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King’s è il nuovo partner dell’LR Vicenza calcio

King’s è il nuovo partner dell’LR Vicenza calcioRoma, 23 ott. (askanews) – King’s Salumi, leader di mercato nella produzione di Prosciutto San Daniele Dop e importante player nella produzione di specialità della salumeria italiana (106,3 mln di euro di fatturato nel 2023) è il nuovo sponsor dell’LR Vicenza calcio.


La nuova partnership con la squadra militante nel campionato di serie C prevede, a partire dal 26 di ottobre e per tutte le partite della stagione 2024/2025, la presenza del logo King’s sui led a bordo campo, sui display della sala stampa e nello spot sul maxischermo dello stadio Romeo Menti di Vicenza. Inoltre, il marchio sarà presente anche nell’area hospitality “LR Casa Vicenza”, sul sito del club nella sezione “Sponsor e Partner” e nelle occasioni di comunicazione della squadra. Per Corradino Marconi, AD di King’s: “È un orgoglio sostenere una squadra con una tradizione calcistica così importante e longeva. Una partnership, questa, espressione del legame che King’s sta consolidando con il mondo del calcio di serie A per essere sempre più vicina agli italiani, far conoscere il brand e il suo ampliamento di gamma a tutte le famiglie della salumeria italiana. Abbiamo deciso di scendere in campo al fianco del Vicenza con la convinzione di poter tornare a calcare scenari prestigiosi insieme”.

Bitget e Foresight Ventures investono 30 milioni nella blockchain TON

Bitget e Foresight Ventures investono 30 milioni nella blockchain TONRoma, 19 ott. (askanews) – La capitalizzazione attuale del mercato cripto è di 2.1 trilioni, secondo i dati di Coinmarketcap, con Bitcoin che rappresenta il 56.9% della quota totale. Il settore, inoltre, sta crescendo in modo significativo: oggi, circa 562 milioni di persone nel mondo, pari al 6,8% della popolazione globale, possiedono valute digitali, un balzo del 34% rispetto ai 420 milioni del 2023. La fascia d’età più rappresentata tra i possessori è quella tra i 24 e 35 anni, che costituisce il 34% del totale. Tra le 30 principali economie con il tasso più elevato di possesso di criptovalute spiccano gli Emirati Arabi Uniti, Singapore e la Turchia. L’Asia si conferma leader assoluta, con un aumento di possessori da 268,2 milioni a 326,8 milioni, seguita dal Nord America, che raggiunge 72,2 milioni di persone (Fonte: The State of Cryptocurrency Ownership Worldwide in 2024 redatto da Triple-a.io, azienda internazionale di servizi finanziari).


La tecnologia blockchain inscindibilmente collegata al mondo delle criptovalute e fautrice dell’era del Web 3.0, ha permesso agli utenti digitali, non solo di consumare e generare contenuti, ma anche di possedere dati e oggetti in modo inequivocabile e trasparente. La tokenizzazione degli asset diventerà una prassi sempre più consolidata, portando il valore del mercato, secondo le stime di Boston Consulting Group, a sfiorare i 16 trilioni di dollari entro il 2030. Nell’ambito di un mercato molto promettente e in costante evoluzione, s’inserisce la blockchain TON (The Open Network blockchain), con oltre 900 milioni di utenti Telegram e protagonista di una delle crescite più rapide del 2024. La realtà ha appena incassato un investimento di 30 milioni di dollari da parte di Bitget, società Web3, exchange di criptovalute leader nel mondo, e di Foresight Ventures, importante società di investimento Web3. La cifra è destinata all’acquisizione di token TON e accelererà l’adozione di nuove tendenze e servizi, come il Tap-to-Earn e il GameFi, nell’ambito dell’ecosistema TON.


L’investimento nella blockchain TON arriva in un momento di forte crescita della base utenti di Bitget che, nel terzo trimestre 2024, ha raggiunto 45 milioni di utenti globali, quasi il doppio rispetto allo scorso anno. Questa progressione è in parte attribuibile alla crescente domanda di progetti innovativi, in particolare quelli guidati da piattaforme come TON. “La partnership di Bitget con la blockchain TON permette di integrare la nostra esperienza nell’infrastruttura cripto con l’architettura decentralizzata di TON, potendo sviluppare prodotti e soluzioni innovativi. Insieme, stiamo conducendo il settore cripto all’adozione di massa, come mai visto fino ad ora”, ha commentato Gracy Chen, CEO di Bitget.


Lo sviluppo dell’ecosistema TON rappresenta la più grande opportunità di crescita nel mercato delle criptovalute per quest’anno e per i prossimi 3-5 anni. Ha registrato, in particolare, un’impennata sorprendente, passando da 100.000 a 1,2 milioni di transazioni giornaliere nel corso dell’anno. Il TVL si attesta attualmente a 350 milioni di dollari, con una crescita di 18 volte in soli 6 mesi. “Guardando al futuro, TON ha un potenziale significativo per l’adozione di massa. Con la sua integrazione con Telegram e il supporto di una solida comunità di utenti, TON è ben posizionata per diventare una rete blockchain leader a livello globale” prosegue Gracy Chen, CEO di Bitget.


Forest Bai, cofondatore e CEO di Foresight Ventures, commenta: “L’ecosistema vanta attualmente oltre 1.000 dApp, di cui molte con milioni di utenti. Ci auguriamo di continuare a sostenere gli sviluppatori dell’ecosistema TON, fornendo supporto in termini di investimenti, incubazione e attività di marketing”. Grazie all’investimento di 30 milioni di dollari, Bitget e Foresight Ventures si dedicheranno ancora di più alla governance e ai futuri piani di sviluppo della blockchain TON, sostenendo la nascita e il lancio sul mercato di un maggior numero di dApp di successo basate su TON.

Telepass e Atlante insieme per la ricarica rapida dei veicoli elettrici

Telepass e Atlante insieme per la ricarica rapida dei veicoli elettriciRoma, 17 ott. (askanews) – Telepass, società italiana leader del telepedaggio e della mobilità integrata, e Atlante, la società del Gruppo NHOA dedicata alla rete di ricarica rapida e ultra-rapida per veicoli elettrici, annunciano una partnership per rendere disponibili oltre 1.000 punti di ricarica elettrica su tutto il territorio nazionale tramite un semplice click dall’App Telepass.


In questo modo, i clienti Telepass, tramite l’app sul proprio cellulare, potranno accedere facilmente, in aggiunta a tutti i servizi per la mobilità urbana ed extra-urbana, anche agli oltre 1.000 punti di ricarica Atlante disponibili in Italia. Tutti i punti di ricarica Atlante sono aperti 24/7, compatibili con ogni modello di veicolo elettrico e alimentati al 100% da energia rinnovabile. Inoltre, offrono potenze da 22 kW a 300 kW per rispondere in modo adeguato alle diverse esigenze di ricarica degli automobilisti. Questa sinergia estenderà la rete di ricarica interoperabile di Telepass e aumenterà la visibilità del network di Atlante, supportando la crescita di una mobilità sostenibile in Italia con servizi sempre più smart, integrati e orientati al cliente.


L’obiettivo di Telepass, risultato di una visione aziendale orientata a fornire al cliente i servizi di cui ha bisogno e ridurre l’impatto ambientale sul pianeta, è quello di offrire ai propri clienti un ecosistema sempre più completo e capillare di servizi per la mobilità, garantendo contemporaneamente risparmio di tempo e facilità di utilizzo, in un’ottica sempre più green. Telepass, infatti, ha messo al centro della propria strategia di business il concetto di sostenibilità, in linea con l’impegno più ampio assunto dal Gruppo Mundys per contrastare il cambiamento climatico attraverso obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di breve, medio e lungo termine, abilitando la transizione verso una mobilità sempre più sostenibile, anche grazie all’adozione di tecnologie o sinergie innovative, come questa. “L’integrazione delle stazioni di ricarica di Atlante nel nostro ecosistema di mobilità, ci permette di ampliare l’offerta per i nostri clienti e promuove stili di mobilità sempre più sostenibili e smart in città tra le più inquinate e trafficate in Italia. La nostra offerta consente l’accesso, attraverso l’App di Telepass, a una delle reti di ricarica elettrica interoperabili più estese d’Italia con oltre 40.000 punti di ricarica attivi e grazie alla partnership con Atlante aggiungiamo un ulteriore tassello nel promuovere comportamenti virtuosi e green”, commenta Aldo Agostinelli, Chief Consumer Sales and Marketing Officer di Telepass.


“L’accordo con una realtà leader come Telepass rappresenta un passo fondamentale nell’avvicinare la ricarica elettrica rapida e ultra-rapida agli utenti. L’integrazione del network Atlante sull’App Telepass rafforza il nostro ruolo di facilitatori della mobilità elettrica in Italia, semplificando il processo di ricarica per i driver di veicoli elettrici grazie a soluzioni sempre più accessibili ed efficienti”, dichiara Gabriele Tuccillo, CEO di Atlante Italia. Questa partnership conferma la presenza di Atlante tra gli apripista nel mondo della mobilità elettrica, puntando su una strategia innovativa e sull’integrazione dei diversi servizi. L’aumento dell’accessibilità ai punti di ricarica in Italia si inserisce nella visione di Atlante di plasmare una mobilità a zero emissioni e fruibile da tutti nel Sud Europa.


Per usufruire del servizio è necessario scaricare l’App Telepass e selezionare l’infrastruttura di ricarica Atlante: attraverso la mappa delle stazioni attive sarà possibile individuare agilmente il punto di ricarica disponibile più vicino.

Registrare il marchio atto necessario

Registrare il marchio atto necessarioRoma, 16 ott. (askanews) – Sono oltre 60mila i marchi registrati ogni anno. L’avvocato Angelo Cardarelli, esperto del settore, spiega cosa può capitare a un’azienda che non tutela il proprio logo. Occhio alle recenti richieste fraudolente di pagamento da parte di falsi Enti ministeriali… A un occhio poco attento può sembrare una questione di scarsa rilevanza. Si pensa più ai bilanci o al marketing ma si sottovaluta la tutela del proprio marchio che, a lungo andare, può creare problemi di grande rilevanza. “Eppure -spiega l’avvocato Angelo Cardarelli, uno dei massimi esperti in materia- il brand ha maggiore valore e tutela se legalmente registrato. Altrimenti si può pure rafforzarlo in termini reputazionali ma poi il lavoro rischia di non avere l’effetto desiderato proprio perché non totalmente protetto dal punto di vista giuridico. Il primo passo dunque è quello della registrazione, un atto necessario per difendere il segno distintivo della propria attività”.


La registrazione di un marchio non è obbligatoria, ma è certamente necessaria per poter esercitare i diritti che la legge riconosce al suo titolare, quindi senza preoccupazioni circa le altrui pretese o richieste. Non farlo vuol dire esporre la propria azienda e il proprio nome al rischio di atti di contraffazione illegittimi, i quali sarebbero dannosi sia per la reputazione che per l’immagine dell’imprenditore. “Una volta depositato, il marchio – sottolinea Cardarelli- deve essere costantemente monitorato, controllando che non vengano successivamente depositati marchi identici o simili al proprio. I danni che possono derivare a un’impresa dalla copia non autorizzata del proprio brand possono essere enormi. Un potenziale acquirente, per esempio, si potrebbe trovare a interagire con un terzo e, magari, ottenere un servizio scadente che potrebbe poi indurlo a non acquistare più dall’impresa originale”. La registrazione, dunque, è un atto di difesa indispensabile, che tra le altre- permette di estendere la portata difensiva che ne deriva anche a segni ulteriori magari non registrati e/o registrabili. Lo dimostra una vicenda che di recente ha destato l’interesse degli operatori del settore. Un’azienda siciliana, composta da due soci, si è trovata al centro di una questione spinosa: “Il marchio -ricorda Cardarelli che ha difeso il titolare- risultava di proprietà del socio di minoranza che lo aveva concesso in uso all’azienda di cui deteneva comunque una quota significativa. A seguito di dissidi derivanti da una differente visione imprenditoriale, quest’ultimo è stato costretto a inibirne successivamente l’utilizzo. Ne è nata una vertenza culminata con un procedimento cautelare che, conclusosi vittoriosamente, ha permesso di estendere la tutela non solo al marchio in sé, ma, proprio grazie alla registrazione di tale segno principale, a tutti gli ulteriori segni distintivi allo stesso associabili, anche non registrati. In forza di tale decisione la controparte è stata, costretta a cessare immediatamente l’utilizzo del marchio registrato e/o della denominazione come ad esempio ditta, ragione sociale, insegna, dominio della e-mail aziendale e del sito web, divise dei dipendenti et similia. Ma non solo, è stato inibito alla controparte anche l’utilizzo della ‘propria’ denominazione sociale la quale era rappresentata dall’acronimo più sostantivo del titolare del marchio registrato poiché considerato idonea a ingannare e fuorviare il cliente finale. In aggiunta, si è riusciti a ottenere la condanna di controparte al pagamento di una penale per ogni giorno di ritardo, fissata in 300,00 euro al dì”.


Questo è molto importante poiché, con tale pronuncia confermata in sede di reclamo, il Tribunale, oltre a dare importanti chiarimenti in ordine alla conclusione dei contratti di licenza per facta concludentia, ha riconosciuto immediata difesa non solo all’imprenditore danneggiato ma anche all’intero mercato a cui questi si rivolge. In altre parole, i giudici avallando le tesi difensive sviluppate da questa difesa nei diversi atti, hanno dimostrato una spiccata sensibilità nella tutela dell’affidamento che un normale cliente può riporre sull’effettivo esecutore della prestazione richiesta, difendendolo da pratiche commerciali non corrette e volte a sfruttare l’altrui notorietà di segni distintivi anche non registrati. Da qui, l’importanza di registrare il proprio brand anche perché, secondo Unioncamere, in Italia vengono registrati circa 60mila marchi (63mila nel 2023) e questo dà il senso della crescente attenzione da parte degli imprenditori. Ma con un’ulteriore annotazione: “Nei primi mesi del 2024, sono state recapitate -conclude Cardarelli- richieste fraudolente di pagamento provenienti da diversi indirizzi e-mail ingannevoli con domini come @minister.com, @ufficio-mimit.com e @marchi-mimit.com. Prestate attenzione perché si tratta di richieste fraudolente che non provengono né dal MIMIT (Ministero delle imprese del Made in Italy) né dall’UIBM, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi”.

Per il benenessere dei dipendenti, ecco MAG PERSONAL WELFARE

Per il benenessere dei dipendenti, ecco MAG PERSONAL WELFARERoma, 15 ott. (askanews) – Il welfare aziendale è un elemento chiave per le politiche retributive e uno strumento fondamentale per valorizzare il capitale umano e favorire lo sviluppo delle aziende anche in ottica di sostenibilità. In un contesto economico e sociale in continua evoluzione, con un mercato sempre più competitivo, numerosi studi dimostrano che le politiche aziendali finalizzate a promuovere il benessere psicofisico degli individui possono influenzare in maniera significativa la produttività e la qualità del lavoro nella maggiore attrattività delle imprese, nel senso di fidelizzazione e coinvolgimento dei dipendenti, nel minor assenteismo.


In quest’ottica il gruppo MAG, storico broker di Assicurazione, annuncia il lancio di MAG PERSONAL WELFARE, un protocollo unico e personalizzabile che offre alle aziende l’opportunità di distinguersi attraverso l’adozione di innovative strategie di welfare, mirate al benessere generale dei propri collaboratori. Un’offerta innovativa, caratterizzata da una flessibilità unica sul mercato rispetto ai piani attualmente disponibili che consente l’accesso a una varietà esclusiva di prodotti e servizi in ottica di prevenzione sanitaria, psicofisica, sportiva e di piani sanitari strutturabili in base alle singole esigenze. 5 le azioni previste nel protocollo, con l’obiettivo di incentivare lo sviluppo di stili di vita sani, ridurre i fattori di rischio, scoraggiare la sedentarietà: – ALIMENTAZIONE EQUILIBRATA: favorire una dieta sana per migliorare la salute e la concentrazione;


– ATTIVITÀ FISICA: promuovere la pratica sportiva per potenziare i livelli di energia e ridurre lo stress; – EQUILIBRIO VITA PRIVATA-LAVORO: conciliare gli aspetti personali e professionali per accrescere la soddisfazione e la motivazione;


– SPAZI DI LAVORO CONFORTEVOLI: creare un ambiente accogliente che faciliti la produttività; – SMART WORKING: offrire flessibilità per migliorare l’efficienza e il benessere. Ulteriore elemento di novità del progetto l’introduzione della Be Card, uno strumento che consente di arricchire le tutele assistenziali, offrendo servizi complementari anche per il nucleo familiare. Ogni piano potrà essere personalizzato con l’aggiunta di test nutri-genetici, check-up e la possibilità di effettuare upgrade.


“Siamo fieri di lanciare un progetto che risponde alle esigenze moderne di aziende e dipendenti attraverso soluzioni su misura, pensate per massimizzare il benessere e la produttività. Siamo convinti che possa rappresentare una svolta significativa per quanti vorranno condividere questa nuova filosofia di welfare”, dichiara il Presidente del gruppo MAG Pierluca Impronta. La natura personalizzabile di MAG PERSONAL WELFARE rappresenta il valore aggiunto del progetto per la Responsabile Specialty Welfare & Benefits di MAG Alessia Maggiani secondo la quale “le aziende potranno costruire i propri piani di welfare scegliendo tra una vasta gamma di servizi e piani di assistenza modulari, adattandoli ai propri obiettivi e alle esigenze di budget. L’ulteriore personalizzazione coinvolge il singolo dipendente che potrà decidere di ampliare la propria tutela assistenziale con l’accesso a beni, prodotti e servizi che non sarebbero per lui altrimenti disponibili sul mercato”.

Quindici posti di lavoro per apertura nuovo supermercato Tigre a Perugia

Quindici posti di lavoro per apertura nuovo supermercato Tigre a PerugiaRoma, 14 ott. (askanews) – Un nuovo supermercato Tigre del Gruppo Gabrielli si va ad aggiungere ai tre Superstore Oasi aperti nel capoluogo umbro nel 2016, nel 2019 e nel 2023. Un punto vendita molto atteso nella zona. Il taglio del nastro è in programma giovedì 17 ottobre 2024 e sarà subito aperta la vendita al pubblico. Il progetto del nuovo supermercato Tigre è curato da Andrea Lodovisi che vanta circa 20 anni di esperienza all’interno del Gruppo Gabrielli, negli ultimi quattro come responsabile dei supermercati delle Marche e quadro d’azienda e, in precedenza, come direttore aveva gestito con successo l’apertura di diversi punti vendita tra cui i primi due ipermercati Oasi a Perugia.


“Ho accettato la sfida di aprire questo nuovo supermercato Tigre con l’obiettivo di creare un punto di riferimento per le persone del quartiere – spiega Andrea Lodovisi, amministratore unico della gestione del nuovo supermercato Tigre di Perugia -. In realtà si realizza un sogno che inseguo da una vita. I miei nonni avevano una bottega di paese e desideravo creare un’attività simile. Ho avuto tante proposte in passato, ma ho sempre aspettato il momento giusto. Questa volta ho accettato, perché c’è la giusta location ed ho il supporto di un’affidabile e solida realtà come il Gruppo Gabrielli. Aprire questa attività per Ponte d’Oddi per me è motivo di orgoglio”. È con grande entusiasmo e la voglia di fare bene che Andrea Lodovisi si appresta ad aprire i battenti del nuovo Tigre, con l’obiettivo che diventi il negozio di fiducia per la spesa di tutti i giorni, accogliendo i clienti in un ambiente familiare e offrendo prodotti di qualità con un servizio attento alle loro esigenze. “La mia filosofia è riproporre un punto vendita alimentari, che mi permetto di definire ‘di una volta’, dove tutti si sentano in una grande famiglia sia i collaboratori che i clienti – sottolinea Lodovisi -. Un progetto ambizioso a cui pensavo da anni. Cercheremo di essere più competitivi possibili, ma quello che conta per noi è creare il rapporto umano e la vicinanza al cliente, in un ambiente accogliente e di cortesia. Sarà quindi diverso dalla situazione che si può trovare nella grande distribuzione. Nel nostro piccolo, inoltre, abbiamo creato 15 posti di lavoro e potrebbero crescere nel tempo”.


Il nuovo Tigre di Perugia si presenta quindi come una realtà dal duplice aspetto: quello della bottega di una volta dallo spiccato sapore umano e quello del supermercato organizzato in maniera altamente moderna con alle spalle un’azienda di valore. Tra i servizi offerti ci sarà anche la consegna a domicilio della spesa preparata dal cliente all’interno del supermercato. “Si tratta di un servizio non presente in zona e a cui tenevamo – sottolinea Lodovisi -. Abbiamo previsto da subito anche iniziative sociali per dare il nostro contributo alle famiglie: due giorni a settimana (mercoledì e sabato) sconto del 10% sulla spesa per gli ultra 70 enni, sconto del 15% sempre due giorni a settimana (martedì e sabato) per nuclei familiari con tre o più figli e infine sconto del 10% per i dipendenti”. Con l’apertura della nuova insegna Tigre a Perugia, la famiglia Gabrielli rafforza la sua presenza in Umbria. Il Gruppo Gabrielli è un riferimento consolidato nel panorama della Grande Distribuzione Organizzata in Italia con 3 diversi format per rispondere ad esigenze diversificate: i superstore Oasi, i supermercati Tigre e il canale franchising Tigre Amico. Il Gruppo Gabrielli nasce nel 1952 e nel corso degli anni si è espanso in 5 regioni fino ad avere oggi 100 negozi in diretta e oltre 200 in affidamento, con un fatturato di più di un miliardo di euro nel 2023. A Perugia il Gruppo Gabrielli è sbarcato nel 2016 con l’insegna Oasi, sempre tramite Andrea Lodovisi. Un’assoluta novità che ha ottenuto da subito grande riscontro e successo. “Attualmente a Perugia si conosce principalmente il marchio Oasi, ma ora l’obiettivo è implementare la presenza dell’insegna Tigre. È questa la sfida che ho fortemente voluto”, conclude Lodovisi.


L’imminente apertura del supermercato Tigre a Ponte d’Oddi a Perugia rappresenterà un punto di riferimento sul territorio. Per informazioni: www.oasitigre.it.

Customer retention: indicatore cruciale per la crescita aziendale

Customer retention: indicatore cruciale per la crescita aziendaleRoma, 10 ott. (askanews) – Acquisire un nuovo cliente può costare da cinque a venticinque volte di più rispetto a trattenerne uno già esistente. Inoltre, aumentare la fedeltà della clientela del 5% può far crescere i profitti di un’azienda dal 25% al 95% (Fonte: Harvard Business Review). Questi dati sottolineano l’importanza della customer retention, ovvero l’insieme di attività volte a mantenere i clienti attuali. Assicurare la loro fedeltà è essenziale per costruire una base di ricavi stabile e duratura, oltre a creare opportunità di business solide e rafforzare la competitività sul mercato.


“La ritenzione dei clienti è il dato più importante che possiede un’azienda, e un requisito fondamentale per garantire una stabilità duratura – afferma Alberto Frisoni CEO di Sales Process Italia -. Non sono gli utili o i KPI di marketing i principali indicatori, ma quanti clienti ogni anno continuano a rimanere fedeli. Nessuna campagna pubblicitaria o di acquisizione potrà mai compensare una perdita significativa di clienti. Se la maggior parte se ne vanno, l’economia aziendale non potrà mai funzionare. Acquisire un nuovo cliente costa sempre di più rispetto a consolidare i rapporti con uno già esistente”. Fidelizzare i clienti non solo assicura una maggiore stabilità economica, ma rappresenta anche un vantaggio strategico per attrarre nuovi consumatori. I clienti soddisfatti e fedeli, infatti, diventano ambasciatori del brand, promuovendolo attraverso il passaparola positivo. Questo meccanismo naturale, supportato da relazioni durature e di fiducia, permette di ridurre i costi di acquisizione e migliorare la redditività complessiva dell’azienda. Secondo Invesp, società di consulenza specializzata nell’ottimizzazione del tasso di conversione, vendere a un cliente esistente ha un tasso di successo del 60-70%, rispetto al 5-20% verso un nuovo acquirente.


“È chiaro dunque che convertire i lead in acquirenti non è sufficiente per garantire la sostenibilità e la redditività aziendale – spiega Alberto Frisoni – comprendere, invece, le esigenze dei clienti e offrire loro soluzioni di valore è essenziale per creare relazioni durature ed avere clienti soddisfatti. Al contrario, puntare su offerte a basso prezzo è una strategia inefficace nel lungo termine. Vendere non si limita a competere sul prezzo, ciò che conta è il valore aggiunto che possiamo offrire: che si tratti di servizi extra, accessori o di un’attenzione personalizzata, questi elementi ci consentono di mantenere i prezzi più alti senza compromettere la competitività, rafforzando al contempo il legame con i nostri clienti. L’obiettivo di una sana strategia aziendale deve essere quello di vendere di più a margini più alti”. È altrettanto importante risolvere rapidamente eventuali problemi che possono sorgere, assicurandosi di raccogliere il feedback dei clienti per migliorare continuamente il servizio offerto. Inoltre, una comunicazione regolare e un ascolto attivo sono fondamentali per costruire e mantenere relazioni durature basate sulla fiducia. Questi aspetti non solo contribuiscono a soddisfare le esigenze della clientela, ma favoriscono anche una partnership duratura e proficua.


La formula per calcolare il tasso di fidelizzazione dei clienti è la seguente: si sottraggono i nuovi clienti acquisiti durante il periodo di riferimento dal totale dei clienti alla fine del periodo. Il risultato ottenuto viene poi diviso per il numero iniziale di clienti e moltiplicato per 100. Cinque elementi chiave Prodotto: la qualità è fondamentale. Non abbassare gli standard per cercare di competere; un prodotto mediocre riflette un’azienda mediocre. “Rispondere alle esigenze del mercato, in modo più soddisfacente rispetto ai competitor”, spiega Alberto Frisoni.


Personal Brand: costruire un legame con i clienti attraverso un’identità forte è cruciale. Le aziende con un personal brand ben definito tendono a creare fiducia e connessione. Marketing e vendite: le due aree devono lavorare in sinergia per comprendere al meglio le esigenze dei clienti e sviluppare offerte e soluzioni personalizzate che rispondono efficacemente alle aspettative della clientela. Alberto Frisoni sottolinea come solo attraverso un approccio integrato, è possibile ottimizzare l’esperienza del cliente e favorire una maggiore soddisfazione con impatti positivi sulla redditività aziendale. Modello di business: adattarsi ai cambiamenti del mercato. Un modello di business obsoleto può compromettere la propria competitività. E’ necessario intervenire costantemente per aumentare sostenibilità e marginalità. Gestione d’impresa: definire l’Abc delle competenze per gestire in modo efficace l’impresa, ampliare il business ed assicurare la qualità di vita dell’imprenditore. “Ciò include le competenze pratiche in gestione finanziaria, quindi budget, cash flow, rapporti con le banche, interventi sul bilancio; i modelli organizzativi come l’organigramma, la definizione di ruoli, mansioni e procedure; e la gestione del personale, cioè selezione, inserimento, formazione e piani di carriera”, conclude Alberto Frisoni.

Milano-Cortina, cerimonia fiamma olimpica esempio talento italiano

Milano-Cortina, cerimonia fiamma olimpica esempio talento italianoRoma, 10 ott. (askanews) – Le Cerimonie Olimpiche e Paralimpiche saranno i momenti iconici dei prossimi Giochi di Milano Cortina 2026 e rappresenteranno un elemento di grande emozione e orgoglio per l’Italia e per tutto il mondo dello sport. Sono stati scelti tre luoghi diversi che a vario titolo raccontano la storia, non solo sportiva, del Paese. Lo stadio San Siro di Milano accenderà i suoi riflettori il prossimo 6 febbraio 2026 per la Cerimonia d’Apertura Olimpica; l’Arena di Verona accoglierà la Cerimonia di Chiusura Olimpica, il 22 febbraio, e di Apertura Paralimpica, il 6 marzo; mentre lo storico Stadio del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti e inaugurato nel 1956 in occasione dei Giochi Olimpici invernali, ospiterà la Cerimonia di Chiusura dei Giochi Paralimpici il 15 marzo.


Questi quattro grandi momenti di spettacolo coinvolgeranno miliardi di persone e racconteranno, a vario titolo, tutti i meravigliosi territori di Milano Cortina 2026 e offriranno l’opportunità di presentare al mondo alcuni luoghi straordinari dello sport e del patrimonio culturale italiano. Un format nuovo per le Cerimonie più viste al mondo, che ha portato la Fondazione Milano Cortina 2026 a scegliere, per la produzione dei quattro momenti iconici, tre tra le agenzie più qualificate e di grande esperienza in questo settore.


Balich Wonder Studio sarà la società incaricata di realizzare la Cerimonia di Apertura Olimpica a Milano; Filmmaster produrrà le Cerimonie di Chiusura Olimpica e di Apertura Paralimpica a Verona e G2 Eventi – Casta Diva Group, costruirà infine la Cerimonia di Chiusura Paralimpica a Cortina. “Siamo davvero entusiasti di collaborare con partner così qualificati e che hanno compreso perfettamente la nostra visione. Siamo certi che contribuiranno con il loro talento, creatività e grande esperienza a rendere uniche le Cerimonie di Milano Cortina 2026 e a promuovere i valori dei Giochi Olimpici e Paralimpici. Ci sarà un fil rouge tra le varie Cerimonie, ma soprattutto, proprio perché siamo i primi Giochi diffusi, per la prima volta ci sarà anche una Cerimonia di Apertura diffusa, con l’obiettivo di coinvolgere il più possibile i veri protagonisti delle Olimpiadi e Paralimpiadi”, ha spiegato Maria Laura Iascone, Ceremonies Director di Fondazione Milano Cortina 2026.


Nei mesi precedenti l’inizio dei Giochi, la Fiamma Olimpica, uno dei simboli più potenti e significativi delle Olimpiadi, attraverserà tutta l’Italia diffondendo i valori dello sport, dell’inclusività e portando con sé un messaggio di pace universale, unità e speranza. Il Viaggio della Fiamma accenderà l’emozione Olimpica nel cuore degli italiani, celebrerà la bellezza del nostro Paese e racconterà le storie delle migliaia di tedofori che avranno l’onore di partecipare alla staffetta. Il progetto del Viaggio della Fiamma Olimpica e Paralimpica è stato affidato alla società ALPHAOMEGA che, in partnership con la società RNK, supporterà la Fondazione Milano Cortina 2026 al fine di rendere questo viaggio una celebrazione collettiva indimenticabile.

Artigiano in Fiera, nuova campagna realizzata in collaborazione con IED

Artigiano in Fiera, nuova campagna realizzata in collaborazione con IEDRoma, 10 ott. (askanews) – Torna dal 30 novembre all’8 dicembre 2024 a Fieramilano Rho l’appuntamento con Artigiano in Fiera, il più importante evento al mondo dedicato all’artigianato e alle micro e piccole imprese: una «piazza» innovativa e internazionale nata per esaltare la bellezza e il valore delle arti e dei mestieri, dove poter fare acquisti originali, autentici e di qualità attenti alla filiera e rispettosi dell’ambiente.


È proprio il mondo valoriale della manifestazione il protagonista della campagna della nuova edizione, realizzata per il terzo anno consecutivo in collaborazione con IED – Istituto Europeo di Design e già online su digital e sui canali social della kermesse e dalle prossime settimane, e fino all’8 dicembre, sulla stampa periodica, quotidiana nazionale e locale, su radio, TV e affissioni locali per ricordare a tutti l’atteso evento, divenuto un classico appuntamento milanese a ridosso di Natale. Intrecciandosi con il tema scelto per l’edizione 2024 – Essere Artigiano è una scelta di vita – la creatività vincitrice è frutto di un contest tra 15 giovani talenti di diversi corsi Triennali e Master IED Milano. L’illustrazione scelta, dal titolo Creazione Congiunta, è firmata dalla giovane graphic designer guatemalteca Mariana Porras, 23 anni, a Milano da circa 4 anni, e rappresenta diverse generazioni di artigiani riuniti in un laboratorio e accomunati dal valore della passione condivisa e trasmessa, della dedizione e della maestria al servizio della qualità.


“Da sempre investiamo nelle nuove generazioni. Per questo anche per l’edizione 2024 continuiamo il percorso di collaborazione con IED, sicuri di poter contare sui giovani talenti del design – ha commentato Antonio Intiglietta, Presidente di Ge.Fi. Gestione Fiere Spa -. L’artigianato come scelta di vita è il tema che abbiamo scelto quest’anno per ribadire il valore del lavoro artigianale vissuto come scelta creativa e consapevole, in un approccio integrato che unisce il rispetto per l’ambiente e le tradizioni locali, un forte senso di comunità, innovazione e progresso tecnologico. Il manifesto scelto incarna l’universo valoriale di Artigiano in Fiera, oggi più che mai impegnato nella sfida di valorizzare una nuova figura di artigiano”. Artigiano in Fiera si svolgerà all’interno di 8 padiglioni che ospiteranno circa 2.800 artigiani da 90 paesi oltre a 27 ristoranti e 20 Luoghi del Gusto.


Un vero e proprio giro del mondo in nove giorni, a cui si può accedere tutti i giorni dalle 10 alle 22.30, con pass gratuito scaricabile su artigianoinfiera.it, per ammirare, toccare con mano e acquistare prodotti artigianali provenienti dall’Italia e dal mondo. Tutte le informazioni sono su artigianoinfiera.it.

Imprese, Luiss Business School ed Equita: nuovi trend nel funding

Imprese, Luiss Business School ed Equita: nuovi trend nel fundingRoma, 9 ott. (askanews) – Luiss Business School ed Equita insieme per approfondire opportunità e nuovi trend nel funding delle imprese. Ne hanno discusso in una giornata di riflessione nel corso della quale sono state presentate le evidenze di uno studio su mercato dei capitali e private debt. Vari speaker istituzionali si sono confrontati sulle principali forme di finanziamento alternative per le aziende rispetto al tradizionale funding bancario.


La giornata, organizzata da Luiss Business School ed Equita, con il patrocinio di Andaf Lazio, ha visto Raffaele Oriani, dean Luiss Business School, Carlo Andrea Volpe, co-head investment banking Equita, e Giammarco Paronitti, componente del comitato Andaf Lazio, aprire i lavori nella cornice di Villa Blanc, sede della business school romana. Francesco Asaro, director DCM & DebtAdvisory Equita, ha presentato i principali risultati dello studio “Il mercato dei capitali di debito e il private debt: opportunità e nuovi trend per rispondere alle esigenze di funding delle imprese italiane”. L’analisi, svolta da Luiss Business School in collaborazione con Equita, ha messo in evidenza un contesto obbligazionario più favorevole, alla luce delle politiche monetarie accomodanti e delle migliori condizioni di mercato rispetto al 2022. Inoltre, ha rilevato come il mercato del debito corporate continui a confermarsi una valida alternativa al canale tradizionale del credito bancario, grazie anche al crescente interesse degli investitori retail per questo tipo di emissioni. Anche il mercato del private debt, in parallelo, ha continuato a crescere, guidato dal direct lending.


Lo studio ha rilevato come le operazioni di Sale & Lease-back costituiscano un’opzione credibile e sempre più attrattiva per le imprese, essendo anch’essa una forma di finanziamento alternativa al canale bancario, che permette di diversificare e ridurre l’esposizione ai fornitori di capitale di debito più comuni e di rimuovere il rischio di rifinanziamento. Alla presentazione dello studio è seguito l’intervento istituzionale di Federico Cornelli, commissario della commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob), e una tavola rotonda a cui hanno partecipato Silvia Maria Rovere, presidente di Poste Italiane, Fabrizio Viola, senior advisor Equita, Andrea Nuzzi, head of corporate and financial institutions Cdp, e Alessandra Genco, chief financial officer Leonardo. Gli speaker hanno contribuito ad approfondire i trend in atto sul fronte del debito e le opportunità che offre il contesto italiano per rispondere alle esigenze di funding delle imprese italiane. L’evento si è concluso con i saluti di Marco Clerici, co-head investment banking Equita. (immagine Francesco Asaro tratta da profilo Linkedin)