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Cresce il crowdfunding in Italia: istruzioni per l’uso

Cresce il crowdfunding in Italia: istruzioni per l’usoRoma, 24 lug. (askanews) – Tutto ha inizio con la fortuita intuizione di una band britannica. La nascita del crowdfunding, letteralmente “finanziamento dalla folla”, coincide con la raccolta di fondi online avviata dai Marillion nel 1997, per sostenere le spese del loro tour in Nord America. Il termine crowdfunding, così come lo conosciamo oggi, venne coniato nel 2006, ma fu Barack Obama, nel 2008, a rendere celebre la pratica a livello mondiale, finanziando la sua campagna elettorale tramite il crowdfunding.

La versione moderna e innovativa dell’antica colletta, spiega una nota, ha innescato una rivoluzione a nove zeri. Il mercato globale del crowdfunding vale attualmente 1,25 mld di dollari. Le prospettive future delineano scenari anche più floridi: 1,41 mld di dollari nel 2023, toccando quota 3,62 mld di dollari entro il 2030 (fonte: Fortune Business Insights, società di studi e ricerche di mercato a livello globale). “E’ necessaria una precisazione. Quando il crowdfunding viene utilizzato per raccogliere risorse finanziarie da parte di un’impresa o di una persona fisica destinate a investimenti ed è prevista una remunerazione del capitale investito, si parla di crowdinvesting”, spiega Luca Bonati, Dottore Commercialista e Revisore Legale, Partner dello Studio Bonati. “Questo può avvenire tramite l’offerta di un prestito (modello lending-based) o sottoscrivendo quote del capitale di rischio di una società (modello equity-based). L’elemento chiave è una piattaforma abilitante che attraverso internet metta in contatto impresa e investitore, e finalizza l’investimento”.

Secondo gli ultimi dati, gli Stati Uniti sono il Paese con il più alto valore transazionale con 504 mln di dollari. La campagna di crowdfunding di maggior successo è proprio di un’azienda americana. Cloud Imperium Games, infatti, nel 2017 ha raccolto 34.91 milioni di dollari per finanziare Star Citizen, gioco di simulazione spaziale. Che in America il crowdfunding goda di buona salute è chiaro, ma com’è la situazione a casa nostra? “Il crowdfunding in Italia vive una fase positiva – afferma Bonati – come mostra l’ultimo Report italiano sul Crowdinvesting, redatto dall’Osservatorio del Politecnico di Milano, nell’ultimo anno, la raccolta annuale per l’equity crowdfunding è stata pari a 86,64 milioni di euro per i progetti non immobiliari (con un calo significativo nel primo semestre 2023) più € 56,42 milioni per quelli immobiliari (che invece crescono). I minibond collocati sui portali ammontano a 20,82 milioni, in netta diminuzione. I portali di lending contribuiscono nell’ultimo anno con 24,76 milioni prestati a persone fisiche e 39,36 milioni a imprese tramite portali generalisti (in aumento rispetto allo scorso anno), più 115,79 milioni da portali specializzati nell’immobiliare (in buon aumento negli ultimi 12 mesi). Mamacrowd continua a dominare la classifica con 130,65 milioni raccolti nelle sue campagne (45,87 milioni nell’ultimo anno) seguita da Walliance (105,04 milioni di cui 36,61 milioni raccolti negli ultimi 12 mesi). CrowdFundMe scende al terzo posto con 90,25 milioni e investimenti negli ultimi 12 mesi per 18,08 milioni. Emerge dunque la fotografia di un settore estremamente florido, nonostante piccole battute di arresto. Un parametro interessante raccolto dall’Osservatorio Crowdinvesting 2023 è l’importo minimo di investimento deciso per le diverse campagne. “La ricerca – chiarisce Bonati – evidenzia strategie abbastanza diversificate: nell’1% del totale la soglia minima per le persone fisiche era molto bassa e inferiore a 100, ma solo un caso è stato registrato negli ultimi 12 mesi. Il gruppo più numeroso (il 42%) comprende le campagne con importo minimo compreso fra € 500 e € 1.000, che negli ultimi 12 mesi hanno acquisito maggiore peso. Abbiamo poi il 41% delle campagne in cui la soglia minima era compresa fra 100 e 499,99 euro (con una forte concentrazione sul chip minimo esattamente uguale a 250 euro); la percentuale però si sta riducendo con decisione”.

Ma quali sono i settori che prospettano maggiori guadagni? “Il crowdfunding immobiliare è un segmento in grande espansione – afferma Bonati – E dimostra gli ampi sviluppi e grandi margini di crescita del settore. Il trend prevalente è senza dubbio il mondo retail in quanto è più facile ed immediato stimolare l’interesse dell’investitore (privato persona fisica) che a sua volta potrà essere un domani anche cliente della società e fruitore del servizio. I settori che continuano a macinare grandi numeri e interessi da parte degli investitori rimangono il tech e il food”. Intanto, all’orizzonte, nel mondo del crowdfunding, ci sono delle importanti novità. “Come ha dichiarato Giancarlo Giudici, Direttore scientifico dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, siamo a un punto di svolta nel panorama dell’industria nazionale dell’equity e lending crowdfunding. Il motivo è che siamo alla vigilia dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo ECSP. Per questo motivo le piattaforme si stanno adoperando per ottenere le dovute autorizzazioni, entro il 10 novembre. Il nuovo scenario darà la possibilità di operare in un unico mercato che avrà dei significativi cambiamenti che riguarderanno sia i prestiti, sia la raccolta di capitale di rischio, non più limitata solamente alle piccole e medie imprese”.

Ma quali sono gli aspetti da tener presenti quando si avvia una raccolta di capitali? “Consiglio di adottare tre strategie che accompagnino la raccolta: in prima battuta è necessario avviare una buona attività di comunicazione che spieghi, secondo il rispetto delle norme vigenti, il progetto di raccolta e il settore di riferimento. In secondo luogo, suggerisco una reward policy, ossia delle premialità ulteriori che vengono assegnate ai sottoscrittori del crowdfunding. Possono essere di tre tipologie: reward finanziario, omaggiare l’investitore di un pacchetto ulteriore di quote della società; reward esperienziale, a esempio una società di abbigliamento, che sta facendo una attività di raccolta, invita l’investitore nella fabbrica a vedere come vengono fatte le magliette o lo omaggia del prodotto, reward di prodotto. Infine, si rende necessario sin da subito definire in modo chiaro la Exit Strategy degli investitori, ossia in che modo essi potranno uscire ed effettivamente aver remunerato il proprio investimento iniziale”, conclude Bonati.

Deloitte: per 8 PMI su 10 la sostenibilità è una priorità assoluta

Deloitte: per 8 PMI su 10 la sostenibilità è una priorità assolutaMilano, 18 lug. (askanews) – L’ottanta per cento delle piccole e medie imprese italiane guarda alla sostenibilità come una priorità assoluta, e il 74% ritiene cruciale l’appartenenza a un raggruppamento di imprese virtuose, basato su standard qualitativi su tutti gli ambiti ESG, senza limitarsi a misurazione di qualità del processo produttivo e del prodotto: sono alcuni dei dati che mergano dall’indagine dell’Osservatorio di Deloitte Private, svolta su un campione di 300 aziende italiane di piccole e medie dimensioni. L’indagine fa emergere inoltre che la maggioranza delle PMI italiane guarda ai prossimi 12 mesi con rinnovata fiducia, nonostante i rischi connessi a inflazione, crisi energetica, contesto geopolitico e una particolare attenzione verso l’andamento incerto dei mercati finanziari. Ma dichiarano anche che, per monitorare rischi e continuare a crescere, nel breve termine sarà importante concentrarsi su determinate azioni, come incrementare le iniziative di sostenibilità ed espandere l’ecosistema di business.   “In uno scenario come quello attuale – commenta Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader – per le aziende italiane è essenziale adottare un approccio che generi solidità finanziaria ed organizzativa e sia in grado di soddisfare le aspettative degli stakeholder anche in condizioni difficili. In un mercato sempre più globale e interdipendente, ricorrere a modelli di business più sostenibili e aprire a logiche di collaborazione può rappresentare il percorso da compiere per far fronte alla molteplicità delle sfide in atto. Per le PMI risulta fondamentale presidiare gli standard ESG e collaborare all’interno di ecosistemi virtuosi”.   Negli ultimi anni, la crescente attenzione verso la questione climatica e la sostenibilità, ha aggiunto un ulteriore elemento di attenzione, alla luce del suo impatto sui processi industriali e dell’impatto dei cambiamenti a livello normativo. Le evidenze della survey confermano come la sostenibilità sia divenuta una priorità assoluta per le imprese: circa 8 su 10 la pongono come prioritaria nella propria agenda (80%) o si dichiarano convinte che la sostenibilità consenta di preservare il valore aziendale (79%), potenziando la capacità di adattamento ai cambiamenti ambientali, sociali ed economici.   I due terzi delle aziende intervistate attribuiscono grande importanza a tutti e tre gli ambiti (ESG) in cui si declina la sostenibilità (ambientale, sociale e di governance), dando però maggiore priorità alla componente S (38%) e alla componente E (33%), rispetto alla componente G (22%). Queste tre dimensioni sono infatti le aree chiave su cui le imprese sono chiamate a confrontarsi con i propri fornitori, clienti e più in generale con l’intero insieme di stakeholder dell’ecosistema in cui operano, incluse banche e istituzioni finanziarie.   “Per valorizzare pienamente la logica di ecosistema anche a livello di strategia ESG, tuttavia, le imprese – continua Lanzillo – devono adottare un approccio meno opportunista ed episodico e più sistematico e strutturale, dove le “relazioni” con gli altri stakeholder assumono maggiore continuità e una valenza più strategica.”   L’appartenenza a un raggruppamento di imprese virtuose, attraverso il raggiungimento di determinati standard ESG, è infatti ritenuta cruciale dal 74% delle aziende intervistate, per migliorare le capacità imprenditoriali dei rappresentanti aziendali e consentire di acquisire nuove idee tramite contaminazione (55%). Far parte di un ecosistema basato su standard di qualità elevati genera un valore per le imprese in termini di reputazione e responsabilità, che va oltre la redditività, aspetto su dimostrano consapevolezza più di otto imprese su dieci.   “Fare squadra all’interno di un ecosistema per il 72% delle imprese rende più semplice ed efficiente attuare strategie e programmi di sostenibilità. Collaborare con altre imprese e istituzioni consente infatti di affrontare meglio le sfide attuali e prospettiche, progettando soluzioni innovative grazie al rafforzamento delle rispettive competenze ed expertise e riducendo i costi di esecuzione della strategia condivisa” sottolinea Lanzillo.   La predisposizione delle aziende alla collaborazione è confermata dal fatto che circa un quinto del campione dichiara di avere aumentato il numero di soggetti esterni con cui interagisce. Inoltre, tale atteggiamento positivo si manifesta con una particolare attenzione al tema della sostenibilità: quattro aziende su cinque dichiarano che il coinvolgimento e il dialogo con tutti gli stakeholder sia privati che pubblici risulta necessario per favorire il processo di transizione energetica del Paese.   Nel contesto nazionale, il rafforzamento delle sinergie e il rispetto dei parametri ESG, comunicati e misurati rispetto alle previsioni della CSRD Directive, diventerà un asset importante che consentirà alle imprese di valorizzare ulteriormente l’unicità del made in Italy, prospettiva su cui è concorde il 73% degli intervistati. (nella foto: Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader)

Edison Orizzonte Sociale: pubblicato il Bilancio sociale 2022

Edison Orizzonte Sociale: pubblicato il Bilancio sociale 2022Milano, 18 lug. (askanews) – Dodici progetti 12 progetti ad alto impatto sociale tra Lombardia, Sicilia e Piemonte, sviluppati con il supporto di 40 partner territoriali e che hanno coinvolto circa 2.000 ragazzi con età media di 13-14 anni, 100 genitori e 1.300 persone delle comunità educanti; e inoltre aiuti umanitari che hanno raggiunto oltre 6.500 persone, grazie al supporto di 12 partner e ai volontari di Edison. Sono alcune delle attività che messe in atto nel 2022 dalla Fondazione EOS-Edison Orizzonte Sociale ETS e ora rendicontate nel Bilancio Sociale 2022.

“Siamo orgogliosi di raccontare il lavoro e i risultati concreti di un percorso partecipato che ha coinvolto tante persone, dal team Eos ai partner territoriali, dalle istituzioni ai volontari di Edison, nella messa a terra di progettualità ad alto impatto sociale – ha detto Francesca Magliulo, direttrice della Fondazione Eos – Edison Orizzonte Sociale – Nel 2022 abbiamo attivato 12 progetti su quattro vettori: rigenerazione sociale urbana, sport accessibile, educazione civica innovativa e sostenibilità delle organizzazioni culturali. Nel prossimo biennio prevediamo di attivarne tanti altri in Campania, Sardegna, Lazio, Puglia e Veneto. Lo scorso anno abbiamo posto le fondamenta del nostro percorso che pone al centro le giovani generazioni: ci impegniamo ad accompagnarle in un percorso di crescita incoraggiando le loro aspirazioni senza imporre i nostri parametri da adulti, ma anche ad imparare da loro, ascoltandoli e rendendoli partecipi delle nostre decisioni e iniziative”. La Fondazione EOS – nata nel gennaio 2021 – è impegnata nella promozione di sviluppo sociale, crescita e educazione di ragazzi e ragazze di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, per contribuire a contrastare la povertà educativa, fenomeno in forte crescita in Italia. Opera attraverso un piano triennale 2022-2024 le cui iniziative vengono ideate e implementate in coprogettazione con enti del Terzo Settore già attivi sui territori. Le azioni puntano ad avere un impatto di lungo periodo al fine di lasciare ai territori un’eredità forte e identificabile. La Fondazione si occupa inoltre della misurazione dell’impatto sociale prodotto tramite parametri qualitativi e quantitativi, con l’obiettivo di cogliere i cambiamenti effettivamente generati nella vita dei ragazzi e delle ragazze protagonisti delle iniziative e nell’intera comunità.

Nel corso del 2022, con il supporto di oltre 40 partner di progetto (il 95% dei quali locali) la Fondazione ha coinvolto circa 2.000 ragazzi con età media di 13-14 anni, 100 genitori e 1.300 persone delle comunità educanti. In seguito allo scoppio della crisi ed emergenza umanitaria in Ucraina nel corso dello stesso anno, ha raggiunto oltre 6.500 persone (età media 30 anni, il 13% con età compresa tra gli 11 e i 16 anni), con il supporto di 12 partner e i volontari di Edison. In particolare, “Traiettorie Urbane”, progetto bandiera della Fondazione EOS sul contrasto alla povertà educativa, nel 2022, anno del suo lancio, ha raggiunto quasi 500 ragazzi e ragazze, 40 familiari, 550 persone della comunità educante grazie al supporto di 13 partner. Mentre le iniziative sportive avviate a Milano e Catania, considerate come un’opportunità educativa fondamentale, in partnership con l’Associazione Sportiva Dilettantistica Rugby Milano hanno coinvolto oltre 670 ragazze e ragazzi con un’età media di 13 anni. Il bilancio d’esercizio 2022 si è chiuso con un equilibrio sostanziale tra le donazioni raccolte dalla Fondazione e le erogazioni liberali effettuate. Le elargizioni totali ricevute dalla Fondazione ammontano a 1,2 milioni di euro (il 98% proveniente dal Fondatore, Edison Spa, e il 2% dalla raccolta fondi Rete del Dono per l’emergenza Ucraina). La dotazione annuale è stata interamente destinata alle attività della Fondazione e in via residuale, secondo quanto preventivato, ai costi di esercizio.

Gli investimenti sostenuti nel 2022 ammontano a 1,3 milioni di euro, e comprendono anche l’avanzo di gestione dell’anno precedente impiegato per sostenere attività legata alle emergenze, con particolare riferimento alla crisi ucraina. In particolare, l’88% degli investimenti è stato destinato ai progetti sul territorio (in partnership con gli Enti del Terzo Settore) e il 12% per la gestione ordinaria delle attività di fondazione. Nel 2022, le elargizioni si sono suddivise per il 56% per la rigenerazione sociale urbana, il 16% per lo sport accessibile, il 12% per l’educazione civica, il 16% per la sostenibilità della cultura; mentre su base geografica, il 60% delle elargizioni sono state destinate alla Sicilia, il 38% alla Lombardia e il 2% al Piemonte. Il piano di sviluppo triennale della Fondazione prevede anche un progressivo incremento della dotazione annuale da parte di Edison, da affiancare ad altri fondi ricavati da attività di fundraising e partecipazione a bandi in partnenariato con gli enti del terzo settore attivi sul campo In particolare, l’erogazione liberale relativa all’anno 2023 è stata approvata con un incremento di 200 mila euro rispetto a quella dell’anno precedente per un ammontare complessivo di 1,3 milioni, mentre sempre per quest’anno è atteso un incremento del budget a disposizione dei progetti pari al 32% grazie ai due cofinanziamenti con “Con I Bambini” (uno relativo a “Traiettorie Urbane” e l’altro al nuovo progetto “Criscito” a Napoli).

Esperto in attivismo sociale: nuovo Diploma universitario di IUSVE

Esperto in attivismo sociale: nuovo Diploma universitario di IUSVEMilano, 18 lug. (askanews) – Formare una nuova figura manageriale impegnata nell’attivismo sociale: è l’obiettivo del nuovo Diploma universitario di primo livello istituito dallo IUSVE – l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona – in “Comunicazione sociale per imprese profit e non profit”. Il percorso accademico formerà quindi una nuova figura manageriale impegnata nell’attivismo sociale, un aspetto che si sta sviluppando sempre di più in un’epoca dove cambiamento climatico, inquinamento, economia circolare e pratiche di sostenibilità diventano sempre più pregnanti.

Il nuovo diploma risponde alle tendenze in atto nel mondo del lavoro, dove le imprese fanno fatica a trovare personale qualificato perché i neolaureati non sono allineati con le competenze richieste, soprattutto a fronte della richiesta di particolari figure professionali legate ai temi -di estrema attualità- come la sostenibilità ambientale, sociale, economica e culturale. Il Bollettino del Sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal a luglio 2022, evidenzia questo fenomeno registrando oltre il 40% delle imprese che dichiarano difficoltà nel reperimento delle figure ricercate, e circa 204 mila le ricerche di personale per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento per la “mancanza di candidati per i profili ricercati”. Il primo Diploma/Master universitario di I livello in Comunicazione sociale per imprese profit e non profit IUSVE viene incontro a questa esigenza e aprirà le sue prime lezioni il prossimo ottobre. Il Diploma universitario è pensato anche per chi lavora, dato che i corsi si tengono online di venerdì e sabato (solo i laboratori sono in presenza, 5 weekend a Verona e 3 a Mestre), ed è nato per formare i futuri professionisti nel campo della comunicazione sociale, tanto per le imprese profit quanto per quelle non profit.

Queste figure professionali saranno partecipi alle dinamiche strategiche di un settore delicato e in piena evoluzione, capaci di sviluppare campagne di comunicazione integrata, in sinergia tra online e offline, formate per diffondere, con i dovuti e corretti contenuti, la sostenibilità ambientale, sociale, economica e culturale, rispondendo così a una domanda del mercato lavorativo in costante crescita. Gestire i processi della comunicazione di pubblica utilità permette, infatti, di aprire alle collaborazioni nelle agenzie, nel reparto comunicazione di aziende, organizzazioni non profit, quali Organizzazioni di Volontariato (ODV) e Organizzazioni Non Governative (ONG), fondazioni. Per imparare a far coesistere strategia e creatività, scrittura e immagine, rapporto con le istituzioni e i media, i partecipanti vivranno un percorso con nove insegnamenti frontali e cinque laboratori, per un totale di 344 ore di didattica (60 ECTS), con l’opportunità di svolgere 250 ore di tirocinio presso una delle realtà partner. A questo si aggiungono testimonianze, case study e live experience presso aziende, fiere ed eventi a tema.

“Gli interessi dei consumatori stanno cambiando e anche le dinamiche della comunicazione devono adattarsi alle nuove esigenze di un mercato sempre più attento alla sostenibilità ambientale e sociale, all’economia circolare e all’impegno etico a favore del benessere della collettività – afferma il direttore esecutivo, professore Paolo Schianchi – Questo Diploma Universitario di primo livello è stato pensato per rispondere a una tale richiesta del mercato lavorativo. L’idea è quella di formare professionisti in grado di gestire le future frontiere di ogni forma divulgativa. La nuova figura del manager della comunicazione sociale è quindi pronta a fare il suo ingresso nelle aziende, nelle fondazioni e nel terzo settore per promuovere il corporate social activism”. “Nella mia lunga esperienza in associazioni di volontariato – aggiunge Mariagrazia Villa, vicedirettrice del Diploma universitario – ho imparato che la buona volontà non basta, per comunicare le proprie attività e coinvolgere la comunità nella propria visione e missione. Occorre acquisire e sviluppare delle competenze specifiche, di natura tecnico-manageriale, che consentano di diffondere il bene in modo più professionale e, dunque, efficace. Insomma: le soft skills vanno bene, ma servono anche quelle hard che il nostro diploma universitario si prefigge di far acquisire e sviluppare ai partecipanti”.

Partner del percorso formativo sono realtà Cooperativa sociale Santa Lucia, CSVnet-Centri Servizi per il Volontariato, CSV Padova-Rovigo, Fondazione Iris Ceramica Group, Fondazione ISMU, Greencity Italia, Grenze Arsenali Fotografici, H2O Milano, Libera Associazioni nomi e numeri contro le mafie, Studio LAND, Telefono Amico Italia, Venice Call, Worldrise onlus. La chiusura delle iscrizioni il giorno 6 settembre 2023.

Key Value stringe un accordo con Grand per consulenze green alle aziende

Key Value stringe un accordo con Grand per consulenze green alle aziendeMilano, 13 lug. (askanews) – Key Value, società del gruppo Key Partner specializzata nel management consulting, ha stretto una collaborazione con la Green academy for the new deal, volta a rafforzare le proprie competenze consulenziali in ottica green e supportare i propri clienti, organizzazioni pubbliche e private, nel loro percorso di evoluzione ecologica e digitale.

A livello nazionale, si tratta della prima partnership siglata con Grand da una società che opera nel settore della consulenza direzionale. Grand è la prima academy italiana patrocinata dall’Unione Europea che, mettendo a disposizione piani di formazione sulla strategia del Green deal europeo, del pacchetto Fit for 55, del REPowerEU e della strategia dell’idrogeno, mira a ridurre l’impronta di carbonio delle imprese, a renderle più competitive, aumentarne la redditività nel medio-lungo termine e agevolarne l’accesso ai fondi europei. Grazie a questo accordo, i professionisti di Key Value potranno mettere a disposizione dei propri clienti tutta una serie di servizi calibrati sulla base delle strategie indicate dalla Commissione Europea per uno sviluppo sostenibile, con particolare attenzione al tema dell’idrogeno.

“Con grande orgoglio annunciamo questa partnership con Grand – dichiara Alessandro Petrillo, Ceo di Key Value – la prima in Italia del suo genere. Siamo consapevoli di come i paradigmi della consulenza direzionale debbano necessariamente adattarsi anche ai momenti storici che viviamo, alle esigenze del Pianeta e della collettività, che ora vedono al primo posto lo sviluppo sostenibile. Per questo abbiamo scelto questo prestigioso partner, di cui condividiamo i valori e con cui saremo in grado di offrire ai nostri clienti un servizio ancora più peculiare e innovativo, aprendo una strada che ci auguriamo possa essere seguita da tanti altri player di mercato”.

Solaris chiude un round di finanziamento da 38 milioni di euro

Solaris chiude un round di finanziamento da 38 milioni di euroRoma, 12 lug. (askanews) – Solaris SE, la piattaforma di embedded finance leader in Europa, ha annunciato oggi la prima chiusura di un round da 38 milioni di euro della sua Serie F, guidata dagli attuali investitori. Solaris, informa una nota, utilizzerà i fondi principalmente per rafforzare la governance e la compliance, oltre che per porre le basi della prossima fase di crescita dell’azienda. “Negli ultimi mesi abbiamo messo al centro le priorità del Gruppo. Investendo nella resilienza della piattaforma, stiamo raggiungendo gli obiettivi mensili e ora abbiamo garantito l’aumento di capitale previsto. Il forte impegno degli azionisti testimonia l’efficacia della nostra strategia aziendale e la dedizione dei nostri dipendenti”, commenta Carsten Höltkemeyer, CEO di Solaris.

L’azienda ha chiuso l’anno fiscale 2022 con un fatturato netto di 130 milioni di euro e con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente, ma allo stesso tempo con una perdita di 56 milioni di euro. Il management team aveva già adottato l’anno scorso misure per affrontare le mutate condizioni di mercato. I risultati del semestre 2023 confermano la strada intrapresa e dimostrano che il modello di business scalabile di Solaris è già in grado di operare con profitto. “Nonostante i notevoli progressi compiuti, siamo ancora nelle prime fasi di attuazione della nostra strategia. La nostra prossima pietra miliare sarà l’integrazione di Contis, con l’obiettivo di sfruttare appieno il potenziale della nostra tecnologia e della nostra piattaforma di prodotti. Ciò sarà accompagnato da un’ulteriore riduzione delle complessità e dalla concentrazione sui nostri prodotti principali. Solaris diventerà un’azienda altamente efficiente e orientata alle prestazioni, con una redditività di esercizio sostenibile”, continua Höltkemeyer.

Parallelamente, ci sono stati cambiamenti nel consiglio di amministrazione di Solaris: il direttore operativo Chloé Mayenobe ha deciso di affrontare nuove sfide professionali e lascerà l’azienda a partire dal 31 luglio. “Aver accompagnato Solaris nella transizione a piattaforma di embedded finance leader in Europa è stata un’opportunità unica. Vorrei ringraziare tutti i dipendenti per l’energia continua che mi hanno trasmesso nello svolgimento delle mie responsabilità”, ha dichiarato Mayenobe. Solaris opera in un mercato di grandi dimensioni, con un tasso di crescita annuo composto di circa il 25% e un bacino di ricavi in Europa fino a 35 miliardi di euro entro il 2027. Mentre la finanza integrata continua ad espandersi, Solaris rafforza la sua posizione di primo piano nell’universo fintech, attingendo a società consolidate e a grandi ecosistemi con un’offerta di prodotti di prim’ordine. Negli ultimi mesi, diversi marchi internazionali di alto profilo si sono uniti alla piattaforma di Solaris, tra cui l’Automobile Club Generale Tedesco (ADAC), Paycell o Jimdo.

Floa (BNP Paribas) sbarca in Italia nel segmento “Buy Now Pay Later”

Floa (BNP Paribas) sbarca in Italia nel segmento “Buy Now Pay Later”Roma, 11 lug. (askanews) – Il segmento del Buy Now Pay Later (BNPL) è in forte evoluzione nel mercato europeo: secondo un’indagine condotta da Kantar il 43% degli europei utilizza almeno una volta questa soluzione per effettuare i suoi acquisti. L’utilizzo del BNPL, si legge in una nota, garantisce una flessibilità finanziaria in quanto consente di suddividere i pagamenti su 90 giorni. Se confrontiamo il 2022 e il 2021, il numero di utenti di BNPL è aumentato del 22%. Tuttavia, il segmento non è ancora maturo nel mercato italiano, nonostante il 31% degli italiani (quasi uno su tre) utilizzi questo metodo di pagamento almeno una volta. In un mercato italiano dominato dalle app per lo shopping, FLOA è un nuovo player che vuole cambiare l’esperienza di pagamento del BNPL a cui gli italiani sono abituati, offrendo loro una “customer journey” più semplice e fluida.

Nel 2022 FLOA è stata acquisita al 100% da BNP Paribas, il principale gruppo bancario europeo, e oggi conta 4 milioni di clienti in Europa e oltre 10.000 partner commerciali online e nei punti vendita.Per gestire l’ingresso e l’espansione nel mercato italiano, FLOA ha nominato Andrea Boschi come Country Manager in rappresentanza di FLOA in Italia. Con oltre 20 anni di comprovata esperienza nel mondo del credito al consumo e del fintech e un solido background nei servizi bancari e finanziari, Boschi guiderà lo sviluppo di FLOA in Italia costruendo un’importante rete commerciale con i partner anche attraverso le società del Gruppo BNP Paribas come BNL o Findomestic. “Il segmento del Buy Now Pay Later ha registrato una crescita molto rilevante negli ultimi anni nel mercato europeo e i clienti apprezzano questa soluzione di pagamento. Nel mercato italiano il Buy Now Pay Later è principalmente proposto attraverso app per lo shopping e FLOA introduce un approccio nuovo e innovativo offrendo una customer journey più semplice e soluzioni che meglio si adattano alle esigenze dei partner” – ha sottolineato Andrea Boschi, Country Manager in rappresentanza di FLOA in Italia.

José Saloio, CEO di FLOA, ha aggiunto: “FLOA combina l’agilità di una società fintech con la forza finanziaria del gruppo bancario leader in Europa BNP Paribas. È una combinazione vincente, al servizio di una forte ambizione: diventare il punto di riferimento nel mercato europeo del BNPL entro il 2025”.

Siderurgia strategica per l’Italia, seconda in Europa per fatturato

Siderurgia strategica per l’Italia, seconda in Europa per fatturatoRoma, 11 lug. (askanews) – L’Italia è il secondo Paese europeo per produzione siderurgica, con un valore di fatturato pari a 60 miliardi di euro. Il comparto siderurgico è uno dei pilastri dell’economia nazionale: la produzione di acciaio interessa gran parte della manifattura italiana e dà lavoro, considerando l’indotto, soprattutto metalmeccanico, a milioni di persone. Ma, nel 2022, la sua produzione non è riuscita a soddisfare la domanda. Ma quest’anno l’effetto è decisamente rientrato, anche se non mancano comunque problemi da affrontare e risolvere.

I report più recenti infatti spiegano che, nel 2023, andrà in modo decisamente diverso. Importante il lavoro di quelle aziende che comprano acciaio grezzo dalla grande distribuzione, lo lavorano e lo vendono alle imprese del settore con timing decisamente ristretto: “Non tutti sanno -sottolinea in una nota Marco Gatti, Ceo di Steel spa società piacentina leader nel campo della distribuzione dell’acciaio- come funziona il mercato. Le acciaierie vendono il prodotto in grandi quantità e chiedono il saldo immediato o comunque garanzie bancarie importanti. Condizioni che non permettono di procedere all’acquisto a cuor leggero. Siamo noi allora a intervenire e, di fatto, a impedire il blocco dell’intero comparto. I nostri magazzini rappresentano il bacino cui le imprese possono attingere, con effetti positivi sia per i tempi della fornitura che sono rapidissimi che per il pagamento dilazionato”. Da Piacenza dunque l’esperienza di un’azienda che per la siderurgia rappresenta un punto di riferimento importante: “Ma dei ma non mancano -spiega ancora Gatti. Gli ultimi anni sono stati molto complicati e i problemi esistono ancora oggi. Fino a qualche mese fa, la vendita degli acciai speciali ha subito un aumento significativo per il caro bollette. E così al momento dell’ordine veniva fissato un prezzo al quale poi, al momento della consegna, bisognava aggiungere un extra proprio per le continue oscillazioni del mercato dovute appunto all’aumento del costo dell’energia. Oggi invece viviamo una situazione completamente diversa ma altrettanto difficile da gestire”.

Condizioni diverse, dunque, ma obiettivo identico: permettere al mondo della siderurgia italiana e dei settori connessi, come quello metalmeccanico, di funzionare senza tentennamenti: “L’energia ora costa meno -sottolinea Gatti. E se prima bisognava aggiungere un extra, ora accade che al costo iniziale dell’acciaio bisogna effettuare una detrazione. Ma il problema che abbiamo davanti è un altro ed è dovuto proprio alla flessione del costo della materia prima. I consumatori finali sanno che il mercato è in continuo movimento e, come accade in Borsa, cercano di procedere all’acquisto con il prezzo più vantaggioso. E così aspettano e danno fondo ai propri magazzini”. Il rischio è evidente ed è quello di arrivare a un certo punto al completo esaurimento della materia prima e quindi al blocco della produzione: “Ed è per questo -conclude Gatti- che aziende come la nostra devono saper gestire i vari momenti storici nel modo migliore possibile. Se i magazzini dei nostri clienti possono, a un certo punto, svuotarsi, i nostri al contrario devono essere in grado di dare sempre risposte immediate. L’aiuto delle nuove tecnologie, l’uso degli algoritmi e un pizzico di esperienza, che non guasta mai, ci permettono di mantenere in piedi l’intero comparto. A tal punto da essere diventati fornitori non solo in Italia ma anche in Europa, esportando acciai speciali in tutti i paesi dell’ex Jugoslavia, in Spagna, in Portogallo, in Germania e in Austria”.

Sud terra di eccellenza, ma è difficile trovare manodopera specializzata

Sud terra di eccellenza, ma è difficile trovare manodopera specializzataRoma, 9 lug. (askanews) – AAA personale cercasi. Dalla Puglia, un’azienda che produce macchinari destinati all’agricoltura e all’edilizia, la Colmac-Italia, lancia un appello: “Stiamo cercando, ormai da diversi mesi, un ingegnere meccanico per la nostra sede molisana – spiega il Ceo Stefano Colizzi. Abbiamo provato in ogni modo, pubblicando annunci, rivolgendoci al mondo universitario e istituzionale, affidandoci persino al passaparola. Niente di niente. Un problema importante per chi vuole fare impresa che riguarda anche la manodopera specializzata. Difficilmente riusciamo a trovare operai già formati. Spesso, per continuare nella nostra attività, dobbiamo affidarci a persone che sono alla loro prima esperienza e insegnare loro il mestiere. Altrimenti, saremmo costretti a fermare la produzione”.

Recenti dati della Cgia di Mestre rivelano che, nel Sud, il numero dei disoccupati è destinato ad aumentare nel 2023: “Il problema -sottolinea Colizzi in una nota- non è pescare nel bacino dei senzalavoro, perché quel bacino esiste ed è anche consistente, ma trovare la persona giusta che abbia praticità e abbia accumulato una certa esperienza. L’anello debole è la formazione che spesso non riesce a soddisfare quanto richiesto da chi offre occupazione, non riesce ad aggiornarsi e trovare le risposte giuste a chi ha bisogno di operai adatti alla propria produzione. Tornitori, operatori al taglio laser, addetti alla macchina pressa-piegatrice sono merce rara. Soprattutto se già specializzati. Per non parlare poi di qualifiche più alte. In quel caso, la situazione diventa ancora più complicata”. Come nel caso dell’ingegnere meccanico. Introvabile da mesi: “Scontiamo -sottolinea Colizzi- anche una questione, diciamo così, geografica. I nostri giovani, terminate le superiori, si iscrivono alle Università di grandi città, in particolare del Nord. E poi, una volta ottenuta la laurea, restano lì perché il lavoro lo trovano immediatamente. Un altro paradosso con il quale dobbiamo fare i conti. La nostra azienda non può contare sull’intelligenza e la preparazione dei cervelli locali. A meno che, ed è questa l’unica speranza, che non ci sia l’effetto saudade, la voglia cioè di ritrovare le proprie radici. Finora non è accaduto e noi siamo costretti a un extra sforzo per soddisfare le richieste che fortunatamente non mancano”.

Una condizione che riguarda molte aziende del Sud: “Siamo accomunati da questo insolito destino – sottolinea Colizzi. Che non riguarda però soltanto la ricerca di manodopera adeguata. Fare impresa qui da noi è più complesso per tanti motivi. Come, ad esempio, i trasporti. La Puglia, e ancor di più il Molise, difettano in tal senso. Senza dimenticare ovviamente le distanze. E poi c’è la questione legata al mondo creditizio e alle difficoltà di avere un aiuto nella nostra azione quotidiana. Quel debito buono che permetterebbe a molti imprenditori di crescere ulteriormente e di rendere il Meridione davvero terra di lavoro”.

PinkoTakeCare lancia i workshop su creatività ed estetica

PinkoTakeCare lancia i workshop su creatività ed esteticaRoma, 6 lug. (askanews) – #PinkoTakeCare svela inediti orizzonti dell’espressione «prendersi cura». Così il futuro del welfare promosso da Pinko si arricchisce di un programma di eventi formativi come punta di diamante di un progetto di sostenibilità globale ed etica che include ambiente, persone e territorio. E conferma l’azienda come great place to work. Ad animare la giornata di venerdì 7 luglio nell’HQ di Pinko a Fidenza sarà un ciclo di workshop guidato da Domenico De Masi, direttore della Scuola FQ di Cittadinanza e professore emerito di Sociologia del lavoro presso l’Università “La Sapienza” di Roma, dove e’ stato preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione. Il Prof. De Masi ha studiato ad hoc per Pinko i seminari «Creatività in azienda» e «L’evoluzione dell’estetica e i suoi rapporti con l’industria», a cui parteciperanno dipendenti da tutto il mondo, partner e clienti wholesales. Da sempre impresa family & people – oriented, Pinko sottolinea inoltre il suo impegno a supporto dei giovani, aprendo gli incontri agli studenti universitari.

Inaugurando il ciclo di seminari di #PinkoTakeCare, dalle ore 11 e per due ore, il workshop «Creatività in azienda» porterà dipendenti, collaboratori e studenti a discutere l’ideazione individuale e collettiva. La lezione sarà seguita da un dibattito attorno a quesiti quali: Come sta mutando il lavoro nel passaggio dall’era industriale a quella postindustriale? Perché serve sempre più creatività nelle imprese? Puntando sia sul ruolo chiave della formazione nell’alimentare il growth mindset della sua community, sia sulla creatività come elemento imprescindibile da sostenere e promuovere, Pinko darà ai partecipanti nuovi spunti per risolvere in modo creativo i problemi d’azienda, ma anche per migliorare stile e qualità del proprio lavoro e della propria vita. La conversazione del pomeriggio, dalle 14 alle 16.30, prenderà avvio con il workshop «L’evoluzione dell’estetica e i suoi rapporti con l’industria». Per l’esperienza offerta da #PinkoTakeCare, il Prof. De Masi tornerà in qualità di relatore indagando come il valore di un prodotto non sia determinato solo da funzionalità e materiali, ma soprattutto dalla sua riconosciuta bellezza.

«Da sempre consideriamo lavoratori, collaboratori e nuove generazioni come parte della nostra famiglia. Programmiamo sulla base dei loro bisogni e questi eventi formativi ampliano #PinkoTakeCare, un progetto in cui ci impegniamo a riflettere i nostri valori e guardare oltre», ha spiegato Pietro Negra, presidente e amministratore delegato di Pinko. È infatti assieme alla Moglie Cristina Rubini che Pietro Negra ha dato vita a una realtà internazionale che affonda le sue radici in una storia familiare italiana. Ed e’ proprio sotto la spinta dei fondatori e della seconda generazione della famiglia che e’ decollato #PinkoTakeCare. Lanciato in modo pioneristico quasi 20 anni fa con la creazione di un asilo, programmi legati alla salute e check-up medici, e’ oggi più inclusivo che mai grazie a una formazione a 360°, benefit incrementati, incentivi per crescite interne e attenzione ai bisogni dei singoli con soluzioni personalizzate.