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Autorità protezione dati Sudcorea: prudenza nell’uso di DeepSeek

Autorità protezione dati Sudcorea: prudenza nell’uso di DeepSeekRoma, 7 feb. (askanews) – L’autorità per la protezione dei dati della Corea del Sud ha consigliato oggi cautela nell’utilizzo del servizio della startup cinese di intelligenza artificiale (IA) DeepSeek, citando preoccupazioni di sicurezza. Lo riferisce l’agenzia di stampa Yonhap.


La Personal Information Protection Commission (PIPC) ha emesso l’avviso dopo che diversi ministeri del governo sudcoreano hanno bloccato l’accesso al servizio di IA questa settimana, a causa di timori relativi alle pratiche di gestione dei dati della startup. “Considerando le continue preoccupazioni per la sicurezza poste dall’utilizzo del servizio di DeepSeek, consigliamo di usarlo con cautela”, ha dichiarato la PIPC in una conferenza stampa.


L’avviso è giunto dopo che, alla fine dello scorso mese, la PIPC ha inviato una richiesta di informazioni dettagliate alla startup cinese riguardo alla sua politica di raccolta dei dati personali. La PIPC ha spiegato di aver inoltrato la richiesta attraverso più canali, aggiungendo che sta collaborando con altri organismi per la protezione dei dati a livello mondiale, incluso l’Information Commissioner’s Office britannico, sulla questione.


Ha inoltre dichiarato di voler chiedere la cooperazione del lato cinese sulla questione attraverso canali diplomatici ufficiali.

Trump e Ishiba annunceranno sviluppo congiunto IA Usa-Giappone

Trump e Ishiba annunceranno sviluppo congiunto IA Usa-GiapponeRoma, 6 feb. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump e il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba annunceranno nel loro vertice di domani un accordo per lo sviluppo congiunto dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori. Lo afferma il Nikkei.


La cooperazione in questi settori mira a rafforzare le catene di approvvigionamento dei due paesi, anche alla luce delle crescenti capacità tecnologiche della Cina. Il gruppo giapponese SoftBank di Masayoshi Son è uno dei protagonisti del progetto Stargate con OpenAI. Ishiba cercherà di valorizzare la posizione del Giappone come il maggior investitore diretto negli Stati uniti e come creatore di posti di lavoro americani.


I governi giapponese e statunitense avevano deciso lo scorso anno di avviare un nuovo programma di ricerca congiunta sull’intelligenza artificiale, finanziato da aziende tecnologiche come Amazon e Nvidia. Il produttore giapponese di chip Rapidus e IBM stanno fornendo supporto tecnico correlato ai chip. Una dichiarazione congiunta rilasciata dopo il vertice inviterà alla creazione di un’”età dell’oro” delle relazioni nippo-americane e sottolineerà l’importanza di quadri multilaterali come il gruppo di sicurezza Quad — composto da Giappone, Stati Uniti, Australia e India — e le relazioni Giappone-Corea del Sud-Stati Uniti per realizzare un Indo-Pacifico libero e aperto.

Cina: presidente di Taiwan è un “distruttore della pace”

Cina: presidente di Taiwan è un “distruttore della pace”Roma, 6 feb. (askanews) – La Cina ha nuovamente bollato il presidente taiwanese William Lai Ching-te come un “distruttore della pace” nello Stretto di Taiwan, dopo che questi ha ribadito la sua posizione secondo cui l’isola e la Cina continentale non sono “sovrane l’una dell’altra”. Lo riferisce il South China Morning Post.


“Lai sta intenzionalmente distruggendo la pace, limitando gli scambi attraverso lo Stretto e tramando per fare affidamento su sostegni esteri o sulla forza per raggiungere l’indipendenza”, ha affermato la portavoce dell’Ufficio per gli Affari di Taiwan della Cina, Zhu Fenglian. “L’ultima dichiarazione ha ancora una volta svelato la sua vera natura: quella di un distruttore della pace attraverso lo Stretto e di un creatore di crisi nello Stretto di Taiwan”. Il riferimento è ai commenti di Lai pronunciati lunedì durante un evento del Capodanno lunare organizzato dalla Straits Exchange Foundation (SEF), un ente semi-ufficiale finalizzato a facilitare i rapporti tra i due lati dello Stretto. Durante l’evento, Lai, utilizzando il nome ufficiale di Taiwan, ha dichiarato: “La sovranità è essenziale per l’esistenza di un paese, senza Taiwan non esiste la Repubblica di Cina”. Lai ha inoltre affermato che intende mantenere i quattro principi introdotti dalla precedente presidente Tsai Ing-wen, tra cui quello di “mantenere il fatto che la Repubblica di Cina e la Repubblica Popolare Cinese non sono sovrane l’una dell’altra”.


Non è la prima volta che Lai fa dichiarazioni del genere: durante il suo discorso di insediamento, a maggio 2024, aveva provocato l’ira di Pechino asserendo che i due lati “non sono subordinati l’uno all’altro”. I principi proposti da Tsai includono anche il rispetto per il “sistema costituzionale democratico e libero”, la protezione “della sovranità di Taiwan da violazioni e annessioni” e il permettere al popolo di Taiwan di determinare il proprio futuro, come ha sottolineato Lai.


“Anche se i due lati dello Stretto di Taiwan non sono ancora completamente unificati, il fatto che sia la Cina continentale che Taiwan facciano parte di una sola Cina e che Taiwan sia una parte inseparabile della Cina non è mai cambiato e non potrà essere cambiato”, ha affermato Zhu. Pechino considera Taiwan come parte della Cina, da riunificare anche con la forza se necessario.

Ishiba partito per gli Usa, verso delicato vertice con Trump

Ishiba partito per gli Usa, verso delicato vertice con TrumpRoma, 6 feb. (askanews) – Il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba è partito oggi dall’aeroporto internazionale di Haneda, Tokyo, per il viaggio che lo porterà a fare il suo primo incontro con il nuovo presidente statunitense Donald Trump, un incontro atteso nel quale il capo del governo nipponico intende confermare la storia alleanza Usa-Giappone di fronte agli sviluppi nell’Indo-Pacifico.


“In occasione del nostro primo incontro, desidero impegnarmi per stabilire una relazione di fiducia reciproca. Inoltre, voglio confermare che, collaborando sulle questioni economiche e di sicurezza, Giappone e Stati uniti uniranno le forze per promuovere lo sviluppo e la pace non solo nella regione dell’Indo-Pacifico, ma in tutto il mondo”, ha detto il primo ministro giapponese prima della partenza, parlando con i giornalisti. Ishiba visiterà Washington per tre giorni a partire da oggi e affronterà il primo vertice con Trump alla Casa Bianca nella tarda serata di domani (orario italiano). Sarà il secondo leader straniero che incontrerà Trump dopo il suo insediamento, dopo il primo ministro israeliano Benjamin Nentanyahu.


“Il fatto che il vertice tra Giappone e Stati uniti si tenga così presto, subito dopo l’insediamento dell’amministrazione Trump, è una dimostrazione della grande importanza che gli Stati uniti attribuiscono al Giappone”, ha tenuto a sottolineare oggi il capo di gabinetto Yoshimasa Hayashi, principale portavoce del governo. “Attraverso uno scambio franco di opinioni, intendiamo non solo costruire un rapporto personale, ma anche condividere la nostra visione su questioni di sicurezza, economia e altri temi, al fine di elevare ulteriormente l’alleanza giapponese-americana”, ha continuato. In realtà, Ishiba avrebbe voluto incontrare Trump già prima dell’insediamento, come aveva fatto il defunto ex primo ministro Shinzo Abe con lo stesso Trump in occasione del primo mandato del presidente americano. Tuttavia, il team di transizione di Trump ha bloccato l’iniziativa, giudicandola inopportuna, salvo poi far incontrare il presidente eletto con altri leader stranieri, tra i quali la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni.


Quasi uno sgarbo per Ishiba, preoccupato sia per il rischio che Trump faccia col Giappone quello che si prospetta per altri alleati, cioè aumenti i dazi e chieda un maggiore contributo in termini di spesa militare, sia per l”intenzione manifestata da Trump di riaprire una diretta trattativa con il leader nordcoreano Kim Jong Un. Hayashi ha detto che la Corea del Nord sarà una delle questioni sul piatto e Tokyo vuole “mantenere un dialogo costante con l’amministrazione Trump” sulla questione, richiamando anche la questione dei cittadini giapponesi rapiti da spie nordcoreane negli anni ’70-’80, la cui sorte non è stata ancora chiarita.


Per quanto riguarda la Cina, Ishiba e Trump potrebbero ribadire la collaborazione per garantire la pace nello stretto di Taiwan rispetto alle rivendicazioni della Cina, che considera l’isola parte integrante del proprio territorio sovrano. Durante il vertice, Ishiba intende concordare un ulteriore rafforzamento della capacità di deterrenza e di risposta dell’alleanza giapponese-americana nel settore della sicurezza. Il Giappone è il principale alleato degli Stati uniti in Asia, con circa 54.000 militari statunitensi di stanza nel paese. Sul fronte economico, Ishiba sembra orientato a proporre un aumento delle importazioni di gas naturale dagli Stati uniti, in linea con il piano di Trump di incrementare la produzione e alla luce del fatto che Tokyo ha tagliato le importazioni di GNL dalla Russia. Il primo ministro, inoltre, può farsi forza del fatto che un importante player giapponese come SoftBank è uno dei protagonisti – con OpenIA e Oracle – del progetto Stargate da 500 miliardi di dollari per l’Intelligenza artificiale. Non a caso, Ishiba ha avuto un lungo incontro preparatorio al vertice con il fondatore di SoftBank, Masayoshi Son. Più delicata, invece, per Ishiba la questione che riguarda l’acciaio, con Trump che ha messo un muro di fronte alla possibilità che la nipponica Nippon Steel possa acquistare la storia acciaieria americana US Steel. Si tratta di un’operazione da quasi 15 miliardi di dollari, che rischia di fallire per il veto del presidente americano.

Cina nomina controverso Lu Shaye rappresentante per l’Ue

Cina nomina controverso Lu Shaye rappresentante per l’UeRoma, 6 feb. (askanews) – La Cina ha confermato oggi la nomina del controverso ambasciatore Lu Shaye come rappresentante speciale per gli affari europei. Si tratta di una nomina che pone nei dubbi nelle cancellerie europee, alla luce delle precedenti prese di posizione del diplomatico, che è stato ambasciatore in Francia per la Repubblica popolare cinese.


“Il governo cinese ha nominato l’ambasciatore Lu Shaye, in sostituzione dell’ambasciatore Wu Hongbo, quale rappresentante speciale per gli affari europei”, ha risposto oggi il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Guo Jiakun nella quotidiana conferenza stampa. “Il rappresentante speciale Lu Shaye assisterà nel coordinamento e nella gestione delle questioni relative all’Europa e, secondo necessità, intraprenderà consultazioni e scambi con i Paesi europei e con le istituzioni dell’Ue”, ha continuato Guo. Il portavoce cinese ha descritto Lu come un diplomatico “di grande esperienza, ben informato sulla situazione europea”, che promuoverà “il dialogo e la cooperazione” e contribuirà “in modo adeguato allo sviluppo stabile e sano delle relazioni tra Cina ed Europa”.


Lu ha 60 anni ed è stato ambasciatore della Cina a Parigi fino alla conclusione del 2024. Ha irritato parecchio le cancellerie europee con una serie di dichiarazioni piuttosto urticanti nei cinque anni di mandato in Francia. Per esempio, nel 2023 ha affermato che gli stati ex sovietici non hanno uno “status effettivo” in punta di diritto internazionale. Nel 2022, Lu aveva suggerito durante un’intervista televisiva che il popolo taiwanese subirà una “rieducazione” dopo che la Cina riprenderà il controllo dell’isola.


La nomina appare in controtendenza rispetto all’inizio di un nuovo clima tra Bruxelles Pechino, in un momento particolare nelle relazioni internazionali, dopo che l’avvento della seconda presidenza di Donald Trump negli Stati uniti ha già innescato una guerra dei dazi con Pechino e minaccia di far partire un conflitto commerciale anche tra Ue e Usa. Due giorni fa la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, da sempre un falco rispetto alle relazioni con la Cina, ha detto che, ferma restando la politica di “de-risking” nei confronti di Pechino, vede margini per “aprire una nuova pagina” nei rapporti, trovando degli accordi.


Ieri il portavoce cinese Lin Jian ha affermato che, nell’attuale contesto di “rapidi mutamenti, in cui la situazione internazionale s’intreccia in maniera caotica e complessa, il mondo è esposto a rischi di polarizzazione, frammentazione e disordine”, i rapporti tra Cina ed Europa “assumono una rilevanza strategica e un impatto globale ancora maggiori”.

Cina: blocco a DeepSeek? Difenderemo con forza nostre aziende

Cina: blocco a DeepSeek? Difenderemo con forza nostre aziendeRoma, 6 feb. (askanews) – La Cina “difenderà fermamente i diritti legittimi delle imprese cinesi”. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun, durante la quotidiana conferenza stampa a Pechino, rispondendo a una domanda rispetto alle notizie secondo cui Stati uniti, Giappone, Italia, Australia, India e altri paesi hanno vietato o limitato l’uso della modello di linguaggio di ampie dimensioni cinese basato sull’Intelligenza artificiale DeepSeek.


“Vorrei sottolineare che il governo cinese attribuisce grande importanza alla protezione della privacy e della sicurezza dei dati in conformità alla legge”, ha detto Guo. “Non ha mai richiesto né richiederà a imprese o privati di raccogliere o conservare dati in maniera illecita”, ha proseguito il portavoce. “La Cina – ha affermato – si oppone costantemente all’estensione del concetto di sicurezza nazionale e alla politicizzazione delle questioni economiche, commerciali e tecnologiche. Allo stesso tempo, la Cina s’impegnerà a difendere fermamente i diritti legittimi delle imprese cinesi”.

Cina, premier: trasformiamo la pressione (esterna) in motivazione

Cina, premier: trasformiamo la pressione (esterna) in motivazioneRoma, 6 feb. (askanews) – La Cina deve “rafforzare la fiducia” e “trasformare la pressione in motivazione”. Questa la ricetta fornita dal primo ministro Li Qiang di fronte alle sfide del rallentamento economico e della pressione commerciale esercitata dalla nuova amministrazione Usa guidata dal presidente Donald Trump.


In occasione del primo giorno lavorativo del nuovo Anno del Serpente, dopo le vacanze del capodanno lunare, si è riunito il Consiglio di Stato, cioè l’esecutivo, in sessione plenaria sotto la presidenza del premier, che ha tenuto un discorso. “Dobbiamo rafforzare la fiducia, lavorare insieme e considerare i cambiamenti esterni in modo obiettivo”, ha dichiarato Li. “Sono necessarie misure coordinate per affrontare i problemi economici interni e rispondere alle sfide esterne”, ha continuato, esortando a “trasformare la pressione in motivazione”.


Le affermazioni di Li vengono in momento di forte tensione commerciale tra Pechino e Washington, dopo che Trump ha imposto dazi aggiuntivi del 10% su tutti i beni cinesi. Il governo della Repubblica popolare ha risposto con l’imposizione a partire dal 10 febbraio di dazi del 15% sul carbone e sul gas naturale liquefatto provenienti dagli Stati uniti e ulteriori dazi del 10% sul petrolio greggio, sui macchinari agricoli, sui veicoli a grande cilindrata e sui pickup. Il primo ministro ha presentato all’esecutivo la bozza del rapporto annuale, che sarà presentato all’Assemblea del Popolo il mese prossimo. In questa relazione, il capo del governo segnalerà anche il raggiungimento del target di crescita del prodotto interno lordo cinese al 5%. Gli osservatori si attendono che il questo obiettivo resti invariato anche per il prossimo anno.


Li ha promesso, per il nuovo anno, misure incisive per rafforzare il mercato interno e uno sforzo per potenziare le innovazioni tecnologiche.

Cina: guerra dei dazi di Trump danneggia commercio mondiale

Cina: guerra dei dazi di Trump danneggia commercio mondialeRoma, 6 feb. (askanews) – La guerra dei dazi avviata dalla nuova amministrazione Usa di Donald Trump accresce le tensioni nel mercato mondiale, violando le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio, e crea gravi problemi alla stabilità delle catene di produzione e fornitura globali. Lo ha affermato oggi la portavoce del ministero del Commercio cinese He Yongqian.


I dazi americani, ha detto He, causano “gravi danni al sistema commerciale multilaterale basato su regole” e compromettono “la stabilità delle catene di produzione e fornitura globali”, oltre ad “aumentare le tensioni nel commercio mondiale”. He ha continuato affermando che la Cina è pronta a cooperare con altri stati per difendere i principi del libero scambio, del multilateralismo e dello sviluppo ordinato e stabile del commercio internazionale, oltre a contrastare l’unilaterismo e il protezionismo nel commercio.


“La Cina non inizierà controversie commerciali ed è pronta a risolvere le questioni attraverso il dialogo e le consultazioni”, ha continuato la portavoce. “Tuttavia, la Cina – ha proseguito – adotterà sicuramente le misure necessarie contro le pressioni unilaterali per proteggere i propri interessi legali”. Il 2 febbraio, il presidente Usa ha firmato ordini esecutivi per imporre dazi sui beni importati da Canada, Messico e Cina a partire dal 4 febbraio. Le tariffe sui beni provenienti da Canada e Messico dovevano ammontare al 25%. Lunedì, Trump ha annunciato una deroga di un mese sulle tariffe i due paesi più vicino, dopo aver tenuto colloqui con i loro leader, durante questi i quali si sono impegnati a rafforzare la sicurezza delle frontiere. Nel frattempo, sono state imposte tariffe del 10% sui beni provenienti dalla Cina, in aggiunta a quelle già in vigore sull’importazione di beni cinesi. Inoltre, da ieri è stata fermata la consegna dei pacchi postali provenienti dalla Cina.


In risposta, martedì la Cina ha imposto tariffe del 15% sul carbone e sul gas naturale liquefatto provenienti dagli Stati uniti e ulteriori tariffe del 10% sul petrolio greggio, sui macchinari agricoli, sui veicoli a grande cilindrata e sui pickup importati dagli Usa.

Dal 10 al 18 febbraio manovre navali Giappone-Usa-Francia

Dal 10 al 18 febbraio manovre navali Giappone-Usa-FranciaRoma, 6 feb. (askanews) – Le Forza di autodifesa marittime giapponesi (JMSDF) hanno annunciato oggi un’esercitazione militare congiunta con le marine degli Stati uniti e della Francia dal 10 al 18 febbraio.


“Le JMSDF terranno un’esercitazione multilaterale con la Marina degli Stati uniti e la Marina francese al fine di rafforzare la cooperazione per realizzare un ‘Indo-Pacifico Libero e Aperto’”, si legge nella dichiarazione. L’esercitazione si svolgerà nella parte orientale del Mare delle Filippine e nello spazio aereo delle Filippine, ha precisato la JMSDF.


Si tratta di un’area in cui ci sono tensioni con la crescente assertività della politica marittima cinese. Il Giappone sarà rappresentato dal portaelicotteri Kaga, dal cacciatorpediniere Akizuki e dall’aereo da pattugliamento P-3P, mentre gli Stati uniti invieranno le portaerei Carl Vinson e Princeton e l’aereo da pattugliamento marittimo P-8A Poseidon.


La Francia sarà rappresentata dalla sua unica portaerei operativa, la Charles de Gaulle, e da diverse fregate, ha aggiunto la JMSDF.

India, Kumbh Mela: Modi si immerge nel fiume sacro Gange

India, Kumbh Mela: Modi si immerge nel fiume sacro GangeRoma, 5 feb. (askanews) – Come preannunciato, il primo ministro indiano Narendra Modi si è presentato oggi a Prayagraj, nel nord del paese, e si è immerso nel Gange per il bagno rituale nell’ambito del grande pellegrinaggio Kumbh Mela. Lo ha riferito lo stesso Modi su X.


Il Kumbh Mela è considerato il più grande raduno religioso del mondo. Si tiene ogni dodici anni e duradi sei settimane. Sono milioni i fedeli, provenienti da ogni parte dell’India e dall’estero, che si recano per immergersi nel fiume sacro. Sotto lo sguardo di una folla immensa radunata, lungo le rive, Modi è entrato nell’acqua fino all’altezza delle cosce, tenendo in mano un rosario, per poi immergere ripetutamente la testa nel Gange.


Il bagno rituale, per gli indù, rappresenta un lavacro di tutti i peccati e un modo per rompere la catena delle reincarnazioni. Al termine del bagno, Modi si è dichiarato “benedetto” per aver partecipato, affermando che si è trattato di “un momento di connessione divina”.


Gli organizzatori sostengono che questa edizione del Kumbh Mela ha raggiunto ha attirato qualcosa come 400 milioni di visitatori. Secondo le autorità, più di 380 milioni di persone si sono già immerse nei fiumi dall’inizio del raduno, che ha avuto inizio il 13 gennaio e dovrebbe concludersi il 26 febbraio prossimo. Durante queste settimane, tuttavia, c’è stato anche un grave incidente. Almeno 30 persone sono state uccise e diverse alte ferite per un parapiglia nella folla alla fine di gennaio.


Inoltre, ci sono state polemiche per la strumentalizzazione politica che, a dire dell’opposizione, il partito indù di Modi, Bharatiya Janata Party (BJP), ha fatto del pellegrinaggio. Diversi alti esponenti del partito, compreso il capo del governo dell’Uttar Pradesh Yogi Adityanath, che molti considerano il più probabile successore di Modi come primo ministro, sono stati accusati di aver usato l’evento religioso a scopo di propaganda.