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Web Marketing e Brand Reputation, binomio vincente per le imprese

Web Marketing e Brand Reputation, binomio vincente per le impreseRoma, 26 gen. (askanews) – Pandemie, guerre e inflazione. Per chi fa impresa le difficoltà sono molteplici. Eppure, proprio in momenti di forte incertezza come questo e in un contesto di sfiducia generalizzata, le aziende diventano i soggetti più vicini ai cittadini per orientare le loro scelte culturali, economiche e di consumo. Mai come in questo momento, quindi, c’è bisogno di una comunicazione attiva, positiva e identificativa. La web communication diventa così la risposta alla crisi e lo strumento indispensabile per emergere, potenziando il proprio business.

E i numeri parlano chiaro: secondo l’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, nel 2023 l’internet advertising in Italia ha segnato un +8% con investimenti del valore di 4,84 miliardi. Ma non solo. Sempre nel 2023, l’86% delle aziende ha fatto innovazione aperta, investendo nel digitale. Per il 2024, secondo gli Osservatori Startup Thinking e Digital Trasformation Academy della School of Management, sempre del Politecnico di Milano, si prevede un ulteriore aumento degli investimenti con un +1,9% dei budget in ICT. E il mercato, di contro, sta premiando le aziende che hanno compreso la centralità degli investimenti negli strumenti digitali, segnando una loro graduale e costante crescita. “La presenza online è fondamentale per qualunque azienda voglia avere una possibilità concreta di competere nel mercato attuale”, sottolinea Marco Gradari, CEO di MGvision, azienda specializzata in Branding Strategy e Digital Marketing, certificata come una delle realtà più accreditate fra le Web Marketing Agency italiane. “Oggi, però, non è più sufficiente ‘esserci’, perché a fare la differenza è il ‘come’. Molte aziende vanno online con siti poco accattivanti, difficili da navigare e non ottimizzati per i cellulari. In questo modo, invece di rafforzare il loro brand, lo danneggiano. Un’azienda che vuole guardare al futuro e sfruttare internet per aumentare il suo volume di affari – prosegue Gradari – deve investire innanzitutto sull’usabilità del suo sito, sulla creazione di una Brand Identity forte e su una strategia di Brand Storytelling per comunicare la propria personalità e i propri valori, in modo da essere riconoscibile. Una volta creata questa immagine online e completato il sito internet, dovrebbe migliorare la propria visibilità e fare in modo di essere rintracciata in rete. Serve a poco avere un sito web accattivante se questo si trova nella 5° pagina di Google”.

Una visibilità che si può ottenere anche grazie a dei servizi come la SEO. “È determinante l’ottimizzazione del sito per il posizionamento sui motori di ricerca, così come lo sono le campagne di Digital Advertising (su Google e/o sui social), che permettono di attrarre il target giusto e raggiungere in maniera capillare gli utenti che cercano online i servizi/prodotti offerti dall’azienda. Gli strumenti digitali ci danno l’opportunità di avere dati misurabili, di ascoltare la rete, di customizzare prodotti e servizi. È un’occasione che non possiamo sprecare. Nel 2024 – aggiunge il CEO di MGvision – una nuova sfida sarà rappresentata dall’AI che, applicata ai servizi di marketing, diventa uno strumento molto efficace da usare con intelligenza e da gestire con lungimiranza”. Secondo gli analisti, poi, un altro tassello fondamentale nella costruzione di una Brand Identity autorevole è quella di avvalersi dei servizi di un ufficio stampa che, il più delle volte, deve lavorare proprio in sinergia con le web agency. “Eppure fino a qualche anno fa la percezione comune era che solo i grandi gruppi imprenditoriali avevano bisogno dei servizi offerti da un ufficio stampa”, chiarisce Michele La Porta, direttore de La Porta Comunicazione, società con all’attivo oltre cento clienti gestiti ogni anno. “Oggi, invece, anche le PMI, le startup o i liberi professionisti, come i medici, gli avvocati o i consulenti finanziari, hanno compreso l’importanza di lavorare sulla loro reputazione e credibilità. Questo significa, soprattutto in una società ipercompetitiva che comunicare e distinguersi dai propri competitors è diventato un elemento imprescindibile per avere successo”. “Nel contesto sociale nel quale viviamo infatti – gli fa eco Massimiliano Niccoli, storico giornalista e volto noto di Tv 2000 – avere delle specifiche competenze non è sufficiente per emergere. Per superare la concorrenza, attrarre nuovi clienti e certificare la propria autorevolezza, è necessario garantirsi la presenza sui media che, grazie a delle interviste o degli articoli pubblicati sui più importanti quotidiani nazionali, donano loro un giusto riconoscimento reputazionale. Ma se cercate un ufficio stampa che potenzi la vostra credibilità fate attenzione: molte società si improvvisano in questo settore dando risultati irrilevanti. Altre, invece, fanno grandi promesse ma come risultato danno al cliente dei pubbliredazionali, degli spazi a pagamento che non conferiscono alcun riconoscimento”. L’ufficio stampa le pubblicazioni sui quotidiani le conquista e non le compra. Gli articoli devono essere reali e non delle pubblicità, ribadiscono Niccoli e La Porta. Investire nel Web Marketing e sviluppare una Brand Reputation solida e credibile (sia online e sia offline) è fondamentale per le imprese del futuro. “Per far brillare un business – conclude Marco Gradari – noi di MGvision lavoriamo come registi dietro le quinte per rendere il brand un vero protagonista del web. L’obiettivo è creare valore per i clienti, aiutandoli a raggiungere il successo, con i loro business online”.

Casa, idealista: nel 2023 cresce sforzo per comprarla o affittarla

Casa, idealista: nel 2023 cresce sforzo per comprarla o affittarlaRoma, 25 gen. (askanews) – Secondo uno studio pubblicato da idealista, portale leader per lo sviluppo tecnologico in Italia, sulla base dei dati del quarto trimestre del 2023, la percentuale del reddito familiare necessaria per accedere a una casa è cresciuta nell’ultimo anno fino al 21,1% in caso di acquisto e fino al 25,8% in caso di affitto. La scarsità dell’offerta e il conseguente aumento dei prezzi è la ragione per cui lo sforzo per affittare ha raggiunto il massimo raccomandato dagli esperti con un aumento di quattro punti nell’ultimo anno. L’aumento del costo dei finanziamenti ha fatto sì che le famiglie oggi debbano destinare il 21,1% del proprio reddito all’acquisto (rispetto al 17,3% di dicembre 2022).

La percentuale di reddito che le famiglie devono destinare per accedere a una casa in affitto è cresciuta in 90 capoluoghi italiani, mentre sono 10 i capoluoghi in cui lo sforzo per affittare una casa con due camere da letto supera il 30% consigliato dagli esperti (il canone d’affitto non dovrebbe superare un terzo delle entrate familiari.). Firenze, Milano e Massa-Carrara sono le città che richiedono la percentuale più alta di reddito familiare, rispettivamente con il 43,3%, 43,1% e 43%. Segue Venezia con il 40%, quindi Bolzano (39,9%), Napoli (37,8%), Como (37,7%), Roma (35,2%), Vicenza (34,8%) e Prato (31%). Al contrario, le meno onerose per le tasche degli utenti sono Enna e Vibo Valentia con l’11,9%.

A livello cittadino, Firenze evidenzia l’incremento maggiore del tasso di sforzo relativo all’affitto, con una differenza del 17,1% rispetto ad un anno fa. Anche Massa-Carrara (16,6%) e Vicenza (12,7%) hanno segnato incrementi a due cifre. Inoltre, altri 26 capoluoghi hanno mostrato aumenti del tasso di sforzo superiori alla media nazionale (3,3%), con variazioni comprese tra il 9% di Pesaro ed il 3,4% di Ferrara, Gorizia e Isernia. Al contrario, 21 capoluoghi hanno visto diminuire lo sforzo necessario per la locazione rispetto a dicembre del 2022, con le riduzioni più significative nelle città siciliane di Enna (-2,4%), Messina (-2,1%) e Siracusa (-1,7%), poi a crescere fino a Rovigo e Belluno dove i livelli di richiesta sono rimasti stabili rispetto all’anno precedente. La provincia di Milano, con una media dal 46,8% del reddito familiare da destinare all’affitto, è quella che richiede il maggiore sforzo alle famiglie. A seguire troviamo Bolzano (39,7%), Lucca (38,9%) e Ravenna (36,9%). Con tassi di sforzo superiori al 30% troviamo altre 11 province racchiuse in una forchetta che va dal 35,8% di Firenze al 30,3% di Brescia.

Anche nella provincia di Roma (30,8%) il tasso di sforzo supera quello consigliato dagli esperti, mentre Napoli registra un 28,5%. Al contrario, Biella (12,4%), Alessandria (13,6%) e Terni (13,7%) presentano i tassi di sforzo più bassi tra le province considerate. Nella maggior parte dei capoluoghi italiani, l’impegno richiesto per acquistare un’abitazione è inferiore rispetto a quello richiesto per l’affitto, con l’eccezione di 19 mercati dove sostanzialmente la rata del mutuo supera il canone mensile. La città che impone il maggior sforzo finanziario alle famiglie per l’acquisto di una nuova abitazione è Venezia (42,9%), seguita da Bolzano (42,7%), Milano (40,7%) e Rimini (36,8%) in cima alla classifica. Tra le prime dieci posizioni figurano anche altri grandi mercati come Napoli (34%), Firenze (31,3%) e Roma (30,3%).

In altri 29 capoluoghi la percentuale del tasso di sforzo registrata è superiore al dato nazionale del 21,1%. Questi valori variano dal 30% di Trento e Verbania al 21,2% di Brescia e Parma. Le variazioni sono meno significative per tutte le altre città, con valori compresi tra il 20,9% di Forlì, diminuendo gradualmente fino al 6,3% di Biella, il capoluogo con il tasso di sforzo per l’acquisto di un immobile meno impattante in Italia. Per quanto riguarda la compravendita, tutti i mercati richiedono uno sforzo maggiore rispetto a un anno fa, eccetto Ragusa (-3,4%), Nuoro (-0,7%) e Gorizia (-0,1%). All’opposto, Venezia (8,8 punti percentuale in più) segna la crescita maggiore anno su anno; tra i principali capoluoghi Napoli segna un incremento di 8 punti percentuale, Firenze (6,8%), Milano (6,6%), Bari (5%) e Roma (4,8%). Palermo (3,2%) e Torino (2,6%) hanno registrato aumenti inferiori al 3,8%, che è l’incremento medio annuale nazionale. Lo sforzo familiare per l’acquisto di una casa è cresciuto in tutte le province italiane monitorate dall’analisi di idealista, ad eccezione di Reggio Calabria (-0,1%) e Ragusa (0,4%), che sono rimaste pressoché invariate nel corso del 2023. Bolzano, con il 46,8%, si posiziona come la provincia con il più elevato tasso di sforzo per l’acquisto di un’abitazione, seguita da Rimini (38,1%), Savona (36,7%) e Imperia (35,8%). I mercati provinciali più grandi come Napoli e Milano richiedono rispettivamente il 31,1% e il 30% del reddito familiare annuo per l’acquisto di un’abitazione, mentre a Roma è richiesto il 27%. Biella, con un tasso del 5,4%, si presenta come la provincia meno esigente per coloro che aspirano ad acquistare una casa. Il tasso di sforzo misura il peso della casa sul potere d’acquisto delle famiglie. Nel caso della compravendita: è la percentuale del reddito familiare netto annuo (ISTAT) destinato all’acquisto di un trilocale nella zona d’interesse identificata, con un mutuo di 30 anni, un tasso di interesse in linea con l’aggiornamento mensile dalla BCE e un contributo iniziale del 20%. Il calcolo viene effettuato utilizzando il prezzo mediano di zona dei trilocali, al quale viene scontato il margine di negoziazione.

UN Global Compact Network Italia: superato tetto 500 imprese aderenti

UN Global Compact Network Italia: superato tetto 500 imprese aderentiRoma, 22 gen. (askanews) – Continua a crescere il Network italiano del Global Compact delle Nazioni Unite. Nel 2023, la rete che rappresenta nel nostro Paese la più grande iniziativa di sostenibilità d’impresa al mondo ha superato per la prima volta le 500 realtà ed è composta oggi da 510 aziende. Tra le adesioni dell’anno appena concluso ci sono simboli del Made in Italy come Ferrari e TOD’s, sedi locali di gruppi internazionali come Leroy Merlin Italia e realtà del settore finanziario come Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano.

Negli 2023 sono stati 115 i nuovi aderenti business. Le piccole e medie imprese continuano a rappresentare la maggioranza degli aderenti con il 55% del totale, ma le grandi aziende sono passate lo scorso anno dal 35% al 45%. La partecipazione è dunque sempre più bilanciata, favorendo lo scambio e l’interazione tra realtà di diverse dimensioni, anche in una logica di filiera. Aumenta anche la diversificazione tra i vari settori merceologici che toccano comparti chiave dell’economia italiana e spaziano dall’energia alla moda, fino alla grande distribuzione e le utilities. “La crescita delle adesioni all’UN Global Compact conferma la consapevolezza sempre crescente del settore privato italiano sul ruolo positivo che può giocare a favore della sostenibilità, ha commentato Marco Frey, Presidente dell’UN Global Compact Network Italia. A dimostrarlo sono anche i numeri che emergono dalla ricerca Global Private Sector Stocktake, realizzata insieme ad Accenture e condotta su 2.800 aziende mondiali, di cui oltre 130 del nostro Paese. Lo studio evidenzia che l’82% delle aziende italiane ha modificato prodotti e servizi per allinearsi ad almeno un SDG: un dato superiore alla media globale, che invece si attesta al 78%. Per colmare il gap che abbiamo nei confronti degli obiettivi dell’Agenda 2030, occorre però che questo cambiamento si diffonda e intensifichi, grazie anche alla collaborazione con gli altri attori chiave (le istituzioni, la finanza, i consumatori)”, ha dichiarato Frey.

“Il 2024 sarà un anno cruciale nel percorso di avvicinamento agli obiettivi tracciati dall’Agenda 2030 e l’impegno della rete italiana dell’UN Global Compact si arricchirà con nuove aree prioritarie di intervento, come la trasformazione digitale”, ha dichiarato Daniela Bernacchi, Executive Director di UNGCN Italia. “Il Global Risk Report 2024, pubblicato in questi giorni dal World Economic Forum, colloca la disinformazione e la misinformazione al primo posto tra i rischi globali più gravi previsti nei prossimi due anni, anche a causa dei recenti sviluppi nel campo dell’intelligenza artificiale. Lo scorso dicembre, l’Unione Europea ha raggiunto un accordo provvisorio sul regolamento dell’AI e la priorità è garantire che i sistemi di intelligenza artificiale siano sicuri, trasparenti, tracciabili, non discriminatori e rispettosi dell’ambiente. Questi strumenti dovrebbero essere supervisionati da persone, per assicurare che restino sempre e solo un supporto dell’attività umana”, continua Bernacchi, e conclude: “Il nostro Network, coerentemente con altre evidenze emerse dal Report WEF su uno scenario di ampio periodo, mantiene anche nel 2024 un presidio importante sul tema dell’azione climatica da parte delle imprese, con specifico riferimento ad un impegno verso il Net-Zero”, ha concluso Bernacchi. Le organizzazioni che sono entrate a far parte del Network nel 2023 saranno al centro del tradizionale Welcome Meeting in programma domani, martedì 23 gennaio. Il webinar sarà l’occasione per illustrare gli aspetti rilevanti dell’iniziativa onusiana, approfondire la dimensione locale dell’UN Global Compact e presentare il programma delle attività che sarà implementato nel 2024.

All’incontro sono invitate anche le aziende non ancora aderenti, ma fortemente interessate a valutare un coinvolgimento nell’UN Global Compact.

Rinnovabili, Acca Power: individuiamo in Italia aree per stoccaggio

Rinnovabili, Acca Power: individuiamo in Italia aree per stoccaggioRoma, 19 gen. (askanews) – L’energia prodotta da fonti rinnovabili è la sfida del futuro, ma senza un sistema adeguato di stoccaggio, la partita di eliminare l’uso di combustibili fossili potrà essere difficilmente vinta. Secondo i dati riportati dall’Ease, l’associazione europea per l’accumulo di energia, l’Europa, entro il 2030, necessiterà di circa 187 Gigawatt di accumulo di energia per raggiungere gli obiettivi previsti per le rinnovabili. Di circa 600 Gigawatt è invece la stima per il 2050. Un giro d’affari, calcola uno studio di McKinsey, che, entro la fine del decennio arriverà a 120-150 miliardi di dollari.

Dati che in modo inequivoco segnano la strada del futuro che passa dalla individuazione di aree dover poter conservare l’energia prodotta dal fotovoltaico o dall’eolico: “Non si può più rinviare, bisogna agire in maniera più concreta e tempestiva”, spiega Gianluca Luparelli, Responsabile Sviluppo di Acca Power, un’azienda pugliese che da oltre 20 anni opera settore delle rinnovabili. “In questo momento di svolta per l’energia sostenibile, il nostro obiettivo primario è l’identificazione e l’acquisizione di aree adatte per l’installazione di sistemi di accumulo di energia (BESS). La nostra attenzione è rivolta alla localizzazione di siti strategici che possano supportare efficacemente lo sviluppo e l’espansione di queste infrastrutture essenziali. Stiamo procedendo con determinazione e visione, considerando le opportunità sia a livello nazionale che internazionale. La nostra strategia include l’analisi di potenziali aree, la valutazione della loro idoneità e l’elaborazione di piani per il loro utilizzo ottimale. Attraverso questo approccio mirato e metodico, ci impegniamo a promuovere una transizione energetica più sostenibile e resiliente, posizionandoci come leader proattivi nella realizzazione di un futuro energetico più pulito e sicuro”. Si tratta di una iniziativa che nasconde anche l’allarme di arrivare tardi all’appuntamento con la storia: “Siamo in una fase decisiva – afferma ancora Gianluca Luparelli – dove occorre mettere le basi per un domani migliore. Il rischio per l’Italia, e per l’Europa in generale, è quello di trovarsi nuovamente in una posizione di vulnerabilità e dipendenza da Paesi terzi. Non è una scommessa a vuoto, porta con sé anche un interesse imprenditoriale di non poco conto. Lo stoccaggio dell’energia, come dicono i dati, porta fatturato e ricavi interessanti che si moltiplicheranno da qui al 2030. Miliardi di dollari che, in qualche modo, dovrebbero attirare capitali importanti. Ma se vogliamo che una fetta di mercato ricada in Italia dobbiamo, da subito, mettere le mani al portafoglio e attirare investitori che sappiano fiutare il business”.

Acca Power, che lancia l’iniziativa, annuncia di voler fare da subito la propria parte: “Nelle prossime settimane – ricorda Luparelli – porteremo avanti un grande progetto di una prima area individuata, come inizio di una pipeline più vasta. Una scelta che renderemo pubblica con l’obiettivo di rivolgerci a chi vuole giocare con noi questa delicata partita. Penso a altri soggetti che operano nel settore ma anche a fondi comuni di investimento che possano essere interessati a sviluppare con noi questa nuova forma di business. Noi mettiamo a disposizione il khow-how di oltre 20 anni di esperienza, di sviluppatori con alle spalle un portfolio di lavori e progetti autorizzati, non indifferente. Non abbiamo tempo da perdere. Se non ora, quando?”.

CNP Vita Assicura lancia piano decennale di sviluppo in Italia

CNP Vita Assicura lancia piano decennale di sviluppo in ItaliaMilano, 17 gen. (askanews) – CNP Vita Assicura, parte del gruppo francese CNP Assurances, punta a crescere ulteriormente in Italia, con l’ambizione di diventare un assicuratore completo nel Risparmio e nella Protezione e rappresentare il player di riferimento nei segmenti Affluent e Private Banking. Dopo l’operazione di incorporazione di CNP Vita Assicurazione e l’attività di rebranding, CNP Vita Assicura si presenta oggi come un’unica società ancora più forte e riconoscibile e lancia il nuovo piano strategico decennale.

Si tratta di un piano di sviluppo di lungo periodo, con un orizzonte temporale di 10 anni e che si articolerà sulla base di tre pilastri fondamentali, mutuati dalla lingua di casa madre: Developpement, Diversification e Désensibilisation. All’interno del pillar Developpement (sviluppo) rientreranno attività per lo sviluppo di nuove partnership nel campo del Risparmio e della Protezione, iniziative di cross-selling tra filiali del gruppo in Italia, l’utilizzo di sistemi avanzati per l’integrazione di nuovi partner e un continuo sviluppo del capitale umano. Il tutto con l’obiettivo di consolidare in Italia il modello ad alto valore aggiunto del Gruppo CNP Assurances. Sul fronte della Diversificazione, nel corso dei prossimi dieci anni la strategia di prodotto prevedrà l’ampliamento del segmento Protection e il miglioramento del mix Unit Linked vs Gestioni Separate, oltre all’ampliamento dei canali distributivi sul mercato. Quest’ultima azione favorirà una maggiore apertura anche al target di clientela Retail. Infine, la “Desensibilizzazione” punta a tutelare la solidità della compagnia da rischi esterni così da renderlo ancora più resiliente e responsabile. Si lavorerà ad una maggiore diversificazione degli investimenti, alla revisione dell’asset allocation, all’adozione di soluzioni per la copertura contro possibili aumenti dei tassi di interesse e alla creazione di una nuova Gestione Separata con Fondo Utili.

A livello di obiettivi finanziari, al 2033 la compagnia mira a conseguire una crescita media annua della nuova produzione e delle riserve matematiche pari rispettivamente al +8% e al +6%. Il mix di produzione è previsto raggiungere una quota del 50% Unit Linked vs Gestioni Separate. Obiettivi che verranno perseguiti anche grazie ad investimenti strategici, sviluppo del capitale umano e l’avvio di nuovi accordi distributivi. “Dopo l’operazione di fusione che ha visto il consolidamento di CNP Vita Assicura, siamo particolarmente orgogliosi di poter annunciare questo nuovo piano strategico di sviluppo per il mercato italiano”, ha commentato Marco Passafiume Alfieri, Ceo di CNP Vita Assicura. “L’orizzonte decennale del piano dimostra la chiara volontà del Gruppo CNP Assurances di investire nel mercato italiano nonché l’ambizione della compagnia di garantire a partner distributivi e clienti grande solidità e vicinanza nel lungo periodo. Oggi, d’altronde, la qualità delle compagnie assicurative e l’ampiezza dell’offerta rappresentano caratteristiche sempre più importanti nelle scelte di tutela e sviluppo del proprio patrimonio”.

CNP Vita Assicura ha oggi 1,4 milioni di clienti e opera attraverso un modello di business aperto e multi-partner, con un approccio distintivo nel mercato italiano, con una rete distributiva diversificata che conta su 18 accordi di bancassurance, 316 mandati agenziali e 74 accordi di collaborazione con broker. Gli asset in gestione nel 2023 ammontano a 27 miliardi.

Deerns Italia sceglie Campus Monte Rosa 91 come nuova sede milanese

Deerns Italia sceglie Campus Monte Rosa 91 come nuova sede milaneseRoma, 17 gen. (askanews) – Futuro sostenibile e centralità delle persone e del loro benessere per la qualità del lavoro: sono questi i valori guida che da sempre ispirano la visione di Deerns, società di ingegneria e consulenza specializzata nei servizi professionali per la sostenibilità degli edifici, che ha recentemente scelto di trasferire i propri uffici milanesi nel Campus Monte Rosa 91, il primo edificio italiano riqualificato ad aver conseguito la certificazione internazionale WiredScore Platinum per la qualità e resilienza della sua connettività digitale.

“La decisione di trasferire i nostri uffici milanesi all’interno dell’edificio Monte Rosa 91 è stata guidata dalla nostra costante attenzione al benessere dei dipendenti e alla tutela dell’ambiente. La scelta di spazi flessibili, innovativi e confortevoli, riflette il nostro impegno per creare un ambiente lavorativo che favorisca la produttività come risultato di un processo virtuoso, che mette al centro le persone e la qualità del lavoro”, commenta Giuseppe Dibari, Country Director di Deerns Italia. Il nuovo headquarter, inserito all’interno di una struttura sostenibile e all’avanguardia, rappresenta un esempio tangibile dell’impegno di Deerns per il risparmio energetico e il rispetto dell’ambiente grazie a soluzioni innovative, che riducono l’impatto ambientale migliorando l’efficienza energetica. Ma non solo: Monte Rosa 91 offre anche una location versatile, ideale per accogliere clienti e partner durante meeting ed eventi aziendali.

L’annuncio della piena operatività della nuova sede milanese di Deerns coincide con un inizio d’anno particolarmente promettente per il mercato italiano. Deerns Italia – che ha firmato il progetto impiantistico, la consulenza per la sostenibilità e la connettività di nuova generazione di Monte Rosa 91 – ha, infatti, chiuso l’esercizio 2023 con un fatturato che ha superato i 16 milioni di euro, in crescita di oltre il 30% su base annua ed un organico di oltre 120 professionisti distribuiti negli uffici di Milano e Roma. (Photo credits: BAMS).

Caribe Bay tra migliori parchi acquatici Ue, al via vendite stagione 2024

Caribe Bay tra migliori parchi acquatici Ue, al via vendite stagione 2024Roma, 15 gen. (askanews) – Una ventata d’estate nel cuore del periodo invernale: Caribe Bay, parco a tema acquatico di Jesolo che offre ai suoi ospiti l’emozione di immergersi in un’autentica oasi caraibica a due passi da Venezia, apre ufficialmente le vendite per la stagione 2024. Attraverso il sito del parco è già possibile prenotare i pacchetti Parco+Hotel validi da maggio a settembre, approfittando di convenienti tariffe promozionali.

Luciano Pareschi, CEO e Founder Caribe Bay, dichiara: “Quest’anno il Parco aprirà il 1° giugno. La decisione di anticipare le vendite dei pacchetti nasce per rispondere alle esigenze del mercato turistico, in particolare quello straniero, che programma con sempre maggiore anticipo le vacanze. Crediamo moltissimo nella sinergia con gli operatori del territorio e collaboriamo con le migliori strutture ricettive: hotel, camping, villaggi e residence. Nel 2023 le vendite dei pacchetti sono cresciute del 35% rispetto al 2022, per un totale di oltre 5.400 room-nights: numeri che dimostrano il nostro ruolo sempre più rilevante in qualità di driver per portare i clienti a Jesolo e contribuire alla conoscenza della destinazione sui mercati internazionali”. La notizia arriva a pochi giorni dalla chiusura dei bilanci relativi all’ultima stagione. Nonostante le sfide meteorologiche, i morsi dell’inflazione e la fine dell’effetto rimbalzo post-COVID, il 2023 si è rivelato un ottimo anno per Caribe Bay: il numero degli ospiti ha superato quota 300.000, battendo tutti i record precedenti, con una conseguente significativa crescita anche in termini di fatturato.

“Siamo soddisfatti – prosegue Pareschi – perché abbiamo migliorato le performance di maggio, giugno e settembre, mantenendo inalterate le presenze a luglio e agosto. Promuoviamo il parco come vera e propria destinazione, puntando sulle vendite online e sui pacchetti: questo ci consente, da un lato, di spingere anche la bassa stagione, dall’altro di rivolgerci ad un pubblico più ampio, con particolare riferimento al centrosud Italia e al mercato internazionale. L’estero nel 2023 ha rappresentato il 58% dei pacchetti parco + hotel e il 43% della biglietteria”. Sul fronte degli arrivi dall’estero, i mercati di riferimento principali si confermano Austria, Germania e Slovenia per la formula Parco+Hotel, Germania, Austria e Ungheria per il solo parco. A riprova dell’appeal internazionale di Caribe Bay, anche nel 2023 il parco è stato nominato tra i 7 migliori parchi acquatici dell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) ai World Park Excellence Awards, in concomitanza con la principale manifestazione fieristica organizzata da IAAPA, associazione che rappresenta oltre 6.000 parchi in più di 100 Paesi; contemporaneamente, Caribe Bay è entrato nella rosa dei 10 vincitori della European Star Award nella sezione “parchi acquatici”.

Tra gli indicatori in crescita, anche quello, fondamentale, legato alla sostenibilità del parco. “Dopo il buon avvio dell’anno scorso – prosegue Pareschi – il nostro progetto di compensazione delle emissioni di anidride carbonica quest’anno ha coinvolto 60.050 ospiti del parco che, attraverso l’acquisto online dei biglietti, hanno scelto di contribuire all’iniziativa, per un totale di oltre 388 kg di CO2 compensati. L’efficientamento dei consumi sarà centrale anche nello sviluppo futuro di Caribe Bay, con particolare riferimento alla nuova area benessere, Agua Azul, che aprirà nel 2025”. TREND E CURIOSITÀ

Tra i nuovi servizi più apprezzati dagli ospiti il primo posto spetta alla prenotazione anticipata delle attrazioni, che permette di ottimizzare il tempo e di programmare con efficienza la giornata. Il servizio, attualmente disponibile sulle attrazioni principali, sarà ampliato nella stagione 2024. L’esperienza più richiesta dagli ospiti è l’adrenalinico Captain Spacemaker, lo scivolo più alto d’Europa che permette di raggiungere i 100 km orari, scendendo da 42 metri con una pendenza di 60 gradi. La formula di Caribe Bay che unisce adrenalina, divertimento, relax, spettacoli e servizi per i bambini si conferma vincente nell’accoglienza di un pubblico sempre più eterogeneo. Anche nel 2023, le famiglie si posizionano al primo posto, pari al 61% degli Italiani e all’85% degli stranieri. Da segnalare anche la crescita dell’incidenza dei giovani, intercettati grazie ad un’attenta strategia di promozione sui social media e alle sempre più frequenti collaborazioni con tiktoker ed influencer. Per quanto concerne l’Italia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia guidano la classifica delle regioni di provenienza degli ospiti, a dimostrazione di come Caribe Bay sia ormai un appuntamento irrinunciabile durante l’estate sul territorio. La fama del parco è tuttavia ormai affermata anche nelle altre regioni: al nord si distinguono Lombardia ed Emilia-Romagna, mentre a guidare gli arrivi dal centro e dal sud, con i pacchetti parco + hotel, sono rispettivamente Toscana e Campania. Sul fronte della biglietteria, il 39% dei ticket è stato acquistato online, seguito dal 37% direttamente al parco. Il restante 24% dei biglietti deriva invece dalle operazioni in essere con le agenzie di viaggio e altri partner commerciali.

Nissan Italia certificata Great Place to Work 2024

Nissan Italia certificata Great Place to Work 2024Roma, 8 gen. (askanews) – Nissan Italia ottiene la certificazione Great Place to Work« 2024 – che si aggiunge ai riconoscimenti Best Workplace (sempre rilasciati da Great Place to Work« Italia) nel 2010, 2011, 2012, 2017 – confermandosi così tra i migliori luoghi di lavoro in Italia.

Le persone di Nissan Italia hanno avuto un ruolo fondamentale nel raggiungimento di questo prestigioso traguardo, valutando molto positivamente – tramite questionario anonimo – elementi della cultura aziendale quali credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione. Emergono in particolare coesione e credibilità, che ottengono il massimo punteggio rispettivamente dall’82% e 80% dei rispondenti. Molto buoni anche i risultati di rispetto (78%), equità (71%) e orgoglio (78%). La certificazione Great Place to Work« è un importante riconoscimento a cui ambiscono circa 10.000 organizzazioni ogni anno ed è rilasciata alle aziende che si distinguono per la qualità dell’ambiente di lavoro, che fanno della fiducia il fattore chiave del proprio modello di relazioni interne e dispongono di un management capace di motivare e orientare positivamente le persone. Le aziende certificate sono riconosciute come organizzazioni di primo piano all’interno del mercato del lavoro, capaci di attrarre e trattenere talenti e sviluppare così un rilevante vantaggio competitivo.

Per Marco Toro, presidente e amministratore delegato di Nissan Italia, “la certificazione Great Place to Work ha un significato speciale perché sono le persone che valutano la qualità del lavoro e il clima in azienda. Sono particolarmente orgoglioso che in Nissan Italia la fiducia reciproca, la centralità delle persone e il senso di appartenenza siano valori fondamentali e condivisi”.

Carta, Sofidel acquisisce una cartiera negli Usa in Minnesota

Carta, Sofidel acquisisce una cartiera negli Usa in MinnesotaMilano, 4 gen. (askanews) – Sofidel, leader mondiale nella produzione di carta per uso igienico e domestico, accelera ancora il suo percorso di crescita negli Stati Uniti. Il gruppo cartario, noto in particolare in Italia e in Europa per il marchio Regina, ha acquisito da ST Paper una cartiera a Duluth, in Minnesota, nell’Upper Midwest. L’impianto, riporta un comunicato, ha una capacità produttiva di 65 mila tonnellate annue e vi lavorano ottanta persone. La tecnologia, si legge nel comunicato, “è di livello avanzato, la macchina, una Andritz, è stata avviata nel gennaio scorso ed è altamente efficiente e pienamente operativa”.

“E’ una acquisizione importante, che ci permette di soddisfare immediatamente la crescita della domanda, ulteriormente consolidatasi anche nel corso del 2023. Quello che acquisiamo è un impianto tecnologicamente all’avanguardia, che migliora ancora la nostra copertura geografica e crea le condizioni per rafforzare e sostenere la crescita in quello che è il nostro principale mercato” ha dichiarato Luigi Lazzareschi, amministratore delegato Sofidel. Il nuovo investimento segue di pochi mesi quello effettuato in crescita organica da Sofidel per l’ampliamento dello stabilimento integrato di Circleville, in Ohio. Il progetto, già avviato, prevede la costruzione di un nuovo edificio destinato a ospitare una nuova macchina (capacità produttiva di 70 mila tonnellate all’anno) la cui entrata in funzione è prevista per il terzo trimestre del 2025. Per quella data, con 200 mila tonnellate di capacità annua, Circleville diventerà il polo produttivo Sofidel più importante a livello globale.

Il Gruppo Sofidel, con sede a Porcari (Lucca), è uno dei leader mondiali nella produzione di carta per uso igienico e domestico. Fondato nel 1966, il Gruppo è presente in 13 Paesi (Italia, Spagna, Regno Unito, Irlanda, Francia, Belgio, Germania, Svezia, Polonia, Ungheria, Grecia, Romania e Stati Uniti) con oltre 6.500 dipendenti, un fatturato consolidato netto di 2.801 milioni di euro (2022) e una capacità produttiva di oltre un milione di tonnellate annue (1.440.000 tonnellate nel 2022). “Regina” è il suo brand più noto, presente nella maggior parte dei mercati di riferimento.

Fondimprese, 2023 anno record della formazione

Fondimprese, 2023 anno record della formazioneRoma, 27 dic. (askanews) – “Senza dubbio alcuno questo è l’anno record della raccolta e credo sia significativo che questo accada nell’anno europeo delle competenze: siamo infatti a 434 milioni di euro, con una spesa formativa pari a 370 milioni di euro. Guardando al futuro, Fondimpresa si impegna a rendere la formazione professionale ancora più inclusiva e accessibile. In linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile, il Fondo mira a ridurre le disparità nella formazione, garantendo che ogni lavoratore, indipendentemente dal suo background o settore di impiego, abbia accesso alle competenze necessarie per prosperare nell’economia moderna. Chiaramente per raggiungere i nostri obiettivi sarà necessario lavorare all’abolizione dell’art1, comma 722, della legge 23 dicembre 2014, n.190”. Lo ha dichiarato il Presidente di Fondimpresa Aurelio Regina. Fondimpresa, nel 2023, ha realizzato un totale di 443mila azioni formative, dimostrando il suo impegno costante nel fornire opportunità educative di alta qualità. Questo imponente numero riflette l’ampiezza dell’impatto dell’organizzazione nel settore della formazione professionale. “Siamo estremamente orgogliosi dei risultati raggiunti da Fondimpresa, che testimoniano il nostro impegno costante nel radicamento territoriale. Con 211.842 aziende e 4.946.089 lavoratori aderenti, i numeri parlano chiaro: siamo una realtà significativa nel panorama italiano”, ha sottolineato la Vicepresidente di Fondimpresa Annamaria Trovò. La profondità dell’impegno si manifesta anche nelle 7.435.285 ore totali di corso offerte, testimoniando il ruolo cruciale di Fondimpresa nell’investimento sul capitale umano. Queste ore di corso sono distribuite tra due principali canali di finanziamento: il Conto Formazione e gli Avvisi del Conto di Sistema. Il Conto Formazione ha registrato 374.341 azioni formative con una media di 14.47 ore per corso, mentre i Bandi hanno offerto 68.602 azioni formative con una media di 29.41 ore per corso.