Mbda, inaugura Missile Engineering Center negli Emirati Arabi UnitiRoma, 9 giu. (askanews) – Realizzato negli Emirati Arabi Uniti, il Missile Engineering Center è stato ufficialmente inaugurato martedì 6 giugno, alla presenza di Tareq Al Hosani, Segretario Generale del Tawazun Council, M. Nicolas Niemtchinow, Ambasciatore francese negli Emirati Arabi Uniti e Eric Béranger, Chief Executive Officer di Mbda. L’obiettivo del Missile Engineering Center – sottolinea una nota – è quello di rafforzare la partnership di lungo termine tra gli Emirati Arabi Uniti e Mbda e stabilire una base per lo sviluppo congiunto di sistemi missilistici. Questa cooperazione ha l’obiettivo fondamentale di offrire sistemi missilistici al giusto livello di prestazioni, facendo leva e rafforzando le capacità sovrane dell’industria della difesa degli Emirati Arabi Uniti, attraverso un significativo contributo locale. Il Missile Engineering Center negli Emirati Arabi Uniti è il primo del suo genere al di fuori dell’Europa per Mbda: è pienamente operativo con un team congiunto di ingegneri di Tawazun Technology Innovation e Mbda, che lavorano alla prossima generazione della famiglia di Smart Weapons. Tareq Al Hosani, Segretario generale del Tawazun Council ha affemato: “Sono lieto di assistere all’inaugurazione ufficiale del Missile Engineering Center negli Emirati Arabi Uniti, che segna una pietra miliare significativa nella nostra partnership con MBDA. Questo centro rappresenta il nostro impegno per rendere efficace l’industria della difesa degli Emirati Arabi Uniti. Il Missile Engineering Center è una testimonianza della proficua collaborazione tra Tawazun Council e MBDA e simboleggia la nostra visione condivisa per la cooperazione a lungo termine e la crescita reciproca nella regione. In Tawazun Council miriamo a sviluppare sistemi missilistici avanzati che soddisfino i requisiti specifici del nostro paese, promuovendo allo stesso tempo contenuti locali e trasferimento di conoscenze” ha aggiunto Al Hosani. Eric Béranger, Chief Executive Officer di Mbda, ha dichiarato: “Per noi di Mbda, questa inaugurazione è un momento fondamentale e la dimostrazione dell’importanza della nostra presenza locale e della cooperazione con il nostro partner Tawazun Council. MBDA e i suoi team sono estremamente orgogliosi di vedere il nuovo Missile Engineering Center operativo e già al lavoro sullo sviluppo delle Smart Weapons di prossima generazione. Questa speciale cooperazione è il simbolo stesso di ciò che miriamo a raggiungere con il nostro partner Tawazun Council negli Emirati Arabi Uniti, proiettandoci a lungo termine, per rendere la nostra collaborazione vantaggiosa per tutti ed è una chiara evidenza del nostro coinvolgimento nella regione”.
Ibr Grant Thornton: tre le minacce 2023 per le imprese del mid-marketMilano, 6 giu. (askanews) – Inflazione, attacchi informatici e rallentamento dell’economia sono tre delle minacce più importanti nelle menti dei leader aziendali nel mid-market nel 2023. Secondo i dati dell’International Business Report (IBR), l’indagine globale di Grant Thornton con dirigenti di aziende del mid-market, più della metà (51%) dei manager vede l’inflazione come una minaccia continua, mentre il 47% ha citato gli attacchi informatici e il 50% ha fatto riferimento al rallentamento dell’economia.
In questi ultimi mesi si sono aggiunti, come quarta minaccia, i rischi connessi all’andamento del settore bancario che hanno contribuito a creare un clima di maggiore incertezza per molte aziende. Sebbene l’economia globale abbia mostrato resilienza nelle recenti sfide, le imprese e i consumatori continuano a risentire del costo della vita, dell’aumento delle bollette energetiche e dell’aumento dei tassi di interesse. Le aziende stanno agendo per ridurre i costi derivanti dall’aumento dell’inflazione.
Secondo l’IBR, più della metà delle aziende del mid-market a livello globale (51%) considera l’inflazione una vera preoccupazione. Nonostante l’aumento dei costi, il 55% delle imprese prevede di aumentare la redditività nel corso del prossimo anno (48% i dirigenti di aziende italiane, rispetto a 37% nel 2021) attraverso la ricerca di maggiore efficienza operativa e l’identificazione di nuovi mercati. Nuove sfide che non frenano le preoccupazioni per il 47% dei leader aziendali del mid-market, come emerge dai dati dell’IBR, che identificano l’attacco informatico come una minaccia per la propria attività nel 2023. Il costo dei crimini informatici per le aziende dovrebbe raggiungere gli 8 trilioni di dollari quest’anno e entro il 2025 le frodi e le truffe online costeranno 10,5 trilioni di dollari.
“Il settore dell’Information Technology e in particolar modo della Cybersecurity, hanno visto dopo la pandemia una crescita esponenziale che non accenna a fermarsi, dovuta alle numerose sfide che le aziende si sono trovate ad affrontare. L’evoluzione del business in nuove direzioni ha richiesto l’introduzione di una cultura informatica più avanzata e un approccio più innovativo, in termini di infrastruttura e sicurezza”, ha sottolieneato Paolo Azzalin, Partner Ria Grant Thornton.
Milano, 6 giu. (askanews) – Al via da oggi la sesta edizione di “Il futuro a portata di mano”, la call con cui Bper Banca intende sostenere 3 progetti di riqualificazione di spazi volti alla realizzazione di ad attività culturali e creative per le giovani generazioni, in aree territoriali italiane che vivono una situazione di fragilità sociale ed economica. Il bando si rivolge ad enti del Terzo Settore per la candidatura di progetti che abbiano la finalità di attivare azioni innovative e inedite con impatto sociale misurabile, per l’inclusione di famiglie con bambini e bambine fino ai 10 anni o ragazzi e ragazze fino ai 19 anni.
C’è tempo fino alle ore 12 del prossimo 4 agosto per candidare la propria idea su Produzioni dal Basso, la piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation. Se i progetti riusciranno a raggiungere il goal del 35% del budget previsto grazie alla raccolta fondi, Bper contribuirà con il restante 65%. Le candidature saranno vagliate da un’apposita commissione interna a Bper Banca, che li valuterà in base a criteri come l’originalità ma anche l’attinenza ai temi promossi dal bando, la sostenibilità economica, eventuali precedenti esperienze di crowdfunding, la valutazione dell’impatto sociale e la capacità di fare networking con le altre realtà del territorio. L’annuncio è stato dato durante il talk formativo che Bper Banca ha tenuto insieme al Tortellante Aps, al Palazzo dei Congressi di Riccione, nell’ambito del Festival del Fundraising.
Roma, 6 giu. (askanews) – Una pioggia di soldi che però deve essere finalizzata al meglio. 209 miliardi, sommando i fondi Pnrr e quelli derivanti dal fondo Next Generation Eu, che vanno gestiti da una classe dirigente che però al Sud ancora deve essere pienamente formata. Per il periodo 2014-2020, l’Italia ha ricevuto 64,8 miliardi di euro dai fondi di coesione messi a disposizione da Bruxelles, ma la spesa complessiva certificata dagli organismi europei è stata di 35 miliardi di euro, pari cioè al 54% circa dell’ammontare. Mancano all’appello dunque ben 29,8 miliardi di euro: “Denaro -sottolinea Vincenzo Vinciguerra, analista finanziario e founder di Uropp Finance- che rischiamo di perdere. 29,8 miliardi di euro sono davvero tanti, quasi una finanziaria, è non poterli utilizzare sarebbe davvero uno spreco imperdonabile”.
Ancora più imperdonabile sarebbe gettare al vento il denaro che sta arrivando appunto dal Piano nazionale di ripresa e di resilienza e dai programmi annessi. Nel semestre in corso, l’avanzamento del Piano impone ulteriori 27 obiettivi da conseguire. Di questi, solo uno è stato centrato. Lo dice a chiare lettere la Corte dei Conti. La magistratura contabile ha infatti certificato che, escludendo le spese collegare a misure precedenti come i bonus edilizi e gli incentivi 4.0, il livello di impiego del denaro disponibile è fermo addirittura al 6%: “Il che vuol dire -ricorda Vinciguerra- che alcuni interventi, da qui al 30 giugno 2026, non potranno essere realizzati. Molti mi chiedono come ciò possa accadere. L’inghippo è nella nostra macchina burocratica che appare, rispetto agli altri Paesi europei, estremamente farraginosa e poco propensa al cambiamento. É da qui che bisogna ripartire per cambiare registro. E bisogna farlo subito per evitare di perdere occasioni che, di certo, sarà difficile possano ripetersi nei prossimi anni”. Servono per questo consulenti che sappiano accompagnare sia le imprese che le Pubbliche amministrazioni: “Come mai -dice ancora Vinciguerra- la Lombardia, tanto per fare un esempio virtuoso, riesce a spendere tutto quello che riceve e molte regioni no? Perché Piemonte e Toscana hanno risultati brillanti? La risposta è nel metodo. Al Sud, manca una classe dirigente adeguata e pronta, diciamo così, a imparare le regole dettate da Bruxelles. I fondi europei sono complessi e vanno innanzitutto capiti e ben interpretati, poiché seguono la procedura del Project Cycle Management e chiedono cronoprogrammi, come il diagramma di GANNT, con la definizione di tutte le attività dei partner europei. Se questo processo salta, si rischia di presentare progetti non conformi e quindi passibili di bocciatura. Credo allora che sia arrivato il momento di dotarsi di project manager capaci, di figure professionali che sappiano tradurre in iniziative concrete i bisogni del territorio, ma iniziative che siano compatibili con gli obiettivi che i fondi stanziati si propongono di realizzare”.
Scarse competenze, passaggi burocratici a volte esasperanti, scarsa adattabilità. I difetti italici dunque come ostacolo al progresso: “Come mai -dice ancora Vinciguerra- la Lombardia, tanto per fare un esempio virtuoso, riesce a spendere tutto quello che riceve e molte regioni no? Perché Piemonte e Toscana hanno risultati brillanti? La risposta è nel metodo. Al Sud, manca una classe dirigente adeguata e pronta, diciamo così, a imparare le regole dettate da Bruxelles. I fondi europei sono complessi e vanno innanzitutto capiti e ben interpretati, poiché seguono la procedura del Project Cycle Management e chiedono cronoprogrammi, come il diagramma di GANNT, con la definizione di tutte le attività dei partner europei. Se questo processo salta, si rischia di presentare progetti non conformi e quindi passibili di bocciatura. Credo allora che sia arrivato il momento di dotarsi di project manager capaci, di figure professionali che sappiano tradurre in iniziative concrete i bisogni del territorio, ma iniziative che siano compatibili con gli obiettivi che i fondi stanziati si propongono di realizzare”. Cambiare registro insomma si può. In Lombardia come in Puglia: “Qui, l’attuale Governatore, come quello precedente, ha capito a un certo punto che occorreva intervenire -afferma Vinciguerra. E hanno fatto una cosa semplicissima, hanno sondato il mercato e si sono affidati appunto a consulenti esperti in materia. Il risultato, in pochi anni, è arrivato. I progetti presentati non sono stati più respinti, come spesso accadeva, ma, nella stragrande maggioranza, dei casi sono stati approvati. Con benefici importanti per la regione e per i suoi cittadini, come persone fisiche e giuridiche. Un cambiamento radicale che poi ha significato una migliore qualità della vita e, perché no, servizi più efficienti e tecnologicamente più avanzati. E questo perché buona parte degli investimenti ha riguardato e deve riguardare l’innovazione digitale. Il passpartout per un futuro possibile”.
Un metodo che vale per il pubblico come per il privato: “Il ruolo del consulente che sia in grado di redigere progetti ad hoc -conclude Vinciguerra- è essenziale anche per le imprese. Questo servizio non si limita a indicare l’esistenza di bandi e agevolazioni, ma va oltre perché permette di spulciare i dati contabili dell’azienda e, quindi, di inviare, ogni settimana, una proposta su misura. Il che consente di sapere davvero le opportunità raggiungibili, di non perdere tempo e di non lasciare per strada denaro. Fare tutto questo è per me un obbligo. Non di legge ma morale. Non di legge, ma necessario per il miglioramento economico delle nostre comunità e quindi del tessuto produttivo del nostro Paese”.
Iscrizioni aperte per il Master in Europrogettazione BEEuropeMilano, 1 giu. (askanews) – Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla nuova edizione del “Master BEEurope”, iniziativa formativa di riferimento in Italia per chi vuole diventare esperto nella progettazione europea per le organizzazioni del Terzo Settore, dell’Economia Civile, ma anche per aziende ed enti locali. Tra i punti di forza del Master BEEurope la partecipazione di docenti esperti e professionisti che lavorano a Bruxelles nella presentazione e valutazione di progetti UE e un programma didattico che prevede, oltre ad una base teorica, 40 ore di esercitazione pratica.
La novità di questa edizione: la possibilità di seguire un modulo di approfondimento verticale opzionale di 24 ore su progettazione europea in ambito Health – Life Sciences. I posti sono limitati ed è prevista una valutazione delle candidature che si svolgerà in tre step – 14 luglio, 25 agosto e 15 settembre, fino ad esaurimento delle disponibilità.
Tutte le informazioni sono reperibili al sito www.fondazionetriulza.org La nuova edizione del “Master BEEurope – L’Europa per ripartire” si svolgerà da ottobre a novembre/dicembre 2023 ed è organizzato da Fondazione Triulza in collaborazione con Consorzio Nazionale CGM, una delle principali reti di cooperative sociali in Italia con provata esperienza nella progettazione europea, DIESIS Network, rete europea con sede a Bruxelles specializzata nel sostegno allo sviluppo dell’economia sociale e delle imprese sociali, e CSVNet Lombardia, la rete dei Centri di servizio per il volontariato della Lombardia con cui è nata un’alleanza per l’internazionalizzazione del Terzo Settore. Il Master è nato nell’ambito del progetto BEEurope promosso in partnership con Fondazione Cariplo Obiettivo dei promotori del Master è duplice: valorizzare i giovani laureati con nuove competenze professionali e supportare le cooperative, le imprese sociali, gli enti del terzo settore ed enti locali nell’accedere alle risorse economiche e alle reti europee attraverso la partecipazione ai Programmi UE. Per fare ciò sono necessarie figure professionali specializzate in materia di progettazione comunitaria e ricerca di finanziamenti internazionali dedicati al Terzo Settore e all’Economia Civile Risorse UE che rappresentano oggi una concreta possibilità di crescita e di innovazione irrinunciabile e strategica per affrontare nuove e crescenti sfide economiche e sociali. “L’internazionalizzazione e l’accesso ai fondi UE deve essere una priorità strategica per le organizzazioni del terzo settore e dell’economia civile che vogliono crescere, innovare e attrarre giovani talenti. Con il Master BEEurope cerchiamo di fornire le competenze e gli strumenti per perseverare in questa direzione, coinvolgendo partner e docenti esperti che lavorano da anni a Bruxelles in progetti che mettono al centro il valore economico e sociale dell’economia civile e del non profit – spiega Massimo Minelli Presidente di Fondazione Triulza – In questa edizione abbiamo voluto approfondire la progettazione europea in ambito Health – Life per due motivi: primo perché il socio-sanitario è uno dei settori principali in cui opera il mondo del terzo settore e delle cooperative in Europa e, secondo, perché crescono le realtà del mondo della ricerca e del profit che per presentare progetti europei cercano partner del sociale con cui raggiungere i risultati d’impatto e una concreta connessione con i territori e con i diversi attori della società”.
Il Master avrà una durata complessiva di 72 ore, cui eventualmente aggiungere le ore del modulo opzionale. Sarà strutturato in una parte teorica online – venerdì e sabato – e in una parte di Esercitazione pratica di 40 ore – una settimana – che i partecipanti potranno seguire in presenza in Mind, il distretto dell’innovazione di Milano. Per chi non avrà la possibilità di presenziare, potrà accedere da remoto. Nella settimana di esercitazione saranno affrontate le tecniche di ideazione, di scrittura e di rendicontazione attraverso esercitazioni dirette sui programmi UE che saranno presentati durante il corso. La novità dell’edizione 2023 è la possibilità di svolgere un modulo opzionale di 24 ore a dicembre, che affronterà in modo specifico la progettazione UE in ambito Health – Life Sciences e che potrà essere fruibile anche singolarmente, indipendentemente dalla partecipazione al Master BEEurope. I partecipanti potranno seguire questo modulo in presenza o da remoto.
La direzione del Master è di Fondazione Triulza, affiancata per il coordinamento didattico dal Consorzio Nazionale CGM. Il team dei docenti individuato in collaborazione con DIESIS Network ed è costituito da esperti di progettazione e gestione di progetti comunitari negli ambiti previsti, con esperienze direttamente a Bruxelles ed attivi sui principali network internazionali. I docenti saranno inoltre affiancati da esperti su tematiche di approfondimento trasversali e da testimonial di buone pratiche. Nel Master BEEurope sono stati coinvolti docenti di alto profilo con esperienza internazionale e con competenze teoriche e operative sulla presentazione e/o valutazione di progetti comunitari. Gli interessati – enti e operatori del terzo settore, cooperative, imprese sociali, professionisti, neolaureati, organizzazioni ed enti locali- possono già inviare le proprie candidature che saranno valutate il 14 luglio, 25 agosto e 15 settembre, fino ad esaurimento posti. I candidati dovranno inviare il proprio CV a segreteria@fondazionetriulza.org e saranno contattati per un colloquio conoscitivo.
Dal 21 al 24 giugno il seminario di Fondazione Symbola a MantovaRoma, 31 mag. (askanews) – Dal 21 al 24 giugno si terrà, a Mantova, il Seminario Estivo di Symbola – intitolato quest’anno “Coesione è competizione. La forza dei Territori nella Transizione Verde” promosso dalla Fondazione Symbola, Unioncamere, Comune di Mantova in collaborazione con Gruppo Tea, Gruppo Mauro Saviola.
Interverranno oltre 100 relatori tra cui Paolo Gentiloni Commissario Europeo per gli Affari Economici e Monetari, Gilberto Pichetto Fratin ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Adolfo Urso ministro delle Imprese e del Made in Italy, Attilio Fontana presidente Regione Lombardia e il contributo di molti esponenti del mondo imprenditoriale, politico, istituzionale e sociale che si confronteranno su politica, società ed economia. Saranno 13 appuntamenti, 48 partner e patrocini e 32 ore di confronto e dibattito in presenza e in diretta streaming. Nel corso del Seminario verranno presentati i rapporti di Fondazione Symbola: Coesione è Competizione con Unioncamere e Banca Intesa San Paolo; Artigiani del Futuro e le 100 Storie con Confartigianato, CNA e Casartigiani; Piccoli Comuni e Alberi Monumentali d’Italia; e un aggiornamento sul rapporto sulle Comunità Energetiche con Ipsos.
Per il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci “Il Seminario Estivo della Fondazione Symbola è un’occasione per quanti vogliono bene all’Italia. E per questo vogliono guardarla negli occhi e trovare, in tutti i campi, le energie per affrontare le sfide che abbiamo davanti, a cominciare da innovazione e coesione, transizione verde e digitale. Senza lasciare indietro nessuno. Ci aiuteranno nel confronto come sempre analisi, dati e tanti amici e partner. Perché, come dice il Manifesto di Assisi, non c’è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c’è in Italia”.
Rilegno: 3,1 mld di ricadute economiche da riciclo e riutilizzo legnoMilano, 31 mag. (askanews) – Riciclo del legno a fine vita e rigenerazione degli imballaggi in legno: il sistema Italia, che fa capo a Rilegno, si conferma punta di eccellenza a livello europeo. Non solo la percentuale di legno raccolto e avviato al riciclo per il 2022 si conferma a circa il 63% rispetto all’immesso al consumo – 1.717.000 tonnellate pari al 62,74%, per la precisione, un livello più del doppio del target del 30% fissato dall’Unione Europea al 30% per il 2030 – ma anche la quantità di imballaggi rigenerata e reimmessa al consumo ha superato nuovamente lo scorso anno le 903mila tonnellate, con un’opera di prevenzione che riguarda circa 70 milioni di pallet. Sono alcuni dei dati che danno conto dell’attività del Consorzio Rilegno, e presentati a Bologna nel corso del convegno “Il richiamo della foresta. Summit italiano del legno sostenibile” in cui si è fatto il punto sulla filiera del legno in Italia, dalla produzione alla trasformazione al riciclo.
Rilegno garantisce in tutta Italia il riciclo e il recupero degli imballaggi di legno. Gestisce una filiera che si basa su 1.971 consorziati, 378 piattaforme di raccolta capillarmente diffuse sul territorio e 15 impianti di riciclo. Una gestione efficiente del riciclo del legno che rappresenta non solo un impegno per un mondo sempre più sostenibile, ma anche una risorsa economica, dando vita a una vera economia circolare, e che genera quindi impatti sociali, economici e ambientali rilevanti per il Paese. Impatti che Politecnico di Milano ha misurato e indicato – per quanto riguarda le filiere del riciclo e della rigenerazione gestite da Rilegno – in circa 3,1 miliardi di euro di ricadute economiche, oltre 10mila posti di lavoro e un “risparmio” nelle emissioni di CO2 pari a 1,8 milioni di tonnellate.
“Recuperare, riutilizzare e riciclare sono le priorità che guidano il nostro Consorzio da oltre 25 anni e che hanno consentito di dare vita a un sistema di economia circolare che ha prodotto risultati importanti sia in termini ambientali, sia per la capacità di creare sviluppo e occupazione a beneficio della comunità e del sistema Italia – ha dichiarato Nicola Semeraro, presidente di Rilegno – I numeri parlano da soli: in questi 25 anni sono stai immessi al consumo 63 milioni di tonnellate di imballaggi in legno, indispensabili per garantire una logistica moderna e sostenibile, sono stati avviati a riciclo 34 milioni di tonnellate di legno e sono stati riutilizzati 10 milioni di tonnellate di imballaggi, pari a 800 milioni di pallet rigenerati e reimmessi al consumo. In questi anni Rilegno ha garantito a tutto il sistema della raccolta, riutilizzo e riciclo un sostegno economico pari a 460 milioni di Euro. Possiamo affermare che il riutilizzo e il riciclo del legno in Italia sono ormai un’economia concreta e consolidata che rappresenta un’eccellenza a livello internazionale”. (nella foto: Nicola Semeraro, presidente di Rilegno)
Fondi per l’impresa: perché tante aziende non riescono a utilizzarli con successo?Roma, 30 mag. (askanews) – La crisi economica degli ultimi anni sta mettendo in ginocchio molte imprese italiane e anche le prospettive future non sembrano delle migliori. Nello scenario attuale, pressoché unico nella storia, per le aziende risulta prioritario adottare strategie per rispondere alle sfide del presente e anticipare con lungimiranza quelle future. In questo contesto, lo strumento della finanza agevolata rappresenta un importante motore di crescita delle aziende, favorendo lo sviluppo di nuovi progetti e la realizzazione di investimenti, incrementando la competitività delle imprese esistenti (oltre che la nascita di nuove realtà imprenditoriali). La finanza agevolata, infatti, è l’insieme degli interventi disposti dal legislatore nazionale, regionale o comunitario, che ha come obiettivo quello di mettere a disposizione delle imprese strumenti finanziari a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato.
I vantaggi e le potenzialità sono sicuramente numerosi. Tuttavia, esistono anche degli ostacoli. Spesso le aziende non sanno come attingere alle opportunità finanziarie offerte dai bandi, oppure, una volta ottenute le concessioni, si presentano diverse difficoltà burocratiche che possono mettere a rischio il buon esito dei progetti finanziati. Proprio per questo è necessario affidarsi agli esperti del settore, capaci di guidare le aziende nel complesso ma redditizio mondo della finanza agevolata. “Tante aziende non conoscono neanche l’esistenza delle misure di agevolazione attualmente disponibili, mentre tante altre non hanno le competenze necessarie per fare domanda per i fondi, quindi in concreto non ne usufruiscono – spiega Luigino Cingolani, Ceo di Studio Manager Associati, società specializzata in finanza agevolata e finanza d’impresa – Il problema da una parte è di tipo comunicativo, dall’altro lato il grande ostacolo è la complessità normativa e i numerosi vincoli posti dai bandi stessi. D’altronde, gli Enti vogliono agevolare le realtà più meritevoli, con progetti innovativi e interessanti”.
Ma quali sono gli aspetti principali che una azienda deve tener presente per accedere a questi fondi? “Seppur l’impostazione dei bandi sia spesso simile, in definitiva ogni bando è a sé stante, per obiettivi, risorse, tipologie di investimenti e modalità di aiuto,” chiarisce Cingolani. “Occorre verificare attentamente la modulistica relativa al bando per la presentazione della domanda, così da poter capire con precisione i dati e le informazioni che l’Ente gestore del bando si aspetta di ricevere”. Ma non solo. Occorre anche prestare attenzione alle criticità del bando. “Nel caso di bando a graduatoria, – prosegue il consulente – sarà importante verificare il punteggio che potrebbe ottenere il cliente (determinato da parametri soggettivi e oggettivi) per l’ammissibilità. Nel caso di bandi a sportello, la possibilità di accesso è influenzata dalla tempestività nella presentazione della domanda. In tutti i casi, va garantita la qualità del progetto. È importante inoltre conoscere bene l’azienda cliente, in particolare la sua organizzazione e la produzione, per capire le esigenze aziendali e poter fornire una consulenza altamente personalizzata e puntuale, considerando tutte le sfaccettature: dall’approvvigionamento di materie prime, alla fase di consegna dei beni”. Attualmente esistono diverse misure per incentivare e sostenere le imprese italiane, che abbracciano più comparti aziendali e temi. A livello nazionale, è presente il Credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo, Innovazione Tecnologica e Design e Ideazione estetica (RSID), un’agevolazione fiscale rientrante nel Piano Nazionale Transizione 4.0. L’altro grande strumento nazionale è rappresentato dal Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 (Industria 4.0). Sempre a livello nazionale, un bando di rilievo attualmente attivo è il bando INAIL ISI 2022, per la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Per quanto riguarda i bandi regionali, è iniziata da poco la programmazione Europea PR FESR 2021-2027 (nuovo settennio) e a breve verranno pubblicati diversi bandi con un’importante dotazione finanziaria. Con particolare riferimento alla Regione Marche, i bandi di maggior rilevanza saranno quello su Ricerca e Sviluppo (aprile 2023) e Innovazione (giugno 2023). Nella seconda metà del 2023 è poi prevista l’uscita di altri bandi relativi a industrializzazione, digitalizzazione, marketing, internazionalizzazione, economia circolare e ambiente (tra cui fotovoltaico). Per poter partecipare con successo alle diverse misure, è consigliabile affidarsi a professionisti del settore che possano inserirsi come adeguati intermediari e riuscire a far collimare gli obiettivi delle aziende con gli obiettivi dei bandi. I finanziamenti agevolati aiutano a fare innovazione; l’innovazione è la chiave del successo del business aziendale.
Ferretti, via libera soci a dual listing a MilanoRoma, 29 mag. (askanews) – A seguito dell’approvazione delle relative delibere assembleari del 18 maggio 2023, Ferretti attualmente quotata sulla Borsa di Hong Kong conferma la propria intenzione di procedere con il dual listing delle proprie azioni ordinarie su Euronext Milan, mercato regolamentato organizzato e gestito da Borsa Italiana. A supporto della liquidità del titolo su Euronext Milan, è prevista un’offerta da parte di Ferretti International Holding delle azioni ordinarie esistenti, inclusa la greenshoe. Ai fini della Quotazione, l’Azionista Venditore, che attualmente detiene circa il 63,75% del capitale sociale della Società, ha ottenuto le necessarie autorizzazioni a vendere fino al 28,75% del capitale sociale esistente della Società.
La struttura finale dell’Offerta, insieme agli altri termini e condizioni rilevanti, saranno determinati prima del lancio dell’Offerta. L’Offerta sarà riservata esclusivamente a investitori qualificati negli Stati membri dello Spazio Economico Europeo e del Regno Unito e a investitori istituzionali esteri al di fuori degli Stati Uniti d’America ai sensi della Regulation S dello United States Securities Act del 1933, come successivamente modificato, e, negli Stati Uniti d’America, limitatamente ai “Qualified Institutional Buyers” come definiti e ai sensi della Rule 144A del Securities Act, con esclusione di quei Paesi nei quali l’offerta non è consentita in assenza di autorizzazioni da parte delle autorità competenti, in conformità con le leggi vigenti, o di esenzioni di legge o regolamenti applicabili.
Sebbene l’Asia rimanga strategica, come già comunicato dalla Società, la Quotazione consentirebbe alla Società di ampliare la composizione del proprio azionariato in alcune regioni, quali Europa, Medio Oriente e Americhe, che rappresentano i principali mercati del Gruppo. In particolare, si prevede che la Quotazione possa attrarre un maggior numero di potenziali investitori nella negoziazione delle azioni della Società, ampliando così la composizione dell’azionariato e aumentando il volume degli scambi delle azioni, con l’obiettivo di migliorare la liquidità e il profilo delle azioni della Società nel mercato globale. Compatibilmente con le condizioni di mercato, la Società intende procedere all’Offerta non appena saranno ottenute le relative autorizzazioni. A tal fine, in relazione alla Quotazione, la Società ha depositato un prospetto presso la Consob, che dovrà essere approvato dalla Consob ai sensi delle leggi e dei regolamenti applicabili.
Blue Forum Gaeta, Acampora: affermare leadership in Europa e MediterraneoRoma, 25 mag. (askanews) – “Sul tema della sostenibilità ognuno deve fare la propria parte e noi abbiamo iniziato l’anno scorso con la prima edizione del Blue Forum in cui abbiamo dato vita al Blue Forum Italia Network. Partendo dalla comunicazione 240 Final della Commissione Europea che chiedeva a tutti noi un nuovo approccio per passare da un’economia blu ad un’economia blu sostenibile e per raggiungere gli obiettivi del green deal. Abbiamo voluto dare vita ad una comunità ampia e trasversale che si riconosce nella necessità di tutelare e valorizzare la nostra risorsa più grande, il mare. Una rete di utenti del mare e che ha visto nel Manifesto Blue per un’Economia del Mare sostenibile, inclusiva e innovativa, un primo laboratorio di idee che si concluderà alla fine del 2023. Oggi l’obiettivo, invece, è riconoscersi una Nazione di Mare e affermare la nostra leadership in Europa e nel Mediterraneo. Da sempre siamo il pontile dell’Europa nel Mediterraneo, ma questa è una visione solo geografica ed è chiaro che è il momento di andare oltre. Dobbiamo fare in modo che la nostra penisola affermi il proprio ruolo anche dal punto di vista politico, sociale ed economico. Dobbiamo valorizzare le nostre eccellenze e dobbiamo saperle comunicare e farle conoscere in tutto il mondo”.
Lo ha affermato il Presidente di Assonautica Italiana, Si.Camera e Camera di Commercio Frosinone Latina, Giovanni Acampora, dando il via ai lavori del il 2° Summit Nazionale sull’Economia del Mare Blue Forum a Gaeta.