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In Marocco arrivano i soccorritori stranieri: almeno 2.862 le vittime

In Marocco arrivano i soccorritori stranieri: almeno 2.862 le vittimeRoma, 12 set. (askanews) – Il bilancio delle vittime del terremoto in Marocco ha superato le 2.800 persone, mentre un numero limitato di squadre di soccorso straniere si è unito alla crescente corsa contro il tempo per trovare eventuali superstiti sulle montagne dell’Atlante, dove molti villaggi rimangono inaccessibili.

Le autorità marocchine, ricorda oggi il Guardian, hanno affermato di avere “risposto favorevolmente” alle offerte di aiuto delle squadre di ricerca e soccorso di Spagna, Qatar, Gran Bretagna ed Emirati Arabi Uniti, ma non hanno ancora accettato ulteriori proposte di aiuto da altri paesi nonostante la natura urgente della situazione. Italia, Francia e Turchia, tra gli altri, hanno offerta la loro disponibilità immediata a fornire assistenza. L’agenzia di stampa statale marocchina ha affermato che le autorità di Rabat “hanno effettuato una valutazione precisa dei bisogni sul campo, dato che il mancato coordinamento in tali situazioni potrebbe essere controproducente”. Il re del Marocco Mohammed VI nel frattempo ha ringraziato i paesi amici per le loro offerte di aiuto. Il terremoto di magnitudo 6,8 di venerdì ha colpito anche un gruppo isolato di villaggi montuosi a 45 miglia a sud di Marrakech e ha scosso le infrastrutture fino alla costa settentrionale del paese.

La TV di stato ha riferito che il bilancio delle vittime è salito a 2.862, con 2.562 feriti, e ci sono aspettative che il bilancio possa aumentare man mano che le squadre di soccorso raggiungono questi villaggi remoti in alta montagna. Le riprese dei droni dei canali televisivi locali hanno mostrato le tradizionali case di mattoni di fango completamente rase al suolo. “Finora non abbiamo trovato superstiti, solo morti sepolti sotto le macerieà l’odore dei cadaveri è molto, molto forte. Non abbiamo ancora né elettricità né acqua”, ha detto Aziz, un abitante di un villaggio di Ijoukak, vicino all’epicentro del terremoto, citato dal Guardian, confermando che gli aiuti e gli operatori d’emergenza sono finalmente arrivati nell’area. Ma i borghi sulle colline intorno a Ijoukak rimangono inaccessibili. “Anche i muli e gli asini non sono riusciti ad arrivare lassù perché ci sono enormi massi che bloccano le strade”, ha spiegato.

Tajani: la Russia cerca alleati, Kim è l’interlocutore peggiore possibile

Tajani: la Russia cerca alleati, Kim è l’interlocutore peggiore possibileRoma, 12 set. (askanews) – “Certamente la Russia cerca alleati e forse sostegno di tipo militare”, ha “bisogno di munizioni”, e “si rivolge al peggiore interlocutore possibile”, il leader nordcoreano Kim Jong Un, “che non rinuncia al nucleare, ha un atteggiamento aggressivo nell’Indo-pacifico, è stato condannato più volte dal G7 per il lancio di missili verso il Giappone e la sua velata minaccia a un paese democratico”. Lo ha detto oggi il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a Rtl 102.5, precisando che tutto questo “non fa sperare nulla di buono”. La Russia è “isolata” e “tenta di uscire da questo isolamento che la vede nel mondo libero come una potenza che viola il diritto internazionale”, “cercando di trovare consensi e sfruttando il malcontento in altri paesi del mondo”. “La stessa Cina credo sia preoccupata dall’atteggiamento della Russia” e in occasione della visita compiuta a Pechino “ho chiesto al ministro degli esteri Wang Yi di spingere Mosca a tornare a più miti consigli sull’Ucraina”, ha aggiunto Tajani. Il Marocco, ha poi detto, ha ricevuto “offerte” di aiuto “da tanti paesi del mondo e ha scelto quelle più vicine”, da Stati “con cui ha relazioni di vicinanza”: “penso alla Spagna”, ha precisato. “Hanno rapporti di vicinanza strettissimi”, ha aggiunto. Tajani ha quindi confermato che anche l’Italia ha “dato tutta la sua disponibilità”, così come fatto con la Libia, “vittima di un altro disastro naturale”.

L’Ucraina ha riconquistato diverse piattaforme di petrolio e gas vicino alla Crimea

L’Ucraina ha riconquistato diverse piattaforme di petrolio e gas vicino alla CrimeaRoma, 12 set. (askanews) – L’Ucraina ha riconquistato diverse piattaforme petrolifere e di gas del Mar Nero che erano state occupate dalla Russia nel 2015, ha affermato il servizio di intelligence militare del paese (GUR). Secondo quanto spiegato, le forze di Kiev hanno riconquistato le piattaforme di perforazione note come “Torri Boyko” vicino alla penisola di Crimea in una “operazione unica”, una riconquista definita di “importanza strategica”.

“La Russia è stata privata della capacità di controllare completamente le acque del Mar Nero, e questo avvicina l’Ucraina alla riconquista della Crimea”, ha affermato il servizio di intelligence. Durante l’operazione, è stato aggiunto, si è verificato uno scontro tra le forze speciali ucraine a bordo di imbarcazioni e un aereo da caccia russo, che è stato danneggiato e costretto a ritirarsi.

Il leader nordcoreano Kim Jong Un è arrivato in Russia

Il leader nordcoreano Kim Jong Un è arrivato in RussiaRoma, 12 set. (askanews) – Il leader nordcoreano Kim Jong-un è arrivato in Russia per un vertice con il presidente Vladimir Putin per discutere un possibile accordo per la fornitura di armi alla Corea del Nord per la guerra in Ucraina.

Il treno blindato di Kim è arrivato alla stazione di Khasan, la principale porta ferroviaria verso l’Estremo Oriente russo dalla Corea del Nord, ha riferito oggi l’agenzia di stampa giapponese Kyodo, citando una fonte ufficiale russa anonima. L’incontro tra i due leader dovrebbe svolgersi oggi pomeriggio a margine del Forum economico orientale nella città portuale russa di Vladivostok, dove Putin è già arrivato.

Dalle urne russe esce il controllo totale di ‘Russia Unita’

Dalle urne russe esce il controllo totale di ‘Russia Unita’Milano, 11 set. (askanews) – Le elezioni 2023, difficili da organizzare – e anche da decodificare – a causa della loro “complessità senza precedenti”, si sono svolte “dignitosamente” e sono state “pulite”, secondo Ella Pamfilova, capo della Commissione elettorale centrale russa, che sembra replicare direttamente all’Occidente e a Kiev che ha dichiarato il voto russo “una farsa”.

Sulla base dei risultati ufficiali russi delle votazioni, avvenute nel week end appena concluso, sono stati eletti i rappresentanti in 20 assemblee legislative locali delle Federazione russa, comprese quelle che in Russia vengono definite “nuove regioni”, ovvero le quattro regioni ucraine annesse da meno di un anno da Mosca. “SOSTEGNO ASSOLUTO A PUTIN” PER LE PRESIDENZIALI Le elezioni locali sono appena finite, ma il Cremlino guarda già avanti a marzo, alle presidenziali 2024 con fiducia di successo. Mosca rivendica una vittoria a tutto campo di Russia Unita, il partito di Putin. E Vladimir “Putin gode del sostegno assoluto della popolazione, non è il primo anno che lo dimostra”, ha detto il portavoce Dmitri Peskov. “Se Putin presenta la sua candidatura, è ovvio che nessuno può davvero competere con lui nella fase attuale”. Ma finora i preparativi per la campagna delle presidenziali non sono iniziati, a detta di Peskov. Si ricordi che Putin non si è recato al G20 nel week end ma è apparso sugli schermi russi, impegnato nel voto online per il sindaco di Mosca.

MOSCA, SOBYANIN, L’ASSO NELLA MANICA Ufficialmente Sergei Sobyanin ha ottenuto per la terza volta una vittoria schiacciante alle urne: 2,05 milioni di moscoviti hanno votato per lui, 76,39%, ovvero un record contro il suo precedente record nel 2018, quando comunque poco più del 70% dei moscoviti votò per lui. Va ricordato che il sindaco di Mosca giunge al suo quarto mandato ufficiale, mostrando una longevità politica su una poltrona complicata dove è arrivato nel 2010 eletto dall’assemblea locale, su proposta dell’allora presidente Dmitri Medvedev (l’elezione diretta dei governatori regionali è stata reintrodotta, su iniziativa di Medvedev, il primo giugno 2012). Sempre nel 2010 divenne il primo sindaco di Mosca a far parte del Consiglio di Sicurezza. Il 5 giugno 2013, Putin ha firmato un decreto in cui Sobyanin si dimetteva su sua richiesta e lo nominava sindaco ad interim fino alle elezioni anticipate dell’8 settembre 2013. L’8 settembre 2013 e 9 settembre 2018 è stato eletto al secondo e terzo mandato. IL CONTROLLO TOTALE DI RUSSIA UNITA Russia Unita ha ottenuto la maggioranza qualificata a tutti i livelli delle elezioni, ha dichiarato il segretario del Consiglio generale Andrei Turchak. “Si tratta di 2/3, che ci consente di prendere qualsiasi decisione a livello della regione e della sua capitale. Nelle elezioni a livello di assemblee legislative e centri amministrativi, abbiamo ottenuto più dell’80% dei mandati”, ha affermato Turchak. “Vorrei sottolineare in particolare che Russia Unita è l’unico partito politico che ha vinto con candidati alle elezioni a tutti i livelli: per il governo locale, le Duma cittadine, le assemblee legislative regionali, le elezioni suppletive alla Duma di Stato (Parlamento federale, ndr) in quattro distretti e elezioni governative”, ha detto Turchak.

NOVE PARTITI In totale, quest’anno sono stati eletti i rappresentanti di nove forze politiche, ha detto Pamfilova in un briefing presso il centro informazioni della commissione: “Russia Unita, Partito Comunista della Federazione Russa, Russia Giusta – Per la Verità, LDPR, Comunisti della Russia, Partito dei Pensionati, Partito Rodina, Partito dei Verdi e Gente Nuova”, ha elencato. KHAKASSIA, LA PICCOLA RIBELLIONE Ma secondo i dati presentati sul sito della Commissione Elettorale Centrale, Russia Unita ha vinto nelle liste dei partiti in tutte le regioni tranne la Khakassia: qui Russia Unita con il 36,41% dei voti ha perso la corsa contro il Partito Comunista della Federazione Russa (39,11%). Tuttavia tenendo conto della vittoria in quasi tutte le circoscrizioni elettorali uninominali, Russia Unita sarà comunque in grado di formare la maggioranza nel Consiglio Supremo della repubblica di Khakassia.

SI FA SPAZIO “GENTE NUOVA” Va inoltre notato il “successo” del partito Gente Nuova: sono riusciti a superare tutti i concorrenti in Yakutia nel consiglio regionale, ad eccezione di Russia Unita; il partito ha superato la barriera del 5% nelle regioni di Buriazia, Kalmykia, Arkhangelsk, Irkutsk, Kemerovo e Yaroslavl. I comunisti russi hanno mantenuto la rappresentanza nei parlamenti della regione di Ul’janovsk e dell’Okrug autonomo di Nenets, il Partito dei pensionati lavorerà nelle dume regionali di Vladimir e Yaroslavl. “Rodina” ha mantenuto il suo seggio nel parlamento dell’Okrug autonomo di Nenets, e i Verdi hanno vinto uno dei collegi elettorali in Bashkiria.

Russia, dalle urne esce il controllo totale di Russia Unita

Russia, dalle urne esce il controllo totale di Russia UnitaMilano, 11 set. (askanews) – Le elezioni 2023, difficili da organizzare – e anche da decodificare – a causa della loro “complessità senza precedenti”, si sono svolte “dignitosamente” e sono state “pulite”, secondo Ella Pamfilova, capo della Commissione elettorale centrale russa, che sembra replicare direttamente all’Occidente e a Kiev che ha dichiarato il voto russo “una farsa”.

Sulla base dei risultati ufficiali russi delle votazioni, avvenute nel week end appena concluso, sono stati eletti i rappresentanti in 20 assemblee legislative locali delle Federazione russa, comprese quelle che in Russia vengono definite “nuove regioni”, ovvero le quattro regioni ucraine annesse da meno di un anno da Mosca. “SOSTEGNO ASSOLUTO A PUTIN” PER LE PRESIDENZIALI

Le elezioni locali sono appena finite, ma il Cremlino guarda già avanti a marzo, alle presidenziali 2024 con fiducia di successo. Mosca rivendica una vittoria a tutto campo di Russia Unita, il partito di Putin. E Vladimir “Putin gode del sostegno assoluto della popolazione, non è il primo anno che lo dimostra”, ha detto il portavoce Dmitri Peskov. “Se Putin presenta la sua candidatura, è ovvio che nessuno può davvero competere con lui nella fase attuale”. Ma finora i preparativi per la campagna delle presidenziali non sono iniziati, a detta di Peskov. Si ricordi che Putin non si è recato al G20 nel week end ma è apparso sugli schermi russi, impegnato nel voto online per il sindaco di Mosca. MOSCA, SOBYANIN, L’ASSO NELLA MANICA

Ufficialmente Sergei Sobyanin ha ottenuto per la terza volta una vittoria schiacciante alle urne: 2,05 milioni di moscoviti hanno votato per lui, 76,39%, ovvero un record contro il suo precedente record nel 2018, quando comunque poco più del 70% dei moscoviti votò per lui. Va ricordato che il sindaco di Mosca giunge al suo quarto mandato ufficiale, mostrando una longevità politica su una poltrona complicata dove è arrivato nel 2010 eletto dall’assemblea locale, su proposta dell’allora presidente Dmitri Medvedev (l’elezione diretta dei governatori regionali è stata reintrodotta, su iniziativa di Medvedev, il primo giugno 2012). Sempre nel 2010 divenne il primo sindaco di Mosca a far parte del Consiglio di Sicurezza. Il 5 giugno 2013, Putin ha firmato un decreto in cui Sobyanin si dimetteva su sua richiesta e lo nominava sindaco ad interim fino alle elezioni anticipate dell’8 settembre 2013. L’8 settembre 2013 e 9 settembre 2018 è stato eletto al secondo e terzo mandato. IL CONTROLLO TOTALE DI RUSSIA UNITA

Russia Unita ha ottenuto la maggioranza qualificata a tutti i livelli delle elezioni, ha dichiarato il segretario del Consiglio generale Andrei Turchak. “Si tratta di 2/3, che ci consente di prendere qualsiasi decisione a livello della regione e della sua capitale. Nelle elezioni a livello di assemblee legislative e centri amministrativi, abbiamo ottenuto più dell’80% dei mandati”, ha affermato Turchak. “Vorrei sottolineare in particolare che Russia Unita è l’unico partito politico che ha vinto con candidati alle elezioni a tutti i livelli: per il governo locale, le Duma cittadine, le assemblee legislative regionali, le elezioni suppletive alla Duma di Stato (Parlamento federale, ndr) in quattro distretti e elezioni governative”, ha detto Turchak. NOVE PARTITI In totale, quest’anno sono stati eletti i rappresentanti di nove forze politiche, ha detto Pamfilova in un briefing presso il centro informazioni della commissione: “Russia Unita, Partito Comunista della Federazione Russa, Russia Giusta – Per la Verità, LDPR, Comunisti della Russia, Partito dei Pensionati, Partito Rodina, Partito dei Verdi e Gente Nuova”, ha elencato. KHAKASSIA, LA PICCOLA RIBELLIONE Ma secondo i dati presentati sul sito della Commissione Elettorale Centrale, Russia Unita ha vinto nelle liste dei partiti in tutte le regioni tranne la Khakassia: qui Russia Unita con il 36,41% dei voti ha perso la corsa contro il Partito Comunista della Federazione Russa (39,11%). Tuttavia tenendo conto della vittoria in quasi tutte le circoscrizioni elettorali uninominali, Russia Unita sarà comunque in grado di formare la maggioranza nel Consiglio Supremo della repubblica di Khakassia. SI FA SPAZIO “GENTE NUOVA” Va inoltre notato il “successo” del partito Gente Nuova: sono riusciti a superare tutti i concorrenti in Yakutia nel consiglio regionale, ad eccezione di Russia Unita; il partito ha superato la barriera del 5% nelle regioni di Buriazia, Kalmykia, Arkhangelsk, Irkutsk, Kemerovo e Yaroslavl. I comunisti russi hanno mantenuto la rappresentanza nei parlamenti della regione di Ul’janovsk e dell’Okrug autonomo di Nenets, il Partito dei pensionati lavorerà nelle dume regionali di Vladimir e Yaroslavl. “Rodina” ha mantenuto il suo seggio nel parlamento dell’Okrug autonomo di Nenets, e i Verdi hanno vinto uno dei collegi elettorali in Bashkiria.

In Marocco 2.300 vittime, attiva sul posto l’Ong Busf

In Marocco 2.300 vittime, attiva sul posto l’Ong BusfMilano, 11 set. (askanews) – La prima squadra dei Vigili del Fuoco Uniti Senza Frontiere (Bomberos Unidos Sin Fronteras, BUSF) è già al lavoro nell’area del sud del Marocco colpita dal terremoto di magnitudo 6,8 avvenuto sabato, che ha causato oltre 2.300 morti e migliaia di feriti. L’Organizzazione non governativa è attiva in ambito iberoamericano.

Dopo più di 13 ore di trasporto via mare e via terra, i vigili del fuoco di Huelva, Córdoba e Madrid hanno iniziato il loro lavoro ieri, domenica, come hanno confermato a Servimedia fonti della ONG. (fonte Servimedia)

Federlegno prevede chiusura 2023 a -3,3% per la filiera del legno-arredo

Federlegno prevede chiusura 2023 a -3,3% per la filiera del legno-arredoMilano, 11 set. (askanews) – Federlegnoarredo prevede una chiusura del 2023 negativa per la filiera a -3,3%, con l’export a -2,6% e il mercato nazionale a -3,8%. Lo comunica in una nota la federazione delle aziende del legno-arredo.

Le variazioni rilevate da Istat nei fatturati (-14,9%), nella produzione (-13,9%) del legno e nel fatturato (-0,1%) e nella produzione (-5,4%) di mobili nel primo semestre 2023, rispetto allo stesso periodo del 2022, sono il segno tangibile di un andamento del settore legno-arredo costretto a navigare a vista e a fare i conti con una situazione in continua evoluzione destinata a protrarsi sicuramente per tutto il 2023, se non oltre. Al diminuire della richiesta nel settore mobili sia corrisposto un arretramento anche nella produzione di legno, i cui fatturati, nell’ultimo biennio, sono risultati fortemente lievitati per i costi della materia prima e dell’energia. Motivo per cui, la diminuzione di fatturato può in parte essere intesa come conseguenza del recupero positivo dei prezzi delle commodity.

Anche nel confronto fra giugno ’22 e giugno ’23 si evince che è il legno a flettere in maniera più consistente in termini di fatturato (-17,1%) a cui va aggiunto un dato molto negativo anche sulla produzione che tocca il -13,9%. Il fatturato mobili registra un -0,8%, mentre la produzione segna un -5,1%. “Se la consistente flessione del fatturato del legno può essere in parte imputabile al rallentamento della crescita dei costi della materia prima e dell’energia sostenuta invece nel 2022 rispetto al 2021, discorso diverso è il dato sulla produzione dei mobili, indice soprattutto di un rallentamento della domanda e dell’export dei nostri prodotti anche oltre Oceano. Ovvio che – spiega Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo – questi due fattori incidano a loro volta anche sul settore legno che comincia a risentire di una riduzione della produzione, una volta esaurite le richieste del 2022, anno con performance al di sopra della norma”.

Situazione incerta che trova conferma anche nei dati del Monitor elaborati dal Centro studi FederlegnoArredo su un campione rappresentativo di aziende del settore che rappresenta in termini di fatturato il 18% della filiera, pari a circa 10 miliardi sui 56,5 totali. Nel primo semestre 2023, rispetto allo stesso periodo del 2022, la filiera legno-arredo, registra una contrazione complessiva del 5,9% con un trend negativo sia per il mercato italiano (-6,8%) che per l’export (-4,5%). A gravare maggiormente sull’andamento complessivo è il macrosistema legno, che flette del -12,6%, (-14% le vendite sul mercato nazionale e -8,3% l’export), pur con andamenti molto differenziati tra i diversi comparti: dai pannelli in forte contrazione alle coperture, strutture ed edifici in legno invece in crescita.

Il macrosistema arredamento, che rappresenta il 62% delle vendite totali, nei primi sei mesi del 2023 chiude più o meno in linea con il medesimo periodo del ’22 (-1,1%): l’andamento complessivo è determinato in particolare dalle minori esportazioni (-3,3%) che pesano per oltre la metà di quelle totali e che annullano l’effetto moderatamente positivo del mercato nazionale (+1,3%). Volgendo lo sguardo a fine 2023, la rilevazione indica una chiusura d’anno negativa per la nostra filiera a -3,3%, con l’export a -2,6% e il mercato nazionale a -3,8%. Per quanto riguarda il macrosistema arredamento le previsioni parlano di un andamento totale lievemente positivo (+0,2%) grazie alla maggior tenuta del mercato interno (+1,3%) rispetto all’export a -0,7%. Andamento negativo invece per il macrosistema legno (-8,5% totale) senza differenze sostanziali tra mercato nazionale (-8,6%) ed estero (-8,3%). “Non sorprende pertanto che, sempre secondo il nostro Monitor, il 39% delle imprese del legno-arredo stia rallentando gli investimenti data la situazione di incertezza a cui si aggiunge la difficoltà nel reperire risorse finanziarie a costi accessibili, a causa degli aumenti dei tassi di interesse e del calo degli affidamenti bancari alle imprese, che segna il minimo storico da oltre 20 anni. Nel primo semestre 2023 – spiega Feltrin – le imprese che dichiarano di risentire di un aggravio dei costi sono l’85%, e sale al 21% la quota di quelle che hanno subito un incremento superiore al 20% rispetto allo stesso periodo del 2022, evidenziando una tendenza ancora in atto e in peggioramento. Le imprese (circa il 22%) iniziano a evidenziare maggiori difficoltà nell’accesso al credito e per ovviare alla scarsità di liquidità provano a cercare nuovi affidamenti in altri istituti. Il 25% sta valutando di ridurre gli affidamenti e sostenere la crescita con risorse diverse, anche apportate dai soci”. “Le nostre aziende – conclude Feltrin – sono pronte a rispondere all’ennesima sfida mettendo in atto le strategie per non subire tali conseguenze in modo passivo, ma risulta cruciale prevedere misure di sostegno agli investimenti per tutelare la competitività dell’intero settore”.

Cremlino: Putin non ha rivali se si candida a presidenziali 2024

Cremlino: Putin non ha rivali se si candida a presidenziali 2024Milano, 11 set. (askanews) – Vladimir “Putin gode del sostegno assoluto della popolazione, non è il primo anno che lo dimostra”. Le elezioni locali sono appena finite, ma il Cremlino guarda già avanti a marzo, alle presidenziali 2024 con fiducia di successo. “Se Putin presenta la sua candidatura, è ovvio che nessuno può davvero competere con lui nella fase attuale”, ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. Ma finora i preparativi per la campagna non sono ancora iniziati, secondo Peskov in base ai canali ufficiali.

Mosca ha rivendicato una larga vittoria di Russia Unita, il partito di Putin alle elezioni locali organizzate anche nei territori annessi all’Ucraina, con oltre il 70% dei voti, considerate “una farsa” da Kiev e dai suoi alleati. La Commissione elettorale centrale russa ha dichiarato domenica sera che il partito Russia Unita del presidente russo è arrivato primo. Vittoria nel segno di Putin anche nella capitale russa, nel rinnovo del sindaco: l’uscente Sergey Sobyanin ha ottenuto il quarto mandato e vince le elezioni a sindaco di Mosca con il 76,39%, secondo i dati diffusi.

L’amministrazione del presidente russo Putin puntava a una vittoria schiacciante del partito al potere Russia Unita per dare slancio alle elezioni presidenziali del prossimo marzo. Il portavoce del Cremlino Peskov aveva preannunciato giovedì che Putin intendeva votare per l’elezione del sindaco di Mosca. L’oppositore russo Alexei Navalny dal carcere aveva chiesto di votare in queste elezioni “per qualsiasi candidato contro Russia Unita”. Senza il riconoscimento dell’Occidente, la Russia ha proclamato nel settembre 2022 l’annessione di quattro territori ucraini che controlla solo parzialmente – Zaporizhzhia, Kherson, Donetsk e Lugansk -, a seguito di “referendum” non riconosciuti dalla comunità internazionale.

Il segretario di Stato americano Antony Blinken aveva criticato il voto affermando: “Le elezioni farsa della Russia nelle aree occupate dell’Ucraina sono illegittime”. Ciò ha scatenato la reazione dell’ambasciata russa negli Stati Uniti, che ha accusato Washington di intromettersi negli affari interni di Mosca. Le elezioni si sono svolte anche in Crimea – sotto occupazione illegale russa dal 2014 – parallelamente alle elezioni locali nella stessa Russia. Riferimenti alla guerra in corso comunque non sono mancati. A partire dal logo scelto per le elezioni che vede una lettera “V” latina composta con il tricolore russo. La stessa lettera che insieme con la “Z” svettava sui carri armati che entravano in Ucraina il 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione. In questo caso la V dovrebbe richiamare la parola “vybory” ossia elezioni, ma ovviamente il sottotesto (della necessaria volontà di Mosca di vittoria nell’invasione) è più che leggibile per qualsiasi russo.

Russia rivendica larga vittoria Putin in territori ucraini annessi

Russia rivendica larga vittoria Putin in territori ucraini annessiMilano, 11 set. (askanews) – Mosca rivendica la vittoria di Russia Unita, il partito di Vladimir Putin alle elezioni locali organizzate nei territori annessi all’Ucraina, con oltre il 70% dei voti, considerati “una farsa” da Kiev e dai suoi alleati. La Commissione elettorale centrale russa ha dichiarato domenica sera che il partito Russia Unita del presidente russo è arrivato primo. Vittoria nel segno di Putin anche nella capitale russa, nel rinnovo del sindaco: l’uscente Sergey Sobyanin ha ottenuto il quarto mandato e vince le elezioni a sindaco di Mosca con il 76,39%, secondo i dati diffusi.

Senza il riconoscimento dell’Occidente, la Russia ha proclamato nel settembre 2022 l’annessione di quattro territori ucraini che controlla solo parzialmente – Zaporizhzhia, Kherson, Donetsk e Lugansk -, a seguito di “referendum” non riconosciuti dalla comunità internazionale. Il segretario di Stato americano Antony Blinken aveva criticato il voto affermando: “Le elezioni farsa della Russia nelle aree occupate dell’Ucraina sono illegittime”. Ciò ha scatenato la reazione dell’ambasciata russa negli Stati Uniti, che ha accusato Washington di intromettersi negli affari interni di Mosca. Le elezioni si sono svolte anche in Crimea – sotto occupazione illegale russa dal 2014 – parallelamente alle elezioni locali nella stessa Russia.

L’amministrazione del presidente russo Putin puntava a una vittoria schiacciante del partito al potere Russia Unita per dare slancio alle elezioni presidenziali del prossimo marzo. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva preannunciato giovedì che Putin intendeva votare per l’elezione del sindaco di Mosca. L’oppositore russo Alexei Navalny dal carcere aveva chiesto di votare in queste elezioni “per qualsiasi candidato contro Russia Unita”. Riferimenti alla guerra in corso comunque non sono mancati. A partire dal logo scelto per le elezioni che vede una lettera “V” latina composta con il tricolore russo. La stessa lettera che insieme con la “Z” svettava sui carri armati che entravano in Ucraina il 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione. In questo caso la V dovrebbe richiamare la parola “vybory” ossia elezioni, ma ovviamente il sottotesto (della necessaria volontà di Mosca di vittoria nell’invasione) è più che leggibile per qualsiasi russo.