere valutata dal Ministero”. Ulteriori risorse straordinarie saranno rese disponibili dalla Regione, attraverso la misura 23 che modifica il Psr, per il sostegno temporaneo eccezionale agli agricoltori per il ripristino dei danni subiti dal potenziale produttivo agricolo. Un provvedimento ritenuto importante dalle associazioni di categoria”.


Per venire incontro alle esigenze degli agricoltori che hanno subito danni al potenziale produttivo agricolo, la Regione ha previsto una misura di sostegno temporaneo eccezionale a favore di agricoltori particolarmente colpiti da calamità naturali (misura 23) attraverso una modifica al Psr, che metterà a disposizione 6,3 milioni di euro di riservati alle imprese che verranno individuate sulla base delle ordinanze commissariali del 21 settembre e del 5 novembre 2024. L’intervento è riservato alle aziende agricole che hanno subito la perdita di non meno del 30% della produzione o del potenziale produttivo interessato. A breve sarà emanato il bando per accedere ai contributi, che andranno da 600 a 4.500 euro ad ettaro in base alla gravità del danno subito, fino ad un massimo di 42mila euro per azienda. Le domande di sostegno saranno approvate dell’autorità competente entro il 30 giugno 2025 e il contributo sarà erogato in forma forfettaria entro il 31 dicembre 2025.

Psa, E-R: pronti a investire nuove risorse per depopolamento

Psa, E-R: pronti a investire nuove risorse per depopolamentoRoma, 3 feb. (askanews) – Ad oggi, le risorse messe in campo dalla Regione Emilia Romagna per il contrasto della Psa superano i 14 milioni di euro, “ma siamo pronti a fare ancora di più, e a investire ulteriori risorse per intervenire, sia sotto il profilo relativo al depopolamento dei cinghiali, sia per la biosicurezza negli allevamenti. A partire dalla riconferma, per il 2025, del milione di euro destinato alle Province, che sarà incrementato qualora fosse necessario, proprio per rafforzare le misure di contenimento delle specie selvatiche, possibile veicolo di trasmissione del virus”.


Lo ha detto l’assessore regionale alla Agricoltura, Alessio Mammi, che oggi insieme all’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, al Commissario straordinario alla Psa, Giovanni Filippini, ai rappresentanti degli enti locali, dei consorzi e delle associazioni agricole e industriali ha fatto il punto della situazione in una serie di incontri che si sono svolti a Piacenza e a Parma e che nelle prossime settimane faranno tappa anche in altre province dell’Emilia-Romagna. “Il lavoro di squadra – hanno sottolineato Mammi e Fabi – è indispensabile per individuare e attuare misure di contenimento e contrasto alla diffusione del virus che siano efficaci. Da parte della Regione c’è massima attenzione e totale collaborazione con la struttura commissariale per tutelare e assicurare la tenuta di una filiera che rappresenta un patrimonio irrinunciabile da salvaguardare, sia dal punto di vista economico, sia sociale”.


In Emilia-Romagna sono stati registrati due focolai in suini domestici, entrambi nel Piacentino, la Regione ha risposto con misure straordinarie, attivando gruppi operativi territoriali nelle province più colpite, Piacenza e Parma, ma anche a Reggio Emilia, Modena e Bologna, e pubblicando bandi per il depopolamento dei cinghiali. Grazie al coordinamento con il Commissario straordinario, è stata inoltre istituita una Cabina di regia per ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili e garantire interventi tempestivi e strutturati.

In E-R con programmazione 2025 20 mln per agricoltura innovativa

In E-R con programmazione 2025 20 mln per agricoltura innovativaRoma, 27 gen. (askanews) – Con la nuova programmazione 2025, in arrivo quasi 20 milioni di euro per l’innovazione in agricoltura in Emilia Romagna. Dai droni in grado di raccogliere e monitorare in tempo reale le condizioni dei terreni e delle coltivazioni ai sensori ambientali che permettono alle nuove start-up di sperimentare soluzioni tecnologiche all’avanguardia, riducendo gli sprechi e favorendo l’ecosostenibilità delle produzioni. E, ancora, la difesa delle biodiversità, le pratiche contro l’antibiotico-resistenza e quelle di adattamento ai cambiamenti climatici.


E all’innovazione in agricoltura è dedicato il convegno in programma domani, martedì 28 gennaio, dal titolo “L’innovazione per la sostenibilità economica ed ambientale in agricoltura”, che vuole favorire un confronto tra esperti del settore, rappresentanti delle istituzioni e operatori del mondo agricolo, per delineare le priorità su cui indirizzare le azioni future. La giornata vedrà anche la premiazione dei migliori progetti innovativi dei Gruppi operativi per l’innovazione (Goi) con l’assegnazione di riconoscimenti per le iniziative più rilevanti. “La strada per la nuova agricoltura – spiega in una nota l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi – passa necessariamente dagli investimenti dedicati all’innovazione e alle nuove tecnologie, che abbiamo favorito e che continueremo a fare. Su questo siamo la Regione che investe di più e il nostro obiettivo è proseguire in questo percorso, rafforzando l’interazione tra ricerca, innovazione e agricoltura e migliorando la sostenibilità e la competitività di un settore di grandissima rilevanza”.


I numeri, infatti, confermano anche per il 2025 l’impegno dell’Emilia-Romagna: sono quasi 20 i milioni della programmazione già stanziati. Di questi 11 a disposizione dei Gruppi operativi per l’innovazione, 3,6 per interventi e informazione alle imprese agricole, anche attraverso dimostrazioni in campo, e altri 3,5 per consulenza e formazione.

Ass. Mammmi (E.-R.): bene piano granchio blu, aiutare comparto

Ass. Mammmi (E.-R.): bene piano granchio blu, aiutare compartoRoma, 22 gen. (askanews) – “Il piano presentato dal Governo per contrastare l’avanzata del granchio blu è una notizia positiva, che può segnare una svolta importante. Ora è fondamentale lavorare con tempestività e in coordinamento con le istituzioni regionali e locali, con le associazioni di pesca e le imprese, che non si sono mai sottratte al confronto e alla necessità di trovare soluzioni condivise”. Così l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi, commenta le sei misure del piano di intervento per il contenimento e il contrasto del fenomeno della diffusione e proliferazione del granchio blu, presentate questa mattina al Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare alla presenza dei ministri dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e del commissario straordinario nazionale, Enrico Caterino.


“Ringrazio il Governo e il commissario per aver presentato questo piano – sottolinea Mammi, che ha partecipato all’incontro a Roma – La Regione Emilia-Romagna farà come sempre la propria parte: abbiamo già messo a disposizione 2 milioni di euro per ristorare le imprese, per la raccolta e lo smaltimento del granchio e metteremo a disposizione un altro milione di euro nel bilancio 2025 a fronte di danni molto pesanti che hanno colpito il comparto anche nel corso del 2024”. Inoltre, proprio Mammi sarà a Goro insieme al presidente della Regione, Michele de Pascale, il 30 gennaio per un nuovo incontro con le imprese e le associazioni di pesca: “continueremo il confronto che dall’inizio dell’emergenza ci ha portato ad ascoltare il loro grido di allarme e a trovare insieme modalità e soluzioni per affrontare questo dramma”.


Nella sacca di Goro e nelle Valli di Comacchio, infatti, annualmente venivano prodotte circa 16mila tonnellate di vongole, che corrispondono al 55% della produzione italiana e al 40% di quella europea, con circa 1.700 addetti che fanno riferimento alle marinerie di Goro e di Comacchio. “E’ evidente, dunque, il valore di questa economia non solo per il nostro territorio ma per l’intero Paese – prosegue Mammi – il delta del Po è leader a livello nazionale ed europeo nella produzione di vongole, un grande patrimonio economico che è stato duramente colpito da questo fenomeno, causando implicazioni anche di natura sociale per la tenuta delle stesse comunità, in un territorio nel quale l’acquacoltura è la prima economia e fonte di reddito”. Dunque, conclude l’assessore, “serve intervenire presto, con tempestività e con una strategia condivisa anche a livello nazionale, che dovrà vederci tutti impegnati anche nei prossimi mesi. Ringrazio le imprese e le associazioni di pesca per il continuo confronto e la volontà di trovare soluzioni condivise. Con loro e assieme ai sindaci e al prefetto di Ferrara – conclude l’assessore -, la Regione continuerà a presidiare e cercare soluzioni per contrastare la diffusione del granchio blu”.

Maltempo ottobre 2024 in E-R, ok Regione a declaratoria

Maltempo ottobre 2024 in E-R, ok Regione a declaratoriaRoma, 16 gen. (askanews) – La giunta regionale ha approvato la declaratoria delle delimitazioni territoriali per il maltempo che tra il 17 e il 20 ottobre 2024 ha interessato le province di Ferrara, Bologna e Reggio Emilia. Una serie di violente piogge alluvionali che hanno causato danni ingentissimi alle imprese agricole, alle abitazioni civili e alle infrastrutture pubbliche.


“Alla luce dell’ennesima ondata di maltempo eccezionale che ha colpito il nostro territorio, la Regione ha predisposto tutte le norme necessarie per permettere alle imprese agricole colpite di presentare domanda per gli indennizzi- sottolineano in una nota il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi – La richiesta al Governo è ora di fare presto: vanno riconosciuti i giusti rimborsi, così come la Regione è impegnata nella messa in sicurezza del territorio attraverso risposte tempestive e concrete. Bene intanto i provvedimenti nazionali per riconoscere i primi indennizzi anche ai cittadini privati colpiti dai danni”. La delibera, spiega la Regione in una nota, è un passaggio necessario che ora permetterà in particolare alle aziende agricole di poter presentare domanda per gli indennizzi relativi agli eventi catastrofali ai sensi del Decreto Legislativo n. 102/2004, che garantisce la copertura per i danni ai terreni, agli edifici e alle macchine agricole. La declaratoria e le relative richieste di indennizzi da parte delle imprese si rendono necessarie per permettere al Ministero dell’Agricoltura di indennizzare gli agricoltori attraverso uno stanziamento complessivo annuale, che ha validità dallo scorso 1 settembre fino al 1 settembre 205. Le domande potranno essere presentate dopo la pubblicazione del relativo Decreto da parte del Ministero dell’Agricoltura e Sovranità Alimentare.

Credem prima in Europa per solidità, secondo l’analisi della Bce

Credem prima in Europa per solidità, secondo l’analisi della BceRoma, 18 dic. (askanews) – Il Credito Emiliano rivendica di risultare l’istituto più solido a livello europeo ed il migliore in Italia sulla base dei requisiti patrimoniali monitorati dalla Banca centrale europea nell’utima procedura vigilanza (Srep o Supervisory Review and Evaluation Process). “Questo risultato rappresenta per tutti noi un motivo di grande soddisfazione che conferma la bontà delle scelte lungimiranti che abbiamo fatto nel corso del tempo e ci spinge a continuare ad investire su una crescita equilibrata e di lungo termine che possa generare valore per tutti i portatori di interesse con cui il Gruppo interagisce – dichiara con un comunicato Angelo Campani, direttore generale di Credem -. Sono orgoglioso di fare parte di un Gruppo Bancario italiano ai vertici in tema di solidità a livello europeo”.


Il requisito preso in considerazione è il Pillar 2 Requirement (P2r) che per il Gruppo Credem è pari all’1%, “parametro al primo posto in Italia ed in Europa , in base ai dati pubblicati ieri della Bce riguardo al panel di istituti vigilati direttamente da Francoforte che ne hanno dato diffusione”. L’analisi annuale svolta dalla Bce, si legge, ha così confermato la solidità del modello di business e dei presidi di gestione dei rischi di Credito Emiliano. Conseguentemente, il requisito patrimoniale complessivo, che indica il livello minimo di capitale da rispettare a fronte delle attività svolte dal Gruppo ed a tutela dei risparmiatori, dal 1° gennaio 2025, ammonta a 7,60% (8,01% considerando anche il Syrb, il nuovo buffer introdotto da Banca d’Italia) per quanto riguarda il Cet1 ratio. I requisiti per il Tier 1 ratio e per il Tier Total sono invece rispettivamente fissati a 9,70% e 11,95%, questi ultimi già comprensivi del suddetto Syrb.


A fine settembre 2024 tutti i coefficienti patrimoniali del Gruppo sono ampiamente superiori ai requisiti. In particolare, prosegue Credem, il Cet1 Ratio a livello di Credemholding (perimetro di vigilanza) è pari a 15,8% con un buffer rispetto al requisito SREP tra i più ampi del sistema e pari a 779 punti base. Il Gruppo Credem a fine settembre 2024 ha registrato un total business, tra prestiti e raccolta complessiva, pari a 137 miliardi di euro.

Agricoltura, Gardini: dopo ok Ue da Governo subito sgravi imprese alluvionate

Agricoltura, Gardini: dopo ok Ue da Governo subito sgravi imprese alluvionateRoma, 16 dic. (askanews) – «Una buona notizia dalla Commissione Europea. Ringarziamo la Ministra del Lavoro Calderone per il lavoro svolto e le chiediamo di rendere immediatamente operativi gli sgravi contributivi a favore delle imprese agricole alluvionate di Emilia Romagna, Marche e Toscana». Lo chiede Maurizio Gardini dopo il disco verde arrivato dalla Commissione Europea che, si legge nella nota “ha approvato un regime di 167 milioni ai datori di lavoro del settore della produzione agricola primaria colpiti dall’alluvione di maggio 2023 e che già rischiano di perdere liquidità finanziaria a causa delle difficoltà del mercato agricolo provocate dalla guerra della Russia contro l’Ucraina”.

A Parma un festival per narrare effetti e valore sociale dell’industria

A Parma un festival per narrare effetti e valore sociale dell’industriaMilano, 23 nov. (askanews) – Nel 1961, Elio Vittorini scriveva su Menabò, rivista diretta da lui stesso insieme a Italo Calvino, che “la verità industriale risiede nella catena di effetti che il mondo delle fabbriche mette in moto”. E in effetti l’industria è molto più che un semplice luogo di produzione, ma un microcosmo che plasma la nostra società: scandisce il tempo del lavoro, modella le relazioni sociali e intreccia il tessuto urbano, influenzando economia, politica e visioni del mondo. A esplorare questi “effetti” attraverso cinema, letteratura, pubblicità, mostre, reportage e documentari, arriva il primo Festival della narrazione industriale – Confronto tra generazioni.


Dal 28 al 30 novembre, Parma ospiterà in vari luoghi della città intellettuali, imprenditori, studenti universitari e giornalisti, che daranno voce a una riflessione corale sul passato e il presente dell’industria, invitando pubblico e cittadinanza a riflettere su come l’industria abbia trasformato le nostre vite. A cominciare dagli anni del boom economico, che hanno segnato il passaggio epocale del Paese da una società agricola a una industriale, raccontata da scrittori come Volponi o Ottieri, fino ad arrivare ai giorni nostri. Gli eventi del festival, a ingresso libero e gratuito, saranno disseminati in tre giorni fra vari luoghi della città e raccontano il microcosmo industriale attraverso diversi modelli di narrazione. Quello cinematografico (da “Rocco e i suoi fratelli” alla dark comedy “Il capo perfetto”) , letterario e teatrale, il racconto giornalistico, ma anche i podcast, grazie alla collaborazione tra aziende del territorio e università e quello della narrazione pubblicitaria, anche questa termometro di quanto l’industria abbia accompagnato o guidato i cambiamenti sociali dell’Italia, rispondendo o anticipando i bisogni e i desideri di tante generazioni: una mostra metterà al centro i cimeli dell’Archivio Storico Barilla, come le campagne pubblicitarie degli anni Sessanta con Mina.


Secondo Isotta Piazza, docente di Letteratura italiana all’Università di Parma e presidente del comitato scientifico del Festival della narrazione industriale, “Per capire gli effetti dell’industria sulla nostra società e le nostre vite, i dati non bastano, ma la narrazione riesce a ricomporre in un unico discorso le tante parti della nostra esperienza e sa restituire sia la parte tangibile del mondo della fabbrica che la sfera morale, etica, emotiva. Il racconto è spaccato storico ma, insieme, tentativo di attribuire a tutto ciò un senso e un valore”. Le fa eco Giuseppe Iotti, presidente del Comitato organizzativo e ideatore del progetto: “Oggi l’industria ha obiettivi che vanno oltre il profitto, pensiamo ai bilanci di sostenibilità, sociale e ambientale: aziende che si confrontano non solo con sindacati e amministrazioni pubbliche, ma anche con le persone che vivono e lavorano in quelle realtà e nei territori in cui operano. Queste storie meritano di essere raccontate, perché la manifattura ha ancora un ruolo centrale nella nostra società, anche in un’epoca in cui vi sono settori in crisi, e peraltro anche le crisi meritano di essere narrate”. Il Festival della narrazione industriale – Confronto tra generazioni è patrocinato da Comune di Parma, Regione Emilia-Romagna, Unione parmense degli industriali, Gruppo imprese artigiane di Parma, Fondazione MonteParma, Museimpresa, Università di Parma e Gazzetta di Parma, con il sostegno di diverse imprese del territorio, tra cui Crédit Agricole e il gruppo Barilla.

San Marino, S&P assegna BBB-/A-3 rating, prospettive stabili

San Marino, S&P assegna BBB-/A-3 rating, prospettive stabili

Roma, 13 nov. (askanews) – L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha assegnato alla repubblica di San Marino i rating di credito sovrano in valuta estera e locale a lungo e breve termine “BBB-/A-3” a San Marino. Le prospettive sono stabili.


Ci aspettiamo – si legge in una nota dell’agenzia statunitense – che la crescita del PIL reale di San Marino si rafforzi all’1,0% quest’anno e ulteriormente nei prossimi anni, sostenuta da una forte domanda interna e dalla prevista ripresa nei principali partner commerciali, dopo un rallentamento nel 2023. Inoltre, crediamo che la prossima attuazione dell’accordo di associazione con l’UE fungerà da ulteriore ancora per gli standard di governance e sosterrà la crescita economica. • S&p valuta positivamente l’attuazione da parte del governo delle riforme del mercato del lavoro e del sistema pensionistico e i progressi nella ristrutturazione del settore bancario tramite l’istituzione di un veicolo speciale, Asset Management Company (AMC), che ha ridotto sostanzialmente le esposizioni non performanti al 24,6% dei prestiti a livello di sistema a giugno di quest’anno dal 55% di aprile 2023.


Prevediamo – si legge ancora – che il debito pubblico netto, comprese le passività rimanenti relative alla risoluzione della Banca Nazionale Sammarinese (BNS), scenderà da circa il 64% del PIL nel 2023 a circa il 60% nel 2027, in assenza di qualsiasi ulteriore supporto diretto del sistema bancario oltre alle nostre attuali proiezioni. Secondo S&P le prospettive stabili bilanciano i rischi per la performance economica di San Marino derivanti dalla domanda esterna più debole con ulteriori miglioramenti nella posizione di bilancio del governo e la risoluzione delle sfide in sospeso nel settore bancario.