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Confagri Toscana: 37% vino toscano venduto in Usa, ora negoziare

Confagri Toscana: 37% vino toscano venduto in Usa, ora negoziareRoma, 3 apr. (askanews) – Il 37% del vino toscano venduto negli Stati Uniti, e i dazi imposto dal presidente americando avranno un impatto rilevante sull’export vitivinicolo regionale, soprattutto per i vini di fascia media. E’ l’appello lanciato da Francesco Colpizzi, presidente della federazione vitivinicola regionale toscana, in seguito all’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dell’introduzione di dazi del 20% sui prodotti provenienti dall’Unione Europea.


“Il vino toscano ha una forte vocazione all’export e continuerà a essere un punto di riferimento sui mercati internazionali, nonostante le nuove barriere tariffarie imposte dagli Stati Uniti – spiega Colpizzi – Tuttavia, l’introduzione dei dazi americani avrà un impatto significativo su un settore strategico per l’economia e per l’occupazione regionale: infatti attualmente, circa il 37% delle vendite totali di vino toscano avviene nel mercato americano, per un valore complessivo di circa 400 milioni di euro”. “Non vogliamo creare allarmismi, ma è innegabile che questi dazi penalizzeranno le nostre esportazioni – continua Colpizzi – I grandi vini toscani di fascia alta subiranno un impatto più contenuto, poiché rientrano nel segmento del lusso e i loro acquirenti sono meno sensibili alle variazioni di prezzo. Maggiori difficoltà, invece, si prevedono per i vini di fascia media, che hanno comunque un eccellente qualità ma un prezzo competitivo”.


“Con questi dazi l’Italia non perde competitività rispetto agli altri paesi produttori di vino europei – continua Colpizzi – perché i dazi sono stati attribuiti a tutti i paesi europei in modo uguale, ma piuttosto rischia di perdere competitività con paesi come Argentina e Cile, che hanno dazi minori e costi della produzione molto inferiori ai nostri. Non credo invece che possa esserci uno spostamento di consumi interni al mercato americano verso prodotti lesivi della proprietà intellettuale che richiamano nel nome prodotti italiani ma non sono italiani, i cosiddetti Italian Sounding”. Confagri Toscana chiede anche che il governo sostenga le imprese vitivinicole “con strumenti di finanza agevolata per l’internazionalizzazione, per rafforzare la presenza sui mercati internazionali, esplorando, nuove opportunità di crescita e consolidamento, anche attraverso gli enti di emanazione del Ministero degli Esteri”.

Fedagripesca Toscana: dazi Usa rischio colpo letale a mondo vino

Fedagripesca Toscana: dazi Usa rischio colpo letale a mondo vinoRoma, 3 apr. (askanews) – “L’imposizione di dazi sui prodotti agroalimentari europei, in particolare sul vino, da parte dell’amministrazione Usa rappresenta un grave danno per l’economia toscana. La nostra regione ha sempre avuto un forte legame commerciale con gli Stati Uniti: colpire il settore vitivinicolo significa mettere in difficoltà non solo le imprese, ma anche l’intera filiera produttiva e distributiva che in Toscana dà lavoro a decine di migliaia di persone”. Così Ritano Baragli, vicepresidente di Fedagripesca Toscana, commenta le decisioni del presidente Usa Donald Trump riguardo ai dazi sui prodotti agroalimentari europei.


“Il protezionismo – dice Baragli – non giova a nessuno e rischia di compromettere relazioni economiche consolidate, con ripercussioni negative su entrambe le sponde dell’Atlantico. Confidiamo in un’azione diplomatica efficace da parte dell’Italia e dell’Europa che tuteli le nostre imprese e i lavoratori del settore vitivinicolo, preservando un comparto che rappresenta non solo un pilastro dell’economia toscana, ma anche un simbolo della nostra tradizione e cultura”. “Siamo di fronte a una sfida che non possiamo sottovalutare. Le nostre cooperative hanno già dimostrato grande resilienza di fronte al peso del conflitto tra Russia e Ucraina e delle tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi energetici, il calo delle vendite e le conseguenze dei cambiamenti climatici – conclude Baragli – Questi dazi possono essere un colpo letale ad anni di lavoro e investimenti. Il mercato americano è fondamentale per il nostro vino, e perdere competitività significherebbe lasciare spazio a prodotti concorrenti o peggio a imitazioni che sfruttano l’immagine del Made in Italy senza garantirne la qualità – conclude – È il momento di agire con decisione per difendere le nostre imprese e il lavoro di migliaia di persone. È un appello che rivolgiamo al governo italiano e in particolare all’Unione Europea”.

Banche, insediata la nuova Commissione regionale Abi Toscana

Banche, insediata la nuova Commissione regionale Abi ToscanaRoma, 2 apr. (askanews) – Sostenere le previsioni di crescita del Pil toscano, secondo recenti indicatori locali dell’Irpet +0,8% nel 2025, agendo sui fattori della produttività a cui garantire le risorse per il territorio, messe in campo anche a livello europeo, per finanziare investimenti in attività produttive, ricerca e innovazione. Su tutto, inoltre, la necessità di completare le opere infrastrutturali in corso, su rotaia e aeroportuali principalmente, fondamentali per le Pmi e l’export che secondo l’Istat ha segnato nel 2024 una crescita del 13,6% rispetto all’anno precedente. Ciò rappresenta una base solida per affrontare le incertezze delle annunciate misure protezionistiche internazionali.


Secondo quanto riporta un comunicato, è quanto emerso nel corso della riunione di insediamento, a Firenze, della Commissione regionale Abi Toscana. Nello specifico, Giancarlo Barbieri (Direttore generale Monte Paschi Fiduciaria) con delibera del Comitato esecutivo dell’Abi è stato confermato Presidente di Abi Toscana per il prossimo biennio. In linea con le tendenze nazionali seguite dal calo della domanda di credito, e sulla base dei più recenti aggiornamenti congiunturali della Banca d’Italia, a fine 2024 i prestiti bancari all’economia toscana hanno superato i 92.4 miliardi di euro. In particolare, le imprese sono state finanziate con oltre 44 miliardi e le famiglie con oltre 43.7 miliardi. Per quanto riguarda la rischiosità, si legge, le sofferenze lorde si sono attestate a circa 2.4 miliardi di euro (pari al 2,6% del totale dei finanziamenti). Superiori a 105 miliardi i depositi da parte della clientela, segno di una costante fiducia dei risparmiatori.


“Le banche operanti in Toscana – ha dichiarato Giancarlo Barbieri – e con esse Abi Toscana in rappresentanza della Categoria, sono da sempre al servizio dell’economia reale e collaborano con le Istituzioni e tutti i principali interlocutori pubblici e privati locali per sostenere soluzioni concrete che migliorino l’accesso ai servizi finanziari e rafforzino la consapevolezza e la fiducia dei clienti. Le sfide quotidiane per imprese e cittadini, in una realtà complessa che cambia velocemente, trovano costante riscontro, anche nel nostro territorio, in adeguate risposte fornite dall’industria bancaria nel suo insieme. Sono certo – ha aggiunto – che, come sempre avvenuto, l’aggiornamento continuo, il confronto fra banche e istituzioni finanziarie componenti Abi Toscana possano tradursi in iniziative che, nel rispetto dell’individualità delle singole banche aderenti e della libera concorrenza, rafforzino la vicinanza tra banche e territorio di riferimento, nell’interesse comune”. Oltre al Presidente Giancarlo Barbieri, riporta il comunicato, compongono la Commissione regionale Gianni Parigi (Vicepresidente di Abi Toscana e Vice direttore Federazione Toscana BCC); Enrico Algieri (Banca Ifigest); Francesco Bosio (Banca Cambiano 1884); Roberto Calzini (Banca Popolare di Cortona); Serafino Cavallini (BPER Banca); Massimo Cerbai (Credit Agricole Italia); Barbara Ciabatti (Banca Popolare di Lajatico); Francesco Marcacci (Cassa di Risparmio di Volterra); Carlo Nebbioli (Banca Mediolanum); Andrea Prandini (Intesa Sanpaolo); David Scampati (Findomestic Banca); Roberto Trecca (BNL BNP Paribas); Simone Trentanove (Banco di Desio e della Brianza); Marco Giorgio Valori (Banco BPM); Gaspare Vinci (UniCredit).

In Toscana arriva PizzAgricola: bio, tracciata e certificata

In Toscana arriva PizzAgricola: bio, tracciata e certificataRoma, 31 mar. (askanews) – Di alta qualità e di basso impatto ambientale. E’ PizzAgricola, il progetto innovativo sostenuto dalla Regione Toscana tramite i fondi del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) che ha dato vita a una pizza che non solo fa bene a chi la mangia ma anche all’ambiente. Presentato oggi dalla vicepresidente e assessora all’agricoltura Stefania Saccardi e da Gaia Citriniti, vicedirettore di Apab e responsabile del progetto, PizzAgricola coinvolge tra i partner l’Università di Firenze, l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, le aziende agricole Buonamici e Fattoria La Vialla, e la start-up Bioadhoc.


Obiettivo di PizzAgricola è creare una filiera regionale biologica e biodinamica per una pizza locale, ecologica, digeribile e salutare, rispettosa della terra da cui nascono gli ingredienti. Ingredienti tutti tracciati e certificati tramite blockchain, il che offre ai consumatori la sicurezza di prodotti di alta qualità e rispettosi dell’ambiente. “Questo progetto – ha detto Saccardi – riesce a rendere protagonista la qualità su uno dei prodotti più amati e popolari, la pizza. Ci auguriamo che esperienze di questo tipo possano moltiplicarsi così da toccare con mano i frutti che nascono dai fondi del Psr e dall’ingegno e le competenze di ricercatori, agricoltori, formatori e chef”.


Tra i dati tracciati ci sono anche le analisi sulla materia prima effettuate dai ricercatori dell’Università di Firenze per valutare le proprietà antiossidanti. Uno dei caratteri innovativi di questa pizza è infatti l’uso della sansa di oliva. Da scarto della produzione dell’olio EVO, la sansa utilizzata per l’impasto della pizza, dopo un processo di micronizzazione, diventa un’importante fonte di polifenoli. Valorizzando quelli che sarebbero scarti della filiera olivicolo-olearia, questa pizza è quindi altamente sostenibile perché promuove un modello di economia circolare.

Dal 6 al 6 aprile il Firenze Flower Show al Giardino Corsini

Dal 6 al 6 aprile il Firenze Flower Show al Giardino CorsiniRoma, 26 mar. (askanews) – “Anche quest’anno ospitiamo il Firenze Flower show, una bellissima manifestazione che si inserisce benissimo in questo periodo dell’anno e che ci permette di incontrare tantissime varietà di piante rare, aromatiche, di agrumi oltreché, di assistere a molti eventi collaterali e di conoscere sempre meglio l’arte di curare le piante”.


Così la vicepresidente della Regione nonché assessora all’agricoalimentare Stefania Saccardi ha introdotto la manifestazione che prenderà vita a Firenze, nel Giardino Corsini dal 5 al 6 Aprile 2025 e che è stata presentata oggi alla stampa. Firenze Flower Show, inserita tra le più importanti fiere florovivaistiche nazionali, porterà colori e bellezza, con la mostra mercato di piante rare e inconsuete giunta alla sua settima edizione primaverile. Circa 70 espositori daranno vita a questo spettacolo naturalistico presentando le più rare e inconsuete varietà di piante derivanti da tutto il mondo, e i prodotti artigianali più particolari vicini al tema “green”. Anche quest’anno la manifestazione avrà l’attiva partecipazione e collaborazione di tutte le istituzioni locali tra cui Comune di Firenze, Regione Toscana, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari Ambientali e Forestali dell’Università di Firenze oltre a numerose altre Associazioni e realtà fiorentine.

Saccardi (Toscana): bene Agrifish su ruolo pesca e agricoltura

Saccardi (Toscana): bene Agrifish su ruolo pesca e agricolturaRoma, 25 mar. (askanews) – “Rendere i mezzi più sicuri, ridurre i costi operativi e diminuire l’impatto sull’ambiente favorendo anche il ricambio generazionale: condivido. Trovo interessante la prospettiva presentata dai ministri al Consiglio agricoltura e pesca a Bruxelles”. Così la vicepresidente e assessora all’agricoltura Stefania Saccardi commenta il Consiglio Agrifish che si è tenuto a Bruxelles in cui gli stati membri si sono scambiati opinioni sulla visione per l’agricoltura e l’alimentazione, presentata dalla Commissione europea il 19 febbraio scorso.


I ministri hanno accolto con favore la visione della Commissione che evidenzia le funzioni dell’agricoltura come settore strategico e sottolinea l’importanza di favorire il ricambio generazionale come opportunità per i giovani. Hanno anche evidenziato l’esigenza di aumentare la competitività e il raggiungimento di redditi adeguati per gli agricoltori. Inoltre, hanno discusso del futuro della Politica comune della Pesca: semplificazione dei controlli e delle sanzioni e possibilità di ampliare il campo di alcune misure previste dal FEAMPA, così da consentire il rinnovamento della flotta anche tramite l’acquisto di nuove imbarcazioni. “Una visione condivisibile – ha proseguito Saccardi – che, garantendo naturalmente il non aumento dello sforzo di pesca in termini di stazza o potenza motore, sarebbe estremamente utile per favorire almeno la pesca costiera artigianale che in Toscana pratica una pesca altamente selettiva”. “La Toscana – ha concluso la vicepresidente – auspica che l’apertura di queste discussioni possa portare a un rinnovato impegno europeo a favore degli agricoltori e dei nostri pescatori”.

Bongioanni: Piemonte deve diventare brand, come Sicilia e Toscana

Bongioanni: Piemonte deve diventare brand, come Sicilia e ToscanaRoma, 24 mar. (askanews) – “Il Piemonte rappresenta da sola il 25% dei prodotti Dop, Igp, Docg Pat italiani: è un serbatoio enorme di agroalimentare, ma allo stesso tempo ci rendiamo conto che gli stranieri non la percepiscono come un brand come ad esempio sono percepite la Toscana o la Sicilia. Questo ci ha fatto capire che dobbiamo spingere sulla brandizzazione”. Lo ha detto ad Askanews l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni, spiegando le motivazioni alla base della nascita del marchio di qualità “Piemonte is – ECCELLENZA PIEMONTE”. Il marchio potrà essere utilizzato sia a scopo promozionale, sia sui prodotti agroalimentari ad identificare alti standard qualitativi e sarà il timbro di diversi prodotti di qualità certificata.


La brandizzazione di una regione che detiene 14 Dop e 9 Igp, 19 vini Docg e 41 Doc, cui si aggiungono i 344 prodotti agroalimentari tradizionali e i 600 prodotti tipici di montagna, potrà “giocare sul fatto che abbiamo milioni di prodotti che vanno in giro per il mondo e che possono essere gli ambasciatori di un marchio Piemonte”, ha spiegato l’assessore. “Per questo nasce ‘Eccellenza Piemonte’ con cui andremo a brandizzare una parte dei nostri prodotti con un disciplinare molto rigido al quale stiamo lavorando e che verrà presentato ad aprile al Vinitaly – ha reso noto – Ad esempio: noi esportiamo ogni anno 250 milioni di bottiglie di vino: se su queste bottiglie c’è scritto Piemonte, ed è il percorso che stiamo facendo per arrivare alla denominazione geografica allargata, allora un miliardo di persone lo leggerà assaggiando un prodotto di qualità”. “Questo messaggio – ha concluso Bongioanni -inizierà a circolare e magari tra cinque anni chiederanno del Piemonte e non solo della Toscana e della Sicilia”.

Cia Siena: da minacce dazi usa già conseguenze su settore vino

Cia Siena: da minacce dazi usa già conseguenze su settore vinoRoma, 24 mar. (askanews) – “I dazi preoccupano i produttori di vino senese. Ma è evidente che anche le sole minacce hanno già portato a conseguenze negative nei rapporti commerciali fra Italia ed Europa e Stati Uniti. A partire dal proprio il comparto vitivinicolo, che vede gli USA come il primo mercato di sbocco delle esportazioni di vini senesi e che si trova in forte agitazione. E poi c’è forte preoccupazione per il vino Chianti, per il quale è stato aperto dalla Regione Toscana un tavolo ad hoc con l’auspicio che possano essere messe in campo azioni strutturali che non vadano però a danneggiare i piccoli produttori”. Lo ha sottolineato il presidente di Cia Agricoltori Italiani di Siena, Federico Taddei, in occasione dell’Assemblea provinciale Cia Siena, che si è tenuta oggi, alla presenza di associati e delegati da tutta la provincia, del presidente Cia Toscana Valentino Berni e del direttore Giordano Pascucci e con gli interventi delle istituzioni e della politica.


Sul vino ha ricordato Taddei “il comparto da anni situazione di tensione e che alla luce delle vicende internazionali potrà solo acuirsi, essendo già alle prese con una crisi di sovrapproduzione del comparto ben esemplificata dalla condizione del Chianti che nonostante nel 2023 abbia visto una riduzione notevole della produzione non ha altresì visto una uguale riduzione del prodotto a giacenza nel 2024, segno evidente che al momento trova grande difficoltà ad essere collocato sul mercato. La situazione probabilmente andrà peggiorando visto i dati della produzione della campagna 2024, che è stata una vendemmia abbondante dal punto di vista quantitativo”. E poi, all’attenzione della platea, i problemi di sempre: giusto reddito agli agricoltori, emergenza selvatici e predatori, problema risorsa idrica ed energie rinnovabili.

Ok R. Toscana a progetto integrato di distretto ‘Also of wine’

Ok R. Toscana a progetto integrato di distretto ‘Also of wine’Roma, 19 mar. (askanews) – E’ stato approvato dalla Regione Toscana il terzo Progetto integrato di distretto (Pid) ‘Also of Wine’, presentato dalla Fondazione Territoriale di Montalcino, capofila del progetto. Con questa approvazione da parte della Regione si è generata la liquidazione di un contributo complessivo di oltre 1 milione di euro, a fronte di circa 3 milioni di euro di investimenti, a favore di 10 aziende che operano nel comparto agroalimentare (vitivinicolo, oleicolo, cerealicolo e zootecnico), localizzate nel distretto rurale di Montalcino e San Giovanni d’Asso.


“Il distretto di Montalcino – ha detto il presidente Eugenio Giani – incarna l’essenza dell’equilibrio tra natura, cultura e tradizione agricola. Uno dei suoi punti di forza è il forte radicamento manifestato dai principali attori e tra cui spiccano i partecipanti al progetto ‘Also of Wine’, che portano avanti le tradizioni e le innovano attraverso una propensione a fare sistema anche grazie alla collaborazione con l’amministrazione locale, con i suoi rappresentanti ed il tessuto sociale del territorio”. “Con l’atto finale dell’approvazione – ha detto la vicepresidente e assessora all’agricoltura Stefania Saccardi – è stato chiuso un progetto ampio, nell’ambito delle risorse del Programma di sviluppo rurale 2014-2022, in cui la Regione ha creduto per prima in Italia, finanziato nel gennaio 2021”.


Gli investimenti attuati hanno fatto registrare un incremento delle produzioni agricole attinenti alle filiere di riferimento, al netto delle avversità, permettendo anzi di affrontare più efficacemente le attuali sfide climatiche ed economiche. Come dimostrato dalle dinamiche innestate dal progetto ‘Also of Wine’, la volontà di emergere come polo di qualità, non solo per la filiera vitivinicola, è forte, spiega la Regione. La visione d’insieme, guidata dalla governace del Distretto rurale, può agevolare uno sviluppo sinergico con tutto il tessuto produttivo e le Istituzioni. L’obiettivo finale è l’adozione di un nuovo schema strategico legato alla definizione di economia circolare, incoraggiando l’uso di risorse locali nei settori turistici e gastronomici, creando una sinergia tra produttori locali e operatori ricettivi.

Gelate notturne, E-R: con Psr stanziati 6 mln impianti antibrina

Gelate notturne, E-R: con Psr stanziati 6 mln impianti antibrinaRoma, 19 mar. (askanews) – Oltre 4 milioni di euro già messi a bando nella nuova programmazione dello Sviluppo rurale dell’Emilia Romagna, in grado di generare investimenti potenziali sul territorio per circa 6 milioni. Ai quali si aggiunge un recente ulteriore bando da 1,4 milioni. Sono i fondi messi in campo dalla Regione Emilia-Romagna a favore degli agricoltori e delle imprese agricole per contrastare le gelate, come quelle improvvise di queste notti in Emilia-Romagna.


Nel Programma di Sviluppo rurale precedente le risorse impegnate in questo senso avevano superato i 24 milioni di euro, divisi in 3 bandi (nel 2020, 2021 e 2023), che hanno generato investimenti sul territorio in impianti antibrina per quasi 35 milioni di euro. “I cambiamenti climatici in atto e l’imprevedibilità di questa stagione, che alterna giornate di sole a temperature notturne molto basse, mettono a rischio la tenuta di molti impianti frutticoli – spiega in una nota l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi – Ma grazie ai sistemi antibrina, finanziati con i fondi dello Sviluppo Rurale, le imprese possono difendere i propri impianti dalle gelate e attivare forme di protezione necessarie a salvare la frutta in campo nei mesi a venire”.


“Abbiamo già investito nel complesso più di 30 milioni di euro – ricorda Mammi – e continueremo a farlo se ci sarà richiesto. Oltre alla ricerca, operata in collaborazione con università, imprese e centri specializzati per individuare specie varietali sempre più resilienti, e all’attivazione delle tutele assicurative, la difesa meccanica rimane una buona soluzione per proteggere le produzioni”, conclude l’assessore.