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Aston Martin chiude 2025 in rosso per 493 mln gbp e taglia 20% addetti

Aston Martin chiude 2025 in rosso per 493 mln gbp e taglia 20% addetti

Milano, 25 feb. (askanews) – Aston Martin chiude il 2025 con i conti in rosso e annuncia il taglio del 20% della forza lavoro, circa 600 addetti su 3mila. A pesare i dazi Usa e il calo delle consegne in particolare in Cina. Il titolo in Borsa a Londra ha ceduto il 3% a 55,2 sterline.

Il gruppo inglese di auto sportive ha registrato una perdita netta di 493 milioni di sterline (566 milioni di euro) in peggioramento rispetto ai -323,5 milioni del 2024. La perdita operativa è stata di 260 milioni quasi triplicata rispetto ai 99,5 milioni dello scorso anno. Il fatturato è calato a 1,26 miliardi (-21%), le consegne del 10% a 5.448 unità con tutte le regioni in calo, in particolare l’area Apac (-21%). In aumento l’indebitamento a 1,38 miliardi di sterline da 1,16 miliardi. La liquidità è pari a 250 milioni di sterline. Per fare cassa il proprietario di Aston Martin Lawrence Stroll, con il via libera dell’assemblea, ha ceduto i diritti del marchio alla squadra di F1 Amr GP Holding di cui controlla la maggioranza dei diritto di voto, con un incasso previsto di 50 milioni di sterline nel primo trimestre 2026.

Per il 2026 il gruppo prevede un “significativo” miglioramento dei conti, consegne stabili e un margine operativo in pareggio rispetto al -15% del 2025.

Motus-E all’Anci: serve collaborazione per una mobilità sostenibile

Motus-E all’Anci: serve collaborazione per una mobilità sostenibile

Milano, 24 feb. (askanews) – La filiera italiana della mobilità elettrica chiede ai Comuni un cambio di passo per contribuire a centrare gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione e di miglioramento della qualità dell’aria. Il tutto, valorizzando il ruolo dei territori come stimolo per l’innovazione e garante della sostenibilità sociale della transizione.

Prendendo le mosse dalla proposta di Roma Capitale di introdurre anche per i veicoli elettrici un onere annuale per l’accesso alle Ztl, accolta con “sgomento e profonda preoccupazione”, Motus-E ha inviato oggi una lettera aperta al presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, per ripristinare una “visione sistemica” considerata essenziale per mantenere l’Italia al passo degli altri grandi mercati auto europei.

“L’incertezza normativa derivante da simili provvedimenti penalizza in primis l’utenza privata, ma anche le imprese che hanno investito nel rinnovo delle flotte e nelle installazioni di colonnine di ricarica pubbliche”, si legge nella lettera a proposito della discussa determinazione capitolina, “annunciata senza un preventivo coordinamento e confronto con gli attori della filiera”, che rischia di “incrinare il rapporto di fiducia con quei cittadini che, incoraggiati dalle politiche nazionali e locali, hanno compiuto un investimento importante per il rinnovo del parco circolante”.

Del resto, prosegue la lettera, “in un contesto in cui la mobilità elettrica rappresenta ancora meno dell’1,5% del parco circolante della Città Metropolitana di Roma, appare prematuro e contraddittorio intervenire con un misura di tale portata”, mentre risulterebbe “più efficace privilegiare tempistiche più dilatate e l’adozione di logiche di gradualità, prevedendo un periodo transitorio e una modulazione del contributo sulla base degli accessi effettivi, supportata da un monitoraggio dei flussi e da una valutazione periodica degli impatti”.

Il caso di Roma si inserisce secondo Motus-E in un quadro in cui “la collaborazione tra operatori economici e amministrazioni locali necessita di un deciso cambio di passo verso la semplificazione e l’armonizzazione delle procedure”, testimoniato dalla “eterogeneità dei processi autorizzativi, l’applicazione di oneri tributari insensati quali Tari o canoni pubblicitari sulle infrastrutture di ricarica, e una diffusa difficoltà nella tutela degli stalli destinati al servizio, spesso occupati abusivamente senza alcun intervento da parte della Polizia Locale o soggetti a vandalismi”.

“È fondamentale che il dialogo con i Comuni si sposti su un piano di programmazione strutturata, che sappia coniugare la riduzione della congestione con la tutela della qualità dell’aria e l’abbattimento dell’inquinamento acustico, obiettivi in cui il vettore elettrico è un alleato insostituibile”, riporta infine la comunicazione.

Microlino lancia allarme: sistema crediti CO2 Ue penalizza microcar bev

Microlino lancia allarme: sistema crediti CO2 Ue penalizza microcar bev

Milano, 24 feb. (askanews) – Microlino Italia esprime forte preoccupazione e una netta contrarietà all’orientamento emerso in sede europea sul nuovo sistema dei crediti verdi. La proposta, in fase di approvazione, include le city car sotto i 4,20 metri, introducendo una nuova classe M1e con “supercrediti” nel calcolo delle emissioni di flotta, ma continua a escludere la categoria L7e, alla quale appartengono le microcar elettriche come Microlino. Secondo la società è una contraddizione evidente: da una parte, si dichiara di voler incentivare le auto elettriche economiche e urbane, dall’altra parte si lasciano fuori proprio i veicoli più leggeri ed efficienti.

Il meccanismo dei crediti verdi consente ai costruttori con emissioni di CO2 elevate di acquistare quote da produttori 100% elettrici. Tuttavia, se la categoria L rimane esclusa, i produttori di microcar non potranno beneficiare né dei “supercrediti” né del fleet pooling, il sistema attraverso cui i costruttori elettrici vendono certificati CO2 ai gruppi ancora esposti ai motori a combustione.

Il paradosso è evidente anche sul piano competitivo. Con l’introduzione della nuova classe M1e, i costruttori potranno contare su coefficienti premiali e incentivi diretti all’acquisto in diversi Paesi europei, mentre le microcar L7e resteranno escluse. Questo crea una distorsione strutturale e non in linea con l’obiettivo della sostenibilità ambientale, oltre a indebolire la competitività industriale della Regione penalizzando le produzioni Made in Europe, come i quadricicli.

Microlino produce attualmente a Torino, con circa 70 addetti, un veicolo totalmente elettrico. È un progetto industriale europeo, nato per le città europee, investendo complessivamente più di 150 milioni di euro, di cui quasi 100 in Italia. Se però il quadro normativo continuerà a escludere la categoria L, la sostenibilità industriale di questo modello sarà messa in discussione. Pertanto, Microlino auspica che la Commissione possa valutare un aggiornamento del provvedimento prima della sua approvazione definitiva, includendo i veicoli L7e nel sistema dei crediti verdi.

“La categoria L rappresenta oggi la soluzione più proporzionata alla mobilità urbana europea. I nostri veicoli sono lunghi poco più di 2,5 metri, vengono prodotti in Europa e richiedono un numero di componenti e di risorse nettamente inferiore rispetto a un’auto tradizionale. Escluderli dai crediti verdi significa sostenere modelli più grandi e più energivori. Per questo motivo chiediamo coerenza: se l’obiettivo è ridurre le emissioni e valorizzare chi produce elettrico, è importante non trascurare chi realizza i veicoli più efficienti del mercato”, dichiara Michelangelo Liguori, general manager Micro Mobility System.

Auto, Anfia: a gennaio in Ue bene le elettriche, avanzano brand cinesi

Auto, Anfia: a gennaio in Ue bene le elettriche, avanzano brand cinesi

Milano, 24 feb. (askanews) – Nonostante l’apertura dell’anno in calo (-3,9%), il mercato Ue dell’auto registra una crescita delle vendite di auto elettriche, che, nel mese, crescono a doppia cifra +24,2%, con una quota del 19,3%, 4,4 punti percentuali in più rispetto a gennaio 2025. Lo rileva l’Anfia sottolineando che “anche in Italia, il Paese che ha performato meglio tra i major market (+6,2% sulle immatricolazioni di gennaio 2025) ed è terzo per volumi, l’elettrico continua a crescere (+40,7%), a fronte di una quota di mercato ferma ad un debole 6,6%, la più bassa tra i major market”.

Dall’analisi dei dati emerge anche la crescita dei brand cinesi. Considerando solo i principali riportati da Acea (Volvo Cars, Byd e Saic) emerge un incremento dei volumi del 17% circa, passando da una quota di mercato del 4,5% a gennaio 2025 al 5,5% a gennaio 2026.

“In questo scenario, nell’ambito dell’iter legislativo del pacchetto automotive Ue, tengo a ribadire l’urgente necessità di attuare una sospensione dello step di inasprimento dell’utility factor previsto da gennaio 2027 per i veicoli ibridi plug-in (Phev), tecnologia da salvaguardare e non penalizzare essendo fondamentale per la transizione verso la mobilità elettrica”, afferma Roberto Vavassori, presidente di Anfia.

“Parallelamente, – prosegue Vavassori – resta importante intervenire sulla proposta di revisione del Regolamento CO2 presentata nel Pacchetto automotive dalla Commissione europea, ancora ben lontana dal principio di neutralità tecnologica, e, in vista della presentazione dell’Industrial Accelerator Act (Iaa) il prossimo 4 marzo, adottare una misura di local content che possa tutelare l’occupazione qualificata e preservare le competenze tecnologiche strategiche dell’industria europea”.

Nel primo mese dell’anno, tre dei cinque major market (incluso UK) registrano una variazione positiva: +6,2% l’Italia, +3,4% il Regno Unito e +1,1% la Spagna. In flessione invece la Francia (-6,6%) e la Germania (-6,6%).

Nell’area Ue, dal punto di vista delle alimentazioni, a gennaio risultano in crescita oltre alle Bev anche le ibride plug-in (Phev) +28,7% con il 9,8% di quota e le ibride tradizionali +6,2%, con il 3,6% di quota. Nel complesso, sono state immatricolate 541.335 vetture elettrificate, che rappresentano, insieme, il 67,7% del mercato.

Le auto ricaricabili (Bev e Phev) raggiungono insieme il 29,1% di quota. Nei 5 major market, le vendite di auto ricaricabili ammontano invece a 184.094 unità a gennaio, in aumento del 30,5% e con una quota del 27,9% sull’immatricolato totale dei cinque Paesi.

Stellantis: a gennaio immatricolazioni Europa +6,7%, quota sale al 17,1%

Stellantis: a gennaio immatricolazioni Europa +6,7%, quota sale al 17,1%

Milano, 24 feb. (askanews) – Stellantis chiude il mese di gennaio con immatricolazioni in crescita in Europa, in controtendenza rispetto al mercato. Nell’Ue+Efta+UK, in base ai dati Acea, il gruppo ha registrato un aumento delle vendite del 6,7% a 164.436 auto, pari a una quota del 17,1% (+1,6 pp), a fronte di una flessione del mercato del 3,5%. Nell’Ue le vendite sono aumentate del 9,1% a 145.750 auto pari a una quota del 18,2% (+2,9 pp), mentre il mercato è calato del 3,9%.

Fra i brand in evidenza Fiat +24,6% a 29.415 auto e una quota del 3,1%, seguita da Lancia (+22%), Opel (+12,7%) e Citroen (+14%). In calo invece Peugeot (-2,9% a 53.799, quota del 5,6%), Jeep (-4,9%), Alfa Romeo (-10,8%), DS (-16,8%) e Maserati (-32,7% a 261 auto).

Auto, Acea: a gennaio mercato Europa -3,5%, quota bev Ue sale al 19%

Auto, Acea: a gennaio mercato Europa -3,5%, quota bev Ue sale al 19%

Milano, 24 feb. (askanews) – Avvio d’anno in calo per il mercato dell’auto europeo. A gennaio nell’Ue, Efta e UK le immatricolazioni sono diminuite del 3,5% a 961.382 auto. Lo rileva l’Acea, l’associazione europea dei produttori di auto. Nell’Ue le vendite sono diminuite del 3,9% a 799.625 auto.

A livello di alimentazioni nell’Ue crescono le auto elettriche (+24,2% a 154.230) che hanno raggiunto una quota di mercato del 19,3% rispetto al 14,9% di gennaio 2024. Fra i principali mercati, in crescita Francia (+52,1%), Germania (+23,8%) e Italia (40,7%), mentre Belgio (-11,5%) e Paesi Bassi (-35,4%) hanno registrato un calo. Fra le auto alla spina, prosegue la crescita delle plug-in (+28,7% a 78.741) che raggiungono una quota del 9,8% “sottolineando l’importanza di un percorso tecnologicamente neutrale verso la decarbonizzazione”. A trainare il mercato Italia (+134,2%), Spagna (+66,7%) e Germania (+23%).

Le auto ibride (+6,2% a 308.364 unità) si confermano la scelta preferita dai clienti con una quota del 38,6% sostenute dalla crescita in Italia (+24,9%) e Spagna (+9%). Prosegue il calo delle immatricolazioni di auto a benzina (-28,2%) e diesel (-22,3%), con quote rispettivamente del 22% e dell’8,1%. La Francia ha registrato il calo più significativo (-48,9%), seguita da Germania (-29,9%), Italia (-25,5%) e Spagna (-22,5%).

Fra i costruttori nel mercato Ue+Efta+UK in calo tutti i gruppi principali, con l’eccezione di Stellantis +6,7% e una quota in aumento al 17,1% (+1,6 pp) e Mercedes (+2,8%). Volkswagen ha registrato una flessione del 3,8%, Renault del 15%, Hyundai del 12,5%, Bmw del 5,7%, Toyota del 13,4%. Prosegue il calo di Tesla -17% che scende sotto l’1% di quota di mercato (0,8%). Fra le case cinesi, in evidenza Byd (+165% a 18mila auto) pari a una quota dell’1,9%, in calo invece Saic con il marchio MG -1,8% a 19.254 auto e una quota del 2%.

Alfa Romeo riapre ordini Giulia e Stelvio Quadrifoglio in Europa

Alfa Romeo riapre ordini Giulia e Stelvio Quadrifoglio in Europa

Milano, 23 feb. (askanews) – A partire da marzo Alfa Romeo, brand Stellantis, riapre gli ordini di Giulia e Stelvio Quadrifoglio in Europa. I modelli Giulia e Stelvio, incluse le versioni Quadrifoglio con il 2.9 V6 da 520 CV, saranno disponibili fino al 2027.

“Come annunciato al recente Bruxelles Motor Show 2026, riapriamo gli ordini di Giulia e Stelvio Quadrifoglio. È il miglior modo per celebrare uno dei simboli più famosi nel mondo automotive. Il Quadrifoglio è l’espressione più autentica della sportività Alfa Romeo e delle nostre auto. Un ringraziamento speciale va alla nostra rete di vendita che ogni giorno costruisce e consolida il rapporto con i nostri clienti”, ha detto Santo Ficili, Ceo di Alfa Romeo.

Renault nel 2025 +3% ricavi e 11 mld di perdita per poste una tantum

Renault nel 2025 +3% ricavi e 11 mld di perdita per poste una tantum

Roma, 19 feb. (askanews) – Il gruppo automobilistico francese Renault ha chiuso il 2025 con un fatturato totale in crescita del 3% a 57,9 miliardi di euro. La società ha invece riportato una perdita da 10,9 miliardi sull’insieme dell’anno, a fronte di un risultato netto positivo per 752 milioni nel 2024. Il risultato netto, riporta un comunicato, riflette 9,3 miliardi di euro di poste negative una tantum “collegate al trattamento contabile dell’ivestimento su Nissan”. I margini operativi si sono ridotti al 6,3%, dal 7,6% del 2024, per il 2026 la società prevede un margine operativo “attorno al 5,5% dei ricavi”.

“I nostri risultati 2025, in un contesto di mercato difficile, dimostrano l’impegno per assicurare una performance di primo piano tra gli attori dell’industria automobilistica – ha affermato l’amministratore delegato François Provost -. Annunceremo tra alcune settimane la nostra strategia che punta la crescita delle attività, così come rafforzamento della resilienza del nostro modello operativo e finanziario”. (fonte immagine: Renault)

Aniasa: in aumento truffe di finte società di autonoleggio

Aniasa: in aumento truffe di finte società di autonoleggio

Milano, 17 feb. (askanews) – Anche l’autonoleggio registra il fenomeno delle truffe ai danni dei clienti da parte di finti operatori del settore che offrono servizi inesistenti. A lanciare l’allarme è Aniasa – Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, Sharing Mobility e Automotive Digital – che registra un aumento delle frodi e invita i consumatori a prestare la massima attenzione.

Il raggiro inizia, come per altri settori dei servizi, online. Gli utenti che cercano soluzioni di noleggio auto a breve termine tramite motori di ricerca vengono indirizzati verso annunci sponsorizzati fraudolenti, costruiti utilizzando parole chiave molto simili a quelle dei marchi ufficiali del settore. Dopo un primo contatto telefonico, la conversazione viene spostata su WhatsApp, dove falsi operatori inviano preventivi e richiedono il pagamento anticipato dell’intero noleggio, spesso accompagnato da un deposito cauzionale. I versamenti vengono richiesti tramite bonifico bancario – il più delle volte da eseguirsi in forma istantanea -, in massima parte a favore di persone fisiche; altre volte i clienti vengono invitati a effettuare pagamenti presso punti Tabacchi attraverso l’invio di cosiddetti Codici QR. La truffa emerge solo in un secondo momento: il cliente non riceve più risposte oppure si presenta presso la sede della società di noleggio, scoprendo che non esiste alcuna prenotazione a suo nome.

Aniasa ricorda che i contatti ufficiali delle società di autonoleggio sono esclusivamente quelli presenti sui siti istituzionali delle aziende. Inoltre le società di autonoleggio utilizzano esclusivamente carte di credito o di debito indicate nei rispettivi siti ufficiali. Non ricorrono a social network o piattaforme di messaggistica per gestire prenotazioni o pagamenti. Tutte le comunicazioni avvengono tramite email aziendali ufficiali.

Se si sospetta di trovarsi in una situazione potenzialmente fraudolenta, Aniasa consiglia di: verificare sempre le informazioni sul sito ufficiale della società o contattare direttamente l’azienda tramite i recapiti presenti nella sezione Contatti; non fornire mai dati sensibili o password tramite telefono o email non verificati; segnalare tempestivamente eventuali tentativi di truffa al servizio clienti dell’azienda.

Stellantis: a Mirafiori le prime 80 risorse per la nuova Fiat 500 Hybrid

Stellantis: a Mirafiori le prime 80 risorse per la nuova Fiat 500 Hybrid

Milano, 16 feb. (askanews) – Sono entrate ufficialmente oggi, alle Carrozzerie di Mirafiori, le prime 80 risorse annunciate nei mesi scorsi per sviluppare la produzione della nuova Fiat 500 Hybrid che, da metà marzo, avrà anche un secondo turno produttivo. Entro il mese di febbraio sono previsti altri 160 ingressi e gli altri step sono previsti nel corso del mese di marzo. Nel complesso, all’interno del comprensorio di Mirafiori e in altre sedi torinesi/piemontesi (Economia Circolare, Powertrain, Parts&Services e Verrone) saranno inserite oltre 430 persone.

Tutte le nuove persone selezionate sono diplomate e con un’età media di 24 anni. Appena entrate in stabilimento, sono state suddivise in varie classi ed hanno cominciato i corsi di formazione per poi potere lavorare nei prossimi giorni lungo le linee di produzione. “Questi giovani – ha sottolineato Giuseppe Manca, responsabile Risorse Umane di Stellantis in Italia – rientrano in un’importante iniziativa di ricambio generazionale che stiamo portando avanti dallo scorso anno in Italia quando abbiamo inserito quasi 500 persone, di cui 120 ingegneri sempre a Torino. Anche nel 2026 prevediamo di inserire in azienda nuovi colleghi, tra cui appunto gli oltre 400 del complesso di Mirafiori di cui oggi abbiamo avuto un primo inserimento. Quanto successo oggi – ha concluso – è un ulteriore esempio tangibile dell’impegno di Stellantis in Italia”.