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Mps, il Comitato nomine esclude l’Ad Lovaglio dalla lista del Cda

Mps, il Comitato nomine esclude l’Ad Lovaglio dalla lista del Cda

Milano, 4 mar. (askanews) – Colpo di scena a Banca Monte dei Paschi di Siena. L’amministratore delegato, Luigi Lovaglio, non compare tra i nomi che il Comitato nomine del Monte proporrà al Cda odierno della banca, per il rinnovo del consiglio in programma con l’assemblea del 15 aprile. Lo confermano fonti finanziarie dopo alcune anticipazioni di stampa.

La scelta del Comitato nomine di Mps – formato da Domenico Lombardi (presidente), Alessandro Caltagirone (figlio di Francesco Gaetano), Paola De Martini, Renato Sala, Francesca Paramico Renzulli – sarebbe maturata dopo giorni di confronti tesi.

Lovaglio, alla guida del Monte dal 2022, artefice del rilancio dell’istituto e dell’operazione di aggregazione con Mediobanca presentata al mercato solo la scorsa settimana, è indagato dalla Procura di Milano proprio sulla scalata a Piazzetta Cuccia, insieme a Francesco Gaetano Caltagirone e al numero uno di Delfin Francesco Milleri.

Oggi il Cda di Mps varerà la lista di 20 nomi che dovrà essere approvata con almeno 10 voti su 14. Tra i nominativi indicati lo scorso 20 febbraio nel “listone” comparivano i nomi di Corrado Passera, ex Ceo di Intesa e Poste, di Fabrizio Palermo, AD di Acea ed ex di Cdp, e di Carlo Vivaldi, ex manager di UniCredit.

A Piazza Affari il titolo Mps ha aperto in forte calo, che si è accentuato con il passare dei minuti al meno 4,59%, mentre l’indice di riferimento (Ftse-Mib +0,20%) tenta una stabilizzazione dopo le cadute delle precedenti sessioni legate alla guerra in Iran. In pesante flessione anche Mediobanca, con un meno 4,12%.

Regione Toscana promuove la birra artigianale di qualità

Regione Toscana promuove la birra artigianale di qualità

Roma, 3 mar. (askanews) – Approvata nell’ultima seduta della Giunta la delibera con le disposizioni attuative del bando previsto dalla Legge regionale 34 del 2025 dedicata alla valorizzazione e promozione dei prodotti e delle attività dei produttori di birra artigianale. Il relativo bando sarà pubblicato entro la metà del mese di marzo. Il provvedimento rientra nelle politiche regionali a sostegno del patrimonio agroalimentare toscano e mira a consolidare una filiera che negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa, sia in termini produttivi che di riconoscibilità sui mercati, integrandosi sempre più con l’offerta turistica ed enogastronomica regionale.

“Un provvedimento con cui vogliamo rafforzare una filiera giovane, dinamica e fortemente identitaria del nostro territorio – dichiara il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani – La birra artigianale rappresenta, infatti, un esempio virtuoso di integrazione tra agricoltura, innovazione e promozione turistica. Sostenere i microbirrifici significa investire nella qualità, nella sostenibilità e nell’attrattività della Toscana, valorizzando produzioni locali che raccontano il legame profondo tra territorio e competenze”.

“La legge regionale 34 del 2025 trova ora piena attuazione con un bando concreto e mirato – aggiunge Leonardo Marras, assessore all’economia, al turismo e all’agricoltura della Regione Toscana, spiegando il provvedimento adottato dalla Giunta regionale nella sua ultima seduta – Abbiamo previsto un sostegno significativo, pari al 65% a fondo perduto, per accompagnare le imprese negli investimenti in innovazione, qualità e formazione. Puntiamo a rafforzare l’intero ciclo produttivo, incentivando anche l’utilizzo di materie prime regionali e premiando chi investe nei territori della Toscana diffusa, contribuendo così alla crescita economica e alla vitalità delle aree più fragili”.

Per l’annualità 2026 sono stanziati complessivamente 200mila euro, suddivisi tra investimenti materiali (100mila euro) e investimenti immateriali (100mila euro), con un contributo a fondo perduto pari al 65% delle spese ammissibili. I contributi richiesti non dovranno essere inferiori ai 3.500 euro e superiori ai 10.000 euro. Gli investimenti materiali possono riguardare interventi di ristrutturazioniee ammodernamenti degli impianti di produzione, dell’acquisto di macchinari e di strumenti di dotazione, in funzione delle innovazioni tecnologiche, sia in ambito organizzativo sia di processo produttivo, compresi i processi di certificazione di qualità; ed infine dello sviluppo della coltivazione e della lavorazione delle materie prime per la produzione della birra. Inoltre potranno riguardare la partecipazione ad attività di formazione degli operatori che svolgono attività di vendita e somministrazione e anche l’adesione a marchi collettivi riferiti alle birre artigianali e agricole.

Le domande di accesso al contributo potranno essere presentate dai titolari dei microbirrifici e dai microbirrifici agricoli, che sono identificati con quelli che producono meno di 10.000 ettolitri di birra l’anno.

Plures con Estra e Centria amplia la rete gas

Plures con Estra e Centria amplia la rete gas

Roma, 2 mar. (askanews) – Plures rafforza la propria presenza nella distribuzione del gas con l’avvio, dal 1° marzo, della gestione operativa in nuovi Ambiti Territoriali Ottimali di cinque regioni italiane. L’operazione nasce dall’aggiudicazione, nell’ambito di una procedura competitiva avviata da Italgas, di 8 ATEM su 14 per i quali era stata presentata un’offerta da parte dell’Associazione Temporanea di Imprese guidata da Plures e composta da Estra e Centria, società del Gruppo attive nel settore energia. Con questa operazione, del valore di 186 milioni di euro, Plures consolida il proprio modello di multiutility territoriale evoluta, capace di competere su scala nazionale mantenendo un forte radicamento locale, facendo leva sull’esperienza industriale di Estra e sulla capacità operativa di Centria. Gli ATEM aggiudicati sono: Bari 2 Sud, Barletta-Andria-Trani, Pisa, Teramo, Massa Carrara, Viterbo, Campobasso e Frosinone 2. I territori coinvolti comprendono complessivamente 74 Comuni distribuiti tra Abruzzo, Lazio, Molise, Puglia e Toscana, regioni nelle quali il Gruppo opera già da tempo e in cui l’aggiudicazione degli ATEM rappresenta un rafforzamento e una razionalizzazione del presidio territoriale.

L’ingresso dei nuovi ambiti porterà nel perimetro del Gruppo circa 190.000 nuovi punti di riconsegna (PdR), facendo crescere il totale gestito a circa 825.000 rispetto ai 635.000 precedenti. Il valore delle reti gestite registrerà un incremento di circa il 30% rispetto al perimetro originario. Le infrastrutture interessate comprendono circa 2.600 chilometri di rete, 50 cabine di primo salto e oltre 600 gruppi di riduzione. Il volume annuo di gas distribuito è stimato in circa 180 milioni di metri cubi.

Il percorso di integrazione sarà articolato in più momenti: 1° marzo 2026 – 25 Comuni (ATEM Bari 2 Sud, Barletta-Andria-Trani, Pisa e Teramo). Successivamente saranno acquisiti altri 49 Comuni (ATEM Massa Carrara, Viterbo Campobasso e Frosinone 2). Nella prima fase migreranno oltre 120.000 PdR. La gestione operativa sarà curata da Centria, società di distribuzione del Gruppo Estra, che assumerà la gestione tecnica e operativa delle reti nei territori interessati, garantendo continuità e presidio locale.

Insieme agli asset entraranno progressivamente in Centria 103 dipendenti provenienti da Italgas. Per assicurare pieno presidio operativo sono state individuate e allestite 7 nuove sedi operative, complete di uffici e magazzini. Il processo di integrazione è stato pianificato per garantire continuità del servizio, sicurezza delle reti e prossimità ai cittadini e agli enti locali.

Commenta Alberto Irace, ad di Plures: “L’aggiudicazione di 8 ATEM nell’ambito di una procedura competitiva rappresenta un risultato industriale di rilievo e conferma la solidità del nostro progetto di crescita. Rafforziamo la presenza in territori nei quali operiamo già, consolidando il nostro ruolo nella distribuzione gas con un approccio coerente e integrato. Le reti sono infrastrutture strategiche per il Paese e richiedono competenze, investimenti e visione di lungo periodo: questa operazione si inserisce pienamente nel Piano Industriale 2025-2029 e consolida il modello di multiutility territoriale evoluta che stiamo costruendo”.

Dichiara Francesco Macrì, presidente esecutivo di Estra: “L’operazione rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita di Estra e della sua società di distribuzione Centria. L’integrazione dei nuovi ambiti consolida il nostro presidio territoriale e rafforza una struttura industriale costruita nel tempo, fondata su competenze tecniche, qualità del servizio e sicurezza delle infrastrutture. Questa crescita dimensionale rafforza ulteriormente la capacità di Estra di contribuire allo sviluppo del progetto di multiutility dei territori”.

Presto da R. Toscana pacchetto agricoltura per semplificazioni

Presto da R. Toscana pacchetto agricoltura per semplificazioni

Roma, 25 feb. (askanews) – La Regione è vicina al mondo agricolo di cui ascolta le istanze e raccoglie le sollecitazioni. Lo hanno ribadito questa mattina, intervenendo al presidio di Coldiretti sotto la sede del Consiglio regionale, l’assessore all’Agricoltura Leonardo Marras, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Bernard Dika e anche il presidente Eugenio Giani da Bruxelles, dove si trova in missione anche riguardo a queste tematiche.

Secondo il presidente Giani “l’agricoltura toscana è un elemento identitario imprescindibile per la nostra regione, le nostre produzioni di eccellenza sono il primo biglietto da visita che presentiamo al mondo. Per questo siamo impegnati attivamente a tradurre le istanze dei nostri agricoltori in azioni concrete, in Consiglio regionale, come qui fortemente a Bruxelles”.

“La legge è uno strumento essenziale della Regione di cui disponiamo, per questo stiamo lavorando a un ‘pacchetto agricoltura’ che provi a semplificare alcuni aspetti – ha detto l’assessore Leonardo Marras – da quelli edilizi e urbanistici a quelli dei controlli, alla digitalizzazione, alla capacità di risposta efficace e tempestiva rispetto alle istanze che il mondo dell’agricoltura rivolge alla Regione. Nella gestione del Complemento di sviluppo rurale abbiamo ancora il 20% delle risorse da impegnare. Sono 140 milioni di euro che nei prossimi due anni saranno messi a disposizione ulteriormente del mondo agricolo. E’ certo che questa indignazione – ha concluso Marras – è forte anche per la programmazione che è in discussione a livello europeo, il Fondo Unico preoccupa questo mondo. Preoccupa anche noi rispetto al ruolo che le Regioni possono svolgere nello sviluppo locale, nella capacità di dare risposte personalizzate a contesti territoriali e rurali che sono diversificati”.

Nel corso della mattinata nella quale la seduta del Consiglio è stata interrotta per permettere ai rappresentanti di tutte le forze politiche di incontrare gli agricoltori in presidio, l’assessore Marras ha consegnato una scheda con le principali tematiche sulle quali è attualmente impegnata l’Assemblea regionale, tra cui norme per la semplificazione, il rafforzamento delle azioni di contrasto alla diffusione della PSA, norme per la difesa del lavoro e contrasto al quello irregolare e per la tutela del Cibo Toscano, delle DOP e IGP. “Senza agricoltura non c’è Toscana – ha detto il sottosegretario Bernard Dika – Grazie agli agricoltori che sono qui a dimostrarlo oggi. La Regione non può che essere al loro fianco. Pensiamo che cosa ne sarebbe del paesaggio toscano, così conosciuto e apprezzato nel mondo, senza l’opera dell’uomo. Evitiamo dunque di mettere in contrapposizione l’agricoltura e l’ambiente”.

“Come Regione ci stiamo impegnando con estrema concretezza: dalla semplificazione, alle risorse per affrontare i cambiamenti climatici, dalla gestione della fauna selvatica, alle criticità legate per esempio alla PSA. Una serie di politiche – ha concluso Dika – che stiano insieme nella legge quadro cui stiamo lavorando con l’assessore Marras e che offrano ai problemi più stringenti le soluzioni più adeguate”.

Confronto R. Toscana-Masaf su danni a colture cereali per pioggia

Confronto R. Toscana-Masaf su danni a colture cereali per pioggia

Roma, 25 feb. (askanews) – Focus sui danni prodotti alle colture in Toscana, e in particolare alla fase di semina per le produzioni di grano, in seguito al trend delle piogge che da inizio anno investono la regione, in particolare nelle zone della Maremma, senese e dell’Aretino. L’assessore all’agricoltura, Leonardo Marras, anche facendo seguito a segnalazioni già giunte dalla organizzazioni dei produttori agricoli, ha attivato un confronto con il Ministero dell’agricoltura (Masaf) e con Artea per individuare possibili interventi in base alla normativa nazionale e a quella unionale.

Le richieste riguardano due tipi di deroghe in ambito di Politica agricola comunitaria, una di competenza regionale e l’altra di competenza nazionale. “La Regione si attiverà su due livelli – afferma l’assessore – con un atto regionale si concederà la deroga al sistema della condizionalità per la rotazione delle colture nei seminativi e nello stesso atto la Giunta proporrà al Masaf la necessità di concedere la deroga all’assolvimento dei sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento. In quest’ultimo caso l’accoglibilità dipenderà dal Ministero”.

“Per i danni causati dalle produzioni dalle piogge alluvionali è già stata avviata la consueta procedura di raccolta della segnalazione danni, mediante il sistema informatizzato sul sistema informativo Artea – spiega Marras – I danni causati sono tutti assicurabili al mercato agevolato (contributo pubblico pari al 65 per cento del premio assicurativo) e pertanto non è possibile attivare le misure compensative previste dalla normativa nazionale per gli interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole”.

Psa, prorogato in Toscana termine domande sostegno investimenti

Psa, prorogato in Toscana termine domande sostegno investimenti

Roma, 24 feb. (askanews) – La Regione Toscana ha prorogato al 3 aprile 2026 il termine per la presentazione delle domande di sostegno relative agli investimenti negli allevamenti suinicoli per rafforzare le misure di biosicurezza e il contrasto della diffusione della Peste Suina Africana (PSA). Il contributo previsto è pari all’80 per cento della spesa ammissibile sostenuta.

Come spiega Leonardo Marras, assessore all’economia, al turismo e all’agricoltura della Regione Toscana, “mettiamo a disposizione del comparto suinicolo oltre un milione di euro per sostenere interventi fondamentali a tutela degli allevamenti, della sicurezza sanitaria e dell’equilibrio ambientale. La proroga, infatti, nasce dalla volontà di rafforzare in Toscana l’azione di contrasto alla malattia virale che colpisce suini domestici e cinghiali, grazie alle ulteriori risorse rese disponibili dai recenti decreti ministeriali. Si tratta di un impegno concreto a difesa del settore: rafforzare la prevenzione, limitare i contatti tra animali allevati e selvatici e ridurre ogni rischio di contaminazione significa proteggere imprese, lavoro e territorio”.

In particolare, sono finanziabil una serie di interventi. Tra questi, quelli riferiti alle barriere per evitare il contatto degli animali allevati con altri animali, in particolare suini selvatici; acquisto e installazione di reti per impedire l’accesso di altri animali nelle aree e nelle strutture connesse agli allevamenti; attrezzature per il rafforzamento della separazione tra zone sporche e pulite; acquisto e installazione di lavatrici e asciugatrici da collocare nella zona filtro per il trattamento degli indumenti utilizzati dal personale; acquisto e installazione di mezzi per la disinfestazione; rampe di carico e scarico degli animali; punto pesa ad uso esclusivo dell’allevamento; idonea cartellonistica indicante aree di restrizione e prescrizioni di accesso; vasche di raccolta di liquami ed effluenti zootecnici da posizionare al di fuori della zona pulita; celle frigorifere per lo stoccaggio di carcasse, feti e invogli fetali.

Rudi Dreoni nuovo presidente di Cia Toscana Centro

Rudi Dreoni nuovo presidente di Cia Toscana Centro

Roma, 23 feb. (askanews) – È Rudi Dreoni, allevatore di Dicomano (Firenze), il nuovo presidente di Cia Toscana Centro, che riunisce gli associati Cia delle province di Firenze, Prato e Pistoia. È quanto è emerso dai lavori della nona Assemblea Elettiva di Cia Toscana Centro, che si è svolta alla sede Cia di Impruneta e moderata dal direttore Cia Toscana Centro Lapo Baldini e presieduta dal direttore di Cia Toscana Giordano Pascucci.

Intervenuti in video collegamento l’europarlamentare Dario Nardella e il presidente nazionale Cia Cristiano Fini. Presenti il direttore Cia Maurizio Scaccia e il presidente Cia Toscana Valentino Berni. Dreoni, succede a Sandro Orlandini, e sarà coadiuvato dal vice presidente Nicolò Giuntoli (floricoltore di Pescia, Pt) e da un comitato esecutivo di tredici membri. L’assemblea elettiva è seguita alle assemblee di zona che si sono svolte a Empoli (FI); Borgo San Lorenzo (FI), Prato, Impruneta (FI), Pontassieve (FI), Monsummano Terme (PT), Pescia (PT), Pistoia.

Per Dreoni il compito di guidare la Cia Toscana Centro per i prossimi quattro anni, in una fase molto delicata per l’agricoltura toscana, italiana ed europea, fra le evoluzioni della politica europea, la PAC post-2027, il Mercosur e la situazione internazionale. E poi cambiamenti climatici, ungulati e selvatici, reddito delle aziende, valore in filiera e aggregazione dell’offerta. Al centro anche il florovivaismo e il tema della compatibilità ambientale e della innovazione produttiva.

R. Toscana: tutte finanziabili 105 domande bando per irrigazione

R. Toscana: tutte finanziabili 105 domande bando per irrigazione

Roma, 20 feb. (askanews) – La Toscana investe sull’acqua a scopo irriguo come leva strategica per la competitività agricola. Sono 105 le domande presentate sul bando 2025 dedicato agli investimenti irrigui aziendali e tutte risultano potenzialmente finanziabili. Le risorse disponibili sono pari a 17,3 milioni. È questo l’esito del bando che dà attuazione all’intervento “Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole – irriguo aziendale”, chiuso il 30 gennaio scorso e ora in fase di formalizzazione con il decreto dirigenziale che approva l’elenco delle domande ricevibili.

Rivolto a imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti, il bando ha raccolto una risposta diffusa sul territorio regionale. Gli investimenti ammessi riguardano nuovi impianti irrigui, anche con funzione antibrina; eventuale estensione delle superfici irrigate; realizzazione e miglioramento di sistemi di stoccaggio idrico, non limitati alle sole acque piovane; introduzione di tecnologie digitali per una più efficiente gestione della risorsa idrica.

Con l’adozione del decreto, gli uffici competenti potranno avviare immediatamente l’istruttoria di ammissibilità; a conclusione positiva di questa fase saranno emanati gli atti di assegnazione dei contributi. L’elenco delle domande ricevibili sarà pubblicato sul sito istituzionale della Regione Toscana nella sezione dedicata ai contributi per investimenti irrigui aziendali.

Apicoltura toscana, risorse anche in 2026 per lotta vespa velutina

Apicoltura toscana, risorse anche in 2026 per lotta vespa velutina

Roma, 18 feb. (askanews) – Un confronto tra soggetti istituzionali, ricercatori e operatori del settore apistico per fare il punto sul Piano di gestione della vespa velutina nel triennio 2023-2025: criticità emerse, punti di forza e nuove proposte per proseguire nella gestione della specie aliena in Toscana.

Si è tenuto oggi a Firenze il convegno dedicato ai risultati del Piano di gestione 2023-2025 del calabrone asiatico, noto anche come vespa velutina. L’evento, aperto dall’assessore all’agricoltura Leonardo Marras, ha visto la partecipazione degli esperti dell’Ispra, delle istituzioni scientifiche e delle associazioni apistiche regionali, per fare il punto sull’emergenza che minaccia un settore d’eccellenza del territorio toscano. La specie esotica invasiva arreca infatti ingenti danni al comparto apistico rappresentando una minaccia per tutti gli insetti pronubi e quindi per la biodiversità dei nostri ecosistemi; la Toscana è la seconda regione in Italia per numero di apicoltori commerciali (oltre 2.000), la terza per numero totale di apicoltori e la quarta per numero di apiari.

“La difesa dell’apicoltura toscana è una priorità strategica per la Regione – commenta Leonardo Marras, assessore all’economia, al turismo e all’agricoltura della Regione Toscana – perché non si tratta soltanto di un comparto produttivo di grande valore economico e occupazionale, ma di un presidio fondamentale per la tutela della biodiversità e dell’equilibrio dei nostri ecosistemi. I risultati ottenuti dal Piano di gestione negli ultimi anni, dimostrano che il lavoro di squadra tra istituzioni, mondo della ricerca e associazioni sta producendo effetti concreti; dobbiamo però essere consapevoli che la vespa velutina è una minaccia strutturale e non episodica. Per questo intendiamo rafforzare il sistema di monitoraggio, investire in innovazione e formazione, sostenere gli apicoltori e consolidare il coordinamento tra enti locali e comunità scientifica. La Regione continuerà a garantire risorse e strumenti adeguati, finanziando l’attuazione del piano anche nel 2026, perché proteggere le api significa proteggere l’agricoltura, la qualità delle nostre produzioni, la biodiversità e il futuro del territorio toscano”.

Quella della vespa velutina è una minaccia concreta all’intero settore: essendo predatore diretto delle api mellifere il calabrone asiatico a zampe gialle causa perdite degli alveari che arrivano fino al 50 per cento e attacca anche altri insetti pronubi. Eliminando i principali responsabili dell’impollinazione e della riproduzione delle piante, la vespa velutina contribuisce alla perdita di biodiversità vegetale (studi recenti calcolano in 62 il numero di specie a rischio di estinzione in Toscana).

Durante i lavori sono emerse proposte di revisione delle metodiche previste per il contenimento della specie, alla luce dell’esperienza dei tre anni di attuazione del piano e anche in considerazione del significativo bilancio nel triennio: sono stati eliminati circa 1.300 nidi di vespa velutina, oltre il 90 per cento dei quali nelle province di Massa Carrara e Lucca.

Confagricoltura Firenze: in 40 anni perso 40% superfici a olivi

Confagricoltura Firenze: in 40 anni perso 40% superfici a oliviRoma, 14 apr. (askanews) – In 40 anni, dal 1980 al 2020, nel territorio della provincia di Firenze è stato perso il 40% delle superfici destinate ad olivi. È quanto emerge dalla ricerca commissionata dalla Fondazione CR Firenze presentato stamani a Villa Bardini durante l’evento “L’olivicoltura dell’area periurbana fiorentina”, organizzato dall’Unione Agricoltori di Firenze.


La ricerca ha restituito un quadro dettagliato della filiera olivicola nei comuni collinari intorno a Firenze, dove oggi su 2.495 aziende agricole attive, ben 2.185 coltivano l’olivo. Si tratta di un comparto strategico, profondamente radicato nel paesaggio e nella tradizione agricola fiorentina, che nonostante le difficoltà strutturali continua a distinguersi per qualità, sostenibilità e attenzione ai mercati di nicchia. All’evento hanno partecipato tra gli altri Patrizio La Pietra, sottosegretario al Masaf e Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana con delega all’Agricoltura.


“Il settore olivicolo nazionale e quindi anche quello toscano – ha detto il sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra – deve tornare protagonista del mercato mondiale. Il Piano Olivicolo Nazionale si pone proprio questo ambizioso obiettivo che, come Masaf e come governo Meloni, intendiamo centrare tramite una linea di interventi, che puntano su investimenti, ricerca e innovazione. Inoltre dobbiamo valorizzare l’olio Evo d’eccellenza tramite origini certificate, tracciabilità e campagne di sensibilizzazione, che rendano sempre più consapevoli i consumatori sulle proprietà salutistiche dell’olio extravergine e sull’importanza di pagare un giusto prezzo per un bene così prezioso qual è l’olio italiano”. “Abbiamo proposto al governo di fare un piano nazionale sull’olivicoltura perché riteniamo che in Toscana rappresenti una delle coltivazioni più identitarie del nostro territorio – dice la vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi – Non a caso abbiamo spinto quando si è trattato di decidere il piano strategico nazionale perché ci fosse una misura specifica sugli olivi a carattere paesaggistico. Poi bisogna fare un salto culturale importante per quanto riguarda l’olio: è un prodotto che fa bene oltre ad essere buono ma spesso non viene considerato quanto il vino”.