Skip to main content
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Accordo Italia-Unesco per copertura tetto Cattedrale di Odessa

Accordo Italia-Unesco per copertura tetto Cattedrale di OdessaRoma, 8 feb. (askanews) – Nel quadro della missione a Kiev dell’Inviato Speciale del Ministro degli Esteri per la Ricostruzione dell’Ucraina, Davide La Cecilia, ha avuto luogo la cerimonia di firma dell’accordo tra l’Italia e l’UNESCO per un contributo finanziario di 500mila euro, provenienti dalla Cooperazione italiana, finalizzato a realizzare una prima copertura al tetto della Cattedrale della Trasfigurazione di Odessa, monumento gravemente danneggiato dai bombardamenti russi del 23 luglio scorso. Si tratta di un intervento importante a tutela di uno degli edifici simbolo della storia culturale e religiosa della città.


“L’Italia è fortemente impegnata, con le sue istituzioni e il suo sistema produttivo, nel sostegno alla ricostruzione dell’Ucraina”, ha dichiarato l’Ambasciatore Pier Francesco Zazo. “Come ricordato anche dal Vice Premier e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, abbiamo una straordinaria capacità nella protezione e salvaguardia del patrimonio culturale e urbanistico internazionale”. “Il nostro progetto nasce dalla volontà di coinvolgere, sulla base di una proposta della Triennale di Milano e del Museo MAXXI di Roma che la Farnesina sta portando avanti insieme al Ministero della Cultura, creativi e progettisti, istituzioni culturali internazionali, aziende e soggetti economici italiani per una rigenerazione urbanistica e architettonica delle città ucraine, a partire da Odessa di cui abbiamo assunto il patronato, in una logica di trasformazione verde, digitale e sostenibile”, ha sottolineato l’Inviato Speciale La Cecilia.


L’accordo è stato sottoscritto dall’Ambasciatore Pier Francesco Zazo, per l’Italia, e dalla Direttrice UNESCO per l’Ucraina, Chiara Dezzi Bardeschi, per l’organizzazione internazionale, alla presenza dell’Inviato Speciale Davide La Cecilia e del Titolare della sede regionale dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) di Kiev, Pietro Pipi.

Il Generale italiano Miglietta alla guida della NATO Response Force

Il Generale italiano Miglietta alla guida della NATO Response ForceBrunssum, 7 feb. (askanews) – Il Comandante dell’Allied Joint Force Command (JFC) Brunssum, Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano Guglielmo Luigi Miglietta ha assunto il Comando della NATO Response Force (NRF) 2024, la forza multinazionale ad alta prontezza, costituita da unità aeree, terrestri, marittime e forze speciali, addestrate a condurre operazioni ad alto rischio, con l’obiettivo di rispondere rapidamente a qualsiasi tipo di crisi.


Per l’occasione, il Gen. Miglietta si è collegato in videoconferenza con i Comandanti delle forze multinazionali che compongono la forza NATO di risposta alle crisi per l’anno 2024. Il Comando e il Controllo sulle forze assegnate per costituire la NRF, a rotazione tra i paesi Alleati, viene esercitato ad anni alterni tra i Comandi operativi NATO di Brunssum e Napoli.


Parlando ai Comandanti delle forze designate per costituire la NRF 2024, il Generale Miglietta ha sottolineato l’importanza di mantenere alti gli standard di prontezza operativa “per contrastare con immediatezza qualsiasi aggressione con un rapido dispiegamento delle forze e la tempestiva istituzione di una presenza militare della NATO a sostegno di eventuali operazioni di risposta alle crisi o in applicazione dell’articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico”. Riferendosi poi alle principali minacce attuali, il Comandante di JFC Brunssum ha condiviso le sue valutazioni sulla deterrenza con i Comandanti collegati affermando che “il messaggio più importante da veicolare con fermezza, è quello che qualsiasi atto aggressivo sarà contrastato” ed evidenziando, allo stesso tempo, che la natura difensiva delle forze non deve rappresentare in alcun caso una provocazione, in quanto la natura della deterrenza va oltre l’applicazione della forza militare basandosi sulla percezione della stessa “nella mente dei possibili avversari”.


Il Generale ha poi rimarcato che “il notevole lavoro di pianificazione nell’ambito della elaborazione dei Piani Regionali consente a tutte le nazioni Alleate di operare a stretto contatto, sostenendo la coesione dell’Alleanza che è sempre stata e rimarrà uno dei principali valori su cui si fonda la NATO”. Nei suoi quasi 75 anni di storia, la NATO ha operato e continua a operare molteplici adattamenti al contesto di sicurezza e la NRF costituise una dimostrazione di questa abilità a fronteggiare molteplici situazioni, incluso il soccorso in caso di calamità.


La caratteristica principale della NRF è rappresentata dalla capacità di condurre la mobilitazione e lo schieramento in tempi molto brevi di forze ad elevato livello di prontezza operativa, attivabili con un criterio di progressività. Nell’ambito della NRF vi è infatti una componente, la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), le cui unità sono in grado di schierarsi in due giorni con l’obiettivo di assumere il controllo iniziale di un’operazione e di facilitare l’arrivo delle altre forze in un massimo di 7 giorni, qualora la situazione operativa lo richiedesse. La capacità di reazione rapida della NRF sarà l’obiettivo dell’esercitazione Brilliant Jump 2024 che avrà luogo dal 12 al 28 febbraio in Polonia e che vedrà schierarsi le diverse unità provenienti dai paesi Alleati per amalgamarsi ed operare congiuntamente. Brilliant Jump 2024 è inquadrata nell’ambito di Steadfast Defender 2024, la principale esercitazione multidominio della NATO condotta nel corso del 2024 che si sviluppa attraverso una serie di esercitazioni nazionali e multinazionali, su larga scala, condotte in diverse località delle nazioni Alleate, in un arco temporale di circa 4 mesi.

Caso Salis, Tajani: assistiamo tutti i detenuti italiani all’estero

Caso Salis, Tajani: assistiamo tutti i detenuti italiani all’esteroRoma, 5 feb. (askanews) – Sulla vicenda di Ilaria Salis “non abbiamo nessuna posizione se non quella di assistere i nostri 2.500 italiani, circa, che sono detenuti nel mondo perché vengano rispettati i loro diritti come detenuti”. E’ quanto ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Med Extraordinary expert meeting di oggi a Roma. “Questo è ciò che noi facciamo con tutti gli italiani, compresa la signora Salis” e “questo ripeterò al padre” nell’incontro previsto oggi, ha aggiunto il ministro.


“L’ambasciata d’Italia come tutte le ambasciate nel mondo assiste con le visite consolari gli italiani che sono detenuti”, ha quindi sottolineato Tajani, ricordando che però che “non possiamo interferire sui procedimenti penali quando ci sono ipotesi di reati commessi all’estero”.

Accordo SIMEST e Confindustria Assafrica per sostegno investimenti

Accordo SIMEST e Confindustria Assafrica per sostegno investimentiRoma, 30 gen. (askanews) – SIMEST, la Società per l’internazionalizzazione delle imprese del Gruppo CDP, e Confindustria Assafrica&mediterraneo, l’associazione imprenditoriale del Sistema Confindustria che rappresenta e supporta le imprese italiane interessate a svilupparsi nel Mediterraneo, in Africa e in Medio Oriente, hanno sottoscritto oggi un accordo finalizzato a sostenere gli investimenti delle imprese italiane nell’area africana.

L’accordo è stato sottoscritto dal presidente di SIMEST, Pasquale Salzano e dal presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo Massimo Dal Checco con l’obiettivo di rendere maggiormente efficace l’attività di promozione e di impiego delle risorse a disposizione. A questo fine, i due Istituti s’impegnano a valorizzare e diffondere presso le imprese associate di Confindustria Assafrica & Mediterraneo la conoscenza dei prodotti e servizi gestiti da SIMEST e di cooperare per offrire alle imprese assistenza qualificata e tempestiva. Confindustria Assafrica & Mediterraneo si impegna inoltre a raccogliere e veicolare le manifestazioni di interesse delle proprie aziende associate, organizzando sessioni dedicate ad incontri individuali con gli esperti di SIMEST.

Salzano ha dichiarato che “la firma odierna rappresenta un tassello importante nella strategia complessiva di SIMEST di supporto allo sviluppo sostenibile e duraturo dei rapporti commerciali fra Italia e Africa. L’accordo, grazie alla stretta collaborazione con Confindustria Assafrica&Mediterraneo ci permetterà infatti di raggiungere un’ampia platea d’imprese a cui offrire i nostri servizi, favorendo la realizzazione dei piani d’investimento nel Continente. SIMEST è quindi impegnata attivamente per favorire lo sviluppo dei rapporti di reciproco beneficio fra le due geografie. In linea con gli indirizzi della Farnesina, e grazie al ruolo previsto dal Piano Mattei – come ricordato ieri in occasione del ‘Vertice Italia – Africa’ dal ministro degli Esteri Antonio Tajani – SIMEST ha predisposto anche un pacchetto di finanziamenti agevolati da 200 milioni di euro a favore della crescita sinergica fra l’Italia e i Paesi del Continente africano”. Per Dal Checco l’accordo “siglato oggi con SIMEST è volto ad agevolare il settore privato italiano nei mercati africani e quindi consentirci di essere più competitivi rispetto ad altri attori del mercato globale. In Africa operano sempre di più aziende italiane di piccole e medie dimensioni, attive nei più svariati settori, per le quali l’appoggio del Sistema Paese e delle sue Istituzioni finanziarie risulta strategico, al fine poter operare in un’ottica di lungo periodo, in linea con gli interessi del continente”.

Internazionalizzazione, SIMEST investe 15 mln in Alerion Clean Power

Internazionalizzazione, SIMEST investe 15 mln in Alerion Clean PowerRoma, 24 gen. (askanews) – SIMEST, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che supporta l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha contribuito con 15 milioni di euro alla crescita internazionale di Alerion Clean Power (ACP), Gruppo quotato alla Borsa di Milano e fra i leader italiani nel settore delle energie rinnovabili, in particolare da fonte eolica e solare.

Con questo investimento, SIMEST partecipa alla realizzazione del piano di espansione del Gruppo ACP in Romania, che prevede la realizzazione di cinque impianti fotovoltaici per complessivi 28 MW, per un impegno complessivo di circa 30 milioni di euro. Nell’operazione è intervenuto anche il Fondo di Venture Capital, strumento agevolativo che SIMEST gestisce in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

I nuovi impianti saranno fra i primi ad essere realizzati nella zona meridionale della Romania, in particolare nelle regioni di Ilfov e Calarasi, aree che godono di ottimo irraggiamento solare. Lo scopo è di immettere energia pulita nella rete in un’area non distante dalla Capitale, Bucarest, che rappresenta il mercato più importante del Paese. Grazie anche all’apporto di SIMEST, Alerion Clean Power può, così, proseguire con la strategia di differenziazione geografica e tecnologica della propria attività: una partnership già avviata nel 2019 quando, beneficiando di un investimento di €10 milioni, il Gruppo ha potuto acquisire un impianto eolico da 36 MW in Spagna.

Giorno Memoria, IIC Bucarestpresenta: “Lei conosce Arpad Weisz?”

Giorno Memoria, IIC Bucarestpresenta: “Lei conosce Arpad Weisz?”Roma, 24 gen. (askanews) – In occasione del Giorno della Memoria, l’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest, in partenariato con il Teatro Ebraico di Stato di Bucarest e con la Casa Tranzit di Cluj-Napoca, presenta lo spettacolo-lettura “Lei conosce Arpad Weisz?” della compagnia Menoventi, con Consuelo Battiston e Leonardo Bianconi e la regia di Gianni Farina.

Lo spettacolo avrà luogo il 27 gennaio 2024 alle ore 12.00, presso il Teatro Ebraico di Stato di Bucarest e il 28 gennaio 2024 alle ore 19.00, presso la Casa Tranzit di Cluj-Napoca. Lo spettacolo è ispirato al libro Dallo scudetto ad Auschwitz di Matteo Marani, il cui protagonista è il calciatore e allenatore Arpad Weisz, vittima delle leggi razziali in Italia. Il testo di Marani avvolge il lettore e lo spiazza incessantemente. Da questo accerchiamento ludico e sinistro, che rimanda all’inesorabile stretta di leggi e divieti che spianò la strada all’olocausto, emergono con nitore due pulsioni contrapposte: l’amore per lo sport, per il calcio, e lo sconcerto per la feroce stupidità umana.

La storia di Arpad Weisz è urticante e meravigliosa, in essa convivono l’entusiasmo per un allenatore che ha rivoluzionato “Il giuoco del calcio” e il fastidio destato dal contegno degli italiani e degli europei di fronte allo strisciante antisemitismo che stava ammorbando il continente. Menoventi nasce nel 2005 e si stabilisce a Faenza pochi anni dopo. I fondatori Consuelo Battiston e Gianni Farina collaborano con artisti italiani ed europei per generare opere che intersecano teatro, musica, radio, video e arti visive. Privo di una poetica definita a priori, il gruppo adotta linguaggi e registri orientati dalle peculiarità del cuore tematico di ogni progetto, generando una raccolta eterogenea di oggetti scenici. Unico punto fisso della ricerca è il pubblico, referente attivo che viene apostrofato, spiato, raggirato e che – volente o nolente – entra nel gioco.

Gianni Farina è regista, drammaturgo, light&sound designer. Fonda Menoventi nel 2005, curando regia e drammaturgia di tutti i lavori. Dirige numerosi progetti speciali, laboratori per professionisti e amatori e dirige insieme a Consuelo Battiston il festival MEME teatro-musica-scienza. Conduce incontri e conferenze sul teatro e sulle tecniche di regia all’interno di festival, scuole superiori e presso varie università come il dipartimento spettacolo del Dams di Bologna, il Dipartimento di Filosofia e di Storia dell’Arte e dello Spettacolo dell’università “La Sapienza” di Roma, il Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali di Urbino. Il Giorno della Memoria è celebrato il 27 gennaio di ogni anno per commemorare le vittime dell’Olocausto. È stato designato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 1º novembre 2005. L’Italia ha formalmente istituito la giornata commemorativa, nello stesso giorno, alcuni anni prima della corrispondente risoluzione delle Nazioni Unite. Essa ricorda le vittime dell’Olocausto, delle leggi razziali e coloro che hanno messo a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista. In occasione del Giorno della Memoria sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia affinché simili eventi non possano mai più accadere.

Dal Checco (Assafrica): Il 2024 cruciale per i rapporti con l’Africa

Dal Checco (Assafrica): Il 2024 cruciale per i rapporti con l’AfricaRoma, 18 gen. (askanews) – Il 2024 sarà un anno centrale per definire le tratiettorie del rapporto tra Italia-Africa e particolare interesse sarà dedicato al Piano Mattei, che il governo presenterà alla Conferenza Italia-Africa a fine gennaio, che promuove il Continente e l’internazionalizzazione ad esso collegata in un’ottica nuova, come spiega il presidente di Confindustria Assafrica&Mediterraneo Massimo Dal Checco intervistato da askanews.

“Tutto il mondo sta andando a investire in Africa – sottolinea Dal Checco – e i Paesi del continente, i diversi governi, si trovano a un bivio, devono scegliere tra andare più verso il mondo occidentale, ma con regole molto severe in termini di sostenibilità ed etica del modo di lavorare, oppure andare verso un mondo dove le regole sono meno puntuali che è quel mondo cinese, russo e dei Paesi non in linea con principi dell’Occidente. Questa è una scelta che sarà fatta a macchia di leopardo” e il 2024 “sarà un anno in cui vedremo come queste traiettorie verranno definite e confidiamo che quel modo di lavorare che abbiamo noi occidentali, e spero a maggior vantaggio italiano, possa portare dei benefici per tutto il nostro mondo industriale”. Un obiettivo che potrà essere raggiunto anche grazie al Piano Mattei. “Il modo di lavorare italiano è completamente diverso” da quello di russi e cinesi “e da questo anche il nome della strategia. Mattei era riuscito con la nostra Eni a essere molto più competitivo delle Sette sorelle americane, che gestivano il petrolio e nonostante Mattei avesse in mano una società più piccola riuscì a conquistare in maniera importante fette di territorio in Africa, perché lasciava in termini di alleanze e partnership metà della ricchezza che veniva prodotta sul territorio”, evidenzia il presidente della più anziana Confindustria estera, con oltre 140 associati, attiva da oltre 40 anni in 70 Paesi di Medio Oriente, Mediterraneo e Africa.

Meroni (Confindustria Est Europa): nuove chance per imprese Italia

Meroni (Confindustria Est Europa): nuove chance per imprese ItaliaRoma, 17 gen. (askanews) – “Vogliamo essere costruttori di ponti, per far crescere il partenariato economico tra Italia e Paesi dell’Europa centrorientale”, dice ad askanews la presidente di Confindustria Est Europa Maria Luisa Meroni parlando delle sfide e delle opportunità che si aprono nell’area nel 2024 e per i prossimi anni. Anni in cui i Paesi del Centro-Est Europa potranno ancora contare sui fondi del Pnrr per chi è già parte dell’Unione europea e i fondi forniti da Bruxelles nella fase di avvicinamento all’Unione. Finanziamenti che spingono sulle infrastrutture, sulle transizioni, sia digitale che ambientale, sull’agricoltura sostenibile. Tutti settori dove l’Italia e le sue imprese possono essere protagonisti.

“Le imprese italiane operanti nell’Europa centrorientale hanno vissuto momenti di particolare difficoltà nell’ultimo periodo, dovute al conflitto alle porte dell’Europa e alle varie crisi che si sono succedute – spiega Meroni in un’intervista rilasciata a valle della Consulta delle Confindustrie internazionali che si è svolta a Bucarest alla fine del 2023 – . Appare chiaro che queste dinamiche geopolitiche diventano essenziali e importanti per affrontare le sfide del futuro e diventare anche delle opportunità”. La presidente Meroni mette in evidenza come i Paesi dell’area “negli ultimi vent’anni siano cambiati: non sono più Paesi che abbiamo conosciuto, perché hanno raggiunto un livello di complessità molto superiore. Negli ultimi decenni i Paesi dell’Europa centrorientale hanno registrato una crescita più dinamica dell’Europa occidentale. Secondo i dati divulgati dal Fondo monetario internazionale per quanto riguarda la crescita stimata del Pil, per il 2024 è del 2,9% mentre per l’Europa occidentale è l’1,2%”.

Confindustria Est Europa, infatti, riunisce 11 rappresentanze confindustriali del Centro-Est Europa in cui a farla da padroni sono le esportazioni italiane in macchinari, tessile, food e gli investimenti in infrastrutture ed energia. Si va dall’Albania, che ha l’Italia come primo fornitore, con le importanti opportunità nelle rinnovabili e nell’informazione e comunicazione, oltre che nelle vie di trasporto sia terrestri che marittime, tra cui la piattaforma commerciale di Durazzo denominata Porto Romano. Alla Bielorussia, dove il governo ha tra le sue priorità la modernizzazione del settore agricolo anche attraverso l’acquisizione all’estero di macchinari e tecnologie. Si passa alla Bosnia Erzegovina dove esistono grandi potenzialità per le aziende italiane interessate ai progetti infrastrutturali, uno dei più promettenti dell’economia bosniaca, grazie ai programmi di sviluppo – di strade, ferrovie, corsi d’acqua navigabili, trasporto urbano ed aereo – adottati dal governo. Si passa poi ancora alla Bulgaria, con il 41,8% delle risorse del Pnrr per lo sviluppo della sostenibilità e per la decarbonizzazione, oltre ai cinque corridoi pan-europei. Sempre nell’area insiste la Macedonia del Nord, dove le principali opportunità per le imprese italiane sono racchiuse nell’esportazione di know-how e tecnologia moderna. E sempre nei Balcani il Montenegro, con l’energia come settore trainante con enormi potenzialità per investimenti e la partecipazione a gare internazionali, in particolare nelle centrali idroelettriche.

L’Italia è anche il quarto Paese fornitore per la Polonia, Paese che ha un enorme potenziale nei settore dei servizi avanzati alle imprese, oltre a presentarsi come nuovo hub di produzione europeo per farmaci generici complessi e biosimilari. La Romania, di cui l’Italia è il secondo Paese fornitore, ha nelle infrastrutture e nella costruzione di nuove fabbriche alcune delle nuove chance di investimento per le imprese italiane, oltre alle tradizionali macchine e attrezzature italiane molto apprezzate sul mercato romeno per l’alto livello qualitativo, l’affidabilità e il favorevole rapporto qualità/prezzo. Infine, ma non per ultima, la Serbia, con la storica presenza della Fiat di Kragujevac e la produzione per il 2024 di un nuovo modello Stellantis, la Slovenia con il focus su metalli e macchinari, oltre che prodotti chimici importati dall’Italia e l’Ungheria, una delle più grandi economie dell’Europa centro-orientale, che offre notevoli incentivi allo sviluppo delle imprese, tra cui sgravi fiscali e opportunità di beneficiare dei fondi UE. “Confindustria Est Europa aggrega le rappresentanze internazionali del sistema confindustriale dell’area di cui stiamo parlando: Albania, Bielorussia, Bulgaria, Bosnia Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Polonia, Serbia, Slovenia, Romania, Ungheria. Tutti paesi che fanno parte del progetto di integrazione europea”, sia perché già membri, sia perché candidati e quindi “che hanno registrato un’accelerazione molto forte sia dal punto di vista dell’adeguamento normativo sia locale che comunitario per affrontare al meglio queste collaborazioni economiche e commerciali”, spiega Meroni.

“Confindustria Est Europa si pone in prima linea con lo scopo di affrontare e affiancare come parte del sistema confindustriale gli imprenditori e le imprese che guardano a questo territorio con interesse, per rafforzare le collaborazioni commerciali, per dare un sostegno solido e concreto sia alle imprese già presenti sia a chi guarda con grande interesse a questi Paesi. Vogliamo essere costruttori di ponti per far crescere il partenariato economico tra Italia e Paesi dell’Europa centrorientale”, conclude la presidente di Confindustria Est Europa.

Il ministro tedesco Roth visita il MoSe di Venezia

Il ministro tedesco Roth visita il MoSe di VeneziaRoma, 11 gen. (askanews) – Il sistema MoSE, i cambiamenti climatici e l’ambiente lagunare sono stati al centro della visita al MoSE del ministro di Stato per la Cultura e i Media della Repubblica Federale di Germania, Claudia Roth. Il ministro e la delegazione tedesca sono stati accolti oggi sull’isola artificiale dal Commissario Straordinario per il MoSE, Elisabetta Spitz.

All’incontro erano presenti anche il prefetto di Venezia, Darco Pellos, e l’avvocato distrettuale dello Stato, Stefano Maria Cerillo. Nel corso della visita sono state illustrate le procedure di salvaguardia di Venezia e della sua laguna e il complesso sistema di tutela di un ambiente unico al mondo.

“La visita del ministro Roth da sempre attenta alle tematiche ambientali e della sostenibilità – ha affermato il commissario Spitz – ci ha dato modo, ancora una volta di sottolineare come Venezia oggi non solo sia protetta dalle acque alte e dagli effetti dei cambiamenti climatici, ma sia titolare di un know-how di assoluta eccellenza, grazie a un vastissimo sistema di conoscenze e competenze multidisciplinari, che ne fa un punto di riferimento per altri paesi impegnati nella protezione del proprio territorio”.

Tanzania, Leonardo fornisce velivoli al ministero della difesa

Tanzania, Leonardo fornisce velivoli al ministero della difesaRoma, 9 gen. (askanews) – L’Ambasciatore d’Italia, Marco Lombardi, in data odierna, alla presenza della Ministra delle Difesa della Tanzania, Professoressa Stergomena Tax, ha presenziato alla cerimonia di firma del contratto tra LEONARDO e il Ministero della Difesa della Tanzania per la fornitura di due velivoli da trasporto tattico C27J SPARTAN. Equipaggiati con kit per lo svolgimento di missioni umanitarie, ricerca e soccorso e contrasto agli incendi, i nuovi velivoli LEONARDO verranno impiegati da queste Autorità per le operazioni antincendio sul Monte Kilimanjaro e nella regione dell’Africa orientale. Lombardi, insieme con l’Ing. Claudio Sabatino e l’Ing. Claudio Gelain di LEONARDO, ha espresso viva soddisfazione per questo primo rilevante risultato del Sistema Italia in Tanzania nel 2024 e ha ringraziato tutti coloro che, con il loro apporto, hanno contribuito al raggiungimento di questo importante obiettivo suscettibile di ricadute in termini economici ed occupazionali per l’Italia.