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Ferrari, Vigna: elettrico? leader osano e usano tecnologie nuove

Ferrari, Vigna: elettrico? leader osano e usano tecnologie nuove

Maranello (Modena), 3 mar. (askanews) – “I leader sono e continuano ad essere tali solo se osano e cercano di usare la tecnologia nuova, qualunque essa sia, per destare nuove emozioni in chi usa quel prodotto”. Così Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari, a margine dell’inaugurazione del nuovo Centro Diagnostico Med-Ex a Maranello, rispondendo a una domanda sull’investimento nell’auto elettrica dopo la rinuncia annunciata da Lamborghini.

“Ho fatto fisica e una delle cose che ti insegnano è che i sistemi di riferimento sono diversi e sono tutti equivalenti – ha spiegato Vigna -. Rispetto il punto di vista di Stephan Winkelmann (presidente e a.d. di Lamborghini, cdr.), così come sono sicuro che lui rispetta il nostro. Ognuno ha la sua strategia”.

Il Ceo di Ferrari ha confermato la fiducia nella scelta dell’elettrico, senza fornire ulteriori dettagli. La nuova vettura completamente elettrica è attesa entro fine 2026.

Byd: a febbraio record di vendite +191%, quota sale al 2,6%

Byd: a febbraio record di vendite +191%, quota sale al 2,6%

Milano, 2 mar. (askanews) – Febbraio segna un nuovo punto importante nel percorso di Byd in Italia. Con 4.110 immatricolazioni, il brand cinese registra il miglior risultato mensile dall’ingresso nel mercato, evidenziando una crescita di +2.761 unità (+191%) rispetto a febbraio 2025 e un ulteriore +16% rispetto a gennaio 2026.

La quota di mercato sale al 2,6%, in progresso sia su base mensile (+0,1 p.p.) sia su base annua (+1,6 p.p.).

Il dato chiave del mese è la prima posizione nel segmento plug-in hybrid, con 3.114 immatricolazioni e una quota del 24,8%. La crescita rispetto a febbraio 2025 è superiore al 200%, con +2.307 unità, a testimonianza di un’accelerazione strutturale e non episodica.

Nel ranking di segmento, 3 dei primi 5 modelli plug-in hybrid in Italia sono Byd, inclusi primo (Seal U DM-i) e secondo posto (Atto 2 DM-i). Un risultato che rafforza la leadership del brand in un comparto strategico per l’evoluzione della mobilità.

Guardando al cumulato dei primi due mesi dell’anno, Byd si posiziona al primo posto nel comparto elettrico + plug-in hybrid, con 7.662 immatricolazioni e una quota del 16,5%.

Toyota Italia vendite febbraio +14%, quota 7,1%

Toyota Italia vendite febbraio +14%, quota 7,1%

Milano, 2 mar. (askanews) – Toyota si conferma anche a febbraio primo marchio estero con 11.183 auto vendute (+14%) e una quota di mercato del 7,1%. Leader anche nelle full hybrid con Yaris Cross, nuova Aygo X Hybrid e Yaris ai primi tre posti. In crescita il canale privati che rappresenta il 70% del mix di vendita di Toyota, con una quota di mercato del 9,4%. Nel mercato premium, Lexus con una quota del 2,1% conferma i risultati rispetto allo scorso anno.

“In un mercato che segna a febbraio una crescita considerevole, confermiamo la nostra leadership tra i marchi esteri e nello stesso tempo registriamo una crescita rilevante del mercato privati che rappresenta oggi il 70% della nostra mix di vendita. Notiamo positivamente anche la crescita continua e costante della proposta full hybrid che porta con sé importanti vantaggi per l’ambiente e che ormai sfiora il 20% del mercato totale da inizio anno e di cui ci confermiamo leader con il 42% di quota e tre nostre vetture sul podio, tra cui la nuova Aygo X Hybrid, la più venduta da inizio anno e che sta superando le nostre migliori aspettative”, afferma Alberto Santilli, Ad di Toyota Italia.

Leapmotor, Scopelliti: febbraio traguardo storico, ottimismo per futuro

Leapmotor, Scopelliti: febbraio traguardo storico, ottimismo per futuro

Milano, 2 mar. (askanews) – “A poco più di un anno dal lancio in Italia, abbiamo raggiunto la leadership nel mercato elettrico e consegnato oltre 5mila vetture in un solo mese. Un traguardo storico per Leapmotor che conferma la bontà del percorso intrapreso e che ci trasmette tanto ottimismo per il futuro”. Lo ha dichiarato Federico Scopelliti, Country Manager Leapmotor Italia commentando i dati di febbraio che hanno visto il brand salire al 3,2% del mercato e al 6% nel mercato privati con 5mila immatricolazioni.

Leapmotor ha conquistato a febbraio un doppio primato salendo sul gradino più alto del podio sia nel mercato totale elettrico (bev), con quota del 39,3%, sia nel canale dei privati con il 51,4%.

A brillare a febbraio è stata la T03, che si è confermata l’auto elettrica più venduta in Italia. T03 è risultata anche la seconda citycar più venduta dell’intero mercato dopo Fiat Pandina e il quarto modello più venduto in assoluto dietro a Fiat Pandina, Jeep Avenger e Fiat Grande Panda. Tra gli altri modelli, in evidenza la performance della nuova B10, che ha confermato la terza posizione nel segmento dei C-suv bev, seconda posizione se si considera il solo canale dei privati.

Ancma: a febbraio mercato due ruote +10,2% a 24.768 unità

Ancma: a febbraio mercato due ruote +10,2% a 24.768 unità

Milano, 2 mar. (askanews) – Il mercato delle due ruote a motore conferma a febbraio la tendenza positiva registrata a inizio anno, con un segno più in tutti i segmenti: moto, scooter e ciclomotori. Un andamento che rafforza il buon avvio del 2026 e consolida il clima di fiducia nel comparto. Il confronto con i primi mesi del 2025 richiede tuttavia cautela. Lo scorso anno era stato infatti caratterizzato da un calo delle vendite legato agli effetti del fine serie Euro 5, che aveva condizionato in modo significativo le immatricolazioni.

Il secondo mese dell’anno chiude con un parziale di +10,2% e 24.768 unità vendute. Nel dettaglio, le moto crescono dell’11,58% e targano 10.593 mezzi; gli scooter registrano un incremento dell’8,79% e mettono sul mercato 13.322 veicoli; infine, i ciclomotori, che guadagnano 15,9 punti percentuali e fanno registrare 853 unità. Nel primo bimestre il mercato cresce complessivamente dell’8,58% per un totale di 44.064 unità; tra i targati, a far registrare la miglior performance sono le moto che spuntano un +13,59% e 18.694 veicoli immatricolati; seguono gli scooter che guadagnano 4,03 punti percentuali e targano 23.723 mezzi; infine, i “cinquantini”, che crescono del 24,68% e immettono sul mercato 1.647 unità.

In attesa della riapertura del portale per la registrazione degli incentivi Ecobonus previsti per l’anno 2026, il mercato degli elettrici soffre, lasciando sul terreno 50,87 punti percentuali a febbraio (281 unità registrate) e 27,99 punti percentuali nel primo bimestre (615 unità).

Negativo anche il mercato dei quadricicli che flette del 14,75% e 2.266 unità registrate, ma con andamenti di segno opposto per i termici (+216,04% e 1.005 unità) e gli elettrici (-46,11% e 1.261 unità).

Motus-E: Mezzogiorno e auto compatte spingono mercato dell’elettrico

Motus-E: Mezzogiorno e auto compatte spingono mercato dell’elettrico

Milano, 2 mar. (askanews) – Nuovo deciso passo avanti per il mercato italiano delle auto elettriche, con le vetture più compatte in grande spolvero e il Mezzogiorno in evidenza. Lo rileva Motus-E.

A febbraio, sono state immatricolate nella Penisola 12.483 auto full electric, in crescita dell’80,5% rispetto allo stesso mese del 2025, spinte dalle consegne dei veicoli acquistati con gli incentivi andati esauriti in poche ore lo scorso ottobre. La quota di mercato dell’elettrico raggiunge quindi nel mese il 7,9%, che si confronta con il 5% registrato nel febbraio 2025.

Nel primo bimestre del 2026 le vetture elettriche immatricolate in Italia sono 21.805, in aumento del 60,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con una market share salita al 7,3% dal 5% dei primi due mesi del 2025. A fine febbraio il parco circolante elettrico ha raggiunto in Italia quota 381.422 auto. Considerando tutte le alimentazioni, il mercato auto nazionale segna nel mese un incremento dei volumi del 14,2% rispetto a febbraio 2025, con 158.132 immatricolazioni totali, da tenere monitorato per i prossimi mesi.

A livello europeo, gli ultimi dati disponibili indicano che a gennaio 2026 la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 28,3% in Francia, il 22,1% in Germania, il 9% in Spagna e il 20,6% nel Regno Unito. Nel primo mese del 2026 la market share delle auto elettriche in Italia si era attestata al 6,6%.

“La lettura dei dati restituisce uno scenario in chiaroscuro”, commenta il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, “se da un lato, infatti, il ritardo dell’Italia nella diffusione dei veicoli elettrici resta estremamente preoccupante, specialmente in vista dell’esaurimento della spinta degli incentivi, dall’altro emergono spunti incoraggianti che meritano un approfondimento”.

In particolare, spiega Pressi, “sostenuto dagli incentivi e dalla crescente offerta di modelli, sta finalmente decollando il mercato delle auto elettriche mass market, decisivo in un Paese come il nostro, dominato dai segmenti A e B”. Una categoria, quella delle elettriche entry level, al centro della strategia di rilancio dell’industria automotive proposta dalla Commissione Ue, “che speriamo passi quanto prima dalle parole ai fatti, per preservare la competitività di una filiera centrale per l’Italia e per l’Europa”.

In evidenza le immatricolazioni elettriche nel Mezzogiorno, che, supportate dalle consegne delle auto acquistate con l’ultima tornata di bonus, si sono attestate al 37,9% del totale nazionale, superando il Centro (21,4%) e arrivando a un soffio dal Nord (40,8%).

“L’interesse degli italiani verso l’elettrico è trasversale, non è relegato alle sole Regioni settentrionali, e potrebbe essere adeguatamente valorizzato con un’accurata pianificazione degli strumenti di sostegno alla domanda, senza cui rischiamo davvero di perdere contatto con gli altri grandi d’Europa”, conclude Pressi, richiamando a titolo di esempio “l’improcrastinabile revisione della fiscalità sulle flotte aziendali”.

Auto, Unrae: livelli 2019 lontani, resta ritardo su transizione

Auto, Unrae: livelli 2019 lontani, resta ritardo su transizione

Milano, 2 mar. (askanews) – “Il Pacchetto Automotive segna un passo avanti, ma non è ancora all’altezza della sfida. Europa e Italia non hanno recuperato i livelli del 2019 e il nostro Paese resta in ritardo nella transizione energetica”. Così il presidente di Unrae, Roberto Pietrantonio, commentando il +14% del mercato dell’auto a febbraio (+10,2% nei primi due mesi) e la crescita delle elettriche al 7,9% grazie agli effetti degli incentivi Mase.

“La decarbonizzazione – prosegue – è un obiettivo condiviso, ma servono sostenibilità economica, stabilità normativa e strumenti strutturali a supporto della domanda, a partire da una riforma fiscale delle flotte aziendali. Senza queste condizioni non si recuperano competitività né fiducia dei consumatori. E sul ‘Made in Europe’ vogliamo essere chiari: la competitività si costruisce con investimenti e innovazione, non con misure protezionistiche che rischiano di penalizzare imprese e consumatori”.

Affinché il percorso verso la mobilità sostenibile sia efficace, “è urgente colmare il ritardo italiano nell’elettrico. Nonostante segnali di crescita, l’Italia resta fanalino di coda tra i Major Markets: la quota Bev a febbraio è del 7,9%, contro una media Ue di gennaio (ultimo dato disponibile) del 19,7%, il 22% della Germania, il 28,3% della Francia e il 20,6% del Regno Unito. Anche Paesi con Pil pro capite inferiore fanno meglio del nostro Paese, di conseguenza le emissioni medie di CO2 del nuovo immatricolato restano sopra la media europea”.

Per recuperare competitività e allinearsi agli standard Ue, Unrae indica tre priorità. Prima: infrastrutture. L’Italia è 16ª in Europa per capillarità di punti ricarica (14,2 punti ogni 100 km contro 20,9 della Ue, dati Eafo) e necessita di un’accelerazione su rete elettrica e idrogeno. Seconda: tariffe di ricarica più coerenti con i prezzi all’ingrosso dell’energia. Terza – decisiva – la fiscalità delle flotte aziendali, vero moltiplicatore della transizione: deducibilità dei costi, detraibilità Iva e ammortamenti meno competitivi penalizzano un canale che presenta un divario tra 8,5 e 21 punti rispetto ai Major Markets.

Accanto ai fattori abilitanti serve chiarezza: la decarbonizzazione resta l’obiettivo, ciò che manca è stabilità normativa e una strategia pluriennale, come nei principali Paesi europei, per offrire a famiglie e imprese un orizzonte credibile. “Tra gli ultimi in Europa sull’elettrico: non è un destino, ma una scelta. L’elettrico cresce, ma siamo ancora lontani dalle medie dei grandi mercati. Senza una strategia strutturale e stabile l’Italia perderà competitività e appeal. Chi parla di fallimento dell’elettrico alimenta disinformazione: la vera sfida è governare la transizione con visione industriale e coraggio riformatore”, conclude il presidente.

Auto, Anfia: a febbraio bene le elettriche. Crescono brand cinesi

Auto, Anfia: a febbraio bene le elettriche. Crescono brand cinesi

Milano, 2 mar. (askanews) – “In questo primo scorcio dell’anno il mercato italiano (+14% febbraio, +10,2% nei primi due mesi) manifesta un dinamismo che è di buon auspicio per i mesi futuri”, ha commentato Roberto Vavassori, presidente di Anfia.

“Buono – prosegue il presidente Anfia – l’avanzamento dei veicoli ricaricabili Bev e Phev, che, nel complesso, raggiungono il 16% di quota di immatricolazioni nel mese. Prosegue la progressiva elettrificazione delle propulsioni dei veicoli, che ai motori endotermici affiancano, ormai per ben oltre la metà delle vendite, sistemi di recupero e accumulo dell’energia elettrica. Da rilevare la crescita veloce e significativa delle immatricolazioni di veicoli prodotti in Cina, per la gran parte non costituiti da Bev” con una quota nel bimestre pari al 12,5%.

“La filiera produttiva automotive è ora in attesa delle misure a sostegno della competitività delle imprese previste dal nuovo Dpcm che programma le risorse del Fondo Automotive del Mimit fino al 2030, con un focus sulle attività di ricerca e sviluppo e sugli investimenti produttivi”, conclude Vavassori.

Analizzando nel dettaglio le immatricolazioni per alimentazione, le autovetture a benzina vedono il mercato di febbraio in calo dell’11,9%, con quota di mercato del 20,3%; le diesel calano del 22,5% con quota del 6,7%. Le autovetture mild e full hybrid aumentano del 34% nel mese, con una quota del 52,1%. Le immatricolazioni di autovetture ricaricabili incrementano del 91,4% a febbraio e rappresentano il 16% del mercato del mese (a febbraio 2025 era del 9,5%).

Nel dettaglio, le auto elettriche hanno una quota dell’8% nel mese e del 7,3% nel cumulato; le vendite crescono dell’81,3% a febbraio e del 61,3% nei primi due mesi dell’anno. Le ibride plug-in aumentano del 102,7% a febbraio e del 116,7% nel cumulato. Rappresentano l’8% delle immatricolazioni del singolo mese e l’8,1% del totale da inizio anno. Infine, le autovetture a gas rappresentano il 4,9% dell’immatricolato di febbraio, interamente composto da autovetture Gpl (in calo del 43,9% nel mese).

Le emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni di febbraio calano del 5,5% e scendono a 111,0 g/km rispetto a quelle di febbraio 2025. Nel cumulato, diminuiscono del 5,3% e si attestano a 112,0 grammi per km percorso.

Nel cumulato, Fiat Panda, Fiat Grande Panda e Jeep Avenger occupano, rispettivamente, la prima, seconda e terza posizione tra le autovetture mild/full hybrid. Decima Peugeot 3008. Tra le dieci Phev più immatricolate a rappresentare il gruppo Stellantis, Peugeot 3008 figura al nono posto, mentre tra le elettriche Leapmotor T03 si trova al primo posto e Citroen C3 al terzo posto. Segue la Grande Panda all’ottavo e C3 Aircross al decimo.

Auto, Csp: +14% febbraio influenzato da incentivi elettriche

Auto, Csp: +14% febbraio influenzato da incentivi elettriche

Milano, 2 mar. (askanews) – L’aumento delle immatricolazioni a febbraio (+14% a 157.334 auto) è influenzato, almeno in parte, dagli incentivi per l’acquisto di auto elettriche prenotate in ottobre e immatricolate nei mesi successivi, febbraio compreso. Lo rileva il Centro Studi Promotor sottolineando che a febbraio le elettriche, secondo le elaborazioni dell’Unrae, hanno toccato una quota del 7,9%. Nei primi due mesi le immatricolazioni sono aumentate del 10,2% a 299.373 unità, ma sono ancora in calo del 12,9% sullo stesso periodo del 2019.

Secondo Csp se il mercato italiano, esaurito l’effetto incentivi, riuscisse a mantenere il tasso di crescita del primo bimestre, le immatricolazioni nel 2026 arriverebbero a quota 1.681.346, il volume più alto dal crollo del 2020 dovuto alla pandemia.

Dall’inchiesta Csp di febbraio sui concessionari auto emerge che gli intervistati non sono particolarmente ottimisti sull’andamento delle vendite nei prossimi mesi. In particolare, il 55% dei concessionari dichiara che in febbraio l’affluenza di visitatori nelle show room è stata bassa, mentre il 55% dichiara che, sempre in febbraio, il livello degli ordini acquisiti è stato insoddisfacente. Per quanto riguarda il futuro a tre/quattro mesi il 66% degli intervistati si attende stabilità delle vendite, mentre il 23% si attende un peggioramento.

Dall’inchiesta emerge che il 58% dei concessionari ritiene che i principali fattori di freno per il mercato dell’auto siano la situazione economica, il livello dei prezzi delle auto e l’incertezza per la transizione energetica. Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, “nessuno di questi fattori negativi sembra essere destinato ad evolvere positivamente nei prossimi mesi per cui è assai probabile che il mercato dell’auto italiano nel 2026 si attesterà intorno al livello raggiunto nel 2025”.

“In questo quadro, non certo esaltante, si inseriscono anche i dati sull’andamento delle vendite di auto usate, che, negli anni che hanno seguito la pandemia, si sono mantenute su livelli elevati in quanto molti acquirenti che prima della pandemia si rivolgevano al mercato dell’auto nuova, ripiegavano sul mercato dell’auto usata. Mercato che però ora, dopo un periodo positivo, comincia a dare segni di cedimento”, conclude Quagliano.

Stellantis chiude 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi euro

Stellantis chiude 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi euro

Milano, 26 feb. (askanews) – Stellantis chiude il 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro dovuta a 25,4 miliardi di oneri straordinari per la revisione della strategia sull’elettrico, la cui diffusione è più lenta del previsto, e per rimettere al centro la libertà di scelta dei clienti con un’offerta completa di alimentazioni, incluso il diesel.

I ricavi netti sono stati pari a 153,5 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto al 2024, principalmente a causa degli effetti negativi dei tassi di cambio e del calo dei prezzi nel primo semestre del 2025. Le consegne sono state pari a 5,5 milioni di auto, in aumento dell’1%. La perdita operativa rettificata è stata di 842 milioni di euro con un margine Aoi negativo di -0,5%. Il flusso di cassa industriale è risultato negativo per 4,5 miliardi di euro. L’impatto dei dazi Usa è stato di 1,2 miliardi di euro, per il 2026 la stima è di 1,6 miliardi di euro.

“I risultati dell’esercizio 2025 riflettono il costo della sopravvalutazione del ritmo della transizione energetica e della necessità di reimpostare il nostro business mettendo al centro la libertà di scelta dei clienti. Nella seconda metà dell’anno abbiamo iniziato a vedere i primi segnali positivi di progresso”, ha detto il Ceo, Antonio Filosa.

La seconda metà del 2025, ovvero i primi sei mesi pieni sotto la guida del nuovo Ceo Antonio Filosa, ha visto un miglioramento della crescita dei ricavi e del flusso di cassa industriale. I ricavi netti di Stellantis sono aumentati del 10% a 79,2 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2024. La perdita netta è di 20 miliardi di euro, rispetto a -127 milioni del I semestre. Il risultato operativo adjusted è negativo per -1,38 miliardi con un margine negativo del -1,7%. Il flusso di cassa industriale del secondo semestre, negativo per 1,5 miliardi di euro, rappresenta un miglioramento di circa il 50% rispetto al primo semestre 2025 e del 73% rispetto al secondo semestre 2024.

Le consegne hanno raggiunto i 2,8 milioni di unità, +11% rispetto al secondo semestre 2024. Tutte le regioni che hanno registrato un aumento dei volumi. In evidenza il Nord America +39% a 825mila auto che beneficia delle azioni intraprese per la riduzione delle scorte. La nuova ondata di prodotti amplia la copertura del mercato con l’aggiunta di prodotti in nuovi segmenti e opzioni di motorizzazione in Nord America, Europa allargata, Sud America e Medio Oriente e Africa.

La liquidità industriale disponibile era di 46 miliardi di euro alla fine del 2025. Per preservare una struttura patrimoniale solida, il Cda ha autorizzato la sospensione del dividendo 2026 e l’emissione di obbligazioni ibride fino a 5 miliardi di euro.

Stellantis conferma la guidance finanziaria e prevede un ritorno a un flusso di cassa industriale positivo nel 2027. Per il 2026 il gruppo prevede un miglioramento progressivo di ricavi netti a singola cifra. In miglioramento anche il margine Aoi e free cash flows industriali dopo 2 miliardi di oneri relativi al secondo semestre 2025. Stellantis stima miglioramenti progressivi dal primo semestre al secondo semestre 2026.