Skip to main content
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Cina lancia satelliti con nuovo vettore Lunga Marcia-8A

Cina lancia satelliti con nuovo vettore Lunga Marcia-8ARoma, 11 feb. (askanews) – La Cina ha lanciato nell’orbita bassa attorno alla Terra un nuovo gruppo di satelliti dal centro di lancio spaziale Wenchang, nella provincia meridionale di Heinan. Lo riferiscono i media di stato di Pechino.


I satelliti sono stati portati in orbita con un vettore Long March-8A modificato. Si tratta del primo lancio effettuato con questo vettore. Secondo i media cinesi, i satelliti sono stati messi in orbita con successo. La China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC) ha dichiarato il successo del lancio poco più di un’ora dopo il decollo, rivelando che il carico consisteva in satelliti per internet a bassa orbita terrestre. Si ritiene che i veicoli spaziali facciano parte della mega-costellazione a banda larga nazionale Guowang (SatNet).


La CASC non ha rivelato quanti satelliti siano stati inviati in orbito. Il primo lancio del gruppo Guowang, avvenuto a bordo del più potente Long March 5B, ha trasportato 10 satelliti. Il Long March 8A è una variante potenziata del Long March 8 standard, che ha fatto il suo debutto nel dicembre 2020. Presenta lo stesso primo stadio e i booster laterali dell’originale, ma include un nuovo secondo stadio a idrogeno-ossigeno di 3,35 metri di diametro, che consente l’uso di un involucro per il carico utile di 5,2 metri di diametro.


Il razzo ha una lunghezza di 50,5 metri, una massa al decollo di 371.000 kg e produce una spinta di circa 480 tonnellate. Il razzo può trasportare circa sette tonnellate. Il lancio odierno è il settimo della Cina nel 2025 ed il primo dal Capodanno lunare. I lanci precedenti hanno visto il quarto lotto di satelliti Qianfan partire a bordo di un Long March 6A da Taiyuan e un lancio con un Long March 3B da Xichang, che ha inviato il satellite di prova TJS-14 verso la fascia geostazionaria.

Giappone, sempre più rara tradizione del cioccolato di S.Valentino

Giappone, sempre più rara tradizione del cioccolato di S.ValentinoRoma, 11 feb. (askanews) – In Giappone sta svanendo la caratteristica tradizione del cioccolato di San Valentino. Secondo un sondaggio, di cui dà notizia oggi l’agenzia di stampa Kyodo, solo il 12,5% delle donne prevede di regalare il cioccolato di San Valentino, rispettando la tradizione consolidata.


In particolare, ad ammazzare questa abitudine, sarebbe la sempre maggiore diffusione del telelavoro. Fatto sta che si tratta della cifra più bassa mai registrata, secondo Nippon Life Insurance, che ha prodotto lo studio. In Giappone, le donne tradizionalmente regalano una scatola di cioccolatini agli uomini della loro vita per San Valentino, il cosiddetto, oltre a portare cioccolatini “obbligatori” (il cosiddetto “giri-choko”) ai colleghi e ad altri. Gli uomini sono chiamati poi a ricambiare il 14 marzo.


Tuttavia, questa tradizione rischia di scomparire, perché del 70% degli intervistati ha dichiarato di ritenere non necessario o superfluo distribuire regali di cioccolatini sul posto di lavoro. Il sondaggio online ha raccolto risposte da 11.716 persone, con oltre la metà degli intervistati che hanno tra i 50 e i 60 anni. E’ stato condotto tra il 4 e il 15 gennaio.


“Le relazioni personali sul posto di lavoro si sono indebolite con il diffondersi del telelavoro e con la frequenza dei cambi di lavoro” ha affermato Naoko Kuga, ricercatrice presso il NLI Research Institute, all’agenzia Kyodo. In totale, il 35,3% degli intervistati ha dichiarato di avere intenzione di fare un regalo a qualcuno, in calo di 2,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente; di questi, il 64,3% ha indicato coniugi o partner come destinatari principali.

Ia, intelligence Sudcorea irritata con DeepSeek per il “kimchi”

Ia, intelligence Sudcorea irritata con DeepSeek per il “kimchi”Roma, 10 feb. (askanews) – Ai coreani toccate tutto, ma non il “kimchi”, il tipico piatto tradizionale coreano, fatto di verdure fermentate con spezie (peperoncino in polvere, scalogno, aglio e zenzero). L’agenzia nazionale d’intelligence NIS ha avvertito contro l’utilizzo di DeepSeek, il modello d’intelligenza artificiale cinese, in ministeri e uffici governativi per i rischi sulla sicurezza dei dati, ma ha puntato il dito anche su come il chatbot descrive il piatto nazionale coreano.


Interpellato, DeepSeek ha risposto a utenti in lingua coreana e inglese che il kimchi è “un piatto che rappresenta la cultura e la storia coreana”. Ma, se la domanda è fatta in cinese, dice che il piatto è “originario della Cina, non della Corea”, definendo il piatto “pao cai”, il nome in mandarino del piatto, indicando un piatto con verdure sottaceto diffuso nel Sichuan. Al di là delle questioni gastronomiche, il NIS ha dichiarato di aver testato le capacità del chatbot e di aver constatato che raccoglie una quantità “eccessiva” di informazioni personali, informazioni che, secondo l’agenzia, vengono conservate su server esteri.


Secondo il NIS, il chatbot utilizza tutti i dati inseriti per addestrare ulteriormente il suo modello linguistico e condivide le informazioni degli utenti con inserzionisti commerciali e imprese, operando con “pochi vincoli”. Una delle cose rilevate dal NIS è il fatto che il chatbot fornisce risposte diverse a seconda della lingua della domanda, come per il “kimchi”. Per esempio, DeepSeek afferma agli utenti in lingua coreana che il Dano, una festività tradizionale basata sul calendario lunare coreana è una festività coreana. Invece, agli utenti in lingua cinese viene presentata come una festività cinese.


DeepSeek era già finito sotto scrutinio in Occidente per quella che sembra essere una censura delle domande sensibili riguardanti la Cina, come la soppressione delle proteste di Piazza Tiananmen del 1989 e lo status di Taiwan. (Foto tratta da Korea.net/ Korean Culture and Information Service)

Cina a caccia d’energia in Asia centrale (dopo avvio dazi agli Usa)

Cina a caccia d’energia in Asia centrale (dopo avvio dazi agli Usa)Roma, 10 feb. (askanews) – Nel bel mezzo di una guerra di dazi con gli Stati uniti, poche ore dopo che Pechino ha reagito a nuove tariffe imposte dal presidente Usa Donald Trump avviando un corteggiamento dei paesi dell’Asia centrale.


La Cina, da oggi, ha attivo un aumento del 15% dei dazi su otto prodotti provenienti dagli Stati Uniti, tra cui carbone e gas naturale liquefatto (GNL), oltre a un incremento del 10% dei dazi su ulteriori 72 prodotti, che comprendono petrolio greggio e macchinari agricoli. Secondo la televisione di stato cinese CCTV, un gruppo di dirigenti cinesi del settore petrolifero e del gas, subito dopo l’entrata in vigore dei dazi, ha preso un volo diretto verso il Kazakistan per esplorare nuove opportunità commerciali.


I rappresentanti – secondo quanto riporta il South China Morning Post – facevano parte di una delegazione più ampia guidata dal China Council for the Promotion of International Trade (CCPIT), un ente commerciale semi-ufficiale, che coinvolge oltre 30 aziende operanti in settori quali energia, petrolchimica e macchinari industriali. Il CCPIT prevede di organizzare ulteriori missioni commerciali per aiutare le aziende cinesi a sfruttare le opportunità nei mercati del Medio Oriente, dell’Asia Centrale, dell’Europa, dell’Africa e in altre regioni, in settori quali petrolio e gas, automobili e macchinari agricoli, ha aggiunto il rapporto.


La Cina è il principale importatore mondiale di energia. Sta diversificando le fonti delle proprie importazioni per rafforzare la sicurezza energetica nazionale. Il Kazakistan è tra i principali fornitori di gas naturale per Pechino. Il commercio bilaterale tra Cina e Kazakistan ha raggiunto i 43,8 miliardi di dollari nel 2024, registrando un aumento del 6,8% su base annua, secondo i dati forniti dalla Dogana cinese.

Taiwan, Cina: Usa e Giappone rispettino principio “Unica Cina”

Taiwan, Cina: Usa e Giappone rispettino principio “Unica Cina”Roma, 10 feb. (askanews) – La Cina ha ribadito oggi l’esortazione a Usa e Giappone affinché rispettino il principio dell’”Unica Cina”, non mandando “segnali sbagliati” alle forze secessioniste a Taiwan e affinché non interferiscano “negli affari interni della Cina”, facendo riferimento anche alla contesa con Tokyo sulle isole Senkaku (Diaoyu per cinesi).


La presa di posizione viene dopo il vertice di venerdì scorso a Washington tra il presidente americano Donald Trump e il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba, al termine del quale le due questioni sono state richiamate in una dichiarazione congiunta dei due leader, nella quale hanno sottolineato l’importanza di mantenere la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan, opponendosi “a qualsiasi cambiamento unilaterale della situazione nello Stretto mediante l’uso della forza o della coercizione”, e sostenendo “una partecipazione significativa di Taiwan nelle organizzazioni internazionali”. Inoltre, i due leader hanno dichiarato che l’articolo 5 del trattato di sicurezza Usa-Giappone – che prevede la reciproca difesa – si applica alle isole Senkaku, oltre a esprimere “l’opposizione alla militarizzazione illegale delle rivendicazioni marittime cinesi su isole e strutture artificiali nel Mar cinese meridionale, nonché alle attività minacciose e provocatorie”. La parte statunitense ha, ancora, affermato che intende “rafforzare la cooperazione nella lotta contro l’aggressione economica cinese”.


Guo, nell’odierna conferenza stampa a Pechino, ha avvertito: “Esortiamo gli Stati uniti e il Giappone a rispettare il principio dell”Unica Cina” e gli impegni assunti, a cessare immediatamente di interferire negli affari interni della Cina, a non inviare in alcun modo segnali errati alle forze secessioniste pro-indipendenza di Taiwan, a rispettare concretamente la sovranità territoriale e i diritti marittimi della Cina, a smettere di manipolare questioni riguardanti la Cina e ad adottare azioni concrete che contribuiscano in modo costruttivo alla pace e allo sviluppo della regione”. Il portavoce ha sostenuto che il contenuto della dichiarazione congiunta Usa-Giappone costituisce una palese interferenza negli affari interni cinesi, contenendo attacchi e denigrazioni della Cina e una retorica che alimenta tensioni nella regione. “La Cina esprime forte insoddisfazione e ferma opposizione a tale contenuto, e ha già presentato una protesta formale agli Stati uniti e al Giappone”, ha detto Guo.


La questione di Taiwan – ha detto ancora il portavoce – “è una questione esclusivamente interna della Cina, nonché il nucleo degli interessi vitali della nazione, e non può essere soggetta ad alcuna interferenza esterna. Entrambi i governi statunitense e giapponese hanno solennemente promesso di rispettare la posizione cinese su Taiwan; in particolare, il Giappone, che porta una grave responsabilità storica per l’aggressione e la colonizzazione di Taiwan, dovrebbe adottare un tono prudente su questo tema”. Secondo Pechino, la più grande minaccia per la pace nello Stretto di Taiwan è rappresentata “dalle attività secessioniste pro-indipendenza di Taiwan e dal compiacente sostegno delle forze esterne a tali attività”. Per quanto riguarda, invece, la partecipazione di Taiwan alle attività delle organizzazioni internazionali, per Guo essa “deve essere gestita, e può essere gestita, esclusivamente secondo il principio dell”Unica Cina’; Taiwan non ha alcuna base, ragione o diritto di partecipare a organizzazioni internazionali riservate agli Stati sovrani”.


Sulla contesa territoriale col Giappone, Guo ha ribadito che “le isole Diaoyu e i relativi scogli sono parte integrante e inalienabile del territorio cinese, e che le attività della Cina nelle acque circostanti sono pienamente legittime e conformi alla legge”. Le isole sono attualmente controllate dal Giappone. Infine, per quanto riguarda l’accusa di aggressione economica lanciata da Trump, Guo ha ribadito che “la Cina agisce sempre in conformità con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio, quindi l’accusa di ‘aggressione economica’ è del tutto infondata”.

DeepSeek, Cina: no a limiti ideologici all’intelligenza artificiale

DeepSeek, Cina: no a limiti ideologici all’intelligenza artificialeRoma, 10 feb. (askanews) – La Cina “abbraccia attivamente” la trasformazione connessa allo sviluppo dell’intelligenza artificiale ed è contraria “ai limiti ideologici” e alla “politicizzazione” di una questione che è economica, commerciale e tecnologica. L’ha affermato oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun nella quotidiana conferenza stampa a Pechino, rispondendo a una domanda su quale sia il sostegno della Cina al modello d’intelligenza artificiale cinese DeepSeek.


“La Cina abbraccia attivamente la trasformazione intelligente, promuove con vigore lo sviluppo innovativo dell’intelligenza artificiale, attribuisce grande importanza alla sicurezza e sostiene, incoraggiando l’innovazione autonoma delle imprese, il contributo positivo al progresso globale dell’intelligenza artificiale”, ha affermato Guo. “La nostra parte promuove attivamente uno sviluppo inclusivo dell’intelligenza artificiale, aiutando i paesi in via di sviluppo a rafforzare le proprie capacità, sostenendo l’adozione di tecnologie open source in questo ambito, favorendo l’accessibilità dei servizi di intelligenza artificiale e permettendo a tutte le nazioni di condividere i benefici derivanti da questi progressi”, ha continuato il portavoce. Guo ha invece espresso contrarietà alle iniziative nei confronti del modello d’Ia cinese. “Ci opponiamo alle limitazioni ideologiche, alla generalizzazione del concetto di sicurezza nazionale e alla politicizzazione delle questioni economiche, commerciali e tecnologiche”, ha detto il portavoce. “La Cina – ha proseguito – è pronta a rafforzare gli scambi e la cooperazione in materia di intelligenza artificiale con tutte le parti, a insistere su un processo di consultazione condiviso per promuovere una condivisione equa e a lavorare insieme per creare un ambiente di sviluppo aperto, inclusivo e reciprocamente vantaggioso, esplorando a fondo l’ampio campo dell’intelligenza artificiale”.

Cina: da Trump e Ishiba diffamazioni, creano tensione

Cina: da Trump e Ishiba diffamazioni, creano tensioneRoma, 10 feb. (askanews) – La Cina ha respinto le accuse contenute nella dichiarazione congiunta tra Stati uniti e Giappone, seguita al primo vertice di venerdì tra il presidente americano Donald Trump e il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba alla Casa bianca, definendo i riferimenti a Pechino come una “diffamazione” che “alimenta la tensione regionale”.


Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun, nella quotidiana conferenza stampa a Pechino, ha detto: “La dichiarazione congiunta tra Stati uniti e Giappone, che contiene riferimenti alla Cina, interferisce apertamente negli affari interni cinesi, attacca e diffama la Cina e alimenta la tensione regionale. La parte cinese esprime forte insoddisfazione e una ferma opposizione a tale contenuto”. Nella dichiarazione è espressa dai due leader “forte opposizione a ogni tentativo della Repubblica popolare di Cina di cambiare lo status quo con la forza o la coercizione nel Mar cinese orientale”. Inoltre i due leader hanno ribadito la loro “forte opposizione alle rivendicazioni marittime illegali della Repubblica popolare cinese, alla militarizzazione di strutture artificiali marittime, alle minacce e azioni provocatorie nel Mar cinese meridionale”. Ancora, i due leader hanno “enfatizzato l’importanza di mantenere la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan come indispensabile elemento di sicurezza e prosperità della comunità internazionale”, opponendosi a “ogni tentativo di cambiare unilateralmente lo status quo con la forza o la coercizione”. E hanno anche espresso “sostegno per una ragionevole partecipazione di Taiwan alle organizzazioni internazionali”.

Cina, crisi demografica: nel 2024 record negativo matrimoni

Cina, crisi demografica: nel 2024 record negativo matrimoniRoma, 10 feb. (askanews) – La crisi demografica cinese è destinata ad aggravarsi. Il ministero degli Affari civili di Pechino ha diffuso un dato che preoccupa molto le autorità della Repubblica popolare su questo fronte: nel 2024 si è registrato il numero più basso di matrimoni degli ultimi 44 anni.


Lo scorso anno, 6,1 milioni di coppie hanno contratto matrimonio, con un calo del 20,5% rispetto al 2023, secondo il Ministero degli Affari Civili. Il totale del 2024 è il più basso registrato dal 1980. E’ invece aumentato dell’1,1% il numero dei divorzi, raggiungendo i 2,82 milioni nel 2024, nonostante il calo dei matrimoni.


La situazione è considerata grave dai demografi, per quanto nel 2024 la Cina abbia registrato un leggero aumento delle nascite per la prima volta dal 2017: 9,54 milioni, rispetto ai 9,02 milioni dell’anno precedente. Gli esperti hanno attribuito la ripresa a un aumento dei matrimoni nel 2023 e al fatto che il 2024 sia stato l’Anno del Drago nello zodiaco cinese, considerato propizio per le nascite, con alcuni genitori che hanno aspettato per concepire nella speranza di dare alla luce un “bambino drago”. Le autorità cinesi hanno introdotto una serie di politiche a favore del matrimonio e della natalità, anche se tali misure hanno spesso avuto effetti limitati e talvolta hanno alimentato discussioni sull’entità dell’interferenza governativa nella vita delle persone.

Xi Jinping a maggio a Mosca per il Giorno della Vittoria

Xi Jinping a maggio a Mosca per il Giorno della VittoriaRoma, 10 feb. (askanews) – Il presidente cinese Xi Jinping ha accettato l’invito della Russia a partecipare alle celebrazioni della vittoria sovietica sulla Germania nazista nella Seconda guerra mondiale. Lo riferisce oggi l’agenzia di stampa statale TASS.


“Il presidente cinese Xi Jinping ha accettato un invito a prendere parte alle celebrazioni del 9 maggio a Mosca in occasione del 80mo anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica”, ha riferito TASS, citando l’ambasciatore russo in Cina, Igor Morgulov, che ha rilasciato interviste in occasione della Giornata russa della diplomazia, che cade oggi. Morgulov ha inoltre dichiarato che Xi, in cambio, ha invitato il presidente russo Vladimir Putin in Cina per la commemorazione della fine della Seconda guerra mondiale nel paese, prevista per settembre.


I due paesi, ha detto ancora il diplomatico, stanno “attivamente approfondendo il loro coordinamento sulle questioni internazionali, con le organizzazioni multilaterali, dove Mosca e Pechino svolgono il ruolo di ‘locomotiva’; la SCO e i BRICS hanno inoltre rafforzato la loro credibilità, con attori chiave del Sud globale che si sono uniti”.

Nordcorea, Kim Jong Un punta sullo sviluppo delle aree rurali

Nordcorea, Kim Jong Un punta sullo sviluppo delle aree ruraliRoma, 7 feb. (askanews) – Kim Jong Un ha indicato, in un discorso di cui dà notizia oggi la stampa ufficiale nordcoreana, l’urgenza di migliorare l’ambiente culturale e di vita della popolazione rurale, per eliminare le “differenze” tra città e campagna, affermando che l’obiettivo ideale è fare in modo che “l’intero paese goda dello stesso livello culturale”. Potrebbe trattarsi di una novità importante, in un paese che da sempre vive la differenza netta tra la popolazione privilegiata di Pyongyang e quella rurale come un elemento sociale costitutivo.


Il leader nordcoreano ha partecipato ieri a una cerimonia di inizio lavori per un ospedale regionale, evidenziando il grande divario tra le aree urbane e quelle rurali e impegnandosi a fare della modernizzazione dei servizi sanitari regionali una “massima priorità”. L’Ospedale della contea di Kangdong – non lontana da Pyongyang – è stato ristrutturato in base alla politica di sviluppo regionale denominata “20X10”. Kim ha definito come “massima priorità” la modernizzazione e il progresso del servizio sanitario pubblico, impegnandosi a svilupparlo in un contesto che “coltivi la forza vitale del paese e crei radici robuste per il ringiovanimento regionale.”


Ha inoltre dichiarato che la costruzione di strutture sanitarie pubbliche e di centri multifunzionali per la vita culturale è un compito urgente che accelererà “lo sviluppo simultaneo e bilanciato di tutti i settori e le regioni”, annunciando un piano per costruire 20 ospedali ogni anno, a partire dal 2026. Kim ha aggiunto che il centro servizi generali, che includerà strutture per cinema, sport e cultura, illuminerà il popolo e trasformerà i cittadini in “pionieri e creatori culturali”.


La Corea del Nord sta promuovendo la “Politica di sviluppo regionale 20X10” sin dallo scorso anno, con l’obiettivo di costruire 20 fabbriche moderne in città e paesi ogni anno per un periodo di 10 anni, al fine di migliorare la vita materiale e culturale della popolazione. Ad agosto, Kim ha ordinato di estendere questa politica ad altri settori, tra cui ospedali e centri di distribuzione per la scienza e la tecnologia.