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Presto da R. Toscana pacchetto agricoltura per semplificazioni

Presto da R. Toscana pacchetto agricoltura per semplificazioni

Roma, 25 feb. (askanews) – La Regione è vicina al mondo agricolo di cui ascolta le istanze e raccoglie le sollecitazioni. Lo hanno ribadito questa mattina, intervenendo al presidio di Coldiretti sotto la sede del Consiglio regionale, l’assessore all’Agricoltura Leonardo Marras, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Bernard Dika e anche il presidente Eugenio Giani da Bruxelles, dove si trova in missione anche riguardo a queste tematiche.

Secondo il presidente Giani “l’agricoltura toscana è un elemento identitario imprescindibile per la nostra regione, le nostre produzioni di eccellenza sono il primo biglietto da visita che presentiamo al mondo. Per questo siamo impegnati attivamente a tradurre le istanze dei nostri agricoltori in azioni concrete, in Consiglio regionale, come qui fortemente a Bruxelles”.

“La legge è uno strumento essenziale della Regione di cui disponiamo, per questo stiamo lavorando a un ‘pacchetto agricoltura’ che provi a semplificare alcuni aspetti – ha detto l’assessore Leonardo Marras – da quelli edilizi e urbanistici a quelli dei controlli, alla digitalizzazione, alla capacità di risposta efficace e tempestiva rispetto alle istanze che il mondo dell’agricoltura rivolge alla Regione. Nella gestione del Complemento di sviluppo rurale abbiamo ancora il 20% delle risorse da impegnare. Sono 140 milioni di euro che nei prossimi due anni saranno messi a disposizione ulteriormente del mondo agricolo. E’ certo che questa indignazione – ha concluso Marras – è forte anche per la programmazione che è in discussione a livello europeo, il Fondo Unico preoccupa questo mondo. Preoccupa anche noi rispetto al ruolo che le Regioni possono svolgere nello sviluppo locale, nella capacità di dare risposte personalizzate a contesti territoriali e rurali che sono diversificati”.

Nel corso della mattinata nella quale la seduta del Consiglio è stata interrotta per permettere ai rappresentanti di tutte le forze politiche di incontrare gli agricoltori in presidio, l’assessore Marras ha consegnato una scheda con le principali tematiche sulle quali è attualmente impegnata l’Assemblea regionale, tra cui norme per la semplificazione, il rafforzamento delle azioni di contrasto alla diffusione della PSA, norme per la difesa del lavoro e contrasto al quello irregolare e per la tutela del Cibo Toscano, delle DOP e IGP. “Senza agricoltura non c’è Toscana – ha detto il sottosegretario Bernard Dika – Grazie agli agricoltori che sono qui a dimostrarlo oggi. La Regione non può che essere al loro fianco. Pensiamo che cosa ne sarebbe del paesaggio toscano, così conosciuto e apprezzato nel mondo, senza l’opera dell’uomo. Evitiamo dunque di mettere in contrapposizione l’agricoltura e l’ambiente”.

“Come Regione ci stiamo impegnando con estrema concretezza: dalla semplificazione, alle risorse per affrontare i cambiamenti climatici, dalla gestione della fauna selvatica, alle criticità legate per esempio alla PSA. Una serie di politiche – ha concluso Dika – che stiano insieme nella legge quadro cui stiamo lavorando con l’assessore Marras e che offrano ai problemi più stringenti le soluzioni più adeguate”.

Confronto R. Toscana-Masaf su danni a colture cereali per pioggia

Confronto R. Toscana-Masaf su danni a colture cereali per pioggia

Roma, 25 feb. (askanews) – Focus sui danni prodotti alle colture in Toscana, e in particolare alla fase di semina per le produzioni di grano, in seguito al trend delle piogge che da inizio anno investono la regione, in particolare nelle zone della Maremma, senese e dell’Aretino. L’assessore all’agricoltura, Leonardo Marras, anche facendo seguito a segnalazioni già giunte dalla organizzazioni dei produttori agricoli, ha attivato un confronto con il Ministero dell’agricoltura (Masaf) e con Artea per individuare possibili interventi in base alla normativa nazionale e a quella unionale.

Le richieste riguardano due tipi di deroghe in ambito di Politica agricola comunitaria, una di competenza regionale e l’altra di competenza nazionale. “La Regione si attiverà su due livelli – afferma l’assessore – con un atto regionale si concederà la deroga al sistema della condizionalità per la rotazione delle colture nei seminativi e nello stesso atto la Giunta proporrà al Masaf la necessità di concedere la deroga all’assolvimento dei sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento. In quest’ultimo caso l’accoglibilità dipenderà dal Ministero”.

“Per i danni causati dalle produzioni dalle piogge alluvionali è già stata avviata la consueta procedura di raccolta della segnalazione danni, mediante il sistema informatizzato sul sistema informativo Artea – spiega Marras – I danni causati sono tutti assicurabili al mercato agevolato (contributo pubblico pari al 65 per cento del premio assicurativo) e pertanto non è possibile attivare le misure compensative previste dalla normativa nazionale per gli interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole”.

Psa, prorogato in Toscana termine domande sostegno investimenti

Psa, prorogato in Toscana termine domande sostegno investimenti

Roma, 24 feb. (askanews) – La Regione Toscana ha prorogato al 3 aprile 2026 il termine per la presentazione delle domande di sostegno relative agli investimenti negli allevamenti suinicoli per rafforzare le misure di biosicurezza e il contrasto della diffusione della Peste Suina Africana (PSA). Il contributo previsto è pari all’80 per cento della spesa ammissibile sostenuta.

Come spiega Leonardo Marras, assessore all’economia, al turismo e all’agricoltura della Regione Toscana, “mettiamo a disposizione del comparto suinicolo oltre un milione di euro per sostenere interventi fondamentali a tutela degli allevamenti, della sicurezza sanitaria e dell’equilibrio ambientale. La proroga, infatti, nasce dalla volontà di rafforzare in Toscana l’azione di contrasto alla malattia virale che colpisce suini domestici e cinghiali, grazie alle ulteriori risorse rese disponibili dai recenti decreti ministeriali. Si tratta di un impegno concreto a difesa del settore: rafforzare la prevenzione, limitare i contatti tra animali allevati e selvatici e ridurre ogni rischio di contaminazione significa proteggere imprese, lavoro e territorio”.

In particolare, sono finanziabil una serie di interventi. Tra questi, quelli riferiti alle barriere per evitare il contatto degli animali allevati con altri animali, in particolare suini selvatici; acquisto e installazione di reti per impedire l’accesso di altri animali nelle aree e nelle strutture connesse agli allevamenti; attrezzature per il rafforzamento della separazione tra zone sporche e pulite; acquisto e installazione di lavatrici e asciugatrici da collocare nella zona filtro per il trattamento degli indumenti utilizzati dal personale; acquisto e installazione di mezzi per la disinfestazione; rampe di carico e scarico degli animali; punto pesa ad uso esclusivo dell’allevamento; idonea cartellonistica indicante aree di restrizione e prescrizioni di accesso; vasche di raccolta di liquami ed effluenti zootecnici da posizionare al di fuori della zona pulita; celle frigorifere per lo stoccaggio di carcasse, feti e invogli fetali.

Rudi Dreoni nuovo presidente di Cia Toscana Centro

Rudi Dreoni nuovo presidente di Cia Toscana Centro

Roma, 23 feb. (askanews) – È Rudi Dreoni, allevatore di Dicomano (Firenze), il nuovo presidente di Cia Toscana Centro, che riunisce gli associati Cia delle province di Firenze, Prato e Pistoia. È quanto è emerso dai lavori della nona Assemblea Elettiva di Cia Toscana Centro, che si è svolta alla sede Cia di Impruneta e moderata dal direttore Cia Toscana Centro Lapo Baldini e presieduta dal direttore di Cia Toscana Giordano Pascucci.

Intervenuti in video collegamento l’europarlamentare Dario Nardella e il presidente nazionale Cia Cristiano Fini. Presenti il direttore Cia Maurizio Scaccia e il presidente Cia Toscana Valentino Berni. Dreoni, succede a Sandro Orlandini, e sarà coadiuvato dal vice presidente Nicolò Giuntoli (floricoltore di Pescia, Pt) e da un comitato esecutivo di tredici membri. L’assemblea elettiva è seguita alle assemblee di zona che si sono svolte a Empoli (FI); Borgo San Lorenzo (FI), Prato, Impruneta (FI), Pontassieve (FI), Monsummano Terme (PT), Pescia (PT), Pistoia.

Per Dreoni il compito di guidare la Cia Toscana Centro per i prossimi quattro anni, in una fase molto delicata per l’agricoltura toscana, italiana ed europea, fra le evoluzioni della politica europea, la PAC post-2027, il Mercosur e la situazione internazionale. E poi cambiamenti climatici, ungulati e selvatici, reddito delle aziende, valore in filiera e aggregazione dell’offerta. Al centro anche il florovivaismo e il tema della compatibilità ambientale e della innovazione produttiva.

R. Toscana: tutte finanziabili 105 domande bando per irrigazione

R. Toscana: tutte finanziabili 105 domande bando per irrigazione

Roma, 20 feb. (askanews) – La Toscana investe sull’acqua a scopo irriguo come leva strategica per la competitività agricola. Sono 105 le domande presentate sul bando 2025 dedicato agli investimenti irrigui aziendali e tutte risultano potenzialmente finanziabili. Le risorse disponibili sono pari a 17,3 milioni. È questo l’esito del bando che dà attuazione all’intervento “Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole – irriguo aziendale”, chiuso il 30 gennaio scorso e ora in fase di formalizzazione con il decreto dirigenziale che approva l’elenco delle domande ricevibili.

Rivolto a imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti, il bando ha raccolto una risposta diffusa sul territorio regionale. Gli investimenti ammessi riguardano nuovi impianti irrigui, anche con funzione antibrina; eventuale estensione delle superfici irrigate; realizzazione e miglioramento di sistemi di stoccaggio idrico, non limitati alle sole acque piovane; introduzione di tecnologie digitali per una più efficiente gestione della risorsa idrica.

Con l’adozione del decreto, gli uffici competenti potranno avviare immediatamente l’istruttoria di ammissibilità; a conclusione positiva di questa fase saranno emanati gli atti di assegnazione dei contributi. L’elenco delle domande ricevibili sarà pubblicato sul sito istituzionale della Regione Toscana nella sezione dedicata ai contributi per investimenti irrigui aziendali.

Apicoltura toscana, risorse anche in 2026 per lotta vespa velutina

Apicoltura toscana, risorse anche in 2026 per lotta vespa velutina

Roma, 18 feb. (askanews) – Un confronto tra soggetti istituzionali, ricercatori e operatori del settore apistico per fare il punto sul Piano di gestione della vespa velutina nel triennio 2023-2025: criticità emerse, punti di forza e nuove proposte per proseguire nella gestione della specie aliena in Toscana.

Si è tenuto oggi a Firenze il convegno dedicato ai risultati del Piano di gestione 2023-2025 del calabrone asiatico, noto anche come vespa velutina. L’evento, aperto dall’assessore all’agricoltura Leonardo Marras, ha visto la partecipazione degli esperti dell’Ispra, delle istituzioni scientifiche e delle associazioni apistiche regionali, per fare il punto sull’emergenza che minaccia un settore d’eccellenza del territorio toscano. La specie esotica invasiva arreca infatti ingenti danni al comparto apistico rappresentando una minaccia per tutti gli insetti pronubi e quindi per la biodiversità dei nostri ecosistemi; la Toscana è la seconda regione in Italia per numero di apicoltori commerciali (oltre 2.000), la terza per numero totale di apicoltori e la quarta per numero di apiari.

“La difesa dell’apicoltura toscana è una priorità strategica per la Regione – commenta Leonardo Marras, assessore all’economia, al turismo e all’agricoltura della Regione Toscana – perché non si tratta soltanto di un comparto produttivo di grande valore economico e occupazionale, ma di un presidio fondamentale per la tutela della biodiversità e dell’equilibrio dei nostri ecosistemi. I risultati ottenuti dal Piano di gestione negli ultimi anni, dimostrano che il lavoro di squadra tra istituzioni, mondo della ricerca e associazioni sta producendo effetti concreti; dobbiamo però essere consapevoli che la vespa velutina è una minaccia strutturale e non episodica. Per questo intendiamo rafforzare il sistema di monitoraggio, investire in innovazione e formazione, sostenere gli apicoltori e consolidare il coordinamento tra enti locali e comunità scientifica. La Regione continuerà a garantire risorse e strumenti adeguati, finanziando l’attuazione del piano anche nel 2026, perché proteggere le api significa proteggere l’agricoltura, la qualità delle nostre produzioni, la biodiversità e il futuro del territorio toscano”.

Quella della vespa velutina è una minaccia concreta all’intero settore: essendo predatore diretto delle api mellifere il calabrone asiatico a zampe gialle causa perdite degli alveari che arrivano fino al 50 per cento e attacca anche altri insetti pronubi. Eliminando i principali responsabili dell’impollinazione e della riproduzione delle piante, la vespa velutina contribuisce alla perdita di biodiversità vegetale (studi recenti calcolano in 62 il numero di specie a rischio di estinzione in Toscana).

Durante i lavori sono emerse proposte di revisione delle metodiche previste per il contenimento della specie, alla luce dell’esperienza dei tre anni di attuazione del piano e anche in considerazione del significativo bilancio nel triennio: sono stati eliminati circa 1.300 nidi di vespa velutina, oltre il 90 per cento dei quali nelle province di Massa Carrara e Lucca.

Confagricoltura Firenze: in 40 anni perso 40% superfici a olivi

Confagricoltura Firenze: in 40 anni perso 40% superfici a oliviRoma, 14 apr. (askanews) – In 40 anni, dal 1980 al 2020, nel territorio della provincia di Firenze è stato perso il 40% delle superfici destinate ad olivi. È quanto emerge dalla ricerca commissionata dalla Fondazione CR Firenze presentato stamani a Villa Bardini durante l’evento “L’olivicoltura dell’area periurbana fiorentina”, organizzato dall’Unione Agricoltori di Firenze.


La ricerca ha restituito un quadro dettagliato della filiera olivicola nei comuni collinari intorno a Firenze, dove oggi su 2.495 aziende agricole attive, ben 2.185 coltivano l’olivo. Si tratta di un comparto strategico, profondamente radicato nel paesaggio e nella tradizione agricola fiorentina, che nonostante le difficoltà strutturali continua a distinguersi per qualità, sostenibilità e attenzione ai mercati di nicchia. All’evento hanno partecipato tra gli altri Patrizio La Pietra, sottosegretario al Masaf e Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana con delega all’Agricoltura.


“Il settore olivicolo nazionale e quindi anche quello toscano – ha detto il sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra – deve tornare protagonista del mercato mondiale. Il Piano Olivicolo Nazionale si pone proprio questo ambizioso obiettivo che, come Masaf e come governo Meloni, intendiamo centrare tramite una linea di interventi, che puntano su investimenti, ricerca e innovazione. Inoltre dobbiamo valorizzare l’olio Evo d’eccellenza tramite origini certificate, tracciabilità e campagne di sensibilizzazione, che rendano sempre più consapevoli i consumatori sulle proprietà salutistiche dell’olio extravergine e sull’importanza di pagare un giusto prezzo per un bene così prezioso qual è l’olio italiano”. “Abbiamo proposto al governo di fare un piano nazionale sull’olivicoltura perché riteniamo che in Toscana rappresenti una delle coltivazioni più identitarie del nostro territorio – dice la vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi – Non a caso abbiamo spinto quando si è trattato di decidere il piano strategico nazionale perché ci fosse una misura specifica sugli olivi a carattere paesaggistico. Poi bisogna fare un salto culturale importante per quanto riguarda l’olio: è un prodotto che fa bene oltre ad essere buono ma spesso non viene considerato quanto il vino”.

Da R. Toscana 8,5 mln in più per imprese giovani agricoltori

Da R. Toscana 8,5 mln in più per imprese giovani agricoltoriRoma, 4 apr. (askanews) – Oltre 8,5 milioni di euro in più dalla Regione Toscana per l’avviamento alle imprese agricole di giovani agricoltori: è questo l’effetto principale della modifica al piano finanziario del Programma di sviluppo rurale 2014-2022 approvata dalla Commissione europea. La modifica prevede complessivamente un incremento di circa 18 milioni di euro di risorse: non si tratta di nuovi fondi, ma di economie derivanti da bandi già chiusi.


Oltre alla misura per i giovani agricoltori, la modifica riguarda anche il bando per indennità in zone agricole (+6,7 milioni di euro) e la sottomisura “Benessere animale” (+2,5). “Il nostro impegno – commenta il presidente della Regione Eugenio Giani – è volto a utilizzare al massimo tutte le risorse disponibili dei fondi europei. In questo caso la modifica approvata dalla Commissione europea ci consente di alimentare in maniera significativa alcune misure, tra cui quella rivolta ai giovani agricoltori”. “Abbiamo chiesto questa modifica alla Commissione europea – spiega la vicepresidente della Regione e assessora all’agricoltura Stefania Saccardi – per utilizzare al massimo tutte le risorse disponibili nel Psr e accelerare nel contempo la capacità di spesa. Con la modifica che è stata approvata al piano finanziario del programma potremo dare nuove, significative risposte, per esempio, ai giovani agricoltori, finanziando lo scorrimento del bando che li riguarda. La Toscana ha bisogno di investire nel ricambio generazionale, e questa misura è per loro particolarmente importante, perché li aiuta economicamente ad avviare nuove imprese agricole”. Vediamo in dettaglio le misure oggetto di modifica nella nuova versione del Psr.


Si parte con la sottomisura 6.1, aiuti all’avviamento alle imprese per giovani agricoltori: grazie a questo ulteriore stanziamento di 8,5 milioni si renderà possibile lo scorrimento completo della graduatoria provvisoria del bando nella sua annualità 2024. E ancora la misura 13: con i quasi 7 milioni di aggiuntivi sarà possibile incrementare il bando annualità 2025 per indennità in zone montane e svantaggiate dedicato a mantenere l’attività agricola in zone svantaggiate e, dunque, a presidiare il territorio nella Toscana diffusa. Infine la sottomisura 14.1 “Benessere animale”: 2,5 milioni per incrementare attraverso il bando 2025 le performance degli allevamenti zootecnici, con lo scopo sia di innalzare il benessere animale sia di migliorare la sostenibilità ambientale.

Confagri Toscana: 37% vino toscano venduto in Usa, ora negoziare

Confagri Toscana: 37% vino toscano venduto in Usa, ora negoziareRoma, 3 apr. (askanews) – Il 37% del vino toscano venduto negli Stati Uniti, e i dazi imposto dal presidente americando avranno un impatto rilevante sull’export vitivinicolo regionale, soprattutto per i vini di fascia media. E’ l’appello lanciato da Francesco Colpizzi, presidente della federazione vitivinicola regionale toscana, in seguito all’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dell’introduzione di dazi del 20% sui prodotti provenienti dall’Unione Europea.


“Il vino toscano ha una forte vocazione all’export e continuerà a essere un punto di riferimento sui mercati internazionali, nonostante le nuove barriere tariffarie imposte dagli Stati Uniti – spiega Colpizzi – Tuttavia, l’introduzione dei dazi americani avrà un impatto significativo su un settore strategico per l’economia e per l’occupazione regionale: infatti attualmente, circa il 37% delle vendite totali di vino toscano avviene nel mercato americano, per un valore complessivo di circa 400 milioni di euro”. “Non vogliamo creare allarmismi, ma è innegabile che questi dazi penalizzeranno le nostre esportazioni – continua Colpizzi – I grandi vini toscani di fascia alta subiranno un impatto più contenuto, poiché rientrano nel segmento del lusso e i loro acquirenti sono meno sensibili alle variazioni di prezzo. Maggiori difficoltà, invece, si prevedono per i vini di fascia media, che hanno comunque un eccellente qualità ma un prezzo competitivo”.


“Con questi dazi l’Italia non perde competitività rispetto agli altri paesi produttori di vino europei – continua Colpizzi – perché i dazi sono stati attribuiti a tutti i paesi europei in modo uguale, ma piuttosto rischia di perdere competitività con paesi come Argentina e Cile, che hanno dazi minori e costi della produzione molto inferiori ai nostri. Non credo invece che possa esserci uno spostamento di consumi interni al mercato americano verso prodotti lesivi della proprietà intellettuale che richiamano nel nome prodotti italiani ma non sono italiani, i cosiddetti Italian Sounding”. Confagri Toscana chiede anche che il governo sostenga le imprese vitivinicole “con strumenti di finanza agevolata per l’internazionalizzazione, per rafforzare la presenza sui mercati internazionali, esplorando, nuove opportunità di crescita e consolidamento, anche attraverso gli enti di emanazione del Ministero degli Esteri”.

Fedagripesca Toscana: dazi Usa rischio colpo letale a mondo vino

Fedagripesca Toscana: dazi Usa rischio colpo letale a mondo vinoRoma, 3 apr. (askanews) – “L’imposizione di dazi sui prodotti agroalimentari europei, in particolare sul vino, da parte dell’amministrazione Usa rappresenta un grave danno per l’economia toscana. La nostra regione ha sempre avuto un forte legame commerciale con gli Stati Uniti: colpire il settore vitivinicolo significa mettere in difficoltà non solo le imprese, ma anche l’intera filiera produttiva e distributiva che in Toscana dà lavoro a decine di migliaia di persone”. Così Ritano Baragli, vicepresidente di Fedagripesca Toscana, commenta le decisioni del presidente Usa Donald Trump riguardo ai dazi sui prodotti agroalimentari europei.


“Il protezionismo – dice Baragli – non giova a nessuno e rischia di compromettere relazioni economiche consolidate, con ripercussioni negative su entrambe le sponde dell’Atlantico. Confidiamo in un’azione diplomatica efficace da parte dell’Italia e dell’Europa che tuteli le nostre imprese e i lavoratori del settore vitivinicolo, preservando un comparto che rappresenta non solo un pilastro dell’economia toscana, ma anche un simbolo della nostra tradizione e cultura”. “Siamo di fronte a una sfida che non possiamo sottovalutare. Le nostre cooperative hanno già dimostrato grande resilienza di fronte al peso del conflitto tra Russia e Ucraina e delle tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi energetici, il calo delle vendite e le conseguenze dei cambiamenti climatici – conclude Baragli – Questi dazi possono essere un colpo letale ad anni di lavoro e investimenti. Il mercato americano è fondamentale per il nostro vino, e perdere competitività significherebbe lasciare spazio a prodotti concorrenti o peggio a imitazioni che sfruttano l’immagine del Made in Italy senza garantirne la qualità – conclude – È il momento di agire con decisione per difendere le nostre imprese e il lavoro di migliaia di persone. È un appello che rivolgiamo al governo italiano e in particolare all’Unione Europea”.