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Confagri Bari-Bat: trattori fermi, emergenza gasolio agricolo

Confagri Bari-Bat: trattori fermi, emergenza gasolio agricolo

Roma, 19 feb. (askanews) – Campi fermi, aziende olivicole, ortofrutticole, agrumicole e cerealicole in ginocchio e un sistema burocratico nel caos. È l’allarme lanciato da Confagricoltura Bari-BAT in merito ai ritardi nell’assegnazione agli imprenditori del gasolio agricolo a tariffa agevolata per le aziende delle province di Bari e Bat, una risorsa vitale per le operazioni colturali in corso. Le istanze per l’assegnazione della dotazione per singola azienda attualmente vengono attivate dalla Regione, compilate dai CAA e poi istruite e validate dai singoli comuni di residenza dei titolari dell’impresa agricola richiedente.

Il passaggio alla modalità integralmente telematica tramite il nuovo portale regionale, avvenuto lo scorso primo gennaio, si sta rivelando molto critico dal punto di vista operativo. Nonostante i nostri Centri di Assistenza Agricola (CAA) abbiano lavorato tempestivamente le pratiche, il processo si arena sistematicamente nella fase di validazione da parte dei Comuni, che si stanno dimostrando fortemente impreparati alla loro funzione.

L’analisi di Confagricoltura evidenzia situazioni di stallo totale in alcuni territori chiave del Barese e della BAT. I Comuni che ad oggi presentano le criticità più gravi sono Andria, Castellana Grotte, Polignano a Mare e Conversano. In queste aree le aziende agricole sono impossibilitate a rifornirsi e i distributori ad erogare, con il rischio imminente di compromettere importanti fasi colturali e essenziali interventi sui terreni e sui raccolti.

Secondo l’organizzazione per sbloccare l’impasse è necessario urgentemente un cambio di rotta deciso. Ci sono due soluzioni possibili: da un lato incrementare il personale competente e le risorse dei comuni dedicate al servizio UMA, dall’altro affidare l’intero iter agli sportelli dei CAA, sui territori. “I nostri CAA conoscono le esigenze degli agricoltori e hanno competenze tecniche e agronomiche che spesso mancano agli enti pubblici. In più possono contare sull’impegno di risorse dedicate, che invece mancano cronicamente nell’organico dei comuni – dichiara Massimiliano Del Core, presidente di Confagricoltura Bari Bat – e per questo si sono dimostrati l’unico anello della catena realmente efficiente e operativo, nonostante le difficoltà di un passaggio telematico avvenuto in modo repentino e senza paracadute. Mentre i Comuni annaspano per mancanza di formazione o carenza di personale, i nostri centri di assistenza hanno già istruito le pratiche e sono pronti a chiudere il cerchio. Chiediamo alla Regione Puglia un atto di pragmatismo: dare mandato ai CAA di gestire l’intero iter dalla compilazione, all’istruttoria, fino alla validazione finale”.

Confagricoltura contesta una transizione al digitale definita affrettata e priva di un’adeguata fase di organizzazione e formazione. Per Del Core, non è più tempo di sperimentazioni sulla pelle delle imprese.

Allerta per ulivo infetto da Xylella a Minervino Murge

Allerta per ulivo infetto da Xylella a Minervino MurgeRoma, 16 apr. (askanews) – E’ stato ritrovato un ulivo infetto da Xylella fastidiosa sottospecie Pauca a Minervino Murge, nella provincia della BAT: lo rende noto Coldiretti Puglia, spiegando che con questo ritrovamento il batterio killer si allarga ancora uscendo dai confini di Bari. Nonostante sia l’unico ritrovamento dopo centinaia di campionamenti effettuati, Coldiretti sottolinea la necessità di una sorveglianza tempestiva e continua sulla zona cuscinetto, oltre all’eradicazione chirurgica dell’unico ulivo infetto per eliminare la fonte di inoculo.


E’ stata effettuata una sorveglianza rafforzata dell’area di 400 metri attorno alla zona infetta, per verificare la presenza di ulteriori piante infette e di conseguenza l’estensione dell’area infetta ed è stata istituita una zona cuscinetto di 2,5 km di raggio attorno alla zona infetta. Va incluso quindi, spiega Coldiretti, anche Minervino Murge nell’elenco dei comuni delle province di Bari, Taranto e Brindisi dove vanno effettuate le lavorazioni obbligatorie, tra cui arature, fresature, erpicature o trinciature per ridurre la popolazione della sputacchina, l’insetto vettore della Xylella, che si stima riesca a percorrere in una stagione fino a 400 metri autonomamente con i propri arti posteriori.

Coldiretti: vigneto Puglia, export +9% e Dop Economy a 631 mln

Coldiretti: vigneto Puglia, export +9% e Dop Economy a 631 mlnRoma, 7 apr. (askanews) – Cresce nel 2024 l’appeal del ‘vigneto Puglia’, con i suoi 28 vini Dop e Igp, un valore fondiario che aumenta del 6,3%. Il settore vitivinicolo pugliese vale oggi 631 milioni di euro e l’export è aumentato del 9%. Sono i dati resi noti da Coldiretti Puglia, in occasione del Vinitaly, he fotografano un comparto che si basa su una superfice vitata che si estende per circa 95.000 ettari, per la maggior parte in pianura.


Grande exploit della Puglia dei rossi e dei vini rosati che rappresentano il 40% della produzione nazionale totale dei rosati, con quando quasi 2 bottiglie su 4 di rosé ‘Made in Italy’ è pugliese. Ma la Puglia, ricorda Coldiretti, si sta imponendo anche con gli spumanti, dove grande è la capacità di innovazione dei produttori pugliesi che hanno puntato, soprattutto, sulla distintività e sul legame con il territorio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale, facendo concorrenza a territori storicamente imbattibili.

Grandinata in provincia di Lecce, perse patate e altre verdure

Grandinata in provincia di Lecce, perse patate e altre verdureRoma, 1 apr. (askanews) – Grandinata killer in provincia di Lecce, con il 50% delle patate varietà Sieglinde e Annabella andato perso anche per il gelo e l’abbassamento repentino della temperature che stanno compromettendo gravemente piante e prodotti in campo. Lo denuncia Coldiretti Puglia dopo le verifiche in campo sugli effetti della grandinata a Martano, a Salve in località Torre Pali e delle gelate a Gallipoli, con gravi danni sulla produzione di patate, ma anche su rape, cicorie, finocchi, insalata, zucchine, fave, piselli e cavolfiori.


Sono pesanti soprattutto i danni sui campi di patate, con le piante bruciate dalla grandine e il rischio che vada persa anche la produzione più tardiva, ma si registrano anche effetti gravi sui carciofi. Come nel resto d’Italia, anche in Puglia gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a caldo fuori stagione. In questo contesto, spiega Coldiretti Puglia, è fondamentale riconoscere agli imprenditori agricoli un ruolo incisivo nella gestione del territorio, dell’ambiente e delle aree rurali” considerato che il rischio idrogeologico con differente pericolosità idraulica e geomorfologica riguarda l’81% dei comuni leccesi.

In Puglia branchi cinghiali nei canali, serve piano contenimento

In Puglia branchi cinghiali nei canali, serve piano contenimentoRoma, 11 mar. (askanews) – Branchi di cinghiali nei canali in Puglia in cerca di refrigerio e per abbeverarsi: Coldiretti Puglia chiede di applicare subito il piano straordinario di gestione e contenimento della fauna selvatica vista la massiccia presenza di cinghiali che si registra in provincia di Taranto.


Il piano, approvato dalla Giunta regionale della Puglia e fortemente voluto da Coldiretti che ha fatto pressing anche con una manifestazione sotto il palazzo della Regione, è l’unico modo per riportare in equilibrio una “situazione diventata insostenibile in città e nelle campagne con danni economici incalcolabili alle produzioni agricole ma – sottolinea Coldiretti – viene compromesso anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale”. Il Piano straordinario, che riguarda tutta la fauna selvatica, con particolare attenzione proprio ai cinghiali, accompagna il PRIU, di cui la Regione Puglia si è dotata già dal 2022, adeguandolo alle norme nazionali, in un lavoro congiunto tra l’assessorato regionale all’Agricoltura e all’Ambiente, con il sistema dei parchi regionali e nazionali e delle Reti Natura 2000, i rappresentanti degli agricoltori.


In Puglia sono enormi i danni causati dalla fauna selvatica, con i cinghiali che distruggono le coltivazioni e attaccano gli uomini e gli animali allevati, come anche i lupi e i cani inselvatichiti, gli storni azzerano la produzione di olive e distruggono le piazzole, le lepri divorano letteralmente interi campi di ortaggi, i cormorani mangiano i pesci negli impianti di acquacoltura, i pappagalli verdi si cibano di frutta e mandorle e il killer dei mari, il granchio blu che stermina vongole veraci, cozze, uova, altri pesci e molluschi. Con un danno complessivo stimato pari ad oltre 30 milioni di euro.

La Pietra (Masaf): contro Xylella azione organica e condivisa

La Pietra (Masaf): contro Xylella azione organica e condivisaRoma, 26 feb. (askanews) – “Dobbiamo procedere uniti, governo, regione e associazioni per capire dove migliorare ed effettuare un cambio di paradigma, che finalmente ci porti a elaborare una strategia condivisa da cui ripartire per nuovi stanziamenti, perché prima di chiedere soldi al governo, che si è reso disponibile fin da subito, o avanzare richieste in Europa, è opportuno, anzi doveroso, sapere come si intende impiegare i fondi che si richiedono”. Lo ha detto il sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra, alla riunione del tavolo sula Xylella tenutosi oggi al ministero dell’Agricoltura, al quale hanno partecipato i rappresentanti della regione Puglia e delle associazioni agricole “per affrontare finalmente il problema in maniera il più organica e condivisa possibile”.


Insieme al ministro Francesco Lollobrigida sono intervenuti anche il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, per quanto concerne gli aspetti fitosanitari e il sottosegretario all’Ambiente, Claudio Barbaro, per quanto riguarda la rigenerazione ambientale dei territori interessati dal fenomeno, il presidente del Crea, Andrea Rocchi, per la parte inerente la ricerca e il commissario straordinario Nicola Dell’Acqua per le questioni idriche. “Bisogna capire con chiarezza cosa è stato fatto fino ad ora, come sono stati impiegati i soldi stanziati, con quali risultati, così da poter elaborare, con l’apporto di tutti i soggetti interessati, un nuovo piano per il contrasto alla Xylella e per la rigenerazione del settore olivicolo pugliese, ma non solo, perché la Puglia è un elemento fondamentale per tutto il sistema nazionale – ha detto La Pietra – Ribadisco: c’è la piena disponibilità a collaborare da parte del governo, ma a fronte di idee chiare e soluzioni tanto efficaci quanto condivise, perché solo così potremo mettere la parola fine al problema Xylella”, ha concluso il sottosegretario.xye

Xylella, Confagri Puglia: bene nuovo piano rigenerazione olivicolo

Xylella, Confagri Puglia: bene nuovo piano rigenerazione olivicoloRoma, 26 feb. (askanews) – “La Xylella in Puglia è un problema ambientale, sanitario, ma anche sociale”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Puglia, Luca Lazzàro, intervenuto oggi al ministero dell’Agricoltura al tavolo tecnico permanente sulla Xylella fastidiosa. Un incontro, quello di oggi, indetto dal sottosegretario Masaf, Patrizio La Pietra, che ha avviato un confronto insieme ai dicasteri della Sanità e dell’Ambiente.


“Un nuovo piano di rigenerazione è necessario; apprezziamo il primo stanziamento del Masaf di 30 milioni e l’attenzione del governo verso le imprese che fanno economia e occupazione. Ora è importante che la macchina burocratica e il coordinamento tra governo e Regione renda fruibile questo fondo il più presto possibile”, ha detto Lazzàro. Per Confagricoltura i 30 milioni stanziati sono il primo segnale a favore della rigenerazione produttiva delle province di Lecce, Brindisi e Taranto e le imprese che stanno provvedendo al contenimento della malattia con risorse proprie. Il monitoraggio è puntuale, ma il costo del contenimento attualmente è sostenuto dagli agricoltori nel rispetto delle direttive sanitarie”, ha aggiunto il presidente della Federazione pugliese.


Il tavolo al ministero è servito anche a ricordare un altro problema strettamente legato alla rigenerazione dell’olivicoltura della Puglia: la carenza d’acqua nelle campagne. “La crisi idrica della regione deve essere affrontata partendo dalla rete distributiva, assolutamente inadeguata”, ha concluso Lazzàro.

Ex Ilva, Acciaierie d’Italia: 2 rilanci offerte da Baku e da Jindal

Ex Ilva, Acciaierie d’Italia: 2 rilanci offerte da Baku e da JindalRoma, 15 feb. (askanews) – I commissari straordinari di Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria, e di Ilva in AS comunicano che, nella serata di ieri, a mezzanotte, si è conclusa la fase di presentazione dei rilanci, sulla base delle offerte presentate lo scorso 10 gennaio, per l’acquisizione degli stabilimenti ex Ilva.


Al termine di tale fase, riporta un comunicato, sono stati ricevuti due rilanci da parte di Baku Steel Company CJSC + Azerbaijan Investment Company OJSC e Jindal Steel International., mentre da parte di Bedrock Industries Management Co Inc non è pervenuta nessuna integrazione di quanto già presentato. I commissari straordinari, aggiunge la nota, si riservano alcuni giorni per valutare attentamente le proposte ricevute e formulare il proprio parere, che sarà trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Coldiretti Puglia chiede incontro a Regione su siccità

Coldiretti Puglia chiede incontro a Regione su siccitàRoma, 28 gen. (askanews) – Anche nell’inverno 2025 la Puglia non riesce a venire fuori dalle conseguenze della siccità, quando negli invasi artificiali della Capitanata mancano 99 milioni di metri cubi d’acqua rispetto all’anno scorso, un quantitativo insufficiente ad arrivare all’estate, ma dello scenario di crisi con campi a secco e produzioni dimezzate non si è accorto il sistema Copernicus che ha lasciato fuori comuni e colture dal decreto ministeriale sulla siccità che prevede indennizzi per gli agricoltori.


A denunciarlo è Coldiretti Puglia, che a fronte dei dati Anbi al 28 gennaio 2025 ed in considerazione della perdurante siccità che ha fatto crollare le produzioni, sollecita un incontro urgente con l’assessore regionale Pentassuglia per attivare ogni strumento, nazionale e regionale, volto al ristoro economico degli agricoltori colpiti dalla siccità, “dopo l’ingiustificata esclusione di buona parte delle aziende agricole dal decreto”. L’esclusione di 178 comuni della Puglia dal decreto siccità “fa il paio – spiega la confederazione agricola – -con l’assenza delle colture arboree, frutticole e di buona parte delle orticole”, perché i comparti produttivi individuati dal decreto sono solo quelli del grano turco, grano duro, girasole, lenticchie, pisello, loietto / loglio, vecce, triticale, broccoletto, melone, pomodoro, coriandolo, veccia sativa, avena, ceci, grano tenero, patata, erbaio, sulla, fieno greco, orzo, carciofo, nei comuni dove è stata riscontrata – aggiunge Coldiretti Puglia – una riduzione della percentuale di produttività tra il 30% ed il 50%, tra il 50% ed il 70% e oltre il 70%. “La metodologia utilizzata tramite i dati dei satelliti Sentinel di Copernicus evidentemente non ha rilevato l’esatta entità del danno”, prosegue Coldiretti Puglia.


Con questo sistema sono infatti rimasti fuori comuni che hanno vissuto un 2024 da dimenticare in Puglia a causa della siccità, ma non sono stati rilevati dai satelliti, mentre la Regione Pu glia nella declaratoria di calamità naturale ha riscontrato e cristallizzato il dato che l’intero territorio pugliese è stato colpito dalla siccità nel 2024.

Ex Ilva, Corte Ue: stop attività se rischi per salute e ambiente

Ex Ilva, Corte Ue: stop attività se rischi per salute e ambienteBruxelles, 25 giu. (askanews) – Se presenta pericoli gravi e rilevanti per l’ambiente e per la salute umana, l’attività dell’acciaieria ex Ilva di Taranto dovrà essere sospesa, e la valutazione in merito spetta ora al Tribunale di Milano, presso cui molti cittadini di Taranto hanno presentato ricorso per tutelare la propria salute.


Lo stabilisce la sentenza emessa oggi a Lussemburgo dalla Corte europea di Giustizia nella causa denominata C-626/22 sull’ex Ilva. (Segue)