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Assirm: in Italia settore ricerche di mercato nel 2023 cresce del 3,6%

Assirm: in Italia settore ricerche di mercato nel 2023 cresce del 3,6%Milano, 21 nov. (askanews) – Il settore delle ricerche di mercato in Italia chiuderà il 2023 superando il 3,5% di crescita rispetto al 2022 (+1,6% solo nel primo semestre) e 700 milioni di euro di giro d’affari complessivo. Sono le previsioni discusse durante il decimo Assirm market research forum organizzato da Assirm, l’associazione che riunisce le aziende italiane che svolgono ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale svoltosi a Milano.

“Il settore – ha dichiarato Matteo Lucchi, presidente Assirm – si sviluppa a ritmo sostenuto in tutta Europa dove il 2023 si chiuderà con oltre il 7,5% di crescita sul 2022 e 21 miliardi di dollari di giro d’affari”. Con 700 milioni di dollari nel 2023, l’Italia si colloca al quarto posto tra i principali Paesi europei con il maggiore sviluppo del settore delle ricerche di mercato: meglio della Spagna e dell’Olanda (mezzo miliardo di giro d’affari), ma ancora distante da Germania (2,4) e Francia (2,6). I risultati del Regno Unito si pongono,poi, a un livello superiore: nel 2023 il fatturato complessivo è stato superiore ai 12 miliardi di euro.

“Per l’Italia – ha continuato Lucchi – permangono, nonostante la crescita, ampi margini di miglioramento sia attraendo l’ampio bacino di aziende nazionali che oggi sono ancora distanti dalla ricerca di mercato sia attraverso una sempre maggiore apertura internazionale. Le potenzialità del nostro settore sono di assoluto rilievo considerando in aggiunta l’opportunità di relazione con spender internazionali”. Il decimo Market research forum di Assirm si è focalizzato su tre tematiche chiave non solo per il futuro del settore delle ricerche di mercato ma per l’intera economia: competenze, (mercato del lavoro), strategie (tendenze ed evoluzione dei mercati) e strumenti (innovazione nelle ricerche di mercato come componente chiave per il successo). “La raccolta, la gestione, l’interpretazione dei dati, la capacità di consulenza – ha concluso Matteo Lucchi – sono le attività alla base di tutte le sfide future in ambito sia sociale sia economico; ben considerando la rapida evoluzione delle tecnologie e il loro utilizzo, a cominciare dall’Intelligenza Artificiale”.

Da farmacie ad ATM, nuova vita esercizi di quartiere grazie a digitale

Da farmacie ad ATM, nuova vita esercizi di quartiere grazie a digitaleRoma, 20 nov. (askanews) – Edicole e tabaccai in cui saldare le bollette e acquistare titoli di viaggio; farmacie che offrono servizi di spedizione tramite corriere; ATM, in cui prelevare, ma anche versare contanti e pagare le tasse, che si convertono in elementi di arredo e verde urbano: in Italia la digitalizzazione sta modificando il volto di una serie di esercizi commerciali che, dopo essere rimasti per anni punti di riferimento invariati della vita di quartiere, oggi stanno cambiando identità e funzione.

Un ruolo, in questa trasformazione, lo giocano i pagamenti digitali: nel 2022 le transazioni senza contanti sono cresciute del 19,6% rispetto al 2021 e di oltre il 140% rispetto al pre-pandemia, e fra queste quasi 8 su 10 sono avvenute in modalità contactless (cioè tramite carta, smartphone e smartwatch senza contatto con il POS) con percentuali alte (82,7%) nelle edicole. Qui si registrano anche alcuni degli scontrini contactless più bassi (20,5€) insieme alle tabaccherie (19,2€) , segno di una crescente propensione dei consumatori a pagare con strumenti digitali anche piccoli importi. Decisivo è anche il processo di servitizzazione e ibridazione del business: numerose attività, infatti, oltre alla vendita di beni offrono oggi vari servizi ai cittadini, come la possibilità di pagare multe e ricaricare abbonamenti, oppure ricevere e inviare pacchi. Da sempre accanto ai commercianti per studiare con loro soluzioni efficaci in grado di partecipare al cambiamento, SumUp – fintech attiva nel settore dei pagamenti digitali con soluzioni innovative per business di ogni dimensione – offre una visione dello scenario di trasformazione che stanno vivendo gli esercizi di quartiere.

“La digitalizzazione delle attività commerciali tradizionali solleva una serie di temi legati alla possibilità di convertire alcune tipologie di business – dalla vendita di beni alla fornitura di servizi: da un lato, attività come edicole e tabaccai trovano nuova vita grazie all’innovazione, dall’altro diventano un punto di riferimento per intere comunità di cittadini. Pensiamo, per esempio, a territori rurali e montani in cui pagare le bollette o prelevare denaro sono attività che implicano spesso lunghi spostamenti: questa problematica può essere risolta con la diffusione di edicole e farmacie smart, dove all’interno della stessa attività commerciale coesistono negozio fisico e servizi digitali”, dichiara Umberto Zola, Growth Marketing Lead di SumUp. “SumUp ha anticipato questo processo, offrendo supporto ai merchant per una progressiva digitalizzazione degli esercizi commerciali: l’Ecosistema SumUp, infatti, offre al commerciante soluzioni in grado di trasformare il business da monoprodotto ad hub di servizi. Strumenti di pagamento semplici ed efficienti per un rapido abbandono dei contanti, come il POS mobile; ma anche prodotti come SumUp Cassa Pro, che consente di gestire in modo integrato qualsiasi attività, dall’elaborazione degli ordini all’accettazione di tutti i tipi di pagamento fino ad aggiornamenti in tempo reale su vendite e magazzino; o, ancora, il Conto Aziendale per inviare, ricevere e gestire denaro in maniera semplice”. ATM per prelevare, versare e pagare – La scarsità di sportelli bancari su molti territori porta i cittadini ad avere necessità di accedere a molteplici servizi finanziari attraverso il medesimo ATM: sempre più, quindi, questi costituiscono un hub di pagamento in cui prelevare denaro, ma anche versarlo (ciò è valido soprattutto per i negozianti), pagare tasse, saldare le bollette o il Bollo dell’automobile, effettuare ricariche telefoniche o abbonamenti alle utenze. E cosa fare degli ATM quando, invece, a causa della diffusione dell’online banking e della progressiva riduzione delle filiali sul territorio, non vengono più utilizzati per la loro funzione principale? Esistono vari progetti di recupero e decorazione degli sportelli con pellicole adesive o vernici in grado di rinnovarli e trasformarli in elementi di arredo urbano. Altrove gli ATM dismessi diventano spazi adatti a ospitare il verde pubblico, con vasi di fiori sospesi e rampicanti: piccoli giardini verticali per rendere più green le città.

Edicole sempre più smart – Da chiosco in cui comprare giornali e riviste a punto multiservizi dove i cittadini possono pagare bollette e multe, acquistare ricariche del telefono, farsi consegnare pacchi dagli e-commerce: l’edicola rinasce grazie al digitale e, coerentemente, si mostra uno degli esercizi commerciali più ricettivo all’abbandono del contante. Nel 2022 i pagamenti digitali nelle edicole hanno registrato una forte crescita, con un +259,7% di transazioni rispetto al periodo pre-Covid, particolarmente intensa durante la pandemia e poi assestatasi nell’ultimo periodo (+17,7% rispetto al 2021). Le edicole sono anche fra gli esercizi con lo scontrino medio cashless più basso (22,3 euro). Come cambierà il tabaccaio – I clienti dei tabaccai ormai da anni sembrano a proprio agio nel pagare senza contanti sigarette o abbonamenti dei mezzi: nel 2022, infatti, sono stati gli esercenti con la crescita più elevata di transazioni cashless rispetto all’anno precedente (+138%), e al secondo posto per scontrino medio digitale più ridotto (21,4 euro), preceduti solo dai bar (14,9 euro). A fianco dei servizi che già da qualche anno forniscono (per esempio la possibilità di saldare multe, bollette o tributi vari), tra le ipotesi contenute nella Manovra del Governo c’è trasformare i tabaccai e i negozi in un’alternativa agli sportelli delle banche per il prelievo di denaro, con lo scopo di contrastare la desertificazione bancaria; nella proposta i negozianti non avrebbero, inoltre, più l’obbligo di effettuare controlli antiriciclaggio per prelievi fino a 250 euro.

Farmacie: tra e-commerce e negozio – La digitalizzazione delle farmacie, iniziata durante la pandemia, è un fenomeno in aumento: parallelamente al negozio fisico, infatti, sempre più esercizi scelgono di implementare l’e-commerce. I clienti possono scegliere di farsi recapitare i prodotti a casa oppure di acquistare online e ricevere nel negozio di fiducia. A supporto di questa trasformazione ci sono i pagamenti digitali: nel 2022 le farmacie sono il quarto settore per crescita delle transazioni cashless rispetto ai dodici mesi precedenti (+83,4%) e con uno scontrino medio digitale fra i più bassi (27,5 euro). La trasformazione delle librerie – Nonostante la crisi del mercato editoriale, le librerie hanno trovato negli ultimi anni modo di riconvertirsi e di diventare punto di riferimento per intere comunità culturali: non solo libri, quindi, ma anche abbonamenti a cinema e teatro e biglietti dei concerti. Inoltre, quasi tutte le librerie utilizzano sistemi di click and collect a supporto della vendita diretta: i clienti possono scegliere fra un vasto catalogo online che serve più negozi, e ritirare il volume nella propria libreria di fiducia. Nel 2022, dopo una buona crescita durante la pandemia (+27,1% rispetto al 2019), il trend dei pagamenti cashless è in via di consolidamento (-6,2% rispetto al 2021), ma la spinta al digitale è testimoniata dal trend delle transazioni contactless, che sono il 74,8% di quelle senza contanti, in crescita del 5% sul 2021.

Salario minimo,Montanaro (Ancl):pieno sostegno emendamento maggioranza

Salario minimo,Montanaro (Ancl):pieno sostegno emendamento maggioranzaRoma, 17 nov. (askanews) – “L’emendamento presentato ieri dalla maggioranza alla proposta di legge sul salario minimo, frutto dell’impegno del ministro del Lavoro, Marina Calderone, risponde alle richieste avanzate dall’Associazione nazionale dei consulenti del lavoro: riconoscere e affermare l’importanza e la centralità della rappresentanza e della contrattazione collettiva, e intervenire tempestivamente sui rinnovi contrattuali affinché questo fondamentale strumento sia in grado di adattarsi ai molteplici cambiamenti del mercato del lavoro e dell’economia del paese”. Così, il presidente dell’Ancl, Dario Montanaro commenta in una nota.

“Per questo – prosegue – diamo il nostro pieno appoggio all’emendamento che prevede per i settori nei quali manca una contrattazione di riferimento l’intervento diretto del ministero del Lavoro per adottare le misure necessarie a valere sui soli trattamenti economici minimi complessivi, tenendo conto delle peculiarità delle categorie di riferimento e, se del caso, considerando i trattamenti economici minimi complessivi previsti da contratti collettivi più applicati vigenti in settori affini. In questo modo saranno garantiti i trattamenti economici minimi previsti dalla contrattazione collettiva senza però alterare in alcun modo l’autonomia propria delle parti sociali”, conclude.

Consumi probitici in crescita: Bonomelli li mette nelle tisane

Consumi probitici in crescita: Bonomelli li mette nelle tisaneMilano, 16 nov. (askanews) – I probiotici sono quei microrganismi viventi in grado di attraversare intatti il tratto gastro-intestinale e ristabilire l’equilibrio della flora batterica, stimolando tra le altre cose il sistema immunitario. Con 26,5 milioni di confezioni vendute nel 2023, il 40% in più rispetto al 2013, gli integratori alimentari con probiotici sono, secondo i dati Integratori & salute, tra i più apprezzati in Italia, terzo mercato più grande al mondo con oltre 560 milioni di euro di vendite nel 2021 (+5% entro il 2026). Guardando a questo mercato Bonomelli ha lanciato per prima sul nostro mercato tre tisane che contengono un miliardo di cellule vive di Bacillus Coagulans, un probiotico che è in grado di resistere alle alte temperature e di attivarsi già in infusione per svolgere la sua funzione benefica sulla flora intestinale.

“Comunemente i probiotici si assumono a temperatura ambiente o freddi perché sussiste la convinzione che ingerirli con una bevanda a temperatura più elevata, come una tisana, possa uccidere la componente batterica o determinarne una riduzione di efficacia – spiega il professore Fabio Pace, responsabile del dipartimento di gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell’Ospedale Bolognini di Seriate – In verità, tra i batteri probiotici esiste una tipologia di bacilli, come il Bacillus Coagulans, che non solo non teme le temperature elevate, ma le trova adeguate al proprio sviluppo, attecchimento e successivo espletamento di funzioni biologiche, avendo una temperatura ottimale per il suo accrescimento superiore ai 50 gradi centigradi”. Con questa linea di tisane, Bonomelli rafforza la sua posizione nel segmento del beverage funzionale e del benessere naturale in Italia. “L’inverno è uno dei momenti di massimo consumo per tisane e infusi, ma anche il periodo delle influenze. Questo ci ha spinto a pensare a un prodotto in grado di unire i benefici per la flora intestinale al piacere della tisana, per un’azione sinergica che va a potenziare quella delle piante e delle erbe officinali. Nasce così l’idea di produrre le innovative tisane con probiotico – spiega Fausta Fiumi, marketing & new business director food di gruppo Montenegro – Bonomelli è uno dei top player del settore delle bevande a base erbe (camomille, tisane e infusi), oggi arrivato a superare i 211 milioni di euro di vendite. Vantiamo trend positivi sui consumi con un +3,7% in volume negli ultimi 12 mesi anche in un periodo complesso come questo”. In Italia le tisane sono acquistate da oltre 7 milioni di famiglie e in questo mercato Bonomelli offre una linea di 12 tisane funzionali, accanto alla gamma di tisane con probiotico Bacillus Coagulans.

Il “batterio buono” impiegato nella realizzazione delle tisane con probiotico Bonomelli appartiene alla famiglia dei batteri probiotici sporigeni ed è tra i batteri Gram-positivi più studiati e sempre più utilizzati in cibi da cuocere o in bevande molto calde. In pratica, è un batterio in grado di produrre spore, una forma dormiente di questo microrganismo, che gli permettono di resistere e sopravvivere a condizioni ambientali estreme. Le spore, che possono resistere in adeguate condizioni anche per moltissimo tempo, hanno infatti un’elevatissima resistenza a stress esterni di varia natura (chimici, termici, ecc.). Ed è proprio questo il loro punto di forza: resistendo alle temperature d’infusione, iniziano il loro processo di “risveglio”, cioè di germinazione dei bacilli, già in tazza a contatto con acqua e calore, permettendo poi nell’intestino ai bacilli di trovare condizioni ideali per riprodursi e crescere. I suoi benefici sono mantenuti intatti attraverso un innovativo processo di lavorazione, che permette a Bonomelli di introdurre questo Bacillus nelle sue tisane.

Novartis investe 350 mln per potenziare innovazione scientifica nel Paese

Novartis investe 350 mln per potenziare innovazione scientifica nel PaeseRoma, 16 nov. (askanews) – Gli italiani sono pessimisti sul futuro della salute: quasi il 40% è convinto che la salute della popolazione sarà peggiore entro 5 anni, percentuale che raggiunge quasi il 50% nel giro di 20 anni. Una previsione negativa ancora più diffusa tra i medici: per 1 su 2 staremo infatti peggio già nel 2028, per più di 6 su 10 entro il 2043. I dati dell’indagine “La salute che verrà”, promossa da Novartis Italia, marcano l’urgenza di investire sul futuro della salute in Italia e dunque sul progresso del Paese attraverso investimenti in R&D mirati sull’innovazione, rafforzamento dei siti produttivi in Italia e partnership strategiche. Novartis Italia annuncia un investimento di 350 milioni di euro entro il 2025 per potenziare la capacità di innovazione scientifica nel Paese e collabora con tutti i Partner per il Futuro: istituzioni nazionali e regionali, società scientifiche ed associazioni pazienti per reimmaginare la salute insieme e affrontare le principali sfide sanitarie del domani, prima tra tutte la riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure e all’innovazione. Un percorso che – grazie alla firma di un Protocollo di Intesa con il Consiglio Nazionale dei Giovani, organo consultivo del Governo in tema di politiche giovanili – definirà la visione e le esigenze delle giovani generazioni che determineranno il futuro della salute nei prossimi anni.

“Investire sul futuro della salute e dunque sul futuro dell’Italia è un dovere per un’azienda come Novartis, fortemente radicata nel Paese e naturalmente proiettata al domani. Contribuiamo allo sviluppo del paese ed al futuro della salute – commenta Valentino Confalone, Country President Novartis Italia – attraverso investimenti mirati sull’innovazione, rafforzamento dei siti produttivi in Italia e partnership strategiche. Così abbiamo deciso di investire in Italia 350 milioni entro il 2025 per rafforzare la nostra attività di Ricerca & Sviluppo e quella di produzione nei poli di eccellenza di Torre Annunziata e di Ivrea. La salute del domani non si può reimmaginare da soli: così lavoriamo al fianco delle istituzioni nazionali e regionali e collaboriamo con il Consiglio Nazionale dei Giovani per integrare la visione delle nuove generazioni nella sanità del futuro”. L’impegno di Novartis per il Paese. Gli investimenti riflettono il nuovo posizionamento dell’azienda, ora interamente focalizzato sui farmaci innovativi attraverso lo sviluppo di piattaforme altamente tecnologiche – come ad esempio le terapie avanzate, i radioligandi e i farmaci a base di siRNA – nelle 5 aree con i maggiori bisogni medici: cardiovascolare, immunologia, neuroscienze, tumori solidi ed ematologia. Così, Novartis ha stanziato 350 milioni di euro entro il 2025 per potenziare l’innovazione scientifica e la produzione in Italia, a partire dai due poli di eccellenza di Torre Annunziata e di Ivrea. Il polo campano, con il suo Campus, è un importante centro per l’innovazione, un riferimento per imprese e start up ad alta intensità di ricerca in cui vengono prodotte 140 milioni di confezioni all’anno per 118 paesi. Nel centro piemontese, invece, si sviluppano i radioligandi, l’ultima frontiera dell’oncologia di precisione capace di riconoscere selettivamente le cellule tumorali ed eliminarle senza danneggiare quelle sane. Anche questo stabilimento ha un’importanza strategica per i mercati internazionali, con oltre il 75% della produzione destinata all’estero.

Inoltre, l’impegno di Novartis Italia per il futuro della salute passa attraverso il lavoro a fianco di tutti gli attori del Sistema Paese per massimizzare l’accesso alle cure e ridurre le disuguaglianze sanitarie. In primo luogo, garantendo che l’Italia rimanga un hub strategico per gli investimenti in Ricerca e Sviluppo, ma anche collaborando alla creazione di modelli di accesso precoce che permettano ai pazienti italiani di beneficiare in tempi utili dei progressi scientifici che proprio la ricerca mette a disposizione. Infine, l’azienda si impegna a sostenere l’evoluzione del Sistema Sanitario Nazionale attraverso innovazione e partnership. Un impegno prima e oltre il farmaco che si concretizza in servizi in grado di migliorare il percorso di cura del paziente dalla diagnosi al follow up, all’efficienza dei centri così come alla gestione del trattamento. Con questo obiettivo, l’azienda ha l’ambizione di siglare almeno un accordo di partnership con ognuna delle 20 regioni italiane entro 5 anni per affrontare le sfide sanitarie delle comunità e collabora attivamente con il Consiglio Nazionale dei Giovani per integrare le necessità e le aspettative delle nuove generazioni nella costruzione della sanità del domani. La collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Giovani. I giovani tra i 18 e 24 anni sono senza dubbi gli italiani più proiettati nel futuro (45%) e anche i meno “fatalisti”: più di 8 su 10 sono infatti convinti di poterlo influenzare. Allo stesso tempo, però, sul futuro della salute sono tra i più pessimisti: il 41% crede che gli italiani staranno peggio entro 5 anni e addirittura il 55% entro 20 anni. Così per delineare la sanità del domani, Novartis Italia ha scelto di coinvolgere direttamente le nuove generazioni e ha avviato una collaborazione strategica con il Consiglio Nazionale dei Giovani per integrare le loro visioni, preoccupazioni e suggerimenti. “Alla visione negativa delle nuove generazioni rispetto al futuro della salute deve corrispondere lo sforzo di tutti gli attori del Sistema Paese per invertire la rotta. È un lavoro che il CNG fa quotidianamente da anni – spiega Maria Cristina Rosaria Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani – che ora si potrà impreziosire della collaborazione con Novartis. È estremamente positivo che un’azienda voglia reimmaginare insieme ai giovani la salute del domani. Avvieremo un percorso che prenderà il via con alcuni tavoli di lavoro che coinvolgeranno attivamente giovani medici e ricercatori, rappresentanti dei pazienti e delle istituzioni e manager della sanità per raccogliere il loro punto di vista e le loro esigenze. L’obiettivo che ci siamo prefissi è quello di elaborare una serie di proposte durante gli Stati Generali delle Politiche Giovanili in programma all’inizio del 2024”.

Il futuro della salute tra “minacce” e “speranze”. Ad incidere negativamente sulle previsioni degli italiani è la pressione sul Sistema Sanitario Nazionale con la conseguente difficoltà ad accedere alle prestazioni sanitarie (42%), ma anche l’aumento dei tumori (38%), di malattie collegate a stili di vita errati (38%) e dei disturbi come ansia e depressione (37%). I medici, dall’altra parte, invitano a prestare attenzione anche ai rischi connessi alla carenza del personale sanitario e a episodi di burn out (35%), così come all’incremento di malattie croniche (33%). Pensando invece alle leve che potranno migliorare la salute del futuro, i cittadini guardano all’innovazione diagnostica (40%) e terapeutica (39%), ai progressi della ricerca scientifica (39%), all’avanzamento della tecnologia e della telemedicina (38%), ma anche alla diffusione di alcune pratiche come l’assistenza domiciliare (78%) e lo sviluppo di partnership pubblico-privato (72%).

Bnl Bnp Paribas lancia Inclucity,progetto inclusione sociale periferie

Bnl Bnp Paribas lancia Inclucity,progetto inclusione sociale periferieRoma, 14 nov. (askanews) – “Viaggio, condivisione, futuro”. Sono le tre parole-chiave che l’amministratore delegato di Bnl Bnp Paribas Elena Goitini, affiancata dalla presidente Claudia Cattani sceglie per presentare il progetto “Inclucity” con il quale la banca, interverrà a fianco di tre associazioni i non profit molto conosciute come Save the Children, Comunità di Sant’Egidio e alla Fondazione Alberto e Franca Riva sostenendo iniziative finalizzate all’inclusione sociale giovanile, favorendo la co-creazione di nuovi progetti e attività che includa anche altre associazioni a livello locale. Tutto ciò nei quartieri Giambellino a Milano, Macrolotto Zero a Prato, e Ponte di Nona a Roma, dove sono attivi i “Punti Luce di Save the Children, Portello – Padova insieme alla Comunità di Sant’Egidio e Doganella a Napoli a sostegno della Scuola del Fare “Giulia Civita Franceschi” con la Fondazione Riva.

“Queste tre associazioni sono tre compagni di viaggio – ha spiegato Goitini in una conferenza stampa tenuta nel quartier generale dell’istituto a Roma – che abbiamo imparato a conoscere per la capacità che hanno di stare sul territorio in maniera estremamente concreta e pragmatica. Il viaggio ha una destinazione: partiamo nel 2024 con cinque destinazioni. Investire sulla’inclusione giovanile significa investire sulle famiglie”. “Crediamo nel valore della prossimità – ha aggiunto la presidente di Bnl Bnp Paribas e Findomestic Banca Claudia Cattani — e il progetto Inclucity guarda alle periferie per sostenere iniziative di coinvolgimento soprattutto dei giovani condividendo con loro saperi, valori ed esperienze che contribuiscano a farne donne e uomini più consapevoli, pronti alla vita e padroni, il più possibile, di scelte e obiettivi”.

Il progetto Inclucity è la prosecuzione, per la prima volta fuori dai confini francesi, del “Projet Banlieues del gruppo Bnp Paribas, attivo dal 2006. “L’impegno finanziario – ha spiegato Goitini – è di 1,2 milioni di euro. Le iniziative saranno identificate dai partner nell’ambito di quelle che sono le iniziative già in corso che potranno essere o potenziate o ampliate”. “Queste cinque città – ha aggiunto Cattani – sono collocate nelle cinque aree territoriali in cui è divisa la rete di Bnl quindi nella nostra idea coprono tutto il territorio italiano”.

Sale: Fincantieri crede nella diversità come valore

Sale: Fincantieri crede nella diversità come valoreRoma, 9 nov. (askanews) – “Fincantieri crede nella diversità come valore e nella disabilità come risorsa. Per questo, abbiamo messo in campo diverse azioni per favorire l’integrazione e il benessere delle persone, sia all’interno del nostro Gruppo che con i nostri partner. Lo testimoniano gli eventi di recruiting dedicati agli studenti con disabilità, in cui abbiamo offerto loro opportunità di crescita professionale e personale. Non solo: abbiamo anche sensibilizzato tutti i nostri dipendenti sul tema, attraverso attività di formazione e comunicazione. Il nostro impegno si riflette nei numeri: la percentuale di dipendenti con disabilità nel Gruppo a livello globale è aumentata costantemente negli ultimi cinque anni, passando dall’1,9% del 2017 al 2,7% del 2022. In Italia, la quota è del 3,5% mentre in Nord America è del 5,9%. La diversità, l’equità e l’inclusione sono principi fondamentali per la nostra visione industriale e sociale”. Ha dichiarato Luciano Sale, Direttore HR di Fincantieri, in relazione alla maratona dedicata alla diversità e all’inclusione di “4 Weeks 4 Inclusion”, dove l’azienda oggi ha presentato un docufilm i cui protagonisti sono due dipendenti disabili del gruppo che raccontano la diversità attraverso le loro storie, mettendo a fattor comune sensibilità, visioni e interpretazioni dell’inclusione nella realtà lavorativa e non solo.

A “Deerns” podio assoluto Façade 2023 Design and Engineering Awards

A “Deerns” podio assoluto Façade 2023 Design and Engineering AwardsRoma, 9 nov. (askanews) – Deerns, società di ingegneria e consulenza specializzata nei “Building Services”, ovvero nei servizi professionali per la sostenibilità degli edifici, ha conseguito il massimo riconoscimento ai Façade 2023 Design and Engineering Awards, i prestigiosi premi annuali all’eccellenza nell’ingegneria delle facciate. In particolare, l’azienda si è aggiudicata il podio assoluto nella categoria internazionale “Riqualificazione” per la realizzazione della Digital Factory di Luxottica a Milano, sfilando fra i vincitori durante la serata di premiazione svoltasi ieri all’Hilton di Park Lane a Londra.

“Questo premio ci rende orgogliosi perché è un importante riconoscimento all’esperienza del nostro team multi-disciplinare, ai suoi expertise e al suo elevato contenuto di innovazione”, commenta con soddisfazione Giuseppe Dibari, Country Director di Deerns Italia, che aggiunge: “Questo iconico progetto è stato ispirato sin da subito da un rigoroso controllo della qualità e dallo studio personalizzato di ogni dettaglio della facciata e della sua relazione con le strutture pre-esistenti per garantire un processo di installazione senza soluzione di continuità”. L’innovazione della fabbrica digitale Luxottica.

Progettata dallo studio di architettura Park Associati e certificata LEED Gold, la Digital Factory di Luxottica, azienda leader nella produzione di occhiali, è stata completata a Milano nel giugno 2022. Deerns Italia è stata responsabile della consulenza per l’ingegneria delle facciate e per l’intera durata dei lavori, dal concept design, allo sviluppo del progetto, alla progettazione esecutiva, fino alla fase di costruzione. Il progetto, che si è sviluppato nel contesto della riqualificazione dell’ex fabbrica General Electric -un edificio industriale del secolo scorso con una forte anima industriale – ha voluto conferire all’edificio una nuova identità contemporanea, che contribuisse alla rivitalizzazione urbana di via Tortona, una delle zone di tendenza di Milano. E’ stato dato, infatti, massimo risalto agli elementi distintivi dell’edilizia industriale di quegli anni: dal tetto a shed, agli ampi spazi fino alla griglia in cemento armato. Con una superficie di facciata di circa 4.600 mq., l’involucro dell’edificio è il risultato di un’ampia ricerca tecnologica e strutturale volta a conferire all’edificio la massima trasparenza e illuminazione naturale.

Benessere e sostenibilità. Le facciate contribuiscono alla sostenibilità del progetto attraverso rigorosi criteri di prestazione energetica, con significativi livelli di isolamento, sia per le finestre opache che per quelle vetrate. Questi criteri – che fanno parte di una strategia passiva a supporto dell’ottimizzazione dei sistemi meccanici dell’edificio – riducono notevolmente il consumo di energia durante l’inverno, mentre i sistemi di ombreggiamento riducono il carico di radiazione solare. La facciata vetrata contribuisce, inoltre, ad aumentare i livelli di illuminazione diurna e a consentire la vista verso l’esterno.

Questi criteri, valutati secondo gli standard LEED e WELL, migliorano il benessere degli occupanti, sia in termini di comfort visivo che di benessere. Inoltre, la scelta dei materiali di facciata – a basse emissioni e ad alto contenuto di materiale riciclato – è stata supportata dall’approccio Life Cycle Assessment. Progettazione integrata e collaborativa. L’intervento su un edificio esistente ha richiesto un coordinamento meticoloso della progettazione delle facciate con altre discipline, in particolare con l’ingegneria strutturale. Le nuove facciate dovevano soddisfare rigorosi standard di prestazione energetica per ridurre al minimo il ricorso al nuovo sistema MEP, favorendo al contempo l’illuminazione diurna e garantendo un comfort visivo ottimale. Questi obiettivi sono stati raggiunti con successo, grazie a un efficace coordinamento con gli ingegneri MEP e di Building. Performance L’estetica doveva essere in linea con le esigenze del cliente in termini di sostenibilità dei costi, controllo rigoroso della qualità della costruzione e rispetto dei tempi. Di conseguenza, l’approccio tecnologico per le facciate mirava a mitigare qualsiasi variazione imprevista del progetto o del sito, che avrebbe potuto portare ad una revisione dei costi. La complessità dei sistemi ha richiesto, infine, uno studio altamente coordinato delle soluzioni tecniche proposte e dei dettagli della facciata, rispettando al contempo le tempistiche per la produzione e l’installazione dei componenti non rispondenti ai classici standard.

Affitti case, idealista: calo dei canoni ad ottobre (-2,2%)

Affitti case, idealista: calo dei canoni ad ottobre (-2,2%)Roma, 8 nov. (askanews) – Cala il prezzo dei canoni di locazione in Italia, sceso del 2,2% a ottobre rispetto al mese precedente, per attestarsi a 12,7 euro/m2. Nonostante la flessione di ottobre, il prezzo di richiesta segna un incremento record pari al 12,3% negli ultimi 12 mesi, secondo l’Ufficio Studi di idealista, il portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico in Italia.

Regioni. Il prezzo medio delle locazioni è diminuito in quasi tutte le regioni, ad eccezione di Trentino-Alto Adige (6,1%), Piemonte (2,6%), Umbria (0,8%), Sardegna (0,7%), Lombardia (0,6%) ed Abruzzo. Nella parte bassa del ranking, invece, i cali maggiori spettano al Lazio (-6%), seguito da Puglia e Molise (entrambe giù del 5,7%). Con ribassi percentuali superiori alla media del 2,2% registrato ad ottobre, troviamo Marche (-4,4%), Toscana (-4,4%), Friuli-Venezia Giulia (4,3%), Liguria (-3,6%), Calabria (-3,5%) e Valle d’Aosta (-2,3%). Il resto delle macroaree hanno registrato cali meno marcati.

Sul fronte dei prezzi, la regione più costosa per gli affitti risulta essere la Valle d’Aosta (20,6 euro/m2), a seguire troviamo Lombardia (17,7 euro/m2), Toscana (16,3 euro/m2), Trentino-Alto Adige (14 euro/m2), Emilia-Romagna (13,5 euro/m2) e Lazio (12,8 euro/m2). Le altre regioni, che si attestano su valori inferiori alla media nazionale, variano da 12,4 euro al metro quadro in Liguria a 6,3 euro/mese del Molise, la regione con le locazioni più convenienti in Italia. Province.

Nel mese in esame, la tendenza provinciale dei canoni di locazione evidenzia un chiaro ribasso, con cali riscontrati in 65 delle 105 zone monitorate. Le province che guidano questa diminuzione sono Brindisi (-17,4%), Latina (-13,7%), Ravenna e Fermo (-12,5%), Lucca (-11,7%), Crotone (-11%), Belluno (-10,8%), e Massa Carrara (-10,2%). Le restanti variazioni al ribasso di ottobre oscillano tra il 9,8% di Crotone e lo 0,1% di Cagliari. Nel panorama delle province, Ferrara emerge come l’unica area a non aver subito variazioni di prezzo nell’ultimo mese. Al contrario, gli aumenti più significativi si concentrano a Trento (5,4%), Biella (5,3%), Bolzano (4,5%), e Rovigo (4,3%).

Lucca (27 euro/m2) si posiziona come la provincia italiana più costosa, seguita da Belluno (26 euro/m2) e Grosseto (24,9 euro/m2). La provincia di Milano si piazza al quarto posto con 21,6 euro al metro quadro, Roma sedicesima con 13,6 euro di media mensili. Dall’altra parte, Enna (4,8 euro/m2), Caltanissetta (5,3 euro/m2), e Alessandria (5,6 euro/m2) sono le province con gli affitti più accessibili. Capoluoghi. In contrasto con le tendenze regionali e provinciali, si osserva un maggior numero di capoluoghi in crescita (46) rispetto a quelli in calo (34), con 3 città che mantengono prezzi stabili a ottobre (Novara, Rimini e Savona). Le maggiori variazioni al rialzo si verificano a Monza (7%), Chieti (6%) e Firenze (5,7%), mentre i cali più evidenti riguardano Potenza (-5,4%), Campobasso (-5,2%) e Pesaro (-5,1%). Tra i principali mercati cittadini in aumento, oltre a Firenze, si includono Genova (3,6%), Napoli (1,9%), Milano (1,4%), e Palermo (0,7%). Al contrario, si registrano cali a Torino (-0,1%), Bologna (-0,9%), Venezia (-1,3%), e Roma (-1,5%). Milano si conferma come la città italiana con gli affitti più elevati, raggiungendo, a 22,9 euro/m², un record storico dall’introduzione dell’indice di idealista nel 2012. Firenze segue a 19,8 euro/m2, quindi Venezia e Bologna a 18 euro/m2, mentre Roma si posiziona sul quinto gradino delle città più care con i suoi 14,8 euro mensili. Al contrario, Vibo Valentia è la città più economica per l’affitto, con 4,7 euro al mese.

Fondi Ue: commercialisti strategici per ottimizzazione risorse

Fondi Ue: commercialisti strategici per ottimizzazione risorseMilano, 8 nov. (askanews) – ‘Viviamo un momento storico cruciale, importantissimo per il programma di risorse europee, che va da NextGenerationEu alla programmazione dei fondi comunitari. Credo che il contributo dei commercialisti sarà prezioso, per contribuire a gestire l’enorme flusso di risorse, per rilanciare le politiche di sviluppo e di crescita produttiva e occupazionale della nostra Campania e del nostro Mezzogiorno’. Lo afferma l’europarlamentare Andrea Cozzolino, presentando il webinar ‘La programmazione Comunitaria 2021/2027: Opportunità per il territorio e ruolo del commercialista’ che si terrà venerdì 10 novembre alle ore 14,30 da Bruxelles presso la sede del Parlamento Europeo, promosso dagli ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della Campania.

‘I commercialisti possono svolgere un ruolo cruciale nello sviluppo economico – ha sottolineato Eraldo Turi, numero uno dell’Odcec di Napoli – grazie alle competenze maturate nel campo finanziario, normativo e gestionale in grado di assistere le imprese, in particolare le Pmi, nell’accesso e l’ottimizzazione dei finanziamenti comunitari. Questo supporto contribuisce in modo significativo alla crescita economica, alla competitività delle imprese e alla riduzione delle disuguaglianze regionali, consentendo loro di utilizzare pienamente le opportunità offerte dalla programmazione europea’. Secondo Mario Lariccia, presidente Odcec di Avellino, ‘la programmazione comunitaria rappresenta un’opportunità imprescindibile per lo sviluppo dell’economia dei nostri territori’. ‘I commercialisti – ha detto – sono pronti a supportare con professionalità e competenza sia le imprese private nella determinazione delle misure più adatte alla realtà aziendale, che le istituzioni, quali certificatori delle spese sostenute, operanti come garanti della legalità, a tutela della fede pubblica’. Per Fabrizio Russo, presidente Odcec di Benevento, ‘le piccole e medie imprese sono fondamentali per l’economia in Italia ed in Europa, costituendo la maggioranza delle aziende e occupando la maggior parte dei lavoratori nel settore non finanziario’. ‘Tuttavia – ha aggiunto Russo – contribuiscono in modo limitato alle esportazioni globali. La Commissione Europea ha introdotto il programma ‘InvestEU’ per unire i finanziamenti dell’UE, inclusi quelli per le PMI e l’espansione internazionale. Inizialmente, il bilancio dell’UE avrebbe garantito 38 miliardi di EUR per sostenere progetti strategici in tutta l’UE, attirando oltre 650 miliardi di EUR di investimenti aggiuntivi tra il 2021 e il 2027. Questi strumenti aiutano a perseguire obiettivi di coesione sociale, promuovendo lo sviluppo economico e riducendo le disparità regionali, soprattutto nel Sud’.

Pietro Raucci, presidente Odcec Caserta, sostiene che ‘i fondi europei rivestono un ruolo cruciale nello sviluppo della regione Campania e nell’abbattimento del divario con le regioni settentrionali d’Italia. Concentrare tali risorse su progetti dedicati all’istruzione, alla formazione professionale, all’innovazione tecnologica, all’ampliamento delle infrastrutture di trasporto e alla promozione della sostenibilità ambientale, insieme allo sviluppo delle piccole e medie imprese, è fondamentale.Questi investimenti daranno vita a nuove opportunità economiche, abbasseranno il tasso di disoccupazione e miglioreranno la qualità della vita dei cittadini campani, contribuendo contemporaneamente a una maggiore equità territoriale all’interno d’Italia. Ritengo che i commercialisti possano ricoprire un ruolo cruciale nell’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse dei fondi europei, assicurando una gestione finanziaria efficiente e sostenibile per le imprese e le istituzioni locali della Campania’. Francesco Matacena, presidente Odcec Napoli Nord, ha evidenzia che ‘con la programmazione comunitaria 2021-2027, partecipiamo ad un ulteriore settennio di opportunità di investimento per il Paese e per le Imprese. ‘In Italia – ha detto – ci saranno più di 74 miliardi di euro di investimenti e circa 6,9 miliardi dedicati alla ‘Crescita e alla competitività delle Pmi’ nell’ambito dell’Obiettivo di Policy ‘Un’Europa più intelligente’. Il PR Campania Fesr programma circa 400 milioni sul medesimo obiettivo che in ogni caso non è l’unico che coinvolge le imprese. Noi commercialisti saremo al fianco delle Imprese per cogliere queste opportunità. Ci auguriamo da un lato di avere tempestiva conoscenza delle opportunità di finanziamento, cosi come previsto dal Regolamento Comunitario (art.49 del Reg 1060/2021) e dall’altro che i bandi siano semplici e agevolino la partecipazione, evitando i ‘click-day’, favorendo la qualità delle proposte progettuali, anche attraverso piattaforme informatiche che siano veramente strumenti di semplificazione’.

Felice Rainone, presidente Odcec Nola, sottolinea che ‘l’importanza delle risorse fornite dall’Unione Europea all’Italia, specialmente al Mezzogiorno, come un’occasione unica. Ritiene che sia un momento cruciale nella storia del paese per superare i deficit strutturali precedenti alla pandemia. Afferma che l’Italia ha dimostrato in passato la capacità di riprendersi ed evolversi economicamente’. ‘I commercialisti ‘giocano’ un ruolo cruciale in questo contesto, contribuendo alla legalità e svolgendo un ruolo sociale fondamentale nella loro professione – ha sottolineato Rainone – Questo ruolo è riconosciuto dalla comunità economica e sociale in cui operano, poiché utilizzano le proprie competenze e professionalità per promuovere lo sviluppo economico e sociale del territorio. Vengono visti come agenti di sviluppo, collegando imprese, enti pubblici, cittadini e partecipando attivamente a tavoli istituzionali. Mettendo in rete tutti i soggetti coinvolti e sviluppando nuove competenze e professionalità, è possibile sfruttare appieno l’occasione storica rappresentata dai finanziamenti europei per promuovere la crescita economica del paese e dei territori’. L’auspicio di Nunzio Ritorto, presidente Odcec di Sala Consilina, è che ‘la nuova programmazione dei fondi europei possa creare i presupposti per uno sviluppo delle imprese nell’ottica dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, agevolando progetti che consentono un’autonomia energetica con l’utilizzo di fonti rinnovabili’.

Per Agostino Soave, presidente Odcec Salerno, ‘la valorizzazione del territorio in termini di offerta di tipicità ed in termini esperienziali può essere un volano per lo sviluppo della competitività delle imprese del sud, volano capace di aumentare la capacità di attrazione del territorio e conseguentemente la crescita del fatturato delle aziende ivi localizzate’. Carmine Santangelo, presidente di Vallo della Lucania, ha rimarcato che ‘i fondi comunitari in aree disagiate come il Cilento, dove l’attrazione di investimenti privati è molto bassa, hanno un ruolo fondamentale. L’impiego di risorse pubbliche nelle infrastrutture invoglia il privato ad investire’. ‘Il finanziamento attraverso i fondi comunitari di iniziative private è fondamentale per la crescita dell’economia del territorio – ha aggiunto – In questo scenario i fondi del Pnrr rappresentano sicuramente la soluzione al contenimento della disoccupazione giovanile, ma occorre impiegarli su progetti produttivi che hanno superato un vaglio di economicità. Spendere i fondi in investimenti improduttivi da un risultato momentaneo ed apparente di benessere e crescita economica. I Dottori Commercialisti possono, se investiti di questo ruolo, essere di grande aiuto nella individuazione degli investimenti necessari al territorio’. Maria Cristina Gagliardi, consigliera delegata commissione Ricerca e programmi comunitari Odcec Napoli, sottolinea che ‘a 30 anni della nascita dell’UE l’Ordine dei commercialisti partenopeo, attraverso la commissione programmi comunitari, ha organizzato un focus a Bruxelles coinvolgendo tutti gli ordini della Campania allo scopo di rafforzare e creare nuove sinergie e convenzioni con gli enti e le istituzioni comunitarie così da favorire lo sviluppo e la promozione di un network in grado di fornire indicazioni e mezzi utili per promuovere una partecipazione più attiva degli attori(imprese, professionisti e istituzioni) sul nostro territorio, contribuendo in maniera efficace ad una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva’. Patrizio Carbone, presidente della Commissione Ricerca e programmi comunitari del Mediterraneo, ritiene che ‘le Pmi rivestono un ruolo essenziale nella promozione dello sviluppo economico e nella riduzione delle disuguaglianze regionali nell’ambito delle politiche di coesione dell’Unione Europea. Sono un pilastro imprenditoriale importante in regioni come la Campania, e la politica di coesione mira a sostenere la loro crescita e competitività. In questo contesto, i commercialisti svolgono un ruolo chiave nell’assistenza alle Pmi, fornendo competenze essenziali per ottenere finanziamenti, gestire risorse e garantire la conformità normativa. L’obiettivo di questo evento è sensibilizzare sulle opportunità professionali offerte dalla nuova programmazione Comunitaria 2021/2027, con il Parlamento come luogo simbolico delle Istituzioni Europee’. All’incontro parteciperanno anche Ciro Fiola, presidente dell’UnionCamere della Campania; Dafne Agostini della Programmazione comunitaria Invitalia; Lorenzo Biondani, Programmazione comunitaria Invitalia); Vincenzo Girfatti, esperto di programmi e politiche comunitarie e Coordinatore Centro Europe Direct do Caserta; Cristina Gioffrè, vicedirettore Ufficio Bruxelles dell’Agenzia ICE; Monica Palumbo, vicepresidente Commissione Ricerca e programmi comunitari Mediterraneo Odcec di Napoli.