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Giappone, nel 2024 boom di lavoratori stranieri

Giappone, nel 2024 boom di lavoratori stranieriRoma, 31 gen. (askanews) – Il Giappone ha registrato il più grande aumento annuo di lavoratori stranieri mai registrato da quando esistono i dati ufficiali. Lo riferiscono le statistiche governative diffuse oggi.


Ad ottobre 2024, la forza lavoro straniera nel paese ammontava a 2,3 milioni di persone, con un incremento di circa 254.000 lavoratori rispetto all’anno precedente, secondo i dati del Ministero del Lavoro. Il numero totale di lavoratori stranieri è triplicato rispetto a dieci anni fa. Si tratta del più grande aumento annuo registrato dall’inizio delle rilevazioni nel 2008 ed è l’ultimo di una serie di incrementi record che si susseguono di anno in anno, mentre il paese si trova di fronte a una crisi demografica, con una popolazione che invecchia sempre di più.


I dati mostrano che i lavoratori vietnamiti, cinesi e filippini costituiscono le tre nazionalità più rappresentate tra i lavoratori stranieri. I settori d’impiego sono principalmente quello manifatturiero, l’accoglienza e il commercio.

Imperatore e Imperatrice Giappone a luglio andranno in Mongolia

Imperatore e Imperatrice Giappone a luglio andranno in MongoliaRoma, 31 gen. (askanews) – L’imperatore giapponese Naruhito e l’imperatrice Masako intendono recarsi in visita ufficiale di una settimana in Mongolia all’inizio di luglio. Lo riferisce l’agenzia di stampa Kyodo, citando fonti governative.


Il viaggio rappresenterà la terza visita ufficiale all’estero della coppia imperiale per promuovere le relazioni internazionali, dopo le visite in Indonesia nel 2023 e in Gran Bretagna lo scorso anno. L’imperatore aveva già visitato la Mongolia nel 2007, quando era ancora principe ereditario, in occasione del 35mo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due paesi. Durante quel viaggio, aveva partecipato al “Naadam” il più grande festival del paese, e aveva deposto fiori presso un monumento vicino a Ulaanbaatar in onore dei giapponesi morti durante l’internamento dopo la Seconda guerra mondiale. Dopo il conflitto, l’esercito sovietico trasferì circa 14.000 prigionieri giapponesi in Mongolia, e più di 1.700 di loro persero la vita.

Balletto nazionale Cina a Washington, parlamentari Usa protestano

Balletto nazionale Cina a Washington, parlamentari Usa protestanoRoma, 31 gen. (askanews) – La polemica tra Stati uniti e Cina ora investe anche il balletto. Due parlamentari repubblicani statunitensi – Chris Smith e John Moolenar, che è presidente di una commissione speciale della Camera dei Rappresentanti sulla Cina – hanno espresso sconcerto per la decisione del John F. Kennedy Centre for the Performing Arts di ospitare il Balletto nazionale della Cina, accusando la compagnia di danza di essere uno strumento della “macchina politica” cinese. Lo riferisce oggi il South China Morning Post.


I rappresentanti Chris Smith, repubblicano del New Jersey, e John Moolenaar, repubblicano del Michigan e presidente della commissione speciale della Camera sulla Cina, hanno inviato questa settimana una lettera ai presidenti del Kennedy Centre, David Rubenstein e Deborah Rutter in merito alle esibizioni del Balletto nazionale della Cina, che sono iniziate il 29 gennaio e continueranno fino al 2 febbraio a Washington nell’ambito delle celebrazioni per il Capodanno lunare cinese. Nella lettera, datata 24 gennaio, i due legislatori hanno accusato il Balletto nazionale della Cina di essere “controllato dal Partito comunista cinese” e hanno affermato che l’arte in Cina è “uno strumento politico” utilizzato per diffondere propaganda all’estero. “Mentre presenta una facciata amichevole al pubblico americano attraverso il balletto, questo regime sta attivamente perseguitando scrittori, artisti e altri talenti creativi che dissentono dalla linea del partito”, hanno scritto i parlamentari.


La lettera afferma inoltre che tre dei cinque leader della compagnia di danza cinese sono membri del Pcc e che la direttrice, Feng Ying, ha ricoperto posizioni ufficiali, tra cui un ruolo nel Congresso nazionale del Popolo, i cui membri sono “scelti direttamente dal partito”. “Il Balletto nazionale della Cina ha al suo interno un Ufficio del comitato del Partito, responsabile di garantire la conformità alle direttive. Pertanto, il Balletto nazionale della Cina è chiaramente parte della macchina politica del Pcc”, si legge nella lettera.


I parlamentari hanno sottolineato che il Congresso ha stanziato 44 milioni di dollari nel bilancio 2024 per mantenere il Kennedy Centre come istituzione pubblica, aggiungendo: “Vi è la responsabilità di rendere conto ai contribuenti statunitensi di ciò che accade nel loro edificio”. L’ambasciata cinese a Washington ha descritto le accuse come “totalmente infondate e ridicole” e ha affermato che lo spettacolo rappresenta “un brillante esempio di dialogo culturale, che promuove la comprensione reciproca tra i nostri popoli”.


Liu Pengyu, portavoce dell’ambasciata, ha dichiarato: “Sarebbe deplorevole se gli scambi culturali e tra i popoli venissero politicizzati e demonizzati. Esortiamo i politici coinvolti a interrompere immediatamente queste diffamazioni spinte dalla loro agenda politica”. Il Balletto nazionale della Cina ha debuttato mercoledì al Kennedy Centre con un adattamento cinese del celebre balletto “Lo Schiaccianoci”, alla presenza dell’ambasciatore cinese negli Stati Uniti, Xie Feng. “Credo – ha detto il diplomatico – che questa festa dell’arte, che fonde culture cinesi e occidentali, mostrerà un fascino unico e dimostrerà ancora una volta che la ricerca della bellezza, l’amore per l’arte e il desiderio di una vita migliore uniscono i popoli cinese e americano”.

Incontro tra Ishiba e Trump potrebbe essere il 7 febbraio

Incontro tra Ishiba e Trump potrebbe essere il 7 febbraioRoma, 30 gen. (askanews) – Il primo incontro tra il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba e il nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump è in fase di pianificazione per il 7 febbraio a Washington. Lo scrive oggi il giornale Asahi shimbun, citando fonti attendibili.


I governi giapponese e statunitense stanno ultimando il programma del vertice. Si prevede che Ishiba e Trump discuteranno il rafforzamento della cooperazione in materia di sicurezza nazionale ed economia. Diverse fonti legate ai governi giapponese e statunitense hanno dichiarato il 29 gennaio che Ishiba intende trasmettere al presidente Trump la volontà del Giappone di condividere le proprie responsabilità come alleato e di svolgere il proprio ruolo corrispondente per rafforzare un Indo-Pacifico libero e aperto. Questo impegno per una maggiore vicinanza si verifica mentre la Cina intensifica le sue attività provocatorie nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar Cinese Orientale.


Ishiba mira a costruire una relazione personale e fiducia con il nuovo presidente e a concordare ulteriori approfondimenti dell’alleanza tra Giappone e Stati uniti, hanno detto le fonti. Trump, che sostiene una politica di “America First”, potrebbe chiedere tariffe più elevate sulle importazioni giapponesi e un ulteriore aumento delle spese militari durante l’incontro. Pertanto, Ishiba intende enfatizzare la creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti da parte delle aziende giapponesi e l’aumento delle spese militari del suo paese al 2% del prodotto interno lordo. Tenendo conto dell’annuncio di Trump di aumentare la produzione di combustibili fossili, alcuni legislatori all’interno del governo hanno avanzato l’idea di espandere le importazioni di gas naturale di scisto dagli Stati Uniti.


“Vorrei condividere la mia comprensione con il presidente degli Stati Uniti su vari argomenti, inclusi la sicurezza nazionale e l’economia, per confermare ulteriori collaborazioni e portare l’alleanza tra Giappone e Stati Uniti ad un livello superiore” ha detto Ishiba rispondendo a domande alla sessione plenaria della Dieta. Inoltre, Ishiba sta raccogliendo informazioni e all’inizio del mese ha incontrato a lungo il magnate Masayoshi Son, fondatore del gruppo SoftBank, che ha dimostrato di avere buoni rapporti con Trump, anche al grazie al fatto che il gruppo di Son si è messo a disposizione di Trump per l’investimento da 500 miliardi di dollari per le infrastrutture dell’intelligenza artificiale, assieme a OpenAI e Oracle. Si tratta del futuribile progetto Stargate (criticato da Elon Musk, il patron di Tesla alleato di Trump).


In questo senso, è certo che anche il tema dell’IA e dei semiconduttori sarà portato da Ishiba sul tavolo con Trump, alla ricerca di una collaborazione più profonda tra Giappone e Stati uniti, anche alla luce della sfida che arriva su questo fronte dalla Cina, che con DeepSeek e ora anche con il nuovo Qwen (di Alibaba) dice di essersi allineata e anzi di aver superato gli Usa. Intanto, però, Ishiba non trascura di bussare all’altra porta, quella della Cina. Ieri il primo ministro giapponese ha dichiarato, nella sessione plenaria della Camera dei Consiglieri del Parlamento giapponese, che intende rafforzare la comunicazione con la Cina, mirando a costruire “una relazione bilaterale costruttiva e stabile”. Questo in vista di un possibile incontro con il presidente cinese Xi Jinping.

Giappone ferma fondi a organismo Onu per diritti delle donne

Giappone ferma fondi a organismo Onu per diritti delle donneRoma, 30 gen. (askanews) – Il Giappone ha annunciato che congelerà i finanziamenti volontari al comitato delle Nazioni unite per i diritti delle donne, dopo che questa ha chiesto la fine della regola di successione imperiale riservata ai soli uomini. Lo riferiscono i media nipponici.


La decisione di Tokyo è una risposta a un rapporto pubblicato a ottobre dal Comitato per l’eliminazione della discriminazione contro le donne (CEDAW), che ha esortato il Giappone a rivedere la regola di successione maschile prevista dalla Legge della Casa imperiale in modo da consentire l’ascesa al trono imperiale di una donna. La legge del 1947 ricalca, per quanto riguarda le regole di successione, la precedente norma prebellica, che consentiva solo agli uomini di diventare imperatore. Questa norma era stata adottata a partire dalla Restaurazione Meiji del 1868, mentre in precedenza era possibile anche alle donne diventare imperatrici regnanti. Storicamente il Giappone ha avuto otto imperatrici regnanti, l’ultima delle quali è stata Go-Sakuramachi nella seconda parte del XVIII secolo.


Il Giappone ha informato lunedì il CEDAW che sarà escluso dall’elenco dei destinatari dei contributi volontari annuali del paese, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Toshihiro Kitamura. Il governo ha chiesto all’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni unite per i Diritti umani, che gestisce il CEDAW, di non utilizzare i contributi giapponesi per le sue attività. Il Giappone sospenderà inoltre una visita in Giappone da parte dei membri del comitato prevista entro la fine di marzo, ha aggiunto Kitamura.


Il Capo di Gabinetto, principale portavoce del governo, Yoshimasa Hayashi a ottobre ha definito il rapporto “deplorevole” e “inappropriato”, affermando che il Giappone aveva chiesto la rimozione del riferimento dal rapporto. Kitamura ha ribadito la posizione del Giappone, secondo cui i requisiti per la successione imperiale non rientrano nei diritti fondamentali e che la successione riservata ai soli uomini prevista dalla Legge della Casa imperiale non viola i diritti fondamentali delle donne e non costituisce una forma di discriminazione.


La famiglia imperiale giapponese, in rapida diminuzione, conta attualmente solo 16 membri, di cui quattro uomini. Il più giovane membro maschio della famiglia imperiale, il principe Hisahito, è attualmente l’ultimo erede apparente, sollevando preoccupazioni per il sistema. Tuttavia, il governo conservatore sta cercando un modo per mantenere stabile la successione senza fare affidamento sulle donne, ad esempio consentendo alla famiglia di adottare nuovi membri maschi da ex famiglie nobili, che hanno perso il loro status dopo la Seconda guerra mondiale.

Trump continua a volere “completa denuclearizzazione” Nordcorea

Trump continua a volere “completa denuclearizzazione” NordcoreaRoma, 29 gen. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha affermato che la sua strategia rispetto alla Corea del Nord punterà alla “completa denuclearizzazione” di Pyongyang. L’ha riferito il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Brian Hughes, dopo una serie di dichiarazioni che hanno sollevato il dubbio sul fatto che la Casa bianca potesse essere intenzionata a riconoscere il regime di Kim Jong Un come una potenza nucleare.


“Il presidente Trump continuerà a perseguire la completa denuclearizzazione della Corea del Nord, proprio come ha fatto nel suo primo mandato”, ha dichiarato Hughes in risposta a una domanda dell’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. Hughes ha ricordato che Trump “ha avuto un buon rapporto con Kim Jong Un, e il suo mix di fermezza e diplomazia ha portato al primo impegno a livello di leader per la completa denuclearizzazione”. Il riferimento appare essere all’accordo raggiunto tra Trump e Kim durante il loro primo vertice a Singapore nel 2018, in cui entrambe le parti si erano impegnate a lavorare per la “completa denuclearizzazione” della penisola coreana e a stabilire nuove relazioni bilaterali. Quel ciclo di tre incontri tra Trump e Kim, però, alla fine si concluse in un nulla di fatto. Il nodo fu proprio la questione della rinuncia nordcoreana “immediata, verificabile e irreversibile” all’arma atomica.


Oggi il leader nordcoreano si è recato nell’impianto di produzione delle bombe nucleari nordcoreani e lì ha ribadito che per Pyongyang la difesa nucleare è “irrinunciabile” e ha anzi ordinato un “rafforzamento dello scudo nucleare” della Corea del Nord. Sostanzialmente un messaggio a Trump: qualsiasi trattativa deve partire per Kim dalla considerazione che ormai la Corea del Nord è parte del sistema di sicurezza della Nordcorea. Trump – che ha detto più volte già di aver intenzione di riavviare trattative con Kim, da lui giudicato un “tipo intelligente” – la scorsa settimana ha definito la Corea del Nord una potenza nucleare, un’espressione che i funzionari statunitensi evitano di usare e che ha suscitato preoccupazione in Corea del Sud, poiché potrebbe essere interpretata come un riconoscimento ufficiale della Corea del Nord come potenza nucleare. Anche il neosegretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha utilizzato lo stesso termine durante la sua audizione di conferma al Senato all’inizio del mese.

Giappone, calano i suicidi ma è record tra gli adolescenti

Giappone, calano i suicidi ma è record tra gli adolescentiRoma, 29 gen. (askanews) – Il Giappone, da tempo attento al tema dei suicidi, ha registrato dati contrastanti per il 2024. Se il numero totale di persone che si è tolta la vita è risultato essere – secondo i dati provvisori diffusi oggi dal ministero della Salute – il più basso degli ultimi anni, con 20.268 morti rispetto ai 34.437 del picco registrato nel 2003 e 1.569 in meno rispetto al 2023, il numero dei ragazzi e adolescenti (dagli 11 anni fino ai 18 anni) è toccato il record di 527, rispetto ai 513 dello scorso anno, che era a sua volta un record.


Il dato complessivo dei suicidi rappresenta il secondo risultato migliore da quando è iniziata la raccolta dati nel 1978. Ogni anno, il Giappone registra un aumento dei suicidi tra gli adolescenti alla fine delle vacanze estive, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. Questo fenomeno ha spinto il governo a intensificare le campagne pubbliche per offrire supporto ai giovani in difficoltà.


Le cause precise della maggior parte dei suicidi tra gli studenti rimangono in gran parte sconosciute, ma studi precedenti hanno evidenziato che gli adolescenti affrontano numerose pressioni, tra cui quelle legate allo studio, al bullismo, alle scelte di carriera e ai problemi di salute. Nel complesso, il numero dei maschi che si suicida è circa il doppio di quello delle donne, anche se questo gap risulta in calo negli ultimi anni: 13.763 maschi suicidi, 6.505 donne.

Tokyo studia Trump: potrebbe usare gas scisto come leva negoziale

Tokyo studia Trump: potrebbe usare gas scisto come leva negozialeRoma, 29 gen. (askanews) – I rapporti tra Donald Trump e il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba non sono iniziati col piede giusto, ma ora Tokyo cerca di recuperare rispetto al fumantino leader americano, anche alla luce del fatto che l’alleanza con Washington è un elemento chiave del complesso scacchiere geopolitico dell’Asia orientale. Ishiba sta studiando come far colpo sugli interessi americani e – secondo quanto scrive oggi Nikkei – potrebbe aver individuato questa leva in un aumento delle importazioni di gas di scisto, lo “shale gas”, dagli Usa.


Ishiba aveva chiesto un incontro a Trump prima dell’insediamento alla Casa bianca, come era avvenuto per l’allora premier giapponese, il defunto Shinzo Abe, al primo mandato del tycoon. Ma il team di transizione del presidente ha respinto la proposta, definendola inopportuna in quella fase, salvo poi ricevere altri capi di governo, tra i quali anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A Tokyo il no all’incontro è stato vissuto con estrema preoccupazione e la diplomazia s’è mossa per cercare di organizzare al più presto un incontro tra i due. Washington ha proposto un incontro nella prima metà di febbraio, entro la finestra temporale proposta dai giapponesi e prima del previsto primo discorso di Trump al Congresso degli Stati Uniti in questo mandato, previsto per il 4 marzo. Ishiba determinerà la data in base alla tabella parlamentare.


Il primo ministro giapponese avrebbe intenzione, a questo punto, di porre la diplomazia delle risorse al centro della sua agenda. Trump ha sottolineato la sua volontà di rafforzare la produzione ed esportazione di energia, affermando che gli Stati Uniti possiedono “la maggiore quantità di petrolio e gas di qualsiasi altro paese sulla Terra”. Il famoso slogan “Drill, baby, drill”. Quindi – secondo una fonte che ha parlato con Nikkei – Ishiba ritiene che l’approvvigionamento di gas di scisto è un “tema adatto per la diplomazia negoziale con Trump”. Gli Stati uniti hanno iniziato a esportare gas di scisto verso il Giappone nel 2017, dopo che il boom dello scisto alla fine degli anni 2000 ha significativamente incrementato la produzione di petrolio e gas naturale e in seguito alla difficoltà giapponese di produrre energia elettrica, dopo l’incidente di Fukushima, che ha messo in ginocchio la produzione di elettricità da centrali nucleari.


L’Australia, la Malaysia e la Russia insieme hanno fornito più del 60% delle importazioni giapponesi di gas naturale liquefatto (GNL) nel 2023 in termini di volume. Espandere le importazioni dagli Stati uniti, che rappresentavano l’8% del totale, potrebbe rafforzare la sicurezza energetica del Giappone. Il GNL americano viene inviato dall’area del Golfo del Messico al Giappone attraverso il Canale di Panama, una rotta con pochi rischi geopolitici. L’agenda del vertice Trump-Ishiba è già oggetto di consultazioni tra Tokyo e Washington. Il 21 gennaio, il ministro degli Esteri giapponese Takeshi Iwaya ha incontrato il segretario di Stato statunitense Marco Rubio sull’argomento. Inoltre si preparano incontri a livello di funzionari dei ministeri degli Esteri, Commercio, Finanze e Difesa per discutere gli argomenti che saranno oggetto dell’incontro.


Inoltre, Ishiba sta raccogliendo informazioni e all’inizio del mese ha incontrato a lungo il magnate Masayoshi Son, fondatore del gruppo SoftBank, che ha dimostrato di avere buoni rapporti con Trump, anche al grazie al fatto che il gruppo di Son si è messo a disposizione di Trump per l’investimento da 500 miliardi di dollari per le infrastrutture dell’intelligenza artificiale, assieme a OpenAI e Oracle. Si tratta del futuribile progetto Stargate (criticato da Elon Musk, il patron di Tesla alleato di Trump). In questo senso, è certo che anche il tema dell’IA e dei semiconduttori sarà portato da Ishiba sul tavolo con Trump, alla ricerca di una collaborazione più profonda tra Giappone e Stati uniti, anche alla luce della sfida che arriva su questo fronte dalla Cina, che con DeepSeek e ora anche con il nuovo Qwen (di Alibaba) dice di essersi allineata e anzi di aver superato gli Usa. Intanto, però, Ishiba non trascura di bussare all’altra porta, quella della Cina. Ieri il primo ministro giapponese ha dichiarato, nella sessione plenaria della Camera dei Consiglieri del Parlamento giapponese, che intende rafforzare la comunicazione con la Cina, mirando a costruire “una relazione bilaterale costruttiva e stabile”. Questo in vista di un possibile incontro con il presidente cinese Xi Jinping.

IA, Marina Usa vieta a suoi dipendenti uso di DeepSeek

IA, Marina Usa vieta a suoi dipendenti uso di DeepSeekRoma, 29 gen. (askanews) – La Marina degli Stati uniti, a causa di “potenziali problemi di sicurezza ed etici”, ha richiesto al personale di evitare l’uso in qualsiasi forma del modello DeepSeek. Lo riferisce la CNBC.


Dopo il lancio, il modello R1 cinese di DeepSeek è salito in cima alla classifica delle applicazioni gratuite per il download nell’App Store di Apple negli Stati Uniti, scuotendo il mondo tecnologico e Wall Street. Oltre a suscitare ampie discussioni, ha anche generato preoccupazioni relative alla sicurezza. Un portavoce della US Navy ha confermato a CNBC l’invio di un avviso via email al personale, ricordando loro di “non scaricare, installare o utilizzare in alcuna forma il modello DeepSeek”.


Intanto, da ieri il sito ufficiale di DeepSeek ha segnalato attacchi di “malintenzionati” su larga scala e le registrazioni ai servizi online sono state rallentate. Analisti cinesi sostengono che gli attacchi sono arrivati da IP situati negli Usa. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che l’improvvisa ascesa di DeepSeek “dovrebbe essere un campanello d’allarme” per le aziende tecnologiche americane. David Sacks, zar dell’intelligenza artificiale e delle criptovalute nell’amministrazione Trump, ha scritto lunedì su X che DeepSeek R1 “dimostra che la corsa all’IA sarà molto competitiva”, aggiungendo di essere “fiducioso nelle capacità degli Stati Uniti, ma non possiamo permetterci di essere compiacenti”.


Secondo quanto riportato da The Information, Meta ha istituito quattro war rooms (unità di crisi) all’interno del suo dipartimento di IA generativa per monitorare DeepSeek. L’azienda ha sviluppato i propri modelli open-source di intelligenza artificiale denominati Llama. Intanto, però, dalla Cina potrebbe arrivare un’altra sfida. Secondo quanto riferisce oggi Nikkei Asia, anche Alibaba ha rilasciato un aggiornamento del suo modello linguistico IA Qwen, che con la versione 2.5-Plus, che secondo un messaggio diffuso su WeChat dalla compagnia, sarebbe “superiore come performance a GPT-4o, DeepSeek-V3 e Llama-3.1-405B”.


Secondo quanto ha riferito oggi Bloomberg, inoltre, Microsoft avrebbe avviato un’indagine sulla base del sospetto che “il gruppo collegato a DeepSeek” abbia ottenuto “impropriamente dati di OpenAI”, la compagnia proprietaria di ChatGPT.

Kim Jong Un visita impianto bombe nucleari: sono irrinunciabili

Kim Jong Un visita impianto bombe nucleari: sono irrinunciabiliRoma, 29 gen. (askanews) – Il leader supremo della Corea del Nord, Kim Jong Un, ha effettuato un’ispezione presso la struttura di produzione dei materiali nucleari per la costruzione degli ordigni atomici del paese, lanciando un messaggio – probabilmente al suo possibile futuro interlocutore Donald Trump – sull’irrinunciabilità per Pyongyang del suo dispositivo strategico.


E’ la seconda volta che i media ufficiali nordcoreani mostrano gli impianti, comprese apparentemente le decine di centrifughe che si trovano all’interno di questa struttura di produzione, con tanta enfasi. “Il rispettato compagno Kim Jong Un ha elogiato gli scienziati, i tecnici, i lavoratori e i funzionari del settore della produzione di armi nucleari per i notevoli successi ottenuti nei nuovi progetti a lungo termine. Ha sottolineato il loro impegno nell’affrontare i compiti assegnati dall’Undicesima Riunione Plenaria dell’VIII Comitato centrale del Partito dei lavoratori coreani, dopo che il settore della produzione di materiali nucleari, l’Istituto per le armi nucleari e altre aree correlate hanno registrato risultati straordinari nel 2024”, si legge nel comunicato diffuso dai media statali.


Kim “ha sottolineato che il 2025 sarà un anno cruciale, poiché segnerà il completamento degli obiettivi quinquennali assegnati dall’Ottavo Congresso ai settori della ricerca e della produzione di armi nucleari. Ha affermato che questo sarà un punto di svolta fondamentale per l’attuazione della linea strategica del Partito e del governo della Repubblica democratica popolare di Corea (DPRK) per il rafforzamento delle forze nucleari. Ha inoltre ribadito la necessità di mantenere alto lo spirito combattivo e di raggiungere successi epocali nel superamento degli obiettivi di produzione di materiali nucleari a uso militare e nel rafforzamento dello scudo nucleare del Paese”, secondo quanto ha riferito la nota. Il leader nordcoreano, ancora, ha “ribadito che garantire la pace e la sicurezza attraverso la forza è la modalità di lotta più giusta e un principio immutabile” e ha “evidenziato la gravità della situazione esterna che la DPRK sta affrontando, sottolineando come le forze ostili stiano cercando di rafforzare la propria supremazia militare”. In tal senso, ha continuato Kim, “l’unica forza assoluta capace di contenere completamente i nemici e di prendere l’iniziativa nel controllo della situazione non si ottiene con dichiarazioni o slogan, ma attraverso l’accumulo e l’aumento esponenziale della capacità nucleare pratica”.


Kim ha inquadrato la questione della sicurezza della Corea del Nord, che si trova nella regione “più instabile al mondo”, nel quadro di un “rafforzamento continuo dello scudo nucleare per affrontare non solo le minacce esistenti, ma anche i potenziali pericoli futuri”. E ha sottolineato che “questo è essenziale per garantire la sovranità, gli interessi e il diritto allo sviluppo dello Stato, non solo per il presente, ma anche per le prossime generazioni”, aggiungendo che “ogni sforzo deve essere subordinato al rafforzamento del prestigio dello Stato e alla difesa dei suoi interessi e che lo sviluppo illimitato della postura di contro-reazione nucleare del Paese è un compito politico e militare imprescindibile”. La visita, mostrata con ampiezza di immagini dalla stampa ufficiale nordcoreana, appare essere un messaggio al presidente Usa Trump, appena tornato alla Casa bianca, che vorrebbe tornare a intrecciare un dialogo con Kim, dopo i tre summit tenuti nel suo primo mandato, che avevano fatto sperare in un accordo, ma che poi si sono risolti in un nulla di fatto. Il nodo che fu possibile, allora, sciogliere fu proprio quello della rinuncia immediata, totale e irreversibile alle armi nucleari da parte della Corea del Nord, che Washington voleva preventivamente alla normalizzazione dei rapporti, con la revoca delle sanzioni.


L’enfasi di Kim sull’irrinunciabilità delle armi atomiche potrebbe essere un posizionamento preventivo rispetto alla futura apertura di un tavolo di negoziato con Trump. Dall’amministrazione americana – prima dal neosegretario alla Difesa Pete Hegseth, poi dallo stesso Trump – sono arrivate timide aperture su questo fronte, quando la Corea del Nord è stata definita una “potenza nucleare”. Questo è proprio il riconoscimento che Pyongyang vorrebbe. Tuttavia di fronte a queste affermazioni non formali arrivate da Washington, la Corea del Sud è intervenuta, segnalando al partner americano che il Trattato di non proliferazione nucleare barra la strada alla creazione di nuove potenze nucleari.