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Miele, oltre un italiano su due lo consuma nel periodo invernale

Miele, oltre un italiano su due lo consuma nel periodo invernale

Roma, 4 mar. (askanews) – Oltre il 65% degli italiani utilizza il miele per sedare la tosse e calmare il mal di gola, soprattutto nel periodo invernale. Ma il miele è molto più di un rimedio tradizionale per le vie respiratorie: è un alimento complesso, ricco di composti bioattivi, oggi oggetto di numerose ricerche scientifiche per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e di supporto al benessere generale. In un contesto sempre più attento alla prevenzione e alla cura quotidiana di sé – intesa come stile di vita – i confezionatori di miele di Unione Italiana Food, con l’aiuto della biologa nutrizionista Elisabetta Bernardi, approfondiscono i motivi per cui il miele può essere considerato una vera ‘coccola quotidiana’, non solo per il gusto ma per il suo valore funzionale.

Definito spesso ‘oro liquido’, il miele da secoli è utilizzato nella tradizione popolare per le sue proprietà lenitive e oggi sappiamo che tali effetti sono sostenuti da una composizione biochimica complessa. Il miele – si legge in una nota – contiene oltre 180 composti diversi, tra cui zuccheri semplici (prevalentemente fruttosio e glucosio), enzimi, amminoacidi, vitamine, minerali e una vasta gamma di sostanze antiossidanti, quali polifenoli e flavonoidi . È proprio questa frazione minoritaria – costituita da composti fenolici, acidi fenolici, flavonoidi, carotenoidi e vitamina C – a conferire al miele gran parte delle sue proprietà biologiche . In inverno, oltre 6 italiani su 10 (64,2%) lo consumano quando hanno problemi alle vie respiratorie o non si sentono bene, mentre il 65,6% ne riconosce l’impiego medicamentoso per sedare la tosse e calmare il mal di gola . Oltre 1 italiano su 2 (55,1%) sceglie il miele per le sue proprietà antibatteriche naturali, il 51% lo preferisce perché naturale e privo di additivi. Ma c’è anche un’altra proprietà, forse meno nota: il miele è considerato un vero e proprio comfort food.

Per oltre 1 italiano su 2 (55,4%) la situazione che ispira maggiormente l’utilizzo del miele è a casa, come coccola, in totale relax. Non meno importante la dimensione emotiva: l’85% ritiene che il miele faccia bene all’umore, grazie al fatto che favorisce l’assorbimento del triptofano nel cervello, precursore della serotonina, il neurotrasmettitore del buonumore. Non è raro, infatti, che una tazza di latte caldo o una tisana dolcificata con miele rappresenti il rito serale per eccellenza, un gesto che unisce il bisogno di calore alla ricerca di un sapore autentico e avvolgente.

Con l’aiuto della Dottoressa Elisabetta Bernardi, Specialista in Scienza dell’Alimentazione, biologa e nutrizionista, i confezionatori di miele di Unione Italiana Food presentano i buoni motivi per consumare miele in questo periodo dell’anno e perché il miele è ‘coccola quotidiana’ a cui non rinunciare.

‘Il miele rappresenta un alimento naturale di grande interesse dal punto di vista nutrizionale e funzionale. La letteratura scientifica ne evidenzia la ricchezza in composti bioattivi, in particolare polifenoli e flavonoidi, associati ad attività antiossidante e alla modulazione dei processi infiammatori- commenta Bernardi. – Le sue caratteristiche chimico-fisiche, come il basso contenuto di acqua, il pH mediamente acido (intorno a 3,9) e la presenza di perossido di idrogeno derivante dall’attività enzimatica, contribuiscono a creare un ambiente sfavorevole alla proliferazione microbica. Alcuni studi preclinici e clinici suggeriscono inoltre un possibile ruolo del miele nel sollievo della tosse e nel supporto del benessere gastrointestinale’.

Tutti i motivi per cui il miele può contribuire al benessere quotidiano. Gli amanti del miele gli attribuiscono un ruolo centrale all’interno dell’alimentazione quotidiana. Se oltre 9 italiani su 10 (91,4%) – prosegue il comunicato – lo considerano un integratore naturale, ottima fonte di sali minerali e vitamine, l’89,9% lo definisce un vero e proprio elisir di salute, grazie ai benefici che apporta e l’89,5% lo riconosce come antiossidante naturale, contro il 78,1% che ne sottolinea le proprietà antimicrobiche e antisettiche. In un periodo dell’anno in cui energia, difese naturali e serenità possono essere messi alla prova, il miele si conferma quindi un alleato prezioso.

Ecco tutti i motivi per cui il miele d’inverno è un ottimo supporto per il nostro benessere. Con l’arrivo della stagione fredda, il miele si conferma, infatti, protagonista delle scelte alimentari degli italiani.

1. È un rimedio naturale per tosse e raffreddore. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’American Academy of Pediatrics citano il miele tra le opzioni utilizzabili per il sollievo sintomatico della tosse nei bambini di età superiore a 12 mesi. Uno studio clinico condotto dal Penn State College of Medicine ha osservato che il consumo di miele prima di dormire si associava a una riduzione della tosse notturna e a un miglioramento della qualità del sonno nei bambini con infezioni delle vie respiratorie superiori. Il miele non deve essere somministrato ai bambini al di sotto dell’anno di età.

2. Per il confort dello stomaco. Durante l’inverno possono aumentare episodi di bruciore gastrico, spesso associati a cambiamenti nelle abitudini alimentari e a pasti più abbondanti. Alcune osservazioni riportate in letteratura suggeriscono che la consistenza viscosa del miele possa favorire un effetto lenitivo a livello della mucosa gastroesofagea. In particolare, secondo una ricerca riportata sul British Medical Journal è stato ipotizzato che la sua viscosità possa contribuire a formare uno strato protettivo temporaneo nel tratto superiore dell’esofago, favorendo una sensazione di sollievo nei soggetti con reflusso.

3. Svolge un’azione antiossidante. Il miele contiene composti bioattivi, in particolare acidi fenolici e flavonoidi, associati a un’attività antiossidante documentata in numerosi studi. Gli antiossidanti contribuiscono a neutralizzare i radicali liberi e a contrastare lo stress ossidativo, un processo fisiologico coinvolto nei meccanismi di invecchiamento cellulare. La letteratura scientifica evidenzia che l’equilibrio tra produzione di radicali liberi e sistemi di difesa antiossidante è un fattore rilevante nel mantenimento dello stato di salute generale. Il contenuto e il profilo dei composti fenolici nel miele variano in base all’origine botanica e geografica.

4. Possibile ruolo nel benessere intestinale. Una revisione della letteratura pubblicata su Frontiers ha analizzato le evidenze disponibili sugli effetti del miele a livello gastrointestinale. Studi in vitro e preclinici suggeriscono che alcuni tipi di miele possano esercitare un’attività prebiotica, favorendo positive modificazioni del microbiota intestinale. In modelli sperimentali, il miele ha inoltre mostrato la capacità di creare condizioni meno favorevoli alla proliferazione di alcuni microrganismi intestinali, mentre potrebbe sostenere la crescita di specie ritenute benefiche.

5. Modulazione dei processi infiammatori. Diversi studi sperimentali hanno analizzato l’interazione tra miele e mediatori dell’infiammazione. In modelli in vitro e preclinici, alcuni tipi di miele hanno mostrato la capacità di modulare l’espressione di citochine, con una riduzione di alcuni mediatori pro-infiammatori e un aumento di quelli a funzione regolatoria. Questi effetti sono stati osservati in contesti sperimentali che riguardano sia il tessuto intestinale sia la risposta cutanea.

6. È un supporto naturale contro lo stress e le difficoltà ad addormentarsi- puó contribuire al rilassamento serale. Il miele contiene piccole quantità di triptofano, un amminoacido precursore della serotonina e della melatonina, molecole coinvolte nella regolazione del ritmo sonno-veglia. Inoltre, l’assunzione di carboidrati – conclude la nota – determina una lieve risposta insulinica che può favorire la disponibilità di triptofano a livello cerebrale, attraverso un meccanismo fisiologico ben documentato. Inserito all’interno di una routine serale rilassante, il consumo moderato di miele può contribuire alla sensazione di comfort e rilassamento.

B-CAD Roma 2026, presentata Fiera internazionale al MIMIT

B-CAD Roma 2026, presentata Fiera internazionale al MIMIT

Roma, 2 mar. (askanews) – Si è tenuta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la presentazione della prossima edizione di B-CAD – Fiera Internazionale di Edilizia, Architettura e Design, in programma dal 4 al 6 settembre 2026 al Roma Convention Center La Nuvola. Un appuntamento che si conferma come piattaforma di confronto tra istituzioni, ordini professionali, imprese, università e giovani talenti sui grandi temi della trasformazione urbana, dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità ambientale.

Ad aprire i lavori, Federico Eichberg, Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha sottolineato il ruolo strategico del comparto delle costruzioni nel quadro della competitività nazionale e della transizione tecnologica in corso.

La conferenza stampa si inserisce in un momento di forte attualità per il settore: il Governo ha recentemente avviato la riforma organica della normativa edilizia con l’obiettivo di superare la frammentazione dell’attuale Testo Unico (D.P.R. 380/2001) e adeguare la legislazione ai nuovi canoni di sicurezza sismica, efficienza energetica e qualità costruttiva. Parallelamente, l’entrata in vigore dei nuovi CAM Edilizia dal 1° febbraio 2026 e la proroga dei bonus edilizi contenuta nella Legge di Bilancio 2026 confermano l’attenzione delle istituzioni verso la riqualificazione del patrimonio immobiliare e la transizione verso modelli più sostenibili.

Emanuele Ferraloro, Presidente di Federcostruzioni, ha ribadito l’importanza e la centralità del settore: ‘È fondamentale tornare a raccontare in modo virtuoso il mondo delle costruzioni e dell’edilizia, riportandolo al centro delle politiche industriali del Paese. Occorre ragionare sull’intera filiera e su come immaginiamo il settore tra dieci anni. Anche quando viene messo sotto stress, il comparto dimostra una straordinaria capacità di risposta: è arrivato il momento di cambiare visione e programmare infrastrutture capaci di adattarsi ai cambiamenti. Tra le infrastrutture del futuro e le prossime sfide ci saranno anche i data-center. In questo contesto, eventi come B-CAD sono fondamentali come cassa di risonanza per creare sinergie tra imprese e istituzioni e per fare bene le cose, come noi italiani sappiamo fare’.

Camilla Maiorano, Managing Director di B-CAD, ha sottolineato la visione della manifestazione: ‘Questa piena sinergia con le Istituzioni, Ordini nazionali e territoriali e le Associazioni di categoria, conferma la direzione intrapresa quando anni fa abbiamo ideato questo forma innovativo, che integra alla dimensione espositiva la capacità di creare Sistema tra tutti gli attori della filiera e le Istituzioni, con una marcata proiezione internazionale orientata a favore relazioni e nuove opportunità di business’.

B-CAD si configura così non solo come una fiera, ma come una piattaforma esclusiva in cui networking qualificato e contenuti formativi di alto livello generano opportunità concrete per professionisti provenienti da tutto il mondo. Alla base, la convinzione che la cultura del progetto debba superare i confini specialistici per aprirsi al dialogo con la società nel suo complesso.

La manifestazione si distingue per la forte dimensione di sistema, costruita attraverso la collaborazione con l’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e provincia, l’Associazione Italiana di Architettura e Critica, l’Ordine degli Ingegneri di Roma, il Collegio Geometri di Roma e numerose altre realtà rappresentative del mondo del progetto, della produzione e della comunicazione.

Il ricco programma culturale a rilascio crediti comprenderà convegni, talk, lectio magistralis, premi e mostre. Tra gli appuntamenti di punta, le Lectio magistralis dei vincitori del Premio B-CAD nella sezione ‘Architettura. I maestri. Premio alla carriera’ e Supermostra, curata da Luigi Prestinenza Puglisi e dall’Associazione Italiana di Architettura e Critica, che offriranno una lettura critica e trasversale della produzione architettonica contemporanea.

Le macro-tematiche di B-CAD 2026 spazieranno dall’urbanistica e città contemporanea ai nuovi scenari di politica urbana, recupero del tessuto edilizio esistente, dall’architettura e metropoli del futuro alla dimensione del sacro nell’architettura contemporanea, dalla sicurezza e alla gestione sostenibile del patrimonio edilizio e infrastrutturale, dalla comunicazione e cultura del progetto all’innovazione e design, fino all’intelligenza artificiale, alla rivoluzione digitale e all’internazionalizzazione dei processi progettuali. Sul fronte dell’innovazione tecnologica, B-CAD 2026 dedicherà ampio spazio ai temi della digitalizzazione delle costruzioni, grazie al contributo di IBIMI buildingSMART Italia e AIST (Associazione Italiana Software Tecnico). Saranno approfonditi il ruolo dell’intelligenza artificiale applicata al BIM, l’interoperabilità tra piattaforme digitali (openBIM) e la digitalizzazione delle stazioni appaltanti come strumento strategico per garantire trasparenza, controllo e governance del patrimonio pubblico. Temi che si intrecciano con le sfide dell’automazione dei processi, dell’analisi avanzata dei dati e del supporto alle decisioni progettuali in tempo reale. La sostenibilità ambientale sarà al centro del programma attraverso il contributo dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura (INBAR), che presenterà il progetto Città Osmotica e l’avvio dell’Osservatorio INBAR-B-CAD sulla bioarchitettura. Un percorso strutturato di ricerca, formazione e divulgazione che propone di leggere città e territori come sistemi osmotici, capaci di regolare flussi (acqua, energia, mobilità, dati), e di ripensare l’edificio non come oggetto isolato ma come membrana attiva tra ambienti, climi e forme dell’abitare.

Particolare rilievo sarà riservato ai giovani talenti e ai percorsi formativi. B-CAD 2026 si trasformerà in un vero e proprio campus temporaneo ospitato presso la Nuvola, coinvolgendo accademie, università e istituti di formazione in un programma articolato di laboratori, tirocini e progetti sperimentali. Tra le realtà già coinvolte figurano l’Università degli Studi di Perugia, l’Accademia di Belle Arti di Roma e l’Istituto Alberti di Roma.

Tra le iniziative in calendario torna B-Palace Art, il concorso dedicato agli studenti che pone l’attenzione sulle superfici secondarie degli edifici, invitando a reinterpretare il ‘lato B’ dell’architettura attraverso un utilizzo innovativo dei materiali. Il progetto si sviluppa in collaborazione con Marcegaglia Carbon Steel e Sandrini Metalli.

Completa il programma dedicato alla formazione un panel promosso da Mapei – Ambassador B-CAD 2026 – in sinergia con Formedil, a conferma dell’impegno della manifestazione nel favorire il dialogo tra mondo accademico e settore produttivo. Con B-CAD 2026, Roma si prepara così ad accogliere un grande laboratorio di idee sul futuro dell’abitare e del costruire, capace di mettere in relazione cultura del progetto, industria, innovazione tecnologica e responsabilità pubblica.

Durante la conferenza stampa sono intervenuti inoltre numerosi rappresentanti delle istituzioni professionali e del mondo della progettazione: Giorgio Lupoi, Presidente OICE Confindustria; Massimo Crusi, Presidente del Consiglio Nazionale Architetti; Paolo Biscaro, Presidente del Consiglio Nazionale Geometri; Giovanni Esposito, Presidente del Consiglio Nazionale Periti Industriali; Sofia Capellini, Segretario Nazionale AEFI; Christian Rocchi, Presidente dell’Ordine Architetti Roma; Lorenzo Busnengo, Vicepresidente; Simone Cellitti, Consigliere delegato Innovazione e Internazionalizzazione; Marco Maria Sambo e Luigi Prestinenza Puglisi dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica; Anna Carulli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura; Alessia Maggio (Amaart Architects); Massimo Cerri, Presidente Ordine degli Ingegneri di Roma; Antonio Scaglione, Presidente Collegio Geometri di Roma; Savino Seccia, Key Account Linea Edilizia Mapei; Giovanni La Cagnina, Presidente Associazione Italiana Software Tecnico; Lorenzo Nissim, Presidente IBIMI buildingSMART Italia.

Imprese, da Berlino a Birmingham l’Italia cresce in Europa

Imprese, da Berlino a Birmingham l’Italia cresce in Europa

Roma, 28 feb. (askanews) – Dalla Fruit Logistica di Berlino al LAMMA Show di Birmingham, l’Italia consolida il proprio ruolo di protagonista nei settori strategici dell’ortofrutta, della logistica e della meccanizzazione agricola, trasformando due appuntamenti fieristici chiave in una piattaforma concreta di crescita per il Made in Italy. Al centro di questa strategia – si legge in una nota – si afferma con forza OpportunItaly, il programma di accelerazione del business promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e realizzato da ICE-Agenzia, pensato per rafforzare la presenza delle imprese italiane sui mercati esteri attraverso strumenti strutturati di matchmaking e relazioni commerciali di lungo periodo.

A Berlino, dal 4 al 6 febbraio, Fruit Logistica ha riunito 2.458 espositori provenienti da 90 Paesi su un’area di 128.000 metri quadrati distribuiti in 26 padiglioni, confermandosi la più importante fiera europea per l’intera filiera ortofrutticola e per i servizi logistici connessi. In questo scenario l’Italia si è distinta come primo Paese espositore con circa 380 aziende presenti, di cui 166 dirette, sostenute da una presenza istituzionale compatta e coordinata. Un primato che trova solide basi nei numeri strutturali del comparto: l’ortofrutta italiana vale 18,9 miliardi di euro, rappresenta il 28% della produzione agricola nazionale e coinvolge 258.000 aziende agricole attive.

Nonostante le pressioni competitive e le sfide legate ai costi di produzione, alle normative ambientali e ai cambiamenti climatici, il settore continua a crescere sui mercati internazionali. Nei primi dieci mesi del 2025 – prosegue il comunicato – le esportazioni italiane di ortofrutta sono aumentate dell’11,61% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un incremento del 16% per la sola frutta. La Germania si conferma il principale partner commerciale, assorbendo circa il 30% dell’export italiano del comparto. Tra il 2020 e il 2024 le esportazioni verso il mercato tedesco sono cresciute del 20% a valore, raggiungendo circa 1,9 miliardi di euro, mentre nei primi dieci mesi del 2025 il fatturato ha già toccato 1,7 miliardi di euro, in crescita del 12%. Se il trend verrà confermato, per la prima volta si potrà superare la soglia dei 2 miliardi di euro annui di ortofrutta italiana acquistata dalla Germania.

Il contesto logistico rafforza ulteriormente la rilevanza strategica di questa relazione commerciale. Il settore della logistica in Germania vale oggi tra 330 e 335 miliardi di euro l’anno e potrebbe raggiungere i 345-350 miliardi entro il 2026, confermandosi uno dei comparti economici più rilevanti del Paese e un ambito prioritario per investimenti e partnership industriali.

Proprio a Fruit Logistica è stato dato impulso alla campagna OpportunItaly, con la presentazione della piattaforma digitale di business matching e dell’OpportunItaly Buyers Club, uno spazio esclusivo dedicato a buyer, importatori e distributori internazionali interessati a instaurare rapporti strutturati con le imprese italiane. In questo quadro, OpportunItaly si configura come un’infrastruttura permanente di connessione tra domanda e offerta, capace di valorizzare l’eccellenza italiana ben oltre la dimensione fieristica.

Poche settimane prima al National Exhibition Centre di Birmingham si è svolto il LAMMA Show 2026, principale manifestazione britannica dedicata alla meccanizzazione agricola. L’evento ha registrato oltre 700 espositori, in crescita dell’8% rispetto all’edizione precedente, su una superficie di 85.000 metri quadrati, con più di 40.000 visitatori professionali attesi. La partecipazione italiana, coordinata da ICE-Agenzia in collaborazione con FederUnacoma, ha riunito nove aziende in uno spazio collettivo di 255 metri quadrati, progettato per favorire incontri B2B e relazioni commerciali qualificate.

Il Regno Unito rappresenta un mercato chiave per il comparto. Per il 2025 il valore del mercato britannico delle macchine agricole è stimato tra 2,2 e 2,4 miliardi di dollari, con una previsione di crescita fino a circa 3 miliardi entro il 2030, sostenuta dalla domanda di tecnologie avanzate, agricoltura di precisione e soluzioni a basso impatto ambientale. In parallelo, l’export italiano di macchine agricole ha raggiunto nel 2024 il valore di circa 6,8 miliardi di euro, confermando la competitività internazionale del settore nonostante le incertezze macroeconomiche.

Anche a Birmingham, OpportunItaly – conclude la nota – ha rappresentato la cornice strategica della presenza italiana, offrendo strumenti concreti per facilitare il dialogo tra imprese e operatori esteri e per consolidare relazioni commerciali durature. Dalla filiera ortofrutticola alla meccanizzazione agricola, passando per la logistica integrata, i numeri registrati a Berlino e Birmingham delineano un sistema produttivo solido e in espansione. In questo scenario, OpportunItaly emerge come il catalizzatore capace di trasformare la visibilità internazionale in opportunità di business misurabili, rafforzando il posizionamento dell’Italia nei mercati europei e globali.

Crescere con mentalità da startup, ai.esra

Crescere con mentalità da startup, ai.esra

Roma, 27 feb. (askanews) – Quando si parla di innovazione, il termine “startup” ritorna piuttosto spesso. Che si tratti di riviste di settore o di piattaforme social dedicate alla business technology, le startup rappresentano una concreta opportunità di trasformare in modo rapido ed efficace un’idea innovativa in un prodotto o un servizio.

Al di là della progettazione tecnica, però, essere uno startupper è soprattutto una questione di mentalità. La crescita non è un traguardo definitivo, ma un processo in continua evoluzione, un work in progress fatto di persone, conoscenze e competenze che si combinano in un percorso di idee e obiettivi condivisi.

Potremmo affermare, in effetti, senza timore di incorrere in un eccesso di entusiasmo, che in una startup la dinamica dell’apprendimento è il reale valore in più, quello che permette a un’idea di affermarsi sul mercato.

Questa filosofia anima molte realtà del settore ICT che rifiutano la rigidità burocratica. L’obiettivo è riuscire a strutturarsi senza perdere la flessibilità, crescere senza rallentare e innovare ricordando che le persone sono il vero motore del cambiamento.

Tra queste realtà c’è sicuramente ai.esra, un’azienda specializzata Cyber Security e Risk Management, settori che stanno conoscendo una rapida crescita di attenzione e di ricerca di soluzioni. Il motivo è presto detto: di fronte all’aumento dei crimini informatici e di conseguenti evoluzioni normative, le aziende sono chiamate a prendere provvedimenti urgenti.

Se pensiamo al remote working, ad esempio, ci si rende conto che l’uso di reti Wi-Fi domestiche e VPN complesse rende le imprese sempre più dipendenti da servizi terzi. Basta un anello debole nella catena per subire un attacco con conseguente furto di identità digitali e dati sensibili.

Per contrastare queste minacce, le aziende devono potenziare la loro capacità di analisi, ed è qui che interviene ai.esra, automatizzando la gestione del cyber risk per mezzo di strumenti di intelligenza artificiale. Lo studio e la ricerca di ai.esra hanno permesso di realizzare una piattaforma data-driven che permette un approccio real time e automatizzato. Questo posizionamento strategico, unito a competenze tecniche di alto livello, ha permesso ad ai.esra di crescere rapidamente puntando sul capitale umano.

Per molte aziende tech, crescere vuol dire prima di tutto lanciare nuovi prodotti o espandersi su nuovi mercati. Per ai.esra, la crescita parte dalle competenze delle persone e dal progressivo inserimento nel proprio organico di professionisti di alto profilo che possano contribuire al successo delle idee e dei progetti.

ai.esra ha deciso di inserire tre figure manageriali chiave su tre temi di straordinaria importanza: la cultura dell’innovazione, lo sviluppo commerciale, il marketing strategico.

Matteo Herin, già founder di precedenti startup, assume il ruolo di Evangelist per diffondere la cultura della sicurezza e l’alfabetizzazione tecnologica in un momento in cui la cybersecurity si sta affermando come una questione di visione strategica. Gianluca Varallo diventa Presales Manager, e mette al servizio di ai.esra la sua capacità di ascoltare i clienti e trasformare i loro bisogni in soluzioni reali. Claudio Cimmelli che, come Herin, ha alle spalle esperienze di fondazione di startup, è il nuovo Head of Marketing, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento, l’identità e la comunicazione dell’azienda.

In un mercato così competitivo sono i talenti che fanno la differenza perché, prima di essere un servizio tecnologico, una startup è un progetto culturale che deve avere alla base il mindset giusto. La mentalità da startup – curiosità e apertura, ascolto e confronto, condivisione e collaborazione – è il fondamento alla base di ogni organizzazione flessibile, adattabile, in linea con tempi sempre più complessi e incerti. Le relazioni e le interazioni diventano il driver di crescita, ciò che trasforma una visione aziendale in un manifesto di valori orientato al futuro.

Sono stati questi principi a guidare il Sales Kick-Off di gennaio a Roma: tre giorni intensi in cui manager, collaboratori e clienti si sono incontrati non per una semplice presentazione aziendale, ma per un momento fondamentale di allineamento, condivisione di obiettivi e coesione del team. Il percorso di ai.esra punta su persone, visione e responsabilità per costruire una crescita solida e duratura. Dopotutto, essere una vera startup oggi significa proprio questo: non smettere mai di evolvere.

Angi, il nucleare nella pianificazione energetica

Angi, il nucleare nella pianificazione energetica

Roma, 20 feb. (askanews) – Si è svolto presso lo Spazio multimediale Europa Experience – David Sassoli di Roma, l’evento “Il nucleare nella pianificazione energetica. Sicurezza, innovazione e competitività nel contesto internazionale”, promosso dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI), con il patrocinio del Parlamento Europeo, di World Energy Council Italia e del CDTI.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali, mondo accademico, imprese e stakeholder del settore energetico. Ad aprire i lavori sono stati Gabriele Ferrieri, Presidente di ANGI e Fabrizio Spada, Responsabile Relazioni Istituzionali degli Uffici del Parlamento europeo in Italia.

“Abbiamo convocato diversi esponenti, italiani e internazionali, di aziende e università, per accendere un confronto propositivo tra le istituzioni e gli esperti del settore, evidenziando, dal punto di vista del nuovo paradigma tecnologico e scientifico, quale direzione il nostro Paese intende seguire in termini di visione e approvvigionamento energetico. Siamo grati per l’importante presenza e adesione dei partecipanti e auspichiamo che i temi emersi possano essere utili alle istituzioni italiane ed europee per proseguire nella visione strategica sulla pianificazione del nucleare, elemento da considerare per lo sviluppo e l’indipendenza energetica del nostro Paese” ha dichiarato Ferrieri.

Fabrizio Spada ha sottolineato: “Pensare che un singolo Paese possa fare da solo è aleatorio. Nei campi in cui l’UE agisce unita, attraverso i Trattati, abbiamo visto che l’Unione Europea funziona con risultati eccellenti”.

È stato trasmesso il videomessaggio dell’On. Mariateresa Vivaldini (Membro della Commissione ITRE – Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia del Parlamento europeo). Al panel hanno preso parte, in ordine di intervento: William Nonnis (Analista tecnico operativo per la digitalizzazione e l’innovazione – Struttura di Missione PNRR, Presidenza del Consiglio dei Ministri), Nicola Ippolito (Direttore Divisione Nucleare – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), Maria Siclari (Direttore Generale – ISPRA), Gian Luca Artizzu (Amministratore Delegato – Sogin), Gianluca Duretto (Professore – Università Internazionale di Roma UNINT, Infrastrutture digitali e blockchain), Andrea Malizia (Professore Associato in Misure e Strumentazione Nucleari – Università di Tor Vergata), Francesca Ferrazza (Responsabile Magnetic Fusion Initiatives – Eni), Piergiorgio Rosso (Rappresentante – AIDIC, Associazione Italiana di Ingegneria Chimica), Michele Vitiello (Segretario Generale – World Energy Council Italia), Carmelina Salierno (Responsabile Sezione per la Vigilanza sulla Sorveglianza Ambientale – ISIN), Alessandro Dodaro (Direttore Dipartimento Nucleare – ENEA), Fabio Giannetti (Professore Associato – Sapienza Università di Roma, Docente di Applicazioni dell’Energia Nucleare e Consigliere scientifico dell’Advisory Board e dell’AIN), Massimiliano Tacconelli (Nuclear Program Manager – Walter Tosto S.p.A.), Alessio Iuvara (Vicepresidente Young Generation AIN – Associazione Italiana Nucleare INYG), Vincenzo Santoro (Presidente Commissione AI – Esperto Energy & Utility). L’evento si è concluso con una sessione di interviste e approfondimenti con i relatori. Con questa iniziativa, ANGI conferma il proprio impegno nel promuovere momenti di confronto tra istituzioni, ricerca e imprese sui temi strategici per il futuro del Paese. L’Associazione proseguirà il percorso di dialogo avviato, favorendo il coinvolgimento delle nuove generazioni nei processi decisionali legati all’innovazione e alla pianificazione energetica, con l’obiettivo di contribuire a una visione industriale e tecnologica solida e orientata al contesto europeo e internazionale.

Agenzia INC chiude il 2024 a +10% e celebra 50 anni di PR

Agenzia INC chiude il 2024 a +10% e celebra 50 anni di PRRoma, 14 apr. (askanews) – Con una crescita a doppia cifra nello scorso anno, selezionata tra le 50 migliori agenzie di RP in Europa, INC – si legge in una nota – apre il 2025 con un piano di sviluppo importante apprestandosi a celebrare il traguardo prestigioso dei 50 anni di attività e accogliendo nella compagine societaria Luca Cipriano come nuovo partner.


Prosegue la crescita: 2024 con revenue +10% e 5,6 milioni di fatturato. L’agenzia – una delle maggiori realtà indipendenti in Italia, con uno staff di 60 persone tra Roma e Milano, gestita da 9 partners e un Executive Leadership Team di 18 professionisti – chiude il 2024 con una crescita a doppia cifra delle revenue (+10%) e un fatturato di circa 5,6 milioni di euro.


La performance del 2024 è stata sostenuta dal consolidamento di partnership decennali con Barilla Group, Heineken, Emirates, Unione Italiana Food, UnaItalia, Findus, Fondazione Lega del Filo d’Oro, unitamente ad una intensa attività di new business. Ad inizio anno hanno scelto INC come Lead PR Agency Danone Italia e British American Tobacco e nel corso dell’anno l’agenzia ha vinto la gara PR per le celebrazioni dei 50 anni di Mulino Bianco e il pitch per le pr trade Lavazza nel mondo away from home e home e pr trade e lifestyle per i brand 1895 coffee designers by Lavazza ed Eraclea.


Una storia di successi: nel 2025 Inc celebra 50 anni di PR. Il 2025 – prosegue il comunicato – è un anno speciale per INC che compie 50 anni di attività. Più di 330 i clienti che nel tempo hanno scelto l’agenzia come partner in comunicazione, oltre 70 i premi vinti in Italia e nel mondo. Una storia d’impresa che è anche un po’ la storia delle PR in Italia, considerato che nessun’altra agenzia di PR italiana, che sia oggi attiva sul mercato con il suo marchio originario, ha una storia lunga 50 anni. Un compleanno speciale che INC ha in programma di festeggiare nei prossimi mesi con la pubblicazione di un libro ed un evento celebrativo. Una tappa importante, nel segno di un lungo passato e di uno stimolante futuro.


Luca Cipriano diventa partner. A inizio 2025 è stato formalizzato l’ingresso nella compagine societaria di Luca Cipriano, già membro del Leadership Team. Luca si unisce ai soci Pasquale De Palma (Presidente e CEO), Paolo Mattei (Vicepresidente), Paola Canali, Francesco Pippi, Rosanna Teta, Emily Szereda, Francesca Riccardi e Simone Silvi. L’ingresso di Luca Cipriano, in linea con le scelte degli ultimi anni volte ad ampliare e rafforzare il gruppo dirigente di INC, conferma la filosofia di un’azienda ispirata ad un modello di capitalismo inclusivo, aperta a nuovi partner, persone che condividono valori, entusiasmo, modo di essere e competenze professionali. “Siamo felici e orgogliosi di accogliere nella compagine sociale di INC un professionista di valore come Luca, che ha già fatto un bel pezzo di strada con noi e ha rappresentato una importante risorsa nel forte percorso di crescita che INC ha registrato in questi ultimi anni. Abbiamo sempre creduto nel valore di una compagine sociale ampia e diversificata; siamo convinti che questa sia la chiave per mantenere unite e motivate le nostre persone e assicurare ai nostri clienti la consulenza e i servizi di qualità che meritano. Aver aperto negli ultimi due anni a quattro nuovi partner (ndr Emily Szereda, Francesca Riccardi e Simone Silvi sono diventati partner a settembre 2023) è la naturale evoluzione di questa nostra visione d’impresa. Ed è anche il nostro modo di guardare al futuro”, dichiara Pasquale De Palma, Presidente e CEO di INC. Luca Cipriano, 49 anni, giornalista professionista, ha maturato esperienza in 30 anni di attività lavorando nella carta stampata, in Rai, nell’organizzazione di eventi, nella consulenza ad imprese e istituzioni. In INC dal 2020, Luca guida diversi team, coordina il Crisis Management Hub di INC insieme a Francesca Riccardi e le attività della Unit Media Relations insieme a Simone Silvi. Anche il 2025 inizia bene con nuovi incarichi e riconoscimenti internazionali. Pochi giorni fa – continua la nota – INC è stata selezionata da PRovoke Media tra le 50 migliori agenzie di RP in Europa, unica realtà indipendente italiana ad essere inclusa in questa lista di eccellenze. Il 2025 di INC è iniziato bene, con incarichi acquisiti nella design industry (PanariaGroup, Landscape Festival di Bergamo e Università Iuav di Venezia), nella food industry (Istituto Valorizzazione Salumi Italiani, Oropan, Consorzio Affumicatori Maestri Italiani, Polenghi Food) e in comunicazione sociale (Fondazione Dynamo Camp, Salesiani per il Sociale, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai). Ultime acquisizioni, la start up spagnola Factorial e l’Assessorato Agricoltura, Cibo e Commercio della Regione Piemonte per il lancio del brand “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte” come marchio per la valorizzazione della filiera corta e dei prodotti agroalimentari locali. Una performance che permette già oggi di prevedere per il 2025 una crescita a doppia cifra, consolidata per il quinto anno consecutivo. Ad inizio anno l’agenzia ha inoltre ottenuto la Certificazione per la Parità di Genere secondo lo standard internazionale UNI/PDR 125:2022, un riconoscimento importante che conferma una visione d’impresa che ha sempre messo le persone e il loro benessere al centro delle scelte aziendali.

Ventive spinge in alto startup e imprese innovative

Ventive spinge in alto startup e imprese innovativeRoma, 14 apr. (askanews) – Ventive spinge in alto startup ed imprese innovative e lancia la campagna pubblicitaria per supportare chi vuole fare impresa Il 2024 si conferma un anno dinamico per il settore del Venture Capital, un mercato che in Italia ha registrato 1,1 miliardi di euro investiti, 14.300 startup innovative e 140 fondi VC attivi. Tuttavia, il nostro Paese rimane ancora indietro rispetto a Germania, Francia e Spagna, senza contare il Regno Unito. In un momento di grande fermento per l’ecosistema delle startup italiane, Ventive, punto di riferimento nella consulenza strategica e negli investimenti per startup e PMI innovative, lancia una nuova campagna di branding per supportare nel concreto gli imprenditori del futuro.


Nonostante il momento positivo per le giovani imprese, tuttavia, esiste un ampio margine di miglioramento: il rapporto tra € investiti in Venture Capital e popolazione evidenzia infatti una debolezza strutturale dovuta principalmente a fattori culturali, a loro volta legati all’innovazione. Secondo Ventive, una delle criticità principali è il basso numero di attori qualificati che possano realmente stimolare questo ecosistema, fondamentale per il futuro sociale, culturale ed economico del Paese. Al centro della nuova campagna – partita da pochi giorni e già con ottimi riscontri – c’è un messaggio forte e diretto: “Ci sono due tipi di persone nel mondo: quelli che sognano e quelli che fanno accadere le cose. Tu chi vuoi essere?” Lo spot, girato tra le strade di Milano, è pensato per ispirare una nuova generazione di imprenditori, spingendoli a trasformare le proprie idee in realtà. La campagna sarà attiva nelle principali città italiane, tra cui Milano e Roma, con una strategia mirata ad intercettare startup e investitori nei poli dell’innovazione.


Un’azione strategica per rafforzare il brand e il settore “Non è il momento di restare fermi. Oggi più che mai servono visione, coraggio e capacità di esecuzione. Con questa campagna vogliamo aumentare la visibilità di Ventive, rafforzare il nostro posizionamento nel mondo dell’innovazione e generare un impatto concreto. Ci aspettiamo un incremento significativo di lead qualificati, nuove richieste di consulenza strategica e maggiore engagement da parte di investitori e partner. Inoltre, vogliamo sensibilizzare il mercato riguardo l’importanza del nostro approccio nel sostegno allo sviluppo delle startup. Il nostro messaggio è rivolto a chi è pronto a fare il primo passo”, afferma Roberto Sfoglietta, CEO di Ventive. Negli ultimi anni, Ventive ha lavorato con oltre 500 startup, investendo più di 30 milioni di euro tramite il proprio club Deal in progetti ad alto potenziale, portando a termine oltre 60 operazioni di successo. L’azienda offre consulenza strategica, IT, digital marketing ed HR, oltre ad investire direttamente nelle idee più promettenti, aiutando gli imprenditori a costruire basi solide per crescere ed espandersi.


Di recente, Ventive ha registrato un progressivo interesse nei settori della green economy, della digitalizzazione dei servizi e del fintech, settori accelerati dall’adozione dell’intelligenza artificiale. Sempre più startup in questi ambiti cercano supporto per scalare il proprio business e attrarre investitori. L’approccio di Ventive, “cucito” intorno al cliente, mira dunque ad affiancare le imprese sia nella crescita locale che nei percorsi di internazionalizzazione, contribuendo a costruire un ecosistema più forte e competitivo. Chi è Ventive Ventive è una società specializzata in venture capital, accelerazione e advisory per startup e PMI innovative. Con un track record consolidato, affianca gli imprenditori in ogni fase del loro percorso, offrendo competenze, capitale e visione per realizzare progetti di successo. Il suo obiettivo è favorire la crescita di un ecosistema in cui imprenditori e investitori possano crescere insieme.

Piloda Group svela la sua nuova identità visiva

Piloda Group svela la sua nuova identità visivaRoma, 9 apr. (askanews) – “Due punti distintivi sostituiscono la “i” di Piloda: un segno iconico che proietta il futuro e sintetizza perfettamente l’essenza del Gruppo Piloda. Un marchio rinnovato, pronto a rispondere alle sfide di oggi, mantenendo un forte legame con la tradizione e unendo un secolo di esperienza e leadership nei settori dell’edilizia, del restauro, dell’ingegneria, della nautica e della portualità. Un Gruppo poliedrico che si evolve e si espande senza mai dimenticare le proprie radici”. È cosi che Daniela Spinelli, Marketing and Communication Manager di Piloda Group. presenta il progetto di rebranding del gruppo.


Piloda Group, fondato dai Fratelli Di Palo, guarda con determinazione al futuro, rimanendo fedele ai propri valori di artigianalità, eccellenza e innovazione. “Il processo di rebranding, affidato allo studio di comunicazione Altieri Associati, ha l’obiettivo di raccontare in modo chiaro e diretto l’universo Piloda, con uno sguardo rivolto alle nuove sfide e opportunità”, aggiunge Spinelli. Un’identità visiva dal forte impatto.


Paolo Altieri, direttore creativo di Altieri Associati e autore del progetto di rebranding di Piloda Group, spiega: “Piloda Group è molte cose insieme: tradizione, innovazione, esperienza, volontà e determinazione. Questi valori si esprimono in diversi ambiti operativi: costruzioni, restauro, ingegneria, cantieristica navale e altro ancora. Il sistema d’identità di una realtà così complessa richiedeva un’idea forte e precisa, ma al contempo semplice ed espandibile. I due punti, che in un testo introducono una spiegazione, diventano parte integrante del logo, sostituendo la ‘i’ di Piloda. Nel sistema grafico ideato, questi due punti appaiono spesso come segno sintetico di un’energia vitale e in continua evoluzione. Valori e ambizioni vengono così racchiusi in un unico concetto e in un segno semplice e chiaro”.


Una palette cromatica distintiva per il rebranding di Piloda Group. Ogni divisione di Piloda Group è ora riconoscibile attraverso un colore distintivo, mentre il grigio svolge un ruolo unificante, creando un’immagine coesa e forte che comunica con chiarezza la visione integrata del gruppo. Questa nuova identità visiva, che verrà applicata su tutti i canali di comunicazione, incluso il nuovo sito istituzionale (www.pilodagroup.com), riflette la strategia di Piloda orientata a costruire il futuro tra terra e mare. Un progetto di rebranding ambizioso che punta a rafforzare la riconoscibilità del marchio e a consolidarne la posizione sul mercato, garantendo al contempo elevati standard di qualità, innovazione e professionalità.


Le tre divisioni di Piloda Group Piloda Building Divisione dedicata all’edilizia innovativa, offre soluzioni di eccellenza per progetti residenziali, commerciali ed industriali. Progetta e realizza strutture durature, unendo design innovativo, qualità e sostenibilità. “Grazie a tecnologie avanzate ed un team altamente qualificato, superiamo le aspettative dei clienti, assicurando puntualità efficienza nei costi e rispetto per l’ambiente”, afferma Emanuele Di Palo, CEO della divisione building. Piloda Shipyard Specializzata nella progettazione, nel refitting e nella manutenzione di navi, Piloda Shipyard risponde alle esigenze di clienti pubblici e privati, offrendo soluzioni su misura, caratterizzate da elevati standard di qualità ed efficienza. “Grazie all’esperienza maturata negli anni e a un team altamente qualificato, siamo in grado di realizzare lavori complessi, garantendo sempre la massima soddisfazione dei nostri clienti”, afferma Donato Di Palo, CEO della divisione Shipyard. Dedicata al mondo degli yacht, questa divisione si occupa della costruzione, del refitting e della manutenzione di imbarcazioni di lusso. Utilizzando tecnologie all’avanguardia, si distingue per la cura dei dettagli e l’equilibrio tra tradizione e innovazione. Piloda Yachting “Le nostre imbarcazioni si contraddistinguono per qualità e design, grazie all’esperienza del nostro team, sempre alla ricerca di soluzioni innovative”, spiega Walter Di Palo, CEO della divisione yachting. Piloda Group si presenta oggi con una nuova identità visiva che fonde la sua lunga tradizione con una visione orientata al futuro, pronta a affrontare nuove sfide e a costruire con passione e competenza, sia sulla terra che sul mare. Ignazio Di Palo, CFO del gruppo, conclude: “Il rebranding di Piloda Group rappresenta un passo fondamentale nella nostra evoluzione. Non si tratta solo di un cambiamento estetico, ma di una strategia mirata a rafforzare la nostra presenza nei mercati nazionali e internazionali. Con questa nuova identità, puntiamo a migliorare l’engagement con partner attuali e futuri, rispondendo alle esigenze di un pubblico sempre più attento all’innovazione e alla qualità. Questo cambiamento è perfettamente in linea con i nostri obiettivi di sviluppo: consolidare la nostra posizione di leader e affrontare il futuro con determinazione”

Deliveroo e Arcaplanet, prima partnership nel food delivery del mondo pet

Deliveroo e Arcaplanet, prima partnership nel food delivery del mondo petRoma, 9 apr. (askanews) – Al via la partnership strategica tra Deliveroo e Arcaplanet, attraverso la quale la piattaforma italiana leader nel food delivery inizia una collaborazione nel settore del pet food. Grazie all’accordo con Deliveroo, Arcaplanet – azienda leader nel Pet-care con oltre 2,6 milioni di clienti fidelizzati, una rete di oltre 580 Pet store su tutto il territorio nazionale, una crescita costante e un percorso sempre più Pet-centric – potrà offrire un’ulteriore modalità per raggiungere milioni di clienti con un servizio di consegna rapido dei propri prodotti.


Il servizio parte oggi a Milano e coinvolge tutto il capoluogo lombardo e i principali comuni della provincia e verrà successivamente esteso alle maggiori città italiane grazie alla presenza dei servizi di Deliveroo, che già raggiungono due terzi della popolazione – 40 milioni di cittadini – in oltre 1800 comuni d’Italia. “Deliveroo continua ad ampliare la propria offerta, dal cibo pronto dei migliori ristoranti, alla spesa dei supermercati, fino al pet food e lo fa con la più grande catena italiana del settore, Arcaplanet. Il cibo per gli animali è un segmento molto importante che va incontro alla domanda dei nostri consumatori. In Italia ci sono oltre 16 milioni di animali domestici registrati presso il Ministero della Salute. Questo mercato vale, da solo, oltre 3 miliardi di euro l’anno e cresce di oltre il 13%. Una grande opportunità da non perdere. Insieme ad Arcaplanet portiamo i migliori prodotti per gli animali domestici in casa e in ufficio in circa 30 minuti”, ha dichiarato Andrea Zocchi, Managing Director di Deliveroo Italy.


Questa partnership va incontro ai risultati di un’indagine condotta recentemente da SWG sulla base clienti di Deliveroo. Questa ricerca – si legge in una nota – mostra che il 30% dei consumatori intervistati vorrebbe vedere nella piattaforma proprio una maggiore offerta di cibo per animali. “La collaborazione con Deliveroo si inserisce perfettamente nella nostra strategia di offrire un servizio imbattibile a tutti clienti Arcaplanet, anche in termini di rapidità di consegna a domicilio. Già da mesi per moltissimi prodotti è possibile il ritiro entro un’ora in negozio, adesso, utilizzando la piattaforma Deliveroo si potranno ricevere i prodotti anche a casa casa propria in circa 30 minuti” ha dichiarato Nicolò Galante, Amministratore Delegato di Arcaplanet.


Sono attivi sulla piattaforma Deliveroo gli store di Milano siti in Viale Monza 162, Viale Certosa 36, Via San Michele del Carso 13, Via Marco Bruto 24-26, Piazza Frattini 4 e Monza Via Buonarroti, 85. I consumatori potranno comprare online scegliendo tra un’ampia gamma di prodotti dei principali brand, tra cui Virtus, Next, Hi, Royal Canin, Monge, Purina e Natural Trainer. Per celebrare questa importante partnership commerciale, Deliveroo e Arcaplanet – conclude il comunicato – hanno deciso di effettuare una donazione di mezza tonnellata di pet food all’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali).

Fotovoltaico, dal 1° maggio cambia tutto: addio allo scambio sul posto

Fotovoltaico, dal 1° maggio cambia tutto: addio allo scambio sul postoRoma, 5 apr. (askanews) – Lo scambio sul posto ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione del fotovoltaico in Italia. Ma oggi serve una nuova visione, in grado di valorizzare davvero l’energia rinnovabile prodotta dai cittadini. “Le comunità energetiche rappresentano quella visione. Il futuro non è tornare indietro, ma andare avanti insieme”. È il commento di Daniele Iudicone – esperto di energie rinnovabili, CEO di IMC Holding e founder della prima Grande Comunità Nazionale di Fotovoltaico Semplice – a seguito della conferma ufficiale della fine dello scambio sul posto (SSP) a partire da maggio 2025.


Cos’è lo scambio sul posto e perché viene abolito. Lo scambio sul posto è stato uno dei meccanismi incentivanti più conosciuti dagli utenti domestici: permetteva ai piccoli produttori di energia da fonti rinnovabili (in particolare impianti fino a 20 kW) di immettere in rete l’energia non consumata istantaneamente e ottenere un rimborso economico parziale per quella ceduta. Un sistema semplice e vantaggioso, che ha aiutato migliaia di famiglie italiane a investire nel fotovoltaico.


L’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha però annunciato che dal 1° maggio 2025 non sarà più possibile attivare nuove convenzioni SSP. I contratti esistenti resteranno attivi fino alla scadenza naturale (max 20 anni), ma per tutti gli impianti nuovi si prospetta un cambio di paradigma. Con la fine dello scambio sul posto, gli utenti avranno due strade: Ritiro Dedicato (RID): in cui l’energia immessa in rete viene venduta al GSE a un prezzo variabile, ma con ritorni economici generalmente inferiori allo SSP; Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), nuovo modello incentivato dallo Stato che consente a più soggetti di produrre, condividere e consumare energia localmente, beneficiando di contributi economici e vantaggi fiscali.


“Il RID è una soluzione debole, che rischia di scoraggiare le famiglie. Le comunità energetiche, invece, sono la vera evoluzione: permettono di valorizzare ogni chilowattora prodotto, ridurre la dipendenza dalla rete nazionale e contribuire a un modello energetico realmente sostenibile e democratico”, spiega Daniele Iudicone. Perché serve una Grande Comunità Energetica Nazionale


Secondo Iudicone, il rischio è che l’abolizione del SSP venga percepita come un passo indietro. Ma in realtà è un’occasione per fare un salto in avanti: “Il vero limite dello scambio sul posto era la sua dimensione individuale. Ogni famiglia produceva energia per sé, e ciò che avanzava finiva disperso nella rete. Oggi, invece, possiamo pensare in modo collettivo: creare comunità energetiche, cooperative tra cittadini, reti intelligenti che ottimizzano la produzione e l’uso locale dell’energia”. Il progetto: Grande Comunità Nazionale di Fotovoltaico Semplice Per rispondere a questa nuova sfida, Daniele Iudicone ha lanciato il progetto della Grande Comunità Nazionale di Fotovoltaico Semplice, una rete già attiva che unisce cittadini, imprese, famiglie e amministrazioni locali con un obiettivo preciso: mettere in comune l’energia prodotta dai singoli impianti e restituirla in forma di benefici economici, ambientali e sociali. Si tratta di un modello snello che permette di avere assistenza tecnica e burocratica rispetto alle tradizionali CER, installazione e gestione di impianti fotovoltaici connessi a una rete intelligente, redistribuzione del valore generato all’interno della comunità, piattaforme digitali per monitorare produzione, autoconsumo e impatti. Ma soprattutto educazione energetica e trasparenza per tutti i partecipanti. “È una transizione non solo energetica, ma anche culturale: da consumatori passivi a protagonisti attivi di una rivoluzione condivisa. E per farla davvero servono visione, strumenti semplici e alleanze tra cittadini, imprese e istituzioni”, conclude Iudicone.