Zelensky: “Le nostre truppe stanno avanzando”Roma, 2 set. (askanews) – “Le forze ucraine stanno avanzando. Nonostante tutto e qualunque cosa si dica, stiamo facendo progressi e questa è la cosa più importante. Siamo in movimento”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, citato sul canale Telegram del ministero della Difesa di Kiev dopo che ieri gli Stati Uniti hanno riconosciuto i “notevoli progressi” della controffensiva ucraina negli ultimi giorni. L’esercito ucraino ha ripreso il villaggio meridionale di Robotyne questa settimana prima che le sue truppe si spostassero verso est verso Verbove, dove si incontrano diverse linee di difesa russe.
L’Argentina è in una situazione complicataRoma, 2 set. (askanews) – Gli hedge fund hanno aumentato le scommesse contro le obbligazioni argentine poiché l’emergere del candidato della destra radicale Javier Milei ha accresciuto i timori degli investitori che il paese si appresti a eleggere un leader che farà fatica a governare in preda a una crisi economica.
Il valore totale delle obbligazioni argentine prese in prestito dagli investitori per scommettere su un calo dei prezzi è aumentato del 65% da quando Milei, un sedicente “anarco-capitalista”, ha vinto le primarie il mese scorso in vista delle elezioni presidenziali di ottobre. I piani di Milei di tagliare radicalmente la spesa pubblica e di dollarizzare l’economia in difficoltà del paese – riporta il Financial Times – hanno scosso i mercati valutari e del reddito fisso del paese. Secondo i dati di S&P Global Market Intelligence, il valore delle posizioni corte contro obbligazioni argentine prestate dalle banche depositarie internazionali è attualmente di 41 milioni di dollari, in forte aumento rispetto ai 25 milioni di dollari prima del voto di metà agosto.
Sebbene tali numeri siano piccoli rispetto al valore complessivo del debito argentino, l’impennata arriva nonostante il fatto che le obbligazioni siano già scambiate in un territorio profondamente in difficoltà. La cautela da parte degli investitori internazionali giunge dopo un periodo di turbolenze per l’economia traballante dell’Argentina. L’inflazione supera il 113%, le riserve valutarie sono a livelli pericolosamente bassi e il peso ha perso più della metà del suo valore rispetto al dollaro negli ultimi 12 mesi. “Data la terribile situazione macroeconomica dell’Argentina, non c’è spazio per errori”, ha affermato Alejandro Arevalo, responsabile del debito dei mercati emergenti presso Jupiter Asset Management, secondo quanto riportato dal Ft. Arevalo ha aggiunto che gli investitori sono preoccupati per la difficoltà che Milei avrebbe incontrato nell’attuazione delle politiche di riforma tanto necessarie senza la maggioranza del Congresso o il sostegno dei potenti sindacati argentini, così come per i rischi di esecuzione con Milei, un leader inesperto e radicale.
“La questione non è tanto se le proposte riduzioni della spesa pubblica scateneranno proteste sociali, ma piuttosto come Milei reagirà a queste proteste”, ha detto Arévalo. Gli investitori ritengono che il candidato più favorevole al mercato sia la più moderata Patricia Bullrich, di destra, che propone anche un programma di risanamento fiscale. Sebbene Milei abbia affermato che taglierà drasticamente la spesa pubblica, la sua posizione ha sollevato preoccupazioni sulla fattibilità delle sue proposte. Il prezzo delle obbligazioni in dollari argentini è sceso fino al 15% subito dopo che Milei ha ottenuto più del 30% dei voti del 13 agosto, e il valore del peso sui tassi di cambio non ufficiali si è indebolito. La banca centrale ha risposto rapidamente svalutando il tasso di cambio ufficiale fino al 18% a 350 pesos per dollaro, cosa che ha aiutato le obbligazioni a recuperare parte delle perdite. Il tasso swap blue-chip, un tasso di cambio fluttuante per gli investitori internazionali che acquistano azioni e obbligazioni, ha continuato a indebolirsi venerdì scorso fino a oltre 780 pesos per dollaro.
Festivaletteratura, settembre “green” 10 scienziate per l’ambienteRoma, 1 set. (askanews) – Dopo una breve pausa estiva, tornano a settembre i grandi festival e le novità editoriali: le iniziative targate Codice Edizioni di questo mese saranno tutte legate tra loro dal filo rosso (anzi verde) dell’attenzione per l’ambiente e il clima.
Il 6 settembre, informa una nota, inaugura infatti la nuova edizione del Festivaletteratura Mantova, e tra gli appuntamenti della prima giornata segnaliamo l’incontro Scienza e diplomazia del clima in cui Giacomo Destro (autore per Codice di Ragione di stato, ragione di scienza) dialogherà con il diplomatico Grammenos Mastrojeni di scienza e trattati internazionali, per spiegare come funziona (o dovrebbe funzionare) la diplomazia del clima. L’incontro si terrà mercoledì 6 settembre presso l’Aula Magna dell’Università a partire dalle ore 19.15. Gli scienziati hanno un’idea abbastanza precisa di cio’ che sta succedendo al clima. A grandi linee, concordano anche su quello che andrebbe fatto per iniziare a trovare soluzioni alla crisi climatica. Ad applicare queste misure pero’ dovrebbe essere la politica, e qui la cosa si fa piu’ complessa. Interessi nazionali, “breveterminismo”, guerre culturali, fratture sociali, disuguaglianze globali sono tutti fattori che contribuiscono al fatale disallineamento tra l’evidenza scientifica e l’azione politica sul clima in molti paesi.
Il 6 settembre sarà anche la data ufficiale di uscita delle prossime novità editoriali di saggistica e narrativa, dalle storie di dieci straordinarie scienziate ambientali a un romanzo post apocalittico in cui la natura lotta per sopravvivere, a costo di mutare in modo irrimediabile le creature viventi, esseri umani inclusi. Con il saggio divulgativo Prime. Dieci scienziate per l’ambiente curato da Mirella Orsi e Sergio Ferraris esploriamo dieci storie di scienziate che con il loro lavoro hanno ampliato le nostre conoscenze sull’ambiente: Dian Fossey, Rachel Carson, Dana Meadows, ma anche la “regina del sole” Maria Telkes, Jane Goodall e altre. Realizzato con i contributi di Paola Bolaffio, Giorgia Burzachechi, Simona Falasca, Sergio Ferraris, Ivan Manzo, Matteo Martini, Davide Mazzocco, Giorgia Marino, Mirella Orsi e Gabriele Vallarino. Prefazione di Maurizio Melis.
Nel romanzo Faune dell’autrice canadese Christiane Vadnais la biologa Laura si muove tra fiumi inquinati, sotto lune verde tossico, tra città formate da relitti di barche e uomini e donne diventati ormai ibridi tra umano e animale. Il suo obiettivo è catalogare le nuove forme di vita, e comprendere una natura che lotta per sopravvivere al cambiamento climatico e recuperare uno stato selvaggio. In questa sensuale e onirica opera di climate fiction, Christiane Vadnais spalanca una finestra su un ipotetico futuro non troppo lontano, se continueremo a maltrattare il nostro pianeta. In uscita il 6 settembre
Saggistica Prime. Dieci scienziate per l’ambiente. A cura di Mirella Orsi e Sergio Ferraris. Parlando di ambiente, la prima donna che viene in mente è Greta Thunberg. Ma se qualcuno vi chiedesse il nome di una scienziata ambientale, quale sarebbe la vostra risposta? Dalle invenzioni “solari” di Mária Telkes alla primavera silenziosa di Rachel Carson, dalle esplorazioni sottomarine di Sylvia Earle all’effetto serra teorizzato da Eunice Newton Foote, innumerevoli studi, scoperte e ricerche rivoluzionarie condotte da donne di scienza hanno segnato un punto di svolta nella comprensione della natura. In questo libro, un gruppo di professioniste e professionisti della comunicazione ambientale ripercorre dieci di questi momenti cruciali attraverso le vite e le esperienze delle scienziate che ne sono state protagoniste. Pagina dopo pagina scoprirete che dietro il nome di un fiore si può celare un’avventura straordinaria, leggerete di una futuristica casa nel bosco, immaginerete la metamorfosi delle farfalle, capirete perché non usiamo più il DDT e vi ritroverete nella giungla africana, nel pieno del conflitto tra genere umano e natura. Con le storie di Maria Sibylla Merian, Jeanne Baret, Eunice Newton Foote, Rachel Carson, Ma´ria Telkes, Sylvia Earle, Dian Fossey, Laura Conti, Jane Goodall, Dana Meadows. Narrativa Faune di Christiane Vadnais «Corre voce che nei boschi di Shivering Heights le specie si diradano, alcune muoiono mentre altre si adattano a una velocità accelerata. È perduta la certezza di comprendere fino in fondo le astuzie delle volpi e lo sguardo sospettoso dei corvi; a quanto pare, tra diversi gruppi di insetti s’instaurano singolari connivenze. Ciò che un tempo era nominato, classificato, ordinato in diverse branche e sottobranche, ora risulta sconosciuto.» Christiane Vadnais Nella costellazione di frammenti narrativi che compongono Faune ci ritroviamo immersi in un mondo devastato da inondazioni e inquinamento, e popolato da un parassita che uccide le creature che attacca. A dominare in questo panorama c’è una natura rigogliosa e brutale, allo stesso tempo affascinante e terrificante, che cancella i confini con l’uomo e ne invade ogni spazio. La biologa Laura si muove tra fiumi che straripano, sotto lune verde tossico, tra villaggi ricavati da relitti di imbarcazioni e uomini e donne diventati ormai ibridi tra umano e animale. Il suo obiettivo è catalogare queste nuove forme di vita, e comprendere una natura che per sopravvivere al cambiamento climatico recupera e impone un proprio stato selvaggio. In questa sensuale e onirica opera di climate fiction, che ricorda le atmosfere della Trilogia dell’Area X di Jeff VanderMeer, Christiane Vadnais spalanca una finestra su una trasformazione ecologica irreversibile innescata dall’arroganza degli uomini e dalla violenza esercitata sull’ambiente e sulle altre specie che lo abitano. Un rapido sguardo a ragione di stato, ragione di scienza. Storie di scienza, spionaggio e politica internazionale. Autore ospite al Festivaletteratura Mantova il 6 settembre. Una leggenda narra che la prima ambasceria dell’impero romano in Cina portasse in dono all’imperatore celeste carapaci di tartarughe, pietre preziose, stoffe e… un trattato di astronomia. La conoscenza scientifica è stata sempre utilizzata dalle società anche come strumento per relazionarsi con le altre comunità, e dalla seconda metà dell’Ottocento scienza e politica internazionale si sono sempre più legate in un rapporto tanto complesso quanto simbiotico. In Ragione di Stato, ragione di scienza Giacomo Destro ripercorre i grandi temi globali in cui la scienza si intreccia con le relazioni tra le nazioni, come le questioni ambientali ed energetiche e i confini etici della ricerca. E lo fa raccontando storie di scienziati che spiano e vengono spiati, di diplomazia spaziale e neocolonialismo, di crimini efferati e cooperazioni internazionali. Un viaggio avventuroso e suggestivo che ci porterà nei luoghi più significativi della diplomazia scientifica, per capire come questo tema sia molto più vicino alle nostre vite di tutti i giorni rispetto a quanto si possa immaginare.
Europei Salto Ostacoli, per ora niente Parigi 2024 per l’ItaliaRoma, 1 set. (askanews) – L’Italia del salto ostacoli non ce l’ha fatta a strappare uno dei tre pass olimpici per i Giochi di Parigi 2024 in palio ai Campionati Europei di Milano per le nazioni non ancora qualificate.
Dopo le prime due giornate vissute sulle ali di una più che legittima soddisfazione, con il team azzurro al sesto posto della classifica provvisoria a squadre dietro Svizzera ed Austria e davanti alla Spagna, oggi il quartetto italiano è scivolato in fondo alla classifica. Delusione palpabile tra il pubblico, ma soprattutto nell’entourage della nazionale, per un obiettivo che sembrava essere a un passo dall’essere centrato. Ad aprire la difficile giornata azzurra è stato infatti Emanuele Gaudiano, con Crack Balou già in affanno ieri, e oggi addirittura eliminato. Alberto Zorzi, con Highlight W, ha poi ripetuto le 5 penalità di ieri (un errore agli ostacoli più una per fuori tempo limite).
Di contro, a metà gara Svizzera e Austria hanno mantenuto a loro favore il distacco mentre la Spagna, con i due percorsi netti di Armando Trapote e Tornado VS e Manuel Fernandez Saro, ha ribaltato a suo favore la situazione mettendo sotto pressione i nostri. Le otto penalità ‘a sorpresa’ (visti i due splendidi percorsi netti di ieri e mercoledì) di Emanuele Camilli e Odense Odeveld e le nove di Giampiero Garofalo con Max van Lentz Schrans hanno poi portato il punteggio dell’Italia a 67.26, decima tra le dieci squadre in finale.
Il migliore dei cinque azzurri in gara oggi è stato Francesco Turturiello in gara solo a titolo individuale, che, con grande determinazione, in sella a Made In’t Ruytershof ha portato a termine un percorso macchiato solo da un errore. In chiave olimpica, tuttavia, le speranze azzurre non sono ancora del tutto perse, seppur affidate all’ultima chance della finale della Fei Nations Cup di Barcellona per la quale l’Italia è stata ‘ripescata’. Un segno del destino? Forse. Di sicuro un’ultima opportunità – sportivamente parlando – da vita o morte. Tra un mese esatto, il 1 ottobre, si saprà se l’Italia sarà riuscita a cogliere all’ultimo tuffo una qualifica che manca ormai da troppo tempo, da Atene 2004. Servono però coraggio, grinta – e perché no – anche un po’ di fortuna. Tre elementi che a Milano sono irrimediabilmente mancati.
Usa, Ism manifatturiero ad agosto sale a 47,6 punti, sopra stimeNew York, 1 set. (askanews) – Resta in contrazione, l’Ism manifatturiero, l’indice che misura la performance del settore manifatturiero negli Stati Uniti, ma registra un risultato migliore di quello di luglio. In agosto l’Ism è salito da 46,4 punti di luglio a 47,6 punti, contro attese per un dato a 46,9. L’indice ha così registrato il nono mese consecutivo in contrazione, dopo un periodo di espansione durato 30 mesi.
L’indice sui prezzi è salito dai 42,6 punti di luglio a 48,4 punti. L’indice sull’occupazione è salito da 44,4 di luglio ai 48,5 di agosto; il dato sui nuovi ordini è sceso da 47,3 punti a 46,8; mentre quello sulla produzione è salito da 48,3 a 50 punti. Il dato sugli inventari è leggermente sceso da 46,1 punti a 44.
Usa, scende a 47,9 punti Pmi manifatturiero ad agostoNew York, 1 set. (askanews) – L’indice sull’attività manifatturiera statunitense è sceso in agosto, un po’ meno delle stime, ma è comunque rimasto ad un livello associato a una contrazione del settore. Il dato – stilato da Ihs Markit – che ne misura l’andamento è sceso, in lettura finale, a 47,9 punti dai 49 di luglio. Le attese erano proprio per un dato a 47 punti, pari inoltre alla lettura preliminare. Un dato al di sopra dei 50 indica un’espansione rispetto al mese precedente, mentre uno al di sotto dei 50 indica una contrazione.
Parigi, “trottinette” addioRoma, 1 set. (askanews) – Da oggi 1 settembre Parigi diventerà la prima capitale europea a vietare completamente i monopattini elettrici. I tre operatori, Lime, Tier e Dott, hanno perso l’autorizzazione ad occupare lo spazio pubblico dopo un “referendum” senza precedenti all’inizio di aprile dove i “no” hanno vinto con quasi il 90%, anche se si è mosso solo il 7,46% degli iscritti alle liste elettorali. La sindaca socialista di Parigi, Anne Hidalgo, aveva fatto una campagna per il voto “contro”.
Da agosto, i 15.000 veicoli sono stati quindi gradualmente rimossi dalle strade per essere inviati, dopo eventuali riparazioni, in altre città. Molti degli spazi dedicati alle macchine sono vuoti ora o ospitano le biciclette dei tre operatori. Un terzo dei 5.000 veicoli dell’azienda Tier rimarranno nell’Ile-de-France, in 80 comuni limitrofi. Il resto va principalmente in Germania. Dott invierà i suoi in Belgio o Tel Aviv. I monopattini di Lime partiranno invece alla volta di Lille, Londra, Copenaghen e diverse città tedesche.
Gli operatori contano su un trasferimento dei propri clienti parigini verso le biciclette, già offerte da ciascuno, che dovrebbe consentire di evitare, almeno nell’immediato, dei licenziamenti.
Zelensky: senza Crimea non c’è pace, non possiamo fidarci di PutinCernobbio, 1 set. (askanews) – “Senza la Crimea, senza il Donbass, non ci può essere una pace sostenibile in Ucraina e quindi una pace sostenibile neppure nell’area europea”. Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parla dal 49esimo forum Ambrosetti a Cernobbio dove ha ribadito a più riprese la debolezza della Russia e dello stesso Putin.
“Il terrore non significa forza ma nasconde la debolezza” avverte. “Noi vediamo chiaramente le cose, vediamo chi è il nemico: non c’è forza dall’altro lato, sono solo capaci di bombardare le nostre case, stanno solo commettendo crimini contro l’umanità. Chi vede forza in un missile lanciato contro un aereo che vola in assoluta pace? Chi vede forza in un leader che deve scappare su un mezzo blindato, un treno blindato?”. La stessa debolezza Zelensky la vede “nel caos che stanno creando in Africa” e nella morte di Evgenij Prigohin ammesso dice che lo abbia veramente ucciso (“stiamo ancora aspettando la conferma” precisa). “Tutto questo – sottolinea il presidente ucraino – conferma che non possiamo fidarci di Putin: la sua parola non vale nulla. E’ impossibile andare a negoziare con Putin date queste premesse, perché non riesce a mantenere le sue stesse parole, le sue promesse. Putin mostra la sua debolezza attraverso le sue parole”.
Il suo intervento in videoconferenza al Forum Ambrosetti è stata anche l’occasione per ringraziare il nostro Paese: “La collaborazione con l’Italia è fondamentale ogni giorno, così come degli altri Paesi. Non abbiamo mai avuto dubbi rispetto alla forza delle decisioni italiane rispetto al supporto all’Ucraina”.
La vicenda del senatore Usa che (letteralmente) si blocca alle domande dei giornalistiNew York, 31 ago. (askanews) – Il senatore repubblicano Mitch McConnell, leader della minoranza al Senato, mercoledì si è bloccato nuovamente per oltre 30 secondi davanti alla domanda di un giornalista durante una conferenza stampa in Kentucky. Quando il reporter ha chiesto a McConnell, se pensava di ricandidarsi per la rielezione nel 2026, il leader del Senato GOP ha chiesto due volte al giornalista di ripetere la domanda e poi si è bloccato, guardando in avanti fino a quando un assistente si è avvicinato e poi ha detto ai giornalisti che il senatore aveva bisogno di un minuto per riprendersi.
L’episodio di mercoledì è avvenuto poco più di un mese dopo che McConnell, 81 anni, durante la sua conferenza stampa settimanale in Campidoglio, si era bloccato mentre rispondeva alle domande dei giornalisti. Biden ha annunciato che avrebbe chiamato il senatore, “un buon amico”, nonostante i disaccordi politici. La deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene, vicina a Trump ha ribadito che McConnell, per la sua età “non è idoneo all’incarico”.
Francia, il divieto dell’abaya in classe scatta da lunedìRoma, 31 ago. (askanews) – Gli studenti che arriveranno a scuola indossando l’abaya non potranno entrare in classe ma “saranno accolti” dalle scuole, che dovranno “spiegare loro il significato” di questo divieto fin dall’inizio dell’anno scolastico, ha affermato giovedì 31 agosto il ministro dell’Istruzione francese Gabriel Attal.
Quest’ultimo, che domenica aveva annunciato la messa al bando di questo lungo abito tradizionale che copre il corpo indossato da alcuni studenti musulmani, ha sottolineato giovedì a France Inter che la nuova norma riguarderà anche l’uso del qamis, la versione maschile di questo indumento. “Dietro l’abaya, dietro i qami, ci sono ragazze, ragazzi e ci sono famiglie. Esseri umani con cui è necessario dialogare, fare pedagogia”, ha detto il nuovo ministro dell’Istruzione. “Saranno accolti, saranno accolti e con loro ci sarà uno scambio per spiegare loro il senso della regola. Perché stiamo prendendo questa decisione? Perché non possiamo indossare l’abaya, il qami, a scuola?” ha continuato Gabriel Attal, precisando che “da lunedì” nessuno di questi studenti potrà entrare in classe. “La laicità è uno dei valori fondamentali della scuola della Repubblica”, ha insistito.
In alcuni istituti “si possono avere diverse decine di persone interessate” e i presidi devono essere “accompagnati a svolgere questo lavoro di mediazione”, ha spiegato ancora il ministro. A tal fine verrà loro inviata “oggi” (giovedi) una nota in cui il governo “chiarisce la norma”: “Dà un certo numero di tracce, guide per fare questo lavoro di scambio”. Una lettera sarà inviata anche ai responsabili delle strutture “per le famiglie” interessate, secondo Gabriel Attal, che non ne ha fornito il contenuto. L’annuncio del divieto dell’abaya, nella continuità della legge del 15 marzo 2004 che vieta di indossare abiti o segni che “manifestino apparentemente un’appartenenza religiosa”, ha suscitato polemiche, soprattutto a sinistra.