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Semiconduttori, l’Europa seconda al mondo per ricerca

Semiconduttori, l’Europa seconda al mondo per ricercaRoma, 6 lug. (askanews) – Appena stanziati dall’Ue 43 miliardi di euro per potenziare l’industria dei semiconduttori, motore trainante del progresso tecnologico e settore chiave in un contesto geopolitico sfidante. Ma a che punto è l’Europa in termini di posizionamento su questo tema? Una risposta a questo interrogativo la fornisce “Semiconductors Chips. What published academic research can tell us”, il nuovo report di Elsevier, uno dei più importanti editori scientifici del mondo, con più di 3mila riviste accademiche in ogni ambito, che ha esaminato la produzione accademica globale sul tema dei semiconduttori dal 2003 al 2022.

Guardando al 2022, gli ultimi dati disponibili, ciò che emerge è che nonostante oggi l’Europa ricopra la seconda posizione mondiale dal punto di vista delle pubblicazioni sul tema, con 15.000 paper nell’ultimo anno, la distanza con la Cina – leader incontrastato con 30.000 output nello stesso periodo, circa il 40% della produzione globale in materia – è decisamente importante. Ancora di più se si considera che lo stesso numero di produzioni, 15.000, solo 5 anni prima, nel 2017, consentivano all’Europa di vantare una posizione di leadership. Insomma, mentre la regione europea si è mostrata incostante, passando dalle 15.000 pubblicazioni del 2017 alle circa 17.000 del 2019, per tornare alle 15.000 nel 2022, la Cina ha continuato a investire su questo tema, anno su anno, passando dai 13.000 output del 2017 ai quasi 30.000 del 2022. “I recenti investimenti dimostrano non solo la consapevolezza dell’Europa, fino a pochi anni fa leader mondiale nella ricerca sul tema, del ruolo strategico del settore, ma anche la sua vocazione collaborativa, di cui è un chiaro esempio il progetto IPCEI ME/CT a sostegno della ricerca e dell’innovazione e della prima diffusione industriale della microelettronica e delle tecnologie della comunicazione lungo tutta la catena del valore”, commenta Claudio Colaiacomo, Vice President for Academic Relations. Concepito e notificato da 14 paesi membri, il progetto prevede 8,1 miliardi di euro di finanziamenti pubblici, con la previsione di ulteriori 13,7 miliardi di investimenti privati. “Un’iniziativa che, combinata ai finanziamenti destinati specificamente all’industria dei semiconduttori, potrebbe giocare un ruolo fondamentale nell’inversione della tendenza che vede affermarsi il primato cinese, rilanciando la competitività europea su scala globale”, aggiunge Colaiacomo.

Un settore critico per l’economia globale Elemento fondamentale per l’elettronica moderna, i semiconduttori sono utilizzati per la produzione di circuiti integrati, nei transistor, per diversi componenti elettronici con proprietà variabili. Il loro impatto ha cambiato settori come le telecomunicazioni, i trasporti, la sanità, l’intrattenimento, grazie a elaborazioni dati più veloci ed efficienti, innovazioni nell’energia rinnovabile, nella robotica e nell’intelligenza artificiale.

Non mancano le sfide: il processo di produzione è molto complesso e richiede un alto livello di precisione, i materiali sono scarsi e costosi, si generano molti rifiuti, la produzione è ad alta intensità energetica. Tuttavia, sono diversi i Paesi che stanno cercando di incrementare la produzione, nel contesto di una complessa situazione geopolitica: gli Stati Uniti – il maggior produttore mondiale – e la Cina – il maggior consumatore mondiale – sono impegnati in una guerra commerciale che mette a rischio l’economia globale. Un “testa a testa” mondiale che emerge anche dalla lettura dei dati relativi alle attività di ricerca. In questo tentativo globale di affrontare la carenza di semiconduttori, l’Unione Europea non fa eccezione. L’European Chips Act, il piano UE da 43 miliardi di euro per potenziare l’industria dei semiconduttori, che prevede finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo, la costruzione di nuove fabbriche e la formazione di nuovi lavoratori, oggi operativo, era stato annunciato a febbraio di quest’anno. Il programma fa parte di una più ampia strategia dell’UE per diventare più indipendente nelle tecnologie strategiche e più competitiva nell’economia globale.

In UE 104mila articoli, oltre la metà da collaborazioni internazionali Guardando agli ultimi 20 anni in Europa (considerando i paesi CE insieme a Svizzera, Norvegia e Regno Unito), vediamo una crescita non lineare della produzione accademica intorno alle tematiche dei semiconduttori, con le punte maggiori dopo il 2008 e il 2020, in linea con il trend mondiale. Dal 2017, autori europei compaiono nel 25% di tutta la ricerca pubblicata sui semiconduttori, con circa 104mila articoli accademici, il 54% del quale pubblicato con collaborazioni internazionali. Quest’ampia produzione scientifica colloca l’Europa al secondo posto al mondo dopo la Cina, ma comunque, come già anticipato, a una certa distanza. Guardando alle università più attive, il Politecnico di Milano è la prima università italiana, al 15° posto con 1220 pubblicazioni. Tra le aziende europee che pubblicano ricerca in questo settore, Leonardo è la prima italiana ad apparire nella lista delle 100 aziende europee più prolifiche, al 42° posto con 35 paper. Oltre 56mila articoli internazionali sono pubblicati da autori europei (54% del totale). La maggior parte dei paesi europei collabora con i loro vicini europei, mentre, al di là dell’Europa, gli Stati Uniti si posizionano al primo posto con 11.657 articoli co-autorizzati, seguiti dalla Cina con quasi 10mila. Taiwan ha 884 articoli co-autorizzati con l’Europa. Quanto ai brevetti, la Germania resta il paese europeo con il portafoglio più grande, nonostante sia diminuito in dimensioni e competitività negli ultimi anni. Il Regno Unito e la Francia occupano il secondo posto per numero di brevetti. L’Italia invece, sebbene abbia un portafoglio piccolo e stabile, ha visto il proprio livello di competitività aumentare, in un’accelerazione che va in direzione opposta a Regno Unito, Germania, Francia e alla maggior parte degli altri paesi UE. Italia: collaborazioni internazionali oltre la media UE Tra il 2017 e il 2022, l’Italia ha pubblicato circa 12.500 articoli correlati alla ricerca sui semiconduttori, mostrando un andamento stabile negli anni. La qualità della ricerca è piuttosto buona, con un indice di citazioni (FWCI) di 1.25, poco al di sotto della media nazionale di 1.43. In media, la collaborazione internazionale dell’Italia è leggermente superiore alla media: il 47% delle sue ricerche è in collaborazione con partner internazionali – la media per l’UE 27 è del 42% – e, nel caso della ricerca sui semiconduttori, raggiunge addirittura il 58%. I tre maggiori partner sono Germania e Stati Uniti. Seguono da vicino Francia e Regno Unito. Gli articoli con collaborazioni internazionali mostrano un FWCI complessivamente più elevato – di 1,41 per gli articoli con co-autori internazionali rispetto a 1,07 per le sole collaborazioni nazionali. Italia: 1,8 miliardi per potenziare il settore L’industria italiana dei semiconduttori, con aziende come STMicroelectronics, leader globale nel settore, e alcune aziende di nicchia, resta relativamente piccola rispetto a quella di paesi come Stati Uniti, Cina e Corea del Sud, i maggiori produttori di semiconduttori a livello globale. La Cina rappresenta da sola oltre il 30% delle importazioni totali di semiconduttori dell’Italia. Seguono Taiwan e Corea del Sud, con circa il 20% ciascuno. Altri paesi fornitori sono Giappone, Stati Uniti e alcuni paesi europei, tra cui Germania e Paesi Bassi. Per affrontare la carenza di semiconduttori, sono diverse le misure in via di adozione in Italia. Nel marzo 2023 è stato annunciato un piano di investimento da 1,8 miliardi di euro per potenziare l’industria dei semiconduttori nel Paese e rendere l’Italia più competitiva. Il piano prevede fondi destinati alla ricerca e allo sviluppo, alla costruzione di nuove fabbriche e alla formazione di nuove figure professionali. Commenta Colaiacomo: “Abbiamo davanti una sfida. Per il successo del piano di investimento saranno infatti fondamentali il coinvolgimento e la collaborazione attiva del settore privato. Solo attraverso uno sforzo congiunto tra governo, industria e istituzioni sarà possibile realizzare gli obiettivi prefissati”. La corsa di Cina e Usa e la rincorsa dell’India A livello globale vediamo negli ultimi 20 anni una forte crescita, con rallentamenti solo temporanei. Soprattutto, si osservano un cambiamento di leadership dagli Stati Uniti alla Cina e una rapida ascesa dell’India. Tra il 2017 e il 2022, la Cina distacca gli altri paesi a livello mondiale, con un totale nel periodo considerato di circa 144mila pubblicazioni e avvicinandosi nel solo 2022 alle 30mila. Nel 2022, infatti, la Cina è in testa, con quasi 3 volte la quantità di ricerca degli Stati Uniti e quasi il doppio di quella dell’UE+. L’India mostra una crescita significativa, soprattutto se si considera che, se nel 2012 pubblicava appena un quarto degli Stati Uniti, nel 2022 il paese ha raggiunto i livelli Usa, con un volume complessivo tra 2017 e 2022 di circa 49mila pubblicazioni, che nel quinquennio la collocano al terzo posto. In ogni caso, anche l’Europa, gli Stati Uniti e il Giappone con la Corea del Sud vantano un aumento nella produzione accademica dal 2017, seppur inferiore alla Cina. Nel 2012, l’UE+ ha svolto il doppio della ricerca rispetto alla Cina, superata anche dagli Stati Uniti. Ma se la Cina ha continuato a crescere, i paesi UE+ non si sono ancora ripresi dal calo del 2019. Una tendenza che potrebbe essere invertita grazie agli importanti finanziamenti annunciati a fine 2022. In termini di RAI (indice di attività relativa), cioè quanto un determinato paese è prolifico su un certo tema rispetto alla produzione globale su quell’argomento, i rapporti globali cambiano. Taiwan è il paese che mostra la maggiore attività relativa nell’ambito dei semiconduttori, seguito da Corea del Sud, India, Cina e Giappone. Gli Stati Uniti hanno un focus relativamente modesto rispetto ad altre regioni, ma i livelli di citazione degli studi americani sono particolarmente elevati, indicando come i ricercatori seguano da vicino ciò che viene prodotto in America in questo campo. In Europa, Germania e Francia sono leggermente più attive dei loro vicini, ma l’UE nel suo complesso non sembra aver dato priorità alla ricerca in questo settore. In generale, troviamo i livelli più elevati di collaborazione internazionale nei paesi europei, in Africa e in Canada, con gli Stati Uniti attorno al 45%. In Asia orientale, invece, si riscontrano livelli inferiori di collaborazione internazionale. Cina e India, in particolare, mostrano la percentuale inferiore, appena oltre il 20% del totale. Brevetti: la Cina in testa con 165mila brevetti Gli Stati Uniti conquistano il podio invece per quanto riguarda il trasferimento di tecnologia dalla ricerca accademica alle applicazioni industriali, con l’1,8% di produzione scientifica citata da brevetti. Seguono Corea del Sud e Regno Unito (1,3%) e Canada e Francia (1,2%). L’UE+ condivide il quarto posto con il Giappone (1%) e la Cina mostra livelli molto inferiori alla media, con lo 0,5%. L’Italia si allinea invece al trend mondiale con lo 0,9%. In termini di brevetti, però, la Cina torna a guidare la classifica, con oltre 165mila brevetti, seguita da Giappone, Sud Corea e Usa. Tuttavia, il quadro è reso ulteriormente complesso dalle differenze in termini di impatto competitivo. Se infatti la dimensione del portafoglio della Cina è aumentata notevolmente, questa non è ancora riuscita a superare l’impatto competitivo degli altri paesi. Il Giappone mostra la diminuzione più significativa nella dimensione del portafoglio – che nel 2014 superava gli altri paesi – seguito dagli Stati Uniti. Le posizioni della Corea del Sud e della Germania non sono cambiate molto e, se la dimensione del portafoglio di Taiwan è quasi invariata, il suo impatto competitivo è significativamente aumentato. Anche le dimensioni dei portafogli di Regno Unito, Francia, India e Canada sono state relativamente costanti negli ultimi anni, ma il loro impatto competitivo è diminuito, in particolare nel Regno Unito. L’Italia si fa invece notare in Europa per l’aumento dell’impatto competitivo nel periodo considerato.

Teleperformance è ora certificata Great Place to Work® in 72 Paesi

Teleperformance è ora certificata Great Place to Work® in 72 PaesiRoma, 6 lug. (askanews) – Teleperformance, leader globale nei servizi aziendali digitali, ha annunciato che le sue attività in un numero record di 72 Paesi hanno ricevuto la certificazione Great Place to Work®, otto paesi in più rispetto al 2022. Con questo risultato, Teleperformance ha incrementato il numero dei Paesi certificati Great Place to Work® per tre anni consecutivi. Ora oltre il 99% dei suoi 410.000 dipendenti in tutto il mondo lavora in una sede certificata in Great Place to Work®.

Michael Bush, CEO di Great Place to Work, ha commentato: “Teleperformance ha lavorato diligentemente per stabilire una grande cultura del posto di lavoro in tutto il mondo. I risultati dell’indagine confidenziale e indipendente di oltre 220.000 dipendenti Teleperformance, hanno dimostrato che Teleperformance ha chiaramente a cuore il proprio personale. Guadagnare la fiducia e la credibilità di centinaia di migliaia di dipendenti in tutto il mondo non è un compito facile e non può essere realizzato senza un forte impegno da parte del management ed una costante attenzione al benessere dei propri dipendenti. È un vero piacere congratularmi con Teleperformance per questo eccezionale risultato globale di Great Place to Work® per il 2023. Più di 220.000 dipendenti di Teleperformance hanno partecipato al sondaggio annuale, valutando direttamente il proprio datore di lavoro in termini di equità, credibilità, orgoglio, rispetto, innovazione, integrità, comportamento di leadership e supporto. Il numero di dipendenti che valutano in modo confidenziale Teleperformance come datore di lavoro ha stabilito un nuovo record aziendale nella partecipazione al sondaggio Great Place to Work® e sottolinea la priorità dell’azienda ad ascoltare il proprio personale, al fine di creare un ambiente di lavoro eccezionale. I dipendenti Teleperformance hanno fornito un feedback estremamente positivo sulle iniziative aziendali in materia di Diversità, Equità e Inclusione; Cultura aziendale ed il senso di orgoglio che si traduce nei risultati professionali dei dipendenti. In un indicatore critico dell’eccellenza del datore di lavoro, valutato in modo indipendente, Teleperformance ha ricevuto un punteggio del Trust Index di 79, uno dei punteggi più alti tra le aziende con oltre 100.000 dipendenti a livello globale.

“Siamo un’azienda forte e guidata da valori, e le nostre priorità sono prenderci cura dei nostri dipendenti, in modo che possano apprezzare il proprio ambiente di lavoro; offrire i migliori risultati ai nostri clienti e farli crescere al massimo del loro potenziale”, ha affermato Daniel Julien, Presidente e CEO di Teleperformance Group. “Siamo incoraggiati e onorati da questo feedback di oltre 220.000 persone che ci hanno valutato così bene come un grande datore di lavoro. In qualità di leader globale nel nostro settore, il nostro obiettivo è quello di essere perennemente un luogo di lavoro di eccellenza e un datore di lavoro di prima scelta ovunque operiamo”. Great Place to Work® è l’autorità globale sulla cultura del luogo di lavoro e sull’esperienza dei dipendenti. Il suo programma di certificazione annuale si basa su una metodologia rigorosa e su un feedback indipendente da parte dei dipendenti.

Assemblea Cida 2023: competenze e partneship pubblico-privato

Assemblea Cida 2023: competenze e partneship pubblico-privatoRoma, 5 lug. (askanews) – Competenze, innovazione e politiche lungimiranti, queste le leve su cui puntare per lo sviluppo di un futuro sostenibile secondo Stefano Cuzzilla, Presidente di CIDA, la confederazione che rappresenta dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato che si è riunita oggi a Roma per l’Assemblea 2023.

Oltre al presidente Stefano Cuzzilla, all’Assemblea di CIDA sono intervenuti Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy; Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica dell’Italia; Paolo Zangrillo, Ministro per la Pubblica Amministrazione; Marina Elvira Calde-rone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Renato Loiero, Consigliere economico della Presi-denza del Consiglio dei Ministri; Manlio Guadagnuolo, Commissario straordinario del Governo della ZES Adriatica interregionale Puglia-Molise. “Oltre alle questioni sovrannazionali come guerra, inflazione, mutazioni dei rapporti geopolitici, immigrazione, abbiamo all’interno tre grandi sfide: attuare il PNNR, far decollare la PA aggredendo ritardi e burocrazia e rendere più competitivi e alleati pubblico e privato. Come gestiremo tutto questo determinerà il nostro futuro” dichiara Stefano Cuzzilla, che prosegue indicando le debolezze croniche del nostro Paese su cui è urgente intervenire.

“La stima del +1,2% del Pil per il 2023 è un dato che testimonia la capacità di reazione del nostro Paese, ma ci sono ancora molte questioni irrisolte. Sono urgenti interventi sull’occupazione e sulla produttività altrimenti la forbice con l’UE è destinata ad allargarsi, anche per effetto delle tendenze demografiche del nostro paese. Ci preoccupa – continua Cuzzilla – che la maggior parte dei nostri sforzi sia diretta a difendere le nostre imprese da attacchi predatori di multinazionali straniere, men-tre in troppi pochi casi siamo noi ad attaccare. Ci preoccupa la situazione di stallo che abbiamo ere-ditato, nel settore pubblico in particolare, che per anni ha ostacolato il rinnovo dei CCNL. Come pos-siamo attrarre professionalità qualificate, magari dal settore privato, se non si offre loro un contrat-to dignitoso? Allora dobbiamo capire cosa traina veramente il nostro Pil. Per essere realmente pro-tagonisti in Europa bisogna puntare su produzioni ad alto valore aggiunto aggiudicandoci il primato nelle innovazioni che sono destinate a dominare i mercati nel prossimo futuro. In quest’ottica il PNRR rappresenta una leva di investimenti importante e la sua attuazione potrebbe addirittura con-trobilanciare in parte le politiche monetarie restrittive dell’Unione Europea. Per questo è fondamen-tale che il Governo proponga le revisioni al Piano entro agosto e che, dal giorno successivo, si torni a correre. Abbiamo solo un obiettivo, ed è un obiettivo di tutti: lavorare insieme per realizzare il cam-biamento profondo che il Paese si merita. Con responsabilità, trasparenza, affidabilità e soprattutto competenza”. In merito al ruolo della dirigenza nel rilancio dell’imprenditorialità del nostro Paese a livello europeo Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy dichiara: “I dirigenti pubblici e privati sono un anello importante, abbiamo bisogno del confronto con voi per indicare alla classe dirigente del Paese che questo è il momento dell’Italia, insieme possiamo tornare a fare la storia – e prosegue – Dobbiamo creare un sistema Paese. L’Italia può assumere un ruolo significativo a livello europeo e internazionale. Il fatto stesso che oggi Meloni sia a Varsavia lo dimostra, perché è il Presidente dei conservatori, una delle grandi famiglie europee. Particolarità che ha solo la Francia, con il Presidente della Repubblica che è anche presidente di un’altra famiglia europea, quella dei liberali”.

Nel corso dell’Assemblea CIDA Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica interviene sottolineando che “questo Paese ha dimostrato di essere un grande Paese tra-sformatore e con la propria genialità di fare squadra delle tante diversità che abbiamo. Quindi de-vono esser tutti coinvolti in questo processo di cambiamento e transizione e, in alcuni casi, anche di spesa. Oggi – annuncia il Ministro nel corso dell’Assemblea CIDA – ho firmato l’atto d’indirizzo a Ter-na, coinvolgendo Arera, che prevede la riduzione al minimo dell’utilizzo di carbone e il divieto di olio combustibile per la produzione di energia elettrica. Questo per il processo di decarbonizzazione del Paese ma anche perché è stato già raggiunto oltre l’82% dello stoccaggio per il prossimo inverno”. “Finché sarò Ministro combatterò perché il valore del merito appartenga anche alla pubblica ammi-nistrazione – dichiara Paolo Zangrillo Ministro per la Pubblica Amministrazione e prosegue “Se io mi preoccupo di valutare il merito dei miei collaboratori, mi preoccupo di quanto le sue competenze sono adeguate alle sfide che deve affrontare e posso intervenire sulle sue aree di debolezza. Le orga-nizzazioni vivono e si alimentano attraverso l’orgoglio e il senso di appartenenza, e se non siamo ca-paci di premiare chi merita il senso di appartenenza non germoglia. Gestire le persone significa pro-vare a valorizzarle, capire il contenuto delle persone dal punto vista delle passioni e accompagnarle nella crescita”.

Sottolineando l’impegno che tutta la classe manageriale pone per gestire fenomeni di transizione del mercato del lavoro che portano a sfide importanti come la digitalizzazione, la sostenibilità e la transizione ecologica Marina Elvira Calderone Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali dichiara ”Credo che sia importante sottolineare l’impegno che tutta la classe manageriale pone per gestire fenomeni di transizione del mercato del lavoro che portano a sfide importanti cha parlano di digita-lizzazione, sostenibilità e transizione ecologica. In queste sfide il tema delle competenze è centrale” e prosegue evidenziando ”Non a caso il 2023 è l’anno europeo delle competenze che devono essere considerate l’elemento centrale di ogni esperienza lavorativa di qualità. Questo scenario richiede una maggiore attenzione su percorsi formativi – scolastici, universitari e professionali – che recepi-scano e valorizzino i messaggi che vengono dal mondo del lavoro e che abbiano uno stretto contatto con le esigenze delle imprese”. “In quest’ottica il Governo si sta già attivando rivedendo il Fondo Nuove Competenze, per dare maggiore spazio alla formazione manageriale, e puntando sulla sem-plificazione dei processi affinché i frutti delle azioni messe in campo siano immediatamente percepi-bili”, ha concluso. “Porto il saluto del Premier, che oggi è impegnata a Varsavia. Questa è una platea che può dare con-tributo davvero fattivo, CIDA si caratterizza per dare rappresentanza a settori diversi tra loro, e cen-trali per il Paese” afferma Renato Loiero, Consigliere economico del premier Giorgia Meloni, inter-venendo all’assemblea nazionale della CIDA. Manlio Guadagnuolo, Commissario straordinario del Governo della ZES Adriatica interregionale Pu-glia-Molise ricorda la responsabilità della ZES per lo sviluppo economico, infrastrutturale e sociale di un vasto territorio e sottolinea come “può essere un importante artefice della crescita del Meridione d’Italia e del PIL che ne consegue. È fondamentale, quindi, investire nelle giuste competenze, valoriz-zando quelle figure di comprovata qualificazione professionale che siano in grado di accelerare la nascita e la crescita di nuove iniziative imprenditoriali, nonché la realizzazione delle Infrastrutture strategiche PNRR a servizio delle aree produttive, basate su progetti concreti di sviluppo, e indiriz-zandone al meglio le risorse economiche”.

Teleperformance amplia partnership con Microsoft per lanciare TP GenAI

Teleperformance amplia partnership con Microsoft per lanciare TP GenAIRoma, 3 lug. (askanews) – Teleperformance, leader globale nei servizi aziendali digitali, ha annunciato di aver siglato un impegno pluriennale da 185 milioni di dollari per Azure Cloud con Microsoft, per fornire ai clienti soluzioni complete di infrastruttura Microsoft Cloud. Attraverso la partnership, Teleperformance sta inoltre sfruttando l’intelligenza artificiale (AI) di Microsoft Azure per lanciare TP GenAI, una nuova suite di soluzioni AI che consentono processi aziendali più rapidi, più efficienti e migliorati che offrono una migliore esperienza del cliente.

TP GenAI consente alle organizzazioni di individuare in modo rapido e preciso le esigenze e i punti deboli dei clienti attraverso vari punti di contatto. Sfruttando i Large Language Models (LLM) tramite Microsoft Azure OpenAI, questa suite completa di strumenti di intelligenza artificiale generativa consente ai consulenti di accelerare i tempi di risposta e di concentrarsi sulle esigenze dei clienti con maggiore empatia. Teleperformance sta inoltre incorporando TP GenAI per ottimizzare il back office interno e le funzioni di supporto tra cui risorse umane, reclutamento, finance, IT e formazione. I primi programmi per i clienti che testano l’uso di TP GenAI hanno prodotto significativi vantaggi in termini di efficienza, accuratezza ed esperienza del cliente in una varietà di settori. I programmi iniziali dell’azienda basati su TP GenAI hanno visto una riduzione fino al 25% dei tempi di gestione delle chiamate e una riduzione del 20% dei tempi di risposta alle e-mail; aumento dei punteggi di soddisfazione del cliente e miglioramento del 90% nell’affrontare con precisione le esigenze dei clienti; aumento del 35% nelle conversioni di vendita e approfondimenti quasi in tempo reale sulle interazioni con i clienti.

“Il lancio di TP GenAI è solo un altro passo nella nostra trasformazione come leader dei servizi aziendali digitali”, ha affermato Daniel Julien, Presidente e CEO di Teleperformance Group. “Siamo grandi promotori della fusione di ‘high tech’ con ‘high touch’, combinando l’intelligenza artificiale con persone reali e l’empatia umana, per offrire un’esperienza del cliente più solidale, compassionevole e human-centered. In qualità di leader del settore, siamo lieti di offrire soluzioni di intelligenza artificiale generativa alle organizzazioni per aiutare ad automatizzare attività semplici e di basso valore e consentire al nostro personale di concentrarsi su ciò che conta di più: costruire la brand loyalty”. L’ampliamento della partnership con Microsoft sta inoltre alimentando miglioramenti dei servizi esistenti Teleperformance basati sull’intelligenza artificiale che utilizzano i Servizi Cognitivi Azure di Microsoft. Ciò comprende:

” TP Interact – una piattaforma di analisi dell’interazione che sfrutta Azure Cognitive Services per estrarre e sfruttare gli insight da tutte le interazioni, comprese le conversazioni audio e digitali, per contribuire a creare insight aziendali fruibili e migliorare l’esperienza del cliente. ” TP Digital Floorwalker – un chatbot che sfrutta le capacità di machine learning e analisi che aiuta gli esperti di Teleperformance a risolvere le richieste dei clienti in modo più rapido e accurato.

” StoryfAI – un motore di traduzione multilingue che fornisce servizi di traduzione automatica in tempo reale in più di 100 lingue, consentendo così agli esperti dell’assistenza clienti di rispondere in più lingue in modo più rapido e accurato.

Pmi, 487 mln raccolti nei primi sei mesi da startup italiane

Pmi, 487 mln raccolti nei primi sei mesi da startup italianeRoma, 27 giu. (askanews) – L’Italia resiste alla flessione globale degli investimenti in startup nei primi sei mesi del 2023. Sono circa 487 milioni di euro i capitali raccolti da startup italiane da gennaio a giugno, per un totale di 84 deal, poco meno della metà rispetto al miliardo dei primi sei mesi dello scorso anno, con 96 deal. La flessione nel nostro Paese è così in linea con la tendenza globale pari al – 51,17% rispetto allo stesso periodo del 2022. Sono queste le principali evidenze che emergono dal report realizzato da StartupItalia e presentato nella cornice di SIOS23 Summer: INSIEME, il summit organizzato in collaborazione con Sace, il Gruppo assicurativo-finanziario direttamente controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e con l’Università Luiss Guido Carli, che per la prima volta ha riunito a Roma il mondo dell’impresa, quello istituzionale e associativo e l’Accademia per fare il punto semestrale sugli investimenti in Italia, sulle prospettive del settore e sui principali trend emergenti. Il calo degli investimenti non riguarda infatti solo il nostro Paese, ma si registra a livello mondiale. Il Regno Unito fa segnare il -57%, la Francia -55% e la Germania -44%. Anche allontanandosi dall’Europa, la situazione non cambia: -49% di miliardi investiti negli Stati Uniti e in Cina. A giustificare questa riduzione ci sono diversi componenti, tra cui l’assenza di grandi deal (sopra i 100 milioni) e l’elevata incertezza che pesa a livello globale causata da diversi fattori esogeni all’ecosistema, come guerra e inflazione. “L’ecosistema italiano ha saputo reggere l’onda d’urto di un periodo storico condizionato da difficoltà oggettive, grazie anche ad una serie di round significativi di alcune startup in settori estremamente competitivi a livello internazionale come il biotech, il medtech e il comparto dell’energia, che confermano l’attrattività della nostra filiera e l’importanza che il nostro tessuto riconosce alla cultura dell’innovazione”, ha spiegato Dario Scacchetti, CEO di StartupItalia. “Il calo degli investimenti in startup non sorprende, dato che stiamo assistendo a una flessione globale degli investimenti nel settore in diversi Paesi europei, così come negli Stati Uniti e in Cina. Pesano l’incertezza economica legata al difficile contesto internazionale, come il conflitto in Ucraina e le difficoltà che nei mesi scorsi hanno interessato il sistema bancario americano ed europeo. Sono elementi che confermano il valore del nostro tessuto imprenditoriale e confermano il livello raggiunto dalla nostra filiera dell’innovazione, che vede crescere sempre di più il numero degli attori tra startup, istituzioni, università, incubatori e fondi di venture capital. Un settore dove stanno iniziando a giocare un ruolo importante anche le Pmi innovative, protagoniste di processi di digitalizzazione e sperimentazione di nuove tecnologie, che permettono di aprirsi e di competere in nuovi mercati anche a livello internazionale. Abbiamo un ecosistema che sta crescendo, che ha bisogno di attenzione da parte delle istituzioni, che può generare nuovi posti di lavoro. Questa prima edizione di SIOS a Roma ha proprio voluto ampliare lo sguardo sull’intero ecosistema e non potevamo che scegliere un luogo iconico come Roma, un vero e proprio “centro” millenario, per trasmettere questa nuova idea di imprenditorialità”. “Il Summit SIOS23 Summer: INSIEME nasce dalla consapevolezza che integrare le competenze accademiche con il mondo dell’industria e delle startup sia una delle chiavi per sostenere i processi di innovazione delle imprese e consolidare la formazione di giovani talenti”, afferma Andrea Prencipe, Rettore della Luiss. “In questo contesto, la nostra Università è da tempo in prima linea: abbiamo integrato l’Open Innovation tra gli insegnamenti offerti agli studenti con la cattedra “Maire Tecnimont” in Open Innovation & Sustainability affidata all’ideatore del paradigma, Henry Chesbrough e favoriamo l’innovazione aperta attraverso realtà di successo come Luiss Alumni 4 Growth, l’investment club che sostiene le startup Luiss-related con una logica di social benefit e che conta oggi 14 giovani imprese in portfolio, di cui 2 in fase di exit. Inoltre, abbiamo innovato profondamente i modelli della didattica, attraverso un approccio enquiry-based per stimolare ragazze e ragazzi alla risoluzione di problemi reali, e lanciato due nuovi corsi di Laurea Magistrale interamente digitali, uno in Marketing e l’altro in Strategic Management”.

Titagarh Firema, contratto con GCF per fornitura 36 carri pianali

Titagarh Firema, contratto con GCF per fornitura 36 carri pianaliNapoli, 26 giu. (askanews) – Titagarh Firema, tra le più importanti aziende italiane nell’industria ferroviaria, ha firmato un contratto per la fornitura di 36 carri pianali ad uso intermodale e speciale con la società GCF Generale Costruzione Ferroviarie Spa per un importo di 5 milioni di euro. L’inizio della produzione, che sarà interamente negli stabilimenti di Caserta, è previsto a gennaio 2024 con le prime consegne ad agosto. “Questo contratto – si legge in una nota – segna l’ingresso di Firema nel mercato dei carri merci, ampliando così il proprio settore di business e il portafoglio prodotti, in linea con Business plan approvato a novembre 2022 con l’ingresso di Invitalia nell’azionariato dell’azienda. Firema ha deciso di dedicare parte dell’area produttiva al settore carri merci forte dell’esperienza di Titagarh Rail System Limited, il più grande produttore di carri nel mercato indiano con una capacità produttiva di 10mila veicoli l’anno”.

“Siamo molto orgogliosi che la società GCF Generale Costruzione Ferroviarie ci abbia concesso la sua fiducia scegliendoci come partner – ha detto l’Ad della Titagarh Firema, Carlo Logli – Questo evento è una tappa importante per il nostro sviluppo, ma anche per il rinascimento di un’attività industriale ormai scomparsa dal territorio nazionale. Ad oggi, Firema è l’unico produttore di carri merci in Italia in grado di rispondere alle crescenti esigenze di rinnovo del parco merci di operatori italiani ed europei”. “Finora l’assenza di costruttori di carri merci in Italia ha reso il nostro Paese dipendente dall’importazione di questi beni – ha affermato l’amministratore delegato di GFC Spa, Edoardo Rossi – Mentre la costante diminuzione della produzione di carri merci nell’Europa occidentale ha reso difficoltoso anche l’approvvigionamento”.

Fiasconaro tra i protagonisti del “Summer Fancy Food Show” di New York

Fiasconaro tra i protagonisti del “Summer Fancy Food Show” di New YorkRoma, 23 giu. (askanews) – Fiasconaro, eccellenza dell’Alta Pasticceria siciliana, sarà fra i protagonisti della 47esima edizione della manifestazione fieristica Summer Fancy Food Show in programma a New York allo Javits Center dal 25 al 27 giugno 2023 con uno spazio espositivo dedicato (Stand 2730, Level 3). La fiera offrirà all’azienda la cornice ideale per incontrare la stampa ed i buyer internazionali, ma soprattutto, per i festeggiamenti del suo 70esimo Anniversario.

“Il nostro legame con questa manifestazione ha radici profonde perché il nostro esordio internazionale parte proprio da qui”, ricorda con emozione il Maestro Nicola Fiasconaro, che aggiunge: “Il grande merito di questa fiera è stato quello di fare esplodere il fenomeno del panettone artigianale, ancora poco noto al di fuori dei nostri confini nazionali, e in particolare, la bellezza del comparto agro-alimentare Made in Sicily”. Dall’incontro fra Panettone e Pandoro nasce il Montenero.

Il Summer Fancy Food sarà il palcoscenico d’eccezione per presentare al mercato americano la Collezione 70° Anniversario, che racchiude alcuni dei lievitati da ricorrenza di punta di Fiasconaro che saranno incartati con un pack dedicato alla collezione: il Panettone Tradizionale, il Panettone Albicocca e Cioccolato di Modica IGP e il Panettone agli Agrumi e allo Zafferano di Sicilia. Ma la novità assoluta sarà la creazione dolciaria realizzata per l’anniversario dell’azienda, il Montenero, nato come rivisitazione del Mannetto – il primo panettone Fiasconaro – e “battezzato” con il nome della contrada che ha visto crescere le generazioni Fiasconaro nella bella stagione. La linea del tempo al centro della Collezione 70esimo Anniversario.

La storia dell’azienda Fiasconaro viene scandita da una linea del tempo che racconta le tappe più importanti di una sfida imprenditoriale che oggi è diventata una realtà di successo in oltre 60 Paesi. E sono proprio questi momenti a ispirare la comunicazione della Collezione 70esimo Anniversario, dai pack dei lievitati da ricorrenza, alle pagine del nuovo catalogo per il Natale 2023. Nel 1998 la prima “bandierina” Fiasconaro a New York…

Le otto pietre miliari della linea del tempo corrispondono a momenti precisi della storia Fiasconaro. Dalla nascita nel 1953 del Bar Fiasconaro e della piccola gelateria in Piazza Margherita, ricordata ancora oggi per le deliziose granite di agrumi e le specialità locali, ai primi banchetti nelle Madonie degli anni ’70, fino alla vera svolta nel 1988, con la creazione del Mannetto, il primo Panettone Fiasconaro che rivisita l’iconico Panettone milanese “alto”, con l’utilizzo della Manna, la resina dolce prodotta dagli alberi di frassino del comprensorio locale. E nel 1998 arriva anche la prima bandierina Fiasconaro negli Stati Uniti, con la partecipazione dell’azienda al Summer Fancy Food, manifestazione imperdibile per l’eccellenza dolciaria, che da 25 anni riconferma la propria partecipazione. 70 anni di Arte Pasticciera: una Favola che fa ancora sognare… La Favola della Famiglia Fiasconaro è quella di una Famiglia innamorata della sua Terra, che con i suoi dolci ha fatto vivere e sognare la Sicilia a milioni di persone nel mondo. I fratelli Fiasconaro fanno parte della squadra di successo che ha portato il marchio a conquistare i mercati internazionali in oltre 60 Paesi: Fausto è Responsabile del punto vendita Fiasconaro, Martino si occupa della Direzione Amministrativa, Nicola è pluripremiato Maestro Pasticciere e Ambasciatore dell’Arte dolciaria Made in Sicily nel mondo. Un sogno, quello della Famiglia Fiasconaro, che attraversa il tempo e lo spazio, restando sempre fedele a se stesso: 70 anni di Amore per le proprie Origini, 70 anni di Visione, 70 anni di Bellezza.

Blue Economy, Zambito Marsala (Intesa Sanpaolo): nuove opportunità di lavoro

Blue Economy, Zambito Marsala (Intesa Sanpaolo): nuove opportunità di lavoroRoma, 23 giu. (askanews) – Quanto pesa il mare nella progettazione economica e sociale del futuro del Paese? Secondo il report di Unioncamere 150 miliardi di euro, il terzo posto a livello europeo per ricchezza prodotta, dopo Spagna e Germania, Secondo il X Rapporto nazionale, realizzato nel 2022 dal Centro Studi Guglielmo Tagliacarne per conto di Informare, l’Economia del Mare rappresenta più di 220mila imprese e quasi un milione di occupati. Dati significativi. Ancora di più se si guarda il quadro europeo. Il report UE 2022 sulla Blue Economy dice che il prodotto interno lordo stimato è 14.015 miliardi di euro e l’occupazione a 193,6 milioni di persone nel 2019. Il contributo dei settori consolidati della Blue Economy all’economia Ue nel 2019 è stato dell’1,5 % in termini di valore aggiunto lordo e 2,3 % in termini di occupazione.

Dati significativi ma che sono solo una premessa… “La Blue Economy ha il potenziale per creare un impatto significativo anche per l’occupabilità nelle regioni costiere e marine – afferma Elisa Zambito Marsala – Head of Social Development and University Relations di Intesa Sanpaolo – grazie alla nascita di nuove opportunità di lavoro legate agli Oceani, al Mare ed allo sviluppo sostenibile. La conservazione e l’utilizzo “circolare” degli ecosistemi marini, infatti è in grado di generare una crescita economica duratura nel tempo, in contrapposizione al modello di sfruttamento “lineare”. Ma quali sono i comparti economici di riferimento che definisco la Blue Economy? Come evidenziato nel report della fondazione One Ocean il tema Blue economy include un ampio range di settori: energie rinnovabili, acquacoltura, turismo e tecnologie marine. Con l’espansione di questi settori sarà possibile creare nuove opportunità di lavoro, da posizioni entry level, fino a ruoli altamente specializzati, contribuendo a incrementare in modo significativo l’occupabilità nelle comunità costiere e marine.

“La Blue Economy offre al nostro Paese, anche per la sua conformazione geografica unica al centro del mediterraneo – aggiunge Elisa Zambito Marsala – importanti spazi di occupabilità attraverso la rigenerazione di industry che ci rappresentano nel mondo (la pesca, l’agricoltura…), che hanno bisogno di innesti trasformativi, anche in termini di competenze e tecnologie, oltre che di nuovi business funzionali alla transizione sostenibile”. Come sfruttare questa enorme risorsa? Scelte delegate alla politica, alla creazione di infrastrutture adeguate e alle progettazioni di sistema ma anche (soprattutto?) alla valorizzazione del capitale umano e delle competenze, e quindi le garanzie di occupabilità. Non è un caso che l’Unione europea abbia scelto proprio le competenze come tema portante per il 2023. L’obiettivo è invertire una serie di trend negativi del mercato del lavoro, che impediscono all’Europa di competere ad armi pari con i player occidentali e orientali. Ed ecco il ruolo di Intesa Sanpaolo: “Le competenze sono al centro della strategia per l’Occupabilità della banca – dice Elisa Zambito Marsala – competenze ad ampio raggio, ovviamente: quelle digitali di base, quelle tecniche, l’innovazione, le nuove tecnologie, la sostenibilità e le soft skills, come problem solving, abilità sociali ed emotive, capacità imprenditoriali, che rimangono chiave per il cambiamento. Studiamo questi trend per anticipare i fenomeni e grazie alla formazione e all’aggiornamento delle competenze, aiutiamo i giovani, ma non solo, a rimanere competitivi sul mercato del lavoro. Li rendiamo “resilienti” rispetto a un mercato delle professioni in continua evoluzione”.

Il vero grande nodo da sciogliere, e non solo in Italia: I tre quarti delle imprese europee dichiarano di avere difficoltà a trovare lavoratori con le competenze necessarie. Solo il 37% della forza lavoro impiegata intraprende regolarmente attività di formazione; una persona attiva su 3 non dispone delle competenze digitali di base. “Questi indicatori spiegano il mismatch tra domanda e offerta di lavoro – afferma il manager – i gap di competitività delle imprese e la difficoltà nel portare a scala progetti industriali potenzialmente vincenti”. Un segnale importante da lanciare alle giovani generazioni che a quanto pare non sono attratte dalle carriere marine e quindi le imprese non riescono a trovare la forza lavoro, le competenze e i profili richiesti. Tutto questo mentre l’UE lamenta fino a 14 milioni di giovani persone che non sono in istruzione, lavoro o formazione (NEET) tra i 15 e i 29 anni e milioni più persone che rischiano di diventare NEET a causa dell’abbandono scolastico precoce, delle difficoltà di inserimento nel mondo del mercato del lavoro. Dal mare può arrivare un contributo importante alla soluzione di questo problema. Ed ecco il progetto One Ocean Foundation – Intesa Sanpaolo: “Coinvolgeremo soggetti privati, istituzioni, università, come la Bocconi, uno dei nostri principali partner accademici, ed enti no-profit che ci consentano di creare – conclude Elisa Zambito Marsala – azioni di sistema che generano un valore sociale con impatto scalabile e sostenibile nel tempo. La collaborazione con One Ocean Foundation ha tra i suoi obiettivi anche l’education per rendere i giovani più consapevoli sul tema della Blue Economy, attraverso eventi e percorsi di formazione”.

Estate, Osservatorio Emma Villas: 8 italiani su 10 sceglieranno Belpaese

Estate, Osservatorio Emma Villas: 8 italiani su 10 sceglieranno BelpaeseRoma, 22 giu. (askanews) – L’estate è appena iniziata ma i numeri parlano già chiaro: avremo una ripresa significativa del settore turistico, con dati superiori ai livelli pre-pandemia. Inflazione, arrivata al +7.6% nel mese di maggio , e caro vita non demoralizzano gli italiani: quasi la totalità dei nostri connazionali, infatti, farà una vacanza (95%). Per 4 su 10 più breve del passato, verso destinazioni più vicine (30%) e in Italia (81%). Le tendenze più interessanti per l’estate 2023? Se guardiamo alla fascia di reddito medio-alta sono tre: oltre la metà dei vacanzieri è pronta a spendere fino a 1.500 euro a settimana; 7 su 10 faranno più di una vacanza nei prossimi 12 mesi; oltre il 68% vorrebbe vivere l’esperienza di soggiornare in una dimora di pregio. La conferma della passione degli italiani per le ville private è confermata dall’Osservatorio Emma Villas, che per la stagione estiva segna un +62% nel numero delle settimane prenotate in ville e casali di pregio rispetto al 2019, per un totale di 4.931 settimane già “prese” tra giugno e settembre. È questa, in sintesi, la foto dell’estate degli italiani e dei loro desideri per le vacanze scattata dall’inedita ricerca AstraRicerche per Emma Villas, leader italiano nel settore del vacation rental (ossia affitti brevi di ville e tenute di pregio con piscina privata), realizzata su un campione di oltre 1000 italiani di età compresa tra i 30 e i 70 anni.

Vacanze, italiani e rincari: sempre meno last minute, vince la programmazione. I dati dell’indagine rendono un’immagine nuova del viaggiatore italiano: sa esattamente cosa vuole e come ottenerlo, non punta più sul last minute (quasi 8 connazionali su 10 hanno già prenotato la vacanza) e non vuole rinunciare al suo tempo libero, soprattutto in ferie (un must per il 74% dei connazionali, decisi a spegnere i loro dispositivi per non lavorare in vacanza). Solo 2 italiani su 5 hanno scelto di alternare il lavoro alle vacanze, prediligendo la worktation, durante il loro soggiorno estivo.

“Gli italiani non vogliono proprio rinunciare alle vacanze. Cresce la voglia di “qualità”: meglio star fuori meno giorni, ma deve valerne la pena davvero. Anche così si spiega il boom delle prenotazioni tra giugno e settembre per ville e casali di pregio. Secondo l’Osservatorio Emma Villas, per chi sceglierà questa soluzione, il mese preferito per le vacanze sarà luglio che vede già ora oltre 1.600 settimane prenotate, a fronte di un totale di quasi 5 mila settimane prenotate per il solo periodo estivo. Risultati da record che ci rendono ottimisti e pronti a metterci in gioco per tutelare i desideri di vacanza degli italiani (e ovviamente degli stranieri, che restano tra i principali fruitori di questa soluzione), ma anche per stimolare uno dei settori più importanti dell’economia dello Stivale e che vede nel nostro segmento di business un potenziale enorme di crescita”, dichiara Giammarco Bisogno, amministratore delegato di Emma Villas. Vacation rental: un sogno accessibile all’insegna del pregio.

Stando ai dati dello studio AstraRicerche e dell’Osservatorio Emma Villas, una villa a uso esclusivo da condividere con i propri amici o familiari, nel verde ma vicina ai centri di interesse artistici o al mare, adatta per scoprire luoghi nuovi a prezzi accessibili potrebbe essere la soluzione ideale per la maggior parte degli italiani. Si tratta, infatti, di un’opzione di vacanza desiderata da quasi 7 italiani su 10 che, nella scelta di questa tipologia di vacanza, indicano tra i fattori essenziali una location appartata e indipendente ma vicina a luoghi di interesse culturale (36%), con debole pressione turistica (32%), a uso esclusivo (31%) e in una località iconica (27%). Un sogno per cui 1 italiano su 2 si è detto addirittura disposto a rinunciare ad andare a cena fuori durante l’anno, acquistare prodotti pregiati (29%) o nuovi vestiti (27%) pur di potersela permettere. “Affittare una villa o una dimora di pregio non è più una soluzione di nicchia e i viaggiatori lo hanno ormai capito. Se pensiamo che il prezzo medio a settimana per una delle nostre 500 e oltre strutture si attesta intorno ai 4.500 euro, e se consideriamo una media di 8 persone per prenotazione scopriamo che la spesa media per questo genere di soluzione è di circa 560 euro a persona per settimana. Il vacation rental è una formula sempre più vincente non solo per chi viaggia, ma anche per i proprietari. Chi decide di affittare la propria dimora per periodi più o meno lunghi può accedere a diverse tutele, dal reddito garantito fino alla possibilità di usufruire di Rehome, la formula esclusiva che permette di effettuare migliorie e mettere a reddito la propria struttura senza costi aggiuntivi, generando delle entrate importanti”, conclude Giammarco Bisogno.

La meta preferita? Il mare, meglio se con gli amici e alla scoperta di sapori nuovi. Ma quali sono i 3 elementi irrinunciabili per una vacanza “coi fiocchi”? Primo tra tutti la destinazione. Per gli italiani la vacanza è ancora sinonimo di mare (scelto da oltre 1 su 2), cultura (37,4%), enogastronomia (31,3%) e relax (36,0%). Segue la compagnia: gli italiani amano viaggiare con gli amici, un must per 1 italiano su 4, con percentuali che aumentano tra gli abitanti del sud (34%) e tra i più giovani (39%). Per quanto riguarda la scelta del soggiorno, invece, a premiare una struttura rispetto a un’altra sono la posizione, visto che la vicinanza al mare o alla montagna è la caratteristica principale a cui guarda il 47% degli italiani, e i servizi della struttura ricettiva (attenzione alla privacy e la formula all inclusive sono essenziali per quasi 1 italiano su 4). A livello generale, i dati della ricerca evidenziano come l’Italia sarà la meta preferita per queste vacanze: oltre l’80% degli italiani ha scelto le bellezze della penisola, contro il 15% che invece dichiara di puntare esclusivamente alle destinazioni oltre frontiera. Il Belpaese continua quindi a incantare: sul podio regnano incontrastate il Salento (30%), la Costiera Amalfitana (29%) e il sud della Sardegna (27%), che batte la Costa Smeralda, le Cinque Terre, i laghi lombardi (Garda e Como) e la costiera romagnola. Ma da dove provengono i turisti? Secondo l’Osservatorio Emma Villas, sono principalmente i lombardi i turisti più vacanzieri (oltre 28%) del nostro Paese, mentre lo Stivale si colorerà a stelle e strisce grazie alla presenza massiccia degli statunitensi (18%), seguiti da inglesi e tedeschi.

Moderna annuncia ampliamento presenza in Italia con ufficio a Roma

Moderna annuncia ampliamento presenza in Italia con ufficio a RomaRoma, 22 giu. (askanews) – Moderna, azienda biotecnologica all’avanguardia nella produzione di terapie e vaccini a base di RNA messaggero (mRNA), ha annunciato l’espansione della sua presenza in Italia con l’apertura di un nuovo ufficio a Roma, che sarà la sede centrale del Paese. La presenza di Moderna a Roma – si legge in un comunicato – sosterrà la crescita dell’azienda in Italia e svolgerà un ruolo chiave nel rafforzare i legami con le Istituzioni italiane e con l’ecosistema italiano dell’innovazione e della ricerca in campo sanitario.

“L’apertura odierna dei nostri nuovi uffici a Roma rientra nella nostra strategia di continuare a costruire e consolidare le nostre attività in Italia, un Paese che rappresenta una parte fondamentale del nostro business e delle nostre operazioni in Europa. La presenza a Roma sarà particolarmente importante per sviluppare e sostenere le relazioni con gli stakeholder privati e Istituzionali locali, in quanto cerchiamo di essere un partner di riferimento per i professionisti della sanità e la comunità scientifica, a beneficio dell’ecosistema sanitario italiano in generale”, ha dichiarato Jacopo Murzi, Direttore Generale di Moderna in Italia. L’apertura del nuovo ufficio di Moderna a Roma – prosegue la nota – è l’ultima pietra miliare della continua espansione geografica di Moderna in Europa. L’azienda ha inaugurato la sua presenza diretta nel Paese nel novembre 2022 con la nomina di Jacopo Murzi a Direttore Generale per l’Italia e ha una partnership chiave di fill-finish con Thermo Fisher a Monza e Ferentino per la produzione di vaccini mRNA per uso nazionale e internazionale. L’azienda prevede di impiegare circa 20 dipendenti in Italia entro la fine del 2023.